mercoledì 28 ottobre 2009

quinta ed ultima puntata de L'IMPREVISTO

Ho cercato più volte di interromperla ma lei ha voluto che io conoscessi ogni particolare perché sta cercando disperatamente in me quel conforto che io non riesco a darle divorato
come sono dallo sdegno e dall’intenzione di compiere chissà quale gesto pur di far pagare a quel criminale le atrocità commesse nei confronti di Rosi. Lei però, dopo essersi ripresa per quanto possibile, mi assicura che non la passerà liscia: si vuole vendicare con la stessa ferocia usata da lui. Le propongo di andare insieme al pronto soccorso e dai carabinieri ma non intende farlo poiché vuole prima telefonare alla madre e raccontarle ogni minima cosa, abituata a comportarsi in questo modo sin dalla nascita; insieme avrebbero concordato la decisione da prendere. La telefonata di Rosi alla propria madre scatenò una valanga.
L’indomani, primo pomeriggio del venerdì successivo alla vicenda, giunsero da Palermo entrambi i suoi genitori insieme ad un medico loro amico. Io mi ero ritirato discretamente nella mia camera: volevo che si sentissero più liberi nell’apprendere da Rosi i particolari di quanto era successo e nel decidere sul da farsi. Chiesero a Rosi di raccontare ogni minimo dettaglio dell’aggressione da lei subita e la fecero visitare dal medico il quale ne accertò le condizioni psico-fisiche e le prescrisse qualche lieve medicamento. Non ci furono né urli né strepiti di alcun tipo. Tutto si stava svolgendo con calma e decisione.
*******
Gli avvenimenti successivi procedettero velocemente come le sequenze di un film d’azione. Il capitano dei carabinieri Giannetto tese la trappola. Disse alla figlia di fare una telefonata allettante e suadente ad Enzo convincendolo a venire in casa da lei l’indomani, sabato, di primo pomeriggio, affermando che alla luce di quello che era successo era pentita di non essere stata gentile con lui fin dal momento in cui le aveva fatto vivere un’esperienza dolorosa ma anche piacevole, in qualche modo, e che era contenta di avere assaporato la sua virilità. Il furbastro, lusingato nel suo ego, non se lo fece ripetere due volte e le promise che avrebbero trascorso insieme un pomeriggio indimenticabile. Quel sabato sopraggiunse quasi troppo rapidamente ma le “operazioni” orchestrate impeccabilmente dal capitano Giannetto si svilupparono secondo lo scopo prefisso. Era una luminosa e splendida giornata di primavera inoltrata ma non per Enzo. Io e Agata, la mamma di Rosi, dovevamo uscire da casa prima dell’orario previsto per l’arrivo del furbastro, mentre il capitano si sarebbe posto nell’attesa in camera di Rosi la quale doveva aprire la porta al “suo ospite”, farlo entrare e poi - con una scusa - uscire anche lei.
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Poco prima delle 16, io e Agata usciamo. Dieci minuti dopo suona il citofono, Rosi risponde ed apre il portone ad Enzo. Gli apre anche la porta di casa e sorridendo lo accoglie con un finto bacio sulla guancia, lo fa entrare e lo saluta dicendo:
-Ciao Enzo, prego, vieni, vieni…scusami, però, devo uscire per pochi minuti perché non ho fatto in tempo a comprare un regalino che volevo tanto farti trovare: tu intanto accomodati pure in camera mia, mettiti a tuo agio, io torno subito
Enzo baldanzosamente si dirige verso la camera di Rosi apre la porta e:
-Oh,scusi, buongiorno forse sono venuto nel momento sbagliato
-No, no, sei venuto precisamente nel momento giusto, proprio così

