lunedì 12 ottobre 2009

OSTERIA NUMERO UNO PARAPONZI PONZI PO...

Mi mancava questa parte dei miei ricordi poi, leggendo un post di Serenella – Maremé che trattava delle osterie, m’è venuto in mente di scrivere qualcosa riguardo allo stesso argomento.
Un passo indietro.
Veramente un passo indietro di cinquantaquattro anni, dato che fino al ventiseiesimo ero single e frequentavo quei locali caratteristici almeno da dieci anni prima.
Allo scopo di individuare meglio la loro posizione cerco di descrivere la zona dove si trovavano e che facevano parte integrante di un gruppo di fabbricati ad uso abitazioni e negozi vari. La combriccola della quale facevo parte chiamava questa zona “Isola del zibibbo”. Essendoci nato sono pertanto un isolano. Andiamo adesso a spiegare perché gli è stato attribuito quel nome. Questa piccola parte del 1° Rione di Roma, il Monti, era ed è racchiusa tra via della Polveriera, Largo della Polveriera, via delle Terme di Tito, via Nicola Salvi, via del Fagutale e via Monte Oppio. Per entrarvi bisogna scendere dal Colle Oppio-Domus Aurea-Casa di Nerone, oppure salire dal Colosseo, oppure ancora dalla salita dei Borgia e annessa gradinata.
Tre erano le osterie a quei tempi:
- la prima, a via della Polveriera angolo Largo della stessa, era annessa ad un “orzarolo” - soprannome di negozio senza forno che vendeva generi alimentari vari all’infuori di carne, pesce, frutta e verdura. I proprietari erano il sor Salvatore detto “er gricio”, la moglie sora Nunziata e un loro figlio Ennio detto “er gricetto”.
L’osteria apriva soltanto nei giorni feriali, dopo le 17.00. Noi bevevamo gazzose perché il vino costava troppo e la birra non andava di moda. Chi l’aveva fumava qualche sigaretta magari passandola poi a chi gli chiedeva “che me fai fa’ ‘na tirata?” e si giocava a carte – quelle napoletane - senza circolazione di soldi perché non girava ‘na lira, fino a che er gricio non ci buttava fuori. Avendo possibilità di scegliere la frequentavamo poco:
- la seconda, a via delle Terme di Tito angolo Largo della Polveriera, era osteria con possibilità di consumare cibi propri ovvero da coloro che erano chiamati “fagottari”. Il proprietario era il sor Felice il quale era aiutato da tre figlie femmine. Per questo fatto, forse, era la più frequentata dal mattino fino a sera inoltrata sia da noi “isolani” sia da operai edili e non solo. In questo locale c’era anche la possibilità di aggiungere al vino, per chi lo beveva, anche una o due spruzzatine di seltz contenuto dentro un sifone con un becco di metallo in cima. Interminabili partite a briscola, scopa, scopetta e tressette “cor morto” o senza ci aiutavano a farci arrivare all’ora di cena;
- la terza, sempre a via delle Terme di Tito verso via Nicola Salvi, era quella meno frequentata forse perché poco accogliente. Un unico locale, buio e con un cesso invisibile. Il figlio del proprietario, sempre nell’attesa di clienti, si chiamava Nestore ed era un nostro amico. Tranquillo, silenzioso, si faceva i fatti suoi e non dava fastidio a nessuno.
Confinava con un bar-latteria-tabacchi in angolo tra via Nicola Salvi e via Terme di Tito. Aveva una vista stupenda sul Colosseo che quasi si poteva toccare con mano. Esagero d’accordo, però era vicinissimo, sempre frequentato da grosse comitive di turisti. Anche questo bar aveva un piccolissimo locale dove si poteva giocare a carte ma dove però si doveva consumare qualcosa che aveva un suo costo al di sopra delle nostre possibilità. Il proprietario, piuttosto bonaccione, era il Sor Augusto. Lui e il Sor Giggetto, fornaio di via Monte Oppio, figurano con tanto di nome e cognome nel mio Estratto dal Registro degli Atti di Nascita, quali testimoni della mia nascita. Erano entrambi conoscenti di mio padre e la nostra famiglia faceva parte della loro clientela.
Ricordo che a quell’epoca ognuno di noi aveva un soprannome. Il mio era “er ficozza” per via di un colpo che avevo ricevuto sulla nuca gentilmente offertomi da un mio coetaneo. Poi c’era “er bacheca”, “er fazenda”, “er bucio nero, “er ciruzzo” , “er cammina” e tanti altri che adesso mi sfuggono.
Mi viene in mente adesso che nel ’49 o nel’50 fu presentata una bibita in concorrenza con la coca cola. Si chiamava Chinotto Neri e non era male. Andava a ruba specialmente nelle osterie.
Io non ero un bevitore di vino e non lo sono mai stato, ma una volta, avevo circa diciotto anni, presi una tale sbronza che mi dovettero quasi ricoverare.
Quella che poi era diventata la mia ragazza, m’aveva detto no! Altri tempi.

