lunedì 21 luglio 2014

IL GERMANICO

In una piazza vicino casa dove io transito all'incirca quasi tutti i giorni m'incuriosì tempo fa uno strano caso. Una panda blu scuro Fiat lì parcheggiata regolarmente a spina di pesce non aveva né il ticket pagato per la sosta e neppure autorizzazioni quale residente del Rione o disabile. Erano molte cose che incuriosivano di quell'auto: la targa automobilistica della Germania, i finestrini e il parabrezza completamente oscurati dall'interno con pezzi di cartone d'imballaggio perfettamente sagomati, alcuni oggetti sistemati all'aperto di fronte all'auto quali coperte, cuscini, tavolino e sedia pieghevole da campeggio, insomma c'era di tutto un po'. Qualche giorno prima avevo visto un signore di una settantina d'anni il quale seduto sul sedile anteriore, metà dentro e l'altra metà fuori, prelevava da una specie di zuppiera che teneva fra le mani qualcosa che mangiava lui e che in parte dava a gatti e piccioni i quali lo avevano attorniato.Venni a sapere da un mio amico residente a non più di venti metri dalla panda blu e da tutto il resto, che si trattava di una persona che viveva o sopravviveva in quelle condizioni da cinque o sei anni. Per mangiare andava negli orari prefissati ad un convento di suore poco distante, bussava e otteneva il tutto gratis. Per dormire quando faceva freddo si sistemava dentro l'auto e quando faceva caldo fuori all'aperto sul marciapiede dove si era attrezzato a dovere. Per il bagno invece poteva liberamente accedere ai WC di due bar nei pressi della piazza. Non aveva mai chiesto soldi a nessuno, né la polizia del vicino commissariato e neppure i vigili urbani o gli ausiliari del traffico avevano chiesto qualcosa a lui. Convivenza pacifica. Forse per distrazione o forse preso da altri pensieri, pur passando da quella piazza molto spesso, mi disinteressai completamente della strana storia anche perché non avevo più visto la panda parcheggiata e neppure il suo proprietario. Due giorni fa però, passeggiando vicino il giardino che si trova nella piazza, vidi il "germanico" che conversava con un anziano suo coetaneo il quale portava a spasso due barboncini muniti di regolare guinzaglio. Guarda guarda chi si vede mi dissi. Spinto dalla curiosità, visto che i due erano seduti in una panchina di quel giardino, andai a vedere se la panda era tornata ed invece, nello stesso posto di prima, era parcheggiata una "opel" bianca, mezza auto e mezza furgone, con i vetri schermati da carta di giornale, la targa germanica – non so se la stessa della panda precedente – stracolma di masserizia, oggetti d'ogni genere, varie pentole di tutte le misure poggiate sul sedile anteriore del passeggero ed altro ancora. Sul marciapiede, di fronte all'auto, in misura inferiore rispetto la volta scorsa, qualche altro oggetto coperto da un telo impermeabile di plastica scura. Girando intorno a questa nuova "casa del germanico" notai che sui vetri degli sportelli anteriori c'erano incollati due cartelli con la scritta a caratteri cubitali "NON SOSTATE TROPPO VICINO ALTRIMENTI NON POSSO ENTRARE O USCIRE". Inoltre, attraverso il parabrezza, notai anche che sul cruscotto era incollato un foglio formato A4 e vidi che si trattava di un verbale della Polizia municipale molto lungo dove c'erano frasi che non mi riusciva di leggere perchè scritte a caratteri minuscoli. Ero intento a cercare di leggere il contenuto di quel foglio ma mi accorsi che si stava avvicinando il "germanico" modestamente abbigliato e con sulla testa canuta uno zucchetto di lana da sciatore. In un italiano accentuato dal dialetto romanesco mi disse
= Ahò, che te voi compra' la machina? Guarda che te faccio fa' 'n'affare, nun costa tanto...
= Veramente stavo soltanto dando un'occhiata...
= Nun te proccupa', io ce abbito qua drento perché devi da sape' che so' stato a lavora' in Germania pe' un sacco d'anni, me so' comprato casa qui a Roma ma quanno so' tornato dalla Germania l'ho trovata occupata, nun me riesce manna' vvia la ggente che ce stà e a me me tocca vive così, te pare giusto?
= Direi proprio di no. Ad ogni modo le faccio i miei migliori auguri e scusi per l'intromissione...
= Ma de che? Anzi si aripassi de qua fatte vede, magara se pjiamo un caffé...
Il suo amico con i due cani lo chiamò
=Aristode' nun venghi?
= Arivo... Allora te saluto sor mae', statte bene.
= Grazie, arrivederci...=
E restai lì a bocca aperta per lo stupore.
Il "germanico" non era per niente germanico però aveva una nuova "casa".

