<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935</id><updated>2012-01-27T21:33:02.958+01:00</updated><category term='Pensierino domenicale.'/><category term='Virgolettando'/><title type='text'>Via della Polveriera</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>311</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-110039755565855945</id><published>2012-01-26T07:20:00.006+01:00</published><updated>2012-01-26T07:25:08.960+01:00</updated><title type='text'>UNA DORMITINA SOLITAMENTE  LA  FACCIO</title><content type='html'>Da circa tre anni mi succede che ad una certa ora del pomeriggio, verso le 14,  mi cala il sonno per cui mi preparo una specie di divano – assente in camera mia -  dove potermi spaparanzare e farmi la quotidiana pennichella.&lt;br /&gt;In pratica sistemo sul mio letto single una serie di cuscini che formano quasi una poltrona-sdraio, una sedia imbottita davanti per poggiarvi le gambe ed ecco pronto lo pseudo divano.&lt;br /&gt;Occorrendo mi preparo un plaid di lana di colore rosso, soltanto d'inverno però, almeno per ora.&lt;br /&gt;Non appena le palpebre mi danno il primo segnale interrompo quello che sto facendo, di solito al pc - con la speranza che Pasquale non si dispiaccia – e mi sdraio soddisfatto.&lt;br /&gt;Certe volte arrivo persino a sognare.&lt;br /&gt;La durata della  "pennica"  - traduzione romanesca della dormitina – raramente supera un'ora ma questo dipende da quello che ho mangiato a pranzo e quanto ho mangiato poiché non bevendo vino o birra la causa dovrebbe essere quella.&lt;br /&gt;Certo anche l'età incide, altroché.&lt;br /&gt;Però la sera  se non prendo una compressa soporifera a "nanna" non riesco ad andarci.&lt;br /&gt;In tutta questa situazione c'è però una piccola questioncella. A volte quando domo resto con la "boccuccia" sempiaperta e sembro un neonato. Io non me ne accorgo però mi è stato riferito ed in seguito ne parlo. La colpa principale è da attribuire a qualche difficoltà che ho a respirare a causa delle adenoidi le quali, benché me le abbiano tolte da piccolo, sono ritornate.&lt;br /&gt;Così pure le tonsille che sono tornate malgrado mi siano state tolte, sempre da piccolo, ben tre volte.&lt;br /&gt;Ricordo che la mia consolazione successiva a tali interventini consisteva nel fatto che mia madre mi comprava sempre un cono gelato. Dopo però.&lt;br /&gt;Nel vedermi appisolato così con l'aggiunta che pendo leggermente da una parte – come la Torre di Pisa – la signora che assiste mia moglie nel passare davanti la mia stanza entra e viene vicino al "letto-divano" per controllare se respiro! Me lo ha raccontato giorni fa perché la "pennica" si era protratta dopo l'ora abituale.&lt;br /&gt;Domenica scorsa però, trovandosi in casa mio figlio e vedendomi in quello stato "semicomatoso" mi ha svegliato dolcemente scuotendomi una spalla e con un tono di voce un poco preoccupata mi ha chiamato un paio di volte: "papà, papà...".&lt;br /&gt;Questi fatti non mi piacciono e allora ho deciso: quando sarò bello appisolato lo farò tenendo  almeno un occhio aperto, anzi spalancato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="325" width="580"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qEl7OMfsbgM?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/qEl7OMfsbgM?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="325" width="580"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-110039755565855945?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/110039755565855945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=110039755565855945' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/110039755565855945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/110039755565855945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2012/01/una-dormitina-solitamente-la-faccio.html' title='UNA DORMITINA SOLITAMENTE  LA  FACCIO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2828821490527007874</id><published>2012-01-22T07:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T07:23:26.459+01:00</updated><title type='text'>HO I NEMICI IN CASA</title><content type='html'>Principalmente sarebbero tre ma dalla lista tolgo Pasquale, il mio pc, con il quale ho un rapporto particolare di amicizia-inimicizia e quindi per ora mi limito a elencarne due e cioè:&lt;br /&gt; 1)  Il pavimento di tutta la casa  e così pure quello del corridoio è composto da mattonelle quadrate 20x20 di cemento a due colori. Devo obbligatoriamente transitare nel tratto di corridoio antistante tra la cucina e il bagno sia per entrare e sia per uscire dalla porta di casa e da quelle appunto della cucina e del bagno nonché della stanza da me "vissuta" 24 ore al giorno trovandosi in essa tutte le cose che mi necessitano. L'ho battezzata "il nido dell'Aquila" per vari motivi.  Inoltre, sempre quel tratto è privo di finestre e quindi per transitarvi occorre accendere la luce tramite un interruttore piuttosto scomodo da raggiungere per tale scopo. Quanto detto si riferisce alla notte e se è inverno, se invece è estate oppure è giorno pieno tutto procede bene  La prolissità di questa descrizione serve per spiegare meglio possibile le piccole difficoltà che affronto quando devo passare in quel preciso punto per motivi vari, alcuni impellenti.&lt;br /&gt;Ed ecco la dolente nota. Per non disturbare gli altri famigliari, specialmente in orari poco opportuni, sono costretto, alcune volte al buio, a fare  una specie di "salto della quaglia" per evitare di calpestare una  dispettosa mattonella che, sconnessa da molto tempo, produce un rumore fastidioso.&lt;br /&gt;  Lei, la mattonella, è una delle sei che compongono la fila da parete a parete, proprio in quel tratto del corridoio che ho prima indicato, le altre cinque sono un po' meno sconnesse. Quindi mi  domando sempre quando transito da lì, primo se ci azzecco o meno ad evitare la "dispettosa" e, secondo, perchè non mi decido a farla sistemare insieme alle altre essendo io incapace di qualsiasi lavoro che abbia a che fare con l'edilizia. Per dire la verità anche di altri lavori "fai da te".&lt;br /&gt;  Riesco raramente ad evitare quella mattonella ma quando avviene lo faccio con un piccolo salto per sorpassarla, poi mi volto e la spernacchio sottovoce. Speriamo non se ne accorga perché altrimenti riesce a coinvolgere anche le altre della stessa fila e allora so' dolori.&lt;br /&gt;  2) Quando nel 1969 traslocammo in questa casa uno degli operai addetti mi installò, tra molte altre cose, anche quattro pensili della cucina che a quell'epoca veniva chiamata "all'americana" tenendo conto, per la loro installazione, della mia statura:  mt.1,65 e quella di mia moglie:  mt.1,50 – senza tacchi - così da poter usare i pensili senza necessità di doversi arrampicare su qualcosa. Succede così, sin dai primi anni,  che se io ho sbrigare qualcosa in cucina batto regolarmente la testa su quei "pensili ostili" sia se l'abbasso e sia se la alzo. La testa intendo. Non parliamo poi di quando, per un motivo qualsiasi, si lascia aperto uno dei nove sportelli di detti pensili: i botti di capodanno! Lo strano è, ma forse no, che a mia moglie non è mai successo. Eppure, anche se di poco, li sfiora.&lt;br /&gt;  È vero anche che qualche volta hanno delle proprietà terapeutiche nel senso cioè che procurano un benessere fisico. Uno di detti pensili è collocato sopra il tavolo in cucina dove normalmente si fa colazione e ci si pone a sedere lateralmente o davanti per altri motivi. Io ormai al corrente del rischio che posso correre quando mi alzo da seduto compio gesti con il collo e la testa che servono benissimo ad evitare il botto e a curare la cervicale, ma qualche giorno fa la più grande delle nostre due nipoti che è venuta a trovarci, non ricordando il problema, quando si è alzata dalla sedia ha sbattuto la testa nella parte inferiore del pensile. La sera stessa vengo a sapere che la cefalea di cui sofriva in precedenza e che le dava molto fastidio era miracolosamente scomparsa.&lt;br /&gt;  Sarà a causa di quelle "capocciate" che a volte la testa non mi funziona troppo bene?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2828821490527007874?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2828821490527007874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2828821490527007874' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2828821490527007874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2828821490527007874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2012/01/ho-i-nemici-in-casa.html' title='HO I NEMICI IN CASA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3927340871948320412</id><published>2012-01-18T07:32:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T07:34:06.448+01:00</updated><title type='text'>A SETTEMBRE APPENA INIZIATO</title><content type='html'>Sabato pomeriggio mio figlio mi ha invitato a vedere una partita di pallacanestro piuttosto&lt;br /&gt;particolare nel senso che si tratta di una di quelle partite tra  "scapoli e ammogliati" tra soggetti cioè la cui età va dai 45 ai 55 anni appassionatissimi di quello sport da tutti loro praticato sin da bambini e fino ai quarant'anni, non credo di più.&lt;br /&gt;  Il campo all'aperto situato nella scuola confinante con il fabbricato dove abito ha  i requisiti dei campi idonei per tutte le varie gare dei campionati ufficiali che lì hanno luogo ma, per alcune ore della settimana, viene messo a disposizione di qualche gara amichevole tipo quella appena descritta.&lt;br /&gt;  Uno dei bordi esterni di quel campo è contiguo alla parete esterna della palestra coperta. Lungo tale parete ci sono alcune lastre di pietra rettangolari ove si siedono  i giocatori quando vengono effettuati dei cambi durante il corso delle partite ed anche  parenti, mogli, fidanzate e figli dei giocatori in campo per assistere alle dispute.&lt;br /&gt;  Arrivo quando la partita è iniziata da poco e mio figlio, quasi 53 anni, si distrae un attimo, mi fa un cenno di saluto e io riesco a trovare un posto in una di quella specie di panchine stracolma di zaini, zainetti e borse di tela.&lt;br /&gt;  Nonostante il tono amichevole della disputa io mi appassiono ugualmente anche perché il basket è uno sport che mi piace ed io ho sempre seguito il "pupo" sin da quando aveva 14 anni.&lt;br /&gt;  Dopo qualche minuto si avvicina una ragazzino e mi chiede se può sedersi lì accanto, gli rispondo di sì se riesce a farlo scostando qualcosa. Si siede e mi chiede qual'è il punteggio della partita. Io lo informo e gli chiedo se suo padre è uno di quelli che giocano&lt;br /&gt;= No, mio padre sta a casa...&lt;br /&gt;= Il sabato non lavora?&lt;br /&gt;= Lui non lavora da circa due anni perché sta in cassa integrazione. Mio padre dice che è quella corta, che finisce presto e che dopo  non gli daranno più soldi. Prima veniva pure lui a giocare...&lt;br /&gt;  Rimango un po' interdetto ma poi gli chiedo  se posso domandargli qualche altra cosa e lui annuisce&lt;br /&gt;= Quanti anni hai?&lt;br /&gt;= Dieci. Ho finito la quinta elementare che frequentavo qui e sono stato promosso in prima media...&lt;br /&gt;= E il tuo papà che lavoro faceva?&lt;br /&gt;= Operaio&lt;br /&gt;= Tua madre lavora?&lt;br /&gt;= Va a fare  le pulizie in certe case&lt;br /&gt;= Sei figlio unico?&lt;br /&gt;= No, ho una sorella di due anni, ci pensa mio padre a lei. Loro volevano metterla al nido ma costa  e i soldi non li hanno&lt;br /&gt;=  Abitate qui vicino?&lt;br /&gt;= Sì, prima avevamo una casa poi i soldi non c'erano più e allora...&lt;br /&gt;= Allora?&lt;br /&gt;= Una signora molto anziana ci ha dato una camera e dormiamo tutti lì. Non ci fa pagare però mamma fa tutte le cose di casa e papà cucina...&lt;br /&gt;= Parlate di tutto questo a casa?&lt;br /&gt;= No, sento papà e mamma che la sera prima d'addormentarsi ne parlano tutti i giorni fino a tardi, ecco perché so tutte queste cose.  Sento pure che papà tante volte piange&lt;br /&gt;= Te che fai quando succede questo&lt;br /&gt;= Sto sveglio, non riesco più a dormire...&lt;br /&gt;= Una brutta situazione...&lt;br /&gt;= Io ho cercato di lavorare, di fare qualsiasi cosa, ma dicono tutti che sono troppo piccolo. Allora ho scritto una lettera e l'ho mandata al governo, anzi ce l'ho portata io, ma non mi ha risposto mai nessuno, eppure l'indirizzo nostro ce l'ho messo. Ogni giorno guardo nella cassetta della posta ma ci trovo solo pubblicità e qualche altra cosa indirizzata alla signora...&lt;br /&gt;= Ma non hai nonni o zii?&lt;br /&gt;= Gli zii hanno pochi soldi anche loro e i nonni non li ho mai avuti. Adesso vado a casa, ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3927340871948320412?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3927340871948320412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3927340871948320412' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3927340871948320412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3927340871948320412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2012/01/settembre-appena-iniziato.html' title='A SETTEMBRE APPENA INIZIATO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5783107129072620394</id><published>2012-01-13T07:37:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T07:40:27.972+01:00</updated><title type='text'>DAL BAULE DEI RICORDI - ER MONETA E ALTRI ANCORA</title><content type='html'>Avevo tra i 15 e i 16 anni – fine 1945 inizio 1946 – e facevo parte di una "banda" di ragazzetti tutti nati e cresciuti nell'Isola del zibibbo, così chiamavamo la zona dei palazzi in cui abitavamo nel Rione Monti, il primo di Roma, proprio in faccia al Colosseo. L'Isola era una specie di quadrilatero, tra via della Polveriera, il Largo omonimo, via delle Terme di  Tito comprendente via del Monte Oppio e poi via Nicola Salvi e via del Fagutale. (*) La nostra attività vespertina, sempre dopo aver ottenuto la libera uscita da parte dei nostri rispettivi genitori, consisteva nel giro delle tre osterie e dell'unico bar esistenti nell'Isola per la solita partita a carte – senza soldi in ballo – e per la bevuta di gazzose. Quest'unico bar dell'Isola  in angolo tra via delle Terme di Tito e via Nicola Salvi  era  frequentato da noi  quasi tutti i giorni come pure da un "soggetto" particolare che arrivava sempre nel tardo pomeriggio e se ne andava verso le venti. Ci diceva quello che aveva combinato durante la giornata e di essere un attore ma non precisava se di cinema o di teatro e se era un protagonista, un generico o una comparsa. Abbastanza semplice la descrizione di questo personaggio: età tra i 45 e i 50 anni, altezza media, piuttosto magro, capelli e baffetti neri alla Clark Gable, abbigliato sempre con lo stesso elegante completo scuro un po' liso e con tanto di camicia e cravatta, scarpe nere. Così  lo ricordo io. C'erà però qualcosa di particolare nel suo abbigliamento quotidiano: aveva sempre una camicia e una cravatta  ogni giorno diverse da quelle del giorno prima. E sembravano "nuove di zecca ". La cosa non ci convinceva tanto poiché andava sempre alla ricerca di qualcuno che gli  offrisse qualcosa a "sbafo". Forse era questo il motivo per cui lo chiamavamo "er moneta" in quanto, per quello che se ne sapeva, era sempre senza nemmeno una lira. Un giorno, però non ricordo chi tra di noi prese l'iniziativa, gli venne chiesto il come e il perché cambiasse camicia e cravatta tutti i giorni per di più  fresche di negozio. "Er moneta", senza alcun imbarazzo si tolse la giacca e ci mostrò la camicia o quello che sembrava una camicia: colletto, polsini, una piccola parte di stoffa davanti e nessuna dietro, niente maniche, praticamente una  camicia parziale, finta. Guardando quello "spettacolo" scoppiammo tutti a ridere ma lui imperterrito ci disse che non c'era alcuna ragione di farlo in quanto aveva adottato lo stesso criterio di un attore comico di fama mondiale del quale però non ci disse il nome. A partire dalla metà degli anni cinquanta non lo vedemmo più. Chi pensava che forse era emigrato in America o chissà dove, chi invece riteneva che avesse fatto fortuna e avesse fatto perdere le sue tracce, chi mormorava che forse era andato a fare la sua ultima "tourneè" su questa terra. Divenuti giovanotti, un giorno, ricordando "er moneta", ragionammo un pò sopra il mistero delle camicie e delle cravatte e allora non so chi disse che "lui" non era mai stato un attore ma lavorava in un magazzino di noleggio di costumi cinematografici e teatrali e quindi da quì la possibilità di poter cambiare ogni giorno. Però un dubbio è sempre rimasto. Perché, già che c'era, non cambiava anche il vestito e le scarpe?&lt;br /&gt; L'abitudine di attribuirci rispettivamente dei soprannomi non cambiò mai. Un altro esempio. Nel fabbricato di fronte al mio,io stavo al numero civico 40 di via della Polveriera,ne esisteva e ne esiste tuttora un altro, molto più grande con l'ingresso per le abitazioni dai numeri civici 10, 14 e 17. Al numero 14 vi abitava una famiglia composta da genitori e da quattro figli maschi, proprio come noi quattro fratelli e, se non sbaglio, quasi nostri coetanei. Come me che ero stato soprannominato "er ficozza" a causa di un bozzo che mi era stato fatto sulla nuca da una "serciata" involontariamente tirata da un amico, anche ai quattro quasi nostri coetanei vennero affibbiati dei soprannomi. Al primo, il più grande, "er cammina"  per la sua abitudine ad andarsene a spasso da solo fino a sera inoltrata. Quando usciva di casa, vestito elegantemente, scambiava appena un paio di parole con noi immersi nelle nostre "caciarate" poi si avviava per chi sa dove. Sembrava avesse chissà quale cosa per la testa, un libero pensatore probabilmente.  Il secondo di quei quattro lo chiamavamo credo  "er pinzetta" probabilmente perché lavorava in una officina elettromeccanica situata nella stessa nostra via; il terzo "er purcetta" e il quarto "garibaldi": Di loro due non ricordo il perché li chiamassimo così e neppure quando mi è capitato d'incontrarli  gli ho chiesto  il motivo circa i loro soprannomi i quali tuttora resistono. Stranamente non ricordo e non ho mai domandato loro se anche i miei tre fratelli erano stati "insigniti" da particolari soprannomi. Ci penserò sopra ed eventualmente ne inventerò qualcuno io.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(*)Zona divenuta recentemente più famosa per l'acquisto di appartamenti da parte di ministri&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5783107129072620394?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5783107129072620394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5783107129072620394' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5783107129072620394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5783107129072620394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2012/01/dal-baule-dei-ricordi-er-moneta-e-altri.html' title='DAL BAULE DEI RICORDI - ER MONETA E ALTRI ANCORA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3172012813449768172</id><published>2012-01-08T07:10:00.003+01:00</published><updated>2012-01-08T07:11:33.235+01:00</updated><title type='text'>QUELLO CHE NON POTRO' MAI DIMENTICARE...</title><content type='html'>...sono le cordiali e gentili parole d'incitamento che i blogger amici hanno scritto perché io tenessi in piedi questa baracca .&lt;br /&gt;E allora ecco un altro post&lt;br /&gt;&lt;object height="480" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5AOFLAKFzVU?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5AOFLAKFzVU?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="480" width="640"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;                               ROSAMUNDA&lt;br /&gt;Quasi tutte le mattine, al mio risveglio, sento risuonarmi nell'orecchio sinistro un motivo musicale che poi rimane a girarmi nella testa per tutto il giorno. All'incirca.&lt;br /&gt;Ieri mattina è stata la volta di "Rosamunda" una vecchia canzone del 1927 che col passare degli anni diventò una polka e successivamente un successo musicale pezzo forte del repertorio di Glenn Miller, Benny Goodman e Billie Holiday soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. (fonte Wikipedia).&lt;br /&gt;Ricordo un episodio legato a questa canzone e m'è venuta voglia di raccontarlo.&lt;br /&gt;Avevo quindici anni nel 1945, dopo la "liberazione" di Roma da parte degli alleati i quali, soprattutto gli americani, avevano requisito quasi tutti gli alberghi e i luoghi di svago dove  trascorrere il breve periodo delle loro licenze dalla guerra che, riguardo l'Italia, doveva ancora terminare.&lt;br /&gt;In quel periodo lavoravo al Teatro Galleria – sotto la Galleria Colonna - saltuariamente e "in nero", come aiuto dell'aiuto dell'elettricista capo.&lt;br /&gt;Il mio compito consisteva nel manovrare il grosso riflettore sistemato nella prima fila della galleria del teatro in modo da illuminare la scena col fascio di luce bianca e per intero, oppure a colori e col fascio ridotto quando il palcoscenico era calcato dal corpo di ballo: il momento da me più atteso perchè mi divertivo ad illuminare ora l'una ora l'altra delle ragazze che facevano parte del balletto. Con loro sommo gaudio.&lt;br /&gt;L'orchestra dava inizio allo spettacolo con un travolgente boogie boogie mentre invece alla fine il motivo musicale di chiusura era sempre "Rosamunda" cantato a squarciagola soprattutto dai soldati yankee ebbri non soltanto di gioia e, sottovoce anche da me.&lt;br /&gt;Una ventina di anni dopo, credo nel 1965, oltre a sentire canzonette e musica varia mi venne un certo doloretto proprio all'orecchio sinistro. Decisi di farmi visitare e il medico otorinolaringoiatra di uno degli ospedali di Roma mi disse che era meglio procedere ad un piccolo intervento. Partecipato mio malgrado a questa piccola operazione il medico nell'accomiatarsi mi disse che potevo avere dei  piccoli fastidi di udito solo se ero musicista oppure se suonavo qualche strumento musicale. Gli risposi che al massimo sapevo suonare il campanello di casa o quello del citofono al portone. Bene, rispose e io ribattei: grazie e arrivederci.Fra me e me sperai proprio di no. Anche se dall'orecchio sinistro ci sento poco.&lt;br /&gt;Però, a pensarci bene, una domanda avrei dovuto fargliela al dottore anche se il paragone era a dir poco blasfemo: ma Ludwig van Beethoven non era completamente sordo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3172012813449768172?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3172012813449768172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3172012813449768172' title='46 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3172012813449768172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3172012813449768172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2012/01/quello-che-non-potro-mai-dimenticare.html' title='QUELLO CHE NON POTRO&apos; MAI DIMENTICARE...'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>46</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-838335155962427217</id><published>2011-12-18T07:07:00.000+01:00</published><updated>2011-12-18T07:08:32.698+01:00</updated><title type='text'>SARO' BREVE</title><content type='html'>Esattamente tre anni fa, grazie all'amica blogger Luz figlia di un mio carissimo amico, venne aperto questo blog dato che io non sapevo neppure cosa fosse. Lei con molta pazienza lo installò, mi scrisse su un mezzo foglio protocollo che ancora conservo le prime istruzioni per l'uso e mi aiutò a scegliere link, nickname, casella di posta, URL , youtube ed altro ancora.&lt;br /&gt;  Sia Luz che Gap sono stati coloro i quali mi hanno "introdotto" nella blogosfera scrivendo persino un post di "presentazione". &lt;br /&gt;  È anche merito di molti altri che hanno sparso la voce facendo conoscere il mio blog, sono tanti e mi dispiace non poterli citare, l'elenco sarebbe un po' lungo.&lt;br /&gt;  Ho conosciuto virtualmente – qualcuno anche personalmente – numerosi blogger amici e a tutti va  il mio più affettuoso e sincero ringraziamento per i loro gentili e generosi commenti.&lt;br /&gt;  Piano piano, con l'aiuto dei blogger amici, credo  di aver migliorato  ciò che andavo scrivendo e, forse con un po' di presunzione, anche di aver attirato la benevola attenzione di chi è passato nel blog a leggere le mie scribacchiature fatte di ricordi, accadimenti veri o verosimili, vicende alle quali ho assistito o ne ho preso parte, fantasia e sogni. Insomma ho cercato di fare del mio meglio e secondo le mie scarse possibilità sempre in lotta con i congiuntivi, la grammattica, l'ortografia e la punteggiatura. &lt;br /&gt;  Ho scocciato i  blogger molto spesso per incidenti di percorso nel manovrare il mio pc-Pasquale  ricevendo sempre la loro affettuosa assistenza e guida.&lt;br /&gt;  Per usare una frase fatta è giunto il momento di tirare i remi in barca.&lt;br /&gt;  Continuerò a visitare i blog e leggerò molto avidamente i post in essi contenuti, come ho sempre fatto anche se, per colpa della mia "capoccia", ci sono state volte in cui non mi è riuscito lasciare commenti perchè da me ritenuti poco adeguati e non attinenti gli argomenti che venivano trattati. &lt;br /&gt;  Per concludere una precisazione. Non c'è alcun motivo particolare perché io abbia preso questa decisione. Un giorno o l'altro lo stop doveva pur arrivare.&lt;br /&gt;  Dimenticavo: AUGURO A TUTTI BUONE FESTE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-838335155962427217?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/838335155962427217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=838335155962427217' title='105 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/838335155962427217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/838335155962427217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/12/saro-breve.html' title='SARO&apos; BREVE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>105</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3292105605673181474</id><published>2011-12-11T07:10:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T08:39:51.638+01:00</updated><title type='text'>CONVERSAZIONE FERROVIARIA</title><content type='html'>Mi sono complimentato con il tassista perché da casa mia  fino qui alla Stazione Centrale ha impiegato pochissimo tempo nonostante il gran traffico. Pertanto sono arrivato con  una buona mezz'ora d'anticipo rispetto l'orario di partenza del treno per Torino. Ecco questo è il vagone che mi riguarda e adesso vediamo un po' qual'è il posto che ho prenotato...35-36, 37-38, 39 ed ecco il mio: il 40. Chi sa chi è l'occupante del 39. Si sta abbastanza comodi e poi ci sono tutti i comfort adatti per tutta la durata del viaggio, poco più di cinque ore. Intanto meglio che prepari il necessario per il lavoro che devo preparare. Vediamo un po'...&lt;br /&gt;= Permette? &lt;br /&gt;= prego signora si accomodi pure...&lt;br /&gt;= grazie...&lt;br /&gt;= lei va a Torino o scende prima?&lt;br /&gt;= no, no scendo proprio a Torino, ci lavoro...&lt;br /&gt;= anch'io vado a Torino per lavoro...&lt;br /&gt;= bene. Se non sono indiscreta in che campo lavora?&lt;br /&gt;= in quello bancario...&lt;br /&gt;= ma che combinazione, anch'io lavoro in quel campo, sono direttrice di un'agenzia della Banca...&lt;br /&gt;= è veramente una gran bella combinazione. Permette? Mi chiamo Marco e...&lt;br /&gt;= io Luisella, molto piacere...&lt;br /&gt;= anche per me...&lt;br /&gt;= e quale mestiere fa?&lt;br /&gt;= beh...veramente  più che un mestiere esercito una professione...&lt;br /&gt;= scommetto allora che lei opera nel servizio legale...&lt;br /&gt;= servizio legale? Non direi ma...&lt;br /&gt;= ma?&lt;br /&gt;= il mio lavoro ha attinenza con la legge ma consiste nel progettare e organizzare rapine in banca...&lt;br /&gt;= come? Oh mamma mia...ma...ma....come... dice sul serio?&lt;br /&gt;= certo, ho persino tre dipendenti giovani ma capaci. Vede la faccenda funziona così: io mi occupo della ricerca dell'agenzia di banca da rapinare, mai nelle sedi centrali. Cerco soprattutto agenzie situate nei pressi di supermercati o grandi esercizi pubblici che hanno necessità di depositare denaro in  contanti...&lt;br /&gt;= mamma mia aiutami tu...&lt;br /&gt;= decido luogo, giorno e ora dell'operazione alla quale io non partecipo direttamente, nel senso cioè che il lavoro "manuale" con armi finte lo fanno i più giovani. Mi fido di loro anche perchè salvo qualche biglietto spicciolo che possono mettersi in tasca il "malloppo" vero e proprio lo mettono dentro delle borse di stoffa ampie e morbide che, appena escono dall'agenzia, infilano nel bagagliaio della loro macchina mentre io, prudentemente e con la massima attenzione, li seguo con la mia...&lt;br /&gt;= ma allora adesso che sa del mio lavoro in un'agenzia di banca mi seguirà costringendomi a fare tutto quello che a lei occorre per fare la sua...la sua...rapina...&lt;br /&gt;= no,no. Tranquilla signora mia. Non posso farlo perché lei mi ha visto in faccia, sa chi sono e al telefono o al primo poliziotto che incontra lei racconta tutto. Le assicuro che mi terrò ben lontano dalla sua agenzia, anzi sa che le dico, alla prima fermata io scendo da questo treno e ne prendo un altro che va,,,diciamo a Venezia...sì, sì, li circola molto denaro anche in dollari e sterline e quindi le prospettive sono più che buone. Adesso cara Luisella io la ossequio, sono stato felicissimo di aver fatto la sua conoscenza ma la prego vivamente di non raccontare a nessuno di questa nostra  bella conversazione,  sa i miei dipendenti sono giovani impulsivi e potrebbero non gradire e allora si potrebbero verificare conseguenze spiacevoli...&lt;br /&gt;= la più probabile è quella che mi prendano per pazza. A non riverdela signor Marco...&lt;br /&gt; E Marco, per salutarla, le fa un inchino e le bacia la mano sinistra delicatamente e con molto garbo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3292105605673181474?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3292105605673181474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3292105605673181474' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3292105605673181474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3292105605673181474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/12/conversazione-ferroviaria.html' title='CONVERSAZIONE FERROVIARIA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3159855686818147862</id><published>2011-12-05T07:02:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T07:03:43.690+01:00</updated><title type='text'>MIA CARA SORELLA</title><content type='html'>Tramite Don Ruggero, il cappellano del carcere di Rebibbia a Roma,  spedisco questa mia lettera all’Ambasciata d’Italia, lì in Canberra-Australia, dove spero che i funzionari  riescano a trovare te e la tua famiglia perché qui, dall’Italia, non siamo riusciti a scoprire un tuo preciso indirizzo  Credo ti chiederai come mai, dopo tanto tempo, cerco di mettermi in contatto con te. Ho trascurato di farlo prima, quando ne avevo l’opportunità, perché ho sempre pensato che tu provassi vergogna per me. Ma, credimi, la lettera che ti sto scrivendo non è fatta per chiederti aiuto o qualcosa del genere. Desidero soltanto sapere qualcosa di te,se stai bene, com’è la tua famiglia,non desidero altro. Di me, se t’interessa saperlo, posso solo dirti che, purtroppo, sono ancora vivo. Oggi finalmente esco. Dopo 33 lunghissimi anni di “galera” che ho volutamente scontati, esco. Dove andrò? Cosa farò? Qualcuno mi riconoscerà adesso che ho superato i 67 anni d’età?  Non lo so e neppure m’ importa saperlo. Sarei potuto uscire molte volte in permesso per buona condotta, ma non l’ho mai chiesto. Avrei potuto usufruire degli arresti domiciliari ma non ne ho mai fatto richiesta. Qualcuno mi aveva consigliato di chiedere la grazia, di fare domanda per l’indulto e ho rifiutato. Il processo al quale fui giustamente sottoposto per il mio reato si chiuse con la comminazione a mio carico della pena dell’ergastolo. All’epoca non avevo e non volli chiedere l’assistenza di un avvocato, ero colpevole e meritavo la pena.  La legge però, prevedeva un difensore d’ufficio , così me ne affidarono uno che ce la mise tutta, ma io non avevo voglia di collaborare ed ero refrattario a voler fornire qualsiasi ragione,  per cercare di giustificare ciò che avevo commesso. Ti racconto tutto questo perchè all’epoca del fatto tu eri poco più che adolescente e, non essendoci più né i nostri genitori, né altri parenti, in seguito al mio arresto tu rimanesti sola. Facesti bene ad accettare, benché così giovane, di sposarti e di emigrare in Australia. So che hai cercato più volte di volermi incontrare ma io non ho mai voluto vederti perché non volevo che tu fossi coinvolta nella mia dolorosa vicenda e, lo ammetto, ho cercato di dimenticarti e di farmi dimenticare da te. Come vedi, non ci sono riuscito e sono qui a scriverti con la speranza che tu mi possa un giorno leggere. Il nostro è un legame di sangue che non deve, per nessuna ragione, turbare la tua tranquillità e quella della tua famiglia, perciò spero di non essere troppo invasivo nel tentare di contattari. E’ vero pure che non hai mai potuto sapere tutti i particolari dei fatti di allora, ma oggi, visto che hanno deciso di mettermi in libertà dopo aver scontato una notevole parte della pena inflittami, sono qui a cercare di spiegarti  perché è successo quello che è successo.  Il momento in cui avvenne probabilmente lo ricorderai ma ti prego di dimenticarlo. Quando entrambi i nostri genitori morirono malauguratamente in quel pauroso incidente io, già sposato con Nora, decisi di venire ad abitare nella nostra vecchia casa, in paese altrimenti tu, tanto giovane, saresti rimasta sola. Qualche mese dopo, costrettovi dall’insofferenza di Nora che non ne voleva più sapere di abitare lì perchè il suo unico desiderio era quello di vivere a Roma io, per quieto vivere ma anche per la debolezza del mio carattere, decisi di accontentarla. Insieme con te decidemmo di vendere un grosso pezzo del terreno che ci avevano lasciato i nostri genitori ma non la casa per la quale nutrivo un grande attaccamento come credo anche tu. La stessa ditta che acquistò il terreno, una piccola fabbrica di mobili, mi prese alle proprie dipendenze come falegname, l’unico mestiere che sapevo fare. Io accettai di buon grado il lavoro giacchè potevo così  continuare ad occuparmi anche della nostra casa. Così pian piano riuscii a  ristrutturarla discretamente. Trasferiti a Roma tu, anziché venire ad abitare con noi due,dopo compreso il perché, pensasti bene di andare a stare dalla nostra unica nonna rimasta in vita:la mamma di nostro padre. Avevo sistemato le cose in modo che noi potessimo trascorrere insieme tutti i fine settimana nella nostra casa di campagna. Ma non andò come pensavo come tu ben sai, anche se non conosci tutti i particolari che cercherò adesso di riferirti. Per tutto il periodo in cui sono stato sposato ho dovuto ingoiare rospi su rospi, ma ho sempre cercato di salvare il salvabile perché ero realmente e sinceramente innamorato di Nora. Ancora oggi non riesco a comprendere il radicale cambiamento del suo atteggiamento nei miei confronti ed in quello dei miei parenti o dei miei amici. Quando ci conoscemmo non era così come poi lo è diventata e per di più in brevissimo tempo. Io riconosco di essere rimasto sempre un provincialotto, un bonaccione, se vogliamo anche un ingenuo nonchè un amante del quieto vivere tanto da essere giudicato da lei un essere senza spina dorsale.  Così ogni giorno, la mattina di buon’ora, prendevo il treno e da Roma andavo in fabbrica a lavorare. Facevo una cinquantina di minuti all’andata ed altrettanti al ritorno, dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica volevo trascorrerli in paese, con Nora naturalmente, ma questo fu possibile soltanto per qualche mese  perché lei, in quei fine settimana, voleva andare a Roma, a casa  della propria sorella. Per quattro o cinque volte andai con lei ma capivo che non c’era dialogo sia tra di noi  che con la famiglia della sorella e la noia aleggiava sovrana.  Cercai in ogni maniera di convincere Nora a stare insieme con me in quei due giorni liberi ma ogni volta che glielo chiedevo sorgevano discussioni.  Non avere avuto figli nostri è stata una delle cause dei continui diverbi. Lei usava questo pretesto per andarsene tutte le settimane dalla sorella che aveva due bambini. Che potevo obiettare io? Nulla o forse avrei  potuto e dovuto. Quel maledetto venerdì tornai a casa dal lavoro molto prima del solito, a metà pomeriggio. In fabbrica si era verificato un guasto all’impianto elettrico e così si fermarono i macchinari,  gli operai,  insomma tutto, perciò rientrammo anticipatamente a casa, tanto fino al lunedì successivo non si poteva riparare niente. Appena rientrato, cercando di essere il più allegro possibile, notai Nora già vestita che stava accingendosi a dare gli ultimi ritocchi al suo aspetto e che al  mio apparire mi guardava con un misto di sorpresa e di timore. Le chiesi se le faceva piacere venire al cinema  e poi anche a cena in un ristorante a sua scelta ma rifiutò subito.  Le confessai anche che, già da qualche tempo, in seguito ad altre discussioni, specialmente quando lei finiva per uscire ugualmente nonostante le mie preghiere io, in uno di quegli infiniti giorni di solitudine, avevo pensato al suicidio. A quel punto le mostrai una pistola che avevo acquistato tempo prima. Ebbene, alla vista di quell’arma lei, per nulla intimorita, cominciò a coprirmi d’insulti e a deridermi. Poi, prendendo le chiavi della macchina e avviandosi per uscire da casa, mi salutò dicendomi che sarebbe rientrata il lunedì successivo. Rimasto solo ebbi una crisi di sconforto. Mentre pensavo e mi chiedevo che cosa avrei potuto fare per cercare di migliorare la situazione sentii suonare alla  porta. Quando l’aprii vidi che era mio suocero, il padre di Nora, un tipo piuttosto particolare, un vedovo che pensava solo a divertirsi, malgrado la sua non più verde età. L’unica sua occupazione era quella di trascorrere più tempo possibile con amicizie femminili di dubbia moralità. Naturalmente giustificava la propria figlia. Mi disse che in fondo lei non aveva tutti i torti a voler vivere la propria vita godendosela nel miglior modo possibile. M’invitò a seguirlo perché aveva in animo di trascorrere la serata in compagnia di due “signore” di sua conoscenza e perché aveva capito che, secondo lui, in quei momenti io dovevo reagire, divertirmi, evadere. Rifiutai non per voler fare il moralista ma perché ritenevo di non avere lo spirito giusto per certe avventure. Dovevo evadere ma da cosa? Da me stesso? Dal dolore? Dalle speranze? Oppure dagli altri? Dopo queste amare riflessioni decisi di uscire da casa. Senza neppure accorgermene constatai di aver percorso un notevole tratto di strada quindi, vedendo poco lontano un parco, ne approfittai per sedermi in una panchina. Data l’ora tarda non c’era quasi nessuno ma all’ombra di uno dei lampioni che davano anche sulla strada mi accorsi che accanto ad un fuoco acceso c’era una donna, bionda, vistosamente truccata.  A gesti ben comprensibili ma con un atteggiamento non volgare né improntato all’equivoco, era intenta a respingere con dinieghi di testa e di mano le evidenti proposte che le rivolgevano alcuni individui al volante delle proprie auto. M’incuriosiva l’atteggiamento di quella persona. Ad un certo punto mi accorsi che anche lei mi guardava tanto che i nostri sguardi s’incrociarono. Lei, dopo un  attimo d’esitazione mi chiamò con un gesto della mano, un gesto gentile, dolce, un qualcosa tra il saluto e il richiamo. Io, un po’ timido e un po’ impacciato, dopo essermi sincerato che quel gesto era rivolto proprio a me, mi avvicinai. Ci guardammo, notai che era molto più giovane di quello che credevo. Scambiammo qualche parola, mi disse come si chiamava  e io feci altrettanto, poi lei mi prese la mano e mi chiese se poteva venire a casa mia. Ancora oggi continuo a chiedermi perché dissi di sì. Entrati in casa ce ne restammo seduti in poltrona per diverso tempo raccontandoci  le rispettive storie. Venni così a conoscere che la sua vicenda era più tragica della mia e nello stesso tempo ugualmente triste. &lt;br /&gt;L’amore per un suo coetaneo ma soprattutto le conseguenze di ciò che era avvenuto in seguito, l’avevano portata a voler intraprendere, lontana dalla sua città natale, tutta un’altra vita. Inoltre, per ironia della sorte, proprio quella sera aveva deciso di voler dare inizio a quella “carriera” e scegliere me come suo primo “cliente”. Mi disse che sia lei che il suo fidanzato appartenevano a due note famiglie benestanti, molto attente al denaro, alla posizione sociale, alla dimostrazione verso chiunque di possedere una moralità superiore agli altri, al rispetto delle convenienze sociali dominanti. Continuò il suo racconto dicendomi che lei, Viviana e lui, Piero, erano follemente innamorati. Un giorno, l’occasione capitò ideale, l’atmosfera giusta e accadde che i loro sensi ebbero il sopravvento. Le sembrò che stare con lui fosse stata la cosa più meravigliosa del mondo. Poi, un giorno, il dramma. Quando le famiglie seppero che aspettava un bambino scoppiò il pandemonio =cosa diranno i parenti,che penseranno gli amici, i conoscenti= e così via. Ma, quello che più addolorò Viviana fu che il suo adorato Piero sparì come d’incanto, più cercava di incontrarlo, di parlargli e più lui si faceva negare, Era come svanito nel nulla. Non le lasciarono scampo: tutti pensavano che l’idea migliore fosse quella di disfarsi di suo figlio. Il risultato del suo amore tradito  era da buttare via come immondizia, un niente. Nessun scrupolo per quello che le fecero fare, anzi era il trionfo dell’onestà. Fu per questo che aveva deciso di andarsene via dalla sua città lasciandosi dietro la vecchia vita, la parte più bella di se’: la giovinezza, le speranze, l’entusiasmo, tutto. Dopo avermi raccontato la sua storia e confermato di aver preso la decisione di diventare così com’era stata “bollata” dai suoi io cercai di dissuaderla, la pregai, le dissi che era ancora in tempo a restare quella che era, una brava ragazza e che io ero disposto ad aiutarla a trovare un lavoro, a farle conoscere un bravo giovane. Insomma feci del mio meglio per farle cambiare idea, ma non ci fu niente da fare: ormai aveva deciso.  Volevo insistere ancora ma lei mi pregò di non farlo e mi chiese di poter fare una doccia. Le indicai dov’era il bagno e le dissi che se desiderava  mettersi addosso qualcosa di pulito, poteva recarsi nella stanza lì vicino e indossare tutto ciò che voleva. Mentre preparavo qualcosa da bere per entrambi sentii suonare alla porta e mi chiesi chi fosse, dato che non aspettavo nessuno.  Appena aperto si fece largo per entrare mio suocero, tutto trafelato, il quale di gran fretta m’invitò nuovamente ad uscire con lui perché, così affermò, “attualmente” si trovava sprovvisto di denaro. Ritornò anche sull’argomento delle due “signore” che ci stavano aspettando. Gli confermai che non ne avevo alcuna voglia ma che comunque se avesse avuto bisogno di un prestito, glielo avrei fatto volentieri. Quando stava per andarsene, Viviana uscì dal bagno, senza la parrucca bionda e senza trucco, capelli cortissimi, a piedi scalzi, con un mio pigiama addosso: completamente diversa dalla Viviana di prima. Ora sembrava un ragazzo, tanto che a mio suocero non parve vero lanciarmi addosso una serie d’insulti, d’insinuazioni d’ogni specie, di accuse di tradimento nei confronti della propria figlia,ecc. Insomma ci fu il più disgustoso dei litigi nel corso del quale i miei tentativi di spiegazioni si rivelarono piuttosto inutili. Al culmine della discussione squillò il telefono ma non feci neppure in tempo a dire =pronto= che sentii la voce di Enrico, un mio ex compagno di lavoro ed amico, il quale =avvisava che per quella sera  era tutto fermo; che avrebbe richiamato il  lunedì successivo e che si sarebbe trattenuto ancora cinque minuti al bar sotto casa mia, poi avrebbe portato Moby Dick a lavorare= Lì per lì, stentavo a capire quello che stava dicendo, ma approfittai subito della sua telefonata per trovare una soluzione al mio problema Mi stava venendo in mente un’idea. Gli dissi di salire subito perché dovevo chiedergli un favore. Lui, un po’ imbarazzato acconsentì. Chiamai Viviana in disparte e le dissi che non volevo liberarmi di lei ma che era meglio per il momento andare a casa del mio amico Enrico che stava per venire a prenderla. Le assicurai che più tardi sarei andato a trovarla per poi decidere insieme sul da farsi. Dieci minuti dopo entrarono Enrico e Moby Dich, una “ragazza” che doveva il suo soprannome al suo aspetto piuttosto giunonico. Come se non bastasse era talmente sguaiata e volgare che mostrava in maniera evidente quale professione esercitasse. In quel frangente non mi rendevo conto come stavano realmente le cose, pensavo soltanto che dovevo salvare la faccia davanti a mio suocero e nello stesso tempo cercavo di aiutare Viviana a salvarsi da quella pazzesca decisione che aveva preso. Raccontai ad Enrico qualcosa che m’inventai al momento e lo pregai  di occuparsi di Viviana soltanto per qualche ora in modo da sistemare le cose con mio suocero. Entro poco tempo sarei andato a casa sua e avrei pensato io al da farsi. Lui, meravigliandomi non poco, accettò entusiasta e mi disse di stare tranquillo. Non appena spiegai la mia intenzione a Viviana, lei si rifiutò categoricamente di andare con Enrico: mi disse che aveva paura. Aveva la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava nell’atteggiamento sia di Enrico che di mio suocero. Intanto io mi chiedevo come fosse  possibile che non mi accorgessi di quello che stava accadendo o che era accaduto. Improvvisamente ripensai a certe coincidenze e a certi fatti. Come mai dopo così tanto tempo Enrico si rifaceva vivo  telefonando a casa mia, facendo  un numero  che lui non poteva conoscere dato che eravamo lì soltanto da un paio di mesi? Volevo una risposta così lo misi alle strette, lo minacciai e venni a sapere cose ignobili, orribili, che non avrei mai immaginato potessero accadere. Moby Dick, proprio lei mi aprì gli occhi. Mi disse chi era in realtà Enrico:un protettore, uno  sfruttatore di prostitute tra le quali c’era anche lei, che era “scesa di grado” rispetto a Nora, pensa proprio Nora, mia moglie. Venni così a scoprire che la mia  mogliettina era diventata la favorita e faceva il “mestiere” in un appartamento vicino casa della sorella, la quale era stata coinvolta nella lurida faccenda, naturalmente dietro lauto compenso, per coprire le assenze  di Nora da casa mia nei fine settimana. Il tutto con la partecipazione anche di mio suocero che era a perfetta conoscenza dei fatti. L’unico a non aver mai capito e saputo nulla ero io:un ingenuo ed anche un imbecille. Man mano che venivo a conoscenza di tutte quelle brutture mi resi conto che dovevo sentire anche la versione di Nora e la chiamai al telefono dalla sorella: ormai sapevo come era stata organizzata tutta la faccenda. Si presentò dopo una mezz’ora e, senza fare una piega,  dopo che io le dissi che ormai ero a conoscenza della sua doppia vita, non si perse d’animo anzi, con una sfrontatezza senza pari mi disse chiaro e tondo cosa ne pensava di me. Mi distrusse letteralmente ed io persi la testa. Infuriato e senza più remore coprii d’insulti sia Nora che Enrico e mio suocero. Ero imbestialito e non riuscivo più a trattenermi. Viviana, che fino a quel momento aveva assunto un atteggiamento prudente restando al di fuori di quell’ignobile situazione, cercava di calmarmi ma non ci riusciva. Tra l’altro veniva persino insidiata da quel farabutto di Enrico che intendeva convincerla a far parte della sua “corte” ottenendo un netto rifiuto. Ad un certo punto, io non ne potei più. Con fare minaccioso scacciai tutti di casa e poi mi accasciai  su di una poltrona privo di forze e di volontà. Mi sentii battere sulla spalla, era Viviana che era rimasta per cercare di aiutarmi ad affrontare quella brutta faccenda. La ringraziai e le chiesi, anzi la pregai, di restare con me.  Lei però, era ormai decisa a voler intraprendere la strada che aveva scelto e mi disse dolcemente che non sentiva di essere la persona adatta a risolvere i miei problemi. Aggiunse  che non intendeva darmi delle delusioni, che ormai aveva deciso e che non voleva tornare indietro.  Si riteneva una donna che non poteva più dare amore nel vero senso della parola  ma soltanto offrire se stessa per soldi e aggiunse persino che avrebbe accettato che io divenissi il suo protettore.  Le affibbiai uno schiaffo pentendomene subito dopo. Lei non battè ciglio. Con le lacrime agli occhi, dopo un po’,  mi disse che sarebbe andata in camera da letto: mi avrebbe aspettato ma…voleva essere pagata. Aggiunse poi che potevo stare tranquillo perché in seguito allo spiacevole “incidente” con il proprio fidanzato,  i medici, dietro richiesta della sua famiglia,  avevano fatto in modo che lei non potesse mai più avere  figli. Tutte queste cose mi fecero perdere  definitivamente la testa. Sentivo che stavo scoppiando e non capivo più cosa  stesse succedendo,  sentivo solo che mi stava crollando il mondo addosso. Follemente lucido andai in fondo alla stanza, presi la rivoltella, mi misi di fronte a Viviana che non ebbe il tempo di capire e reagire e cominciai a sparare. Un colpo, due, poi altri, con estrema lentezza, finchè quasi con ferocia le scaricai addosso tutti i colpi. Dopo che Viviana cadde a terra, andai al telefono, alzai il microfono e formai il numero 113. Quando mi risposero, diedi loro  il mio nome, il mio indirizzo e li informai che avevo ucciso una persona. Mi chiesero chi avevo ucciso ma io, in preda forse ad un delirio, non seppi dire chi avevo ucciso e riattaccai. Poi presi in braccio Viviana, la adagiai sul divano e la accarezzai mormorando lentamente...Nora…Viviana…e poi ancora…Viviana…Nora …Non riuscivo a rendermi conto chi avrei voluto uccidere e chi in realtà avevo ucciso. Venne la polizia  e tu sai come andò a finire. Di tutto questo desideravo che tu fossi informata, ecco perché ti scrivo.. &lt;br /&gt;  Ti saluto con molto affetto e, soltanto se tu lo desideri, ogni tanto ricordami. &lt;br /&gt;  Tuo fratello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3159855686818147862?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3159855686818147862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3159855686818147862' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3159855686818147862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3159855686818147862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/12/mia-cara-sorella.html' title='MIA CARA SORELLA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-8794370934681007379</id><published>2011-12-01T07:01:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T07:03:31.099+01:00</updated><title type='text'>LA DISFIDA DEI SPAGHETTI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Due volte la settimana a casa mia sono giornate in cui si mangia pastasciutta almeno a pranzo. &lt;br /&gt;  E fin qui tutto bene.&lt;br /&gt;  Il problema arriva quando si deve decidere quale tipo di pasta perchè a me piace solo quella corta mentre alla signora che assiste mia moglie e che impera in cucina, piace solo quella lunga,&lt;br /&gt;  In parole povere lei adora gli spaghetti io invece i "cannolicchi" cioè i ditalini rigati. E nessuno di noi due intende cambiare. Su questo fronte è guerra aperta anche perché a me non sembra giusto che lei debba cucinare i due tipi di pasta in due pentole diverse benchè sia lei a lanciare la proposta.