-Penso sia meglio ritornare un altro giorno
-E perché? Entra, entra: ti ricordi di me? Tu sai chi sono io, vero?
-Sicuro lei è il padre di…
-Zitto verme! Tu non lo devi pronunciare il nome di mia figlia, te lo devi dimenticare, mentre invece è meglio che ti ricordi di questo…
Uno schiaffo tremendo arriva ad Enzo tra la guancia e la bocca, talmente violento da fargli torcere faccia e collo insieme. Sta per lanciare un urlo ma Giannetto gli preme una mano sulla bocca
-Tu non devi nemmeno respirare figurati se puoi urlare: mi capisci?
Enzo dolorante annuisce con la testa
-Ecco, bravo, sarò bravo anch’io con te lo vedi…Ho messo persino i guanti e vuoi sapere perché? Per non insudiciarmi con la tua lurida faccia schifosa, tieni…
Un secondo manrovescio si abbatte sul viso di Enzo il quale piange e singhiozza sommessamente
-Vedi Enzo le cose stanno così: tu ti sei permesso di dare due schiaffi a mia figlia così forti da lasciarle i segni sul viso e allora, siccome tu sei un uomo - perché tu sei un uomo, vero? te ne spettano almeno il doppio, tieni…
Ormai Enzo, letteralmente terrorizzato, dopo altri due pesanti schiaffoni, piange senza più alcun ritegno chiedendo pietà con un filo di voce
-Che dici? Non ti sento, mi dispiace…Invece ascoltami bene tu adesso perché ti dirò tutto una sola volta: tu hai fatto del male a mia figlia, molto male, l’hai anche violata, l’hai danneggiata nel corpo e nello spirito: non lo dovevi fare. Ed ora ti faccio il mio personale regalino… Sai, devi credermi é un regalone! Io conosco tuo padre e tua madre da molti anni, con tuo padre non siamo colleghi, né c’è differenza di grado tra noi, siamo come fratelli: io gli devo molta gratitudine perché una volta mi salvò la vita mentre eravamo in servizio. A loro non dirò nulla di nulla, non posso permettere che subiscano questo dolore, questa sofferenza e questa vergogna per colpa di un essere spregevole quale tu sei. Hai tradito la nostra fiducia e quella dei tuoi genitori: sarebbe molto semplice per me farti arrestare e condurre in un posticino dove saresti accolto molto amorevolmente ma, come ho promesso, ho un debito con tuo padre e i debiti si pagano. Anche tu da oggi in poi avrai un grosso debito con me e lo dovrai pagare, almeno in parte, con quanto dovrai fare. Da domani, capito che ho detto?, da domani tu scompari per sempre da questa città e dall’università che qui stavi frequentando insieme a mia figlia. Stasera te ne torni a casa: quando ti vedranno i segni che hai in faccia dirai ai tuoi che so…ecco… di essere caduto per le scale. Poi gli dirai che vuoi iscriverti ad un’altra università, sempre che tu abbia voglia di studiare, di voler cambiare città, nazione, mondo,insomma dovrai sparire: non potrai più farti vedere in giro. Sono stato chiaro? Hai capito quello che ho detto? Fammi soltanto un cenno con la testa perché mi schifo pure di sentire la tua voce
Enzo, sul viso una smorfia di dolore, annuisce con la testa, poi
-Per farti ricordare meglio quello che ho detto, tieni…
Lo colpisce duramente su entrambe le ginocchia
-Così renderai più veritiera la tua caduta dalle scale…E adesso togliti dalla mia presenza, sparisci prima che ci ripensi
Con una violenta spinta lo fa uscire dalla camera di Rosi e dalla porta di casa.
*******
Il lunedì seguente, appena qualche giorno prima della chiusura dell’anno scolastico Rosi si recò alla scuola dove aveva insegnato per salutare direttrice e colleghi ai quali fece presente di doversi allontanare con lieve anticipo per tornare in Sicilia a causa dei problemi di salute di uno dei suoi genitori. Giannetto e Agata decisero di partire insieme a Rosi quella sera stessa, poco prima di cena. Con Nico si salutarono affettuosamente, si abbracciarono e si dettero l’arrivederci per il prossimo settembre quando sarebbe iniziato il nuovo anno scolastico. Lo ringraziarono ancora una volta per tutto e gli rinnovarono l’invito per una vacanza da trascorrere a casa loro a Palermo. Agata si commosse quando lo abbracciò e gli disse di essere orgogliosa di avere una figlia come Rosi la quale, grazie al cielo, aveva con lei un rapporto tutto particolare: madre, sorella, amica e sapeva che di ciò che le accadeva le raccontava tutto, ogni minimo particolare. Uscita la madre, Rosi si avvicinò a Nico, lo avvolse con un forte abbraccio e, avvicinandosi al suo orecchio destro gli sussurrò:
“Quello di quella notte no”.