36 commenti:

rosy ha detto...

Che bella questa storia.. come ti chiamavano? Ficozza!
Sai che il chinotto è la mia bevanda preferita? Dopo il vino.
L'osteria, è un posto magnifico io ci andavo perchè sapevo che c'era mio nonno, come mi vedeva, mi strillava entra! poi si rivolgeva all'oste e gli strillava...porta un quartino e baccalà fritto per mia nipote. Mi sedevo nello scannetto di legno accanto a lui mangiavo il baccalà e il nonno mi versava un bel bicchiere di vino e mi diceva...bevi bevi che il vino fa buon sangue e io bevevo e vecchietti intorno scherzavano e ridevano tra loro mi incantavo a guardali quel posto mi piaceva c'era un sacco di fumo ed io mi immaginavo di stare su una nave, perchè la nave? non lo so i vecchietti cantavano in coro la canzone del titolo del tuo post...osteria numero 5 parapozipozipo, il tenente fa le prove, fa le prove sul divano con la figlia del capitano e dammela me biondi e dammela biondàààà
Ciao ficozza lo dovevo dire dai solo per stavolta prometto che non lo faccio più
Notte serena
Grazie per questa ventata di ricordi che attraverso i tuoi ho rispolverato...

Kaishe ha detto...

Buongiorno ciciornia carissimo.
Sono tornata... mo' metto a posto le idee e rispolvero il ricordo di quando, per far colpo su un certo tipo (che poi ho sposato) mi sono bevuta ben 2 Amaretto di saronno...
Che notte ho poi trascorso?
Avevo la nausea e la lacrima facile (Cjoche vajote, la chiamiamo noi. Cioè l'ubriacatura che induce al pianto).
E l'indomani un mal di testa mostruoso.
Ma sono esperienze che più o meno si fanno da giovani...

Pupottina ha detto...

eheheheheheh
la tua ragazza!!! altri tempi!!! ma l'hai sposata o poi ne hai scela un'altra?
questo post è simpatico già dal titolo!!!!

Aldo, buon inizio settimana ^_________^

Punzy ha detto...

Er ficozzone!!!!

pero' a me il chinotto non mi piace..

Angelo azzurro ha detto...

Così tutti ti conoscevano come: "Er Focozza"...Troppo simpatico 'sto nome!

luly ha detto...

I tuoi racconti mi arrichiscono, ogni volta, di notizie sulla tua Roma e di sorrisi. Un abbraccio forte, caro Ficozzo!:)

Susanna ha detto...

E' tornato, il Chinotto Neri! E' pure buono...

gatta susanna

ALEPH ha detto...

Bello si! Però io resto sempre sbalordita dalla tua toponomastica.Ma come cazzarola fai a ricordare tutte ste vie, sti angoli, ste strade con nomi e cognomi? Io non so neanche le vie del mio quartiere...

il monticiano ha detto...

@rosy: quel bozzo in testa che sta per ficozza ancora me lo ricordo.
L'atmosfera delle osterie d'una volta era veramente gioiosa e quella canzoncina era molto divertente. Son contento di sapere che anche tu la ricordi. A me se mi dici ficozza non me la prendo per niente.
Felice notte rosy.

@Kaiske: Galeotto fu l'amaretto.
Simpatiche le parole nel tuo dialetto per definire l'ubriacatura, ma quando si è giovani qualche volta è permesso.
Naturalmente bentornata fra noi.

@Pupottina: Sì, sì, otto anni dopo l'ho anche sposata.
Simpaticamente ti auguro buon inizio settimana.