&lt;br /&gt;  Abbiamo pensato  di risolvere la vexata questio (o quaestio) facendo la "conta" cioè "l'anghingò tre galline e tre cappo'...e toccherebbe precisamente a te – o a me..." (così la ricordo da ragazzino) ma non ha funzionato. Allora siamo passati al lancio della monetina in aria cioè "testa o croce?" però neppure questo è andato bene. Infine siamo passati allla morra cinese: niente da fare. In tutti questi casi  ci siamo accusati vicendevolmente affermando che l'altro ha imbrogliato o nella conta o nel lancio della moneta oppure nella morra.&lt;br /&gt;   È spuntata  quindi la terza proposta: una settimana solo spaghetti per lei e io niente, mentre quella  successiva cannolicchi per me e lei ugualmente niente. Dopo un paio di settimane è fallita anche questa soluzione. Rammentare l'alternanza sembra facile ma non lo è.&lt;br /&gt;  La questione è stata risolta con un compromesso e abbiamo sottoscritto verbalmente il trattato di pace.&lt;br /&gt;  Lei cucina sempre spaghetti ma quelli nel mio piatto vengono tagliati e ridotti tipo mezze penne rigate.&lt;br /&gt;  Non si direbbe ma siamo due soggetti un po' testardi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-8794370934681007379?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/8794370934681007379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=8794370934681007379' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8794370934681007379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8794370934681007379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/12/la-disfida-dei-spaghetti.html' title='LA DISFIDA DEI SPAGHETTI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6843979588049624403</id><published>2011-11-28T07:15:00.002+01:00</published><updated>2011-11-28T09:42:52.525+01:00</updated><title type='text'>MEZZ'ORA AL PARCO</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/NJDRHjOuJFg" allowfullscreen="" frameborder="0" height="300" width="350"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6843979588049624403?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6843979588049624403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6843979588049624403' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6843979588049624403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6843979588049624403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/mezzora-al-parco_7007.html' title='MEZZ&apos;ORA AL PARCO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/NJDRHjOuJFg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6956734514922741567</id><published>2011-11-24T07:29:00.002+01:00</published><updated>2011-11-24T07:33:38.603+01:00</updated><title type='text'>E' PROPRIO VERO NON C'E' DUE SENZA TRE</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt; Ieri mattina alle 11.00 mi azzardo a mettere il naso fuori la finestra per accertarmi che la temperatura esterna sia adatta al mio essere freddoloso.Lo è. Insomma, diciamo sopportabile. Allora mi faccio coraggio, m'imbacucco bene bene e avviso in casa dicendo "io esco". Una voce mi risponde "fai bene, non fa freddo". Lo dice lei abituata ai sottozero rumeni e che con i riscaldamenti accesi in casa quel minimo indispensabile sbuffa e dice "che caldo, sto sudando". Esco da casa astenendomi dal ribattere.Fatti pochi passi arrivo alla solita fermata per prendere il mio solito autobus quando davanti a me chi ti vedo? La "ragazza con i capelli rosso fiamma"! Sì, proprio lei, quella  che incontrai a novembre dello scorso anno e che rividi a gennaio di quest'anno. Lei, la parrucchiera,  che sa il mio nome ma non mi ha detto il suo, che ha una compagna, che abitano  nella stessa casa  dalle  mie stesse parti ma che non mi ha mai detto quali.Considerato il suo abbigliamento dev'essere anche lei un po' freddolosa e, come le altre volte, sta sempre con il telefonino incollato all'orecchio destro.Dopo un paio di minuti smette di parlare al telefono, si guarda in giro, si volta, mi vede e mi fa un sorriso salutandomi&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;=  ciao Aldo come stai?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;=  ma...ti ricordi il mio nome?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= certo me lo hai detto qualche tempo fa...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= ma tu non mi hai detto il tuo però&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= hai ragione...Fulvia&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= bene, così se c'incontriamo ancora potrò...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= già, meglio così&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= sei stata in vacanza quest'estate?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= sì, ma una sola settimana in Olanda con la mia compagna...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= come sta?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= benissimo, in perfetta forma, ci siamo molto divertite ad Amsterdam...&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Arriva l'autobus semivuoto, saliamo, ci sediamo vicini e Fulvia mi racconta quello che lei e la sua  compagna hanno combinato in terra olandese. Hanno incontrato altri italiani e hanno fatto amicizia con due di loro della stessa età, simpatici ma troppo intraprendenti i quali  hanno creduto che Fulvia e la sua compagna fossero facilmente abbordabili, Sono riuscite a tenere loro testa con varie scuse pur trascorrendo con loro molto del proprio tempo libero peraltro divertendosi ma senza  offrire nulla in cambio. Inventandosi un motivo urgente per fare ritorno in Italia li hanno salutati promettendo ai baldi giovani che si sarebbero rivisti. Una promessa che non avevano nessunissima intenzione di mantenere.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Fulvia si prepara per scendere e mi dice&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= io sono quasi arrivata a destinazione, ciao...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= ciao e...grazie della compagnia&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= grazie a te, Io non ho conosciuto nonni né materni né paterni e allora ho raccontato tutto a te come se tu fossi mio nonno...Ciao...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  E si avvia ma, fatti pochi passi, torna indietro e mi sussurra nell'orecchio&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;= io e la mia compagna domattina saremo a quella fermata alle 10, non più tardi, ciao...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;Io la guardo scendere dall'autobus a bocca e occhi spalancati per lo stupore e le faccio ciao con la mano molto lentamente, come inebetito.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Fino a sera inoltrata sono stato a pensare a quella frase che mi ha sussurrato prima di scendere dal bus. Ed è anche tornata indietro per farlo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  A malincuore ho preso una decisione credo saggia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Domani non esco ma se lo faccio cambio orario, fermata e linea di autobus.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6956734514922741567?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6956734514922741567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6956734514922741567' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6956734514922741567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6956734514922741567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/e-proprio-vero-non-ce-due-senza-tre.html' title='E&apos; PROPRIO VERO NON C&apos;E&apos; DUE SENZA TRE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4762842421189543716</id><published>2011-11-21T07:08:00.001+01:00</published><updated>2011-11-21T07:10:02.902+01:00</updated><title type='text'>DELIZIE CONDOMINIALI</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"&gt;&lt;b&gt;1) L'UNIONE FA LA FORZA &lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt; &lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;(scritto già pubblicato l'1/10/2011 nel blog IL CONDOMINIO – "rosy-soloprova.blogspot.com")&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;  &lt;/span&gt;Nel tardo pomeriggio di ieri nel condominio  dove abito come inquilino da oltre 43 anni,  è accaduto un episodio che vale la pena  raccontare.L'assistente di mia moglie invalida, una signora rumena, mi dice che da qualche ora sente dei colpi al di là del muro del soggiorno che confina con l'appartamento di proprietà di un condomino di circa novant'anni  che conosco da quando venni qui ad abitare. Cerco di tranquillizzarla dicendole che probabilmente stanno eseguendo alcuni lavori per cui quei rumori si sentono anche da noi. Non più tardi di un'ora dopo mi dice che quei colpi si ripetono troppo spesso e che risuonano come una specie di alfabeto morse, sembra che vogliano dire qualcosa. Mi metto anch'io ad ascoltare ed in effetti la signora non ha tutti i torti. Non conosco il numero telefonico di questo condomino il quale tra parentesi vive da solo aiutato quasi tutti i giorni da una delle sue figlie che si alternano e da una signora vicina di casa, anche lei condomina. Informo l'amministratore-condomino, gli spiego quello che sta succedendo, lui cerca di informarsi telefonicamente ma nessuno gli risponde. Chiama allora un altro condomino che abita vicino e gli chiede di accertarsi cosa sta succedendo. In breve i due condomini vicini del novantenne entrano in casa sua e lo trovano nella vasca da bagno dove era scivolato nel primo pomeriggio con il bastone da passeggio accanto con il quale aveva cercato di chiedere aiuto per alcune ore. Lo mettono a letto, telefonano alle figlie le quali si precipitano e constatano che fortunatamente il loro papà, anche se un po' acciaccato e impaurito, si sta riprendendo. La catena condominiale creatasi tra più persone è servita a qualcosa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"&gt;&lt;b&gt;*******&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;2) Inediti aggiornamenti post 1/10: &lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"&gt; &lt;u&gt;  &lt;/u&gt;Da qualche giorno il novantenne uscito dall'ospedale, è assistito 24 ore su 24 da una  giovane signora indiana che parla benissimo l'italiano e che già conoscevo perchè aveva assistito in precedenza un altro anziano, poi deceduto, che confinava guarda caso con il novantenne.Il cortile del condominio dove abito è amplissimo circondato da 92 unità immobiliari suddivise in quattro scale. Ha una forma quadrata soltanto per tre lati poiché il quarto lato è molto più ridotto. Le finestre che si affacciano sul cortile medesimo offrono a volte uno spettacolo curioso. Intanto occorre precisare che non è di proprietà condominiale ma di una società commerciale il cui dirigente-proprietario è "da prendere con le molle" in quanto tra lui e il condominio "non corre buon sangue". Siamo e non da poco, perennemente in causa per vari motivi uno dei quali è che ha vietato a tutti di stendere il bucato dalle finestre che affacciano appunto su questo strano cortile interno. Qualche anno fa ha fatto causa a due o tre condomini che avevano stesso la biancheria,  vincendo.  Uno dei perdenti è proprio il novantenne di cui sopra il quale ha dovuto sborsare a quell'epoca, dieci milioni di lire. Da allora quasi tutti adottano una tattica: stendono di notte o nei giorni festivi quando la società chiude i battenti. Oppure, come si fa da me, stendono dentro casa. Raro che qualcuno vada a stendere nella terrazza condominiale, sopra il settimo piano. Lui afferma che il divieto è necessario per il "decoro" della sua  proprietà!?!?!?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;3) Alcune domande: &lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"&gt; a) Perché una coppia di giovani occupanti un appartamento al mio stesso piano, il primo,  poco lontano dalle mie finestre sul cortile, quest'estate, in costume ADAMitico ed EVitico si sedevano sul davanzale di una delle loro finestre aperte sul cortile? Forse soffrivano troppo il caldo o che?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"&gt; b) Perché sempre tre finestre sul cortile al mio stesso piano ma di un'altra scala, in tutte le stagioni sono sbarrate da cancellate in ferro battuto a balconcino, dietro le quali si trovano tende marrone chiaro che oscurano  tutto l'interno ma che durante quasi tutta la giornata, notte inclusa,  lasciano filtrare un poco di illuminazione elettrica? È una bisca clandestina o che altro?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"&gt; c)Perché al settimo e penultimo piano soltanto la piccola finestra del bagno di un appartamento di un'altra scala è sbarrata da un'inferriata mentre le altre finestre dello stesso appartamento sono senza alcuna inferriata? Paura di un furto a quel piano e con l'accesso impedito solo dal bagno?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;PERCHÈ NON MI FACCIO I FATTI MIEI???&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4762842421189543716?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4762842421189543716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4762842421189543716' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4762842421189543716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4762842421189543716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/delizie-condominiali.html' title='DELIZIE CONDOMINIALI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1857324246249940075</id><published>2011-11-16T15:02:00.007+01:00</published><updated>2011-11-17T17:12:28.629+01:00</updated><title type='text'>COSI' PER CASO</title><content type='html'>Ci stava riflettendo da un bel po' di tempo ma era avvenuto tutto in maniera così strana che ancora stentava a crederci. Con il trascorrere dei giorni però si convinceva sempre di più che in lei stesse avvenendo un vero e proprio cambiamento della propria vita. Era rimasta vedova a trent'anni con due bambine una di cinque e l'altra di tre anni e con l'onere gravoso della gestione di un'azienda di proprietà del suo defunto marito. Con l'aiuto dei propri genitori e dei consuoceri,  tutti avanti con l'età, si era dedicata completamente alle due bambine e al lavoro finché attualmente, sulla soglia dei sessant'anni, poteva ritenersi molto soddisfatta di come stavano andando le cose. Viveva da sola nella propria casa ma le domeniche e i giorni festivi li trascorreva sempre con le sue due figlie, i loro mariti e i loro bambini. Dalle 13 alle 14 di tutti i giorni lavorativi pranzava in un ristorante vicino la propria azienda malgrado i pressanti inviti delle due figlie che lì dentro collaboravano con lei  e che avrebbero voluto la madre a pranzo a casa loro. I proprietari del ristorante, due coniugi, la moglie cuoca e il marito cameriere, ormai le avevano riservato permanentemente un piccolo tavolo dato che quelli più grandi erano sempre occupati da un gran numero di clienti. Da circa quattro mesi il proprietario le aveva chiesto se poteva far sedere a quel piccolo tavolo un cliente e, ottenuto il suo assenso, glielo aveva prima debitamente presentato. Un uomo alto, robusto, capelli bianchi, un settantenne pensionato così come lui stesso le aveva detto. Molto educato, riservato, non parlava quasi mai, mangiava con parsimonia e non beveva né vino e neppure birra, solo acqua normale. Terminava di mangiare sempre prima lui, salutava, saldava il conto e usciva. Un giorno lei prese l'iniziativa e, in attesa che le servissero il pranzo, chiese al taciturno commensale se voleva scambiare qualche parola. Lui aderì gentilmente ma si trattò soltanto di una sorta di monologo poiché lo stesso raramente aprì bocca. Lei si sorprese a pensare così senza una ragione precisa, che il modo di agire di quest'uomo la incuriosiva molto e quindi ogni giorno che passava lo incitava sempre a colloquiare con lei. Spontaneamente gli raccontò le vicende della propria vita e allora anche lui si vide come costretto a raccontarle le proprie. Era vissuto sin dalla nascita in un orfanotrofio, non aveva mai conosciuto i propri genitori e non aveva neppure fratelli o parenti alla lontana. A 14 anni, uscito dall'Istituto, iniziò a lavorare come aiuto manovale e poi, col passare del tempo, essendo molto capace, aveva fatto "carriera" nel ramo fino al punto che l'impresa nella quale lavorava da sempre, gli aveva pagato gli studi e diventò geometra. Era stato sposato ma aveva divorziato perché sia sua moglie sia lui volevano dei figli ma, dopo accurate visite mediche, gli dissero che non poteva averne in quanto sterile. Non si era risposato, viveva da solo in un residence e, andato in pensione, frequentava  soltanto un gruppo di amici operai suoi ex colleghi. Le cose procedettero così per un lungo periodo di tempo. Continuarono a vedersi anche fuori dal ristorante, una volta a casa dell'uno e la successiva a casa dell'altro, ma sempre così da semplici amici magari fraterni. Un giorno vennero a conoscenza che il sabato successivo ci sarebbe stata una bellissima mostra a Firenze e, di comune accordo, decisero di andarci sia pure per quel solo sabato, arrivato il quale dalla stazione lei telefonò alle figlie dicendo che per quel giorno non si sarebbero viste e disse loro che sarebbe partita in treno per Firenze ma che sarebbe tornata la sera stessa sul tardi. Malgrado le rimostranze  delle figlie che volevano sapere più particolari, lei partì e, con il suo amico, arrivati a Firenze, andarono a visitare la mostra. Non fecero in tempo a visitarla tutta ed allora lei propose di rimanere ancora in quella splendida città. Lui accettò. Trovarono per puro caso una sola camera libera a due letti in un discreto albergo. Si procurarono presso un supermercato il necessario per la notte e, dopo una lauta cena in un ristorante poco distante, fecero ritorno in albergo, dove rimasero a parlare per quasi l'intera notte. La mattina dopo tornarono a visitare la mostra ed era quasi sera quando decisero di pernottare sempre nello stesso albergo. Ma non andò come la prima notte perché ad un certo punto sentirono il desiderio di abbracciarsi. Quasi di slancio lo fecero e poi...dopo...finirono entrambi col..."commuoversi". Dopo anni di astinenza non avevano perduto la loro naturale vitalità. Era ormai lunedì, tornarono a Roma con il primo treno e quando lei s'incontrò con le figlie e i rispettivi mariti  confidò loro e per intero il suo "segreto" con il logico sbalordimento di tutti. Ma lei, alle loro naturali rimostranze, annunciò che tre mesi dopo si sarebbe sposata con questo suo amico certa che la "commozione reciproca" non li avrebbe abbandonati.&lt;br /&gt;E così fu.&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Tempo fa lessi da qualche parte che quando si è vecchi la vita dei sensi e dei sentimenti è morta e sepolta, consumata fino in fondo, MA PUO’ NON ESSERE COSI’.&lt;/span&gt; &lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/uh6UAJaxOAs" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1857324246249940075?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1857324246249940075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1857324246249940075' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1857324246249940075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1857324246249940075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/cosi-per-caso.html' title='COSI&apos; PER CASO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/uh6UAJaxOAs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2378935920708373340</id><published>2011-11-14T07:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T07:02:28.497+01:00</updated><title type='text'>UNA ROM</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Quasi ogni mattina, tempo e temperatura permettendo, passo vicino ad un semaforo di una strada piuttosto ampia vicino casa dove abito e, proprio accanto al semaforo, c'è da sempre una giovane ragazza, bruna di capelli, carina e sorridente con una specie di spazzolone già pronto all'uso  che chiede ai conducenti delle auto che sostano in attesa dello scatto del colore verde, se le permettono di dare una pulitina ai vetri ed al parabrezza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  È fornita degli attrezzi opportuni per interventi più adeguati nonché di un secchio di plastica colmo d'acqua che, alla bisogna, può riempire alla fontanella – a Roma diciamo nasone - che si trova nel marciapiede opposto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  A volte, molto discretamente, mi fermo ad osservarla e noto che si è fatta ormai una certa clientela.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Una paio di giorni fa ho visto che due vigili addetti ad una più rapida circolazione del traffico in quell'incrocio, coversavano amabilmente con la giovane in questione facendosi anzi qualche risata. Ormai, "lavorando" accanto a quel semaforo almeno da due o tre anni, deve essere diventata una specie di istituzione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  La giovane donna tempo fa  mentre ero fermo al semaforo in attesa che scattasse per me il colore che mi consentisse l'attraversamento mi disse, in un italiano quasi perfetto, che lei era una rom – non ci avevo mai fatto caso – benchè ìl suo abbigliamento quotidiano, pantaloni e maglietta, dimostrasse tutt'altro, aggiungendo inoltre che faceva parte di una famiglia piuttosto numerosa e che lei era la più grande di sette figli. Diceva di avere circa ventidue anni ma ne dimostrava molti di meno e quando le dissi che le rom di solito eramo vestite con abiti molto diversi e adornate da parecchi monili d'oro lei mi rispose che aveva altro da pensare come ad esempio portare soldi a casa la sera per migliorare le condizioni di vita sue e della sua famiglia. Eravamo diventati  quasi amici e a lei piaceva scherzare e chiacchierare nelle pause del suo lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Io non ho la macchina almeno da vent'anni e pertanto non mi è mai capitato né mai mi capiterà di  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;incrociarla al semaforo come automobilista, ma come pedone si.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Aveva preso l'abitudine, quando cominciava ad individuarmi tra i passanti che si avvicinavano al semaforo, di nascondersi dietro le macchine parcheggiate e di spuntarne fuori all'improvviso facendomi "bau!", sorridendo. Forse era il suo modo di dirmi "buongiorno" ed invece mi faceva "bau!"&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ma non il solito  "bau bau" che certe mamme minacciano ai loro bambini se non smettono di fare i capricci, ma uno quasi affettuoso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Proprio ieri mattina me l'ha ripetuto. Forse perché sono vecchio, freddoloso e vesto come un esquimese e posso sembrare per lei il suo "bau bau".&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Si diverte a farlo anche con altri? Non lo so ma penso di sì.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Io non gli ho mai chiesto il suo nome e lei non mi ha mai chiesto il mio, ci salutiamo e basta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Il tutto può apparire inverosimile ma le cose stanno così.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2378935920708373340?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2378935920708373340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2378935920708373340' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2378935920708373340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2378935920708373340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/una-rom.html' title='UNA ROM'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4218615532954511940</id><published>2011-11-07T07:02:00.001+01:00</published><updated>2011-11-07T07:04:16.091+01:00</updated><title type='text'>TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE...</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;"...la donna mia quand'ella altrui saluta, ch'ogni lingua deven, tremando, muta e gli occhi non l'ardiscon di guardare..."&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Non voglio fare sfoggio di un sapere che non ho ma mi è venuta voglia di dare una ripassatina ad un sonetto di messer Dante Alighieri per parlare della mia Beatrice.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Purtroppo lei è l'esatto contrario della Beatrice di Dante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  È gentile sì ma onesta no, lo ammetto dispiacendomene. Mi si potrebbe dire "perché non la molli?" ma non posso farlo, l'amo troppo e vivo della sua bellezza che sembra si rifletta su di me che sono appena appena passabile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Dante poi dice "benignamente d'umiltà vestuta" ma la mia Beatrice non è affatto umile, al contrario.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Quando usciamo per passeggiare o per fare acquisti lei cammina altezzosa beandosi degli sguardi&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;che tutti gli uomini indistintamente le rivolgono.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Le sue forme procaci le sfoggia come un voler provocare nel prossimo – maschile ma anche femminile –  reazioni di ogni tipo. E poi i suoi lunghi capelli neri, i suoi occhi verdi e le sue autentiche lunghe ciglia che socchiude sensualmente e maliziosamente fanno il resto.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  M'innamorai di lei pazzamente quando avevamo entrambi circa trent'anni. Ora ne abbiamo circa quaranta, siamo regolarmente sposati ma lei accettò di farlo soltanto se avessi rispettato  le sue condizioni che per qualsiasi altro uomo sarebbero state da considerare piuttosto umilianti. Ma non da me perché avevo gettato via la lucidità dalla mia mente. Supinamente dissi sì.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ed ancora oggi malgrado le sollecitazioni di persone a me care non riesco a decidermi di troncare un matrimonio che non ha più alcuna ragion d'essere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Persino i dipendenti della mia azienda, piuttosto florida grazie alle mie e alle loro fatiche, i quali mi vogliono molto bene in virtù anche della mia generosità, con molta delicatezza mi consigliano di divorziare ma non gli posso dare retta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  È più forte di me l'attaccamento a questa  magnifica donna che mi vive accanto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  So di dire una gran fesseria ma lei mi ha come stregato tanto da farmi perdere ogni mia dignità.    Subisco umiliazioni a getto continuo ma non m'importa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Però a volte mi faccio scioccamente questa domanda: anche se io ho accettato in toto le condizioni che mi ha dettato per dire sì al matrimonio, lei perchè mai mi ha sposato?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Una risposta non riesco a trovarla.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Non so se e quanto potrà durare questo stato di cose ma penso che finirò con l'impazzire poiché credo di stare perdendo il lume della ragione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="CENTER"&gt;******* &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Rassegna stampa - Cronaca:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold; font-style: italic;" align="CENTER"&gt;"Con un ferro da stiro uccide il marito ricco imprenditore perché lui le aveva chiesto il divorzio"&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; *******&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="CENTER"&gt;FATTI E PERSONAGGI DI QUESTO SCRITO SONO PURAMENTE IMMAGINARI&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4218615532954511940?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4218615532954511940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4218615532954511940' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4218615532954511940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4218615532954511940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/tanto-gentile-e-tanto-onesta-pare.html' title='TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE...'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2447525721302891636</id><published>2011-11-03T07:37:00.000+01:00</published><updated>2011-11-03T07:38:41.995+01:00</updated><title type='text'>IO E VERONICA</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt; In realtà  l'ho sempre chiamata Verni; ormai tutti i nomi li abbrevio anche per fare prima.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Adesso si trova in camera mia e quando la sera, meglio la notte, vado a letto, lei mi sta vicina, a portata di mano cioé.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Fino all'inizio degli anni novanta, allorquando ancora lavoravo,  mi è stata sempre accanto  ma in camera da letto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Da circa nove anni invece sono da solo in camera mia e lei è sempre con me.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ormai ha una certa età ed è forse per questo che comincia ad avere qualche problema. Il fatto è che li procura anche a me i problemi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Questa mattina ad esempio, non s'era fatto ancora giorno, quando mi sveglio convinto di aver dormito almeno cinque o sei ore. Al buio cerco conferma da Verni ma non riesco a trovarla. Per la miseria e come mai? Allora mi alzo, faccio un po' di luce ma di lei nessuna traccia. Dov'è andata a finire? Eppure a mezzanotte passata quando mi sono infilato nel letto c'era. Mi sono armato di tanta pazienza e finalmente l'ho trovata: era scivolata tra una pila di libri e documenti vari che tengo a portata di mano accanto al mio divano-letto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Verni è piccola, ha una forma  quadrata di circa 6 cm. per ogni lato......ehi un momento perbacco ho dimenticato di dire che Veronica-Verni è una sveglietta alla quale sono molto affezionato.  Le ho anche dedidato due canzoncine: la prima che cantava il Trio Lescano nel 1936  "Quando suona Veronica...", la seconda che cantava  Modugno nel 1956 in dialetto  "Io tegno na, sveglietta ca, quannu cammina fa tic ta tic ta tic ta..."  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Precisato quanto detto torno a scrivere di quello che è successo questa mattina al mio risveglio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ritrovata Verni la guardo per sapere che ore sono e resto sbalordito: le due e un quarto! Ma come è possibile? Mi sento riposato a differenza della notte prima a causa del fatto che non avevo  quasi chiuso occhio ed invece...Mi alzo, inforco gli occhiali, vado accanto la scrivania – un tempo appannaggio di mio figlio studente – accendo la lampada alla quale ho attaccato il mio orologio da polso che non porto mai – tanto a che mi serve sapere l'ora  quando esco - e noto che sono le sei meno un quarto. Verni s'è bloccata! Come mai? Sarà la batteria? No è carica, e allora? A forza di studiarla riesco a capire cosa è accaduto. Di solito al mattino sono leggermente più fresco di mente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Solitamente le sveglie, compresa Guendalina-Guen che ho confinata in cucina, hanno quattro lancette: una di colore giallo che scandisce i secondi, due nere una piccola e l'altra più grande che segnalano le ore ed infine una rossa che si utilizza quando occorre fissare un'ora per essere svegliati con una sorta di suoneria.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Fino a quando lavoravo mettevo in funzione la suoneria, andato in pensione niente più suono.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  In pratica la lancetta rossa s'era distaccata dal centro dove era fissata insieme alle altre e ha bloccato le due lancette nere. Si sarà offesa perchè non l'ho messa più in movimento? Forse. Non sapendo come aprire il vetrino le do una scrollatina e la rossa si degna di mettersi da parte facendo ripartire il funzionamento di Veronica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Nel frattempo le luci del giorno si sono fatte vive.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2447525721302891636?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2447525721302891636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2447525721302891636' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2447525721302891636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2447525721302891636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/11/io-e-veronica.html' title='IO E VERONICA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7071596307373256028</id><published>2011-10-31T07:25:00.000+01:00</published><updated>2011-10-31T07:27:13.674+01:00</updated><title type='text'>LORO NON CHIEDONO PERCHE'</title><content type='html'>Ed è più che comprensibile.&lt;br /&gt; I nostri amici a quattro zampe, soprattutto cani e gatti, purtroppo non parlano. È vero, loro possono soltanto abbaiare o miagolare.&lt;br /&gt; Perché noi umani riusciamo a capire quando vorrebbero chiederci spiegazioni circa i nostri atteggiamenti, i nostri richiami e anche le nostre e le loro necessità? Semplice, perché sono loro che ci fanno capire benissimo quello che vorrebbero.&lt;br /&gt; Secondo me, avendo avuto animali in casa, soprattutto gatti e per lunghi periodi, una risposta che potrebbe urtare qualche suscettibilità è quella che sono molto intelligenti, a volte anche più di qualche umano.&lt;br /&gt; Mi è capitato di vedere cani e gatti – quest'ultimi in verità in misura inferiore – ammaestrati&lt;br /&gt;che compiono gesti oppure abbaiano o miagolano a comando come  fossero esseri umani.&lt;br /&gt; È qualcosa che mi ha dato sempre molto fastidio perchè ho notato nei loro sguardi un certo non so che simile ad una richiesta di spiegazioni, come se stessero chiedendo appunto "perchè mi obblighi a fare cose che non fanno parte del mio essere?". Ma questo loro non possono e non potranno mai dirlo.&lt;br /&gt; Hanno atteggiamenti diversi anche verso persone dello stesso ambiente familiare – parlo dei gatti in particolare perché stanno sempre in casa salvo  rarissime scappatelle fuori dalle quattro mura. Ne ho avuto conferma dalla Micia  che è stata con noi parecchio tempo fa e per circa quindici anni.&lt;br /&gt; Sorrido al pensiero di vedere qualcuno che avesse tentato di ammaestrarla: sarebbe stato costretto a rinunciarvi in quattro e quattr'otto.&lt;br /&gt; Ricordo un piccolo particolare che ho dimenticato di raccontare quando ho scritto della Micia(post del 27 giugno 2011).&lt;br /&gt; Quando tutte le sere mi sdraiavo su un divano nel soggiorno per vedere la TV lei si avvicinava, non saliva subito, mi faceva capire che stava lì accanto toccandomi un braccio con una delle sue zampette anteriori e quando finalmente mi decidevo  a dirle "dai, vieni su", saltava su di me, si sdraiava col musetto rivolto verso lo schermo e faceva un piccolo sospiro. Un grazie forse?&lt;br /&gt; Immobile fino a quando io non decidevo di alzarmi e andarmene a dormire salvo quando mi addormentavo durante qualsiasi tipo di trasmissione.&lt;br /&gt; Vero che i cani hanno un briciolo di atteggiamento quasi umano in più e che, lo sento dire in giro,  gli manca soltanto la parola e fanno più compagnia dei gatti.&lt;br /&gt; Secondo me la ragione c'è ed è che il gatto è molto indipendente ed è molto più furbo.&lt;br /&gt; Però proprio ieri riguardo i cani, ho assistito ad una scenetta davvero significativa.&lt;br /&gt; In una strada vicino casa un bastardino di non so quanti incroci sta seduto davanti ad un portone semi-aperto, senza battere ciglio, col musetto teso verso lo stesso portone da dove dopo qualche attimo esce una signora piuttosto in carne la quale si mette a guardare  il cane. Lui la fissa per un po' come chiedendo "e allora che si fa?" e lei risponde con un sorriso e dicendo "adesso andiamo". Al che il cane si alza sulle zampe posteriori e tende il cuo corpo verso la signora la quale lo accarezza a lungo e con  tenerezza.  Mi è parso di scorgere un sorriso sul muso del bastardino o forse l'ho voluto semplicemente immaginare.&lt;br /&gt; Per concludere cani e gatti per me pari sono tanto che se avessi avuto balcone o terrazza in casa con me ci sarebbero stati almeno un cane ed un gatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7071596307373256028?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7071596307373256028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7071596307373256028' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7071596307373256028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7071596307373256028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/loro-non-chiedono-perche.html' title='LORO NON CHIEDONO PERCHE&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3086327194908351174</id><published>2011-10-27T07:04:00.001+02:00</published><updated>2011-10-27T07:06:20.087+02:00</updated><title type='text'>PE' FATTE BREVE ER DISCORSO - scritto nel luglio del 2009</title><content type='html'>Tempo fa morì un mio caro amico. Benché non coetanei c’eravamo conosciuti più di venti anni prima  e avevamo legato quasi subito. Aveva circa novanta anni, era vedovo, padre di tre figli e nonno di  un’infinità di nipoti. Le doti che mi avevano colpito in lui erano  la sua sincerità e   generosità non disgiunte da una modestia ed umiltà senza pari. Mi aveva confidato, senza provare alcuna vergogna – e perché mai avrebbe dovuto? - di aver frequentato le scuole fino alla quinta elementare e di aver smesso di studiare per andare a lavorare col padre e i fratelli. Del fatto di avere solo la licenza elementare sembrava per lui come se si trattasse di una bandiera da sventolare, ne era persino orgoglioso. Fosse stato un tipo da biglietto da visita lo avrebbe scritto pure su quello, come un titolo accademico o nobiliare. Questo perché – così affermava convinto – l’interruzione degli studi gli aveva consentito di imparare molti mestieri. Aveva veramente quello che si dice “le mani d’oro”. Ne ho avuto varie volte la prova perché sapeva fare di tutto o quasi: falegname, idraulico, meccanico – non d’auto però – muratore, pittore. Gli mancava l’elettricista, non  sapeva fare nulla in quel settore né voleva saperne. Se gli capitava di dover  unire due fili elettrici chiedeva aiuto a qualcuno. Io ho approfittato delle sue capacità nel senso che capitava spesso a casa qualche cosa che non funzionava o aveva smesso di funzionare. Gli telefonavo, gli spiegavo di che si trattava e lui, appena qualche minuto dopo, veniva a casa munito d’ogni genere d’attrezzi  - qualcuno ne avevo anch’io ma lui preferiva usare i suoi -  e sistemava con perizia ogni tipo di cosa da riparare. Se gli dicevo di dirmi che somma dovevo pagare lui si offendeva. Quando se ne tornava a casa, mentre ci salutavamo sulla porta, sprizzava gioia da tutte le parti. Molte volte mi chiedeva “ma nun c’hai qualche lavoretto da famme fa’?” E io per farlo contento giravo per casa e qualche cosa gli trovavo sempre da fare.&lt;br /&gt;Romano da quattro o cinque  generazioni era un antifascista vecchio stampo così come lo erano stati suo padre e i suoi fratelli. Gli piaceva parlare di politica,  di cinema e di  teatro. Sin dai primi tempi in cui avvenne la nostra conoscenza ci mettemmo d’accordo per vederci ogni settimana, almeno un’oretta “pe’scambiacce du’ chiacchiere” così diceva lui. Una volta a casa mia ed un’altra alla sua  giacché  abitavamo piuttosto vicini. Così di anno in anno, acciacco dopo acciacco, ci si sedeva uno di fronte l’altro a parlare e a ricordare. Quando parlava di politica, alla luce di quello  cui assisteva riguardo malcostume, malgoverno e malavita s’infervorava a tal punto che cercavo in tutti in modi di calmarlo, con scarsi risultati però. Gli spuntavano persino le lacrime agli occhi dal dispiacere che provava e mi diceva “scusame ma quanno vedo e sento certe cose me vie’ da piagne a pensà a le lotte che avemo dovuto da fa’ pe’ vive in un paese co la democrazia e la libertà”. Mi raccontava spesso del periodo buio trascorso sotto il fascismo e di quando, nella seconda guerra mondiale, fu  richiamato, inviato in alta Italia e pronto per andare sul fronte russo, ma l’8 settembre del ’43 fu per lui una fortuna perché fuggì e se ne ritornò a casa. Mi disse “io nun c’ho mai creduto a sta guera,  me sai di’ che so’ morti a fa’ tutti quelli che so stati mannati al fronte? E i civili morti sotto le macerie pe’ corpa de li bombardamenti?” Altro argomento da lui preferito era lo spettacolo: cinema e teatro. Sin da giovanetto faceva parte di un gruppo che in cambio di qualche lira e del biglietto gratis per assistere ad uno spettacolo di riviste, all’avanspettacolo, a commedie ed anche ad operette, si dava da fare come claque applaudendo  a comando. Aveva una memoria di ferro. Si rammentava attori, cantanti, soubrette del mondo dello spettacolo sin da quelli degli anni  trenta, quaranta ecc. E qualche volta capitò persino che lui intonasse una canzoncina di quell’epoca. Quando attaccava questi argomenti lui non si frenava mai ed era perfettamente inutile cercare di “scambiare” con lui le “du chiacchiere” cui aveva fatto cenno.. Il suo scopo  era quello di dimostrare l’amore e l’attaccamento a quei ricordi e mi sciorinava episodi e fatti d’ogni tipo. Il problema era  quando partiva con un suo discorso. Io ogni tanto cercavo d’inserimi con qualche mio commento o ricordo e, malgrado anch’io parlassi delle stesse cose, lui seguitava a raccontare come se stesse vivendo in un’altra dimensione. Molto spesso capitava di ripetersi raccontando ciò che aveva già raccontato qualche tempo prima, ma bisognava comprenderlo. Ogni tanto si fermava come se volesse riepilogare quello che stava raccontando e, con l’intenzione di smettere per un po’, mi diceva “Pe' fatte breve er discorso”. Intendeva dire che non voleva dilungarsi ma in realtà continuava in tutta tranquillità. Io parlavo di un argomento e lui, imperterrito, girava lo sguardo verso un‘altra direzione come concentrato nella ricerca dei ricordi che voleva raccontarmi e  seguitava con il suo di argomento aggiungendo anche “nun vojio esse' ripetitivo”. Invece lo era.&lt;br /&gt;Parlavamo ognuno per conto proprio.&lt;br /&gt;Praticamente in quelle occasioni  io c’ero e non c’ero.&lt;br /&gt;Ciao amico mio e grazie di tutto anche se non mi hai fatto mai  “ BREVE ER DISCORSO”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3086327194908351174?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3086327194908351174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3086327194908351174' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3086327194908351174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3086327194908351174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/pe-fatte-breve-er-discorso-scritto-nel.html' title='PE&apos; FATTE BREVE ER DISCORSO - scritto nel luglio del 2009'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7472386551631982176</id><published>2011-10-24T07:05:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T07:06:40.251+02:00</updated><title type='text'>SOGNO O SON DESTO?</title><content type='html'>Da un bel po' di tempo, credo almeno da quando sto seguendo una terapia piuttosto sostanziosa, mi succede una cosa particolare.&lt;br /&gt; Dipenderà probabilmente dal numero di compresse – 12 (dodici) - che ingoio durante la giornata e tutti i giorni,  per non parlare di uno sciroppo e dell'aerosol quando qualche volta mi viene  un po' di tosse.&lt;br /&gt; A parte la notte – mi prendo un sonnifero altrimenti hai voglia a contare pecore o a cantarmi la ninna nanna - alcune altre volte e ad ore diverse, mi viene a trovare Morfeo o meglio "Morpheus&lt;br /&gt;tramite e traghettatore fra il mondo reale e quello dei sogni" (fonte wikipedia).&lt;br /&gt; Infatti mi accade spesso o davanti al pc-Pasquale quando mi vedo qualche film anche se di mio gusto oppure dopo pranzato sdraiato sul divano-letto o all'ora del tè o se sto assistendo alla visione di TG e talk show politici o ancora dopo aver letto appena quattro-cinque pagine di un libro.&lt;br /&gt; Non molti giorni fa, erano le undici di mattina, stavo appunto vedendo un film thriller tramite pc-Pasquale quando a metà del primo tempo si presenta d'improvviso Morfeo e, dopo qualche minuto, sbatto la capoccia penzoloni sulla mia tastiera-Flo.&lt;br /&gt; Mi capita molto più spesso quando mi sdraio sul divano-letto perché allora mi addormento abbastanza profondamente  sognando qualcosa che stavo facendo prima o il giorno precedente oppure chissà quando. Ad un certo punto mi sveglio e mi chiedo cosa avevo combinato o se ancora  dovevo "combinare".&lt;br /&gt; Addirittura mi è accaduto qualche volta, sempre appisolato, di sognare che sto mangiando o cercando di mangiare qualcosa che ho nel fantomatico piatto messo davanti a me. Spalanco persino la bocca e con la mano porto il cibo o chissà cosa davanti al mio muso ma mi sveglio subito per accorgermi che sto sognando e mi ritrovo con il braccio alzato e con tre dita della mano destra come se avessi un bocconcino da mettere in bocca.&lt;br /&gt; Lo strano è che non faccio sogni, come dire "piccanti", ma soltanto cose di una noia terribile.&lt;br /&gt; Dovrò presentare un reclamo ma a chi?&lt;br /&gt; Mi sa che è meglio che mi faccio ricoverare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7472386551631982176?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7472386551631982176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7472386551631982176' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7472386551631982176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7472386551631982176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/sogno-o-son-desto.html' title='SOGNO O SON DESTO?'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-445644570797009078</id><published>2011-10-20T07:16:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T07:17:06.881+02:00</updated><title type='text'>IL FURBASTRO</title><content type='html'>Tra la fine del 1949 e l'inizio del 1950 un commerciante romano in vista del Giubileo di quell'anno&lt;br /&gt;pensò bene di ampliare il proprio negozio di abbigliamento aggiungendo, oltre al reparto femminile anche uno più piccolo per quello maschile. Aveva previsto, giustamente, che l'enorme afflusso di pellegrini e turisti a Roma, gli avrebbe consentito di fare ottimi guadagni e, per l'occasione, oltre alle due commesse che già lavoravano nel suo negozio, ne aveva assunto altre due, più giovani.  Assunse anche un uomo pratico del ramo per il reparto maschile ed anche per agire come una sorta di direttore.&lt;br /&gt; Il "direttore" assunto aveva trentadue anni, di statura media e di aspetto comune, non poteva effettivamente definirsi un bel ragazzo ma neppure brutto. Scapolo, sempre elegante, attirava soprattutto  la clientela femminile poiché ciò che lo faceva apparire abbastanza piacevole era il suo carattere, il suo modo di agire e quello di essere oltre che un discreto parlatore anche un attento ascoltatore.&lt;br /&gt; A volte si compiaceva del suo savoir faire quando soprattutto riusciva a raggiungere quanto si era prefisso.&lt;br /&gt; Con il trascorrere dei giorni il proprietario si sentiva abbastanza soddisfatto di come procedevano le cose nel suo negozio sia dal punto di vista commerciale sia da quello della perfetta armonia  che regnava tra il personale.&lt;br /&gt; Il "direttore" se la cavava egregiamente nei rapporti con le colleghe sulle quali, quelle più giovani, una biondo-cenere e l'altra bruna, aveva già messo gli occhi.&lt;br /&gt; Il problema era quello di quale scegliere per le "manovre di accerchiamento" poiché entrambe non avevano nessun pari età con il quale mantenere alcun tipo di rapporto, erano molto carine se non di più  e apparentemente disponibili almeno per un primo approccio.&lt;br /&gt; Studiò un piano, apparentemente molto semplice. Doveva accompagnarle alla loro casa,  una alla volta naturalmente e quindi, prima qualche parolina per conoscere meglio i loro caratteri e le loro personalità  poi man mano comprendere chi avrebbe gradito le sue avances. Lo scopo era quello di sapere chi delle due si sarebbe lasciata convincere ad avere con lui una relazione breve o di più lunga durata. Per  questo, almeno per il momento, non si era posto il problema.&lt;br /&gt; Come prima volta, una sera, dopo che erano usciti tutti dal lavoro si avvicinò alla bionda e, con molta circospezione, si autoinvitò per accompagnarla e si accorse che lei gradiva questo suo interessamento. Ripeterono la passeggiata insieme ancora altre volte e tutto procedeva abbastanza bene  ma non come lui avrebbe desiderato. Sempre pregandola di mantenere il "segreto" seguitarono a vedersi frequentandosi però ancora platonicamente.&lt;br /&gt; Lui allora decise di procedere con la bruna adottando lo stesso metodo. Volendo seguitare a vedere anche la bionda calendarizzò le serate in questa maniera: il lunedì assegnò il turno alla bionda  mentre alla bruna assegnò quello del sabato.&lt;br /&gt; Una sera, era un lunedi, aveva dato appuntamento alla bionda davanti ad un bar che frequentava tutte le volte in cui si incontrava con le sue due giovani colleghe, abbastanza lontano dal negozio in cui lavoravano, ma erano le 21 passate e la bionda non si vedeva. Dopo circa dieci minuti lei arrivò ma non era sola, insieme a lei c'era anche la bruna. Entrambe avevavo stampato sulla bocca un sorriso beffardo e, andandogli incontro, la bionda lo apostrofò così&lt;br /&gt;= direttore dei miei stivali ti vogliamo dire in coro che sei uno sciocco presuntuoso e che hai commesso dei grossi errori uno dei quali è quello, piuttosto infantile, di usare le stesse identiche parole e le identiche frasi ad entrambe. È bastato raccontarci quello che ci hai detto allorquando ci vedevamo con te, sia pure a giornate alterne, per capire che credevi di fare il furbo con noi ma sei soltanto un maldestro furbastro. Buona nottata" e se ne andarono lasciandolo a bocca aperta.&lt;br /&gt; La mattina del lunedi successivo lui  telefonò al proprietario del negozio nel quale lavorava e gli disse che doveva partire quel giorno stesso per raggiungere il proprio fratello in Australia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-445644570797009078?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/445644570797009078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=445644570797009078' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/445644570797009078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/445644570797009078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/il-furbastro.html' title='IL FURBASTRO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4202148747472579890</id><published>2011-10-17T07:02:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T18:38:56.849+02:00</updated><title type='text'>COME LA BANDIERA DELLA PACE ARCOBALENO</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Fino a una trentina d'anni fa il mio abbigliamento era costituito da vestiario ed anche calzature tutto  della stessa tonalità di colore. