venerdì 6 marzo 2009

DIMENTICANZE: la 1^) nell'"Estate del '43" e la seconda dopo la "Primavera del '44"

1^) - PENNICHELLA COL BOTTO
In dialetto romanesco pennichella è sinonimo di sonnellino specialmente pomeridiano. Un riposino in pratica, appunto quel che nostra madre ci ordinava di fare quasi tutti i giorni almeno fino alle soglie della pubertà. In realtà la “pennichella”serviva soprattutto a lei per tirare un po’ il fiato considerando la gran fatica che doveva affrontare quotidianamente per dedicarsi alle faccende di casa e occuparsi della nostra famiglia di sei persone: genitori e quattro figli maschi. Io, per la verità, non ho mai gradito quest’obbligo, non ricordo se era così anche per i miei tre fratelli. Sta di fatto che andavo sì a letto, ma stavo tutto il tempo con gli occhi spalancati. Per fortuna, specialmente d’estate, finestra e sportelli della camera da letto erano leggermente socchiusi permettendo così alla luce del giorno e ai raggi del sole di proiettare sul tetto una specie di sequenza cinematografica in movimento grazie al passaggio delle persone in strada. Avevo il mio schermo personale in casa e m’immaginavo film d’ogni genere. Stravaccato nel “lettone” di mamma e papà facevo trascorrere il tempo fantasticando storie su storie.
Un pomeriggio d’estate del ’43, il periodo in cui sulla città di Roma cadevano “bombe intelligenti” (anche allora!), ricordo quelle sul quartiere San Lorenzo, accadde un fatto straordinario. Ero, come il solito, sdraiato nel lettone per la “pennichella” quando improvvisamente un botto tremendo spalancò con violenza finestra e sportelli della camera da letto illuminandola smisuratamente.Sembrava una scena apocalittica. Io rimasi quasi paralizzato, nostra madre andava velocemente di qua e di là credo per sincerarsi se stavamo tutti bene e nello stesso tempo per farci correre al “rifugio antiaereo” (ovverosia nella solita cantina del fabbricato dove abitavamo la quale era talmente “sicura” che se avessero bombardato con palline da ping-pong noi saremmo rimasti seppelliti sotto le macerie come sorcetti). Per fortuna il “botto” fu unico e raro…almeno nel nostro rione. In serata venimmo a sapere che cosa era realmente accaduto…Fino ad un certo punto!
A confine con il parco del Colle Oppio, vicino casa nostra, più precisamente in via Mecenate, c’era allora e c’è ancora oggi, una clinica privata, forse convenzionata, sulla quale quel famoso giorno dell’estate del ’43 cadde…non si sa bene se una bomba o addirittura un piccolo aereo da ricognizione. Ancora oggi non credo ci sia qualcuno di noi, all’epoca abitanti in quella zona, che sappia con certezza la realtà dell’accadimento. Di sicuro la clinica subì danni ingenti.
In casa nostra, da quel giorno e fino al termine della guerra, nell’ordine del giorno fu prudentemente cancellata la consueta pennichella…con o senza botto.
2^) - FINALMENTE
Il 1945 fu un bellissimo anno.
Infatti il 25 aprile con la liberazione di Milano e Torino finì la guerra in Italia iniziata il 10 giugno1940. Il 7 maggio con la resa della Germania ed il 15 agosto dello stesso anno con la resa del Giappone finì la Seconda Guerra Mondiale iniziata nel settembre del 1939.
Tra il 1946 e il 1948 molte cose importanti avvennero in Italia: il referendum monarchia-repubblica, l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, le primi elezioni politiche.
Di tutto ciò, noi ragazzi, non ne avevamo piena consapevolezza. Peràltro la guerra e le sue conseguenze quali la disoccupazione, l’emigrazione, l’indigenza hanno contribuito non poco allo sconvolgimento della vita di tanti.
Io poi, irrequieto com’ero, ho vissuto gli anni dal 1944 al 1948 quasi assente dall’ambito della mia famiglia composta da mamma, papà e da quattro fratelli nati rispettivamente nel 1928 il primo, nel 1930 il secondo, io, nel 1934 il terzo, nel 1937 il quarto.
Tornando alla mia irrequietezza in quei quattro anni, trascurai gli studi scolastici per molto tempo intento com’ero a cercare altre priorità come quella di un lavoro qualsiasi per “portare qualcosa a casa”. Mio padre, non avendo mai voluto prendere la tessera del fascio, non ha mai lavorato come statale, parastatale o comunale. Faceva il venditore porta a porta alternato con occupazioni temporanee di macchinista teatrale e di maschera nei cinema. Eppure non è che ero costretto a lavorare dai miei genitori ai quali invece, con il mio comportamento, ho creato non poche preoccupazioni. Non volendo più studiare in quel periodo ho fatto un certo numero di vari mestieri a me consentiti data la mia giovane età, tra i quali:
- in un teatro quando ho lavorato come aiuto del macchinista di palcoscenico, mio padre. In quel teatro andò in scena, per un certo periodo, una compagnia di riviste con Renato Rascel, comico e capocomico e la moglie Tina De Mola cantante e soubrette;
- qualche mese dopo, con l’ausilio di mio padre, fui assunto come apprendista da una ditta che si occupava di commercio, manutenzione e riparazione di grosse macchine calcolatrici americane;
- trascorso poco tempo, per guadagnare qualcosa in più, mi licenziai e cambiai la “professione” andando a fare una specie di bigliettaio, lavoro in nero, su delle scalcinate camionette che all’epoca si occupavano del trasporto pubblico abusivo in sostituzione dei mezzi pubblici regolari ancora non funzionanti. La “nostra linea di servizio” era quella da Piazza San Silvestro alla Stazione Termini e ritorno. Per di più “garantivamo il servizio notturno” post teatro e concerto;
- sempre con mio padre, in un cinema centrale, mentre lui lavorava come “maschera” io per un po’ feci una specie di aiuto operatore ed in seguito il venditore di bruscolini-caramelle-mostaccioli durante gli intervalli del film nonchè addetto alla sorveglianza dell’uscita di sicurezza sul retro della sala di proiezione. Quest’uscita di sicurezza confinava con quella di servizio di un grande albergo requisito dall’esercito americano dove vi lavorava come sguattero un mio amico d’infanzia il quale, durante le pause, veniva da me, mi portava roba da mangiare ed io, in cambio, facevo entrare “a sbafo” lui e non so quanti altri nostri coetanei;
- ancora nello stesso teatro dove avevo già lavorato come aiuto macchinista, riuscii di nuovo ad entrarci, sempre lavorando in nero, come aiuto dell’aiuto dell’elettricista ufficiale: praticamente eravamo in tre e, combinazione, tutti con il nome Aldo. Ma mentre i primi due Aldo operavano in palcoscenico, io ero addetto al funzionamento dell’unico grosso riflettore sistemato al centro della galleria sovrastante la platea del teatro. La compagnia di riviste che andava in scena era composta da “Oly Macri and his orchestra”, dalla cantante-soubrette Luisa Poselli sposatasi in seguito con l’attore-caratterista Mario Carotenuto e dal comico Armando Libianchi;
- venne la volta di fare l’aiuto del manovale che aiutava il muratore. Il lavoro consisteva nel fabbricare travi di mattoni forati e cemento armato con tondini di ferro necessari per la costruzione dei solai. Lo stabilimento si trovava in periferia ma io dovetti interrompere appena tre giorni dopo perché quando rientravo a casa la sera avevo le mani piagate e sanguinanti;
- il lavoro successivo mi fu trovato da mio padre tramite la conoscenza di una persona in un’associazione di industriali dove fui assunto come usciere-fattorino. Penso che mi comportai bene dato che il Presidente di questa Associazione mi prese a benvolere e mi disse che dovevo riprendere gli studi iscrivendomi a sue spese in una scuola serale per ragionieri. A causa della mia mancata voglia di studiare ancora una volta pensai bene di commettere l’ennesima sciocchezza e la sera, invece di frequentare l’Istituto, me n’andavo regolarmente in giro a fare altro;
- infine, nell’impossibilità di trovare una qualsiasi altra occupazione, mi misi a fare saltuariamente il sostituto di mio padre che vendeva, a rate, porta a porta, alcuni articoli per l’igiene personale e di profumeria e romanzi storici (e polpettoni) a puntate.
Dulcis in fundo, nel turbinio di tutte queste mie pseudo-attività, non ho voluto farmi mancare tre mie brevissime fughe da casa: la prima verso Anzio (autunno’44), la seconda a Napoli (estate’45), la terza ed ultima a Genova (primavera’48) giacchè m’era venuta la “bellissima” idea d’imbarcarmi clandestinamente in una nave qualsiasi diretta chissà dove. Incoscientemente non ho mai pensato alle angosce dei miei genitori i quali loro stessi insieme a mio fratello più grande erano costretti ogni volta ad andare a cercarmi dappertutto.
Improvvisamente, come fu e come non fu, a dicembre del 1948 rinsavii! Entrai come impiegato privato in uno studio professionale e da allora diventai un’altra persona, completamente diversa dal giovane scapestrato che ero stato fino a qualche tempo prima. Ancora oggi mi chiedo a cosa devo la mia trasformazione. Io credo che vi abbiano concorso vari motivi e varie persone tra cui, principalmente, tutti i componenti della mia famiglia i quali non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto.

