lunedì 4 maggio 2015

LA RAGAZZA CON I CAPELLI ROSSO FIAMMA

Ebbene sì, lo confesso, sono uno che s'incuriosisce specialmente quando fatti, persone e situazioni fanno aumentare il livello della mia innata curiosità. Faccio un esempio raccontando un ricordo di circa 4 anni fa.Una mattina, uscito di casa per recarmi alla vicinissima fermata del bus che dovevo prendere, il medesimo mi sfuggì proprio sotto il naso. Sapevo bene che il bus successivo sarebbe passato non prima di 15 minuti, almeno, ma pazienza .Mi guardai intorno e notai che ero solo. Dopo qualche minuto, vidi avvicinarsi una figura femminile che, forse a causa del sole,sembrava emanare bagliori di fuoco. Camminava lentamente parlando attraverso un telefonino poggiato sull'orecchio destro. Notai alcuni particolari della sua silhouette perché venne a fermarsi proprio davanti a me. Evidentemente anche lei aspettava il bus.Era una figurina magra, indossava una giacchetta blu di velluto rasato che non arrivava a coprirle il bacino. Le gambe snelle erano inguainate in jeans attillatissimi che terminavano in un paio di stivali neri alti fin sotto le ginocchia. Le mani erano piccole con le dita affusolate e le unghie smaltate di un colore scuro, quasi nero. Una delle mani stringeva il telefonino tramite il quale parlava sottovoce. I lineamenti del volto aggraziati e dolci erano circondati da una massa di capelli rossi, lisci e lunghi che le arrivavano oltre le spalle. Sulla fronte una frangetta.Notai il colore rosso vivo dei suoi capelli e, appena interruppe la conversazione telefonica, non riuscii a trattenermi e le dissi: = Mi scusi, non pensi che voglia infastidirla però vorrei chiederle se quei capelli sono suoi o se è una parrucca. Sa, il motivo per cui glielo chiedo è... = il colore vistoso, vero? = ecco, appunto...chiedo scusa ma... = stia tranquillo, non è la prima persona che me lo chiede... = lo credo bene, incuriosiscono molto = certo, ma questi sono veramente i miei capelli, tinti è ovvio. Mi piace che si notino... = mi scusi, ambisce forse a qualche ruolo in TV, al teatro o al cinema? = nemmeno per sogno, io faccio la parrucchiera ed è un mestiere che mi piace e che faccio bene... = peccato, ha tutti i requisiti adatti, mi permetta di dirglielo. È molto graziosa ed è giovane... = ho trentacinque anni e la gioventù ormai...Ma non mi lamento, sto bene così = le faccio i miei complimenti, sinceramente, mi creda, pensavo invece... = che fossi più giovane, la ringrazio...Ecco l'autobus, buon giorno...= Non feci in tempo a dire una sola parola che la "rossa" si avviò alla porta posteriore e salì. Io, stupito (o stupido?) salii da quella anteriore e dopo quattro fermate scesi. Malgrado mi fossi voltato più volte sbirciando tra i passeggeri del bus non riuscii a vederla. Circa un mese dopo, al termine della mia solita passeggiata, anziché iniziare il giro dalla via che imboccavo quando uscivo da casa e che facevo sempre, mi incamminai verso la via parallela arrivando quindi alla fermata del bus che comunque non dovevo prendere. E chi ti vidi alla fermata? La stessa giovane donna dai capelli rosso fiamma che avevo ammirato 30 giorni prima. Abbigliata come la volta precedente, lo stesso atteggiamento, il telefonino tenuto fermo all'orecchio destro con la mano dalle dita affusolate, gli stessi capelli di un bagliore accecante e il sole che sembrava illuminarglieli ancora di più. Mentre camminavo rasentando il ciglio del marciapiede la rossa si voltò leggermente e abbozzò un sorriso verso di me, sempre parlando al telefonino. Un po' sorpreso mi fermai e le feci un cenno con la testa a mo' di saluto, lei mi fece un cenno con la mano sinistra, piccola e affusolata come l'altra, facendomi intendere di aspettare un momento. Mi voltai per vedere se tutto ciò era rivolto a qualcun altro, ma c'ero soltanto io. Terminata la telefonata mi disse: = salve come va? = si ricorda di me? = certo l'altra volta abbiamo scambiato qualche parola e allora... = ti...ehm...posso usare il tu? = sì, tanto lo faccio anch'io = benissimo e...abiti da queste parti? = sì, non molto lontano da questa fermata = capito...vai al lavoro? = come sempre, almeno i giorni feriali = vorrei farti una domanda personale se me lo permetti... = sei un tipo curioso vero? = sì, lo ammetto = spara = al tuo lui, se lo hai, gli piacciono i tuoi capelli? = non sto con un lui ma con una lei = ah! = ti scandalizza? = a me? E perché? Ognuno è libero di stare con chi gli pare... = credevo di sì, i capelli bianchi che hai mi hanno... = oltre quelli ho anche un cervello che ancora funziona, poco ma quel poco mi basta = ad ogni modo ce l'ho avuto un uomo ma sarebbe stato meglio non averlo conosciuto. Adesso mi trovo benissimo con la mia ragazza. È più giovane di me ma siamo veramente innamorate l'una dell'altra. Viviamo insieme nella stessa casa = credo sia questo ciò che maggiormente conta = ci puoi giurare. Sta arrivando il bus. Devi salire anche te? = no abito qui a due passi e allora... = allora ciao, ci vediamo... = ciao...io mi chiamo Aldo e tu? = è importante per te? = beh, insomma... = te lo dirò quando c'incontreremo la prossima volta, ciao.= La guardai salire, restai fermo per un po' e mi chiesi: cosa avrà voluto dire con l'ultima frase?