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ad esempio giacca e pantaloni marrone così come la cravatta, i calzini e le scarpe. Di colore bianco la camicia e gli indumenti intimi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Così  pure quando ero vestito di blu. Solo le scarpe erano nere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ero anche pignolo nell'osservare questa regola che poi si trattava soltanto della mia, credo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Poi invece quella regola di una monotonia che non so bene come definire, ah ecco, forse mania,  si è mutata in una regola esattamente opposta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Per cui se qualcuno che mi conosce m'incontra per strada può pure far finta di non avermi mai visto e passare oltre, io non mi offendo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Passo alla descrizione del mio abbigliamento quello che attualmente adotto in  questo periodo  autunno-inverno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Inizio dalle scarpe che sono abbastanza strane anche se la marca geox è tra le migliori. Ci tengo moltissimo perché me le ha regalate uno dei miei fratelli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Sono estive o invernali? Non lo so, io le porto sempre ai piedi (perché dove si dovrebbero portare&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;altrimenti? Ho detto una cavolata) e non mi fanno sentire né il caldo né il freddo. Il loro colore è "panza di cane che fugge"  un incrocio tra l'avana e il marroncino chiaro  e hanno una particolarità: la sinistra si comporta bene, la destra invece no (alludo? Forse). Quando le metto al mattino per uscire, con la sinistra vado benissimo mentre con la destra soffro (rialludo? Probabilmente).  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  I calzini sono o grigio-chiaro oppure blu scuro, a volte marroni, altre volte rossi, mai bianchi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Uso soltanto jeans di colore celestino un po' indeciso anche se ne esistono di altri colori, come ad esempio le camicie che indosso sono variopinte mai bianche: a quadretti bioancocelesti, marrone  chiaro, biancoverdi o di jeans completamente celesti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Cravatte e papillon eliminate da un pezzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Pullover di cotone, fibra o lana sono sempre di colore, qualsiasi, a seconda dell'umore, mai bianchi o neri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Indumenti intimi sempre bianchi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Per finire, col sole uso cappellino con visiera buono per il baseball, blu, di cotone mentre se  cala la temperatura  allora coppola blu o grigia a quadretti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  L'abbinamento degli stessi colori non lo faccio più da tempo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Qualche giorno fa mi son divertito a contare i colori del mio abbigliamento: qualche volta sono sette, quasi sempre sei come quelli della bandiera pace arcobaleno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Un bel primato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4202148747472579890?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4202148747472579890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4202148747472579890' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4202148747472579890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4202148747472579890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/come-la-bandiera-della-pace-arcobaleno.html' title='COME LA BANDIERA DELLA PACE ARCOBALENO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4932818236450025855</id><published>2011-10-13T07:02:00.000+02:00</published><updated>2011-10-13T07:04:15.853+02:00</updated><title type='text'>HO CHIESTO PERMESSO</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Malgrado abbia trovato tutto aperto ho chiesto ugualmente il permesso di poter entrare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Poi appena mi sono avvicinato lui mi ha chiesto&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= E te che vuoi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= veramente sono venuto per una breve visita&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= credi che non lo sappia?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= sono certo che lo sai però...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= non è ancora il tuo turno&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= guarda che io non ho nessuna fretta...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= e allora?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= volevo parlare con i miei fratelli Giorgio e Pino&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= so anche questo quindi?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= quindi vorrei parlare con loro&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= non si può&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= come mai?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= sono qui da poco tempo&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= e che significa?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= significa che devono ancora ambientarsi&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= mi puoi dire se si sono già visti e se stanno entrambi nello stesso posto?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= certo che si sono visti, sono sempre insieme e parlano, parlano a lungo&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= potrei sapere di cosa?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= soprattutto di ricordi  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= hanno incontrato...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;=  alt! Non posso dirti altro&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= allora che faccio torno domani?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= no domani no, sta' tranquillo, è una decisione che ancora non è stata presa&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= ma che fate mi avvertite?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= questo non si può fare  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= e allora come faccio a saperlo?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;=  lo saprai al momento opportuno&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;= allora me ne vado, buongiorno...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;=  (e lui sorridendo) arrivederci&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Gli squilli prolungati del telefono mi hanno svegliato di colpo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ma che razza di sogno ho fatto?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4932818236450025855?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4932818236450025855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4932818236450025855' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4932818236450025855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4932818236450025855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/ho-chiesto-permesso.html' title='HO CHIESTO PERMESSO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1840560711642502875</id><published>2011-10-10T07:03:00.002+02:00</published><updated>2011-10-10T07:05:43.011+02:00</updated><title type='text'>SI  LO SO  DOVREI  FARMI  I  FATTI  MIEI  PERO'</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Ero in fila alla cassa di un supermercato vicino casa e proprio davanti a me c'era un giovane alto più di due metri, bello robusto, con uno zaino in mano, il quale doveva essere, nel sentirlo parlare, sicuramente dell'alta Italia,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Aveva acquistato una bibita e un panino col prosciutto e doveva pagare euro 5,35 – così ho letto nello scontrino che aveva ricevuto e per fare ciò aveva consegnato un biglietto da 20 euro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Stava andandosene e nel frattempo la cassiera mi stava consegnando lo scontrino di mia pertinenza ammontante ad euro 4,95 che ho saldato con un biglietto da 5 euro ricevendo il resto di cinque centesimi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Intanto il "due metri" aveva bloccato l'uscita dalla cassa rivolgendosi alla cassiera e affermando di aver pagato con 20 euro ma  aveva ricevuto soltanto 4 euro e 65 centesimi, mancavano 10 euro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  La cassiera affermava il contrario.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Nacque così una discussione piuttosto animata ma ad un certo punto, chiedendo scusa se mi permettevo l'intrusione, affermai  educatamente e con molto garbo che avevo notato la veridicità di quanto andava affermando il "due metri" e allora la cassiera, convinta anche da quello che le dicevo  gli diede il resto giusto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Notai che nel consegnargli un biglietto da 10 euro era diventata rossa in faccia come un pomodoro sanmarzano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Mentre stavo uscendo dissi buongiorno ad entrambi ma non mi risposero. Era calato un silenzio piuttosto imbarazzante e nessuno dei due profferì parola.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ciliegina sulla torta mi aveva assalito un dubbio: non ricordavo più se pagando avevo dato 5 o 10 euro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Lasciai perdere, non sarei tornato dalla cassiera per assicurarmene neanche dietro minaccia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1840560711642502875?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1840560711642502875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1840560711642502875' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1840560711642502875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1840560711642502875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/si-lo-so-dovrei-farmi-i-fatti-miei-pero.html' title='SI  LO SO  DOVREI  FARMI  I  FATTI  MIEI  PERO&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1591878182057695835</id><published>2011-10-04T07:05:00.001+02:00</published><updated>2011-10-08T08:31:29.070+02:00</updated><title type='text'>UNA DOMENICA NON SOLTANTO AL MARE</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;Era la tarda estate del 1957.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Da circa un anno mi ero sposato ed ero dipendente di uno studio professionale al centro di Roma, vicino al Teatro dell'Opera.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Lo studio aveva parecchi clienti uno dei quali, forse il piùgrosso – non nel senso del fisico – era un industriale cinematografico e produttore di alcuni film, il quale era anche proprietario di numerosi cinema qui a Roma.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Avevo fatto una discreta amicizia con il suo amministratore-commercialista-segretario che nutriva per lo studio un'alta stima e considerazione. Credo anche per me.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  A quel tempo avevo un amico, alto e robusto, poco più grande di me come età il quale era disoccupato e cercava disperatamente un lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ne parlai con il segretario dell'industriale cinematografico il quale mi disse che ne avrebbe parlato con il suo principale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Qualche giorno dopo mi telefonò e mi disse di mandare da lui quel mio amico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  In breve, vista l'ottima presenza, anche atletica, dell'amico disoccupato, egli venne assunto come direttore del cinema Induno situato nel Rione Tastevere più precisamente in Via di San Michele che. dopo Porta Portese fronteggiante l'Istituto San Michele ex riformatorio-carcere minorile e dopo anche il cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti e la Sala Troisi, arriva fino a Viale di Trastevere ex Viale del Re.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Proprio una domenica di quella estate del '57, io e mia moglie eravamo andati, in treno, al Lido di Ostia e al ritorno, scesi alla Stazione Ostiense, decidemmo di andare a quel cinema Induno per vedere un film famoso: "Il terzo uomo" con Orson Welles.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Naturalmente non pagammo il biglietto d'ingresso grazie a quel mio amico-direttore il quale ci accompagnò fino in sala.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Seduti in una delle ultime poltroncine cercammo di vedere il film. Dico "cercammo" perché dopo neppure un quarto d'ora, stanchi morti com'eravamo, ci addormentammo e fino all'inizio dell'ultimo spettacolo nessuno ci disturbò.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Ci svegliammo verso le ventuno circa completamente imbambolati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Subito dopo uscimmo e incontrammo l'amico-direttore il quale ci chiese  =vi è piaiuto il film?= e noi, in coro, avemmo la faccia tosta di rispondere  =molto=.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Non ho più visto "Il terzo uomo".&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;(Questo ricordo si è riaffacciato nella mia mente e l'ho acchiappato di corsa prima del suo ritorno da dove era uscito).&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1591878182057695835?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1591878182057695835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1591878182057695835' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1591878182057695835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1591878182057695835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/10/una-domenica-non-soltanto-al-mare.html' title='UNA DOMENICA NON SOLTANTO AL MARE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4743082558892847736</id><published>2011-09-30T07:03:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T07:05:05.705+02:00</updated><title type='text'>VOLEVO FARE IL MIO ABITUALE SONNELLINO</title><content type='html'>Ogni giorno, festivo oppure no, verso le 14.00 mi sdraio comodamente in un ex divano-letto nella mia camera, accendo la TV mica per vederla ma perchè senza l'audio la uso come ninna nanna muta&lt;br /&gt;per il mio solito riposino.&lt;br /&gt; Senza bisogno di un sonnifero immancabilmente mi assale un sonno leggero  che mi consente  di sentirmi al risveglio abbastanza soddisfatto.&lt;br /&gt; Il bello è che cio accade per qualsiasi cosa a quell'ora trasmetta la TV soprattutto se si tratta di film di ogni genere.&lt;br /&gt; Oggi, sempre seguendo lo stesso rito, acceso l'apparecchio mi accorgo che stanno trasmettendo il secondo tempo di uno spaghetti-western, molto vecchio perché il protagonista-buono è un attore oggi famoso sia nel cinema che nelle fiction televisive ma che in quel film doveva avere non più di una ventina d'anni. &lt;br /&gt; Quel genere di film a me non è che piace molto ma, pur non essendo assolutamente un esperto di cinematografia, le prime sequenze mi stanno incuriosendo molto.&lt;br /&gt; Non so chi è il regista, certamente non il grande Sergio Leone e neppure uno di quei famosi registi d'oltre oceano ma dev'essere anche lui alle primissime armi.&lt;br /&gt; Allora, sempre senza audio, assisto a delle scene incredibili: una dozzina di cowboys dalle facce truci guidati da un soggetto con i tratti del viso da criminale incallito evidentemente sono i protagonisti cattivi, i quali stanno cercando di far uscire da  una piccola casa di legno e paglia un loro compare il quale si trova lì rintanato con una bambina di sette od otto anni. Sembra che malgrado i cattivi minaccino a lungo, il compare non ne voglia sapere. Decidono di dare fuoco alla casa tirando delle torce accese sul tetto di paglia. Immancabilmente sta andando tutto a fuoco e quindi il compare esce con le mani alzate ma i cattivi lo fanno secco. La bambina invece si salva. In lontananza, nella vasta prateria, s'intravede un cavaliere che sta galoppando verso la casa in fiamme; i cattivi appena lo vedono gli sparano addosso una tale bordata di revolverate da far fuori un intero esercito ma il cavaliere – è di certo il protagonista buono – malgrado le fiamme e le pistolettate entra in casa, esce con la bambina in braccio, si mette al riparo di un covone di fieno o grano non so bene e risponde al fuoco con un revolver a tamburo. Comincia a sparare in continuazione e, come se avesse una mitragliatrice, fa secchi i cattivi anche due alla volta – come faccia non si capisce – all'infuori dal loro capo che se la svigna. Nella scena successiva la "bella" del film è legata ad una sedia nelle mani di un altro cattivo – deve essere un socio di quello di prima. Improvvisamente irrompe il buono il quale dev'essere il "lui" della bella e,  mollando un solo pugno, tra l'altro distante dal viso del cattivo-bis, costui crolla a terra. Riappare quello cattivo di prima che ha assoldato altri compari simili a lui; solita sparatoria con la bella liberata e ben riparata mentre il buono risponde al fuoco spedendo all'altro mondo tutti i gaglioffi eccetto il loro capo il quale essendo rimasto senza colpi in canna  è costretto a scazzottarsi con il buono che  ovviamente ha la meglio e consegna il cattivo allo sceriffo accorso quasi subito – molto quasi – accanto al vincitore. Campo lungo che fa vedere allontanarsi abbracciati il buono e la bella.&lt;br /&gt; Benché la visione di questo "indimenticabile" pseudo film sia terminata da poche ore ho voluto&lt;br /&gt;descriverne alcune scene per timore di dimenticarmene ove mi andasse di rivederlo ancora .&lt;br /&gt; Con tanti saluti al mio abituale sonnellino quotidiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4743082558892847736?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4743082558892847736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4743082558892847736' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4743082558892847736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4743082558892847736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/volevo-fare-il-mio-abituale-sonnellino.html' title='VOLEVO FARE IL MIO ABITUALE SONNELLINO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3826974028950274879</id><published>2011-09-26T07:01:00.000+02:00</published><updated>2011-09-26T07:05:02.097+02:00</updated><title type='text'>STAVA DIVENTANDO QUALCOS'ALTRO...</title><content type='html'>...mentre la prima volta era stato solo sesso.&lt;br /&gt; Incontrai  quella persona un giorno alla fermata della metro ed entrammo insieme ad altri pochi passeggeri. Di posti a sedere  ce n'erano molti e quindi non ebbi alcuna difficoltà per accomodarmi e seguitare a leggere un romanzo che avevo acquistato un paio di giorni prima. Si sedette accanto a me e poco dopo mi chiese se quello che stavo leggendo era di mio gradimento. Mi pregò di scusarlo per essere stato  forse inopportuno ma l'aveva incuriosito il fatto che stavo leggendo lo stesso romanzo che lui aveva terminato di leggere proprio la sera prima. Non mi espresse il suo parere e neppure mi accennò qualcosa sulla trama. Lo ringraziai per questo.&lt;br /&gt; Due fermate prima della mia lui si alzò e prima di scendere mi disse guardandomi fisso&lt;br /&gt;= Domani mattina starò alla stessa fermata della metro e alla medesima ora, arrivederla!&lt;br /&gt; Io rimasi di stucco e per tutto il giorno non feci che pensare a quel tale  che non aveva detto altro per l'intera durata del viaggio ma soltanto quella frase pronunciata in modo così perentorio.&lt;br /&gt; Ma come si era permesso un giovanotto che poteva avere al massimo ventisei o ventisette anni ad usare quel tono nei confronti di una come me quasi quarantenne che quell'età la dimostrava tutta?&lt;br /&gt; Ad ogni modo la mattina dopo appena scesi le scale della fermata lui era già lì.&lt;br /&gt; Si avvicinò e mi disse&lt;br /&gt;= buongiorno, oggi niente romanzo?  Ha già terminato di leggerlo?&lt;br /&gt;= mi ascolti, lei è abituato a importunare la gente o mi ha scambiato per qualche altra sua conoscenza?&lt;br /&gt;= no. Le confesso che sono stato colpito da qualcosa che non so decifrare bene...&lt;br /&gt;= allora l'aiuto io. Non la conosco e mi dà fastidio parlare con sconosciuti perché...&lt;br /&gt;= ecco la metro. Entriamo? &lt;br /&gt;  Mi misi seduta e lui accanto a me. Dopo un po' mi fa&lt;br /&gt;= la prego di scusarmi, rimedio subito presentandomi: mi chiamo Diego, ho venticinque anni, sono scapolo, vivo con i miei genitori, non ho fratelli o sorelle e lavoro presso una società di assicurazioni. Lei invece?&lt;br /&gt;=  ritiene che tutto quello che mi ha appena detto mi può convincere a dire qualcosa di me?&lt;br /&gt;= forse no ed ha tutto il diritto di non farlo. Ad ogni modo lei domattina mi troverà alla sua – direi ormai nostra – fermata ed alla stessa ora di oggi. La ringrazio e la saluto perché devo scendere.&lt;br /&gt; E così seguitarono questa specie di appuntamenti poco concreti.&lt;br /&gt; Dialogammo però molto di più ed ognuno di noi, io soprattutto, man mano che il tempo passava  gli raccontavo molto di me. Finchè un giorno decisi d'invitarlo a cena a casa mia. Vivevo da sola, single com'ero non dovevo chiedere il permesso a nessuno. Avevo ancora i miei genitori e due sorelle sposate che avevano la loro vita e ogni tanto si pranzava tutti insieme ad un ristorante gestito da amici fraterni di mio padre.&lt;br /&gt; Ciò di cui mi preoccupava di più era il fatto che man mano che il tempo passava ci sentivamo sempre più attratti l'uno dall'altro malgrado la differenza d'età che a me dava molto fastidio ma lui invece non se ne curava affatto.&lt;br /&gt; Finì come entrambi desideravamo e almeno due sere a settimana i nostri incontri si susseguirono regolarmente e felicemente.&lt;br /&gt; Ma un giorno, senza alcun apparente motivo, mi sentii  una persona senza scrupoli come se fosse colpa mia se uno troppo giovane  si fosse innamorato di me. Pensai di essermi approfittata della  sua ingenuità. Ed invece ingenuo non lo era affatto.&lt;br /&gt; Mi si presentò un'occasione ed io la colsi al volo. In ufficio mi avevano proposto un posto più prestigioso se mi fossi trasferita a Milano. Accettai senza indugio ma quando ne informai Diego la sua reazione fu come se avesse ricevuto una mazzata. Non ci voleva  credere e mi pregò di rifiutare quell'offerta anche se per me vantaggiosa sotto molti punti di vista.&lt;br /&gt; Nonostante ciò mi trasferii a Milano perché mi rendevo conto che stava diventando qualcosa di molto diverso da una semplice relazione tra due persone consenzienti.&lt;br /&gt; Ed era proprio quello che mi aveva spaventato e che volevo evitare per troppi comprensibili motivi.&lt;br /&gt;Non ci sentimmo e non ci vedemmo più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3826974028950274879?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3826974028950274879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3826974028950274879' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3826974028950274879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3826974028950274879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/stava-diventando-qualcosaltro.html' title='STAVA DIVENTANDO QUALCOS&apos;ALTRO...'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6919525114027099766</id><published>2011-09-21T07:23:00.001+02:00</published><updated>2011-09-21T14:45:41.633+02:00</updated><title type='text'>QUELLA VACANZA DEL '71 - scritto nell'aprile del 2009</title><content type='html'>Un viaggio in Inghilterra o meglio a Londra in particolare è stato, sin dall’infanzia, il sogno del&lt;br /&gt;mio rampollo. Fu così che nel giugno del ‘71, ultimate le scuole, tanto fece e tanto disse che, dopo una lunga e faticosa battaglia, vinse le mie reticenze e riuscì a convincermi a programmare il viaggio. Una curiosità: a quel tempo lui aveva 12 anni io 41… E questa non è stata, purtroppo, l’unica sua vittoria: altre se ne sarebbero presto aggiunte.  &lt;br /&gt;=Mese di luglio dell’anno di grazia 1971 d.c. La decisione fu presa. Per dire il vero a decidere furono, all’unanimità, il rampollo e la mammina. Questa è la democrazia, la maggioranza vince.&lt;br /&gt;Dunque, ritorniamo allora a quel giorno. Si va a Londra. Ma ecco i primi quesiti: come ci si arriva? Esistono varie opzioni: a piedi, con i pattini, in bicicletta, in carrozza, a cavallo, in macchina, in treno, in deltaplano, col pallone aerostatico, in nave - una crociera? Il mio sogno. Oppure in aereo Su quest’ultimo mezzo ho posto il mio veto.. Una breve consultazione: chi ha la patente? Io soltanto. Rapidamente viene presa la decisione - da loro due - andiamo in macchina. Sebbene abbia compiuto tre anni appena pochi giorni fa, Celestina -  trattasi di una Fiat 1100/R -,. ha espresso la volontà pure lei, di farsi visitare dai suoi specialisti del ramo: elettrauto, gommista, meccanico ed io l’accontento. La ricerca del percorso da fare è un po’ più problematica. Chiedo in giro e riesco a sapere dove si trova un’agenzia di viaggi che si occupa esclusivamente di organizzare vacanze in Inghilterra.  Recatomi sul posto indicato mi presta la sua attenzione una distinta signora dall’aspetto giovanile che mi spiega, in italiano ma con un piacevole accento anglosassone, l’itinerario migliore per arrivare a Londra. Mi consegna addirittura un depliant con annessa cartina stradale turistica dove è tracciato minuziosamente l’intero percorso da Roma a Londra. La milady mi fornisce ulteriori dettagli circa la prenotazione da fare sia per il traghetto con il quale dovrò attraversare il Canale della Manica, sia per una camera in un decoroso albergo londinese. Mi suggerisce altresì alcuni preziosi consigli tra i quali anche quello di munirmi di moneta appropriata prima della partenza. Tramite un amico che lavora in banca, cambio una certa quantità di lire italiane in dollari.&lt;br /&gt;=Primi di agosto dello stesso anno di grazia 1971 d.c. Finalmente, dice il rampollo, arriva il giorno fatidico: si parte. L’equipaggio del mezzo  è composto dal primo pilota  - pardon autista -che sono io, dall’assistente addetta anche alla sussistenza che è la mia metà e dal nostro unico figliolo. Questi, dopo essersi impossessato a viva forza del depliant e annessa cartina, si autonomina subito navigatore con precisi compiti ciceroniani, si installa sull’ampio sedile posteriore e mi affligge elencandomi indicazioni e istruzioni con una continuità impressionante. Percorriamo l’Autostrada del Sole - a quei tempi si chiamava così - a discreta velocità, fermandoci soltanto per questioni impellenti. C'è da tenere ora in considerazione le ripetute sollecitazioni del rampollo che chiede ogni dieci minuti: quando si arriva a…?, quante ore mancano per…? e via discorrendo. Letteralmente stremato, dopo oltre 620 chilometri, ci fermiamo ad Alessandria, in Piemonte, per mangiare un boccone e per cercare di riposare in una piccola pensione. Ma, sia io, per la stanchezza, sia il rampollo, per l’eccitazione, non riusciamo a prendere sonno. L’indomani, dopo una breve colazione, si riparte. Torino, Aosta e il Valico del Gran San Bernardo superato il quale mettiamo ruote e piedi in Svizzera, a Martigny dove il rampollo “deve”, così afferma lui, dare seguito a quello che io definisco “il patibolo del fotografato”: e cioè deve scattare alcune foto-ricordo. Continuiamo il viaggio e cammina, cammina, no, pedala, pedala, neppure, beh insomma proseguiamo e arriviamo in Francia dove ci fermiamo per una breve sosta, naturalmente con foto,  a Besancon. Il rampollo-navigatore mi incalza, facendomi inca…re, dicendomi che siamo vicini a Reims quindi ormai non manca molto per Calais dove si trovano i traghetti per la traversata. Lui, con quel depliant e annessa cartina, è già arrivato. A parole.  Da parte mia è perfettamente inutile smoccolare anche perché il rampollo si sente confortato dall’atteggiamento della mammina. Io conto unicamente perché devo guidare. Nei pressi di una strada, ritengo provinciale, troviamo una deviazione per lavori in corso che ci costringe a percorrere una sorta di viottolo di campagna, il tutto in mezzo a una piantagione di non so che tipo e che sembra non finire mai. Fortunatamente mi incollo alle ruote di un’altra auto con targa francese che mi precede e che appare, l’autista, non lei,  sicuro di sé. E’ sera inoltrata quando all’orizzonte vedo Calais! Siamo qui con due giorni di anticipo ed il nostro traghetto partirà fra 48 ore. Allora, cerchiamo e troviamo un albergo dove soggiornare. Dopo le formalità di rito entriamo nella stanza che ci è stata assegnata e la mammina, dopo aver esaminato attentamente il letto dove dovremo dormire, afferma categoricamente che le federe dei guanciali non sono pulite sventolandomi sotto il naso alcuni capelli. Discutiamo un po’ e poi decidiamo di andarcene l’indomani. Questa notte dormiamo seduti. Dopo la colazione mattutina  decido di fare un tentativo. Mi reco al punto d’imbarco dei traghetti per l’Inghilterra. M’imbatto in un giovane dipendente della società di navigazione e gli chiedo, in  uno slang misto inglese-italo-americano, se esiste la possibilità di anticipare il traghettamento. Lui mi informa che si può fare soltanto se non ho camper o roulotte al seguito; gli dico che al mio seguito ho soltanto una moglie e un figlio ma questo non è un impedimento - secondo lui. In neppure mezz’ora ci troviamo a bordo. La fuga da Calais è riuscita. Dopo aver sistemato Celestina, saliamo sul ponte del traghetto e ci gustiamo l’attraversamento della Manica. Il rampollo non fa che scattare fotografie. Io continuo a dirgli di sospendere ogni tanto, ma è come parlare alle “bianche scogliere di Dover”- England-  che ad un certo momento ci appaiono in lontananza. Esulta il rampollo come farebbe un marinaio di vedetta su una nave in difficoltà gridando a gran voce: “terra, terraaaaa”. Celestina ci accoglie nel suo grembo e noi cominciamo le operazioni di sbarco quando veniamo subito stoppati da un’enorme “bobby” che, pur sorridendo, mi fa capire  che sto andando per il verso sbagliato. E’ vero! Mi torna in mente uno dei consigli di milady: qui la guida è a sinistra. Il rampollo e mammina sghignazzano ma io fingo di averlo fatto di proposito per vedere come andava a finire. Comunque è meglio che da adesso in poi  mi ricordi di questo piccolo particolare. Faccio subito rifornimento di benzina anche perché qui costa meno e, seguendo le istruzioni del “navigatore”, imbocco la strada per Londra. Appena vi arriviamo, riusciamo a trovare facilmente il piccolo albergo che ho contattato prima di partire perché si trova in una zona abbastanza centrale: nei pressi di Hyde Park al vertice del quale è lo Speaker's Corner il famoso angolo dei liberi oratori domenicali e Marble Arch . Parcheggio davanti l’albergo, trasloco famiglia e bagagli nella camera senza bagno che ci hanno assegnato e ci mettiamo subito in moto, a piedi, per visitare la città e dare inizio alla nostra vacanza. Il vialetto dove si trova l’albergo è piacevole, con delle panchine lungo il suo percorso personalizzate, nel senso che su ognuna di esse c’è una targhetta con nome, cognome e una data: devono essere state donate dalle  persone che vi sono indicate. Ci troviamo subito in Oxford Street dove noto una fermata dell’”underground”, un negozio che vende anche giornali italiani, una banca: insomma sono, cioè siamo soddisfatti. Dobbiamo trovare qualche locale dove si può mangiare qualcosa senza incidere troppo sulle nostre sostanze, sia a pranzo che a cena, poiché l’albergo dove soggiorniamo offre soltanto il “breakfast” al mattino. Passeggiando notiamo però che ci sono in giro dei banchetti-carretto che vendono “hot-dog” caldi e alcuni piccoli locali dove si possono acquistare “fish and chips”, oltre a numerosi “pub”,naturalmente.  Una mattina siamo andati  in uno di questi per prendere un caffè ma hanno impedito al  rampollo di entrare perché non aveva l’età e lui è rimasto fuori con un muso così lungo che toccava terra. Avremmo fatto meglio anche noi a non entrarci dato che il “coffee english”somiglia più ad una purga allungata che ad un qualsiasi caffè all’italiana. Quel caffè che continuiamo a chiedere ogni giorno. La prima giornata londinese termina alle 21 circa, ora in cui io decido che è meglio rientrare in albergo per il meritato riposo: nessuno si oppone perché siamo stremati. Il giorno seguente  consumiamo la prima “breakfast” e  decidiamo subito che per noi quello non è da considerare come una prima colazione, ma è da paragonare ad un pranzo: tè, milk, bacon, butter, corn-flakes, eggs, orange juice, per di più serviti al tavolo dal proprietario o gestore dell’albergo. Con la pancia piena ci dirigiamo verso la macchina che avevo parcheggiato poco distante il giorno prima e trovo sul parabrezza un foglietto avvolto nella plastica, probabilmente per evitare che si rovinasse in caso di pioggia, nel quale sono riuscito a tradurre che mi è stata appioppata una sostanziosa multa per divieto di sosta. Vado dal proprietario dell’albergo e gli chiedo se mi può indicare un garage vicino per poter posteggiare la macchina per qualche giorno. Mi reco al locale indicatomi e due robusti africaner mi accolgono ben volentieri e mi indicano dove far riposare Celestina, anche ad un costo abbastanza conveniente.&lt;br /&gt;Prima di iniziare la visita turistica dei principali luoghi e monumenti londinesi cerchiamo di imparare bene i numerosi percorsi dell’underground distinguibili perché tratteggiati con colori diversi. L’unico che li sa distinguere a meraviglia e rapidamente chi è se non il rampollo? Il quale soltanto due o tre giorni dopo il nostro arrivo, approfittando di un mio momento di debolezza, mi strappa il permesso di andarsene da solo a farsi un giro per la metro di Londra con grande disapprovazione della mammina. Eccoci quindi pronti a trascorrere la nostra vacanza visitando tutti i posti più famosi della città, vediamo inoltre il cambio della guardia davanti Buckingham Palace, il passaggio del battello sul Tamigi e incrociamo spesse volte i caratteristici taxi e bus londinesi a due piani di colore rosso. Non manchiamo anche di fare una capatina – ahimè - all’immenso magazzino “Selfridge” sulla Oxford Street. Tutto ciò implacabilmente immortalato da un’ossessionante sequela di scatti fotografici tra i quali quello in cui io e la mammina veniamo inquadrati dal rampollo ai piedi della statua di Riccardo Cuor di Leone. Questa fotografia è particolare perché, oltre a noi due, il rampollo ha fissato in modo inequivocabile il “corpo del reato” da lui commesso. Gli ho sempre raccomandato di badare a dove appoggiare la custodia  della macchinetta fotografica ogni volta che avesse sentito la bramosia di scattare foto, ma quella volta la mise sul tetto di una macchina in sosta nei pressi della statua e lì  fu dimenticata, non da me. Starà ancora lì ad aspettare il suo proprietario?&lt;br /&gt;E venne il giorno...&lt;br /&gt;- 1)del primo imprevisto: nel leggere un quotidiano italiano apprendo che il “dollaro sta calando”; mi precipito in banca e nell’effettuare il cambio constato che effettivamente ci sto rimettendo un bel po’. E così nei giorni a seguire. Alla faccia dei preziosi consigli della gentile milady di Roma. In fondo però come poteva saperlo?;&lt;br /&gt;- 2)di un “e-vento” anch’esso non previsto. Una mattina, dopo aver fatto colazione, stiamo per uscire, attraversiamo la piccola hall dell’hotel dove scorgiamo, seduto di spalle su un divano, uno sceicco arabo - lo desumo dal suo abbigliamento - che sembra assopito. Improvvisamente - io sono innocente, lo giuro-  si sente un”peto” talmente sonoro che lo sceicco si volta bruscamente e ci guarda spaventato. I due, rampollo e mammina, dopo avermi rimproverato ad alta voce chiamandomi pure per nome, se la danno a gambe, come se fosse colpa mia.  Che potevo fare? Sono arrossito ed ho detto umilmente “sorry”;&lt;br /&gt;- 3)della piacevole vista, nei pressi della Victoria Station,  di un locale: un grill-room gestito da italiani dai quali ci facciamo servire qualche piatto di cui avevamo nostalgia. C’è però un problema: tutto viene servito col butter. Alla mia richiesta di un po’ d’olio d’oliva si guardano in faccia ma non si perdono d’animo: lo vanno ad acquistare in farmacia!;&lt;br /&gt;-4)del guaio da me combinato quando ho lasciato Celestina al garage: i due africaner appena mi vedono cominciano  a sbraitare talmente inca…ti che soltanto dopo un bel po’ riesco a capire quello che ho mal-fatto. Non solo non ho lasciato chiavi ma ho addirittura messo il bloccasterzo. La qual  cosa, come si può immaginare, ha impedito a chiunque di spostare Celestina da lì dove,  parecchi giorni prima l’avevo  posteggiata, cioè dietro a due macchine alle quali è stato impedito ogni più piccolo movimento, sia “avanti sia indrè”;&lt;br /&gt;- 5)dell’imperdibile  - dice il rampollo-  partecipazione ad un evento calcistico: una partita del campionato inglese tra due squadre londinesi di notevole qualità dove peraltro giocavano alcuni famosi calciatori che avevano preso parte ai campionati mondiali dell’anno precedente. Benché lo stadio si trovi a Londra, la strada per arrivarci è piuttosto lunga, ma la sa altrettanto lunga il rampollo-navigatore che con la sua cartina in mano mi dirige autorevolmente. Faccio una sosta accostando a sinistra davanti   un negozio per acquistare non rammento cosa. Appena entrato la signora che è al bancone mi dice in inglese che io sono italiano. Incuriosito, le chiedo, cercando di farmi capire, come fa a saperlo e lei mi indica il borsello che ho sul braccio: un segnale preciso della italica moda di quegli anni. Quando usciamo dal negozio io e il rampollo vediamo che un bobby tutto sorridente sta scrivendo qualcosa su un blocchetto davanti a Celestina ed alla mammina che, anche lei sorridente, se ne sta placidamente seduta al posto del passeggero. Col mio famigerato slang  cerco di spiegare al bobby come stanno le cose e lui, sempre sorridendo, mi fa capire che possiamo andare: la multa potrà essere pagata successivamente. Giunti allo stadio, comodamente seduti tra i placidi tifosi delle due squadre, assistiamo all’incontro ma dopo poco l’inizio del secondo tempo qualcuno di noi ha urgente bisogno del bagno.  Ci alziamo tutti per andare a cercarlo, ma ci accorgiamo presto che non è né il momento né il posto più indicato.. Quel  poco di trambusto creato da noi che andiamo alla ricerca del bagno è qualcosa di comico. Gli spettatori inglesi seduti vicini a noi  ci lanciano appena un piccolo sguardo: la classica flemma britannica.&lt;br /&gt;- 6)dell’incredibile giornata del 15 agosto: un freddo cane ed una pioggerellina fastidiosa, fortuna che abbiamo gli indumenti adatti. Il giorno dopo però, ci ritroviamo un sole meraviglioso tanto che  Hyde Park è pieno di gente che si crogiola al sole seminuda. Indico alla mammina di accomodarsi su una sdraio, mentre io e il rampollo ci allontaniamo un attimo. Al nostro ritorno notiamo che la mammina sorride amabilmente ad un bobby che, anche lui sorridente, ha un blocchetto in mano e cerca di farsi capire dicendo che per occupare una sdraio occorre pagare qualcosa. Sistemo la questione e ce ne andiamo tutti a passeggio;&lt;br /&gt;- 7)della “mazzata”: il giorno prima del nostro rientro in Italia mi viene l’idea di pranzare in un vero ristorante italiano. Lo troviamo rapidamente ed entriamo: notiamo subito che è un bellissimo locale. Mentre ci accomodiamo, ci viene incontro un distinto cameriere anche lui italiano il quale ci fa sedere ad un tavolo addobbato lussuosamente. Senza indugio, gli chiediamo di portarci del buon vino italiano ed i piatti del giorno, magari pesce, e non vogliamo leggere il menù. Ci viene servito un ottimo pranzo ed al termine, dopo un vero caffè italiano, mi viene consegnato discretamente il conto. Ho un lieve mancamento ma con signorilità pago, invito i miei ad uscire e, appena fuori, mi riempio la faccia di pugni. Loro non capiscono ma io ricorderò questo pranzo per l’eternità.&lt;br /&gt;=Il giorno del ritorno è arrivato. Decido di non rifare la stessa strada del viaggio d’andata. Quindi da Dover, col traghetto, sbarchiamo a Ostenda, in Belgio, proseguiamo per la  Germania dove arriviamo che è quasi notte. Stiamo percorrendo un’autostrada, senza pedaggio ma anche senza autogrill, motel o pompe di benzina dove poter chiedere asilo e informazioni. Ad un tratto il rampollo mi fa cenno che ho appena sorpassato un cartello indicatore. Rischiando di schiantarci verso alcune auto che stanno sopraggiungendo a forte velocità, a marcia indietro torno dove effettivamente c’è un cartello con la scritta “Ausgang”. Finalmente un qualche luogo dove poter sostare. Dobbiamo però fare parecchi chilometri prima di giungere ad una cittadina che non credo si chiami come indicava il cartello. Io però il tedesco non lo parlo e quindi si può chiamare come crede. Troviamo un albergo dove un omone che si presenta con un cane enorme, lupo, pastore, leone non so, comunque al guinzaglio e con la museruola, ci concede di entrare. Siamo stanchi, ma riusciamo a riposare bene. La mattina dopo, ingoiata un’abbondante colazione, riprendiamo l’autostrada verso  l’Italia. Lungo il tragitto,  pensando ad una breve sosta, ci fermiamo nei pressi di una bassa costruzione dove vedo fermarsi altra gente. Mentre ci avviciniamo, notiamo che si tratta di una specie di bar automatico nel senso che tutto ciò che desideri di commestibile si può avere infilando monete nelle apposite feritoie di alcuni scaffali ricolmi di cibi e bevande. Stiamo consumando quello che abbiamo scelto quando si avvicina un distinto signore, capelli bianchi, bel portamento il quale in un discreto italiano mi racconta che durante la guerra ha fatto il soldato proprio di stanza a Roma e quindi appena ha letto i dati della targa di Celestina ha voluto fare la nostra conoscenza e salutarci. Gentile però. Commentiamo il fatto ed intanto arriviamo in territorio italiano ma dopo un lunghissimo tunnel, appena ne usciamo, c’investe una specie di tempesta. Vento e pioggia a secchiate, buio da fare spavento tanto che non si riesce a vedere al di là del parabrezza di Celestina. Fortuna che ci troviamo sull’Autostrada del Sole! Appena intravedo una grossa stazione di servizio con tanto di area di sosta mi precipito e vedo che già altri hanno avuto la stessa idea, specialmente alcun grossi Tir. Visto che il temporale non smette decidiamo di&lt;br /&gt;trascorrere la notte tra le braccia della nostra Celestina. L’indomani, appena spuntato il sole, ci affrettiamo a riprendere il cammino verso casa. Il che avviene in tarda serata. Tutto è andato bene? Credo di sì. Celestina non mi ha creato problemi e meno male perché ne avevo avuti già in abbondanza. La vacanza è terminata.&lt;br /&gt;Arrivati a casa, parcheggio Celestina accanto il marciapiede, scendo, m’inginocchio e bacio la  terra ove poggio i piedi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6919525114027099766?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6919525114027099766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6919525114027099766' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6919525114027099766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6919525114027099766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/quella-vacanza-del-71-scritto.html' title='QUELLA VACANZA DEL &apos;71 - scritto nell&apos;aprile del 2009'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7923425113855713855</id><published>2011-09-12T07:12:00.000+02:00</published><updated>2011-09-12T07:13:26.711+02:00</updated><title type='text'>LA FANTASIA  E' VOLATA VIA</title><content type='html'>Inseguita a passi veloci dalla memoria che se ne sta andando ed anche il tempo non è da meno.&lt;br /&gt; Non che me ne sia accorto improvvisamente ma col  procedere inesorabilmente dei giorni, dei mesi e quindi degli anni è ovvio che le cose  possono soltanto peggiorare.&lt;br /&gt; La prova è che quando mi accingo a scrivere qualcosa perché la cassaforte dei ricordi sembra si stia aprendo non faccio in tempo a catturarne uno che già lo sportello si richiude.&lt;br /&gt; E allora tento, tento ancora di aprirla ma pare che tutte le combinazioni di cui mi è rimasta traccia non funzionino più.&lt;br /&gt;  Ad onor del vero  m'infastidisce  il non rammentare più ricordi se non per una fortuita coincidenza con qualche avvenimento del tempo attuale.&lt;br /&gt; Però il "volo" della fantasia mi secca ancora di più.&lt;br /&gt; Mi sono reso conto che la mia fantasia dipende – sembrerà strano – da chi e che cosa incontro durante la giornata poiché anche un piccolissimo accadimento – a me è capitato spesso – può dare alla stessa fantasia la capacità di fantasticare.&lt;br /&gt; Ma proprio questo è il mio problema. Per quanto mi sforzi è un po' di tempo che si è bloccata.&lt;br /&gt; Ne ho preso atto e mi sono rassegnato.&lt;br /&gt; D'altra parte arrivato a quest'età non poso pretendere di più dalla mia mente e, ovviamente dal mio fisico in generale.&lt;br /&gt; Belli però i giorni della giovane età.&lt;br /&gt; Mi consolo con il fatto che ogni giorno è un giorno in più ed è proprio vero quello che ricorda una cara amica blogger citando queste parole ".....del doman non c'è certezza.....".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7923425113855713855?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7923425113855713855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7923425113855713855' title='42 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7923425113855713855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7923425113855713855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/la-fantasia-e-volata-via.html' title='LA FANTASIA  E&apos; VOLATA VIA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>42</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-904275298125773445</id><published>2011-09-08T09:25:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T09:26:33.608+02:00</updated><title type='text'>DOLORINO QUOTIDIANO</title><content type='html'>È più che comprensibile che persone della quarta o quinta età avvertano quotidianamente o quasi un dolorino.&lt;br /&gt; Quando è  ".....ino" pazienza, si sopporta e si attende che passi, ma quando  è  ".....one" allora le cose cambiano.&lt;br /&gt; Tre giorni fa mi è capitato questo. La sera prima mi metto a dormire verso mezzanotte e mezza, mi addormento abbastanza rapidamente grazie alla solita compressa, ma alle cinque del mattino successivo un fortissimo dolore alla caviglia del piede sinistro, più precisamente al malleolo laterale esterno, mi sveglia e mi fa quasi gridare.&lt;br /&gt; Allora mi dico "e mo, che è 'sta novità?". Perché non si tratta dei soliti crampi notturni che ogni tanto si fanno vivi ma trascorsi alcuni minuti spariscono, questo è un dolore più forte e dura più a lungo.&lt;br /&gt; Molto lentamente cerco di alzarmi e provo a poggiare il piede sul pavimento: è una parola, vedo le stelle.&lt;br /&gt; Non capisco: ieri stavo abbastanza bene,  non sono caduto in strada  e neppure per le scale, non ho subito distorsioni e anche quando ho fatto la doccia tutto è andato liscio, non ho giocato a calcio, a calcio a 5 e neppure a quello a 8 . E allora? Non mi pare che questa notte sia andato in discoteca a fare quattro salti (neppure in padella).&lt;br /&gt; Aspetto ancora una mezz'ora poi ci riprovo.&lt;br /&gt; Piano piano, trascinando il piede sinistro senza poggiarlo, vado in bagno e lì so' dolori. Resisto, zoppico, provo a camminare solo con la sola gamba destra ma niente da fare.&lt;br /&gt; Verso le 8 a.m. telefono al pupo – mio figlio, 52 anni, fisioterapista – gli dico come stanno le cose.&lt;br /&gt; Dopo un'oretta viene, mi esamina il piede, lo tocca, lo liscia, lo ricopre con una pomata oleosa, ma il dolore persiste. Dice che non c'è gonfiore e che il malleolo laterale interno sta bene. Beato lui, io no. Con il passare delle ore siamo – o meglio sono – allo stesso punto.&lt;br /&gt; Il pupo mi suggerisce di mettere sopra il piede una borsa di ghiaccio. Eseguo ma non cambia nulla.&lt;br /&gt; Mi rassegno, dico un bel po' di litanie e, alla solita ora, molto goffamente mi metto a letto pronto a trascorrere una notte in bianco.&lt;br /&gt; E invece no. L'indomani, poco dopo le quattro del mattino, al polpaccio destro si fa vivo un crampo che mi costringe ad alzarmi  e...MIRACOLO!!!...il piede sinistro non mi fa male nemmeno un po'.&lt;br /&gt; Tutto sparito. Dalla contentezza mi viene la voglia di saltellare ma riesco a fermarmi in tempo.&lt;br /&gt; Sai com'è, è capace che il "dolorino" si rifaccia vivo.&lt;br /&gt; Mi viene da ridere ricordandomi questa tipica frase  "chi non ha buona testa ha buone gambe" ma allora io aggiungo "non sempre però" dato che possono non essere "buone" sia la testa  sia le gambe.&lt;br /&gt; Torno alla frase con la quale ho iniziato e dico a me stesso: "è l'età caro mio". Uffa!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-904275298125773445?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/904275298125773445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=904275298125773445' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/904275298125773445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/904275298125773445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/dolorino-quotidiano.html' title='DOLORINO QUOTIDIANO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3896358757335693700</id><published>2011-09-04T12:34:00.000+02:00</published><updated>2011-09-04T12:35:10.968+02:00</updated><title type='text'>LETTERA DA MIA MADRE</title><content type='html'> &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt; Ciao Aldarello.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Sì lo so, non è più il caso di chiamarti così alla tua età ma a me piace molto chiamare te e i tuoi fratelli – due dei quali insieme a papà stanno qui con me – come quando eravate bambini.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  A proposito di bambini, quando diventasti più grande ti raccontai che al momento della tua venuta al mondo mi creasti dei problemi e corremmo entrambi qualche rischio ma poi tutto si sistemò.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Forse è stato per questo che ho avuto un certo debole verso di te anche se invece tu eri il cocco di papà. Infatti, malgrado le marachelle -  piuttosto grosse direi - che combinasti fino al compimento dei tuoi diciotto anni, ti ho voluto bene. Naturalmente il mio affetto e il mio attaccamento era anche per i tuoi tre fratelli, certo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Una delle marachelle era quella – non so se te la ricordi – di quando infilavi la mano nel ripieno di ricotta di mucca, canditi e scagliette di cioccolato che preparavo durante le festività natalizie per i cannoli siciliani, una delle mie specialità graditissima da tutti. Tu magari avrai pensato che mi fosse sfuggito il tuo armeggiare dato che ero voltata di spalle ed invece sapevo benissimo che eri tu  "al lavoro" nella parte bassa della credenza di cucina.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Comunque io e papà eravamo molto orgogliosi di voi quattro birbanti nonostante tutto quello che facevate.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Purtroppo nel 1976 – io ne avevo sessantasei di anni – ho dovuto lasciarvi ed ho raggiunto papà che già ci aveva lasciati nel 1970.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Sai perché ti scrivo questa lettera? Perché sia nel 1953 e sia nel 1966 e nel 1975  te la sei vista molto brutta, ma a me non faceva piacere andarmene prima di chiunque di voi quattro ragazzi. Ed è andata così. Infatti, pensa un po', stai arrivando alla tua veneranda età malgrado tutti i guai fisici che sopporti e che hai dovuto sopportare. Certo non scoppi di salute, tutt'altro, però tiri avanti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Noi qui ovviamente non abbiamo radio e neppure televisione però siamo riusciti ad entrare nel tuo pc-Pasquale,vediamo  tutte le tue scribacchiature e ne discutiamo, ma non ci dispiace leggerti.   Praticamente stai ripetendo quello che facevi da bambino e da ragazzo inventandoti in parte tante storielle. Da uomo più che maturo stai ricordando anche molte cose del tuo e nostro passato arricchendole magari con un po' di fantasia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Non so se lo rammenti ma la tua insegnante delle elementari me lo diceva che tu eri bravo a fare i temi d'italiano ma poi, dopo la prima media, ti sei fermato, cioé, come si usa dire, ti sei "guastato col crescere".