31 commenti:

Kaishe ha detto...

Eri proprio un tipetto calmo, eh?
Mi immagino la tua mamma con quattro.
Anzi, domani dirò alla mia (mamma) che la smetta di lamentarsi per aver avuto 4 femmine. Forse fossimo stati tutti maschi (e non solo l'ultima -IO- un maschiaccio) eravamo meno "casalinghe"...
Un abbraccio, Aldare'.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Davvero bellissimo il ricordo del movimento di luci sul soffitto della tua stanza. Mi ricorda come facevo passare il tempo nell'infanzia, quando nessuno aveva ordinato che il tempo dovesse essere riempito, direi rimpinzato da TV e videogiochi: poveri bimbi d'oggi!
Volevo poi riferirmi a quando tu dici della tua trasformazione: sai, io non ricordo nessun momento così nella mia vita, forse perchè ero un bambino bravo (così dicono, ma non ne sono affatto orgoglioso, anzi tutt'altro!), ma si dice che i maschi, crescendo, a un certo punto devono fare questo salto. Che anzi, alcuni non lo fanno mai e rimangono degli eterni bambini.

NADIA ha detto...

HOLA Sor Aldo, buongiorno!!!!
Che tipetto che eri da giovane, scapestrato e de coccio ma bravo!!!
eheheeh!!! Ho imparato che se da giovane sei scapestrato poi da adulto cambi e diventi un'altra persona, mi piace questa cosa!
Ti auguro una splendida giornata da me sta uscendo un pallido sole....speriamo che il tempo migliori non ce la faccio più!!!
un abbraccio mega-galattico e un besito sul naso!!!
hasta siempre!!!

il monticiano ha detto...

@Kaishe: Stavo andando verso una china pericolosa e meno male che a
quei tempi non si parlava di tossicodipendenze (o se la droga girava era per i ricchi).Ho dato molti dispiaceri ai miei e adesso faccio il pianto del coccodrillo.

@Vincenzo Cucinotta: Sì, in effetti, il movimento delle luci sul soffitto mi è rimasto impresso a tal punto che ci penso tuttòra.
Sono talmente cambiato a 18 anni che il salto è stato triplo. E meno male!

@NADIA: Hola ma, scusa, ho sentito
in giro che hai infornato un certo ciambellone. Che fine ha fatto?
Ebbene sì ero de coccio e scapestrato. Poi però sono riuscito a cambiare, non da solo.
Pure qui all'Esquilino il sole è uscito e io mi sento migliorato nell'umore. Sono disposto a rinunciare al besito sul naso in cambio di un paio di fette di quel ciambellone.
HASTA SIEMPRE!!!