31 commenti:

ANNA ha detto...

Non so perché ma finisce sempre male per la donna protagonista.... e poi non ho capito una cosa... ma torna??? Perchè sembrava essere tanto presa dal suo ospite :) Io penserò che torni, dopo un po' di riposo a casa dei suoi! un abbraccio.

rosy ha detto...

E' fnita bene mi è piaciuta, il cattivo viene punito, il bravo premiato dall'abbraccio e da quel sussurro...Quello di quella notte no...su quest'ultima frase tutto il racconto si illumina di bellezza. Bravo Nico brava rosi e...Bravo Aldo il monticiano sempre in gamba.

Aldo, ti ammiro molto e lo sai!
Un bacione ps (ti terrò informato sulla vicenda teatro..so che ti farà piacere.

Ruby ha detto...

Uhmm....per me la lezione è stata fin poca, si meritava ben altro!
I tuoi racconti son sempre semplici ed in qualche modo delicati, mai volgari ma quotidiani.
Bravo!
E' sempre un piacere leggerti.
Ora non mi resta che aspettare il prossimo racconto ;)

Paola ha detto...

Dopo aver letto le ultime due puntate e non avendo espresso un commento la volta precedente rimango basita!!!
Un colpo di scena che mi ha turbata molto... sono rimasta senza parole... completamente incredula...
Certamente è un racconto ma...
mi fa male pensare che nella realtà ci siano donne che subiscono questo e di peggio... e che esistano uomini così infimi e bastardi da comportarsi come bestie... e solo con chi è più debole di loro...
Scusa la parantesi Aldo... ma questo racconto oltre ad essere scritto con molta destrezza nel coinvolgere noi lettori... è anche riflessivo per coloro che prendono superficialmente ciò che accade effettivamente dietro le mura domestiche.
Chiedo nuovamente venia e ti lascio una buona giornata... un abbraccio e bacione

Anna2 ha detto...

Caro Aldo,
Devo prima scusarmi per aver scritto nella puntata precedente,che il farabutto è uno
studente,non un lavoratore,
(un lapsus).
Questa ultima puntata,è finita a sorpresa...
Però gli schiaffoni,erano pochi,
il padre di Rosi doveva lasciargli
i segni al viso,come il farabutto
ha lasciato a Rosi.Si è trattenuto...
Bravissimo Aldo,mi ripeto Sei un Grande...
Un abbraccio forte,e un bacio
affettuoso da Anna2

Francy274 ha detto...

ooohh, queste si che sono soddisfazioni :)
anche se un calcio un pò più su delle ginocchia non sarebbe stato di troppo...va bbè, io sono draconiana come dice sempre un mio amico carissimo, non farci caso...però...ci voleva :D

Un abbraccio, bravo romanziere
Francesca

Angelo azzurro ha detto...

Sono d'accordo con Rosy: la frase finale dà brio al racconto. E confermo anche che stai diventando sempre più bravo, è un piacere leggere i tuoi racconti!

luly ha detto...

Bella lettura, Aldo caro, e dal finale giusto :o)
D'accordo con qualche altra tua lettrice, credo che il papà di Rosy sia stato davvero troppo buono....
Un abbraccio! :o)

modesty ha detto...

monty, io speravo in una cosa più "al sangue", lo sai....ma d'altronde non sarebbe da te! è per questo che ti leggo. sei una specie di antidoto per me.

love, mod

Le Favà ha detto...