@Punzy: Non so nemmeno se chinotto neri esiste ancora. Hai notizie in proposito?
Un saluto dar ficozzone.

@Amgelo azzurro: Sì "er ficozza" è un soprannome simpatico ma è da dove è nato che non mi piaceva.

@luly: Sono contento che er Ficozza ti faccia sorridere.
Un abbraccio anche a voi, carissimi.

@Susanna: Quella bibita ha ancora degli estimatori, bene, però esiste?

@ALEPH: Presidente io non mi avvalgo della facoltà di non rispondere perciò la informo che quelle strade dell"isola del zibibbo" le ricordo benissimo in quanto ho vissuto in quei luoghi per 26 anni, li ho frequentati per altri 20 anni, ci ritorno ogni tanto. Nostalgia e anche una sbirciatina alla pianta della zona tanto per rinfrescare la memoria.

stella ha detto...

Il chinotto non mi è mai piaciuto, l'amarognolo che ha? non so.

Beata gioventù!

Anna2 ha detto...

Ciao Aldo, io non Ti chiamerò mai col soprannome,a me non è piacciuto
nè averlo nè darlo,il proprio nome è cosi' bello,cosi' aperto e cosi' interessante....Io ho quasi fatto come Tè,solo che è stato l'opposto,
mio marito ha detto lui NO...
Pioveva a dirotto,la nostra cinquecento è slittata,e ha tamponato.non si poteva fare il viaggio di nozze.Al pranzo mio marito per tutto il pomeriggio
ha fatto i musi,(cioè il martire)
tanto che il cugino gli ha prestato la sua cinquecento nuova,ancora in garanzia,e durante il viaggio di nozze,abbiamo fatto il rodaggio. Scusami,mi sono lasciata andare.
Un caro saluto, una buona notte,
un bacio sulla guancia da Anna2.

Pupottina ha detto...

tranquillo Aldo! come te sono troppo attaccata al mondo dei blog e quindi non riesco a non scrivere qualcuna delle mie soltanto per aver degli amici (che potrebbero essere migliori di quelli che ho nella vita reale) in più da salutare....
buon martedì ^____________^

La Mente Persa ha detto...

Adesso ti tortureremo chiamandoti Er Ficozza :P

NADIA ha detto...

Hola Sor Aldo " er ficozza"
mo te torturo ahahaha

a me er chinotto nun me piace, prefersisco un buon bicchiere de vino (te ricordi er quartino se chiamava fojetta)o de birra...
hasta siempre!!!

ANNA ha detto...

Osteria numero unoooooooooo paraponzi ponzi paaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!! che bello sentire quando racconti dei bei tempi che furono e delle cose semplici che rendevano felici e adesso niente basta mai a colmare un'infelicità latente! :S abbraccione

il monticiano ha detto...

@stella: A quei tempi piaceva molto ma anche oggi ha i suoi estimatori.
Per amarognolo intendi amaretto di Saronno? E' un liquore, molto buono.

@Anna2: Il soprannome non mi dà alcun fastidio, in tono scherzoso meno che mai.
Divertente l'episodio del tuo viaggio di nozze, chissà che spasso.
Ricambio con affetto saluti e baci.

@Pupottina: Io tranquillo ci sto ma tu non lanciare avvisi di latitanza dal blog.
Buona giornata a te e Kevin.

@La Mente Persa: Er Ficozza ringrazia e saluta affettuosamente.

@NADIA: Hai fatto bene a ricordammelo. Le fojette, che nostalgia, specialmente se vino de li Castelli e con un par d'etti de porchetta.!
HASTA SIEMPRE!!!

@ANNA: Te la ricordi pure te 'sta canzoncina?
Uno ricorda e gli tornano in mente anche motivetti canori.
Un abbraccione anche da me.

serenella ha detto...

Ehhhh....bellissimi questi ricordi.
Io ti richiamo dei ricordi....tu li richiami a me. Non ho le osterie tra i miei vissuti. Del resto qui, di osterie se ne vedono pochge. Nei miei ricordi ci sono le paninoteche, sale da tè, bar romantici, pizzerie. Le delusioni d'amore...beh, quelle ci sono di tutti i tempi. Ciao Aldio...non sono molto presente: due intere giornate a scuola. Non capisco cosa stia accadendo al mio blog.
Grazie per la tua disponibilità.