&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Adesso resta lì dove ti trovi, intendiamoci non che qui si stia male, però è preferibile essere ancora in carne,  ossa e tutto il resto, credimi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Non ci sarà bisogno di avvisarci quando verrà il tuo turno, noi tutti lo sapremo prima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Salutaci affettuosamente tutti i nostri familiari, figli, mogli, nipoti e pronipoti e intanto anche noi ti salutiamo abbracciandoti forte.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;  Mamma.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;    &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3896358757335693700?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3896358757335693700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3896358757335693700' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3896358757335693700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3896358757335693700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/09/lettera-da-mia-madre.html' title='LETTERA DA MIA MADRE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7976658153921574368</id><published>2011-08-31T07:24:00.001+02:00</published><updated>2011-09-01T15:18:30.447+02:00</updated><title type='text'>PIC-NIC IN CAMPAGNA CON VISTA SUL LAGO</title><content type='html'>Quando mi siedo davanti al pc-Pasquale ho alle spalle, attaccato alla parete, un piccolo scaffale in legno senza sportelli, uno di quei pezzi "fai da te", regalato a mio figlio da un suo amico-collega e che mio figlio ha lasciato qui in casa quando si è sposato e si è trasferito. Fra tutto quello che tengo conservato nello scaffale, tipo musicassette d'ogni genere musicale, libri  e cose varie l'altro giorno ho notato un piccolo oggetto di circa sessantuno anni fa che ha una sua storia e che, rigirandolo tra le mani, mi fa tornare in mente alcuni ricordi. Passo a raccontarla.&lt;br /&gt; Fino al 1977 il 19 marzo era considerato, insieme ad altre date, giorno festivo agli effetti civili (conferma fonte Wikipedia) e, dopo, non più. Pertanto il 19 marzo 1950 era appunto festa per tutti.      Sin dal giorno prima sapevamo che sarebbe stata una giornata primaverile e allora io e la mia ragazza, entrambi ventenni,  decidemmo di trascorrerla interamente e sin dal mattino a fare una gita fuori Roma.&lt;br /&gt;È superfluo sottolineare che a quell'epoca non possedevamo auto o motorini perciò per arrivare  nei pressi di Marino, uno dei Castelli Romani, ci servimmo "der tranvetto", così chiamavano qui a Roma i tram della Tranvie dei Castelli. Partivano dall'allora Via Principe Umberto – oggi Via Giovanni Amendola - vicino la Stazione Termini e facevano il giro di tutti i Castelli percorrendo la Via Appia Nuova.&lt;br /&gt;Dall'inizio degli anni '70,  a causa dei lavori della Metro A, i "tranvetti" sono stati soppressi.&lt;br /&gt;La mia ragazza aveva preparato tutto a casa: un po' di pasta, due salsicce cotte sulla griglia, una insalatina di soli pomodori, tre o quattro tra arance e mandarini. Aveva portato anche forchette,  coltelli e  bicchieri, mentre il pane e mezzo litro di vino li acquistammo sul posto.&lt;br /&gt;Dovevamo cercare un posto tranquillo per mangiare e stare un po' insieme ed avemmo la fortuna di trovarlo. Era una casetta ad un solo piano mezza diroccata, probabilmente quello che era rimasto dopo un bombardamento dato che da quelle parti, non ricordo bene se nelle campagne di Albano o di Frascati, durante la seconda guerra mondiale, s'erano nascoste tra gli alberi le truppe tedesche per cercare di evitare le bombe delle "fortezze volanti" americane.&lt;br /&gt;Ai piedi di uno dei grandi alberi vicini alla "nostra casa dirrupata"– albero di cui non so dire il nome, forse castagno, ciliegio o altro tipo – raccolsi un lungo ramo secco, lo spezzai a metà e quella&lt;br /&gt;parte che mi rimase in mano mi fece venire un'idea.&lt;br /&gt;Mentre la mia ragazza sedeva e ammirava il bel panorama intorno io  presi uno dei due coltelli che aveva portato da casa – quello più tagliente e appuntito – e riuscii a tagliare un pezzo di quel ramo secco ma duro ed iniziai la mia "opera". Con notevole fatica al termine venne fuori quel ricordo di 61 anni prima, tagliato e inciso nella corteccia meglio che potevo.&lt;br /&gt;Mi sono divertito a misurarlo. È lungo circa quindici centimetri, ha un diametro di un centimetro e mezzo ed è duro come marmo. Roba da non credere.&lt;br /&gt;Questo è quello che incisi allora su quel piccolo souvenir.&lt;br /&gt;MARINO&lt;br /&gt;A . &amp;lt;-----------&amp;gt; M.        (le iniziali dei nomi mio e della mia ragazza)&lt;br /&gt;19 – 3 – 50&lt;br /&gt;Nulla di artistico o di originale ma chissà se un qualsiasi museo può esporlo come cimelio.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7976658153921574368?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7976658153921574368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7976658153921574368' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7976658153921574368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7976658153921574368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/08/pic-nic-in-campagna-con-vista-sul-lago.html' title='PIC-NIC IN CAMPAGNA CON VISTA SUL LAGO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-8383831825053681602</id><published>2011-08-24T07:21:00.002+02:00</published><updated>2011-08-24T10:30:25.859+02:00</updated><title type='text'>MI  E' STATA FATTA QUESTA DOMANDA</title><content type='html'> Quale?&lt;br /&gt;Prima faccio una premessa.&lt;br /&gt;Sono un appassionato di gialli, legal thriller, thriller e simili sia come lettore sia come spettatore.&lt;br /&gt;Libri e film TV non me le li lascio scappare.&lt;br /&gt;Leggo e sento spesso uno di questi modi di dire a mo' di domanda, peraltro molto comuni anche nella vita reale, di cui credo se ne sia fatto un abuso, tipo: "scusa ma dove hai messo il cervello?", "hai perduto il cervello?", "ti si è spappolato il cervello?", "ti sei bevuto il cervello?" - la più usata – nonchè altri modi di dire sempre riguardanti il cervello.&lt;br /&gt;Tempo fa mi capitò di commettere uno stupidissimo ma involontario errore di valutazione e la mia interlocutrice, piuttosto giovane, mi ha fatto proprio questa domanda "ma ti sei bevuto il cervello?"&lt;br /&gt;Eppure non avevo detto nulla che la potesse mettere a disagio. Fortuna che subito dopo riuscimmo a chiarire l'equivoco e tutto finì, come si suol dire, a tarallucci e vino. Anzi, amici più di prima.&lt;br /&gt;Però la domanda che mi aveva rivolto mi si era piantata nella testa come un chiodo fisso.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto, senza girare la domanda a nessuno per non essere preso in giro, "ma uno come fa a bersi il cervello?" Quello proprio peraltro perchè la domanda ti viene fatta personalmente.&lt;br /&gt;Capisco benissimo che c'è della macabra ironia in quello che vado dicendo però, senza per questo  essere considerato privo del cervello, io credo che tale gesto sia impossibile da compiere.&lt;br /&gt;Voglio dire uno dovrebbe andare da un chirurgo specialista del ramo testa e dintorni e chiedergli "per favore, dovrei bermi il cervello lei me lo può togliere e dirmi quanto dura l'operazione?"&lt;br /&gt;Oppure, stando alla domanda che mi è stata fatta, dovrei, con le mie mani, aprirmi la testa, prelevare il cervello, metterlo in un bicchere grande  o medio a seconda della misura  – per me basterebbe un bicchierino da grappa –  e, come  dice la canzoncina "con un poco di zucchero la pillola (cervello) va giù".&lt;br /&gt;Da ottuagenario mi scuso però mi chiedo: sono o faccio l'ingenuo?&lt;br /&gt;"Excusatio non petita, accusatio manifesta".&lt;br /&gt;Sono soddisfatto  perché credevo di aver dimenticato quel poco di latino che, malvolentieri,  avevo imparato a scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-8383831825053681602?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/8383831825053681602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=8383831825053681602' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8383831825053681602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8383831825053681602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/08/mi-e-stata-fatta-questa-domanda.html' title='MI  E&apos; STATA FATTA QUESTA DOMANDA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2520049977577798452</id><published>2011-08-18T07:29:00.000+02:00</published><updated>2011-08-18T07:30:44.432+02:00</updated><title type='text'>IL MIO AMORE PER TE</title><content type='html'>= Ciao, sei in anticipo&lt;br /&gt;= Vero spero di non disturbarti&lt;br /&gt;= Ci mancherebbe, tu non disturbi mai&lt;br /&gt;= Grazie dovevo metterti al corrente di una questione piuttosto seria&lt;br /&gt;= Mi stai facendo preoccupare&lt;br /&gt;= Adesso ti dirò come stanno le cose&lt;br /&gt;= Spero bene perché poco fa per telefono non ho sentito il tuo solito splendido tono di voce che a me fa impazzire &lt;br /&gt;= Bruna ti prego, guardami e ascoltami bene&lt;br /&gt;= Ti ascolto ma è da una settimana che non ti vedo e per telefono sei anche poco loquace&lt;br /&gt;= Il troppo lavoro e i troppi problemi da risolvere piuttosto in fretta&lt;br /&gt;= Va bene ti perdono ma adesso vieni qui e abbracciami forte come sai fare solo tu&lt;br /&gt;= .......&lt;br /&gt;= Un po' freddo e molto diverso dal solito il tuo abbraccio&lt;br /&gt;= Devo parlarti Bruna&lt;br /&gt;= D'accordo, sentiamo...ma prima vuoi bere qualcosa?&lt;br /&gt;= No, grazie, per favore adesso siediti&lt;br /&gt;= Ecco, sono seduta, parla pure&lt;br /&gt;= Promettimi che non avrai reazioni di nessun tipo&lt;br /&gt;= Mi conosci da tempo, sai che verso di te ho sempre avuto atteggiamenti affettuosi perchè, e lo sai, ti voglio veramente bene&lt;br /&gt;= Ed è proprio per questo che ho riflettuto molto prima di oggi, ma adesso sono qui per...&lt;br /&gt;= Allora avanti, non mi far stare sulle spine&lt;br /&gt;= Domenica sera, quando stavo per rientrare a casa dei miei dopo aver trascorso tutto il giorno qui da  te ho incontrato una mia ex collega di università la quale stava uscendo da un ristorante e con lei c'era una ragazza di circa trent'anni molto bella, affascinante credimi, da far perdere la testa e...&lt;br /&gt;= e?&lt;br /&gt;= Il suo sguardo rivolto verso di me era talmente profondo che sembrava volesse leggermi negli occhi.  Lì per lì non ho dato molto peso alla cosa  poi...&lt;br /&gt;= Poi?&lt;br /&gt;= La mia amica ci presentò - lei  si chiama Nora - dopo di che...&lt;br /&gt;= Sì?&lt;br /&gt;= La ex collega e mia amica mi disse che a causa di un certo suo problema doveva rientrare a casa di corsa e quindi non sarebbe potura restare con noi...&lt;br /&gt;= E allora?&lt;br /&gt;=  Allora io e Nora, senza neppure accorgesene, a forza di raccontare tutto di noi, quasi a vivisezionarci reciprocamente, facemmo quasi l'alba del giorno dopo, lunedì...&lt;br /&gt;= Conclusione? &lt;br /&gt;= La conclusione è stata che la stessa sera di lunedì l'ho invitata a cena a casa mia e, terminata la cena, ci ritrovammo abbracciati in un impeto di vera reciproca passione e tutto...&lt;br /&gt;= Tutto?&lt;br /&gt;= Tutto seguitò andando a letto insieme e, malgrado avessimo trascorso in bianco l'intera notte precedente non dormimmo ma invece...&lt;br /&gt;= Ssss...non ho bisogno di particolari, è tutto chiaro. Come vedi sono molto calma e non reagisco come temevi. Vuoi sapere il perché? Perché l'avevo immaginato. Ero preparata e poi, come ben ricorderai, la storia si è ripetuta in quanto anche per noi le cose andarono nella stessa maniera. Vedi, io per il rispetto che ho di me stessa e per la mia dignità non faccio scenate di alcun tipo ma vorrei che tu ricordassi quanto è stato e quanto è infinito il mio amore per te mia adorata e dolce Sonia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2520049977577798452?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2520049977577798452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2520049977577798452' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2520049977577798452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2520049977577798452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/08/il-mio-amore-per-te.html' title='IL MIO AMORE PER TE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-8436179144295768467</id><published>2011-08-05T07:04:00.001+02:00</published><updated>2011-08-14T06:46:08.449+02:00</updated><title type='text'>IL CAVALIER SERVENTE</title><content type='html'>= Buongiorno, posso sedermi quì?&lt;br /&gt;= ma certo mia cara, lei è arrivata oggi?&lt;br /&gt;= sì, questa mattina presto. Ho fatto un giro per visitare l'ambiente e la camera assegnatami&lt;br /&gt;= soddisfatta?&lt;br /&gt;=  sì, anche perché corrisponde a ciò che avevo saputo al riguardo&lt;br /&gt;=  tutte le signore che si trovano in questa casa di riposo provano piacere ad abitarci. Siamo tutte single, pensionate ex dipendenti di banca ed ex funzionarie di alto livello di enti pubblici quindi ci possiamo permettere di essere qui quali ospiti. Ormai siamo diventate amiche, quasi sorelle e trascorriamo tutto il tempo a scambiarci ricordi, almeno fin quando la memoria ci assiste&lt;br /&gt;=  e qual'è l'età media?&lt;br /&gt;= varia dai 70 agli 80 anni ma qualcuna ne ha anche di più. Noi ci diamo tutte del tu, vuoi farlo anche te se non ti dispiace?&lt;br /&gt;= certamente, io ne ho circa 70&lt;br /&gt;= ed io due più di te&lt;br /&gt;= allora siamo quasi coetanee&lt;br /&gt;= evviva!&lt;br /&gt;= soltanto donne qui, vero?&lt;br /&gt;= anche la direttrice ed il personale che vi lavora  all'infuori di un bel giovane quarantenne tuttofare&lt;br /&gt;= cioé di cosa si occupa?&lt;br /&gt;= praticamente di tutto, ma adesso non c'è&lt;br /&gt;= è in vacanza?&lt;br /&gt;= no, adesso ti spiego. Anche lui è alloggiato qui e sin da oltre un anno. Pensa che al mattino si alza prestissimo e lavora fino a notte inoltrata. È una persona speciale. Gli vogliamo tutte un gran bene. A dire la verità non tutte. Vedi quella là seduta a quel tavolo? Sì proprio quella, ha circa novanta anni. Bene anzi male perché lei odia il nostro bel giovane quarantenne!&lt;br /&gt;= come mai?&lt;br /&gt;= innanzi tutto perché lei è una persona odiosa, gelosa e invidiosa. Una donna ricchissima che si dà tante arie. Ce l'ha con noi perchè il nostro cavaliere, veramente tale, è una persona affidabile, servizievole e comprensiva e lo era anche con lei, poi ad un certo punto è diventata come una belva feroce proprio verso il nostro amato cavaliere che noi invece difendiamo&lt;br /&gt;= quale certo punto?&lt;br /&gt;= lunedì della scorsa ettimana. Era circa l'una dopo mezzanotte quando tutte quante noi abbiamo sentito urlare la vipera a gran voce, una discussione animatissima e, dopo circa mezz'ora lei, la vipera, è andata a svegliare la direttrice e lì con voce alterata si è sfogata&lt;br /&gt;= ma voi non sapete il perché?&lt;br /&gt;= sì, vagamente&lt;br /&gt;= qualche accenno?&lt;br /&gt;= lui sia il mattino all'alba sia dopo la mezzanotte  gira per tutte le nostre camere, si accerta se stiamo dormendo e se invece stiamo sveglie ci chiede premurosamente se abbiamo bisogno di qualcosa&lt;br /&gt;= beh mi pare un atteggiamento molto affettuoso&lt;br /&gt;= certo! Ora però ci mancherà  chissà per quanto tempo&lt;br /&gt;= il motivo?&lt;br /&gt;= non sappiamo nulla di preciso ma sembra che la vipera gli abbia mosso  un'accusa secondo noi&lt;br /&gt;completamente inventata perché noi gli abbiamo data completa fiducia, sempre. Entrava e usciva dalle nostre camere liberamente senza che ci preoccupassimo di nulla e senza che ci creasse dei problemi&lt;br /&gt;= scusami ma adesso questa sorta di cavalier servente dov'é?&lt;br /&gt;= mi fa una pena poverino. Pensa che sta in prigione, in attesa del processo per direttissima con   l'accusa,secondo me infondata, di furto aggravato e continuato. Però ci penseremo noi a pagare l'avvocato che lo difenderà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-8436179144295768467?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/8436179144295768467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=8436179144295768467' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8436179144295768467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8436179144295768467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/08/il-cavalier-servente.html' title='IL CAVALIER SERVENTE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-23644266272065767</id><published>2011-08-01T07:20:00.000+02:00</published><updated>2011-08-01T07:21:21.023+02:00</updated><title type='text'>MI VIENE TANTO DA RIDERE</title><content type='html'>Sì perché Alisa, la signora rumena  vedova cinquantenne che assiste mia moglie , è venuta in casa nostra quasi un anno fa e afferma di sentirsi a suo agio. Ma non è per questo che mi viene da ridere.  Cerco di spiegarne il perché.&lt;br /&gt; Quando fece il suo ingresso qui da noi – o meglio da e per mia moglie – lei già era stata in Italia per assistere un'altra signora piuttosto anziana e si era trovata abbastanza bene ma, essendo la predetta anziana quasi cieca e molto sorda, un qualsiasi dialogo era molto difficoltoso tra loro non soltanto per questioni di udito e altro ancora, ma anche perché lei, l'anziana, parlava un dialetto un po' difficile da "legare" con la lingua rumena. Anche quando i parenti venivano a trovare l'assistita dialogavano tra loro in dialetto per cui ad Alisa era praticamente impossibile riuscire ad imparare la lingua italiana.&lt;br /&gt; Un giorno dovette far rientro in Romania per sue questioni personali e, dopo un certo periodo, convinta da una sua parente che lavorava a Roma anche lei come assistente di una anziana, Alisa arrivò a Roma e quindi da noi in quanto per mia moglie era necessario  avere accanto una persona per una assistenza continua.  Avevamo preso un preciso accordo per un periodo di prova reciproca e cioé vedere se noi andavamo bene per lei e se  Alisa andava bene per noi.&lt;br /&gt; Superato brillantemente questo periodo lei andò sempre migliorando nell'apprendimento della nostra lingua nonché nell'adattarsi al tipo di menù italiano e a  mettere da parte quello rumeno in realtà piuttosto pesantino. Per non parlare poi di alcuni "piatti" da lei molto graditi e da me invece no. Dopo un breve periodo di disagio a causa della diversità di opinioni in cucina, raggiungemmo infine un accordo e tutto andò liscio. Ammetto che il merito fu soltanto suo.&lt;br /&gt; Mi sto perdendo in chiacchiere ed invece dovrei spiegare il perchè del mio ridere. Ebbene si tratta di questo.&lt;br /&gt;  È una persona molto buona, comprensiva e piena di premure verso di noi. Si preoccupa  quando ci capita qualcosa di serio dal punto di vista fisico. Ed a me purtroppo è capitato almeno due volte con  il conseguente ricovero urgente all'ospedale. È testarda ma anche intelligente e mi chiede molto spesso il significato di parole o frasi che lei sente, legge o segue in TV. E le vuole sapere in italiano perchè scrive in un suo quaderno ogni parola che impara per ricordarsela meglio. Insiste per farmela  leggere,  e mi chiede   di controllare se è scritta bene e via dicendo. Mi ha nominato suo insegnante e allora sbotto a ridere perché in verità ne avrei bisogno io. Quando ad esempio mi chiede come si scrive una parola e il suo o i suoi significati io, prima di rispondere, vado prudentemente prima a controllare sul  vocabolario e poi cerco di spiegarglielo. Una scena comica. Alisa invece è felice, conferma che da quando è arrivata da noi è migliorata molto nell'usare la lingua italiana ed effettivamente è così, ma il merito non è mio. Direi che  la stiamo imparando in due ma è lei che ci tiene di più. A me evidentemente serviva questa specie di corso accelerato di ripetizione. Certo alcune parole non le pronunzia ancora molto bene ed io, a volte, quando sento che le dice in maniera comica, mi metto a ridere, Ma non la irrido, io rido e lei non se la prende. Accetta, sorridendo anche lei, ogni mia osservazione che le faccio in proposito ma senza atteggiarmi a maestro. Così con simpatia. E poi so benissimo che la lingua italiana è una tra le più difficili del mondo e per impararla ci vuole molto tempo e un insegnante vero non uno come me.&lt;br /&gt; In conclusione, l'ultima "chicca". Martedì scorso, come ogni settimana, Alisa si reca di mattina al mercato o al supermercato e, per rammentare ciò che deve acquistare, le ho suggerito di scrivere lei la lista e questo è stato il risultato che, dopo averla letta, ci ha fatto tanto ridere: "AQUA" minerale, sapone "LICQUIDO", "OMOMGENIZZATI", "PASSATTA" di pomodoro, "OLLIO" (e Stanlio no?) extra vergine. Parlare bene  in italiano è difficile, figurarsi  saperlo scrivere.&lt;br /&gt; Immagino quanto farei ridere io se mi dovessi trovare in Romania.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-23644266272065767?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/23644266272065767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=23644266272065767' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/23644266272065767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/23644266272065767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/08/mi-viene-tanto-da-ridere.html' title='MI VIENE TANTO DA RIDERE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4937927865249773493</id><published>2011-07-28T07:19:00.000+02:00</published><updated>2011-07-28T07:21:16.860+02:00</updated><title type='text'>ALCUNE BAZZECOLE FRESCHE FRESCHE</title><content type='html'>A causa della stagione e della temperatura sono costretto ad uscire da casa di prima mattina per la consueta visita al supermercato.&lt;br /&gt; Mi avvio con andamento lento – se non sbaglio era il titolo di una canzone di Tullio De Piscopo – passo nella piazza dove si trovava la ex pizzeria della "pizza pazza" e, parcheggiato poco distante a tempo indeterminato, si trova tuttora l'autofurgone tedesco del romano-germanico.&lt;br /&gt; 1^ - sui vetri degli sportelli anteriori dell'autofurgone, si nota un vistoso cartello con sopra la scritta "CASA ABUSIVA OCCUPATA LASCIATE LIBERA L'ENTRATA".&lt;br /&gt; Un invito rivolto sicuramente a chi, usando il parcheggio strisce blu a pagamento, parcheggia la propria auto troppo vicina all'autofurgone di cui sopra.&lt;br /&gt; 2^ - poco distante dal quel parcheggio si trova il ristorante che offre cibi arabi gestito da una signora siriana, ovvero la ex pizzeria.  All'interno del  vetro di una delle sue vetrine, bene in vista per chi transita da lì, è stato applicato un cartello con su scritto " SALA DA THE E FUMERIA CON I CLASSICI  NARGHILÈ  AKIRIA SIRIANI"  Per tabacco o che?&lt;br /&gt; 3^ - quando sto per arrivare al supermercato incrocio una signora anziana, piuttosto piccolina e un po' in carne, capelli biondi sicuramente tinti tirati all'indietro e due enormi buste di plastica nelle mani stracolme di generi alimentari e altro. Non pare accusare tutto quel peso.&lt;br /&gt;Appena mi passa vicino mi fa&lt;br /&gt;= ciao come stai?&lt;br /&gt;= me la cavo ma...&lt;br /&gt;= che piacere rivederti dopo tanto tempo&lt;br /&gt;= (fra di me:"e mo chi è 'sta signora?) anche per me è un piacere però...&lt;br /&gt;= ti trovo bene sai?&lt;br /&gt;= grazie ma stante l'età che ho...&lt;br /&gt;= ma perché quanti anni hai&lt;br /&gt;= quasi ottantuno e...&lt;br /&gt;= che vuoi che siano, sai quanti ne ho io?&lt;br /&gt;= veramente non...&lt;br /&gt;= ottantatre compiuti e vado a gonfie vele...&lt;br /&gt;= complimenti, non li dimostri per niente...&lt;br /&gt;= lo so, lo so. Adesso vado un po' di fretta e devo salutarti. Però non sparire di nuovo eh...&lt;br /&gt;= no, cercherò di non farlo. Allora ciao...&lt;br /&gt;= a presto, mi raccomando, ciao.&lt;br /&gt; Mi sto ancora chiedendo chi sia quella bionda.&lt;br /&gt; 4^ - ritorno a casa e, nei pressi del portone, due giapponesine con lo sguardo rivolto a destra, a manca, di sotto, di sopra, e con una pianta di Roma in mano, mi fanno un cenno e mi fanno capire che vogliono chiedermi qualcosa. Non sono cinesi anche se hanno gli stessi occhi a mandorla, poiché in questo Rione ce ne sono migliaia e quindi posso capire la  differenza. Una delle due Butterfly, non quella piccolina ma quella più alta e...beh sì,,,più carina, cerca di farmi capire, indicandolo sulla carta, il percorso che devono fare per andare da Viale Manzoni fino a San Pietro. E qui iniziano i  problemi dato che nessuno di noi parla almeno  un po' d'inglese. L'unica parola che dicono è "underground" e allora capisco che cercamo la fermata della Metro A. Gesticolando gliela indico accompagnandole per un breve tratto e finalmente la questione è risolta. Le seguo con lo sguardo e prendo doverosamente atto che la più...ehm ehm...insomma la più, indossa un paio di short di jeans di moda e talmente corti  che mi costringono a precisare il tutto con una frase presa in prestito dall'ultimo romanzo di Andrea Camilleri  'Il gioco degli specchi': "probabilmente risultati vincitori di una gara tra sarti a chi riusciva ad adoperare meno stoffa".&lt;br /&gt;Spero di essere stato chiaro.&lt;br /&gt; 5^ - noto con piacere che uscendo da casa pur con qualche dolorino, comprensibile data l'età e poi si sa che "un malanno al giorno non toglie il medico di torno", mi sembra si dica così, non appena scambio due parole con chiunque ogni fastidio sparisce come d'incanto.&lt;br /&gt;Boh! Misteri della psiche!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4937927865249773493?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4937927865249773493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4937927865249773493' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4937927865249773493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4937927865249773493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/alcune-bazzecole-fresche-fresche.html' title='ALCUNE BAZZECOLE FRESCHE FRESCHE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6273231532572456462</id><published>2011-07-25T07:14:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T07:15:32.069+02:00</updated><title type='text'>NON E' POSSIBILE</title><content type='html'>E invece sì.&lt;br /&gt; Quest'oggi per fare  il mio solito giro mattutino passo sotto i portici di Piazza Vittorio anche perchè devo andare in farmacia con le ricette per avere le medicine.&lt;br /&gt; Io e mia moglie siamo entrambi invalidi al 100%, lei con l'accompagno. Siamo accertati tali da chi di competenza quindi autentici, veri, non fasulli né raccomandati. Certo avrei voluto che non lo fossimo ma pazienza.&lt;br /&gt; Eppure questi politici contaballe, corrotti, corruttori, imbroglioni, indagati, ladri e truffatori mi hanno preso dalle tasche(!) 21,49 euro di ticket per farmaci non per parafarmaci.&lt;br /&gt; Sembrano pochi euro...per me no.&lt;br /&gt; Ma come? Siamo stati certificati e dichiarati esenti, e allora?&lt;br /&gt; Loro pure sono esenti  è vero, esentati dal pagare i troppi privilegi che hanno.&lt;br /&gt;  Sono LADRI anche della mia dignità e credo, purtroppo, non soltanto della mia.&lt;br /&gt;  Andiamo avanti.&lt;br /&gt; Sperando che arrivi presto il giorno della resa dei conti.&lt;br /&gt; Cambio completamente argomento.&lt;br /&gt; Facendomi l'intero giro dei portici di Piazza Vittorio incrocio una moltitudine di persone di varie etnie e ad un certo punto vengo fermato molto cortesemente da un giovanotto piuttosto robusto e accento sudamericano, il quale mi chiede dova si trova Via Cairoli. Fortunatamente è una via che conosco molto bene – si trova alle spalle di quella dove abito – e quindi ce lo spedisco subito.&lt;br /&gt; Dopo nemmeno dieci minuti mi ferma una coppia, marito e moglie credo, italiani,  all'incirca sessantenni, i quali mi fanno la stessa identica domanda: "dove si trova Via Cairoli?"  La indico loro come ho fatto poco prima col sudamericano e loro ringraziano.&lt;br /&gt; Arrivo quasi vicino casa quando una signora di piacevole aspetto, non più giovane  senz'altro molto più di me e  per la peppa non mi fa anche lei la stessa domanda? Naturalmente io rispondo come in precedenza ma le chiedo:&lt;br /&gt;=  mi può dire tre numeri da 1 a 90, a sua scelta? Così vado al lotto e mi gioco 10 euro per un terno.&lt;br /&gt; La signora rimane sbigottita, ringrazia, sorride e si avvia.&lt;br /&gt; Senza farmene accorgere cerco di seguirla per sapere se a Via Cairoli c'è una riunione segreta o qualcosa del genere, ma cammina troppo veloce per me e allora lascio perdere.&lt;br /&gt; Passando davanti ad una vetrina, mi soffermo, mi guardo e mi assicuro che sulla mia fronte non ci sia scritto "INFORMAZIONI STRADALI".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6273231532572456462?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6273231532572456462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6273231532572456462' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6273231532572456462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6273231532572456462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/non-e-possibile.html' title='NON E&apos; POSSIBILE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3441788724034784239</id><published>2011-07-20T07:26:00.000+02:00</published><updated>2011-07-20T07:27:06.803+02:00</updated><title type='text'>GUENDALINA MON AMOUR</title><content type='html'>Guendalina – da me abbreviato in Guen – ha più di trent'anni eppure si comporta come se ne avesse chissà quanti. O forse sono io che non ricordo quando arrivò a casa mia. Comunque l'età che ha la porta benissimo e io le voglio bene.&lt;br /&gt; Fino a quando lavoravo Guen stava con me in camera da letto, dopo no.&lt;br /&gt; È brava, molto silenziosa, fa il suo dovere però a volte si comporta in modo strano.&lt;br /&gt; Ad esempio qualche volta si spinge troppo avanti, altre invece al contrario.&lt;br /&gt; Eppure ogni sera, sempre alla medesima ora, faccio quello che spetta a me fare ma a Guen sembra interessare poco e si comporta come meglio crede.&lt;br /&gt; Questa storia dura da parecchio e a volte mi viene voglia di prendere una decisione drastica poi ci penso un po' sopra e mi dico "ma adesso che me ne importa? Una volta, quando lavoravo,  era comprensibile ma ora che ragione c'è di prendersela tanto con lei?"&lt;br /&gt; Ragionamento che a me sembra logico.&lt;br /&gt; Anche se  la faccenda aveva perso interesse per me, un giorno  mi son detto "adesso le faccio vedere io come devono andare le cose in questa casa".&lt;br /&gt; Mi sono ricordato che con il film "Ricomincio da tre" debuttò come attore, sceneggiatore e regista il grande Massimo Trosi il quale, in una delle scene, cerca di far smuovere un oggetto distante da lui soltanto fissandolo e chiedendo "avanti movete, che te costa, ven'accà...".&lt;br /&gt; Grazie del suggerimento Massimo, userò lo stesso metodo.&lt;br /&gt;  Infatti a colazione, a pranzo e a cena quando, seduto in cucina, davanti al tavolo predisposto per l'occasione,guarderò Guen il mio orologio-sveglia che si trova su un ripiano della credenza distante circa tre metri da dove siedo io tutti i giorni, la fisserò e le chiederò con gentilezza "fammi il favore, metti al punto esatto le tue due lancette che segnano le ore, i minuti e i secondi, così mi fai contento".&lt;br /&gt; Lo farà? Spero di sì.&lt;br /&gt; Mi sorge un dubbio. Non è che non le è andato a genio il fatto che non ho più messo in funzione la sua suoneria da quando sono in pensione?&lt;br /&gt; Perché, mi chiedo, ho il vezzo stravagante di dare un nome proprio di persona a degli oggetti immobili?&lt;br /&gt; Non lo so neppure io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3441788724034784239?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3441788724034784239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3441788724034784239' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3441788724034784239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3441788724034784239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/guendalina-mon-amour.html' title='GUENDALINA MON AMOUR'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6706908989957702493</id><published>2011-07-14T07:25:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T07:27:18.789+02:00</updated><title type='text'>DISAVVENTURE COMICHE MA NON TROPPO</title><content type='html'>Certo che quando ti assalgono i ricordi tornano in mente episodi a volte piacevoli, altre meno.&lt;br /&gt; Qualcuno potrà dire: ma tutte a te capitano? Che ci posso fare se così vanno certe cose.&lt;br /&gt; Il 25 aprile  è festa nazionale perché, come tutti sanno, è l'Anniversario della Liberazione d'Italia&lt;br /&gt;dall'occupazione nazifascista.&lt;br /&gt; Quello stesso giorno, però del 1953, io ero libero, come gli altri, dal lavoro temporaneo di quel periodo e, sin dal mattino, mi trovavo dalla mia ragazza nella casa dove abitava a Centocelle, un quartiere periferico della zona est di Roma. La casa in realtà era in affitto a suo fratello più grande che vi risiedeva insieme a un figlio di tre anni, alla moglie, mia cognata, la quale era incinta già da parecchio tempo, alla mia ragazza, a una gallina che starnazzava nel bagno in attesa di essere messa in pentola e ad un cucciolo, iucrocio di tre razze di cani diverse, che circolava per casa.&lt;br /&gt; La Festa Nazionale di quell'anno l'ho ricordata per anni.&lt;br /&gt; Ero stato invitato a pranzo e mentre la mia ragazza si trovava in cucina io andai in bagno ma non appena aprii la porta la gallina si mise a starnazzare ancora più forte e a cercare di beccarmi. Io che&lt;br /&gt;di pollame non ne voglio neppure sentir parlare chiamai il mio futuro nipotino di tre anni il quale la prese, se la mise tra le braccia e, carezzandola la portò non so dove. Bastava che mi stesse lontana. Però non capii una cosa: come mai a lui non lo beccava mentre a me voleva farlo? Chissà, forse aveva capito che tra di noi non esisteva alcuna possibilità di diventare amici.&lt;br /&gt; Dopo pranzo, al quale non aveva partecipato il mio futuro cognato per impegni fuori casa, ognuno di noi, si occupò delle proprie faccende.&lt;br /&gt; Verso le quattro di pomeriggio sentimmo la mia futura cognata urlare a più non posso "aiuto, aiuto, chiamate la sora Nanda, me se so' rotte l'acque, aiutateme, sbrigateve...". Ci prese a tutti il panico. La mia ragazza si andò a nascondere in cucina insieme al nipotino e alla gallina, il cane correva di qua e di là abbaiando spaventato, io, in preda al terrore e completamente all'oscuro di quello che si doveva fare, cercai di placare mia cognata, andai dalla sora Nanda la quale, al corrente della situazione, corse subito da noi, chiuse la porta e cominciò la sua opera.&lt;br /&gt; Poco dopo  le urla cessarono, la sora Nanda tutta soddisfatta riaprì la porta e ci chiamò "venite, venite a vede' che ber pupo...". Infatti era proprio un bel neonato, cicciottello, che già stava facendo merenda al seno della madre. Dentro la camera da letto c'era un bel po' di confusione e un secchio da una parte quasi  pieno di qualcosa. Non capii che roba fosse.&lt;br /&gt; Quel nipote è un'ottima persona, lavoratore, tecnico specializzato in impianti frigoriferi, ha una famiglia – moglie e due figlie – meravigliosa. Molto generoso, altruista,viene anche a casa mia ogni volta che il pc-Pasquale fa le bizze, essendo un appassionato di computer.&lt;br /&gt; La disavventura successiva guarda caso, mi capitò proprio quello stesso giorno.&lt;br /&gt; Erano passate da poco le 20, quando la mia ragazza mi chiese se potevo portare a spasso il cucciolo per un po', forse ne aveva bisogno.&lt;br /&gt; Le risposi che l'avrei fatto volentieri e allora scesi in strada col cucciolo al guinzaglio.&lt;br /&gt; Fatti un centinaio di metri passai davanti ad un gruppo di donne che stavano parlottando accanto ad un basso muretto dal quale, con uno scatto improvviso, saltò un gatto tigrato per aggredire il cucciolo ma lui, più rapido, si staccò con tutto il guinzaglio e corse via all'impazzata guaendo come un diperato.&lt;br /&gt; Il gatto tigrato, sbagliando la traiettoria, aveva nel frattempo "aggredito" la mia gamba destra con tanto di unghie ben acuminate.&lt;br /&gt; Oltre a lacerarmi i pantaloni mi aveva graffiato la gamba sotto il ginocchio.&lt;br /&gt; Una di quelle signore accortasi dell'accaduto urlò il nome della tigre gattesca e lo chiamò a sé.&lt;br /&gt; Mentre stavo rientrando subito a casa per disinfettarmi mi accorsi che sul marciapiede opposto il cucciolo, trotterellando con molta calma, stava rientrando pure lui.&lt;br /&gt; Quel 25 aprile me lo ricordo ancora oggi.&lt;br /&gt; Mi sembra che per quanto riguarda la Festa della Liberazione di quella volta sono stato un po' sfigato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6706908989957702493?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6706908989957702493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6706908989957702493' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6706908989957702493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6706908989957702493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/disavventure-comiche-ma-non-troppo.html' title='DISAVVENTURE COMICHE MA NON TROPPO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-698844941118581521</id><published>2011-07-11T07:13:00.001+02:00</published><updated>2011-07-11T07:15:27.605+02:00</updated><title type='text'>MA CHI E' L'ASSASSINO?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;È la domanda che mi rivolgo la sera, anzi la notte, prima di mettermi a letto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Il genere di films che preferisco vedere quando le TV si degnano di trametterli sono i gialli, i polizieschi, i thriller e i legal thriller, truculenti o meno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Esaminando l'elenco quotidiano dei programmi  di qualsiasi TV, pubblica o privata, scelgo soltanto films trasmessi dalle 21 in poi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Vedo raramente programmi di ogni tipo – mi risparmio le incavolature - salvo il TG TRE delle 19.00 e, appunto, soltanto di sera, cerco films del genere che ho indicato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  C'è un problema però.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Dopo circa mezz'ora che il film – qualsiasi film –  è iniziato, cado in letargo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Mi prende una botta di sonno da farmi fare un bel viaggio nel mondo dei sogni.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Quando mi risveglio – non meno di un'ora dopo – apro gli occhi e osservo che sullo schermo del TV ci sono scene di films di guerra, oppure di fantascienza o ancora qualche documentario sul Machu Picchu in Perù e luoghi del genere. Combinazione niente film hard.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Poiché evito sempre di leggere qualche cenno della trama per potermi gustare completamente il film  e questa narra di omicidi dei quali riescono sempre a scoprire l'assassino, io rimango come un baccalà a chiedermi  "ma chi era il o la Killer" ?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  E ancora, nei legal thriller: "è stato assolto o condannato l'imputato"? Chi l'ha spuntata l'accusa o la difesa?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  In parole povere ho visto film solo dal capo, la coda mai.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Adesso che ci penso undici mesi fa non andavano così le cose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Evidentemente la "cura da cavallo" che sto facendo qualche guasto lo sta procurando dentro il mio organismo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  È vero che, come afferma vigorosamente il medico, "dobbiamo" (?) preoccuparci  soltanto del tic-tac. E il resto ? Conta poco. Se lo dice lui.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Anche per i romanzi che ho letto e che leggo attualmente, sempre dello stesso genere,  uso la medesima tattica, o meglio, non leggo né la seconda, né la terza e neppure la quarta di copertina per evitare di conoscerne la trama prima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Certo che ne ho di piccole manie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-698844941118581521?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/698844941118581521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=698844941118581521' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/698844941118581521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/698844941118581521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/ma-chi-e-lassassino.html' title='MA CHI E&apos; L&apos;ASSASSINO?'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4278233973446963002</id><published>2011-07-07T13:06:00.001+02:00</published><updated>2011-07-07T15:36:27.263+02:00</updated><title type='text'>IO ADORO CARMELA</title><content type='html'>Lo grido al mondo intero!&lt;br /&gt;Tutti sanno che l'Olivetti lettera 36 elettrica è una macchina da scrivere portatile.&lt;br /&gt;La mia l'ho qui con me da circa quaranta anni.&lt;br /&gt;Carmela, la portatile, l'ho messa da parte circa quattro anni fa, da quando cioè Pasquale, il pc, si è introdotto qui in casa mia.&lt;br /&gt;Ieri ho letto in una pubblicazione che Biagi e Montanelli amavano scrivere in una Olivetti lettera 22,  allora mi è venuta un po' di nostalgia che presto si è tramutata in voglia di scrivere qualcosa con la mia Olivetti 36.  L'ho presa dove  si trovava, l'ho adagiata, le ho tolto la copertina e ho iniziato  ma lei invece  si è messa a fare capricci. Si deve essere offesa perché l'ho trascurata tutto questo tempo.&lt;br /&gt;Ho tentato di spiegarle il perché l'abbia messa da parte. Quando si va avanti con l'età gli acciacchi e gli impedimenti arrivano per tutti, uomini e cose. E quindi  è normale che ci sia una specie di "cambio della guardia", di avvicendamento.&lt;br /&gt;Ma lei non me l'ha perdonata, ha seguitato  perché è testarda e perché sicuramente si aspettava un po'  più di gratitutine per aver fatto da insegnante alle mie due nipoti quando, benché in tenera età, le introdussi nel campo della dattilografia.&lt;br /&gt;  Penso inoltre che sia gelosa di Filomena – per gli amici Flo -, la tastiera del mio pc.  Le ho detto che si tratta di una pura e semplice amicizia e nulla di più ma  non mi crede, mi dice che le uso troppe attenzioni, che sono troppo gentile e paziente. Gli giuro che non è vero, al contrario, sia a Flo che a Pasquale, il pc, gliene dico di tutti i colori e in tutte le salse quando per qualche motivo, evidentemente d'accordo, entrambi bloccano tutto. E questo purtroppo capita spesso.&lt;br /&gt;Finalmente Carmela si è convinta. Con delicatezza e dolcezza, ho iniziato a battere sui suoi tasti.&lt;br /&gt;È stato un vero piacere perché rispondeva prontamente alle mie sollecitazioni come se godesse di ogni mio lieve contatto. Malgrado l'età si comportava meravigliosamente, sembrava avere non so quanti anni di meno e io ero soddisfattissimo, come ai bei tempi insomma.&lt;br /&gt;Sono riuscito, almeno in parte, a soddisfare la mia voglia di quando, la prima volta la  presi tra le mie mani.&lt;br /&gt;Ho ringraziato Carmela e lei, quando abbiamo finito, mi ha fatto capire  di essere soddisfatta.&lt;br /&gt;Visto che vuol dire essere gentili? Si ottiene più facilmente ciò che si desidera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4278233973446963002?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4278233973446963002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4278233973446963002' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4278233973446963002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4278233973446963002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/io-adoro-carmela.html' title='IO ADORO CARMELA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7244881461337820120</id><published>2011-07-04T07:23:00.003+02:00</published><updated>2011-07-05T23:54:02.543+02:00</updated><title type='text'>TRATTO DA UN EPISODIO VERO</title><content type='html'>Nel 1952 avevo 22 anni ed ero disoccupato.&lt;br /&gt;Non avevo nessuna colpa di questa stato di cose perché quando l'anno prima – il 1951 -  tornai dal servizio militare che mi ero "cibato" tra Casale Monferrato ed Asti, lo studio professionale dove avevo lavorato  - in nero - era stato chiuso dagli eredi dal mio datore di lavoro causa il suo decesso.&lt;br /&gt;Avevo trovato altri lavori, sempre in nero e partime, ma percepivo una misera paga pur adattandomi a fare – o a tentare di fare – qualsiasi mestiere.  Di questo stato di cose ricordo di averne parlato in precedenza ma credo di aver trascurato di parlare di  un picolo  episodio.&lt;br /&gt;A quell'epoca facevo parte di una compagnia teatrale amatoriale che metteva in scena spettacoli di prosa ma non disdegnava di fare anche spettacoli di varietà che andavamo a rappresentare in genere presso altri paesi o piccole cittadine intorno a Roma in occasione di locali sagre o feste del patrono.&lt;br /&gt;Per questa attività si percepiva  il solito biglietto da  mille lire che ciascuno di noi componenti gradiva molto.&lt;br /&gt;Tornando al 1952, un giorno del mese di settembre il capocomico della nostra compagnia ci disse&lt;br /&gt;che per la seconda domenica di quello stesso mese dovevamo andare a Campoleone, una località sulla strada statale Nettunense che da Roma, passando vicino ad Aprilia e a Lanuvio, arriva fino ad Anzio e Nettuno.&lt;br /&gt;Era riuscito ad organizzare tutto con i proprietari del piccolo cinema-teatro dove dovevamo esibirci: due agricoltori – una sorta di colossi da mettere in soggezione  chiunque - i quali possedevano anche un esteso appezzamento di terreno agricolo nonché due locali – un bar e un negozio di articoli vari – posti ai fianchi del cinema. I tre locali erano compresi in un piccolo fabbricato di un solo piano che affacciava proprio sulla statale Nettunense.&lt;br /&gt;Di questa nostra compagnia, per certi spettacoli, specialmente fuori Roma, facevano parte anche due dei tre  fratelli De Vico, Mario e Antonio, napoletani generazione Scarpetta, noti nell'ambiente dell'avanspettacolo come Trio De Vico, nonché Maria Boni cantante della sede regionale romana della RAI Radio Campidoglio. Pure loro parteciparono a questa nostra "trasferta" per lo spettacolo a Campoleone, Naturalmente per un compenso maggiore di quello di noi "dilettanti".&lt;br /&gt;Pubblicizzato dai due "colossi" in tutto il circondario con numerose locandine teatrali, il flusso dei spettatori fu notevole e noi ottenemmo un discreto successo.&lt;br /&gt;Alla fine dello spettacolo gli spettatori ci chiesero persino l'autografo, anche a me che ero stato soltanto il "bravo presentatore" per modo di dire.&lt;br /&gt;Erano ormai le ventitre e, sistemato tutto quello che c'era da sistemare, il nostro capocomico andò a casa dei due "colossi" per farsi dare la somma concordata. E qui avvenne il fatto.&lt;br /&gt;I due iniziarono a lamentarsi per le troppe spese sostenute sia per l'allestimento del palco e della sala, sia per il noleggio dell'attrezzatura microfonica, sia infine per la pubblicità e il pagamento dei diritti alla Società Autori ed Editori – S.I.A.E.&lt;br /&gt;A mezzanotte circa  noi, non vedendo ritornare il "capo", cominciammo a preoccuparci ma dopo pochi minuti eccolo ritornare con la classica coda tra le gambe: i "colossi" non gli avevano dato una lira! Gli avevano dato però due grosse buste con dentro frutta, ortaggi e un salamino.&lt;br /&gt;Ci fu una reazione fortissima specialmente da parte dei tre "professionisti" ma nessuno di noi se la sentì di affrontare quei due "soggetti" in una discussione.&lt;br /&gt;Tornammo a Roma questa volta anche noi, tutti insieme tristemente, con la coda tra le gambe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7244881461337820120?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7244881461337820120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7244881461337820120' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7244881461337820120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7244881461337820120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/07/tratto-da-un-episodio-vero.html' title='TRATTO DA UN EPISODIO VERO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-801349505916584256</id><published>2011-06-30T12:04:00.004+02:00</published><updated>2011-07-05T23:53:12.160+02:00</updated><title type='text'>BUROCRATICA STORIA DI UNA CARD e non solo</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;Questa mattina devo sbrigare una pratica presso l'ASL di mia pertinenza la cui sede si trova dopo la Stazione Termini, tra Piazza dei Cinquecento e la Biblioteca Nazionale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Le previsioni informano che sarà una giornata piuttosto calda quindi esco di casa presto, 8.30 a.m,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;e vado alla fermata vicino casa di uno dei due bus che fanno il percorso che m'interessa. Per mia fortuna ho la possibilità di scegliere. Solita prolungata attesa, arriva il bus, salgo insieme ad altre cinque persone e, alla successiva fermata, salgono 3 – diconsi tre – controllori molto giovani, due donne e un uomo. Salutano educatamente e chiedono a tutti di mostrare il biglietto o la tessera  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;per viaggiare sui mezzi pubblici. Alla giovane che mi si avvicina mostro la Card Over 70 – una tessera  che già da qualche anno Comune e Azienda di trasporto concedono gratuitamente alle persone oltre quell'età e col reddito basso. Benchè scaduta il 28 febbraio del corrente anno la "controllora" sa benissimo che è tuttora valida anche se siamo  nel mese di giugno. Il perchè è presto detto. Per i primi due anni  bisognava recarsi di persona alla sede dell'Azienda, in seguito  il rinnovo poteva essere fatto presso le principali fermate della Metro, infine, da due anni,  la tessera rinnovata, valida sino alla fine dell'anno di scadenza,  arrivava a casa. Quest'anno è arrivata sì la Card ma con la durata limitata al 28 febbraio, valida quindi solo per due mesi e non per l'intero anno 2011.   Leggermente preoccupato, verso i primi di febbraio di questo anno, telefonicamente chiedo spiegazioni all'Azienda e mi rispondono dicendo di stare tranquillo perché il termine sarebbe stato prorogato. Infatti con una lettera datata aprile 2011 mi informano che quella card  scadrà il 30 giugno. Per ottenere però il titolo che mi consentirà di continuare a viaggiare gratuitamente fino al 31 dicembre 2011 mi precisano che la nuova Card Over 70 "elettronica" sarà ricaricabile negli anni successivi quindi da conservare anche dopo la scadenza presentando, per questo scopo,  alcuni documenti presso il  Municipio di appartenenza dal 20 aprile fino al 16 maggio. Essendo troppo vicina questo scadenza telefono per saperne di più e, ancora una volta, mi dicono che questo termine è stato allungato fino al 14 giugno. Tranquillamente, adesso sì, il 14 giugno mio figlio si presenta al Municipio con tutti i documenti necessari e viene informato che per ritirare questa "benedetta" tessera dovrà tornare il 14 luglio 2011. Cinque mesi circa per sistemare la faccenda. La "controllora" molto comprensiva addirittura chiede scusa e mi saluta. La burocrazia vince su tutto. Per il mio ritorno a casa scelgo di prendere un bus diverso da quello dell'andata. Ancora un'attesa prolungata alla fermata che è senza pensilina e c'è un sole che picchia ferocemente. Mi sistemo all'ombra di un signore molto alto – circa due metri – e quindi godo di un certo sollievo. Ecco finalmente il bus sul quale, dopo nemmeno due fermate, sale il trio dei "controllori". Ci salutiamo come se ci conoscessimo da chissà quanto tempo e scambio un sorriso con la "controllora" del bus che avevo preso all'andata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt; Fuori tema, ciliegina sulla torta. Ritorno a casa, scendo dal bus alla fermata accanto alla quale c'è un bar con una dozzina di tavolini all'aperto, attorno ad uno di questi è seduta una coppia di giovani giapponesi – sicuramente tali perché hanno tre macchine fotografiche di ogni tipo, la giovane ne ha nelle mani una con la quale sta fotografando la schiuma del cappuccino  fumante contenuto nella tazza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  In fondo che c'è di strano.