domenica 10 aprile 2011

INNAMORATO DI UNA DONNA IN UNA FOTO

Stava per sedersi su di una panchina del parco vicino casa quando si accorse che in terra, proprio sotto la stessa panchina, c'erano i resti di quella che una volta era stata un fotografia, a colori, ed anche piuttosto grande, forse una 12x18.
La cosa che maggiormente lo incuriosì fu che la foto era stata ridotta in quattro pezzi uguali come se chi l'avesse rotta avesse curato che i quattro pezzi fossero della stessa identica misura.
Si guardò intorno poi li raccolse, cercò di unirli tra di loro e restò a fissare a lungo l'immagine contenuta nella foto. Una donna giovane, forse della sua stessa età – intorno ai trent'anni – di una bellezza particolare, non appariscente, capelli e occhi nerissimi, corpo moderatamente in carne, vestita elegantemente ma con sobrietà. Dall'abbigliamento s'intuiva facilmente che la foto era stata scattata durante il periodo estivo, ma in quale anno? Dietro la donna, sullo sfondo, il Colosseo. Lei sorrideva visibilmente contenta, sembrava quasi di vedere gli occhi che le brillavano.
Data l'ora, era il primo pomeriggio, il parco era scarsamente frequentato ma a lui venne l'istinto di alzarsi dalla panchina e andare in giro per vedere se poteva rintracciare la donna della foto ed anche la persona che gliela aveva scattata. Un tentativo inutile lo sapeva però voleva tentare ugualmente. Di tempo ne aveva quel giorno e poi era tutto così splendido, parco e tempo inclusi.
Trascorsero circa due ore ma, all'infuori di una bella e confortevole passeggiata nient'altro era accaduto. Nessuna traccia della donna nella foto né della persona che l'aveva fotografata. Decise che avrebbe ripreso la ricerca l'indomani poichè il suo periodo di ferie dal lavoro aveva avuto inizio
soltanto da due giorni. Presa questa decisione si preoccupò di disdire la prenotazione che aveva fatto presso un albergo della Riviera ligure di ponente, da dove poi avrebbe fatto una puntatina in Francia. Rinunziò a tutto questo poiché ormai si era prefissato l'obiettivo di rintracciare quella donna anche se aveva parecchi dubbi sull'esito finale della ricerca, in quanto non poteva sapere quando si sarebbe conclusa e soprattutto se poteva concludersi nel senso da lui sperato.
Gli venne in mente la solita frase fatta: come cercare un ago nel pagliaio.
Rientrato in casa si mise di buzzo buono per cercare di ricomporre la foto per intero e nel farlo si accorse che a tergo c'era scritta una frase: "al mio adorato Diego, con tutto il mio amore, perché mi tenga sempre con sé, Eleonora". Fu molto colpito da queste parole e si convinse ancora di più di voler cercare quella giovane donna che sapeva amare così, anche soltanto per vederla, sia pure da lontano. In quei venticinque giorni di ferie non fece altro che cercarla in ogni dove ma purtroppo senza alcun risultato. Mostrando sempre la fotografia si era rivolto anche ad altri colleghi, cronisti come lui e persino a funzionari di PS, Carabinieri, Guardie di Finanza, Vigili Urbani, ma senza alcun risultato, al contrario era arrivato al punto che molti finirono col deriderlo.
Riprese la sua vita monotona, casa e redazione di un quotidiano, e ciò produsse in lui l'effetto di farlo desistere da quella sorta di sciocca ossessione.
Ad aiutarlo se ne occupò anche il redattore capo il quale due giorni dopo il rientro lo chiamò e gli riferì che un suo amico commissario PS gli aveva telefonato per dirgli che quella mattina, sul marciapiede davan ti ad un albergo di Piazza Euclide, era stato rinvenuto il corpo di un uomo che si era gettato dal settimo piano dello stesso albergo . Si stavano già svolgendo le indagini e quindi lui andò di corsa in quella piazza. Vide in terra il suicida il quale aveva nella mano destra semiaperta una pistola di grosso calibro. Disse agli agenti in servizio che era stato chiamato dal commissario tal dei tali, riferì la stessa cosa al portiere dell'albergo al quale chiese se il cadavere in terra era quello
di un cliente dell'albergo e si fece dare il numero della stanza. Giunto al piano vide la porta della stanza spalancata e, facendosi notare il meno possibile, si mise alle spalle dei funzionari che stavano facendo il loro lavoro. Sul letto matrimoniale giaceva una donna seminuda con un grosso foro in piena fronte dal quale era uscito molto sangue. Stava quasi per gridare perché quella donna era Eleonora, senza alcun dubbio.
Fuggì da quella stanza imprecando.
Volle seguire le indagini di quell'inchiesta e venne a conoscenza di altri particolari: la conferma che la donna si chiamava Eleonora, che il nome dell'uomo era Diego il quale aveva ucciso prima lei e poi si era gettato dalla finestra morendo sul colpo, che erano sposati ma non tra di loro.
Svanita la speranza gli era rimasta la foto.

26 commenti:

luly ha detto...

La domenica inizia con questo triste, ma realistico, racconto e con dei grossi nuovoloni grigi nel cielo che sembrano voler dire: "State a casa!".
Ma io ci provo, vado a fare una passeggiata:)
Buona domenica, Aldo caro.

cristiana2011 ha detto...