Ruby ha detto...

Ciao Aldo, eccomi qua per ultima ma in questi giorni non riesco a star troppo dietro ad Internet.
E' sempre un piacere leggere ciò che scrivi, soprattutto perchè sa di quotidiano, di vissuto.
Ehhh le osterie! Altro che quei ristoranti di oggi dove tutto appare bello ma di sostanza non ne trovi!
W Le Osterie!
Un bacio e buon martedi sera!

riri ha detto...

Ciao Aldo, il chinotto mi piaceva molto, adesso si chiama solo chinotto, ma a dirti il vero oggi preferisco altre bibite..i soprannomi sono fortissimi, io li adoro, li mettevo a tutti gli amichetti/e e ad alcuni sono rimasti nel tempo, questo accadeva a Napoli ben 40 a. a.c.:-) Peppe lo smilzo perchè alto e magro, l'avvocato delle cause perse(un amico che difendeva sempre tutti..a prescindere, poi il filosofo ecc...
Bello il tuo post, fa venire in mente ricordi lontani, qui a Torino c'erano "le piole", forse qualcuna c'è ancora, si andava a bere un bicchierino ed a sentire musica popolare.
Buona serata.

NADIA ha detto...

holaaa sò nà Romana strana perchè la porchetta nun me piace, come nun me piace la pajata (sabato sera il solito gruppo di amici l'hanno cucinata da me che schifo) io me sò accontantata di insalata e bistecca ma te giuro che vado matta per la trippa e la coda alla vaccinara .....ummmmmmmmmm solo ar pensiero me sò ingrassata 2 kg

a Sor A' ma te ricordi le fraschette ai castelli vino formaggio e certe ciucche ahahahahaha....................
un besito!!!
hasta siempre!!!

stella ha detto...

Aldo, ora non disdegno il grappino.

il monticiano ha detto...

@serenella: Il tuo post sulle osterie mi ha fatto tornare in mente i bei tempi.
Ti auguro buon lavoro per la scuola, son giornate dure queste.
Il tuo blog ancora zoppica purtroppo e mi dispiace. Ciao.

@Ruby: Con i ristoranti non c'è proprio paragone, tutto molto diverso, altra atmosfera.
Ti ringrazio e ti abbraccio, buona notte.

@riri: Anche voi avevate l'abitudine di appioppare soprannomi. D'altra parte quando si ha quell'età lì, piace scherzare. A Torino le "piole", qui a Roma osterie o fraschette ma anche "er buchetto".
Buona notte anche a te.

@NADIA: Hola, è un delitto non adorare la porchetta,io la mangerei
a colazione, pranzo, merenda, cena e dopo cena al posto del dolce.
Le fraschette ai Castelli Romani sono rinomate in tutto il mondo.
HASTA SIEMPRE!!!

@stella: l'idea del grappino la sera non è malvagia.
Ci devo fare un pensierino.

Francy274 ha detto...

Che bel racconto, vero. Quando la gente si divertiva con niente. Forse c'erano tanti problemi ma fuor di dubbio una grande umanità, la voglia di stare insieme.
Belli i nomi romaneschi, inducono ad un cameratismo ormai sciamato se non in qualche rione, penso.
Er "ficozza", ma guarda che lazzaroni i Tuoi amici, è proprio vero che ride delle ferite altrui chi mai ferito fu...ed io sto ridendo.
Un abbraccio, con stima
Francesca

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaaaaaaaa
Sor Aldo bello (detto er ficozza)

Qui Siberia stamattina quando hio accompagnato mio mio figlio al pulman ore 7,15 faceva 4° freddo freddo ...nun ce la posso fa ......
buona giornata un besito!!!
hasta siempre!!!

Antonella ha detto...

Bei tempi senza dubbio...ed anche una Roma fantastica e meno dispersiva forse! E' bello tornare indietro e ricordare quei momenti così lontani dalla realtà di oggi! Che bei tempi!
Quando hai tempo, passa su Animali e Poesie...c'è una sorpresa per te! Grazie carissimo narratore!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ci sono momenti che restano come ricordi indelebili a cui aggrapparsi per contunare a sognare.
Un caro saluto.

Antonella ha detto...