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-801349505916584256?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/801349505916584256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=801349505916584256' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/801349505916584256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/801349505916584256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/burocratica-storia-di-una-card-e-non.html' title='BUROCRATICA STORIA DI UNA CARD e non solo'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6520333080728616796</id><published>2011-06-27T07:27:00.006+02:00</published><updated>2011-07-05T23:52:11.414+02:00</updated><title type='text'>MICIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-JoTEZJCF7D0/ThOG_t-d6VI/AAAAAAAAAho/Rz7DMaC122g/s1600/Micia1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-JoTEZJCF7D0/ThOG_t-d6VI/AAAAAAAAAho/Rz7DMaC122g/s400/Micia1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625988788747364690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-K5LCdOLbEyU/TggVD7eLHyI/AAAAAAAAAhY/-YrT9VC6_A4/s1600/Micia%2B002.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-K5LCdOLbEyU/TggVD7eLHyI/AAAAAAAAAhY/-YrT9VC6_A4/s1600/Micia%2B002.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt; A volte ci sono ricordi che improvvisamente, senza un motivo particolare, ti tornano in mente e allora cerchi di riandare indietro nel tempo per cercare di rammentarne il più possibile.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  La micia in questione si chiamava appunto semplicemente MICIA.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Su questo nome in realtà c'era stata una piccola disputa in famiglia. Mia moglie voleva darle uno che piaceva a lei, mio figlio un altro ed io un altro ancora ma poi alla fine firmammo un armistizio e quindi all'unanimità decidemmo di chiamarla MICIA. Per un elefante non sarebbe stato adatto ma per una micia sì.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Il suo anno di nascita è stato senz'altro il 1971 poiché proprio nelle vacanze scolastiche di quell'anno che mio figlio dodicenne le fece fare il suo ingresso in casa.  In realtà era un suo compagno di classe che teneva MICIA in una mano. Io ero al lavoro e quindi non c'ero ma mia moglie, per accontentare il pargolo, dette il suo benestare. Quando rientrai la sera vidi gironzolare per casa una specie di topo peloso e dissi "questo coso da dove è uscito?" Allora giunse la risposta all'interrogativo. Mio figlio e il suo amico recandosi come ogni giorno al vicino Parco del Colle Oppio avevano sentito alcuni lievi miagolii che provenivano da una minuscola grotta ricavata, non si sa da chi, in una delle antichissime mura della Domus Aurea di Nerone, nei pressi del Colosseo. L'amico introdusse le braccia nella grotta – praticamente un buco – e le ritrasse con nelle mani due gattini piccolissimi, un maschio ed una femmina. Lui, evidentemente pratico, ne indicò il rispettivo sesso. Mio figlio si innamorò della femmina che quindi approdò in casa nostra. Anche lei una vera Monticiana essendo nata nel Rione I – Monti di Roma a qualche centinaio di metri da via della Polveriera. Poiché anch'io voglio molto bene ai gatti – ne ho avuto una in casa quando ero giovanottello – mi rimisi alla volontà della maggioranza composta da mia  moglie, da mio figlio e da MICIA, la quale, interpellata,  votò anche lei  favorevolmente esprimendo per di più il suo compiacimento per essere entrata a far parte della nostra famiglia a pieno titolo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Dimostrò abbastanza in fretta i lati del suo carattere, attaccata soltanto a noi tre. Se si presentava chiunque altro anche se  parente vicino o lontano non importa,lei soffiava e mostrava i denti aguzzi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Capitò che un anno noi andammo in vacanza al mare e allora, per accudirla, consegnammo le chiavi di casa alla portinaia e la pregammo di passare ogni giorno per le necessità di MICIA.  Quando tornammo lei, la portinaia, ci disse che era stato un problema accudire quella "tigre" ogni volta che entrava in casa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;   Soltanto nei periodi in cui sentiva la mancanza di un "fidanzato", non importa se ufficiale o meno, lei amava "abbracciare" letteralmente le gambe di chiunque le capitava a tiro, amici, parenti etc.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Gli atteggiamenti di MICIA verso noi tre erano i seguenti: le piaceva  intraprendere finte "battaglie" con mio figlio saltando da una parete all'altra di casa con tanto di graffi e finti morsi; quando aveva fame andava a strofinarsi alle gambe di mia moglie la quale non le faceva mancare niente, anche bistecche, pollo e prosciutto; quando doveva fare un pisolino veniva da me e si accoccolava sul mio petto, se ero sdraiato sul divano a vedere la TV oppure, se ero davanti la scrivania,  gradiva molto il fatto di potersi stendere languidamente sul piano della scrivania stessa magari guardando quello che ero intento a fare io. Un particolare curioso: quando aveva sete amava saltare sul lavello e, assecondata da mia moglie, bere dal rubinetto. Forse avrebbe voluto anche lei un bicchiere personale.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Nel mese di dicembre del 1984, un anno dopo il matrimonio di mio figlio, MICIA, sofferente già da tempo malgrado le cure continue di un veterinario, ci dette il dispiacere di lasciarci per sempre.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Fu un grande dolore soprattutto per mio figlio il quale, carezzandola, l'avvolse in un panno, la mise dentro una scatola di scarpe ben sigillata e andò a seppellirla  in aperta campagna, all'estrema periferia di Roma, poco distante la casa dove risiedevano lui e sua moglie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Ogni tanto andava a salutarla e una volta, passando  vicino quel luogo, mi volle indicare  il posto preciso dove MICIA riposava. Non mi è dispiaciuto, m'è sembrato il posto ideale per una "tigre".&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6520333080728616796?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6520333080728616796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6520333080728616796' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6520333080728616796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6520333080728616796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/volte-ci-sono-ricordi-che.html' title='MICIA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-JoTEZJCF7D0/ThOG_t-d6VI/AAAAAAAAAho/Rz7DMaC122g/s72-c/Micia1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4696276776232668411</id><published>2011-06-23T07:21:00.000+02:00</published><updated>2011-06-23T07:22:41.845+02:00</updated><title type='text'>RISERVATA PERSONALE</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"&gt;&lt;b&gt;GENTILE SIGNORA &lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Con la presente desidero ringraziarLa per aver accolto l' invito che Le rivolsi nel mese di gennaio del 2010 ma credo opportuno rinnovarlo con le stesse identiche parole della volta precedente. Spero di non venirLe a noia. Non per niente esiste quel detto latino “repetita iuvant”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Le scrivo per rammentarle ancora, chiedendole scusa se Le creo disturbo, quando Lei venne a trovarmi una prima volta oltre 58 anni fa, ricorda?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Poi, lo ammetto, queste Sue veloci  e brevi visite si sono ripetute nel corso degli anni ancora altre volte, ma sono state soltanto rapidissime apparizioni  risoltesi, diciamo così,  nel migliore dei modi.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Comprendo benissimo che Lei ha svolto validamente la sua attività  presso tantissimi altri, anche tra persone di mia intima conoscenza specie di recente e che quindi ha deciso, Lei o altri non lo so, per i troppi impegni che ha avuto e che ha in questo periodo, di lasciar passare ancora un po’ di tempo prima di venirmi a trovare nuovamente.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Benissimo, d’accordo e La ringrazio, anche se -  spero che Lei ne convenga -  un lasso di tempo così lungo non è che mi conforta molto nel senso che più la “cosa” va per le lunghe e più mi affligge.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Cerco di spiegarle meglio il mio pensiero.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Forse si starà già chiedendo se io non veda l’ora che Lei arrivi?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  No, non è così, al contrario.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Mi rendo perfettamente conto che Lei un giorno dovrà pure venirmi a trovare ma proprio per questo Le sto scrivendo questa lettera.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Le spiego.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Quando nei Suoi ritagli di tempo libero deciderà di venirmi a trovare - come avrà già notato ripeto più volte le stesse parole - non dico che deve avvisarmi prima ma, se le decisioni in questo campo dipendono da Lei o da qualcuno dei Suoi capi,  be’ La prego di fare in modo di presentarsi da me nei momenti in cui  io sarò presente il meno possibile.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Voglio dire che, quando questo avverrà, fisicamente io dovrò esserci ma sarebbe meglio che la mia mente si trovi altrove, diciamo nel mondo dei sogni.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Per esempio l’orario migliore, anzi gli orari migliori, sono quelli tra le 13:00 e le 14:00 e tra le 24:00 e le 5:00 del mattino seguente.      &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Lei può scegliere tranquillamente uno qualsiasi tra i giorni feriali e quelli festivi, per me non fa alcuna differenza, mi troverà sempre a Sua completa disposizione pregandola però di tenere in debito conto gli orari che in precedenza ho definito come i più agevoli, almeno per me.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Mi rendo conto che questa Le può sembrare una pretesa un po’ non dico assurda ma quasi e che può creare un precedente piuttosto pericoloso sotto molti punti di vista anche per altri che sono in attesa come me, però, mi creda, questo renderà la cosa  più facile sia per Lei sia per tutti quelli che dovranno riceverLa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;   La prego di ritenersi dispensata dal farmi avere una Sua risposta in merito a quanto da me richiesto tramite la presente.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;   Le sono profondamente grato sin da ora per tutto quello che Lei si premurerà di fare nei miei confronti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  Ritengo superfluo, come Lei può ben comprendere, sottoscrivere questa lettera.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;  L'educazione esige che, terminata questa missiva, io debba porgerLe i miei cordiali saluti e lo faccio ben volentieri, ma nello stesso tempo La invito ancora una volta a passare da queste parti  il più tardi possibile. Grazie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt; Nel frattempo Le chiedo per favore di riporre la falce e di prendersi un lunghissimo periodo di riposo, non può che farle bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4696276776232668411?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4696276776232668411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4696276776232668411' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4696276776232668411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4696276776232668411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/riservata-personale.html' title='RISERVATA PERSONALE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2318727228373414950</id><published>2011-06-20T07:23:00.000+02:00</published><updated>2011-06-20T07:24:43.605+02:00</updated><title type='text'>MI FACCIO LA DOMANDA MA NON SO DARMI LA RISPOSTA</title><content type='html'>...e quindi potrei anche non pormela però la curiosità è forte.&lt;br /&gt; Inizio da questa mattina.&lt;br /&gt; Sono le sei, poco dopo l'alba,  mi sveglio, mi alzo dal letto e, nelle orecchie, nella capoccia, insomma in qualche punto dentro di me mi ronzano continuamente questi versi "L'albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da' bei vermigli flor".......e basta.&lt;br /&gt; Ora io a scuola non è che ero una cima, al contrario ero un autentico asinello ma questi versi e credo solo questi, li ricordo benissimo. So persino che sono di una poesia di Giosuè Carducci ma non ricordo altro. Per precauzione sono andato a controllare e ne ho avuto conferma. Meno male.&lt;br /&gt; Il fatto è che da questa mattina non riesco a togliermeli dalla mente.&lt;br /&gt; Ed ho solo parlato di oggi.&lt;br /&gt; Invece da un bel po' di tempo, sempre quando mi alzo al mattino, si alternano al mio udito vari motivi musicali e, ultimamente, tre canzoni, un giorno una e il giorno appresso l'altra e così via: "Minuetto" cantata da Mia Martini, "Come pioveva" cantata, diciamo così, da Gigi Proetti in una versione scanzonata con l'ausilio di Renzo Arbore, "Girotondo contro la guerra" cantata da Fabrizio De André.&lt;br /&gt; Ora è vero che specialmente noi maschietti quando ci facciamo la barba canticchiamo qualche canzoncina, almeno una strofetta poi magari ripetiamo sempre quella, ma io quelle canzoni non le  canticchio le sento nitidamente, proprio così. E poi non mi faccio più la barba da almeno vent'anni.&lt;br /&gt; Non  mi dispiacciono no, al contrario, però mi distraggono questo sì.&lt;br /&gt; Infatti un giorno, terminato di farmi la doccia, presi l'accappattoio di spugna con tanto di cappuccio, cercai di infilare il braccio destro nella manica ma questa si rifiutava di farlo entrare nonostante ogni mio sforzo. &lt;br /&gt; Era d'inverno e in bagno  faceva pure freddo malgrado il riscaldamento, quindi nudo come mammeta m'aveva fatto stavo quasi per chiamare aiuto quando mi sono accorto che stavo infilando testardamente il braccio destro nel cappuccio anziché nella manica sempre accompagnato da una di quelle canzoni.&lt;br /&gt; A volte chiedo a me stesso: come mai mi succede questo? Boh!&lt;br /&gt; Ho capito, devo farmi visitare da uno specialista del ramo "suonati" e simili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2318727228373414950?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2318727228373414950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2318727228373414950' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2318727228373414950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2318727228373414950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/mi-faccio-la-domanda-ma-non-so-darmi-la.html' title='MI FACCIO LA DOMANDA MA NON SO DARMI LA RISPOSTA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7017174481334337294</id><published>2011-06-16T07:20:00.000+02:00</published><updated>2011-06-16T07:21:32.843+02:00</updated><title type='text'>RICORDO BUTTERFLY</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;Io e Maurizio ci sposammo il 10 giugno 1940, avevo 25 anni e lui 31.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Dopo la cerimonia mattutina del matrimonio, solo a pomeriggio inoltrato  terminammo il pranzo nuziale insieme, naturalmente, a  parenti e amici. Nel rientrare a casa per cambiarsi d'abito e poi recarsi alla stazione ferroviaria per prendere il treno e iniziare il viaggio di nozze, apprendemmo con sgomento che l'Italia era entrata in guerra. La cosa ci sconvolse non poco giacché Maurizio era comandante di una motovedetta della Capitaneria di Porto a Napoli, aveva poco più di cinque giorni di licenza e soltanto al termine di questa avrebbe dovuto riprendere il lavoro.Mentre eravamo intenti a preparare i bagagli squillò il telefono. Maurizio andò a rispondere e poi m'informò che aveva ricevuto l'ordine da un ufficiale del Ministero della Marina di presentarsi immediatamente a Napoli perché era stato richiamato in servizio. Avevamo progettato di fare il nostro viaggio di nozze prima a Firenze, poi a Venezia e infine a Trieste e invece decidemmo di andare a Napoli e di fermarci a dormire in un  albergo per dar modo a Maurizio di presentarsi il mattino dopo alla Capitaneria. Almeno così avremmo potuto trascorrere insieme la prima notte di nozze. L'indomani, alle otto in punto, Maurizio era già pronto e fece per svegliarmi ma io lo ero già da oltre un'ora e avevo preferito starmene ancora un po' a letto mentre lui si preparava per uscire. Ci salutammo con passione e non riuscivo a smettere di piangere per il troppo breve tempo in cui eravamo stati insieme. Avevamo concordato che io mi sarei dovuta mettere subito in cerca di un'abitazione possibilmente vicino al porto. Fui fortunata e la  trovai, anche se piccola, con  due finestre che davano proprio sul molo per l'attracco e l'ormeggio delle motovedette.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Ogni giorno facevo in modo di  stare affacciata alla finestra per vedere la partenza ed il rientro della motovedetta sulla quale Maurizio si trovava imbarcato. Se il rientro veniva differito e la navigazione doveva durare più a lungo venivo puntualmente avvisata dalla Capitaneria senza sapere però verso quale destinazione era salpato. A me, che avevo studiato flauto al Conservatorio  ed ero appassionata di lirica,, onde far trascorrere il tempo libero più velocemente,  sarebbe piaciuto assistere al Teatro San Carlo di Napoli alla rappresentazione di alcune opere ma, dato il periodo di guerra, il Teatro era stato chiuso  per precauzione e chissà quando sarebbe stato riaperto..&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  A maggio del 1941 nacque nostra figlia e Maurizio, che era riuscito ad ottenere una brevissima licenza, volle chiamarla Azzurra, come il nome della propria motovedetta. La guerra intanto andava avanti a fasi alterne ma verso la fine del 1942 e l'inizio del 1943 le sorti della guerra  andarono sempre peggio per l'Italia e  proprio per questo  motivo Maurizio  si doveva assentare da casa  più spesso e più a lungo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Intanto a Napoli i bombardamenti non ci davano tregua.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Tutti provammo gran sollievo quando l'8 settembre del 1943 l'Italia chiese ed ottenne l'armistizio e quindi  pensavamo che la guerra fosse finita. In realtà i nazisti cominciarono a farla da padroni in città, ma quando venti giorni dopo gli stessi fucilarono alcuni marinai italiani il popolo napoletano  scese in strada e si ribellò riuscendo a liberare Napoli dopo quattro giornate terribili di scontri con morti e feriti. Sin dalla liberazione di Napoli e malgrado la guerra non fosse ancora terminata io speravo sempre che Maurizio tornasse a casa il più presto possibile mentre invece era già da troppo tempo che io e Azzurra non lo vedevamo e non ricevevo neppure sue notizie. Era inutile rivolgersi alla Capitaneria perchè nessuno poteva darmene di precise. Passarono giorni e mesi invano ma di Maurizio e della sua motovedetta non si riusciva a sapere nulla.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Infine un giorno, lo ricordo ancora  poiché avevo cercato di festeggiare il terzo compleanno della nostra bambina,  si presentarono in casa due ufficiali di Marina i quali, anche se con molta precauzione, mi comunicarono che Maurizio e l'intero equipaggio della sua motovedetta erano ormai da considerare dispersi. Fu un colpo tremendo per me, non riuscivo a rassegnarmi perciò seguitavo a sperare ancora.     &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Quando possibile mi mettevo in finestra con Azzurra accanto e allora le canticchiavo sottovoce l'inizio della romanza dal secondo atto di Madama Butterfly di G.Puccini "E poi la nave appare. È venuto. Io non gli scendo incontro, io no. Mi metto qui......e aspetto. Aspetto gran tempo e non mi pesa la lunga attesa".  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;  Maurizio non fece più ritorno a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7017174481334337294?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7017174481334337294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7017174481334337294' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7017174481334337294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7017174481334337294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/ricordo-butterfly.html' title='RICORDO BUTTERFLY'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2699694678614183704</id><published>2011-06-13T17:12:00.001+02:00</published><updated>2011-06-13T17:15:17.450+02:00</updated><title type='text'>L'ITALIA S'E' DESTA???</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Ig4LCb7_zsw/TfYpK51wQJI/AAAAAAAAAf8/n5uszfrKgh4/s1600/calcio_in_culo_mai.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 272px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ig4LCb7_zsw/TfYpK51wQJI/AAAAAAAAAf8/n5uszfrKgh4/s400/calcio_in_culo_mai.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617722852492984466" border="0" /&gt;L'immagine è una creazione di Anna del blog "il mio angolo".&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2699694678614183704?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2699694678614183704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2699694678614183704' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2699694678614183704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2699694678614183704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/litalia-se-desta.html' title='L&apos;ITALIA S&apos;E&apos; DESTA???'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ig4LCb7_zsw/TfYpK51wQJI/AAAAAAAAAf8/n5uszfrKgh4/s72-c/calcio_in_culo_mai.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3032673225095914450</id><published>2011-06-10T07:03:00.000+02:00</published><updated>2011-06-10T07:04:46.397+02:00</updated><title type='text'>LA VISITA</title><content type='html'>Bongiorno…bongiorn'…trasite…trasit'…Scusate signor tenente, ogni tanto mi scordo e mi metto a parlà in dialetto…E che volete, mi sto invecchiando…Voi piuttosto, per la pucchiacca di catarina, ma come avete fatto a restare giovanotto?…Beh! Voi me lo dovete spiegare ‘sto mistero. O v’à fatta ‘a grazia San Gennaro?…Eppure voi non siete napoletano…mah!…San Gennaro o sape lui chell' cadda  fà…Nun ve pozz' manco dicere assettateve perché mia moglie, quella santa donna, s’è portata via ‘a seggiola…Sissignore…Lei tutti i giorni, matina e sera, si riunisce con tre o quattro cummarelle e si dicono il rosario, ma non uno, perlomeno ‘na ventina…E va buò, non fanno male a nisciuno anzi, c’è chi ci guadagna,cioè propriamente io, sissignore. Adesso vi conto il miracolo, voi però non lo dovete dire a nessuno…me lo giurate?…E sì signor tenente, me lo dovete giurare. Magari ditemi sì o no…No, anche senza parlà, basta che fate così con la testa…ecco così, bravo…n’atra vota…ecco, grazie…fatelo ancora ‘na vota e poi basta…ecco…così…oh!…Mi fate proprio piacere. Allora dove ero rimasto?…Di San Gennaro ve l’ho detto…Il giuramento l’avite fatto…Ah, sì…Ma perché state all’inpiedi?… Ecco non cè la seggiola! E già, quella è mia moglie che…Ma che vi ho già parlato del fatto del rosario?…Ah! ecco dove ero rimasto! Dunque, quando le cummarelle dicono il rosario io sento suonare e cantare…Ma non canzoni napoletane che io asinnò esco pazzo, no…Ssss!…Venite più vicino che ve lo dico in una recchia…Ecco, così. Più propriamente sento tutta la Cavalleria Rusticana, si,si, avete capito bene, l’intera opera, pensate. Se volete ve la posso anche cantare perché ce l’ho tutta cà in capo…Però io mi sono addimannato tante vote: ma che ci cape la Cavalleria cu’mme? E anche con voi, noi stavamo in fanteria!…Vi ricordate eh?…Bei tempi. Io per esempio avess' preferito quella del Piave che mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio ma…Venite, venite più vicino…Mi hanno detto che non si può cambiare!…Ormai lassù…sì, sì, lassù, guardate pure voi, lassù in alto, accussì è stato deciso . E sì caro signor tenente, quando lassù viene presa una decisione quella è e quella deve arrimanere per secoli dei secoli e così sia!…Proprio così!…Pensate che una volta invece della Cavalleria ho sentito cantare grazie dei fiori. Propriamente quella cantata da Nizza Pillii. Apriti cielo! Guardate che m’è successo. Le gambe, le vedete?…Non si sanno più muovere!…Io glielo dico:fateme ‘sto sfaccimme 'e favore…Fetenti, muvitev', muvitev'…Ma loro nient' manco pe’ ll’anima di chi gliè stramuorto…E che maniere!…Manco v’avesse chiesto che so na cinquina uscente sulla ruota di Napoli, perché io l’avess' iucata subbito. Avrei incarricato a mia moglie…Mò nun ce stà perché lei e le cummarelle dicono il rosario, tutti i giorni. E va buo’, vuole dire che quando ritorna si prende i denari e se ne scenne abbascio, va là e se la gioca. Scusate, vi volevo addimannare signor tenente, per caso vui venite pure addimani?…No no, non vi disturbate a parlà, basta che fate così con la testa sempre se dite sì…ecco così…E bravo il signor tenente!…Ma anche doppe riman'?…sii? E ma allora voi gli volete veramente bene al qui presente vostro maresciallo Nannarone…Grazie, grazie assai…Sempre agli ordini signor tenente, sempre agli ordini…Ma che dovete andare via? E va buono tanto ci vediamo domani. Io non vi accompagno perché ‘ste fetenzie di gambe non ne vonno sapè…A rimane signor tenente, a rimane… &lt;br /&gt;=…infermiera?… &lt;br /&gt;=Eccomi dottore… &lt;br /&gt;=Ma il paziente della stanza 7 che… &lt;br /&gt;=Ha capito perché le ho chiesto di togliersi il camice? Quel signore quando vede un camice bianco comincia a strillare dicendo che lui non vuole fantasmi in camera sua…Pensi che una volta ha preso la sedia che aveva vicino al letto e me l’ha tirata addosso…Per poco non mi prendeva in testa… &lt;br /&gt;=Mi scusi, ma da quanto tempo è ricoverato in questa clinica… &lt;br /&gt;=Ha ragione…Lei è al suo primo giorno di visita e non può saperlo…Ecco, questa è la sua cartella. Sono già tre anni che sta da noi… &lt;br /&gt;=Va bene…Voglio parlare con sua moglie… &lt;br /&gt;=Quale moglie? E’ morta proprio tre anni fa…Aveva 83 anni… &lt;br /&gt;=E lui quanti ne ha?… &lt;br /&gt;=Ottantotto ed ha una salute di ferro…A parte naturalmente la …la… &lt;br /&gt;=Allora parlerò con un figlio, una figlia… &lt;br /&gt;=Non ne ha mai avuti e non ha un parente neppure alla lontana, così almeno io ho sempre saputo… &lt;br /&gt;=A chi devo riferire com’è andata la visita? &lt;br /&gt;=Lo riferisca pure a me perché tanto lui crede che sia io sua moglie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3032673225095914450?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3032673225095914450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3032673225095914450' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3032673225095914450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3032673225095914450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/la-visita.html' title='LA VISITA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6394737398990029474</id><published>2011-06-06T07:13:00.000+02:00</published><updated>2011-06-06T07:14:40.879+02:00</updated><title type='text'>UN POSTO IN FILA ALLA POSTA</title><content type='html'>È  venerdì 3 giugno ed è una calda e bella mattinata. Allora, tanto per usare una frase fatta, prendo il coraggio a due mani – ma come si fa a prenderlo?  boh! - esco da casa poco prima delle 8.30 a.m.  che è l'orario di apertura dell'Ufficio Postale.&lt;br /&gt;  Non  era assolutamente previsto da me e forse non solo da me, che ci fossero già una trentina di persone in fila in attesa dell'apertura della porta e prelevare quindi  il numeretto alla macchinetta.  Pazienza, mi metto alla fine della coda.&lt;br /&gt;  Tra i primi  si fanno notare due persone, molto anziane, un uomo e una donna, che stanno dicendosele di cotte e di crude perché ognuno di loro afferma di essere arrivato prima dell'altro:&lt;br /&gt;= ahò, ma che te spigni co' 'sto gomito...&lt;br /&gt;= spigno quanto me pare perché si sei un omo armeno pe' cavalleria me dovresti lassa' inpace...&lt;br /&gt;= a me nun me ne pò fregà de meno perché nun so' cavaliere...&lt;br /&gt;= però nun sei  manco un cavallo sei un somaro...&lt;br /&gt;= a chi l'hai detto somaro? Guarda che anche se sei 'na donna du' schiaffoni te l'ammollo uguale...&lt;br /&gt;= te n'approfitti perché mi marito è morto e...&lt;br /&gt;= pe' me po pure resuscita' che me fa un baffo...&lt;br /&gt;  Non sono il solo a cercare di calmare i due litiganti anche perché non danno retta agli inviti che vengono loro rivolti.&lt;br /&gt;  Finalmente la porta viene aperta e si può procedere.&lt;br /&gt;  Il diverbio tra i due non l'ho più seguito dato che la mia attenzione è andata in un'altra direzione.&lt;br /&gt;  Una persona indossa una  maglietta nera  con una scritta enorme NO PONTE e, sotto queste due parole, uno strana immagine raffigurante un branco di pesciolini che insegue un grosso pescecane, non il contrario.  Il tutto di colore bianco che spicca vistosamente su quella maglietta .&lt;br /&gt;  Chissà cosa significa mi chiedo. &lt;br /&gt;  Appena le prime sette persone hanno terminato le loro operazioni allo sportello malaguratamente i computer dei cinque sportelli si bloccano.&lt;br /&gt;  Attraverso il vetro degli sportelli vediamo il direttore dell'Ufficio che si da' un gran daffare per risolvere la situazione senza peraltro riuscirci.&lt;br /&gt;  Per far passare il tempo mi guardo intorno e torno a vedere quella maglietta nera.&lt;br /&gt;  Dopo poco il direttore prepara un cartello , lo attacca alla macchinetta distributrice dei numeri e ci informa a voce alta che per il momento tutte le operazioni sono sospese. Previsioni per la ripresa non è in grado di farne.&lt;br /&gt;  Non ho alcun impegno urgente e quindi decido di attendere anche per non perdere il posto.&lt;br /&gt;  Improvvisamente mi si fa luce nella testa e, forse, riesco a capire il significato di quella scritta e di quel disegno su quella maglietta nera. Mi avvicino e dico:&lt;br /&gt;= scusa, per caso alludi al ponte sullo stretto Messina-Reggio Calabria?...&lt;br /&gt;= certo e sta tranquillo che i pesci piccoli si mangerrano quello grosso...&lt;br /&gt;= grazie, sono contento di averlo capito...&lt;br /&gt;= spero che lo capiscano in molti.&lt;br /&gt;  Per fortuna i computer riprendono a funzionare e dopo un'ora circa anch'io termino quello che avevo da fare e me ne torno lentamente a casa. Sono le undici passate.&lt;br /&gt;  Un breve inciso: da tre mesi vengo in questo Ufficio Postale e, per pura combinazione, mi capita sempre lo stesso sportello e la stessa impiegata abbastanza in carne la quale oggi ha risposto al mio saluto facendo ciao ciao con la sua manina cicciottella.&lt;br /&gt;  Dimenticavo: la persona  con indosso la maglietta era una fiorente giovane ragazza con tanto di originali occhiali da vista che le donavano moltissimo. &lt;br /&gt;  Ecco spiegato  perché mi risuonavano nelle orecchie le parole di una nota vecchia canzone di Claudio Baglioni "quella sua maglietta fina tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto......."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6394737398990029474?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6394737398990029474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6394737398990029474' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6394737398990029474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6394737398990029474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/un-posto-in-fila-alla-posta.html' title='UN POSTO IN FILA ALLA POSTA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6512098354305321313</id><published>2011-06-03T07:24:00.000+02:00</published><updated>2011-06-03T07:26:32.401+02:00</updated><title type='text'>RICORDI VAGHI</title><content type='html'>Due giorni fa, di mattina, esco dal barbiere vicinissimo casa mia e, fatti alcuni passi, all’incrocio tra via Emanuele Filiberto, Via Galilei e Via Bixio, mi ferma una signora: attempatella, grassottella, elegantella (non si dice ma trattasi di licenza “patetica”), bel viso tondo, begli occhi celesti, bel sorriso. &lt;br /&gt; Mi apostrofa e mi fa:&lt;br /&gt;= Per favore sa indicarmi Via Nino Bixio?&lt;br /&gt; Io la guardo stupito sia perché la via l’abbiamo di fronte gli occhi e sia perché è la via dove abito ed è quella che sto iniziando a percorrere per andare al mercato di Piazza Vittorio a comperare qualcosa.&lt;br /&gt;= Ecco signora è proprio questa davanti a noi e…  &lt;br /&gt;= Uh! Che sbadata…non ricordavo più dov’era…sa ci venivo negli anni cinquanta per frequentare la scuola elementare…c’è ancora la scuola?...a quei tempi io stavo con la maestra Taddei…era anziana, ma le volevo bene e lei altrettanto…(così, tutto d’un fiato)&lt;br /&gt; Interrompo il flusso e dico:&lt;br /&gt;= La scuola c’è sempre, anzi adesso c’è anche l’asilo-nido che è piuttosto recente…&lt;br /&gt;= Davvero?...Mi piacerebbe rivederla…&lt;br /&gt;= Se viene con me ci passiamo proprio davanti…Mi segua io poi proseguo per il mercato di Piazza Vittorio…&lt;br /&gt;= Anche quello c’è ancora?...&lt;br /&gt;= Sì ma adesso c’è quello nuovo, al coperto…&lt;br /&gt;= Vorrei tanto andarci…(sempre tutto d’un fiato)…io sono nata al campo profughi di Piazza Santa Croce in Gerusalemme dove c’era il Museo dei Granatieri…i miei genitori son dovuti scappare dalla Libia subito dopo la guerra, loro erano contadini friulani e si andò nelle campagne vicino Latina. Con noi anche i miei tre fratelli e…&lt;br /&gt;  Torno a frenarla e la informo:&lt;br /&gt;= No, il campo profughi non c’è più, il museo invece sì, vicino la Basilica di Santa Croce, se facciamo pochi passi gliela indico…&lt;br /&gt;= Volentieri…&lt;br /&gt;= Ecco, questo è l’asilo-nido e questo è l’ingresso della scuola…&lt;br /&gt;= Sì, sì…adesso ricordo  perfettamente…che bei tempi…ricordo persino i miei compagni di scuola, come ci divertivamo…e quante risate…poi le custodi…ne ricordo una che mi abbracciava sempre perché mi diceva che le ricordavo una sua nipotina…quando venivo qui c’era la maestra Taddei…(ancora tutto d’un fiato)…&lt;br /&gt;= (cercando di essere il più cortese possibile sforzandomi un po) Ormai credo non insegni più…&lt;br /&gt;= Lo penso anch’io…&lt;br /&gt;= Be'…io adesso vado al mercato…&lt;br /&gt;= Le dispiace se vengo anch’io?...&lt;br /&gt;= No e perché…&lt;br /&gt; Camminando camminando, parlando parlando, arriviamo dopo poco all’ingresso del mercato e lei, porgendomi la mano mi fa:&lt;br /&gt;= Ciao, io mi chiamo Anita…&lt;br /&gt;= (per fare lo spiritoso) Garibaldi?...&lt;br /&gt;= (spiritosa anche lei)…bé…sono un po’ più giovane…non trovi?...&lt;br /&gt;= Certo, scusami…io mi chiamo Aldo…ciao… (e ce ne andiamo ognuno per la sua strada, sorridendo entrambi).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6512098354305321313?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6512098354305321313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6512098354305321313' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6512098354305321313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6512098354305321313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/06/ricordi-vaghi.html' title='RICORDI VAGHI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-615238723374645492</id><published>2011-05-30T07:05:00.002+02:00</published><updated>2011-05-30T07:11:01.024+02:00</updated><title type='text'>CARTELLI CHIARI E SEMPLICI</title><content type='html'>L'estate si sta avvicinando e mi ricordo che in quella dell'anno scorso, precisamente il 31 agosto 2010, descrissi in "PILLOLE AGOSTANE" il contenuto di alcuni cartelli appesi a negozi ed altro dove si precisavano, per modo di dire, apertura e chiusura degli stessi durante il periodo delle ferie.&lt;br /&gt; Poiché girovago tutti i giorni per il Rione dove abito, così come l'anno scorso, ho avuto la bella idea di leggere alcuni cartelli che mi hanno incuriosito non poco:&lt;br /&gt;1°) sul battente di un portoncino chiuso ermeticamente  è applicato un cartello con la scritta in bella evidenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;PER LA "PASTA" RIVOLGERSI AL NUMERO CIVICO 45.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  L'errore di scrittura è evidente ma sentendomi su di giri  vado al numero 45 – quello di prima era il 51 – e mi trovo davanti ad un negozio di casalinghi e cose varie entro e chiedo alla commessa se hanno 500 grammi di  tortellini ricotta e spinaci. Ovviamente la commessa si mette a ridere e così anch'io;&lt;br /&gt;2°) in una grande strada in angolo con quella dove abito ci sono numerosi grossi alberi di cui ignoro il nome – non ho il pollice verde e me ne dispiaccio – le foglie e i rami dei quali sono talmente rigogliosi e  pendenti che toccano quasi il marciapiede. Il Servizio giardini appositamente contattato ha disposto la potatura di quegli alberi dal 9 al 14 maggio u.s. transennando tutto il percorso con un nastro di plastica bianco e rosso munito di numerosi cartelli di divieto di parcheggio. Alle 7.00 a.m. del lunedì 9 gran dispiegamento di uomini e mezzi e inizio potatura  dei primi  alberi. Mercoledì mattina 11 maggio  non c'è alcuna traccia di  mezzi e di addetti, tutti spariti. Da allora non si è visto più nessuno: potati soltanto due alberi due. Per gli altri si attende il loro sprofondarsi nelle viscere della Metro A che transita proprio lì sotto.&lt;br /&gt;3°) sopra i cassonetti per i rifiuti e la raccolta differenziata si trovano applicati molti autoadesivi di ditte individuali che reclamizzano trasporti, traslochi, svuotamento di cantine etc. Due giorni fa, tra  quelli, ho letto questo cartello formato A/4 con la scritta:&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; "ESEGUO LAVORI COMPLETI DI RESTAURO EDILI IDRAULICI ELETTRICI. PREZZI MODICI. ALL'OCCORRENZA MI OCCUPO DI CANI, GATTI, PESCI, TARTARUGHE  E UCCELLI. CELLULARE N..............."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; Mi sono chiesto in che modo se ne sarebbe occupato. Mah!&lt;br /&gt;4°)  nel transitare davanti un grande negozio gestito da orientali e che vende molto materiale per attrezzare grosse cucine per  mense, scuole, ristoranti etc vedo molti articoli esposti dietro ben cinque vetrine. Su una di queste un cartello a caratteri cubitali avverte: &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"VIETATO SOSTARE DAVANTI LA VETRINA".&lt;/span&gt; Velocemente passo oltre e mi chiedo " ma se non ho la possibilità di sostare e guardare gli oggetti esposti come faccio a darmi un'idea di quello che vorrei acquistare?"&lt;br /&gt;5°) due chicche fresche fresche, di oggi domenica 29 maggio 2011:&lt;br /&gt;- la rivendita di tabacchi aperta tutti i giorni, anche i festivi, dove effettuo la ricarica del mio cellulare Tim vende anche schede per ricarica di qualunque tipo di cellulare, biglietti parking, biglietti giornalieri e abbonamenti mensili per bus, metro e tram. Questa mattina stavo per entrare quando mi accorgo che applicato sulla vetrina verso strada c'era un cartello dove il o i proprietari della rivendita avevano scritto a caratteri cubitali&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; "SONO IN VENDITA GLI ABBONAMENTI AI TRASPORTI DEL MESE DI MAGGIO"&lt;/span&gt; (???). Evidentemente ancora mi funziona la testa e quanto in essa contenuto e quindi appena entrato mi rivolgo ai due proprietari e, scherzosamente, gli faccio notare che forse c'era qualcosa di sbagliato nel cartello dato che maggio finisce tra due giorni. Da parte loro risate, ringraziamenti e richiesta di scuse nonché immediata sostituzione del cartello incriminato scrivendo   GIUGNO al posto di Maggio;&lt;br /&gt;- per rientrare a casa prendo una strada che frequento poco e vedo che il tratto a destra di detta strada, non breve peraltro, è completamente sgombro da auto parcheggiate e transennato con il ben  noto nastro di plastica bianco e rosso e numerosi cartelli che pendono dallo stesso. Mi avvicino e leggo quanto segue:&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; "VIETATO PARCHEGGIARE PER LAVORI DI RIFACIMENTO DEL MANTO STRADALE DAL 23 AL 29 MAGGIO 2011".&lt;/span&gt; Il manto stradale si trova nelle stesse condizioni di un mese fa. Forse i lavori li eseguiranno subito dopo il pranzo di oggi domenica 29 maggio e termineranno per la colazione mattutina di domani 30.&lt;br /&gt; Basta un cartello scritto chiaramente e semplicemente per sapere come comportarsi. Infatti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-615238723374645492?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/615238723374645492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=615238723374645492' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/615238723374645492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/615238723374645492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/cartelli-chiari-e-semplici.html' title='CARTELLI CHIARI E SEMPLICI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7409235004770629541</id><published>2011-05-26T07:25:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T07:26:50.768+02:00</updated><title type='text'>TUTTO ACCADDE PER UN OMBRELLO CHE NON SI APRIVA</title><content type='html'>Pioveva ed anche piuttosto forte, un mese di marzo molto piovoso che incideva non poco sullo stato d'animo di Sandro. Non aveva con sé un ombrello ma per fortuna la fermata della metro che  doveva portarlo a quella dell'Anagnina – capolinea della metro A di Roma – si trovava proprio sotto l'ufficio. Giunto a destinazione, dove aveva parcheggiata la macchina per rientrare a casa a Rocca Priora, la pioggia non aveva smesso anzi  era diventata quasi una tempesta con tanto di grandine. Vicino l'uscita della metro Sandro, che era venuto a trovarsi tra gli ultimi passeggeri,  notò una giovane donna che tentava di aprire uno di quegli ombrelli che si allungano premendo un tasto, che saranno anche comodi a portarli con sé ma capita molto spesso che si rompano. Niente da fare malgrado i numerosi tentativi.  Le si avvicinò, le chiese il permesso e ci provò anche lui ma fallì, si scusò e, preso il coraggio a due mani,  le disse che aveva la macchina nel vicino parcheggio e, se lo riteneva opportuno, le avrebbe volentieri dato un passaggio. Lei lo ringraziò e l'informò che non abitava  vicino ma a Monte Porzio Catone. Sandro, sorridendo le precisò che anche lui doveva andare da quelle parti cioè appena quattro o cinque chilometri dopo il suo paese, quindi non gli costava nulla darle un passaggio. La vide titubare per qualche istante poi con un lieve sorriso gli tese la mano e si presentò. Si chiamava Diana. Appena entrati in macchina lui mise in moto e le chiese se le sarebbe piaciuto ascoltare un po' di musica ma lei disse che preferiva   scambiare quattro chiacchiere. Senza che glielo chiedesse, gli disse la sua età, trentadue anni e lui le precisò la sua, trentasei. Aggiunse di aver  accettato l'invito a salire in macchina ma volle precisare che era stata indotta a farlo soltanto per le cattive condizioni del tempo e perché la fermata del bus che doveva prendere era troppo lontana.. Il traffico intenso  consentì loro di parlare molto  ma Sandro non perdeva l'occasione di osservarla minuziosamente anche se con discrezione.Non si poteva proprio definire una bella donna ma aveva lineamenti regolari, capelli ed occhi castani, pochissimo truccata. Forse se avesse curato maggiormente la sua immagine di sicuro  ci sarebbe stato un  notevole miglioramento. Per la verità  ciò  gli interessava poco perché anche lui  era appena appena passabile quindi  erano pari. Quando arrivarono dove viveva Diana, scesero e nel salutarsi decisero di comune accordo di rivedersi il giorno dopo, alla stessa ora, nello stesso luogo.Iniziò per entrambi un periodo d'amicizia piuttosto sereno e tranquillo ma non si andava oltre anche se Sandro aveva fatto più volte dei tentativi per un approccio più concreto. Solo che Diana non era d'accordo. Ad eccezione della domenica, si incontravano tutti i giorni e man mano che il tempo passava aumentava la reciproca conoscenza. Entrambi occupati,  Sandro contabile presso un'azienda, Diana quale infermiera professionale presso un ospedale, erano altresì single e vivevano da soli in minuscole case di loro proprietà. Gli altri loro parenti vivevano a Roma ai quali entrambi dedicavano le giornate festive. Ogni tanto cenavano a casa ora dell'uno ora dell'altro a seconda delle rispettive disponibilità. Praticamente si trattavano molto affettuosamente da fratelli, nulla di più. In alcuni casi sia Diana sia Sandro mostravano segnali inequivocabili di voler modificare il loro rapporto e tramutarlo in qualcosa che entrambi desideravano ma non fecero mai quel passo in avanti. Trascorsero quasi sette mesi da quel primo incontro al capolinea della metro A ed un giorno, era un sabato, fermi in macchina dinanzi casa di Diana lei raccontò a Sandro qualcosa che lo sconvolse. Innanzi tutto gli confidò che a  ventidue anni era stata fidanzata per un discreto periodo con un suo collega di lavoro col quale poi si sposò. A cerimonia conclusa  partirono per il viaggio di nozze ma la prima notte la trascorsero praticamente piangendo dal momento che lo sposo le confidò di non essere in grado di "consumare" il matrimonio a causa della propria incapacità naturale. Il giorno dopo tale ammissione tornarono a Roma e di comune accordo iniziarono le pratiche per l'annullamento del matrimonio il che avvenne molto rapidamente. Ma per Diana fu una mazzata tremenda e da quel giorno non ebbe più rapporti di alcun genere con altri uomini. A volte le veniva persino facile odiarli. Poi certamente con Sandro le cose erano andate diversamente ma lei ormai aveva preso un'altra decisione. Aveva fatto conoscere ad Emergency la sua disponibilità a recarsi presso qualsiasi destinazione per svolgere la sua attività di infermiera professionale. Era stata contattata e, dopo un colloquio, venne informata che doveva prestare la sua opera in Sierra Leone.&lt;br /&gt;Nel sentire tutto ciò Sandro rimase sbigottito e, non appena Diana lo informò che ventiquattro ore dopo sarebbe partita, lui restò impietrito. A questo punto lei lo abbracciò a lungo, subito ricambiata, lo baciò con passione e, con le lacrime agli occhi,  lo guardò un'ultima volta , si volse e si avviò verso casa propria.&lt;br /&gt;Sandro non ebbe più notizie di Diana anche se pensava continuamente a lei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7409235004770629541?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7409235004770629541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7409235004770629541' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7409235004770629541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7409235004770629541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/tutto-accadde-per-un-ombrello-che-non.html' title='TUTTO ACCADDE PER UN OMBRELLO CHE NON SI APRIVA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1762245246385449618</id><published>2011-05-23T07:25:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T07:27:15.150+02:00</updated><title type='text'>20 E 21 MAGGIO AFFACCIATO ALLA FINESTRA</title><content type='html'>Dal 2008 fino a domenica scorsa 15 maggio 2011 il breve tratto di strada di circa 200 metri su cui si affacciano sia  il fabbricato dove abito sia la confinante scuola materna ed elementare comunale, scuola media statale,  asilo nido e scuola per diversamente abili, è stata oggetto di scavi per la posa di nuovi cavi e tubature varie e per ricerche archeologiche. Ridotta ad una  vera e propria groviera o gruviera come dir si voglia ma ripristinata in via provvisoria il 13 e il 14 maggio.&lt;br /&gt;  All'alba di lunedì 16 maggio, dopo che erano stati "spazzati via" tutti i mezzi automobilistici e motociclistici parcheggiati in ambedie i lati della strada,  c'è stata l'invasione di numerosi enormi mezzi per la riparazione del  manto stradale: ruspe, giganteschi autocarri , betoniere, miscelatore per l'asfalto, rullo compressore, insomma un vero e proprio arsenale. All'inizio ed al termine di quel tratto di strada è stato posto un nastro per evitare la circolazione di qualsiasi mezzo con le ruote. Fino alle ore 17.00 di giovedì 19 maggio è stato un susseguirsi di rumorosissimi lavori che, tramite l'opera indefessa di un bel gruppo di operai, ha sistemato definitivamente quel manto stradale.&lt;br /&gt;  Venerdì 20 maggio ore 7.00 a.m. uno strano rumore si percepisce anche con le finestre a vetri chiuse. Mi affaccio e vedo alcuni operai in tuta arancione muniti di una strana attrezzatura che però&lt;br /&gt;è necessaria per dare una "pittata" alla strada ancora vietata al transito dei mezzi con le ruote. Cioè righe bianche per strisce zebrate pedonali  e per i  parcheggi di bici e moto, gialle per spazi riservati a disabili e altri soggetti, blu per le zone riservate ai parcheggi a pagamento.&lt;br /&gt;  I due marciapiede ai lati della strada che è a senso unico hanno avuto, curiosamente, un diverso  trattamento: quello che circonda il fabbricato dove abito e la scuola confinante rimesso quasi a nuovo, ed invece quello di fronte nulla. E' rimasto così com'era da secula e seculorum. Mah! Va a capire il perchè.&lt;br /&gt;  Verso le 16.30 il lavoro di pittura è finito e gli operai stanno raccogliendo l'attrezzatura avendo terminato l'opera che dovevano compiere.&lt;br /&gt;  In quel preciso momento c'è l'uscita degli alunni dalla scuola e allora la strada viene invasa da bambini e ragazzi dai tre ai dieci anni, italiani, cinesi, filippini, indiani, magrebini, pakistani,rumeni, sudamericani, africani, insomma di tutte o quasi le etnie per i quali sembra un miraggio vedere tutto quello spazio vuoto e senza alcun mezzo di circolazione.&lt;br /&gt;  Esplosione di grida di gioia  ma in assoluto perfetto dialetto romanesco, alla "conquista" della strada liberata.&lt;br /&gt;  Mi affaccio alla finestra e assisto a quello spettacolo gioioso: c'è da commuoversi.&lt;br /&gt;  Sabato 21 maggio, la strada  che è ancora chiusa perché "riservata" per la festa di "Una città a misura dei bambini" organizzata con la collaborazione di: Associazione Genitori Scuola Di Donato, Municipio Roma Centro Storico, Comune di Roma, Gruppo Sportivo Esquilino e vari altri Gruppi Sportivi e Associazioni, viene suddivisa in un minicampo di calcio, un altro di calcetto, uno per il minibasket ed il resto lasciato alle scorribande di pattini a rotelle, monopattini, tricicli e biciclette.