La Mente Persa ha detto...

Aldo e le sue marachelle :)
Lo sai che i tipi scapestrati, abbiano o meno messo a posto la testa, risultano più simpatici degli altri?
Io da piccola mi arrampicavo sugli alberi e i tetti dopo aver letto "il barone rampante"...
:) gio

zefirina ha detto...

battuta scontata dal''altra parte uno che abita in via della polveriera solo con il botto la può fare la pennicchella

p.s. l'ho sempre odiata anche io, e leggevo sempre di nascosto sotto le coperte

catone ha detto...

Beata gioventù pazza e scriteriata! Malinconia e gioia nel ricordare i BEI tempi andati. Un affresco di vita. Un saluto

upupa ha detto...

caro monticiano...i ragazzi calmi e buoni no mi sono mai piaciuti!!!!!!!!bravo
un abbraccio

Le Favà ha detto...

Aldo ti facevo più mite :P

Ora assomigli a quei bulli che fanno vedere per televisione. :P
Scherzo.

I tuoi racconti sui tempi bui del nostro paese li adoro. Sarà che non ho mai avuto la possibilità di sentirli dai miei nonni. Morti primi che elaborassi un senso di critica.

Grazie.

ANNA ha detto...

Scapestrato o meno hai vissuto, almeno hai qualcosa da raccontare! E mi pare che tu sia venuto su ugualmente bene! "mi pare" ma magari mi sbaglio! ihihihihihih

il monticiano ha detto...

@La Mente Persa: anche se non sono mai riuscito a salire su di un albero penso mi sarebbe piaciuto vivere come "il barone rampante" un bel libro di Italo Calvino che mio figlio mi dette da leggere 7-8 anni fa. Ricordi Sinforosa?

@zefirina: mannaggia...la battuta del botto e la pennichella collegati a via della polveriera non m'è venuta in mente! Però sono contento che l'hai fatta te. A quei tempi invece di leggere io già fantasticavo. Malgrado la
guerra in corso.

@catone: un saluto a te che commenti quei miei "bei tempi andati" con così belle parole.

@upupa: ero tutt'altro che un pappamolla ma un pò troppo irrequieto sì anche se venivo considerato il cocco di mamma.

@Le Favà: bullo non lo sono mai stato, scapestrato sì. Ma quelli erano veramente tempi bui sotto molti aspetti. Adesso li racconto ma viverli allora non è stato tanto semplice.

@ANNA: invece non ti sbagli perchè non sono venuto sù tanto bene, "mi pare", perchè sono rimasto fermo ad un metro e sessantacinque scarsi di ...altezza?.Il resto invece OK.

Lara ha detto...

Sei stato scapestrato, ma a me viene da pensare che proprio quelle marachelle abbiano contribuito a formarti così come sei, una persona eccezionale.
Ma hai avuto anche una famiglia favolosa.

Ciao caro Aldo, un saluto e tutta la mia ammirazione.

P.S. Concordo con Vincenzo Cucinotta sul ricordo del movimento di luci sul soffitto.
Osservazioni attente e rare, le tue.

solopoesie ha detto...

CIAO!!!
Bello leggere i tuoi ricconti . certo che ne hai fatta di strada .

Io sono figlia del....Dopo guerra .
quindi non ho ricordi della guerra ma in proposito il dopo guerra .

i ricordi sono bruttissimi in casa mia il cibo era solo un miraggio ..
Mio padre quando tornò dalla guerra non avevo più il suo lavoro...

C'erano delle bambine che il loro papà avevo un lavoro stabile mangiavano tutti i giorni...
quanta invidea perovavo nei lori confronti .