Che bel racconto Aldo!
Che fantasia, che idee che ti vengono, ti invidio ( con affetto) perchè non ne sarei mai capace.
Buona giornata!
Cristiana

zefirina ha detto...

un racconto decisamente noir ma nello stesso tempo romantico, mi hai fatto venire in mente la canzone albergo a ore

buona domenica aldo

petrolio-muso ha detto...

bel risveglio! storia da film... ;)

Ibadeth ha detto...

Vai, si principia bene, direbbero a Livorno. Un racconto commovente, che mi ha dato l'idea, non so perché, che tu nella vita abbia molto amato e sia stato molto amato.
Non so che cosa c'entri con il racconto, ma è una sensazione che ho avuto.

TuristadiMestiere ha detto...

che fine triste...e anche molto attuale, purtroppo. Gran bel racconto, ti cattura fino all'ultima parola. Buona serata, Aldo!

enrico ha detto...

Intanto se si apre il giornale, ci si accorge che tante fantasie sono poi lo specchio triste della realtà.

Adriano Maini ha detto...

Hai dato dei gran punti a tanti nostrani scrittori di noir!

Costantino ha detto...

Speriamo che il prorompere dei mezzi informatici non ci privi
dela magia delle care vecchie foto!
(Quelle stampate su carta, non
messe a computer).

Nounours(e) ha detto...

Che indizio quello della foto ridotta in quattro pezzi uguali. E' stato un omicidio premeditato? Diego voleva assolutamente lasciare un indizio, magari essere fermato, rendendo facilmente riconoscibile l'amante. Il cronista cercò infatti, ma quando la sorte è segnata, le strade non s'incrociano più...epilogo triste.
Mi è sembrato di vedere un film.
Ciao Aldo :)Notte!

la Volpe ha detto...

che storia tristissima :(

molto bella però

Maraptica ha detto...

Tristissima Aldo... come t'è venuta?

il giardino di enzo ha detto...

Questo breve racconto mi ricorda quegli sceneggiati televisivi degli anni 70, quelli in bianco e nero, tipo "Lungo il fiume e sull'acqua", "Giocando a golf una mattina", "Il segno del comando" e altre storie.
Hai una gran bella penna, Aldo.
E non è una novità.
Salutoni tanti

Francy274 ha detto...

Sei un appassionato di gialli, e si nota.. Ben scritto, se pur breve è un bel thriller, se pur nel finale mi dispiace per il giornalista.
Buona Giornata Aldo... qui c'è un sole stupendo da qualche giorno, speriamo resista.

Ambra ha detto...

Oddio che racconto angosciante! Però anche bello, bella quella romantica ricerca che ha desistito solo con la morte.

Pupottina ha detto...

ciao Aldo
buon inizio settimana anche se il post mi ha messo un po' di tristezza, però, mi è piaciuto molto
un abbraccio e buon proseguimento!

riri ha detto...

Triste storia, deve essere stato un grande amore, chissà cosa c'era dietro, ma non potevano fuggire insieme?Qualcuno, per amore, l'ha fatto, lasciando anche i figli, certo che arrivare al punto di morire...
Succede raramente oggi.
Un abbraccio.
ps. ti ho inviato ricette:-)

Tina ha detto...

Cavolo, mi hai folgorata, anche i thriller ti sono noti, sei poliedrico a tutto tondo. ;-))
Un racconto bellissimo e ... complimenti Aldo. ;-))

Buona serata Amico mio ;-))

Nicolanondoc ha detto...

Ciao Aldo. Penso che possa succedere di "innamorarsi di una foto di una donna" ,anche se lo definirei piu' un interesse, un'emozione, magari se l'avesse trovata, parlandole avrebbe capito che non era adatta a lui...o sarebbe scoppiato un grande amore..non si saprà mai.
Un abbraccio e buona serata:-)

Paola ha detto...

Che destino!!!
Triste ma un bel racconto!!!
Ciao Aldo caro buona serata... baciottoloni!!!

Luigina ha detto...

Un po' triste e tragica questa storia, ma molto verosimile, raccontata con consumata maestria da professionista del triller

@enio ha detto...

bel racconto come tanti altri, sono sempre piacevoli da leggere

Sandra ha detto...

Mi hai fatto "vedere" la sceneggiatura di un film stile francese!

Carlo ha detto...

Porc...accia! che finale drammatico! Ciao Aldo e buona serata a te. Ancora non mi abituo ai tuoi colpi di scena e, questo, è stato veramente da gran maestro! Peraltro, l'aver rinunciato ad una vacanza in Liguria con puntatina in Francia... mi aveva fatto ben sperare! Anche stavolta sei riuscito a meravigliarmi.

franz90 ha detto...

Certo che batti tutti i record in quanto a numero di commenti! possibile che non ne tocchi qualcuno anche a me? Ma lasciamo stare: vorrei fare delle notazioni a margine riguardo al tuo ultimo post (La donna della foto, ma anche la maggior parte degli altri: insomma dire qual è, a mio avviso, la tua "cifra" come si dice oggi). Hai una predilezione per il genere noir, mancante per lo più di conclusione, il che da un lato lascia il mistero insoluto (perché tutti i grandi misteri restano insoluti) e d'altro canto c'è il dubbio che i personaggi (quasi sempre donne)siano fantasmi venuti dal passato: si potrebbe pensare che sono persone che tu conosci e che ora sono in punto di morte e vogliono darti un ultimo, affettuoso, evanescente saluto. Troppo triste? Ma tu li fai fuori tutti!
un bacio

ALEPH ha detto...

Non poteva spararsi anche lui invece che buttarsi giù? Che c'aveva solo una pallottola??? Che amanti poco organizzati! Ciao Bardo