&lt;br /&gt;  Programma nutritissimo: ore 9.00 accoglienza della Scuola e poi a seguire, inizio maxipartita di calcio anni 2001-2002-2003, tornei di minibasket maschile e femminile, giocoleria presso spazio Baby, esibizione di Breack Dance, pranzo conviviale offerto dalla mensa della scuola, Capoeira – un misto di arte marziale e danza brasiliana -, finali e premiazione dei tornei, laboratori per il solare&lt;br /&gt;e la pedagogia del cielo, gelato per tutti, Samba Reggae, Hip Hop, danze popolari, arrivo dei ciclisti della Magnalonga, concerto dei Botos. &lt;br /&gt;  Alle 19.00 il culmine della festa. Un gruppo di sei o sette giovani dell'Angola muniti di tamburi di ogni forma e dimensione e di maracas e tamburelli danno il via ad una danza collettiva di centinaia di persone di ogni età, dai neonati ai nonni compreso il personale scolastico,  che si divertono come non mai ballando in mezzo la strada trasformata in una gigantesca discoteca all'aperto.&lt;br /&gt;  Uno spettacolo festante e meraviglioso mai visto, una specie di carnevale di Rio.&lt;br /&gt;  Anch'io, benché affacciato alla finestra, ho ballato al ritmo di quella musica straordinaria.&lt;br /&gt;  Per due minuti però, non di più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1762245246385449618?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1762245246385449618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1762245246385449618' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1762245246385449618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1762245246385449618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/20-e-21-maggio-affacciato-alla-finestra.html' title='20 E 21 MAGGIO AFFACCIATO ALLA FINESTRA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5149106187588791054</id><published>2011-05-19T07:27:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T07:28:12.501+02:00</updated><title type='text'>SIMPATICHE CONOSCENZE</title><content type='html'>Er fatto è questo. &lt;br /&gt;Ho conosciuto personarmente 'na stangona friulana de quelle gayarde, più arta de me, ma che me frega.&lt;br /&gt;Quanno je cammino accanto sembramo l'articolo "il" ma nun fa gnente. &lt;br /&gt;Certo però che c'ho da sta' attento perché si pe' caso m'arifila 'na pizza me  manna in orbita senza er razzo.&lt;br /&gt;Quanno che soride è 'no spasso,  me pare come si volesse di' ar prossimo "ahò co' me dovete da esse de bon'umore, sinnò aria, annate a piagne da n'artra parte".&lt;br /&gt;Gni vorta che ce parlo rido parecchio, ma nun è che faccio lo scemo, er punto è che l'allegria vie' fora da sola e a vorte me trattengo perché po' sembrà che la cojono.&lt;br /&gt;Difetti? Ce n'avrà, me pare umano, ma li pregi ce n'ha da venne.&lt;br /&gt;È stracorma d'affetto, carma, generosa, tranquilla. &lt;br /&gt;È 'na golosona, questo sì, je piace tutto quello che c'è  de dorce: cornetti, gelati, pasterelle, torte  e vvai cor tango. &lt;br /&gt;Me chiama Aldare' e a me me piace 'n sacco e me piace puro quann'é che parla co' quel'accento friulano, dorce come lei.&lt;br /&gt;Posso da esse du vorte su padre ner senso che c'ho l'età er doppio de la sua, ma nun fa gnente, annamo d'accordo uguarmente.&lt;br /&gt;Ho conosciuto puro er ganzo suo, un regazzo bono, soridente, un po' più arto de lei, un gran lavoratore.&lt;br /&gt;Entrambi vonno bbene  all'animali e a me lei me tratta come un cucciolo. Me chiede sempre, come fanno anche l'artri "come stai?" e allora j'arisponno " io speriamo che me la cavo".  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5149106187588791054?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5149106187588791054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5149106187588791054' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5149106187588791054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5149106187588791054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/simpatiche-conoscenze.html' title='SIMPATICHE CONOSCENZE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1811360880011835672</id><published>2011-05-15T07:23:00.001+02:00</published><updated>2011-05-15T07:25:08.480+02:00</updated><title type='text'>IERI NOTTE HO SOGNATO UN CAFFE' E UNA BRIOCHE CON LA CREMA</title><content type='html'>Già. &lt;br /&gt;  Ecco perché quando mi sono svegliato il ricordo del sogno si è trasformato in un desiderio da soddisfare in quella stessa mattinata.&lt;br /&gt;  Di solito, quando devo fare le analisi del sangue – e ciò avviene ogni sei mesi circa – mi reco alla ASL che fortunatamente si trova vicino  casa, naturalmente a digiuno e, una volta effettuate dette analisi, faccio colazione al bar-torrefazione poco distante. Niente caffé purtroppo – sono dodici anni che l'ho dovuto eliminare per non cadere in tentazione della immancabile sigaretta al seguito – ma soltanto un bicchiere di latte caldo e una brioche senza crema.&lt;br /&gt;  Allora mi sono chiesto: che faccio vado o non vado? Vado, almeno aspiro l'aria col naso per sentire e assaporare il profumo del caffé.&lt;br /&gt;  Verso le 11:00 a.m, con la scusa di dover acquistare un chilo di zucchero,  mi reco al solito bar e una visione si para davanti ai miei occhi. &lt;br /&gt;  In fila alla cassa per lo scontrino, subito prima di me ma dopo altre persone, una figura femminile da sogno che attrae non soltanto i miei di occhi ma anche quelli altrui.&lt;br /&gt;  La curiosità è troppo forte e allora decido di fare di lei una descrizione la più accurata possibile al punto che, per osservarla minuziosamente, lascio passare altri clienti attirando l'ironica attenzione della giovane cassiera – si chiama Natasha - e delle giovani commesse le quali se ne sono accorte e sorridendo maliziosamente mi rimproverano con un gesto delle loro  mani. Mi conoscono da anni e sherziamo spesso insieme.&lt;br /&gt;  La figura di cui parlo, e che per il momento posso ammirare soltanto posteriormente, è una stangona di circa un metro e ottanta, più o meno; una massa di capelli biondissimi e ondulatissimi, quasi a riccioli, che le copre il volto quasi totalmente,  tailleur blu scuro con mini-mini-minigonna aderentissima tesa a cercare di ornare due slanciate splendide gambe le quali  si dipartono da un qualcosa di perfetto; scarpe nere con tacchi vertiginosi. &lt;br /&gt;  Mi attardo ancora qualche secondo sempre seguito dalle ironiche occhiate delle giovani commesse e cassiera. &lt;br /&gt;  La stangona dopo aver pagato e ritirato lo scontrino alla cassa, sempre senza mai voltarsi, si avvicina al bancone del bar, ordina il caffé – non riesco ad udire la sua voce – lo ottiene, lo sorseggia, dopo di che, senza che io sia riuscito a vedere il suo volto e, per la precisione neppure se e quale camicetta indossasse, esce dal bar con un'andatura altera, quasi sprezzante. Credo si sia accorta che era "sotto osservazione" della qual cosa pare non gliene importasse una cippa.  Forse perché abituata a comportamenti analoghi. &lt;br /&gt;  Mi rivolgo alle giovani ed anche al barista ma se la stanno ridacchiando di cuore e poi mi dicono che è la prima volta che l'hanno vista nel loro bar.&lt;br /&gt;  Ammetto di essere uscito un po' sconsolato ma anche sempre più convinto che la donna – tutte le donne, sono qualcosa di meraviglioso da ammirare. A prescindere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. A berlusco' che te sei perso...se c'eri te nun te saresti fatta scappa' la ministra per le pari felicità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1811360880011835672?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1811360880011835672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1811360880011835672' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1811360880011835672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1811360880011835672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/ieri-notte-ho-sognato-un-caffe-e-una.html' title='IERI NOTTE HO SOGNATO UN CAFFE&apos; E UNA BRIOCHE CON LA CREMA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2548691394867591509</id><published>2011-05-11T07:32:00.004+02:00</published><updated>2011-05-11T10:46:24.055+02:00</updated><title type='text'>CHISSA' QUANTI ANNI AVRA'</title><content type='html'>VIA DELLA POLVERIERA&lt;br /&gt;  Lo so è soltanto un portone e non è poi così importante ma il fatto è che, lasciando da parte ogni considerazione stante la vicinanza del Colosseo che si trova a pochi passi, deve avere almeno cento anni. Quando ci andarono i miei nel 1928 loro lì lo trovarono probabilmente in condizioni migliori &lt;br /&gt;di quando è stata scattata questa foto cioè l'anno scorso 2010. E poi a seguire nascemmo noi quattro fratelli: 1928, 1930 io, 1934 e 1937. Venne varcato anche dalle nostre mogli e da uno solo della nuova generazione, mio figlio, il quale, a volte, per studiare, si  recava lì da sua nonna, cioè mia madre. Dal 1976 quando morì mia madre, nessuno di noi ha abitato più lì.&lt;br /&gt;  Io non me ne intendo ma chissà di che legno sarà perché, anche se leggermente malconcio in basso tuttavia resiste "imperturbabile" a tutto e a tutti. Forse meglio di certi portoni in vetro e metallo come ho letto nel post che ha scritto al riguardo il blogger GAP di "Vengo da lontano ma so dove andare". È stato ed è un bel portone anche se non ho mai visto gli anelli ornamentali di ottone – che a Roma chiamiamo "patocco" – e che di solito pendono dalle teste di leone applicate sui battenti. &lt;br /&gt;  Tuttavia c'è qualcosa che non è come in quel tempo.&lt;br /&gt;  1°) Il portone è chiuso ma almeno fino al 1956, anno in cui io l'ho lasciato perché convolato a nozze, stava sempre aperto, credo anche di notte. Tanto che, per quanto io ricordo, benché i miei mi dettero le chiavi di casa, quella del portone non l'ho mai né vista né usata. &lt;br /&gt;  2°) La presenza del citofono che fino al 1976 sicuramente non era stato ancora installato. Non occorreva  perché c'era il servizio di portineria in seguito soppresso.&lt;br /&gt;  3°) L'assenza, ai lati del portone medesimo, di una targa di marmo recante la scritta "Quì ebbe i natali  - veramente anche i Capodanni, le Epifanie, le Pasque e i Ferragosto - Aldo il monticiano il quale ne fece e ne vide di cotte e di crude".&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-YINE1ZuGyOg/TcofwJVAUFI/AAAAAAAAAeY/xOL1pM0v6d4/s1600/Portone%2B%2BVia%2Bdella%2BPolveriera%2B40.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YINE1ZuGyOg/TcofwJVAUFI/AAAAAAAAAeY/xOL1pM0v6d4/s400/Portone%2B%2BVia%2Bdella%2BPolveriera%2B40.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605327598214205522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2548691394867591509?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2548691394867591509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2548691394867591509' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2548691394867591509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2548691394867591509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/chissa-quanti-anni-avra.html' title='CHISSA&apos; QUANTI ANNI AVRA&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YINE1ZuGyOg/TcofwJVAUFI/AAAAAAAAAeY/xOL1pM0v6d4/s72-c/Portone%2B%2BVia%2Bdella%2BPolveriera%2B40.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3592243837421560698</id><published>2011-05-05T07:25:00.002+02:00</published><updated>2011-05-05T07:29:38.358+02:00</updated><title type='text'>FILIPPICHE</title><content type='html'>Il paragone che sto facendo tra le nobili filippiche di Demostene e Cicerone e  le "orazioni" del soggetto in fila come me alla Posta è irriverente, ne sono certo, ma "filippica" è una parola che ho sentito molte volte sia pronunziare in giro per l'etere sia leggere sulla carta stampata riguardo il fiume di parole a volte anche ostile che qualcuno pronunzia contro qualcosa o contro un altro qualcuno.&lt;br /&gt; La faccio breve e vado al fatto.&lt;br /&gt; Martedì scorso ero a ndato all'Ufficio Postale vicino casa per un paio di motivi e, quando entrai, vidi una trentina di persone in attesa.&lt;br /&gt; Mi premunii del numeretto all'aggeggio apposito e lessi il mio di numero: 40. Per la miseria, dissi fra me e me, dovrò  aspettare parecchio. Pazienza.&lt;br /&gt; Mi sedetti ad attendere – per fortuna c'erano molte poltroncine – e detti un'occhiata in giro.&lt;br /&gt; Intanto altre persone entravano nell'Ufficio, prelevavano il numeretto anche per la fila  a sportelli diversi dal mio.&lt;br /&gt; Un paio di minuti dopo un anziano molto elegante e con un borsello a tracolla – un po' fuori moda da un pezzo – si venne a sedere sulla poltroncina accanto la mia e, rivolgendosi a me...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;= Lei che numero é? Ah, vedo vedo..io ho il 43, tre numeri dopo di lei...Chissà quanto tempo ci vorrà? Le nei sa qualcosa? Io non  vengo quasi mai qui perché faccio tutto tramite la banca: pensione, bollette e cose del genere ma questa quà...la vede? Be' questa invece devo pagarla solo alla posta, chissà perché...lei ne capisce il motivo? Io sì, è tutto fatto male, ti devono far perdere tempo. Va bene che in Italia va tutto storto però  non c'è un limite alla pazienza di noi cittadini? Lei che ne dice?Guardi, guardi...le due impiegate di quei sportelli se la prendono proprio comoda&lt;br /&gt;e noi stiamo qui trattati come persone che non contano un'acca. Quelle dimenticano che siamo noi che le paghiamo e che dobbiamo sopportare il menefreghismo di chi sta dietro uno sportello.&lt;br /&gt;Un tempo queste cose non succedevano perché c'era qualcuno che le metteva in riga. E adesso&lt;br /&gt;quella che fa? Si alza e va chissà dove. Capacissima di andare a prendersi un caffé al bar oppure di recarsi a fare la spesa al supermercato. E noi qui ad aspettare. È una vergogna. Sono già venti minuti che aspetto. Di questo passo chissà quanto ancora dovrò aspettare. Sa che faccio? Adesso chiedo di parlare al direttore, sempre che ci sia. Magari aspetto un altro po'. Tanto lo so che poi non succederà niente, stanno tutti d'accordo...Mi dica. Si sta chiedendo perché non ho un giornale con me vero? Glielo dico io: sono tutte panzane. E chi ci crede. Non ho mai comprato un quotidiano in vita mia tanto lo so che raccontano frottole. Non guardo nemmeno i TG, non ne ho bisogno...E non me ne pento. Lei vuole sapere come passo il tempo libero quando sono a casa vero? Glielo dico subito. Guardo la TV, non ricordo nemmeno quanti canali ho e mi vedo solo film col bollino rosso, quelli riservati agli adulti. Sono un vero spasso. Ore e ore a vedere film....Guardi sul tabellone c'è  il numero 39 e la vecchietta allo sportello ha finito, adesso tocca a lei...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  &lt;/span&gt;Venne il turno del numero 40, il mio.&lt;br /&gt; Andai allo sportello, sbrigai le mie cose, mi avviai per uscire e, nel farlo, a mo' di saluto abbozzai con la testa un cenno di saluto verso il mio vicino di poltroncina senza dire né buongiorno né tantomeno arrivederci.&lt;br /&gt; Credo che il "filippico" guardandomi si stava chiedendo se aveva parlato a un sordomuto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3592243837421560698?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3592243837421560698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3592243837421560698' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3592243837421560698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3592243837421560698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/filippiche.html' title='FILIPPICHE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7887257993689784376</id><published>2011-05-02T07:40:00.001+02:00</published><updated>2011-05-02T07:42:20.795+02:00</updated><title type='text'>CHIARITO IL MISTERO.......QUASI</title><content type='html'>L'8 maggio 2009 dopo ciò che vidi nella piazza vicino casa dove io transito all'incirca tutti i giorni – che è quella della pizzeria della pizza pazza – mi venne voglia di scrivere "SOSTA GRATUITA" in cui parlavo dello strano caso di una panda blu scuro lì parcheggiata regolarmente a spina di pesce ma che non aveva né il  ticket pagato per la sosta e neppure autorizzazioni quale residente del Rione o disabile. Mi avevano incuriosito parecchie cose di quell'auto: la targa automobilistica  della Germania, i finestrini e il parabrezza completamente oscurati dall'interno con pezzi di cartone d'imballaggio perfettamente sagomati, alcuni oggetti sistemati all'aperto di fronte all'auto quali coperte, cuscini, tavolino e sedia pieghevole da campeggio, insomma c'era di tutto un po'. Qualche giorno prima avevo visto un signore di una settantina d'anni il quale seduto sul sedile anteriore,  metà dentro e l'altra metà fuori, prelevava da una specie di zuppiera che teneva fra le mani qualcosa che mangiava lui e che in parte dava a gatti e piccioni i quali lo avevano attorniato.Venni a sapere da un mio amico residente a non più di venti metri dalla panda blu e da tutto il resto, che si trattava di una persona che viveva o sopravviveva in quelle condizioni da cinque o sei anni. Per mangiare andava negli orari prefissati ad un convento di suore poco distante, bussava e otteneva il tutto gratis. Per dormire quando faceva freddo si sistemava dentro l'auto e quando faceva caldo fuori all'aperto sul marciapiede dove si era attrezzato a dovere. Per il bagno invece poteva liberamente accedere ai WC di due bar nei pressi della piazza. Non aveva mai chiesto soldi a nessuno, né la  polizia del vicino commissariato e neppure i vigili urbani o gli ausiliari del traffico avevano chiesto qualcosa a lui. Convivenza pacifica. Forse per distrazione o forse preso da altri pensieri, pur passando da quella piazza molto spesso, mi  disinteressai completamente  della strana storia anche perché non avevo più visto la panda parcheggiata e neppure il suo proprietario.&lt;br /&gt;  Due giorni fa però, passeggiando vicino il giardino che si trova nella piazza,  vidi il "germanico" che conversava con un anziano suo coetaneo il quale portava a spasso due barboncini muniti di regolare guinzaglio. Guarda guarda chi si vede mi dissi. Spinto dalla curiosità, visto che i due erano seduti in una panchina di quel giardino,  andai a vedere se la panda era tornata ed invece,  nello stesso posto di circa due anni prima, era  parcheggiata una "opel" bianca, mezza auto e mezza furgone, con i vetri schermati da carta di giornale, la targa germanica – non so se la stessa della panda precedente – stracolma di masserizia, oggetti d'ogni genere, varie pentole di tutte le misure poggiate sul sedile anteriore del passeggero ed altro ancora. Sul marciapiede, di fronte all'auto, in misura inferiore rispetto la volta scorsa, qualche altro oggetto coperto da un telo impermeabile di plastica scura. Girando intorno a questa nuova "casa del germanico" notai, attraverso il parabrezza, che sul cruscotto era incollato un foglio formato A4 e vidi che si trattava di un verbale della Polizia municipale molto lungo dove c'erano  frasi che non mi riusciva di leggere perchè scritte a caratteri minuscoli. Ero intento a cercare di leggere il contenuto di quel foglio ma mi accorsi che si stava avvicinando il "germanico" modestamente abbigliato  e con sulla testa canuta uno zucchetto di lana da sciatore. In un italiano accentuato dal dialetto romanesco-trasteverino mi disse&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;= Ahò, che te voi compra' la machina? Guarda che te faccio fa' 'n'affare, nun costa tanto... &lt;br /&gt;= Veramente stavo soltanto dando un'occhiata...&lt;br /&gt;= Nun te proccupa', io ce abbito qua drento perché devi da sape' che so' stato a lavora' in Germania pe' un sacco d'anni, me so' comprato tre case ma quanno so' tornato qui a Roma l'ho trovate tutte occupate, nun me riesce manna' vvia la ggente che ce stà e a me me tocca vive così, te pare giusto?&lt;br /&gt;= Direi proprio di no. Ad ogni modo le faccio i miei migliori auguri e scusi per l'intromissione...&lt;br /&gt;= Ma de che? Anzi si aripassi de qua fatte vede, magara se pjiamo un caffé...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  Il suo amico con i due cani lo chiamò&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;=Aristode' nun venghi?&lt;br /&gt;= Arivo... Allora te saluto sor mae', statte bene.&lt;br /&gt;= Grazie, arrivederci...=&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  E restai lì a bocca aperta per lo stupore. &lt;br /&gt;  Il "germanico" non era per niente germanico però aveva una nuova "casa".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7887257993689784376?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7887257993689784376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7887257993689784376' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7887257993689784376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7887257993689784376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/05/chiarito-il-misteroquasi.html' title='CHIARITO IL MISTERO.......QUASI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7429102806387856111</id><published>2011-04-26T16:47:00.001+02:00</published><updated>2011-04-26T16:49:35.239+02:00</updated><title type='text'>CAMMIN FACENDO</title><content type='html'>Come sono solito fare ogni mattina, sempre tempo permettendo, procedo ad andatura serena e tranquilla verso le destinazioni che mi prefiggo di raggiungere prima di uscire da casa.&lt;br /&gt; Non c'è via di scampo, tutti i giorni o quasi, m'imbatto immancabilmente in cose, fatti e/o persone&lt;br /&gt;che m'incuriosiscono ed è più forte di me: mi assale l'impulso incontrollabile di ascoltare, osservare e  cercare di ricavarne una qualsiasi spiegazione sempre nei limiti del consentito e del lecito.&lt;br /&gt; Questa mattina, appena girato l'angolo della via dove abito proseguo per la via successiva  e sento dietro di me un rumore di tacchi da donna che procedono molto velocemente. Mi volto per lasciare il passaggio libero e noto una coppia di giovani – vicino ai trent'anni - lei molto snella, capelli biondo cenere lunghi ma non troppo curati. Lui alto e grosso, due spalle enormi, completamente rasato a zero, vestito elegantemente. Sembra un armadio.&lt;br /&gt; Lei parla ad un telefonino a voce alta e alterata:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;= Mamma  non puoi rompermi così, capito???&lt;br /&gt;=........&lt;br /&gt;= No, non posso dirti né dove né come, non devo rendere conto a te, non sono più una ragazzina&lt;br /&gt;=.......&lt;br /&gt;= Nooo, ma come te lo devo dire?&lt;br /&gt;=....... &lt;br /&gt;= Fai quello che ti pare, adesso ti saluto perché sto facendo tardi. E non seguitare a chiamarmi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  &lt;/span&gt;Il "grosso" e la "snella", dopo avermi affiancato per brevissimo tempo, mi superano e di lei noto la  magrezza, i tacchi altissimi non so quanti centimetri, i jeans molto aderenti e...un Lato B favoloso. Strano, non me l'aspettavo. E non m'aspettavo neppure che lei con la mano sinistra tenesse il telefonino quasi attaccato all'orecchio sinistro mentre  la mano destra  praticamente incollata in mezzo alle natiche del "grosso"  palpeggiando il di lui Lato B.&lt;br /&gt; Fatti pochi metri lei, sempre volgendomi la schiena, il che non  mi disturba affatto, si avvicina ad una bianchissima spider BMW due posti  parcheggiata nei pressi e, con la chiave che ha in mano, apre uno dei due sportelli,  quello del posto-guida, s'introduce, apre l'altro sportello, lascia che il "grosso" si sieda e mette in moto partendo quindi a velocità sostenuta tipo Formula 1.&lt;br /&gt; Faccio appena in tempo a guardare le lettere e i numeri della targa recante la scritta Roma e mi rendo conto che si tratta di un'autovettura nuova di zecca.&lt;br /&gt; Tra me e me mi dico, sospirando: vabbé, addio mia bella addio.&lt;br /&gt; Rivolgendomi all'auto, naturalmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7429102806387856111?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7429102806387856111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7429102806387856111' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7429102806387856111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7429102806387856111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/cammin-facendo.html' title='CAMMIN FACENDO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7908018551370046102</id><published>2011-04-25T16:45:00.001+02:00</published><updated>2011-04-25T16:49:32.296+02:00</updated><title type='text'>AL PIU' PRESTO IL NUOVO 25 APRILE</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/ACLiwww5rvk" allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7908018551370046102?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7908018551370046102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7908018551370046102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/al-piu-presto-il-nuovo-25-aprile.html' title='AL PIU&apos; PRESTO IL NUOVO 25 APRILE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ACLiwww5rvk/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3486229848798487775</id><published>2011-04-23T07:44:00.000+02:00</published><updated>2011-04-23T07:45:42.994+02:00</updated><title type='text'>CONCORSO</title><content type='html'>*Concorso di Composizione Narrativa Cyberpunk - 8° edizione*&lt;br /&gt;indetto da Cp2020 PBEM, Gdrtakeaway e Empire of Nod&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.gdrtakeaway.net&lt;br /&gt;www.empireofnod.ning.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I candidati alla partecipazione dovranno chiedere l'iscrizione alla&lt;br /&gt;mailing-list racconti a staff@gdrtakeaway.net.&lt;br /&gt;- I racconti dovranno essere lunghi massimo 20'000 battute spazi inclusi.(una cartella/pagina è composta da circa 1500 battute).&lt;br /&gt;- I racconti dovranno essere inviati alla lista gta-list26@gdrtakeaway.net come&lt;br /&gt;testo di una mail in formato normale con questa struttura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: AUTORE - TITOLO RACCONTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Body:&lt;br /&gt;BIOGRAFIA AUTORE&lt;br /&gt;=======&lt;br /&gt;RACCONTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specifiche:&lt;br /&gt;- I contenuti dei racconti dovranno essere di ambito cyberpunk&lt;br /&gt;- Il tema da affrontare nel racconto è: libero&lt;br /&gt;- Una volta inviato il racconto l'autore non ha piu' diritto di modificarlo o&lt;br /&gt;rettificarlo, fara' testo il primo invio&lt;br /&gt;- L'ultima consegna e' entro e non oltre 30 giugno 2011&lt;br /&gt;- Il vincitore verrà comunicato entro il 31 luglio 2011&lt;br /&gt;- I racconti saranno di proprieta' esclusiva di chi li ha composti.&lt;br /&gt;- Potrà essere inviato un solo elaborato per autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIURIA:&lt;br /&gt;- I racconti verranno giudicati dalla seguente giuria:&lt;br /&gt;Giovanna "Schiele" Manfredini&lt;br /&gt;Neve Laville&lt;br /&gt;Alessandro "Hol" Lazzarini&lt;br /&gt;Giacomo "Sildegard" Gailli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudizio espresso dai giudici e' insindacabile e definitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giudici si impegnano a non esprimersi con alcuno prima della proclamazione del&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vincitore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMIO:&lt;br /&gt;Abbonamento di un anno (4 numeri) a NeXT rivista di cultura connettivista al&lt;br /&gt;primo classificato e pubblicazione del racconto vincitore nella rivista NeXT.&lt;br /&gt;Il Comitato dei Giudici augura a tutti buona fortuna, e che vinca il migliore!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3486229848798487775?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3486229848798487775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3486229848798487775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/concorso.html' title='CONCORSO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2005585058055004845</id><published>2011-04-17T17:19:00.002+02:00</published><updated>2011-04-17T18:36:46.007+02:00</updated><title type='text'>SPIFFERO QUALCOSA DI ALDO IL MONTICIANO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-dSWFxLOKEoE/TasFdcDX1kI/AAAAAAAAAeA/W36ha8rhqn4/s1600/186533_1296577367_2016208_n.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 180px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dSWFxLOKEoE/TasFdcDX1kI/AAAAAAAAAeA/W36ha8rhqn4/s400/186533_1296577367_2016208_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596572965242656322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Proprio così.&lt;br /&gt;Lui, Aldo, prima scrive  e poi  accantona come se  volesse far dimenticare qualcosa.&lt;br /&gt;Allora cerco di spiegare cosa combina.&lt;br /&gt;Parte in quarta o in quinta ma salta le prime tre marce e qualche volta ingrana  la marcia indietro.            Quando gli viene in mente di scrivere  prepara una specie di schema e parte a spron battuto senza procedere con la dovuta calma in modo da ragionare bene  su quello che vuole scrivere.&lt;br /&gt;Ci sono delle volte che non lo capisco, ma ormai credo di doverci rinunciare.&lt;br /&gt;Questo che voglio raccontare in realtà lo faccio in ritardo perchè quanto gli è accaduto risale a lunedì 11 aprile u.s. e lui ha preferito occuparsi di un altro scritto oppure lo ha dimenticato non so se volutamente o meno. Secondo me è un po' di tempo che perde colpi. Come è naturale che sia Aldo invecchia e la foto qui accanto ne è la dimostrazione.&lt;br /&gt;In più ho la netta impressione che forse non voleva raccontarlo questo fatto ma io, che "navigo" nella sua testa e mi servo del pc-Pasquale, ho deciso che questa volta faccio da sola.&lt;br /&gt;Lo so che lui temeva di rendersi ridicolo e non gli faceva piacere che gli altri ridessero alle sue spalle ma a me che importa, non sono protagonista  io.&lt;br /&gt;Riferisco quanto gli è accaduto cercando di farne una descrizione  più sintetica possibile.&lt;br /&gt;Alla ricerca di sacchetti per cuocere un branzino al cartoccio, dopo essersi informato raggiunge un supermercato che ha un'entrata a livello strada  mentre per gli scaffali del mercato c'è una scala di dodici o tredici scalini al massimo con un corrimano metallico a destra di chi deve scendere.&lt;br /&gt;Aldo memore delle raccomandazioni del figlio che gli suggerisce sempre non di salirle le scale ma almeno di scenderle per fare un po' di movimento si accinge a farlo. Scende i primi otto o nove gradini di pietra ma arrivato al quartultimo cade come se perdesse l'equilibro.&lt;br /&gt;Ora io mi chiedo: ma come si fa a cadere seduti? Avrà creduto che era uno scivolo di una qualche piscina? Pensava forse di rimbalzare come una palla?&lt;br /&gt;Eppure lui riesce a cadere e ad atterrare comicamente sul pavimento.&lt;br /&gt;Appena "planato" non dice né "a" né "b",  non chiede aiuto, volge lo sguardo intorno a sé e vede poco lontano un gruppo di giovanissimi turisti stranieri che, udito il botto, lo guardano sbigottiti ma non muovono un dito: restano immobili a guardare la scena.&lt;br /&gt;Un giovane alto un paio di metri che era in fila ad una delle casse insieme alla cassiera della stessa&lt;br /&gt;si avvicinano ad Aldo e gli chiedono = come va?=, =bene= risponde lui, poi aggiunge "solo che non riesco ad alzarmi da solo=. Entrambi lo aiutano e lui, Aldo, senza accusare alcun dolore si avvia al bancone per chiedere dove trovare il sacchetto per il branzino al cartoccio. Non lo trova e quindi se ne torna a casa beatamente e tranquillamente come se non gli fosse accaduto nulla. Ma, appena  entrato in casa si fanno vivi prepotentemente vari dolori. In breve: una escoriazione non piccola al ginocchio sinistro, un dolore insopportabile al tallone destro, alla clavicola sinistra e alla parte superiore del braccio sinistro per non parlare del grande spavento che gli viene in  mente a scoppio ritardato. Poi commette l'errore di non telefonare al figlio il quale, fisioterapista, potrebbe dargli  aiuto e consigli. Quando  la sera  padre e figlio si sentono telefonicamente, come sempre, arriva  la prevista incacchiatura del "pupo" – 52 anni! - il quale suggerisce i primi interventi a base di ghiaccio sotto il tallone e pomata gel Reparil spalmata sotto il tallone stesso.&lt;br /&gt;La mattina dopo il "pupo" arriva, porta con sé due stampelle canadesi, una borsa  per il ghiaccio e dei Taping neuro-muscolari per la parte sinistra della clavicola e per il braccio. Prima fa  una lavata di capo piuttosto generosa ad Aldo e poi cerca di invogliarlo a camminare con l'ausilio delle canadesi ma senza ottenere alcun risultato. Il dolore più forte che Aldo sente è quello al tallone destro che  gli impedisce di cammminare se non sulla punta del piede, come un  ballerino classico.&lt;br /&gt;La convalescenza dura un po' ed è seccante ma i dolori lentamente se ne vanno permettendogli così di riprendere a fare le sue pur brevi passeggiate guardando però dove mette i piedi al fine di evitare scale e buche che qui a Roma non mancano davvero.&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;Mi chiamo Flo, così ha stabilito Aldo. Sono io la tastiera del suo personal computer Pasquale e oggi mi vendico poiché quando lui scrive anziché poggiare delicatamente le sue dita sui tasti, zappa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2005585058055004845?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2005585058055004845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2005585058055004845' title='61 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2005585058055004845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2005585058055004845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/spiffero-qualcosa-di-aldo-il-monticiano.html' title='SPIFFERO QUALCOSA DI ALDO IL MONTICIANO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dSWFxLOKEoE/TasFdcDX1kI/AAAAAAAAAeA/W36ha8rhqn4/s72-c/186533_1296577367_2016208_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>61</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-9131771843251494977</id><published>2011-04-14T07:28:00.001+02:00</published><updated>2011-04-14T07:31:24.836+02:00</updated><title type='text'>METAMORFOSI  DI  UNA  FIGLIA</title><content type='html'>Oltre una diecina di anni fa feci conoscenza con una signora più anziana di me, vedova, di corporatura abbondante, non vedente e claudicante, la quale essendo venuta a sapere della mia precedente attività lavorativa mi aveva chiesto alcune informazioni alle quali feci in modo di dare una risposta soddisfacente. &lt;br /&gt;  Così avvenne e  sin da allora, risiedendo nello stesso mio Rione, la incontravo spesso sottobraccio alla sua unica figlia che le faceva da accompagnatrice e le sussurrava il nome delle persone che incontrava. &lt;br /&gt;  La figlia era una trentacinquenne anche lei abbastanza robusta, di bassa statura, capelli castani e occhiali da vista. Quando c'incrociavamo entrambe mi salutavano con un dolce sorriso e, quando possibile, facevamo anche un po' di conversazione.&lt;br /&gt;  Naturalmente c'erano dei lunghi periodi in cui non ci s'incontrava, soprattutto d'inverno o durante certe giornate d'estate troppo calde. &lt;br /&gt;  Da qualche tempo però mi capitava d'incontrare soltanto la figlia con la quale ci scambiavamo il solito sorriso.&lt;br /&gt;  Giusto il mese scorso incontrai di nuovo solo la figlia e allora le chiesi notizie di sua madre e lei mi rispose con un sorriso amaro "mamma non c'è più". La scomparsa era avvenuta appena dieci giorni prima. Mi disse allora che si sentiva molto sola e che, ormai quarantacinquenne, alle soglie della mezza età, vedeva il suo futuro molto incerto. Cercai di fare del mio meglio per consolarla e darle coraggio, poi ci salutammo.&lt;br /&gt;  Ieri mattina, mi stavo incamminando verso il parco vicino casa quando vidi venirmi incontro una &lt;br /&gt;persona che da una non breve distanza salutava e sorrideva. Mi voltai pensando che stava salutando qualcuno dietro di me ma non c'era neppure un cane.&lt;br /&gt;  Quando fummo abbastanza vicini mi accorsi che era la figlia di quella  signora più anziana di me che era scomparsa  di recente.&lt;br /&gt;  Feci fatica a riconoscerla perché era elegantemente abbigliata con un tailleur – giacca e gonna – di colore blu sopra una camicetta bianca merlettata, volto rubizzo, capelli corti biondissimi, occhiali da vista alla moda e un ampio sorriso.&lt;br /&gt;  Ricambiai sorriso e saluto e procedetti oltre.&lt;br /&gt;  Completamente trasformata tanto che mi sto ancora chiedendo se era la "lei" che conoscevo sia pure di vista.&lt;br /&gt;  Poi mi sono detto "Aldo ma a te che te ne frega se è così diversa da prima?".&lt;br /&gt;  Mi detti ragione da solo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-9131771843251494977?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/9131771843251494977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=9131771843251494977' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9131771843251494977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9131771843251494977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/metamorfosi-di-una-figlia.html' title='METAMORFOSI  DI  UNA  FIGLIA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2341515673156489779</id><published>2011-04-10T07:38:00.001+02:00</published><updated>2011-04-10T07:39:48.181+02:00</updated><title type='text'>INNAMORATO DI UNA DONNA IN UNA FOTO</title><content type='html'>Stava per sedersi su di una panchina del parco vicino casa quando si accorse che in terra, proprio sotto la stessa panchina, c'erano i resti di quella che una volta era stata un fotografia, a colori, ed anche piuttosto grande, forse una 12x18. &lt;br /&gt;  La cosa che maggiormente lo incuriosì fu che la foto era stata ridotta in quattro pezzi uguali come se chi l'avesse rotta avesse curato che i quattro pezzi fossero della stessa identica misura. &lt;br /&gt;  Si guardò intorno poi li raccolse, cercò di unirli tra di loro e restò a fissare a lungo l'immagine contenuta nella foto. Una donna giovane, forse della sua stessa età – intorno ai trent'anni – di una bellezza particolare, non appariscente, capelli e occhi nerissimi, corpo moderatamente in carne, vestita elegantemente ma con sobrietà. Dall'abbigliamento s'intuiva facilmente che la foto era stata scattata durante il periodo estivo, ma in quale anno? Dietro la donna, sullo sfondo, il Colosseo. Lei sorrideva visibilmente contenta, sembrava quasi di vedere gli occhi che le brillavano. &lt;br /&gt;  Data l'ora, era il primo pomeriggio, il parco era scarsamente frequentato ma a lui venne l'istinto di alzarsi dalla panchina e andare in giro per vedere se poteva rintracciare la donna della foto ed anche la persona che gliela aveva scattata. Un tentativo inutile lo sapeva però voleva tentare ugualmente. Di tempo ne aveva quel giorno e poi era tutto così splendido, parco e tempo inclusi.&lt;br /&gt;  Trascorsero circa due ore ma, all'infuori di una bella e confortevole passeggiata nient'altro era accaduto. Nessuna traccia della donna nella foto  né della persona che l'aveva fotografata. Decise che avrebbe ripreso la ricerca l'indomani poichè il suo periodo di ferie dal lavoro aveva avuto inizio&lt;br /&gt;soltanto da due giorni. Presa questa decisione si preoccupò di disdire la prenotazione che aveva  fatto presso un albergo della Riviera ligure di ponente, da dove poi avrebbe fatto una puntatina in Francia. Rinunziò a tutto questo poiché ormai si era prefissato l'obiettivo di rintracciare quella donna anche se aveva parecchi dubbi sull'esito finale della ricerca, in quanto non poteva sapere quando si sarebbe conclusa e soprattutto se poteva concludersi nel senso da lui sperato. &lt;br /&gt;  Gli venne in mente la solita frase fatta: come cercare un ago nel pagliaio.&lt;br /&gt;  Rientrato in casa si mise di buzzo buono per cercare di ricomporre la foto per intero e nel farlo si accorse che a tergo c'era scritta una frase: "al mio adorato Diego, con tutto il mio amore, perché mi tenga sempre con sé,  Eleonora". Fu molto colpito da queste parole e si convinse ancora di più di voler cercare quella giovane donna che sapeva amare così, anche soltanto per vederla, sia pure da lontano. In quei venticinque giorni di ferie non fece altro che cercarla in ogni dove ma purtroppo senza alcun risultato. Mostrando sempre la fotografia si era rivolto anche ad altri colleghi, cronisti come lui  e persino a funzionari di PS, Carabinieri, Guardie di Finanza, Vigili Urbani, ma senza alcun risultato, al contrario era arrivato al punto che molti finirono col deriderlo.&lt;br /&gt;  Riprese la sua vita monotona, casa e redazione di un quotidiano, e ciò  produsse in lui l'effetto di farlo desistere da quella sorta di  sciocca ossessione.&lt;br /&gt;  Ad aiutarlo se ne occupò anche il redattore capo il quale due giorni dopo il rientro lo chiamò e gli riferì che un suo amico commissario PS gli aveva telefonato per dirgli che quella mattina, sul marciapiede davan ti ad un albergo di Piazza Euclide, era stato rinvenuto il corpo di un uomo che si era gettato dal settimo piano dello stesso albergo . Si stavano già svolgendo le indagini e quindi lui andò di corsa in quella piazza. Vide in terra il suicida il quale aveva nella mano destra semiaperta una pistola di grosso calibro. Disse agli agenti in servizio che era stato chiamato dal commissario tal dei tali, riferì la stessa cosa al portiere dell'albergo al quale chiese se il cadavere in terra era quello &lt;br /&gt;di un cliente dell'albergo e si fece dare il numero della stanza. Giunto al piano vide la porta della stanza spalancata e, facendosi notare il meno possibile, si mise alle spalle dei funzionari che stavano facendo il loro lavoro. Sul letto matrimoniale giaceva una donna seminuda con un grosso foro in piena fronte dal quale era uscito molto sangue. Stava quasi per gridare perché quella donna era  Eleonora, senza alcun dubbio.&lt;br /&gt;  Fuggì da quella stanza imprecando. &lt;br /&gt;  Volle seguire le indagini di quell'inchiesta e venne a conoscenza di altri particolari: la conferma che la donna si chiamava Eleonora, che il nome dell'uomo era Diego il quale aveva ucciso prima lei e poi si era gettato dalla finestra morendo sul colpo, che erano sposati ma non tra di loro.&lt;br /&gt;  Svanita la speranza gli era rimasta la foto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2341515673156489779?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2341515673156489779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2341515673156489779' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2341515673156489779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2341515673156489779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/innamorato-di-una-donna-in-una-foto.html' title='INNAMORATO DI UNA DONNA IN UNA FOTO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6750822863291063920</id><published>2011-04-06T16:01:00.002+02:00</published><updated>2011-04-06T16:06:43.057+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Saranno anche ricordi vecchi come il cucco - anni 1920-1930 - ma il noto attore-autore romano (1884/1936) aveva creato questa scenetta satirico-antidittatoriale il cui personaggio da lui interpretato somiglia molto a qualcuno dei nostri tempi.&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/oy7rgG-v_8E" allowfullscreen="" frameborder="0" height="510" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6750822863291063920?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6750822863291063920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6750822863291063920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/04/saranno-anche-ricordi-vecchi-come-il_06.html' title=''/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/oy7rgG-v_8E/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7968857918299698396</id><published>2011-03-31T07:32:00.002+02:00</published><updated>2011-03-31T07:33:36.396+02:00</updated><title type='text'>COMICHE SITUAZIONI A VOLTE FASTIDIOSE</title><content type='html'>I marciapiedi delle strade del mio Rione, quelli perlomeno che percorro tutti i giorni al mattino, tempo permettendo, mi regalano lo stimolo di scriverne e, volendo, anche di  sorriderci sopra.    Sempre che mi sia alzato dell'umore adatto.&lt;br /&gt;  Alcuni esempi:  &lt;br /&gt;1)uscito dal portone di casa mi avvio verso un negozio distante non più di duecento metri quando, camminando sul marciapiede  a sinistra ed a passo normale, anche un po' lento se vogliamo, vedo un gruppo di cinque signore credo tra i cinquanta e i sessanta, piuttosto chiare di capelli e di carnagione – sicuramente non italiane – ben vestite, che mi vengono incontro a passo svelto. Sono uscite sicuramente dal vicino Istituto religioso-residence gestito da suore. Non appena c'incrociamo loro si aprono a ventaglio e, vistomi circondato, alzo le braccia in segno di resa e dico ad alta voce "sono innocente". Le signore passano oltre ridendosela; &lt;br /&gt;2)effettuo la mia passeggiata mattutina camminando sempre sui marciapiedi benché pieni di buche che la blogger Punzy di Cronache cittadine definisce giustamente "buche a decomposizione". Questa mattina però è accaduto qualcosa che, a mia memoria non ricordo di aver visto mai. Tutti  i marciapiedi suddetti al loro incrocio con quelli delle strade traverse li trovo occupati  da camion, camioncini, furgoni e simili con i loro autisti intenti a caricare e scaricare merci, materiali edili sia di risulta da restauri sia nuovi per il loro impiego ed altro ancora. Per tale motivo mi vedo costretto a camminare quasi al centro delle strade che devo percorrere. Trattandosi di strade strette, non di viali, con auto parcheggiate su entrambi i lati e con cassonetti per l'immondizia di ogni tipo e colore, stracolmi e traboccanti di cose e generi di varia natura, corro un certo rischio. Quindi, in poche parole, adesso so cosa vuol dire essere uno slalomista. Prenderò sicuramente parte alle prossime olimpiadi invernali; &lt;br /&gt;       3)  sto percorrendo l'ultima pista sciistica – pardon – l'ultimo tratto di strada per rientrare a   &lt;br /&gt; casa, più precisamente il tratto di Via Ferruccio che da Via Merulana arriva a Piazza Dante - quella  della  pizzeria della pizza pazza – quando, ferma, quasi immobile davanti ad un grande negozio di strumenti musicali compresi pianoforti a coda e non, con annessa scuola di musica, vedo una signora piuttosto anziana, piccolina ma di robusta costituzione fisica, capelli più bianchi che grigi, con indosso un lungo soprabito color verde pisello e con nella mano destra un bicchiere di plastica anch'esso verde.  Faccio pochi passi ma la curiosità è più forte di me. Allora mi fermo e, cercando di non dare nell'occhio, mi volto e assisto ad una strana scenetta. La signora in questione mentre sta per accingersi a bere accostando il bicchiare alla bocca alza il braccio verso l'alto e lo agita un pochino come si fa solitamente quando si brinda.  Appena bevuto si avvicina ad una fontanella, tipo quella che qui a Roma usiamo chiamare "nasone" , riempie di nuovo il bicchiere e di nuovo brinda.  La cosa va avanti per almeno quattro o cinque volte per il che mi torna in mente una delle strofe  di una vecchia canzone napoletana di Bovio "Signorinella" che recita "Bei tempi di baldoria dolce felicità fatta di niente, brindisi coi bicchieri colmi d'acqua al nostro amore povero e innocente". Fischiettando questo motivo rientro a casa; &lt;br /&gt;4) per recarsi al mercato coperto di Piazza Vittorio dalla Piazza omonima si percorre un tratto di Via La Marmora, strada a senso unico, auto parcheggiate su entrambi i lati "a spina di pesce", molto trafficata. Questa mattina era complettamente bloccata: a) da una grossa auto, targa italiana, nera, vuota, chiusa e parcheggiata quasi al centro della strada, non a spina, ma parallela ad uno dei marciapiedi vietando così la possibilità di parcheggiare ad almeno altre tre auto,nessuna traccia del proprietario;  b) da un carro attrezzi e due addetti al prelevamento;  c) da quattro vigili urbani disposti agli ingressi della strada. &lt;br /&gt;Il caos completo. Per circa tre quarti d'ora uno spettacolo che  ha dato fastidio a molti.&lt;br /&gt;Mentre gli addetti stanno ultimando le operazioni di prelevamento-sgombero chi arriva lemme lemme? Il proprietario dell'auto incriminata il quale, notando la scena urla "Che è successo? Che state facendo?" Prevedendo il litigio e il successivo linciaggio da parte dei  numerosi presenti me la batto  piuttosto velocemente cedendo il mio posto in prima fila.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7968857918299698396?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7968857918299698396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7968857918299698396' title='42 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7968857918299698396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7968857918299698396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/comiche-situazioni-volte-fastidiose.html' title='COMICHE SITUAZIONI A VOLTE FASTIDIOSE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>42</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7213042548661823419</id><published>2011-03-27T18:06:00.000+02:00</published><updated>2011-03-27T18:07:50.549+02:00</updated><title type='text'>MACARONI'</title><content type='html'>Nel mio precedente scritto del 20 marzo c.a. "AD ONOR DEL VERO" dove raccontavo di  tre episodi che mi erano accaduti in alcuni supermercati avevo dimenticato di parlare di un quarto episodio che oggi m'è tornato in mente. &lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;  Devo pagare l'importo per l'acquisto di latte, mozzarella e fagioli borlotti è d'uopo quindi che mi accinga a pagarne l'importo alla cassa del supermercato.&lt;br /&gt;  Mi metto in fila disciplinatamente dopo due signore di non più di cinquant'anni quando una di loro, sorridendo e facendomi segno con la mano mi fa &lt;br /&gt;= "apres"  -  cioé, traducendo, "dopo di lei" &lt;br /&gt;= "merci beacoup"  -  "grazie tanto" dico io in francese e aggiungo &lt;br /&gt;= "si vous voulez" – "se volete" sempre in francese e loro&lt;br /&gt;= "s'il vous plait" – "prego".&lt;br /&gt;  Passo avanti, arriva il mio turno, pago e poi rivolgendomi verso le due signore, saluto&lt;br /&gt;= "bonjour" – "buongiorno" e, volendo precisare meglio, dico&lt;br /&gt;= "au revoir" – "arrivederci" ancora in francese.&lt;br /&gt;  Le signore rispondono con una frase che non capisco assolutamente.&lt;br /&gt;  La cassiera mi guarda e mi dice, in francese,&lt;br /&gt;= "qui a dit?"= - "che hanno detto?"&lt;br /&gt;= e che ne so&lt;br /&gt;= ma non sei francese?&lt;br /&gt;= neanche per sogno. Ciaooo. &lt;br /&gt;  Cassiera perplessa ma che comunque sorride e mi fa l'occhiolino.&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;  Le parole in francese che sono state dette  e quelle che io  ho pronunziato maccheronicamente – conosco solo quelle – per poterle scrivere qui e per sapere la loro traduzione in italiano mi sono avvalso dell'aiuto di Google traduttore. &lt;br /&gt;  È meglio precisare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-7213042548661823419?