Ricordo che Ai Natali loro già mandavo la letterina alla befana ,
Anch'io le scrissi la letterina , chiesi solo 2 cose :

Cara befana il regalo che vorrei da te per il giorno di Natale vorrei che tu mi portassi una ciotola di latte ,con tanto ma tanto pane....
Ci sono voluti moltissimi anni perche la mia letterina arrivasse alla befana e esaudisse questi miei e desideri..
Ho voluti dire questo per dire a tutti che io
Idio tutte le guerre .che non ci siano mai più guerre ..
Scusami se ti ho annoiato

TI AUGURO UNA FEICE NOTTE...LINA

La Mente Persa ha detto...

Si, la ricordo vagamente. Da piccola il mio preferito di Calvino era il "Visconte dimezzato". Da grande ho amato molto "la taverna dei destini incrociati".
Domani per farmi perdonare dei video della BBC posto qlcosa di divertente, almeno spero lo sia :)
gio

il monticiano ha detto...

@Lara: Ce l'ho messa tutta per diventare una persona diversa da quella che ero in gioventù, naturalmente con l'aiuto dei miei.
Effettivamente le luci nel soffitto mi consentivano di fantasticare.

@solopoesie: Proprio vero, i primi anni del dopoguerra sono stati molto duri specialmente per chi aveva pochi mezzi a disposiozione.
La tua letterina alla "befana" ha fatto il suo effetto dopo, quando ha messo nella tua calza il dono di saper scrivere bellissime poesie. Non annoi affatto, anzi, al contrario. Felice notte anche a te.

@La Mente Persa: Purtroppo non ho letto gli altri romanzi di Calvino e me ne dispiaccio.
Brava, fammi riprendere dallo
shock subìto con quei tre "cosi" postando qualsiasi altro video, anche solo con le pagine gialle.

La Mente Persa ha detto...

Agli ordini!
Eseguo!
gio

Tua madre Ornella ha detto...

Caro Aldo
ti abbraccio ...
Un bacio
Ornella

NADIA ha detto...

Hola Sor Ardo er ciAmbellone a casa mia dura da Natale a santo Stefano, ma era divino, ti svelo un segreto ho la passione per i dolci e li faccio proprio bene..........il giorno che finalmente ci incotreremo ti faccio un signor ciambellone oppure dimme quek'è er dolce tuo preferito che tev lo faccio parola de nadia!!!
Un besito sul naso!!!
FORZA ROMAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
hasta siempre!!!

Buba ha detto...

sono passata per augurarti nuon fine settima e per accarezzare il tuo bel micione virtuale.... a presto

emanuela ha detto...

Tornerò a leggerti con più calma. Adesso sto facendo un giro per i blog femminili per augurare un buon 8 marzo. Il tuo non è un blog femminile, ma mi sembra molto vicino alle donne. Un salutone

Aglaia ha detto...

non credo tu abbia dato veri dispiaceri ai tuoi,,sapevano che avevano un bravo ragazzo come figlio,nel senso ottimo del termine!
buona domenica;-))

il monticiano ha detto...

A TUTTE LE SIGNORE I MIEI MIGLIORI AUGURI PER LA LORO FESTA 8.3.2003
*******
@La Mente Persa: Ti verrà appuntata una medaglia al valore per aver eseguito un'ordine in maniera così esemplare.

@Tua madre Ornella: Ricambio con molto affetto il tuo abbraccio.

@NADIA: Se hai la passione per i dolci come te la cavi con le crostate? Si fanno soltanto con marmellate od anche col miele e con
la nutella?

@Buba: il micione ringrazia e attende altre carezze, sai come sono i gatti.

@emanuela: è vero e io ammiro molto nelle donne la loro intelligenza...e non solo.

@Aglaia: Dovevo comportarmi meglio e dar loro meno preoccupazioni. Buona domenica anche a te.

Aglaia ha detto...

Grazie Aldo, a te un abbraccio ed un sorriso!:-))

marina ha detto...

sono passata per rifarmi con la lettura dei tuoi ricordi e per abbracciarti, marina

PS ti capita di passare su piazza vittorio la mattina? Un giorno mi piacerebbe incontrarti di sorpresa; dimmi i tuoi orari..
marina

amatamari ha detto...