Caro Aldo, la storia di MUCCI è sul mio blog...bellissimi ricordi che rimangono nelle mente come tanti piccoli flash che hanno donato tanta allegria, tanta gioia e tanti sorrisi...Un bacio a lei ovunque sia!

Nicole ha detto...

Allora in ordine:
Chinotto...lo bevo ancora adesso è la bevanda degli intenditori e non è facile trovarla ovunque.

Carte...mi hai fatto venire voglia di tressette!:)

Osterie...quando ero piccola potevo guardarle solo da fuori. Mi arrivava alle narici il tipico odore di tabacco , vino e uomini.


E infine tu...ma per ultimo, perché meriti gli applausi. Un post bellissimo, di ricordi belli e un po' malinconici. La tua storia, le nostre storie.

ALEPH ha detto...

Minkiaaaaaaaaaa, hai più premi che anni ormai! Complimenti Bardo!

Jasna ha detto...

Er picozza! fantastico... sai che mi sembrava di esser li con voi! anch'io ho un bel ricordo delle cantine romane ... esattamente quelle di Frascati... con i piedi sotto il tavolo a mangiare porchetta e a sorseggiare il vino dei colli.... bravo Aldo allietaci con le tue meravigliose storie. un bacio fortissimo.

Aglaia ha detto...

il chinotto neri è IL chinotto per eccellenza e tutt'ora una bontà!!!
un abbraccio caro Aldo!

Pupottina ha detto...

stai già lavorando al prossimo racconto: sono sicura.... e resto in attesa....
buon giovedì ^______________^

il monticiano ha detto...

DA IERI LA CONNESSIONE INTERNET DI PASQUALE - il mio maligno pc - HA PENSATO BENE DI ANDARE A FARSI UNA DORMITINA.
STO CLICCANDO DA UN INTERNET POINT.

Interpellato chi di competenza ha risposto che provvederà.

MI SCUSO PER L'INTERRUZIONE DOVUTA A PROBLEMI DI NATURA TECNICA.
LA TRASMISSIONE RIPRENDERA' APPENA
POSSIBILE.

il monticiano ha detto...

@Francy274:Sono molto contento che il mio ricordo ti abbia fatto ridere e, a quanto pare anche il soprannome. Io non me la prendo. Tutti noi a quei tempi ne avevamo uno ed ai ragione sulle atmosfere di quegli ambienti con il loro modo di vivere.
E vivevamo, credimi.

@NADIA: Anche qui fa freddo. Pensa che io sono un freddoloso e sto gia con il plaid sulle gambe.
Un besito anche a te e
HASTA SIEMPRE!!!

@Antonella 1°) e 2°): Bei tempi davvero. Io spero che anche le nuove generazioni abbiano potuto viverli e li vivano come me, mi auguro di si.Avevamo meno pretese.
Grazie infinite per il premio e per la pubblicazione dello scritto su Mucci: quelle foto sono una meraviglia.
Un salutone.

@SCHIAVI O LIBERI: E' vero, ce ne vorrebbero molti di quei momenti almeno per continuare a sognare.
Un caro saluto anche a te.

@Nicole: Mi felicito con te. Hai scrito un commento dettagliatissimo
Se ci dovessimo incontrare, io lo spero, un chinottino e una partita a tressette non ce li può togliere nessuno.
Grazie tante per tutto il resto.

@ALEPH: Vuol dire che quando arriveranno a 80, se ci sarò ancora, aprirò un altro blog.
Mizzica che spasso.
Ciao.

@Jasna: Aaah! Birichina anche te conosci le fraschette e la porchetta. Che nostalgia e che tempi. Ti ringrazio per tutto.
Un forte abbraccio a voi tutti.

@Aglaia: E pensare che credevo l'avessero sostituito con altra bibita e invece esiste ancora.
Ciao carissima.

@Pupottina: E te come fai a saperlo?
Grazie e buona giornata.

Pierprandi ha detto...

Gran bel racconto Aldo.
Il chinotto lo conosco bene visto che boicotto tutti i prodotti coca cola.. Un abbraccio Aldaccio

Luigina ha detto...

UHHH cosa mi stavo perdendo!! Hosteria numero uno: come Aldo non c'è nessuno! Lui ci allieta a piene mani coi sui ricordi Romani daghela a ber biondina, daghela a bér biondà. Il chinotto Neri era la mia passione da bambina. Sei una favolosa guida turistica di Roma