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/7213042548661823419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=7213042548661823419' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7213042548661823419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7213042548661823419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/macaroni.html' title='MACARONI&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-835381760250600622</id><published>2011-03-24T07:35:00.002+01:00</published><updated>2011-03-24T07:38:16.634+01:00</updated><title type='text'>ED ORA NON SO SE PARTIRE O COMPRARMI UN COMO'</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La frase usata per il titolo di questo scritto è apparentemente priva di senso e l'ho prelevata di netto da una delle canzoncine che il noto attore comico e cantautore Renato Rascel portava in scena durante i suoi spettacoli teatrali. Mi è tornata in mente a seguito di quanto mi è capitato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt;  Ho partecipato ad un gioco  televisivo ed ho vinto un premio  che consiste in una vacanza di sette giorni, albergo e viaggio in aereo compresi. Non so come ma ci sono riuscito.&lt;br /&gt; In me però, venuto in possesso del consistente premio, è sorto un amletico dilemma: che ne faccio? Sì perchè il mio problema – e non è il solo – è dovuto al fatto che ho avuto ed ho ancora una paura folle dell'aereo. Per non parlare del dovermi nutrire, a pranzo e a cena, in un menù colmo di cibo a base carnivora.&lt;br /&gt; Informazioni queste che ho ricevuto quando mi è stato consegnato il premio unitamente ad un depliant con tutte le indicazioni e le istruzioni circa località, giorni di partenza andata e ritorno, albergo, sistemazione etc etc.&lt;br /&gt; Però il luogo della vacanza mi attirava non poco: le Isole Barbados!&lt;br /&gt; Mentre mi torturavo riflettendo se andare o meno sognavo quelle Barbados ogni minuto e sospiravo.&lt;br /&gt; Mi venne una splendida idea e telefonai. Mi rispose un responsabile dell'organizzazione di quel premio e gli chiesi – facendo il finto tonto - se c'era un'alternativa nel senso di modificare il viaggio in aereo con un viaggio in mare. Al che mi rispose  di avere dei dubbi circa la possibilità di poter fare un viaggio così lungo in nave perché la durata del viaggio stesso probabilmente sarebbe stata come minimo  il doppio di quella dell'intera vacanza. Grazie, questo lo sapevo anch'io. Elencando una serie di banali scusa chiesi allora se potevo dare il premio ad un'altra persona. Mi rispose che non ci sarebbero stati problemi e quindi mi informai su chi aveva partecipato a quel gioco televisivo e se era possibile contattarlo. Ottenuta l'informazione venni a sapere che si trattava di un vedovo, sessantenne, appassionato di viaggi esotici. Riuscii a contattarlo e tanto feci e tanto dissi da riuscire convincerlo di vederci il giorno tale, all'ora tale, in un caffé del centro storico. Quando avvenne l'incontro, dopo aver sorbito una bevanda e scambiato quattro chiacchiere gli feci – rifacendomi a "Il Padrino, parte prima" – una proposta che non poteva rifiutare. Per non farla troppo lunga lui accettò – non so se di buon grado o meno – di prendere il mio posto in quel viaggio vacanza alle Barbados in cambio di una cifra a parer mio modesta a quello suo no. In fondo – ma molto in fondo – entrambi raggiungemmo il nostro rispettivo obiettivo: lui le esotiche Barbados io la somma necessaria per comprarmi un comò e quindi veder risolto il dilemma iniziale.&lt;br /&gt;*******&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;A questo punto mi sono svegliato e mi sono ricordato del sogno  fatto. Il desiderio di avere  acquistato – magari anche da un robivecchi  - un comò uguale a quello che i miei genitori  avevano in casa fino alla loro scomparsa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-835381760250600622?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/835381760250600622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=835381760250600622' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/835381760250600622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/835381760250600622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/ed-ora-non-so-se-partire-o-comprarmi-un.html' title='ED ORA NON SO SE PARTIRE O COMPRARMI UN COMO&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5584519960592461000</id><published>2011-03-20T18:02:00.001+01:00</published><updated>2011-03-20T18:02:55.129+01:00</updated><title type='text'>AD ONOR DEL VERO</title><content type='html'>Devo ammettere che da un po' di tempo faccio caso ad un atteggiamento nei miei confronti di alcune persone mai viste e conosciute dalle quali ricevo gesti di cortesia veramente graditi.&lt;br /&gt;  Allora cerco di trovare una spiegazione logica però non riesco a trovarla. &lt;br /&gt;  Appaio ai loro occhi un tipo che attira l'attenzione? Se sì perché dato che non l'ho attirata neppure da giovane?  E poi in senso negativo o positivo?&lt;br /&gt;  Sarà perché mi vedono vecchio e cadente? Non credo di esserlo proprio del tutto almeno per ora.&lt;br /&gt;  L'altra idea che mi frulla per la testa è quella che, visto il freddo che fa, vedendomi abbigliato  come un eschimese groenlandese  temporaneamente uscito dal suo igloo, reputano opportuno far sì che io rientri nel mio rifugio piuttosto in fretta nel timore di vedermi andar per le terre. &lt;br /&gt;  Il particolare curioso è che mi capita maggiormente nei supermercati. E non solo da appartenenti al gentil sesso ma anche da uomini non sempre più giovani di me.&lt;br /&gt;  Ci sarà pure un motivo del perché in quei luoghi.&lt;br /&gt;  A testimonianza di ciò mi limito a  citare soltanto gli ultimi tre episodi.&lt;br /&gt;  Tutti i giorni o quasi mi reco ad uno dei supermercati che si trovano nei pressi della mia abitazione &lt;br /&gt;e non sempre lo stesso.&lt;br /&gt;  In casa manca sempre qualcosa  ed io quando si tratta di roba leggera, durante la mia quotidiana passeggiata, faccio una sosta in questi luoghi di alleggerimento del portafoglio. &lt;br /&gt;  N.1 – Mi trovo in fila ad una delle casse per pagare il costo di due bottiglie di vino da 750 ml ciascuna – una di bianco l'altra di rosso – e attendo il mio turno quando la signora che si trova davanti a me, con quattro o cinque pacchetti in mano, si volta e mi fa "prego giovanotto, passi pure prima di me dato che ha soltanto due bottiglie". Io sorrido e così anche la cassiera e ne ha ben donde in quanto la signora avrà più o meno la mia stessa età. Le rispondo "la ringrazio molto ma io, da  solo, di giovanotti ventenni  ne sommo almeno quattro" e giù qualche altra risatina.&lt;br /&gt;  N.2 – Pagato il dovuto alla cassa mi avvicino alla zona ascensori per salire al piano strada quando &lt;br /&gt;l'unico ascensore disponibile mi sta partendo sotto il naso ma un signore che sta dentro fa in tempo ad inserire tra le due porte scorrevoli automatiche che si stanno chiudendo un bastone che tiene in mano e mi dice "prego, venga pure". Per prima cosa cortesemente lo ringrazio e poi l'osservo con la coda dell'occhio. Sicuramente ha più anni di me e quel bastone gli serve perché claudicante. Giunti al piano le porte si aprono e inizia il solito balletto "prego si accomodi" "no, no, prima lei" finché  riusciamo ad uscire dall'ascensore entrambi soddisfatti. &lt;br /&gt;  Non è dato sapere di cosa ma va bene lo stesso.&lt;br /&gt;  N.3 – La solita fila alla cassa. Ho in mano soltanto un pacco di pasta da 500 grammi. Mi metto in coda, questa volta abbastanza lunga. Una signora che mi precede ha il carrello pieno zeppo fino all'orlo. Dopo un paio di minuti si volta e mi dice "passi avanti, prego". A me viene da sorridere, la guardo, avrà poco più di cinquanta anni, occhiali da vista alla moda, occhi celesti e capelli biondi, lunghi, arricciati e sistemati sul capo  con una acconciatura che somiglia ad un piccolo mantello. &lt;br /&gt;  La ringrazio, le sorrido ancora, lei ricambia mentre la cassiera ci scruta sorridendo anche lei. &lt;br /&gt;  Mi piacerebbe conoscere il suo pensiero al riguardo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5584519960592461000?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5584519960592461000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5584519960592461000' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5584519960592461000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5584519960592461000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/ad-onor-del-vero.html' title='AD ONOR DEL VERO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1213559639922958280</id><published>2011-03-17T07:26:00.002+01:00</published><updated>2011-03-17T07:29:12.831+01:00</updated><title type='text'>QUESTA o QUELLA PER ME PARI SONO ovvero L'INDECISO</title><content type='html'>- Allora? E’ più di un’ora che ci troviamo qui, si può sapere che aspetti?  &lt;br /&gt; - Devo pensarci bene&lt;br /&gt;- Camillo dammi retta tu pensi troppo &lt;br /&gt;- Perché tu no?  &lt;br /&gt;- Ma che c’entra la mia situazione è diversa dalla tua &lt;br /&gt;- In che senso scusa &lt;br /&gt;- Nel senso che io sono ancora giovane e  te invece … insomma…&lt;br /&gt;- Ma che ne sai &lt;br /&gt;- Lo so, lo so. Ad un’età come la tua si pensa ad altre cose…&lt;br /&gt;- No caro mio, se permetti io penso ancora a queste di cose &lt;br /&gt;- D’accordo, come dici tu. Però ce la vogliamo dare una mossa? &lt;br /&gt;- Si, si. Ecco vedi quella?&lt;br /&gt;- Quale? &lt;br /&gt;- Quella piccolina che cammina tutta impettita&lt;br /&gt;- Ah si, non è male...&lt;br /&gt;- Si da’ troppe arie però &lt;br /&gt;- Se lo può permettere non credi? &lt;br /&gt;- Questo è vero. Giovanni, sai che c’è? Io vado e ci provo &lt;br /&gt;- Vai vai, io aspetto qui… &lt;br /&gt;- Volo…&lt;br /&gt;******* &lt;br /&gt;- Bè, com’è andata?&lt;br /&gt;- Giova’ fiasco completo &lt;br /&gt;- E perché? &lt;br /&gt;- Non sono il suo tipo &lt;br /&gt;- Così stanno le cose? &lt;br /&gt;- Già &lt;br /&gt;- Su non t’avvilire&lt;br /&gt;- Parli bene te che hai solo l’imbarazzo della scelta&lt;br /&gt;- Ma quale imbarazzo, ne conosco due o tre ma ancora non ho deciso con quale…&lt;br /&gt;- L’altro giorno mi hai fatto conoscere quella con il baschetto di capelli neri…&lt;br /&gt;- Marinella, sì fa la cassiera al supermercato&lt;br /&gt;- Si vede che è una brava ragazza e anche molto carina&lt;br /&gt;- Vero, ma vedi, sono combattuto fra lei e Assuntina&lt;br /&gt;- Quale? Quella biondina con quegli occhi grandi, celesti, le ciglia lunghe e…&lt;br /&gt;- Cami’ ma l’hai guardata con la lente d’ingrandimento?&lt;br /&gt;- Mi si è messa seduta vicino e allora l’ho scrutata bene &lt;br /&gt;- Cami’ tu invece devi scrutare quella…guarda quanto è carina…&lt;br /&gt;- È vero! Ci vediamo dopo Giova’, io vado… &lt;br /&gt;******* &lt;br /&gt;- Cami’ che t’è successo?&lt;br /&gt;- M’è successo che è arrivata un’amica sua e io…&lt;br /&gt;- E tu? &lt;br /&gt;- Prima ho guardato bene una, poi mi sono messo a guardare l’altra  e non sapevo quale…&lt;br /&gt;- Ma  quanto tempo ti serve per decidere…&lt;br /&gt;- Il fatto è che l’una valeva l’altra e allora…&lt;br /&gt;- Mica stai al mercato. Quando hai messo gli occhi su una devi guardare quella e basta…  &lt;br /&gt;- Pure loro però non mi degnavano di uno sguardo, anzi, pareva volessero evitarmi&lt;br /&gt;- Ti credo. Tu dimentichi sempre che grande e grosso come sei non puoi innamorarti di una… &lt;br /&gt;- Piccolina, sì. Che ci posso fare se a me piacciono quelle…&lt;br /&gt;- E quelle si mettono paura solo a vederti da lontano &lt;br /&gt;- Eppure t’assicuro che mi comporterei molto delicatamente&lt;br /&gt;- Ne sono certo, ma quelle non lo sanno. Ci vuole tempo perché ti conoscano tu invece corri sempre &lt;br /&gt;- Corro sì. Quanto tempo è passato dall’ultima volta che…&lt;br /&gt;- Nemmeno un mese…&lt;br /&gt;- Ti pare niente a te? &lt;br /&gt;- Mica stanno a tua disposizione.  Ci vuole pazienza, tempo e gentilezza…&lt;br /&gt;- Lo so e io ce la  metto tutta …&lt;br /&gt;- Cami’ s’è fatto tardi, dobbiamo ritornare a casa. Mi raccomando senza fare baccano&lt;br /&gt;- Hai ragione Giova' c’è quel tale a pianterreno che scoccia. Per la miseria quanto scoccia&lt;br /&gt;- Domattina veniamo presto. Può darsi che incontriamo quella tua amica del mese scorso. Mi sembra di aver capito che ha degli orari un po’ strani. Cami’ vieni qua, cammina accanto a me. Però aspetta è meglio che prima ti metto la museruola e il guinzaglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1213559639922958280?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1213559639922958280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1213559639922958280' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1213559639922958280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1213559639922958280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/questa-o-quella-per-me-pari-sono-ovvero.html' title='QUESTA o QUELLA PER ME PARI SONO ovvero L&apos;INDECISO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1811773991550525423</id><published>2011-03-13T18:02:00.000+01:00</published><updated>2011-03-13T18:03:33.632+01:00</updated><title type='text'>LA DONNA COL FIOCCO ROSA IN TESTA E...NON SOLO</title><content type='html'>Finalmente ierlaltro, profittando di un pallido sole ancora invernale – a proposito chissà se il 21 marzo p.v. la primavera si farà sentire? -  stavo beatamente a riscaldarmi mentre attendevo  il bus alla vicina fermata. &lt;br /&gt;  Come al solito tardava a venire e io allora mi misi a passeggiare facendo avanti e indietro tra la fermata e l'incrocio con i quattro semafori.&lt;br /&gt;  Ad un tratto, dall'altra parte della strada, in attesa che scattase il verde per il passaggio dei pedoni, ferma sul ciglio del marciapiede, vidi una donna, giovane, slanciata, che voltava il capo sia a sinistra sia a destra come per vedere l'arrivo di qualcosa o di qualcuno.&lt;br /&gt;  Quello che m'aveva indotto a fermarmi ed osservare era un particolare abbigliamento della gentile donzella.  &lt;br /&gt;  Procediamo con ordine: sulla testa, capelli biondi a parte, non un cappello ma un grosso fiocco rosa piuttosto appariscente; sulle spalle una giacchetta molto leggera, bianca, che copriva un vestito leggero, chiaro, quasi trasparente, stoffa come seta  con sopra stampate delle foglie rosa, svolazzante dal punto vita a poco sopra le ginocchia; collant  bianchi e stivaletti bassi con tacchi di almeno dieci centimetri.&lt;br /&gt;  Ho avuto la possibilità di osservare in maniera così dettagliata l'abbigliamento della giovane signora grazie al fatto della sosta pre-scatto-verde di uno dei  semafori e al lento incedere della signora medesima mentre traversava la strada piuttosto ampia.&lt;br /&gt;  Dava come l'impressione di cercare di attirare gli sguardi dei passanti e, io tra questi, non le facevo mancare il mio anche se mi ero defilato un poco.  &lt;br /&gt;  Naturalmente ho avuto tutto il tempo di osservarle i lineamenti del  viso ed anche il resto rendendomi conto che era molto attraente.&lt;br /&gt;  Secondo me era un'attrice, magari generica, chissà se italiana oppure no, che aveva preso parte ad una ripresa cine-televisiva e si era recata, durante una pausa, al vicino bar per un caffé o qualunque altra cosa.&lt;br /&gt;  In realtà avevo fatto anche un'altra ipotesi quella cioé che indossasse un costume carnevalesco, subito scartata poiché il periodo del carnevale era già finito da quattro o cinque giorni.&lt;br /&gt;  Certo non ne sono sicuro ma credo sia poco probabile che fosse il suo vestire abituale. &lt;br /&gt;  L'arrivo del bus che dovevo prendere m'impedì di osservarla ancora.&lt;br /&gt;  Cosa che avrei fatto volentieri.&lt;br /&gt;  Però mi secca un po' fare il "terzo grado" – con gli occhi – a chi incontro per la via.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1811773991550525423?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1811773991550525423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1811773991550525423' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1811773991550525423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1811773991550525423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/la-donna-col-fiocco-rosa-in-testa-enon.html' title='LA DONNA COL FIOCCO ROSA IN TESTA E...NON SOLO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5612813656342280095</id><published>2011-03-10T07:22:00.000+01:00</published><updated>2011-03-10T07:23:52.192+01:00</updated><title type='text'>IL VIALETTO DENTRO CASA</title><content type='html'>Parlo del corridoio. Chiamasi così l’ambiente di forma allungata che permette l’accesso indipendente alle varie camere e credo sia una definizione esatta pur non avendo soltanto quella  funzione. Nella casa dove attualmente abito - non di mia proprietà purtroppo - ne esiste uno che, unito all’ingresso, forma una “L” capovolta e misura circa 15 metri di lunghezza . Ha una sua storia e vive di una vita interessante. Lo percorro ormai da oltre 42 anni ed ha avuto dei momenti quasi “storici”. Quando nel 1969 noi entrammo in questa casa mio figlio, di circa dieci anni, decise che quello poteva benissimo fungere da “pista” per le sue corse con i pattini a rotelle. A parte il fatto che con il rumore che faceva teneva sveglio l’intero palazzo specialmente se si “allenava” nelle ore meno opportune - approfittando della mia assenza  quando io ero fuori per lavoro - sono certo che ha contribuito notevolmente ad accelerare la “dipartita” di un noto uomo di spettacolo degli anni’30-’40-’50 abitante al piano sottostante il nostro appartamento. L’interno uno del nostro fabbricato era, all’epoca, affittato appunto a Bixio Ribechi – attore comico di varietà, autore, anche musicista credo – ed alla sua consorte (?) – una volta bellissima subrettina e attrice giovane. Il Bixio era sì abbastanza in là con gli anni ma se il “bravo figliolo” avesse smesso prima le sue scorrerie, il “bravo comico” poteva stare ancora un po’ di più fra noi. Il suo funerale, al quale assistemmo dalle nostre finestre, fu molto bello e affollato da numerosa gente dell’ambiente teatrale ed anche da qualche giornalista. La sua consorte si dedicò per qualche anno all’attività di noleggio di costumi carnevaleschi, fino a che le fu possibile. &lt;br /&gt;Negli anni successivi il corridoio-vialetto visse alcuni momenti di notorietà:&lt;br /&gt;- fine estate 1971, mentre si stavano effettuando i lavori per la Metro A si verificarono alcune notevoli crepe nel muro e nel tetto sia nel corridoio del nostro appartamento sia di quelli posti nella stessa ala del palazzo. Intervennero tecnici, vigili urbani, vigili del fuoco, agenti di PS ed altri funzionari…In poche parole ci dissero che prima di sera dovevamo trasferirci in un altro alloggio più sicuro - e dove? - o in albergo a spese dell’amministrazione comunale. Vennero effettuati vari accertamenti ma dopo qualche conciliabolo ci dissero che potevamo rimanere nelle nostre case, sia a noi sia agli altri inquilini. Tirammo un sospiro di sollievo anche se non eravamo molto tranquilli ma le crepe non si allargarono. Qualche tempo dopo la Società della Metro inviò degli operai per i lavori di riparazione e di tinteggiatura con spese, in parte, a suo carico. Trascorsi un paio d’anni…“tremate le crepe son tornate” e tuttora sono lì…però il fabbricato sta ancora in piedi. Durante il periodo di quei lavori io ne approfittai per andarmene in vacanza al mare. &lt;br /&gt;- Periodo giugno 1975-ottobre 2010 il mio corridoio ha potuto godere del transito, per circa sei o sette volte, dei bravissimi operatori del 118 che con i loro attrezzati veicoli bianchi con strisce rosse &lt;br /&gt;son dovuti venire di corsa a prelevarmi per i capricci del muscolo più importante del mio corpo – &lt;br /&gt;tic tac…tic tac...tic tac.  &lt;br /&gt;- Per una quindicina di anni il corridoio si è reso utile a MICIA, la gatta di casa nostra, la quale si era specializzata in numerosi “salti in alto” balzando a velocità supersonica da un muro all’altro del suddetto gratificandolo altresì di un elevato numero di  “graffiti felini” tuttora esistenti, lei non più. &lt;br /&gt;- Successivamente, per oltre tredici anni, il corridoio era diventato la  meta prediletta di BIRILLA, la gatta di mia nuora, di mio figlio e delle mie due nipoti. Sì perché quando la famigliola, dopo aver lavorato e studiato tanto, si prendeva e si godeva giustamente le sue meritate vacanze, “ella”, cioè Birilla, veniva a farsi la sua villeggiatura a casa mia. Inizialmente se ne stava un po’ malinconica ma poi, col passare non dico dei giorni ma delle ore, cominciava a sentirsi  a suo agio e placidamente se la dormiva soprattutto dopo che la ricoprivo di “coccole” per ordini perentori ricevuti dall’intera famigliola in vacanza. A fine settembre del 2007 anche lei ci ha lasciato.&lt;br /&gt;  Attualmente il corridoio funziona anche da “ viale della salute” in quanto io e mia moglie lo percorriamo anche più volte per il post-pasto e non solo. Quando BIRILLA stava da noi  ci seguiva così come faceva anche MICIA forse pensando ad una “regola della casa” da osservare scrupolosamente  tutti i giorni. Curiosamente LILLO, ultimo entrato a far parte della tribù di mio figlio, quelle volte che è ospite da me si comporta come MICIA e BIRILLA e passeggia pure lui. &lt;br /&gt;  A volte mi è venuta la fantasia di metterci un paio di panchine e quattro o cinque piante  abbastanza grandi,  per far sembrare il tutto un vero e proprio viale  di un  parco  anziché un corridoio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5612813656342280095?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5612813656342280095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5612813656342280095' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5612813656342280095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5612813656342280095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/il-vialetto-dentro-casa.html' title='IL VIALETTO DENTRO CASA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1784800787766357242</id><published>2011-03-06T12:47:00.000+01:00</published><updated>2011-03-06T12:48:22.342+01:00</updated><title type='text'>INCONTRI</title><content type='html'>Poco più di una settimana fa malgrado il freddo siberiano sono stato costretto ad uscire di casa per recarmi in un ufficio, fortunatamente non troppo lontano, per il disbrigo di una pratica personale.&lt;br /&gt;  Poiché temo e odio il freddo mi sono premunito ben bene acconciandomi così: scarpe, calzettoni di pile, slip e calzoni pesanti, maglia di lana a pelle, camicia, due maglioni tipo marchionne, cappotto tirato fin sul collo, sciarpa di lana pesante e lunga tanto da fargli fare due o tre giri fino a metà del viso, naso e parte degli occhi compresi, coppola in testa calata sulla fronte.&lt;br /&gt;  Apro una piccola parentesi: i calzettoni me li regalò mio figlio per Natale. Quando quel giorno aprii la confezione natalizia che li conteneva, vidi che erano fasciati da una striscia di carta con su la scritta "pile". Io li presi e mi misi a scrutarli da ogni lato. Mio figlio mi fece "papà quelli tengono molto caldo" , "lo so" risposi io,  allora lui  "mi dici  che stai cercando?"  ed io, serio,  pensando di fare lo spiritoso "dove sono le pile, le batterie insomma, quelle che servono per riscaldare?". Venni preso in giro da tutti i parenti per l'intera giornata, ma io avevo scherzato. Chiusa parentesi. &lt;br /&gt;  Per andare nell'ufficio in questione il percorso che faccio non è molto lungo; passo davanti la vicina stazione dei carabinieri, il  vicino commissariato PS di zona e attraverso la piazza della pizzeria di pizza pazza poi scomparsa, di cui parlai tempo fa. Ero preoccupato però a causa del mio abbigliamento. Già perchè passare davanti le sedi delle forze dell'ordine conciato in quel modo e cioé con quella specie di burqa afghano non è molto prudente.. Pare che si violino non so quante e quali disposizioni di legge coprirsi il volto in quella maniera. Per fortuna non ho fatto un burqa completo quello cioè con la piccola rete dinanzi gli occhi.&lt;br /&gt;  Circa un'ora dopo, terminato parzialmente il disbrigo della mia pratica – purtroppo dopo tre giorni dovevo ritornare nello stesso ufficio – rifaccio lo stesso percorso dell'andata per ritornare a casa quando davanti a una tintoria sita in quella piazza un  rosso abbagliante di capelli quasi mi acceca gli occhi. Uno spicchio di sole anche se timido li fa brillare ancora di più.&lt;br /&gt;  Impossibile mi dissi, e tirai dritto. Avevo avuto una visione a causa del freddo? Giunto a casa ci pensai  sopra un bel po'. Stentavo a credere di avere nuovamente incontrato la giovane ragazza  dai capelli rosso fiamma di qualche tempo prima. Forse avrei dovuto fermarmi e saperne di più, ma ormai...&lt;br /&gt;  Quando tre giorni dopo dovetti ripassare da quella piazza, sulla via del ritorno vidi la "rossa"!&lt;br /&gt;  Incuriosito, stavo per avvicinarmi ma riuscii a fermarmi in tempo. Non era la giovane della fermata del bus.&lt;br /&gt;  Questa persona aveva sì i capelli lunghi però sistemati a coda di cavallo e tinti non proprio tanto bene. Me ne accorsi avvicinandomi a lei. Era una donna che mostrava non meno di sessant'anni.&lt;br /&gt;  Sostava fuori dalla tintoria per fumarsi una sigaretta. Probabilmente una delle attuali proprietare di quell'attività. &lt;br /&gt;  Peccato, non mi sarebbe dispiaciuto un  incontro diverso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1784800787766357242?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1784800787766357242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1784800787766357242' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1784800787766357242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1784800787766357242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/incontri.html' title='INCONTRI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3101264996133269982</id><published>2011-03-01T07:33:00.001+01:00</published><updated>2011-03-01T07:34:56.216+01:00</updated><title type='text'>MORBI  E' TORNATO A TROVARMI</title><content type='html'>E non per un solo giorno ma per due consecutivi sempre attaccato al suo affezionatissimo amico, mio nipote, che lo ha accolto a casa propria. &lt;br /&gt;  Questa volta, a differenza di quello che ho scritto il 3 gennaio c.a., a scassarsi è stato soltanto il televisore nel soggiorno il quale mentre allora aveva sullo schermo una sola riga ballerina, in questa occasione ha pensato bene di far esibire un intero corpo di ballo in un spettacolo simile a quello che viene offerto dal balletto del Bolshoi. &lt;br /&gt;  Come in precedenza telefono al tecnico riparatore – sempre mio nipote – il quale saputo del guasto &lt;br /&gt;non dice né a né b e dopo circa tre ore si presenta in casa con Morbi. &lt;br /&gt;  Non mostra alcun timore, non si guarda intorno, non va ad annusare a destra e a manca ma sembra  &lt;br /&gt;che si sia ricordato di essere già venuto qui da me e si comporta in modo nettamente diverso dalla volta precedente. &lt;br /&gt;  Infatti si strofina vicino le mie gambe, mi guarda con quegli occhi speranzosi e allora lo carezzo sulla testa e lui non si muove. Ogni tanto alza il muso come per dirmi di non smettere di carezzarlo e io lo accontento. Dopo un po' va vicino a mio nipote, si strofina un poco, osserva cosa fa e segue ogni sua mossa. Chissà forse controlla se il " tecnico" fa bene il suo lavoro.&lt;br /&gt;  Sembra che il guasto che si è verificato non sia grave e infatti dopo circa un'ora tutto torna normale. Mio nipote mi spiega che si è trattato di un mancato contatto di una presa scart della Tv &lt;br /&gt;attaccata al decoder e mi indica come fare se dovesse ripetersi l'inconveniente.&lt;br /&gt;  Manco a farlo apposta l'indomani mattina il "balletto" replica. Cerco di seguire le istruzioni che mi ha suggerito il nipote ma non c'è nulla da fare.&lt;br /&gt;  Nuova telefonata, nuovo arrivo sempre con Morbi appresso e questa volta l'operazione è più complicata di quella di ieri.&lt;br /&gt;  Mi consolo, anzi ci consoliamo con Morbi il quale appare sempre più a suo agio. Una volta viene da me poggiando le sue morbide zampe sulle mie gambe, mi guarda e mi chiede, con lo sguardo, le carezze da lui molto gradite, poi va dagli altri sempre a farsi coccolare. &lt;br /&gt;  Siamo in tre seduti su due poltrone e sul divano e lui non trascura nessuno di noi passando da uno all'altro reclamando carezze e grattatine sul collo. Sempre più raramente si fa vivo nei pressi di mio nipote forse perchè comprende che non può mostrargli molta attenzione essendo in tutt'altre faccende affaccendato. &lt;br /&gt;  Noi sembriamo affascinati da quest'esserino meraviglioso.&lt;br /&gt;  Penso che prima di essere accolto in casa da mio nipote deve aver passato bruttissimi momenti.&lt;br /&gt;  Quando ci lascia per tornarsene al suo  focolare col suo amico prediletto mi si stringe il cuore.&lt;br /&gt;  Sul mio innamoramento verso Morbi ormai non ci sono più dubbi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3101264996133269982?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3101264996133269982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3101264996133269982' title='45 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3101264996133269982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3101264996133269982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/03/morbi-e-tornato-trovarmi.html' title='MORBI  E&apos; TORNATO A TROVARMI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>45</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6889649739721433815</id><published>2011-02-22T07:35:00.000+01:00</published><updated>2011-02-22T07:36:23.915+01:00</updated><title type='text'>IL TEMPO PASSA E SE NE VA, VOLANDO</title><content type='html'>Penso purtroppo che voli così  velocemente da sfondare il muro del suono. &lt;br /&gt;  A volte mi sorprendo, specialmente se sono solo, quando  mi tornano in mente fatti e...misfatti dei tempi persino lontanissimi. &lt;br /&gt;  Naturalmente se sono piacevoli non mi dispiacciono al contrario di quelli che non lo sono.&lt;br /&gt;  Eppure se parliamo di memoria è meglio sorvolare. &lt;br /&gt;  Viene detto da molti che è naturale che una persona, specialmente della mia età, riesca a ricordare cose del passato e magari dimentica la sera quello che ha mangiato a pranzo: a me capita, non sempre però...&lt;br /&gt;  Vuol dire che me ne farò una ragione.&lt;br /&gt;  Dove però comincio a seccarmi è quando devo fare qualcosa che poco prima avevo deciso di fare e poi mi chiedo quale era quella cosa.&lt;br /&gt;  Cerco di concentrarmi, ritorno sui miei passi, mi guardo intorno, compio gli stessi gesti di prima &lt;br /&gt;della ricerca, niente da fare, buio completo.&lt;br /&gt;  Ho adottato il metodo di scrivere per ricordare.&lt;br /&gt;  Infatti la mia scrivania è stracolma di fogliettini con sopra le varie incombenze da sbrigare.&lt;br /&gt;  Alcuni avvenimenti, fatti e situazioni del passato li ricordo solo a metà. Voglio dire alcuni dettagli&lt;br /&gt;anche quelli meno importanti ce l'ho quasi davanti gli occhi ma il luogo o meglio la località dove li ho vissuti niente, ancora buio . Che strano però.&lt;br /&gt;  Qualche giorno fa il figlio di un mio cugino di primo grado residente in Sicilia, nella cittadina dove sono nati i miei genitori, mi spedisce via internet una foto in bianco e nero del 1962, In questa foto scattata appunto in Sicilia, in una chiesa,  ci sono io al centro di un gruppo di miei vari parenti, zii e cugini, con in braccio un neonato. La didascalia della foto recita "quello in braccio a te sono io". In uno dei miei rari "sbarchi" siciliani ero stato il suo padrino di battesimo e l'avevo completamente dimenticato. &lt;br /&gt;  Tre o quattro giorni fa ero in giro per passeggiare quando incrocio una signora che, sorridendo, mi dice "buongiorno" e passa oltre. Io rispondo sottovoce ma poi mentre mi sto chiedendo chi sia quella persona mi volto e vedo che anche lei si è voltata. Le ho chiesto scusa. Era una signora che abita al terzo piano del mio stesso fabbricato. In oltre quaranta anni l'avrò vista centinaia di volte. &lt;br /&gt;  Ieri a pranzo però mi è accaduto l'inverosimile.&lt;br /&gt;  Giunta l'ora vengo chiamato con la frase rituale "Aldo vieni che è pronto" ed io subito "Sì, un momento". Poi vado al bagno per lavarmi le mani, mi avvicino al lavandino e lì davanti mi blocco e mi chiedo "ma cosa sono venuto a fare?". Poi,mentre mi sto incavolando di brutto improvvisamente mi ricordo e sbotto a ridere fragorosamente tanto che mi viene chiesto "Aldo, ma che c'è da ridere &lt;br /&gt;così nel bagno?" Evito di rispondere.&lt;br /&gt;  Infine questa mattina, sul tardi,  stavo rientrando a casa quando vengo fermato da una coppia di  sud-americani, peruviani o ecuadoregni, uno dei quali in un italiano un po' stentato mi chiede  dove si trova una certa strada. Io resto perplesso quel tanto che basta perché uno dei due ferma un cinese e gli chiede dove si trova la strada che cercano. Il cinese gli risponde "la stlada  palallela a questa" e gliela indica, a pochi passi di distanza. Mi sarei sotterrato lì davanti perché l'avevo dimenticato. &lt;br /&gt;  La terapia che devo osservare quotidianamente comprende non meno di dodici compresse da ingoiare sin dal mattino appena sveglio fino al momento in cui vado a letto. Nulla di straordinario se non il fatto che a parte il diverso tipo di medicinale, devo assumerle in orari differenti e non tutte insieme, ovvio. Per non commettere errori sia per il dosaggio sia  per il nome del medicinale mi sono preparato con l'ausilio del pc-Pasquale una specie di manifesto scritto a caratteri cubitali  e stampato su un foglio formato A/4.&lt;br /&gt;  Ah!Dimenticavo. Un mio vecchio amico più anziano di me di qualche anno mi stava raccontando qualcosa dei suoi verdi anni quando si ferma e mi fa "a proposito, ricordami dopo che ti devo raccontare un fatto" e prosegue. Al termine nessuno di noi due se ne è  più ricordato.&lt;br /&gt;  Tanto premesso credo proprio che sia arrivato il momento di tirare i remi in barca e tornare a riva.&lt;br /&gt;  Anche perché non ho mai imparato a nuotare sia in acqua: fiumi, laghi, mare, sia nella vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6889649739721433815?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6889649739721433815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6889649739721433815' title='48 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6889649739721433815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6889649739721433815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/il-tempo-passa-e-se-ne-va-volando.html' title='IL TEMPO PASSA E SE NE VA, VOLANDO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>48</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2130899910041366032</id><published>2011-02-18T07:26:00.002+01:00</published><updated>2011-02-18T19:44:08.515+01:00</updated><title type='text'>C'ERA, VICINO CASA, UNA PIZZERIA IN UNA PIAZZA DOVE SI GUSTAVA LA PIZZA PAZZA</title><content type='html'>Benché siano trascorsi circa trentacinque anni, oggi, incontrando una persona, mi è tornato in mente qualcosa che ricordo ancora.&lt;br /&gt;  La persona che ho incontrato ho stentato un po' a riconoscerla dato il suo precoce invecchiamento e il suo eccessivo dimagrimento nonché, in pratica, per tutto il suo aspetto decisamente mutato ed in peggio rispetto a tanti anni prima.&lt;br /&gt;   Era, a suo tempo, il proprietario trentenne di una pizzeria qui a Roma che è stata per parecchi anni la meta preferita da me e dalla mia famiglia in quanto praticava prezzi inferiori alle pizzerie della zona e la cuoca, bravissima, era la moglie del proprietario. &lt;br /&gt;  Cucina casareccia, spesa abbordabile e  a pochi passi della casa dove abitavo.&lt;br /&gt;  A parte la sera che funzionava da pizzeria, alle tredici di tutti i giorni, escluso il sabato, si poteva anche pranzare ma il menù era fisso. La domenica però, sempre a pranzo, si potevano scegliere  i piatti preferiti. Il motivo di questa differenza era dovuto al fatto che i proprietari avevano stipulato una convenzione con l'Università La Sapienza, non molto lontana da quella piazza, per cui era frequentatissima da studenti universitari fuori sede debitamente muniti di buoni-mensa. &lt;br /&gt; Fuori il locale c'era sempre un folto gruppo di studenti in attesa che si liberassero dei posti a tavola.&lt;br /&gt;  Quasi ogni domenica  noi eravamo soliti andare a pranzare in quel locale. &lt;br /&gt;  Una sera, terminata una partita di basket con la vittoria della squadra in cui giocava anche mio figlio, il gruppo di genitori, che faceva parte del pubblico presente nella palestra, me compreso, organizzò una serata da trascorrere tutti insieme in quella pizzeria. All'unanimità, incuriositi dal  nome, scegliemmo di ordinare tutti una "pizza pazza" che era definita dai proprietari  come specialità della casa. Praticamente in quella pizza, a differenza della "capricciosa", c'era di tutto e anche di più. Poteva benissimo essere considerata, nel suo insieme, quasi un pranzo dato che  conteneva ogni sorta di antipasti, la pietanza e il contorno, mancavano pasta, frutta e bevande. Malgrado il miscuglio insolito degli ingredienti era un'ottima pizza.&lt;br /&gt;  Un giorno, passando davanti il locale, vidi le saracinesche abbassate. Di solito a quell'ora doveva essere aperto anche perchè erano quasi le dodici ed era un giorno qualsiasi, non un sabato chiuso per  turno settimanale.&lt;br /&gt;  Non c'era neppure un cartello che specificasse il motivo di quella insolita chiusura.&lt;br /&gt;  Poiché transitavo in quella piazza tutti i giorni avevo notato che il locale era sempre con le saracinesche abbassate..&lt;br /&gt;  Trascorsi almeno un paio anni  venni a sapere il perché da un mio vecchio amico che abitava lì vicino. &lt;br /&gt;  Il proprietario di quella trattoria, ma non la moglie, era stato arrestato, processato col rito immediato e tradotto in carcere dove stava scontando una lunga pena.&lt;br /&gt;  Il reato da lui commesso era truffa aggravata ai danni dell'Università per un traffico di bonus-mensa e altri reati non meglio precisati.&lt;br /&gt;  Mi è capitato in seguito d'incontrare la moglie-cuoca ma non ho ritenuto opportuno porle alcuna domanda.&lt;br /&gt;  Da una quindicina d'anni il locale, completamente ristrutturato,  ha riaperto diventando un ristorante che offre cibi orientali ed è gestito da una signora asiatica.&lt;br /&gt;  La pizza pazza non figura nel menù esposto all'esterno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2130899910041366032?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2130899910041366032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2130899910041366032' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2130899910041366032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2130899910041366032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/cera-vicino-casa-una-pizzeria-in-una.html' title='C&apos;ERA, VICINO CASA, UNA PIZZERIA IN UNA PIAZZA DOVE SI GUSTAVA LA PIZZA PAZZA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3898301405852134940</id><published>2011-02-14T07:23:00.001+01:00</published><updated>2011-02-14T07:25:30.455+01:00</updated><title type='text'>BIANCHINA</title><content type='html'>Stava con me da tanti anni e mi dispiaceva vederla ansarsene, non per volontà sua intendiamoci.&lt;br /&gt;   Nel corso degli anni  era successo già un paio di volte ma non per un motivo così serio e d'altra parte c'era da rassegnarsi, il suo destino ormai pareva segnato.&lt;br /&gt;  E invece resisteva, credo che le dispiacesse andarsene così, improvvisamente, forse per un motivo banale.&lt;br /&gt;  Così adesso mi è  venuto il desiderio di raccontare come sono andati i fatti, in ordine cronologico.&lt;br /&gt;  Giovedì sera, verso le 19.30, non riesco a vedere il TG3 fino alla fine perché sento arrivare un forte grido dal bagno =Aldo vieni, corri...= come se per me correre sia facile. Forse una volta. Ad ogni modo vado velocemente al bagno e mi metto le mai nei capelli. Non li ho, ma lo dico tanto per rendere l'idea della grave situazione. &lt;br /&gt;  Il pavimento del bagno è letteralmente sommerso dall'acqua fuoriuscita da Bianchina – cioé dalla lavatrice – mentre era in funzione. È un mio vezzo battezzare con un nome di persona cose inanimate. &lt;br /&gt;  Spenta istantaneamente Bianchina e asciugato almeno in parte il pavimento ha avuto inizio la ricerca del motivo di quel guasto. Nel fare un giro di telefonate apprendo che la causa potrebbe essere l'eccesivo peso della biancheria, oppure il filtro che non funziona più – per la verità sono anni che non viene pulito – e ancora altre ipotesi. &lt;br /&gt;  Proviamo a tirar fuori il filtro per pulirlo ma niente da fare sembra incollato a Bianchina, la manopola non gira e quindi tentativo fallito.&lt;br /&gt;  Decidiamo di riprovare a far funzionare Bianchina e lei, ubbidiente, si rimette in moto. L'acqua non esce e così fino alla fine del ciclo di lavaggio. Come mai?&lt;br /&gt;  Il giorno dopo mi metto in contatto con l'assistenza clienti Candy, mi danno un altro numero ed io telefono, risponde un tecnico che mi assicura che in giornata o domani verrà a vedere e mi dice, nel frattempo, che per il diritto di chiamata (?) si paga 29 euro.&lt;br /&gt;  Anziché il giorno stesso, l'indomani mattina viene il "tecnico", giovanissimo, mi chiede che fa Bianchina, io lo illumino, mi dice che sistema tutto ma, prima di metterci mano, m'informa che il costo dell'operazione – ma che è chirurgo? - è di 148 euro comprensivo di diritto di chiamata, IVA,&lt;br /&gt;acquisto del filtro nuovo – più moderno e completo rispetto quello da cambiare - mano d'opera.&lt;br /&gt;  Mentre lavora m'informa che ha 28 anni, che 'sto mestiere non lo vuol fare più nessuno, che ha fatto prima l'apprendista e adesso è vice-tecnico. Quando svita il filtro vecchio una vite va a finire sotto un armadietto da bagno e dice =poi la raccolgo"=e io noto che il filtro "scassato" è identico  a quello nuovo. Mah! &lt;br /&gt;  Dopo appena mezz'ora  lavoro terminato, una prova di controllo, e Bianchina riprende vita. &lt;br /&gt;  Riscuote quanto richiesto, mi rilascia una ricevuta e quando sta per andarsene lo prego di cercare di prendere con qualcosa di adatto quella vite che era andata a finire sotto l'armadietto.&lt;br /&gt;  E lui mi fa =meno male che me lo hai detto= e rimette la vite al suo posto!&lt;br /&gt;  Arrivederci, buongiorno  e tanti saluti.&lt;br /&gt;  Era meglio da giovane che avessi imparato a fare il "tecnico".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3898301405852134940?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3898301405852134940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3898301405852134940' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3898301405852134940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3898301405852134940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/bianchina.html' title='BIANCHINA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5263272764596939193</id><published>2011-02-11T07:16:00.000+01:00</published><updated>2011-02-11T07:17:03.986+01:00</updated><title type='text'>COME STAI PAPA' ?</title><content type='html'>= Ciao papà...&lt;br /&gt;= Eeee?&lt;br /&gt;= Ti ho salutato papà, sono tua figlia...&lt;br /&gt;= Sai che ci sono giorni piovosi e quelli col sole...&lt;br /&gt;= Sì, lo so papà, ma dimmi come ti senti?&lt;br /&gt;= Oggi piove &lt;br /&gt;= No papà, in cielo ci  sono soltanto un po' di nuvole...&lt;br /&gt;= Sei tornata da scuola?&lt;br /&gt;= Papà ho smesso di andare a scuola trent'anni fa&lt;br /&gt;= Tua madre sta in cucina?&lt;br /&gt;= No papà, mamma non c'è più&lt;br /&gt;= Una volta io e lei siamo andati a Castel Gandolfo col trenino e ci vogliamo ritornare&lt;br /&gt;= Va bene, vi ci porto io domenica &lt;br /&gt;= La maestra come ti chiama?&lt;br /&gt;= Quando ci andavo mi chiamava con il mio nome. Tu lo ricordi il mio nome? &lt;br /&gt;= Guarda che nuvole, mi sa che oggi piove. Dì a tua madre di non uscire&lt;br /&gt;= Papà t'avevo fatta una domanda&lt;br /&gt;= Non posso uscire, non è una bella giornata oggi&lt;br /&gt;= Me ne sono accorta&lt;br /&gt;= Sento un odorino. Tua madre cucina sempre bene&lt;br /&gt;= Me lo ricordo.  Andiamo a vedere in cucina, vieni così ti muovi un po'&lt;br /&gt;= Eravamo ragazzetti quando siamo andati a...&lt;br /&gt;= Lo so, eravate due bei giovani, adesso camminiamo &lt;br /&gt;= Che c'è per terra?&lt;br /&gt;= Niente non aver paura...Ecco vedi? Quella signora è tua cugina che sta cucinando, ti ricordi come si chiama?&lt;br /&gt;= Ieri sera siamo andati a teatro io e tua madre&lt;br /&gt;= Bravi avete fatto bene. Siedi papà sta squillando il  telefono &lt;br /&gt;= Io scendo per vedere se c'è posta&lt;br /&gt;= Adesso no, scendiamo appena ho risposto al telefono.  Pronto?&lt;br /&gt;=.......&lt;br /&gt;= Sì, ciao, sono ancora qui a casa&lt;br /&gt;=.......&lt;br /&gt;= Lo so che è tardi ma non posso lasciare mio padre in queste condizioni&lt;br /&gt;= ......&lt;br /&gt;= Capisco, pensa tu ai ragazzi. Ho trovato papà troppo confuso&lt;br /&gt;=.......&lt;br /&gt;= Voi cenate intanto. Adesso lo aiutiamo a mangiare e poi ad andare a letto&lt;br /&gt;=.......&lt;br /&gt;= Va bene, li saluto entrambi, ciao. Papà ti saluta Maurilio, te lo ricordi? È mio marito, tuo genero&lt;br /&gt;= Dov'è andata tua madre?&lt;br /&gt;= Ne parliamo più tardi. Intanto dimmi, come stai papà?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5263272764596939193?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5263272764596939193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5263272764596939193' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5263272764596939193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5263272764596939193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/come-stai-papa.html' title='COME STAI PAPA&apos; ?'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5062094910881856217</id><published>2011-02-07T07:24:00.001+01:00</published><updated>2011-02-07T07:27:13.277+01:00</updated><title type='text'>CONFIDENZE</title><content type='html'>= Pronto Clorinda?&lt;br /&gt;= Chi parla?&lt;br /&gt;= Scusa, dovevo dire prima il mio nome,  sono Giorgia&lt;br /&gt;= Ci conosciamo?&lt;br /&gt;= Di persona no però abbiamo una comune amica Onorina Busi&lt;br /&gt;= Ah, vero, la conosco da tempo&lt;br /&gt;= Sì, me l'ha detto ed è lei che mi dato il tuo numero di telefono&lt;br /&gt;= Va bene, dimmi tutto, in cosa posso aiutarti?&lt;br /&gt;= Si tratta di questo: una ventina di giorni fa l'ho incontrata in via del Corso che usciva da un portone...&lt;br /&gt;= Non mi sembra che lei abiti in via del Corso e, per quello che so, lei lavora in un supermercato&lt;br /&gt;nei pressi di Roma 70, un quartiere residenziale di via di Grotta Perfetta...&lt;br /&gt;= Esattamente, ancora ci lavora, ma non è  quello che mi ha fatto incuriosire, se hai qualche minuto ti racconto...&lt;br /&gt;= Nulla di urgente, racconta pure...&lt;br /&gt;= Onorina non era sola ma con lei c'era un tipo alto, leggermente brizzolato, un bell'uomo credimi, vestito elegantemente...&lt;br /&gt;= Che c'è di strano, lei è una bella ragazza e quindi...&lt;br /&gt;= Lo so, il fatto però è che  loro due stavano litigando di brutto, ma quando Onorina mi ha visto ha smesso di farlo e si è avvicinata a me abbracciandomi e presentandomi a quel tale che stava con lei&lt;br /&gt;= Avranno avuto le loro ragioni per...&lt;br /&gt;= Sì, capisco, il punto è che mi hanno invitato a prendere un caffé con loro in un bar vicino e, malgrado io gli abbia fatto presente la mia contrarietà, mi hanno voluto mettere al corrente del motivo per cui stavano litigando. Non ti voglio annoiare raccontandoti tutta la storia anche perché &lt;br /&gt;si tratta di fatti personali loro ed è inutile stare a divulgarli. Ad ogni modo mi hanno messo a conoscenza della loro rispettiva volontà di troncare la relazione che avevano da tempo, cosa che hanno fatto seduta stante in maniera tranquilla, interrompendo il loro alterco di poco prima. Poi, con molta calma, lui si è alzato, si sono salutati civilmente e io sono rimasta seduta al bar insieme ad Onorina la quale ha voluto raccontarmi altri particolari&lt;br /&gt;= Beh in questi casi è meglio comportarsi da persone civili...&lt;br /&gt;= Hai ragione. Adesso ti racconto il seguito...&lt;br /&gt;= Ah, c'è anche un seguito?&lt;br /&gt;= Già ed è proprio per quello che ti sto telefonando...&lt;br /&gt;= Seguita pure allora...&lt;br /&gt;= Tre giorni fa mi telefona l'ex -"lui" di Onorina dicendomi che è stata proprio lei a dargli il mio numero di telefono e quindi, dopo avermi parlato di varie cose – tra l'altro una bellissima voce – mi ha chiesto se avrei avuto piacere nell'accettare un suo invito a pranzo per il venerdì seguente, cioè domani...&lt;br /&gt;= E tu che hai risposto?&lt;br /&gt;= Che l'avrei richiamato sul cellulare per confermare l'invito. Subito dopo ho telefonato a Onorina&lt;br /&gt;per qualche delucidazione e lei mi ha parlato di alcuni lati del carattere di lui. Poi ha aggiunto di parlare con te per avere altri dettagli dal momento che tu lo hai conosciuto...&lt;br /&gt;=  Può darsi, come si chiama questo tale?&lt;br /&gt;= Rinaldo, sai è un bell'uomo, come già t'ho detto, intorno ai quarantacinque anni, alto più di Onorina, snello, fisico atletico e con un timbro di voce che incanta. Lo conosci, vero? &lt;br /&gt;=  Altroché, l'ho fatto conoscere io a Onorina. Si tratta di mio marito e non siamo separati. &lt;br /&gt;Fino ad oggi. Nel tardo pomeriggio, quando rienterà dal lavoro dovremo fare quattro chiacchiere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5062094910881856217?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5062094910881856217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5062094910881856217' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5062094910881856217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5062094910881856217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/confidenze.html' title='CONFIDENZE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-2114304149327810630</id><published>2011-02-03T16:39:00.000+01:00</published><updated>2011-02-03T16:40:39.599+01:00</updated><title type='text'>PENNICHELLA COL BOTTO - replica</title><content type='html'>In dialetto romanesco pennichella è sinonimo di sonnellino specialmente pomeridiano. &lt;br /&gt;  Un riposino in pratica, appunto quello che nostra madre ci ordinava di fare quasi tutti i giorni almeno fino alle soglie dell'adolescenza. &lt;br /&gt;  Credo però che la “pennichella” servisse soprattutto a lei per tirare un po’ il fiato considerando la gran fatica che doveva affrontare quotidianamente per dedicarsi alle faccende di casa e occuparsi della nostra famiglia di sei persone: genitori e quattro figli maschi. &lt;br /&gt;  Io, per la verità, non ho mai gradito quest’obbligo, non ricordo se era così anche per i miei tre fratelli,  sta di fatto che andavo sì a letto ma stavo tutto il tempo con gli occhi  spalancati. &lt;br /&gt;  Per fortuna, specialmente d’estate, finestra e sportelli della camera da letto erano leggermente socchiusi permettendo così alla luce del giorno e ai raggi del sole di proiettare sul tetto una specie di sequenza cinematografica in movimento grazie al passaggio delle persone in strada.   &lt;br /&gt;  Avevo il mio schermo personale in casa e m’immaginavo film d’ogni genere. &lt;br /&gt;  Stravaccato nel “lettone” di mamma e papà facevo trascorrere il tempo fantasticando storie su storie. &lt;br /&gt;  Un pomeriggio d’estate del ’43, il periodo in cui, anche allora, cadevano “bombe intelligenti”  sulla città di Roma - memorabili quelle sul quartiere San Lorenzo -  accadde un fatto straordinario. &lt;br /&gt;  Ero, come il solito, sdraiato nel lettone per la “pennichella” quando improvvisamente un botto tremendo spalancò con violenza finestra e sportelli della camera da letto illuminandola smisuratamente.&lt;br /&gt;  Sembrava una scena apocalittica.