Scrivi che nel dicembre del '48 diventi un'altra persona...mmm...è stata una donna a compiere la trasformazione o la necessità di trovarti un impiego stabile?

:-)

chicchina ha detto...

Che bello ritornare e leggere le tue cronache.leggerò anche il resto perchè hai una capacità evocativa notevolissima,sei spiritoso ed ami la vita,sbaglio?.
Ho appena qualche anno in meno e le cose che racconti,cambiando i luoghi,potrebbero essere le mie storie,ed in parte lo sono per altri miei familiari.
E raccontando,crei delle belle pagine di storia,quella vera,vissuta.
Un saluto carissimo e continua a raccontare,almeno qualcuno più giovane di noi,hai tanti estimatori,può apprezzare quello che allora si è tentato di ricostruire.Chicchina

il monticiano ha detto...

@Aglaia:Sei molto generosa e io ricambio con altrettanta generosità.

@marina: spero di esserci riuscito. Nel frattempo ti abbraccio anch'io.

@amatamari:...mmm!...io lo dico da sempre: Voi donne avete un'intelligenza spaventosa.
"La prima che hai detto"!. Aggiungo che l'impiego stabile e l'inizio del mio mestiere lo devo a lei.

@chicchina: Già ma a prezzo di tanti sacrifici. Spero anch'io che i più giovani comprendano ed apprezzino quello che noi abbiamo cercato di fare anche per le generazioni successive alla nostra.
Ti ringrazio per un commento così eloquente.

Kaishe ha detto...

Buongiorno Aldare'... siamo pronti per una nuova settimana, ma inconrci qua o là ci aiuta a viverla meglio!!!

NADIA ha detto...

hola sor aldo buongiorno!!
Allora le crostate è un dei punti forti, le faccio con ogni tipo di marmellata, con la nutella, con la ricotta tipaca crostata romana con cannella, gocce di cioccolata ...ummmm divina col miele non l'ho mai fatta, ma con la crema al latte si!!!
quindi il tuo dolce preferito è la crostata???
besito!!

♥gabrybabelle (^..^) ۶(๏̯͡๏)۶ ha detto...

Montyyy,io aDDDoRRo le pennichella,specie quelle estive,all'obra di un Sol cocente,cullati da un leggero venticello....eh.eh.eh.
Da ragazzina le suore ci obbligavano a farlo,ma noi discolacce preferivamo mille volte andare a giocare,bisognava aspettare il pre-desio-Quando il solce cocente s'era acquietato(hao'' si scrive con il cq o il cc..bha?amnesia da vecchiaia,va be hai capito) Con il tempo,specie con il caldo magari in riva al mare cullati dalle onde è propio bello-Certo che un apennchella con botto è....da pauraaaa!!!

Out Topic:
Gioia mi sono dimenticata di lasciarti questi

PAPAVERI ROSSI..



Oltre alle mimose e i tulipani rossi ci sono anche i.......
PAPAVERI ROSSI...SI SI BELLINI..ROSSI ROSSI....

QUESTO IL LINK ESATTO..


clicca sulla lente di ingrandimento a sinistra sopra la foto,ci sono le varie misure della grafica
♥gabrybabelle(^..^) ۶(๏̯͡๏)۶.

il monticiano ha detto...

@Kaishe:Ti devo ringraziare per l'Aldare', come mi saluti tu, perchè, non so se te l'ho già detto,così mi chiama affettuosamente, sin da quando eravamo piccoli, mio fratello più grande che ha superato gli 80.
Buona settimana anche a te.

@NADIA:Hola! Sono in attesa della chiamata per un paio di crostate:una con marmellata d'albicocche e l'altra con nutella. Le misure almeno una trentina di centimetri. Se sono più grandi non mi tiro indietro.
HASTA SIEMPRE!!!

@gabry: sono immerso nella visione di papaveri rossi, grafica, bellissime foto e la Sardegna (da parecchi anni mio figlio e la sua famiglia vanno a Carloforte-Isola di S.Pietro. Una magnifica vacanza in una splendida località che tu conoscerai senz'altro)