17 commenti:

Ambra ha detto...

Fatti curiosi che capitano solo a te:)

Tomaso ha detto...

Caro Aldo, penso che se questo racconto è reale credo che siamo ridotti veramente male!!!
se invece lo è inventato devo dirti che la fantasia non ti manca davvero.
Ciao e buona settimana caro amico.
Tomaso

cristiana2011-2 ha detto...

Ma tu pensi che abbia il permesso della polizia municipale?
Poraccio, se è così, si è dovuto arrangiare e magari gli hanno dato una mano.
Cristià

Carlo ha detto...

Ciao Aldo. Io credo sia una storia vera, magari l'hai resa un poco più romanzata, come fai spesso. Però, ripeto, penso sia una storia vera.

In effetti, pur non fermandomi mai a controllare, di macchine usate come abitazione ne vedo almeno due nel tratto che va da San Giovanni a Piazza Vittorio. Una vecchia ford escort bianca ed una vecchia fiat uno, grigia, che hanno tutta l'aria di essere bivacco notturno di qualche disperato. Che a Roma, i disperati, aumentano a vista d'occhio. E sono convinto che anche la storia del "germanico" sia reale, perché ho un'amica nelle stesse condizioni (per fortuna ha la possibilità di pagarsi un affitto) e non gli riesce di sfrattare un inquilino da quello che è il suo appartamento, oramai da anni moroso con l'affitto. E non ci riesce perché il commissariato di zona non ha mai uomini disponibili per la necessaria assistenza all'ufficiale giudiziario.

Insomma, una catena di gente disperata per i più disparati motivi e una valle di lacrime da attraversare! Questo è il mondo del futuro.

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Rimango sempre stranita quando vedo queste persone che vivono per strada.
Vorrei conoscere ogni singola storia di ognuno di loro, sono sicura che ne verrebbero fuori certi romanzi!
Per fortuna c'è chi li aiuta, ma ho paura che la solidarietà stia svanendo e ciò mi fa veramente paura.
Ti abbraccio e grazie per il tuo ennesimo meraviglioso scritto.

@enio ha detto...

oggi con la burocrazia e le leggi che ci sono può capitare di peggio

Paola ha detto...

Anvediiiii come si è attrezzato almeno non rischia di andare a dormire sotto i ponti... quello che capiterà a noi se continuano a spremerci con le tasse :-)
Ciao Aldo caro un abbraccio!!!

EriKa Napoletano ha detto...

Sei un gran curiosone!!!!Abbraccio, caro Aldo.

Mariella ha detto...

Ci sono quelli che vivono in macchina. O in case di cartone negli androni dei palazzi. E altri che dormono sotto le piante d'estate e nei sacchi a pelo d'inverno.
Sono tanti, sia italiani che stranieri.
E per aiutarli servirebbe ben altro che l'intervento di volontari.
Grazie per averci strappato un sorriso col tuo modo di raccontare la realtà usando la leggerezza e l'ironia che ti contraddistingue.

rosy ha detto...

Ma sai che penso..che in fondo in fondo a lui piace questa vita.

Notte serena
Ti abbraccio!

Ernest ha detto...

Aldo direi che questo Germanico potrebbe essere un personaggio di un film... un saluto

zefirina ha detto...

sei una miniera, un cantastorie eccezionale

Nou ha detto...

Ciao Aldo:)
Da come l'hai raccontato, il germanico non sembrava particolarmente avvilito del suo stato, forse perché anche lui è dotato di grande autoironia che senz'altro aiuta nelle disgrazie.

Un abbraccio
Nou

Alberto Cane ha detto...

Vero o meno che sia questo racconto è un piccolo capolavoro di questi nostri tempi.

Sandra M. ha detto...

Ma quanta varia e interessante umanità "incroci", Aldo!

Paolo esse ha detto...

La cosa che fa specie è il fatto che abbia comprato casa e non ci possa entrare perchè occupata !!** Terribile. Ma forse meglio così. Vive meglio il Germanico!
Un saluto.
Paolo

paroleperaria ha detto...

è una storia vera? spero di no...
in ogni caso, le racconti sempre bene... :)