12 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Aldo, ce ne passato del tempo!!! ma vedo che con l'età sei anche maturato, la bellezza femminile si impara ad apprezzare, e spesso ci si trasforma in veri Don Giovanni!!!
Sempre in gamba, e buona settimana, amico.
Tomaso

Mariella ha detto...

La tua curiosità non smette mai di sorprendermi caro Aldo.
Forse alla ragazza sarebbe semplicemente piaciuto incontrarti ancora.
Delle belle menti e belle persone non dovremmo mai averne abbastanza.
Un abbraccio.

Ernest ha detto...

Che incontri Aldo... hanno sempre una vena magica!
a presto

Anna Gengaro ha detto...

Mi fa sempre sorridere il sottofondo di "provolone" che caratterizza i tuoi racconti. Con la levità del tuo raccontarti dipingi sempre spaccati di vita che mi ricordano tante cose... Ciao Aldo! Anna

Anna Gengaro ha detto...

Mi fa sempre sorridere il sottofondo di "provolone" che caratterizza i tuoi racconti. Con la levità del tuo raccontarti dipingi sempre spaccati di vita che mi ricordano tante cose... Ciao Aldo! Anna

Anna Gengaro ha detto...

Mi fa sempre sorridere il sottofondo di "provolone" che caratterizza i tuoi racconti. Con la levità del tuo raccontarti dipingi sempre spaccati di vita che mi ricordano tante cose... Ciao Aldo! Anna

Carlo ha detto...

Sei un'inguaribile dongiovanni! Ecco che sei!

Ciao Aldo e buon pomeriggio. Devo prendere l'abitudine di iniziare le mie letture dal tuo blog, prima di approdare in quelli in cui mi incacchio!

Hai la capacità di far rilassare e divertire con questi tuoi particolari racconti di vita.

E visti i benefici effetti a livello umorale, è possibile che poi mi arrabbi meno negli altri blog.

@enio ha detto...

hai fatto colpo Aldo e la ragazza dai capelli rossi avrebbe volentieri fatto un bel triangolo, non quello isoscele, ma quello di Renato Zero.....

robi ciprax ha detto...

Caro Aldo, con i racconti "sottofondo provolone" riesci sempre a farmi invidiare i tuoi garbati incontri.
Qui da te, ha ragione Carlè, si respira aria buona che fa molto bene al nostro pessimismo quotidiano.

Buon pomeriggio. robi

Riccardo Uccheddu ha detto...

Quando ho letto: "Mi voltai per vedere se tutto ciò era rivolto a qualcun altro, ma c'ero soltanto io", mi sono fatto una gran risata, davvero!
Il tuo garbo mi colpisce sempre, caro Aldo... ed anche la tua modestia.
Un altro ci avrebbe "provato", tu invece di sei comportato da gentlemen.
Come direbbe Loretta Goggi (insieme a qualche milione di francesi), chapeau.
Un'altra cosa: molte delle cose che scrivi potrebbero diventare delle sceneggiature per il cinema o per la tv.
Non ci hai mai pensato?
Salutone!

Costantino ha detto...

Una bella storia, moderna e avvincente.
Non amo il colore rosso, ma dopo aver letto il tuo racconto questo colore mi è divenuto più accettabile...

paroleperaria ha detto...

L'hai più incontrata? ;)
Un abbraccio