&lt;br /&gt;  Eppure non c'era stato alcun preavviso con il solito poco gradito suono delle sirene d'allarme.  &lt;br /&gt;  Io rimasi quasi paralizzato, nostra madre andava velocemente di qua e di là credo per sincerarsi se stavamo tutti bene e nello stesso tempo per farci correre al “rifugio antiaereo”, ovverosia nella cantina del fabbricato dove abitavamo la quale era talmente “sicura” che se avessero bombardato con palline da ping-pong noi saremmo rimasti seppelliti sotto le macerie come sorcetti. &lt;br /&gt;  Per fortuna il “botto” fu unico e raro, almeno nel nostro rione. &lt;br /&gt;  In serata venimmo a sapere che cosa era realmente accaduto. Fino ad un certo punto. &lt;br /&gt;  A confine con il parco del Colle Oppio, vicino casa nostra, più precisamente in via Mecenate, c’era allora e c’è ancora oggi, una clinica privata, forse convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, sulla quale quel famoso giorno dell’estate del ’43 cadde non si sa bene se una bomba o addirittura un piccolo aereo da ricognizione. &lt;br /&gt;  Ancora oggi non credo ci sia qualcuno di noi, all’epoca abitanti in quella zona, che sappia con certezza la realtà di quello che era accaduto. &lt;br /&gt;  Di sicuro la clinica andò in macerie. &lt;br /&gt;  Da quel giorno e fino al termine della guerra, nell’ordine del giorno fu  prudentemente cancellata la consueta pennichella. &lt;br /&gt;  Con o senza botto.&lt;br /&gt;GRAZIE TANTO A TUTTI PER TUTTO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-2114304149327810630?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/2114304149327810630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=2114304149327810630' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2114304149327810630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/2114304149327810630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/02/pennichella-col-botto-replica.html' title='PENNICHELLA COL BOTTO - replica'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-4009795825411659243</id><published>2011-01-30T08:52:00.002+01:00</published><updated>2011-01-31T07:30:32.855+01:00</updated><title type='text'>L'ANNO CHE VERRA'</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" src="http://www.youtube.com/embed/2vi9NoL9xBU" allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-4009795825411659243?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/4009795825411659243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=4009795825411659243' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4009795825411659243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/4009795825411659243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/lanno-che-verra.html' title='L&apos;ANNO CHE VERRA&apos;'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/2vi9NoL9xBU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-6623986505821268363</id><published>2011-01-27T07:27:00.001+01:00</published><updated>2011-01-27T07:29:13.769+01:00</updated><title type='text'>CAPELLI  ROSSO-FIAMMA ABITA DALLE MIE PARTI</title><content type='html'>Almeno credo dopo il bis di ieri mattina.&lt;br /&gt;  Sì perchè al termine della mia solita passeggiata  anziché iniziare il giro dalla via che imbocco quando esco da casa e che faccio sempre, mi sono incamminato verso la via parallela arrivando quindi alla fermata del bus che comunque non devo prendere. &lt;br /&gt;  E chi ti vedo alla fermata? La stessa giovane donna dai capelli rosso fiamma che vidi – anzi ammirai e ne parlai – oltre due mesi fa, il 7 novembre 2010.&lt;br /&gt;  Lo stesso abbigliamento, lo stesso atteggiamento, con il telefonino tenuto fermo all'orecchio destro con la mano dalle dita affusolate, gli stessi capelli di un bagliore accecante e il sole  che sembra illuminarglieli ancora di più.&lt;br /&gt;  Mentre cammino rasentando il ciglio del marciapiede la rossa si volta leggermente e abbozza un sorriso verso di me, sempre parlando al telefonino. Un po' sorpreso mi fermo e le faccio un cenno con la testa a mo' di saluto, lei mi fa un cenno con la mano sinistra, piccola e affusolata come l'altra, facendomi intendere di aspettare un momento. Mi volto per vedere se tutto ciò sia rivolto a qualcun altro, ma ci sono soltanto io. &lt;br /&gt;  Terminato di parlare mi dice&lt;br /&gt;= salve come va?&lt;br /&gt;= si ricorda di me?&lt;br /&gt;= certo l'altra volta abbiamo scambiato qualche parola e allora...&lt;br /&gt;= ti...ehm...posso usare il tu?&lt;br /&gt;= sì, tanto lo faccio anch'io&lt;br /&gt;= benissimo e...abiti da queste parti?&lt;br /&gt;= sì, non molto lontano da questa fermata&lt;br /&gt;= capito...vai al lavoro?&lt;br /&gt;= come sempre, almeno i giorni feriali&lt;br /&gt;= vorrei farti una domanda personale se  me lo permetti...&lt;br /&gt;= sei un tipo curioso vero?&lt;br /&gt;= sì, lo ammetto&lt;br /&gt;= spara&lt;br /&gt;= al tuo lui, se lo hai, gli piacciono i tuoi capelli?&lt;br /&gt;= non sto con un lui ma con una lei&lt;br /&gt;= ah!&lt;br /&gt;= ti scandalizza?&lt;br /&gt;= a me? E perché? Ognuno è libero di stare con chi gli pare...&lt;br /&gt;= credevo di sì, i capelli bianchi  che hai mi hanno...&lt;br /&gt;= oltre quelli ho anche un cervello che ancora funziona, poco ma quel poco mi basta&lt;br /&gt;= ad ogni modo ce l'ho avuto un uomo ma sarebbe stato meglio  non averlo conosciuto. Adesso mi trovo benissimo con la mia ragazza. È più giovane di me ma siamo veramente innamorate l'una dell'altra. Viviamo insieme nella stessa casa&lt;br /&gt;= credo sia questo ciò che maggiormente conta &lt;br /&gt;= ci puoi giurare. Sta arrivando il bus. Devi salire anche te?&lt;br /&gt;= no abito qui a due passi e allora...&lt;br /&gt;= allora ciao, ci vediamo...&lt;br /&gt;= ciao...io mi chiamo Aldo e tu?&lt;br /&gt;= è importante per te?&lt;br /&gt;= beh, insomma...&lt;br /&gt;= te lo dirò quando c'incontreremo la prossima volta, ciao&lt;br /&gt;  La guardo salire, resto fermo per un po' quindi mi chiedo che cosa avrà voluto dire con quell'ultima frase.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-6623986505821268363?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/6623986505821268363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=6623986505821268363' title='39 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6623986505821268363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/6623986505821268363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/capelli-rosso-fiamma-abita-dalle-mie.html' title='CAPELLI  ROSSO-FIAMMA ABITA DALLE MIE PARTI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-9079054907048010503</id><published>2011-01-24T07:26:00.000+01:00</published><updated>2011-01-24T07:27:47.021+01:00</updated><title type='text'>PERDERE UN AMICO</title><content type='html'>Certo non è come perdere i genitori, i propri fratelli o i propri figli, ma la perdita di un amico così speciale a me colpì moltissimo. E ne soffrii parecchio quando l'appresi.&lt;br /&gt;  Ci eravamo conosciuti in ospedale entrambi ventiquattrenni ed avevamo stretto fra noi una fraterna amicizia. &lt;br /&gt;  Le nostre rispettive fidanzate ci venivano a trovare almeno due volte la settimana ed anche loro erano diventate amiche. &lt;br /&gt;  Quando terminammo il periodo di ricovero ospedaliero restammo d'accordo di continuare a frequentarci anche se io abitavo a Roma e lui in aperta campagna a poco più di quaranta chilometri di distanza.&lt;br /&gt;  Pur non avendo la macchina – presi la patente dodici anni dopo – andare a trovarlo non era difficile in quanto usavo il treno e quando scendevo alla stazione del suo paese che distava appena cinque chilometri da casa sua, lo trovavo lì davanti che mi aspettava con il suo trattore agricolo.&lt;br /&gt;  Così, ogni primavera ed ogni estate ci si vedeva sempre da lui perché proprio in quei periodi  doveva aiutare la propria famiglia – genitori e una sorella sposata con un contadino – che era proprietaria di un  terreno agricolo molto esteso, parte coltivato e parte adibito a pascolo, e di un enorme casale di campagna. &lt;br /&gt;  Polli e conigli scorazzavano liberamente intorno la casa mentre due enormi vacche erano al riparo in una piccola stalla adiacente. &lt;br /&gt;  Qualche volta mi è capitato di vederlo mentre le portava a pascolare ed una volta mi fece andare con lui con una delle vacche presso un vicino di campagna che aveva un toro da monta, perché sperava così di veder nascere presto una vitella.&lt;br /&gt;  Non c'era che l'imbarazzo della scelta quando veniva l'ora di pranzare o cenare ed io, escluso pollame e conigli, facevo onore a tutti i prodotti della sua campagna.&lt;br /&gt;  Un giorno, suo cognato, in occasione di una festività, non ricordo quale, volle preparare un maialino arrosto ma quando vidi come lo cucinava rinunciai al "fiero pasto". Lo aveva sotterrato, privo di vita, in una piccola buca nel terreno davanti casa, ricoperta con legname e foglie ai quali aveva dato fuoco. Con tutto il dovuto rispetto per il mio amico e la sua famiglia non ci riuscii. Se non avessi assistito al mis-fatto...forse, chissà.&lt;br /&gt;  A parte questo episodio trascorsi da lui delle giornate indimenticabili, sarà forse perché i miei nonni paterni e materni erano contadini e io dovevo aver ereditato qualcosa da loro.&lt;br /&gt;  Un paio di mesi prima di sposarmi lo contattai per invitarlo al mio matrimonio ma il padre mi mise al corrente di quello che era accaduto.&lt;br /&gt;  Il mio giovane e caro amico, a causa di un avvallamento del terreno del quale non si era accorto, era andato a finire schiacciato sotto il  trattore. Morto istantaneamente.&lt;br /&gt;  Rimasi sconvolto e ne piansi la scomparsa. &lt;br /&gt;  Si chiamava Elia ed è stato il mio miglior amico di quegli anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-9079054907048010503?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/9079054907048010503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=9079054907048010503' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9079054907048010503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9079054907048010503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/perdere-un-amico.html' title='PERDERE UN AMICO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5307489385771695653</id><published>2011-01-17T07:30:00.002+01:00</published><updated>2011-01-17T07:33:13.818+01:00</updated><title type='text'>L'ULTIMA CIFRA E' SBAGLIATA</title><content type='html'>= Sii? &lt;br /&gt;= Pronto? Finalmente  la trovo dottore...&lt;br /&gt;= Scusi signora non ho capito...&lt;br /&gt;= Ho telefonato ieri ed ho parlato con la sua segretaria...&lt;br /&gt;= Signora io...&lt;br /&gt;= La sua segretaria m'ha detto che...Ma lei è il dottor Florentini?&lt;br /&gt;= No, non lo sono e...&lt;br /&gt;= È il collega del dottore?&lt;br /&gt;= No signora non sono il collega del...&lt;br /&gt;= Allora chi è lei? Un paziente?&lt;br /&gt;= No però sono paziente  con lei...&lt;br /&gt;= Che vuol dire?&lt;br /&gt;= Voglio, anzi, vorrei dire se lei mi concede un attimo di pausa, che il dottor Florentini qui non c'è... &lt;br /&gt;= Ha trasferito lo studio? &lt;br /&gt;= Questo non lo so, io sto qui da circa quaranta anni e non c'è mai stato nessuno studio di dottore...&lt;br /&gt;= Allora devo aver sbagliato numero...&lt;br /&gt;= Credo proprio di sì, lei che numero ha fatto?&lt;br /&gt;= Il xxxxxxx9...&lt;br /&gt;= Siamo alle solite...&lt;br /&gt;= Perché?&lt;br /&gt;= Semplice. Ricevo numerose telefonate di altre persone che formano il numero che lei mi ha  citato credendo di parlare con il dottor come si chiama mentre invece si sbagliano  commettendo tutti il medesimo errore e cioè che quel numero è il mio mentre quello del dottore è quasi uguale meno l'ultima cifra che è zero e non nove...&lt;br /&gt;= Oh! Quanto mi dispiace, mi scusi tanto. Il fatto è che ho urgenza di parlare con.......&lt;br /&gt;  Malgrado avessi tentato di salutarla cortesemente mi pregò di darle ascolto per qualche minuto. Io acconsentii e lei, con molta naturalezza, iniziò a parlare. Mi raccontò una parte  della sua vita, volle dirmi come si chiamava, quale era la sua età – la metà dei miei settanta anni – dove abitava, cosa faceva e per ultimo mi chiese se potevamo vederci "visto che lei è stato così gentile con me".&lt;br /&gt; Volevo rispondere negativamente poi prevalse la curiosità e fissammo un appuntamento per il giorno successivo –  mercoledi – alle 19.00, al Gianicolo, ai piedi della statua di Garibaldi.  Si rese necessario precisare, per poterci riconoscere, come ci saremmo vestiti e, parzialmente, il nostro reciproco aspetto. Ebbi l'impressione di stare recitando come in un film.&lt;br /&gt;  Fu proprio dalle ore 19.00 di quel fatidico mercoledì al Gianicolo che, testimone Garibaldi - sia pure di bronzo - ebbe inizio la nostra incredibile storia. La mia e quella di  Dafne, un nome mitologico. Qualche tempo dopo a seguito di una mia domanda, mi disse che era stato il padre a chiamarla così al momento della nascita. L'ispirazione gli era venuta visitando la Galleria Borghese a Roma e ammirando la scultura del Bernini raffigurante il gruppo marmoreo Apollo e Dafne. Ed aveva fatto bene perché quando quel famoso mercoledì di marzo vidi per la prima volta la Dafne in carne ed ossa rimasi quasi senza parole. Molto ma molto attraente mentre io non sono mai stato un Apollo. Il giorno del primo incontro fra noi due il più imbarazzato – ed anche imbambolato – ero io. Ci presentammo - per poco non lo feci balbettando – e ci sedemmo su di una panchina dalla quale si poteva ammirare il panorama di Roma alle prime luci della sera. Non so se fu questa vista o la mitezza della serata a spingere entrambi a raccontarci quasi tutto di noi. Lei era sposata e nessun figlio perché non avrebbe mai potuto averne. Questo fatto le aveva causato una forte depressione per cui  da qualche anno, due volte la settimana, si recava nello studio di quel dottore – psicologo mi precisò – per seguire una terapia. I rapporti col proprio marito si erano purtroppo deteriorati ma continuavano a convivere perchè nessuno di loro due voleva divorziare né adottare bambini. Ormai erano solo amici ed ognuno di loro viveva una propria vita. Non le chiesi il perché di questa loro strana  decisione. Non volevo intromettermi oltre. Di fronte a queste confidenze così delicate e personali rimasi un po' perplesso e glielo feci notare, ma a lei  questo non importava. Anche se non sapeva spiegarselo sentiva che poteva mettermi al corrente di ogni cosa. Le dissi allora che tutto ciò poteva avere una sua logica spiegazione derivante dal fatto che, data la mia età, potevo essere suo padre o forse anche suo nonno. Dafne mi guardò e mi pregò di non dire sciocchezze   spiegandomi il perché. Mi disse molto chiaramente che da quando ci eravamo seduti, circa tre ore prima,  lei  non aveva guardato il mio aspetto, se ne era "fregata" per usare le sue parole.  Mi aveva soltanto ascoltato e scrutato dentro. E questo le era bastato.&lt;br /&gt;  Quando dopo poco ci salutammo, ci abbracciammo a lungo senza  alcuna esitazione.&lt;br /&gt;  Seguitammo a vivere ancora questa incredibile storia per alleviare le nostre rispettive solitudini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5307489385771695653?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/5307489385771695653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=5307489385771695653' title='50 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5307489385771695653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5307489385771695653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/lultima-cifra-e-sbagliata.html' title='L&apos;ULTIMA CIFRA E&apos; SBAGLIATA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>50</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3372431768263791101</id><published>2011-01-11T07:33:00.003+01:00</published><updated>2011-01-11T07:35:06.533+01:00</updated><title type='text'>IL FILM E' INIZIATO DA POCO</title><content type='html'>Sono andato al cinema vicinissimo casa per assistere alla visione di un film che m'interessava vedere.&lt;br /&gt;  Non ho fatto in tempo ad entrare prima dell'inizio dello spettacolo pomeridiano, ma la persona addetta al controllo dei biglietti mi dice che sono trascorsi appena cinque minuti.&lt;br /&gt;  La sala ovviamente è buia, illuminata soltanto dal chiarore delle immagini che scorrono sullo schermo e io vado un po' a tentoni.&lt;br /&gt;  Riesco a malapena a scorgere una poltrona vuota al centro della settima fila di platea, chiedo permesso alle persone sedute e...pesto un piede a qualcuno che lo ritrae dolorante.&lt;br /&gt;  Sussurro a bassa voce&lt;br /&gt;= Mi scusi tanto&lt;br /&gt;  Una voce femminile mi risponde sussurrando&lt;br /&gt;= Non si preoccupi, non è niente&lt;br /&gt;  Con la coda dell'occhio cerco di capire a chi appartiene quella voce. &lt;br /&gt;  Una donna sicuramente, all'incirca della mia età, trent'anni. Altro non mi riesce vedere.&lt;br /&gt;  Attendo l'intervallo tra il primo e il secondo tempo quando si accendono le luci in sala. Il che avviene dopo circa cinquanta minuti.&lt;br /&gt;= Stia tranquillo, non m'ha fatto niente di doloroso &lt;br /&gt;= Le chiedo ancora scusa, sa col buio...&lt;br /&gt;= Lasci perdere, piuttosto le piace il film?&lt;br /&gt;= Veramente l'avevo immaginato un po' più... &lt;br /&gt;= Sì, non è un granché&lt;br /&gt;= Ha ragione...&lt;br /&gt;= Io me ne vado, lei che fa? Rimane?&lt;br /&gt;= Come? Ehm...quasi quasi seguo il suo esempio&lt;br /&gt;= Bene, andiamo.&lt;br /&gt;  Mentre ci alziamo e c'incamminiamo verso l'uscita ho tutto il tempo di esaminarla bene. Promossa a pieni voti.&lt;br /&gt;  Usciti dal cinema lei mi fa&lt;br /&gt;= Ho la macchina poco distante, lei abita nelle vicinanze?&lt;br /&gt;= No, ma sono venuto con il tram...&lt;br /&gt;= Vuole che l'accompagni? &lt;br /&gt;= Bèh...ecco...io...&lt;br /&gt;= Facciamo così, mi accompagni lei, sono venuta a Roma da Bologna e fino a domani mi devo trattenere qui per una riunione di lavoro. Il mio albergo non è molto lontano. Ha fretta di tornare a casa?&lt;br /&gt;= Non, non è per quello ...È che la ...la...&lt;br /&gt;= La questione si complica? Non abbia timore, io non chiedo nulla di lei e lei faccia altrettanto. Non è prerogativa solo degli uomini voler trascorrere qualche ora con chiunque, quindi venga con me e non si faccia scrupoli.&lt;br /&gt;=  Non me ne faccio, solo che non mi va questo tipo diciamo...d'intrattenimento con una donna...&lt;br /&gt;= Tranquillo, non esercito la "professione" più antica del mondo, mi piacciono gli uomini e lei è uno di questi. Offerta gratis, prendere o lasciare.&lt;br /&gt;********************************************************************************&lt;br /&gt;  Suona la sveglia, mi alzo e, a differenza di altre volte, stranamente mi rammento tutti i dettagli di questo sogno salvo l'ultimo quello cioé se ho accettato l'offerta oppure no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3372431768263791101?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3372431768263791101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3372431768263791101' title='53 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3372431768263791101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3372431768263791101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/il-film-e-iniziato-da-poco.html' title='IL FILM E&apos; INIZIATO DA POCO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>53</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3902427648442403390</id><published>2011-01-07T07:28:00.001+01:00</published><updated>2011-01-07T07:30:44.026+01:00</updated><title type='text'>SONNO</title><content type='html'>La mia personalissima guerra contro il sonno ebbe inizio all'incirca quando cominciò la Seconda Guerra Mondiale, oltre settanta anni fa. &lt;br /&gt;  Pensandoci bene mi piacerebbe battere questa sorta di record arrivando alla durata di quella dei cent'anni fra l'Inghilterra e Francia – protagonista tra gli altri la  ben nota Pulzella d'Orléans Giovanna d'Arco. &lt;br /&gt;  Credo che il motivo della mia insonnia derivi da un episodio che ancora ricordo benissimo.&lt;br /&gt;  Avevo circa dieci anni e a casa mia noi quattro fratelli eravamo stati abituati da nostra madre ad andare a dormire non più tardi delle ventuno anche perchè non avevamo TV, all'epoca una perfetta sconosciuta.&lt;br /&gt;  Io e mio fratello più grande – dodici anni – dormivano in due lettini in camera da pranzo, gli altri due – di sei e quattro anni – nella camera da letto dei nostri genitori.&lt;br /&gt;  Mia madre era solita rimanere alzata fino a tardi in attesa del ritorno di mio padre – macchinista di teatro -  che rientrava dal lavoro poco prima di mezzanotte.&lt;br /&gt;  Dopo aver sistemato quello che noi fratelli avevamo messo in disordine dentro casa era solita venire a sedersi in camera da pranzo a  rammendare o a ridurre di misura gli abiti di noi due fratelli più grandi per poi passarli a quelli più piccoli. &lt;br /&gt;  Nel frattempo ci raccontava fatti della sua gioventù fino a che non ci vedeva entrambi addormentati.&lt;br /&gt;  Un giorno però mi raccontò l'episodio cui facevo cenno prima.&lt;br /&gt;  Mi disse che non una ma almeno tre volte nel corso degli ultimi tempi, verso le ventitré, mezz'ora pù mezz'ora meno, io mi alzavo dal letto e, avviandomi in cucina,  ad alta voce dicevo  =mi devo sbrigare sennò faccio tardi a scuola= &lt;br /&gt;  Poco dopo tornavo dalla cucina e mi rimettevo tranquillamente sotto le coperte.&lt;br /&gt;  Mia madre non mi diceva neppure una parola perché sapeva che non era opportuno svegliarmi.&lt;br /&gt;  E meno male che non ho imitato il più piccolo dei miei fratelli il quale una volta, da bambino, vide sul tavolo di cucina un rettangolo di qualcosa di sostanzioso e, credendolo formaggio, gli dette un morso. Era sapone da bucato. &lt;br /&gt;  Da tempo non sono più un sonnambulo ma non riesco a dormire se non prendo una compressa di sonnifero.&lt;br /&gt;  Quesito  forse un po' stupido: chissà perché sulle scatole di compresse c'è scritto "per uso orale".  Si possono usare in altri modi, ad esempio come supposte?  Troppo piccole, non credo.&lt;br /&gt;  Attualmente la situazione sulla faccenda sonno e derivati è la seguente: tutte le sere alle 21 – 21.10 salvo imprevisti, metto a dormire il mio pc-Pasquale. Cerco in TV un film o una trasmissione decente da vedere e, verso le 23 – 23.30 quando tali programmi solitamente smettono, prendo la compressa di sonnifero la quale per fare effetto, almeno su di me, ci mette minimo un'ora. Inganno l'attesa sintonizzandomi sul canale decoderizzato Rai Storia e, esattamente quindici minuti prima delle  02.00  mi sveglio. &lt;br /&gt;  Devo ricominciare da capo: alzarmi da dove mi ero seduto e addormentato, mettermi in pigiama etc etc. &lt;br /&gt;  La giostra quotidiana, serale, anzi notturna ha ripreso a girare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3902427648442403390?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3902427648442403390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3902427648442403390' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3902427648442403390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3902427648442403390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/sonno.html' title='SONNO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-3971071188406831906</id><published>2011-01-03T07:06:00.000+01:00</published><updated>2011-01-03T07:07:53.701+01:00</updated><title type='text'>MI SONO INNAMORATO DI MORBI</title><content type='html'>Non è uno scherzo e neppure una storia inventata, tutto vero dalla A alla Z. &lt;br /&gt;  Un mio nipote acquisito per via che è figlio di una sorella di mia moglie, nato a Roma il 9 febbraio del '56 quando la neve cadde copiosa su questa città, è un bravissimo tecnico e si occupa di vari lavori di installazione antenne TV, riparazione televisori, apparecchi radio e altri marchingegni. &lt;br /&gt;  Fino a qualche anno fa era un operaio specializzato presso uno stabilimento industriale, licenziato per riduzione del personale, lui tra i primi in quanto scapolo e senza carichi familiari.&lt;br /&gt;  Vive da solo in  una bella casa di due piani, in campagna, nei pressi di una cittadina distante circa trenta chilometri da Roma. &lt;br /&gt;  Ho dovuto dilungarmi su mio nipote perché ritengo che siano dettagli  utili per la storia che cerco di raccontare meglio possibile.&lt;br /&gt;  Giorni fa il televisore che tengo nella mia stanza, benché acceso, è diventato muto. Meno male mi son detto, chissà se è una disgrazia oppure una fortuna? Il fatto è che le immagini si vedevano, belle, chiare, distinte ma l'audio non ne voleva sapere. Inoltre l'altro televisore del soggiorno aveva lo schermo quasi diviso a metà da una striscia fastidiosa che sostava imperterrita sulle immagini. &lt;br /&gt;  I miei goffi tentativi di sistemare i due apparecchi recalcitranti sono finiti nel nulla più assoluto. &lt;br /&gt;  Mi decido e telefono al predetto mio nipote mettendolo al corrente della situazione. Lui mi fa:&lt;br /&gt;= a zi' io verrebbe anche oggi ma nun posso venì da solo&lt;br /&gt;= e vabbe' vie' co' la tu regazza&lt;br /&gt;= no lei oggi sta a casa da la madre&lt;br /&gt;= e allora co' chi?&lt;br /&gt;= co' Morbi&lt;br /&gt;= e chi è?&lt;br /&gt;= er cane mio&lt;br /&gt;= te sei fatto er cane?&lt;br /&gt;= poi t'aricconto&lt;br /&gt;= vabbe' nun è un probblema, vie' co' chi te pare basta che venghi. &lt;br /&gt;  Un paio d'ore dopo lui e Morbi arrivano e, quando apro la porta, vedo un cane non grosso, manto raso color marrone chiaro, orecchie lunghe penzolanti, occhi languidi, sguardo e comportamento timorosi.&lt;br /&gt;  Mentre il nipote procedeva nell'opera di rianimazione dei due televisori aspiranti cadaveri perché piuttosto in là con l'eta mi ha raccontato tutto di Morbi.&lt;br /&gt;  Circa venti giorni prima verso le 23.00 stava per addormentarsi quando sentì l'abbaiare di un cane&lt;br /&gt;provenire dal tratto di terreno davanti casa sua. Sarà uno dei cani dei suoi vicini pensò e cercò  nuovamente di addormentarsi ma quel cane continuava ad abbaiare insistentemente, e così seguitò a fare per tutta la notte. Quando al mattino mio nipote si alzò sentì raschiare alla propria porta di casa , aprì e Morbi molto lentamente, senza alcun timore, entrò strofinandogli il muso intorno le gambe. Da quel giorno lui e Morbi sono diventati inseparabili. Praticamente non è stato mio nipote&lt;br /&gt;a trovare Morbi ma quest'ultimo a trovare mio nipote.Dal veterinario che l'ha visitato e vaccinato ha saputo che in quanto a salute stava abbastanza bene, non presentava ferite o lesioni, aveva circa un anno e mezzo ed era un incrocio tra un bassotto e un fox terrier. Non sapendo il suo nome gli aveva appioppato quello di Morbi per quanto era  morbido  il corpo  e per come erano teneri i suoi atteggiamenti. &lt;br /&gt;  Ed infatti per tutta la durata della sua opera qui in casa, mio nipote era seguito come un'ombra da Morbi, quasi attaccato alle  gambe e veniva guardato a lungo da quegli occhi languidi. &lt;br /&gt;  Soltanto quando qualcuno in strada lanciò per due o tre volte dei petardi, in anticipo rispetto alla fine del 2010 e piuttosto rumorosi, Morbi si andò a rifugiare sotto la mia scrivania.&lt;br /&gt;  Durante tutta la  permanenza in casa, si può dire che Morbi  non ha fatto neppure un fiato, pronto sempre a farsi carezzare.&lt;br /&gt;  Io amo gli animali, soprattutto i gatti – ne ho avuti in casa quattro dal 1948 – ma ho sempre desiderato avere un cane. Uguali a Morbi anche due.&lt;br /&gt;  Come si fa a non innamorarsi di una tale creatura?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-3971071188406831906?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/3971071188406831906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=3971071188406831906' title='38 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3971071188406831906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/3971071188406831906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2011/01/mi-sono-innamorato-di-morbi.html' title='MI SONO INNAMORATO DI MORBI'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>38</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-8235000993028853470</id><published>2010-12-30T10:53:00.002+01:00</published><updated>2010-12-30T12:58:39.104+01:00</updated><title type='text'>MEETING PIZZA E BIRRA</title><content type='html'>Per essere chiaro apprendo – fonte Wikipedia -  che "un meeting è una riunione di due o più persone che è stato convocato per lo scopo di raggiungere un obiettivo comune attraverso l'interazione verbale...".&lt;br /&gt;  Nove blogger, si sono riuniti in un locale del Rione Esquilino - per la precisione una pizzeria - alle &lt;br /&gt;ore 20.00 di ieri sera 29 dicembre 2010. &lt;br /&gt;  Tra i convenuti c'ero anch'io. &lt;br /&gt;  Contatti via e-mail, sms, telefonate etc, hanno consentito la perfetta riuscita della riunione anche perchè, contrariamente al solito, non è finita a tarallucci e vino ma a pizza e birra.&lt;br /&gt;  Evito di fare i nomi degli altri otto blogger poiché non ho avuto la liberatoria firmata, per la verità da me non richiesta. Si sarebbero opposti? Non credo. Ci siamo sì riuniti nel sotterraneo del locale ma i "moti carbonari" li abbiamo accantonati.   &lt;br /&gt;  La riunione, durata circa tre ore, è stata prudentemente interrotta all'unanimità verso le 23.00 onde evitare la cacciata a pedate da parte dei proprietari e ciò a causa della "vivacità della interazione verbale" di tutti gli intervenuti interazione basata soprattutto su allegre e grasse risate, prese per il c... reciproche e amenità del genere.&lt;br /&gt;  Al termine del meeting, con sommo gaudio, sono stato accompagnato a casa, mano nella mano, da tutti gli altri otto blogger.&lt;br /&gt;  Il locale in questione dista appena cento passi da dove abito. &lt;br /&gt;  BUON ANNO A TUTTI I BLOGGER.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-8235000993028853470?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/8235000993028853470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=8235000993028853470' title='60 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8235000993028853470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8235000993028853470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/meeting-pizza-e-birra.html' title='MEETING PIZZA E BIRRA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>60</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-881725060037516486</id><published>2010-12-22T07:30:00.002+01:00</published><updated>2010-12-22T07:46:15.503+01:00</updated><title type='text'>TRE TENORI - TRE ROMANZE</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_dG4nsX9Cvk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_dG4nsX9Cvk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MnWYM9eUrZo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MnWYM9eUrZo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yOhQlWFdiik?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yOhQlWFdiik?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-881725060037516486?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/881725060037516486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=881725060037516486' title='49 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/881725060037516486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/881725060037516486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/tre-tenori-tre-romanze.html' title='TRE TENORI - TRE ROMANZE'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>49</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-8102420192627806086</id><published>2010-12-17T07:23:00.000+01:00</published><updated>2010-12-17T07:25:19.495+01:00</updated><title type='text'>IL PANE OVVERO LA PESATURA DELLA BRICIOLA</title><content type='html'>A volte qualcuno mi ride dietro, altre volte sbuffano ad un mio accenno di disapprovazione, altre volte ancora sorvolano sul comprendere il perchè di quello che vado dicendo riguardo il pane. &lt;br /&gt;  Mi viene detto "guarda che diventi paranoico con questa tua fissazione sul pane, sul suo uso e sul suo spreco".&lt;br /&gt;  Ebbene io conservo ancora oggi un ricordo molto amaro circa questo alimento. &lt;br /&gt;  A gennaio del 1940 cinque mesi prima dell'entrata in guerra dell'Italia  il governo fascista dette il via alla distribuzione della carta annonaria per il razionamento di molti prodotti almentari tra i quali appunto il pane. &lt;br /&gt;  Alcuni di tali prodotti tipo caffè, carne, zucchero e altro o erano introvabili oppure appannaggio soltanto di persone agiate e "borsari neri"  che potevano permetterselo insieme ai contadini con i quali nostro padre barattava minuscoli oggetti d'oro di proprietà di nostra madre per patate, cicerchie, carrube etc.&lt;br /&gt;  Qui a Roma come tipo di pane era di largo consumo la ciriola o "cirioletta" ognuna del peso di circa 100 grammi che era poi la razione giornaliera pro capite di ogni componente della famiglia.&lt;br /&gt;  Il nostro panettiere di fiducia  a due passi da casa era il Sor Giggetto che, come testimone, figura tra l'altro nel mio estratto di nascita – 1930. &lt;br /&gt;  Ogni mattina si andava da lui , si esibiva  la carta annonaria dalla quale prelevava i bollini relativi e si tornava a casa con i 600 grammi spettanti alla nostra famiglia composta dai genitori e da quattro figli. &lt;br /&gt;  Con il procedere della guerra le scorte di farina andavano esaurendosi  e di conseguenza anche il pane diventava quasi un genere di lusso.&lt;br /&gt;  A volte capitava che il Sor Giggetto riusciva a rimediare non so come un po' di pane extra e allora ci avvisava di tornare il pomeriggio, fare la fila e sperare di ottenere qualche cirioletta in più di quella del razionamento.&lt;br /&gt;  Quelle volte in cui  riuscivamo a rimediarne un paio anche noi naturalmente eravamo contenti ma tra noi fratelli sorgevano sempre delle discussioni perché nostra madre doveva dividere le ciriolette &lt;br /&gt;esattamente in parti uguali e non sempre le riusciva. &lt;br /&gt;  Noi fratelli litigavamo persino per un pezzetto di mollica di pane in più o in meno. I primi  due anni eravamo io e mio fratello più grande i partecipanti al dibattito poi si aggiunsero gli altri due, nel frattempo cresciuti.&lt;br /&gt;  Mio padre si stancò di quelle discussoni piuttosto animate e allora un giorno portò a casa una bilancia da farmacista o da orafo, che poteva pesare soltanto cose leggerissime. Briciole appunto.&lt;br /&gt;  Rammento ancora oggi la scena mentre, seduti intorno il tavolo in cucina, guardavamo con occhi attenti nostra madre che cercava di pesare e suddividere con precisione le due ciriolette.&lt;br /&gt;  Un ricordo che m'è rimasto impresso nella mente e che non ho mai dimenticato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-8102420192627806086?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/8102420192627806086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=8102420192627806086' title='45 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8102420192627806086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/8102420192627806086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/il-pane-ovvero-la-pesatura-della.html' title='IL PANE OVVERO LA PESATURA DELLA BRICIOLA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>45</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-9171498148545362073</id><published>2010-12-14T08:02:00.000+01:00</published><updated>2010-12-14T08:03:12.370+01:00</updated><title type='text'>L'HO RIVISTA, MI HA RIVISTO.......</title><content type='html'>Eppure non mi ero sbagliato.&lt;br /&gt;  Ieri l'altro in giro come al solito ed in attesa che scattasse il verde di un semaforo per attraversare la strada vidi avvicinarsi alla  vicina fermata un tram proveniente dalla periferia. &lt;br /&gt;  All'apertura delle porte notai alcune persone salire ed altre scendere e, tra queste ultime,  una figura femminile che mi fece sobbalzare. &lt;br /&gt;  Incredulo mi chiesi se stavo avendo una visione. &lt;br /&gt;  Invece no.&lt;br /&gt;  Era proprio lei, la dolce e tenera donna che, vent'anni prima,  per la sinuosità delle sue forme da me ben conosciute ed apprezzate,  paragonai ad un violoncello. &lt;br /&gt;  Naturalmente così a prima vista notai alcuni cambiamenti del suo aspetto ma non vistosi, sempre  piacevole malgrado i suoi quasi settant'anni. &lt;br /&gt;  D'altronde anch'io ero cambiato.&lt;br /&gt;  Feci del tutto per incrociarla, la guardai negli occhi, lei anche mi guardò e, dal lieve rossore che le apparve in viso come anni prima, compresi che mi aveva riconosciuto.&lt;br /&gt;  Gli occhi celesti, lo stesso piacevole sguardo.&lt;br /&gt;  Non ci dicemmo neppure una parola, nemmeno un ciao, abbozzammo un lieve sorriso l'inizio forse di un breve dialogo.&lt;br /&gt;  Invece lei si voltò avviandosi nella direzione opposta alla mia.&lt;br /&gt;  Io, fermo, immobile, indugiai a lungo osservandola nel suo incedere e sperando che si voltasse almeno per un cenno di saluto.&lt;br /&gt;  Ma non lo fece.&lt;br /&gt;  Perché?&lt;br /&gt;  E dire che da tanto tempo desideravo si verificasse quest'incontro.&lt;br /&gt;  Mi chiesi se c'eravamo mai visti e conosciuti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-9171498148545362073?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/9171498148545362073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=9171498148545362073' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9171498148545362073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/9171498148545362073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/lho-rivista-mi-ha-rivisto.html' title='L&apos;HO RIVISTA, MI HA RIVISTO.......'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' 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href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/7921357056966793386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/intervallo.html' title='INTERVALLO'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-1248468636348326607</id><published>2010-12-08T13:54:00.000+01:00</published><updated>2010-12-08T13:55:34.138+01:00</updated><title type='text'>MA L'ARTROSI  E' CONTAGIOSA?</title><content type='html'>Me lo chiedo perché evidentemente i residenti dell'Esquilino – Rione XV del Municipio 1 di Roma  dove anch'io risiedo  e che sono oltre ventimila, da qualche anno devono essersi ammalati di artrosi, &lt;br /&gt;osteoporosi,  reumatismi e quant'altro relativamente alle ossa. &lt;br /&gt;  Non tutti, certamente, ma una buona parte sì, specialmente quelli della terza e quarta età. &lt;br /&gt;  La domanda sorge spontanea dal momento che c'è un pullulare di esercizi dove – chiedo scusa per il bisticcio - si esercitano  alcune attività particolarmente lucrose. &lt;br /&gt;  Parlo di locali, una volta negozi di vario tipo a livello strada, con due o tre vetrine, aperti da poco come centri benessere, estetica, parrucchiere uomo e donna e centri massaggi, rigorosamente gestiti da ragazzi e ragazze orientali, per la precisione cinesi. &lt;br /&gt;  Questa mattina ho curiosato nelle strade vicinissme casa dove abito e ne ho contati sette. &lt;br /&gt;  Sarebbero stati nove se due di questi locali entrambi a livello stradale ma accessibili soltanto scendendo sette od otto gradini, non fossero sbarrati con tanto di cartello cellofanato applicato sulle porte d'ingresso con l'avviso che erano stati chiusi e messi sotto sequestro dalla Questura per attività illecite. Quali?  Non è specificato. &lt;br /&gt;  Appena posso m'informerò meglio presso l'Azienda Sanitaria Locale per sapere cosa devo fare per salvarmi da questa pandemia. &lt;br /&gt;  Pillole no, ne ingurgito già troppe. Di malavoglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-1248468636348326607?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/feeds/1248468636348326607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6392999904977514935&amp;postID=1248468636348326607' title='47 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1248468636348326607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/1248468636348326607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/12/ma-lartrosi-e-contagiosa.html' title='MA L&apos;ARTROSI  E&apos; CONTAGIOSA?'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author><thr:total>47</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-456448037226392856</id><published>2010-12-04T07:26:00.001+01:00</published><updated>2010-12-04T07:28:00.966+01:00</updated><title type='text'>LA VOCE DEL SILENZIO</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hpVtgJyCtkk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5757369030927867010</id><published>2010-12-01T07:30:00.000+01:00</published><updated>2010-12-01T07:31:42.024+01:00</updated><title type='text'>FOTOROMANZA</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IIOqaJiPVHs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5154474359710054856</id><published>2010-11-27T12:10:00.001+01:00</published><updated>2010-11-27T12:10:36.262+01:00</updated><title type='text'>MINUETTO</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UUY4OGblBJU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x006699&amp;amp;color2=0x54abd6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-5750336023386231399</id><published>2010-11-14T00:12:00.001+01:00</published><updated>2010-11-14T00:14:35.350+01:00</updated><title type='text'>CORNELIA - UNA STORIA VERA</title><content type='html'>Verso la fine dell'ottocento e i primi del novecento migliaia e migliaia di persone – uomini, donne e bambini – lasciavano i loro affetti, le loro case, i loro luoghi per emigrare dovunque, in ogni parte del mondo, alla ricerca di una vita migliore di quella che conducevano nei propri paesi d'origine.&lt;br /&gt;  Navi e  treni  trasportavano la loro speranza insieme ai loro corpi e alle loro menti. &lt;br /&gt;  Col trascorrere degli anni questa tremenda questione dell'emigrazione andò scemando per riprendere negli  anni cinquanta e nei primi del sessanta, quelli del boom economico, quando migliaia di persone e intere famiglie emigrarono dal sud al nord d'Italia e non solo. Rammento i treni stracolmi e quelle valigie legate con lo spago. &lt;br /&gt;   Negli ultimi tempi la questione dell'emigrazione è tornata  a galla ed in forma ancora più tragica.&lt;br /&gt;  Stavolta si tratta per la maggior parte di persone che emigrano dalle terre d'Africa e dai paesi dell'Europa dell'Est. Le ragioni sono molteplici, quelle della sopravvivenza soprattutto.&lt;br /&gt;  Tutto quanto sopra mi è tornato in mente ascoltando dalla viva voce della protagonista la sua storia personale. &lt;br /&gt;  Cornelia – non è il suo vero nome – è una giovane signora rumena di circa quarantatre anni, amica della signora, anche lei rumena, che assiste mia moglie di 82 anni, 24 ore su 24. Incuriositomi della sua vicenda appena accennatami ho chiesto se Cornelia poteva avere qualcosa in contrario ove io fossi riuscito a metterla per iscritto. Nulla da obiettare mi è stato risposto e allora lei è venuta a casa a raccontarmela portando con sé tre album di fotografie sue e della sua famiglia. &lt;br /&gt;  Sposatasi giovanissima, nel 2001, con due figli una di 16 anni ed uno di 9, divorzia dal marito che aveva allacciato una relazione con una ragazza molto più giovane di lui e di lei. I due figli  rimangono con Cornelia la quale, per poter mandare avanti la baracca partecipa ad un corso di formazione  terminato il quale riesce ad essere assunta presso l'Università della sua città come operaia addetta agli impianti termo-idraulici. Nel 2004, dopo tre anni di duro lavoro, subisce un incidente che le impedisce di poter continuare a fare quel mestiere. Ottiene una misera pensione  e si mette alla ricerca di qualche altra opportunità lavorativa. Non ne trova. Dopo essersi consultata con alcune amiche, chiede un prestito bancario e ottenutolo ne lascia una parte ai figli che restano in Romania ed emigra a Roma ottenendo il visto per una "visita turistica" che rinnoverà dopo tre mesi.  Gli ostacoli che le si presentano sono principalmente due: nessuna conoscenza della lingua italiana e la ricerca spasmodica di un posto dove passare le notti. Vaga frastornata nelle vie di questa città e finalmente, dopo due notti, fa la conoscenza di una rumena come lei che la indirizza verso tre  località marine, a nord-ovest di Roma, dove abitano molti cittadini e cittadine rumene che lavorano soprattutto negli ospedali.  Inizialmente lavora come assistente familiare presso persone anziane  spostandosi continuamente perché priva di permesso di soggiorno e quindi clandestina. Trattandosi appunto di persone molto anziane ed in condizioni di salute piuttosto precarie, difficilmente riescono ad interloquire con Cornelia, ma lei testardamente si fa capire a gesti così' come cerca di interpretare i loro di gesti. Per la notte trova una casa  dove deve adattarsi a dormire in un letto che le hanno sistemato nella cucina pagando mensilmente 265 euro più le spese, tutto in nero. Nel 2007 la Romania entra a far parte della Comunità Europea e pertanto Cornelia diventa cittadina comunitaria. Si mette quindi alla ricerca di una occupazione più stabile e la trova in una maniera un po' particolare. Salita su un autobus della linea che collega la località dove alloggia temporaneamente ad una più vicina a Roma, giunta alla fermata scende e parlando pochissimo l'italiano si guarda attorno e scorge due donne sedute su una panchina. Si rivolge ad una di loro usando la lingua  rumena credendola tale, ma l'interpellata è un'italiana e le dice di non capire. L'altra vicina però è rumena e quindi fa da interprete. Cornelia racconta una parte della sua storia e dice che è alla ricerca di un posto di lavoro. Quando la signora italiana apprende tutto ciò, sempre tramite l'interprete rumena, le fornisce il recapito telefonico e l'indirizzo di una persona che sta cercando appunto una come lei. &lt;br /&gt;  Trovato il lavoro ha cercato la gentile signora italiana per dimostrarle la sua gratitudine  ma non è più riuscita a trovarla  e neppure a sentirla.&lt;br /&gt;  Conclusione ecco come stanno le cose attualmente: Cornelia, la cui figlia oggi venticinquenne si è sposata, è diventata nonna del suo bambino di tre anni e sta facendo studiare l'altro figlio diciottenne in Romania. In quasi tutte le foto che ho visto ho notato lo sguardo triste del ragazzo e Cornelia mi ha detto, con le lacrime agli occhi, che è molto attaccato a lei, è un "mammone" e la sua tristezza è dovuta alla lontananza. Quando può lo fa venire a Roma ospitandolo in un monocale che ha preso in affitto.&lt;br /&gt;  Adesso Cornelia parla bene l'italiano anche se ciò le è costato molta fatica. &lt;br /&gt;  Si occupa di un "vecchiotto" che vive da solo è autosufficiene, sa  e vuole cucinare lui. E lo fa benissimo.&lt;br /&gt;  Ha ottant'anni, si chiama Aldo ed ha una folta capigliatura bianca.&lt;br /&gt;  Vabbè anch'io ho ottant'anni e mi chiamo Aldo, ma sono pelato e soprattutto non so cucinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER UN PERIODO DI TEMPO SOSPENDO LA PUBBLICAZIONE DI POST MA CONTINUERO' A PASSARE DAGLI ALTRI BLOG, LEGGERLI E LASCIARE UN COMMENTO OVE IO SIA CAPACE DI FARLO. &lt;br /&gt;UN SALUTO MOLTO CORDIALE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6392999904977514935-5750336023386231399?l=viadellapolveriera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5750336023386231399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6392999904977514935/posts/default/5750336023386231399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viadellapolveriera.blogspot.com/2010/11/cornelia-una-storia-vera.html' title='CORNELIA - UNA STORIA VERA'/><author><name>il monticiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13310387391702424610</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-ra-GFmO__VQ/TfClWlIjFUI/AAAAAAAAAfc/Hn-VTMr7EXA/s220/186533_1296577367_2016208_n.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6392999904977514935.post-7539614882687533694</id><published>2010-11-10T00:15:00.000+01:00</published><updated>2010-11-10T00:16:39.385+01:00</updated><title type='text'>LA PRIMA VOLTA CHE VIDI PARIGI</title><content type='html'>Era l'estate del 1972 e capitò l'occasione buona per andare a vedere Parigi. Mai vista prima. &lt;br /&gt;  Ecco come andarono i fatti. Il fratello di mia moglie, mio cognato, era anche lui  cognato del fratello di sua moglie.  Il cognato di mio cognato, nato in Italia, viveva in Francia da oltre vent'anni, insieme alla sua famiglia, faceva il floricultore e aveva una bella casa nella campagna vicinissima a Parigi.  &lt;br /&gt;  Da adesso in poi il "romano" sarà il mio di cognato e il "francese" sarà invece il suo di cognato così si potrà capire meglio la distinzione. Spero. &lt;br /&gt;  Il "francese" aveva invitato il "romano" a trascorrere una quindicina di giorni a casa sua appunto a Parigi estendendo l'invito anche a me in quanto eravamo quasi parenti. Lo eravamo? Credo di no.&lt;br /&gt;  Io e il romano tenemmo due o tre riunioni per pianificare il viaggio in tutti i minimi particolari.&lt;br /&gt;  Poichè a partire eravamo in sei e cioè io, mia moglie e mio figlio di tredici anni e lui, sua moglie e sua figlia di undici anni, decidemmo all'unanimità di andare con due autovetture: la mia 1100/R e la sua Renault. Consultando carte, cartine e mappe apprendemmo che la distanza da Roma a Parigi misurava 1500 chilometri circa e che, senza fermarsi mai – cosa sicuramente impossibile – ci avremmo impiegato non meno di 15 ore.  L'unica soluzione era partire all'alba in maniera tale da arrivare a destinazione in un orario ragionevole.&lt;br /&gt;  Il romano abitava in un quartiere periferico mentre io invece in un rione del centro e allora pensammo di darci un appuntamento al primo distribuore di benzina presente all'inizio della via consolare che ci avrebbe consentito di accedere in autostrada verso Torino. Nessuno di noi sapeva&lt;br /&gt;di quale società petrolifera fosse, ma doveva essere rigorosamente il primo. Le cinque del mattino&lt;br /&gt;era l'ora fissata di comune accordo.&lt;br /&gt;  L'indomani mattina, prima dell'alba, dopo aver regolato i nostri orologi, ci mettemmo in marcia verso il primo obiettivo: un distributore di benzina qualsiasi. Miracolo dei miracoli, alle cinque in punto avvenne il rendez-vous  esattamente davanti il primo distributore che, se ricordo bene, era quello del canone a sei zampe.&lt;br /&gt; Verso le tredici – dopo otto ore di viaggio – ci fermammo per una brevissima sosta mangereccia e quindi proseguimmo a velocità sostenuta come se  non si vedesse l'ora di arrivare alla meta.&lt;br /&gt;  Quando arrivammo a Lione era già pomeriggio inoltrato. Dovevamo ancora percorrere circa 500&lt;br /&gt;chilometri per giungere a Parigi. Una breve sosta e di nuovo in marcia, ma ad un centinaio di chilometri da la Ville Lumiere decidemmo all'unamità di fermarci: eravamo stanchissimi. Cercammo un alberghetto per dormire ma l'unico che trovammo non era di gradimento delle nostre consorti. Parcheggiammo in un prato alberato quasi sul ciglio di un burrone in fondo al quale si vedevano  dei binari ferroviari. &lt;br /&gt;  Avevamo sonno e allora, desiderando "ritirarci nei nostri alloggi", predisponemmo le nostre due auto per cercare di farle diventare qualcosa che somigliasse ad un posto dove dormire. Il romano aveva l'auto con  i sedili anteriori adattabili e quindi lui e la moglie si misero discretamente comodi mentre la loro figlia si 