Vado via per un po' e tu mi scrivi certe storie. Ammettilo che aspetti che io sparica no? ;)

Tua madre Ornella ha detto...

Un caro abbraccio Aldo!!

Ornella

Luigina ha detto...

Un giusto finale Aldo. Se fosse stato troppo violento non avrebbe rispecchiato il tuo modo di vedere la vita e di considerare le persone. Però quella Rosy un po'civetta lo è stata con Nico. il vero uomo più che il babbo di Rosy è stato lui

Michele ha detto...

passavo di qui e ti saluto
ciao
Michele pianetatempolibero

il monticiano ha detto...

@ANNA: Torna, torna, dopo le vacanze estive quando riaprono le scuole.
"Quello di quella notte" entrambi lo hanno messo da parte come se fosse stato un sogno.
Un abbraccio anche da me.

@rosy: Ti piacciono le storie che seguono i binari giusti.
Grazie dei tuoi complimenti e un caro abbraccio.
Fammi sapere del teatro.

@Ruby: Non ho voluto calcare la mano sulla punizione.
Grazie del tuo apprezzamento, ma chissà se riuscirò con i prossimi scritti a destare la tua attenzione e quella degli altri?
blogger?

@Paola: Effettivamente ho cercato di non discostarmi troppo da quella che in fin dei conti è la realtà della vita.
Ti ringrazio e ti abbraccio con affetto.

@Anna2: Mi sono messo nei panni di un ufficiale dei carabinieri ed ho preferito limitarmi anche se il soggetto meritava qualche altro colpettino.
Grazie di tutto, ti abbraccio anch'io.

@Francy274: France' ma che m'hai letto nel pensiero? Perchè era proprio quello il mio intendimento, almeno all'inizio, poi ho detto:vabbè andiamoci un po' più leggeri.
Anche a te un abbraccio e grazie.

@Angelo azzurro: Sai Angelo ho praticamente scritto il racconto con quella frase in mente. Vedo che ha avuto effetto.
Grazie per i complimenti.

@luly: Ho creduto opportuno creare i personaggi così come ho scritto, praticamente come mi venivano in mente.
Ti abbraccio anch'io, grazie.

@modesty:Felice di essere un antidoto per te.
love, al

@Le Favà: No, no, io aspetto ma tu ritardi. Tanto c'è tempo per leggerli.

@Tua madre Ornella: Anche a te carissima.

@Luigina: Che vuoi la giovane età di Rosi ma Nico in definitiva non si è comportato male.
"Vuolsi così..."

@Michele: E' un piacere la tua visita e il saluto che ricambio.

Antonella ha detto...

Dal momento che non accetto nessuna forma di violenza e sono molto dura nei confronti dei bastardi, io avrei dato una lezione molto più dura... Non dirmi che sono cattiva!
I tuoi racconti sono molto delicati, realistici, profondi...tanto che è sempre un immenso piacere leggerli! Grazie ancora Aldo!

aleph ha detto...

Chissà se ste storie se le inventa...o se sono storie di qlc che conosce, o se sono storie sue, o se sono storie di storie...chissà!

riri ha detto...

E son proprio contenta che l'ha ammazzato di botte il lurido verme, lo so è solo un racconto, però quando viene "toccata" una donna io m'incavolo anche quando lo leggo su un libro..
Bene, la vicenda sembra aver avuto un finale carino e la certezza di un ricordo dolce per il nostro eroe:-)
Ti abbraccio Aldo e buona giornata.

Nicole ha detto...

La frase finale è da manuale!
Oltre che 'sadico' anche 'malizioso'...Bada, scherzo, ma sei davvero una bella persona.

E grazie per le belle parole che lasci da me:)

chicchina ha detto...

Ho atteso l'ultima puntata per commentare,ed evitare di sbagliarmi,anche se con te non si sbaglia mai:una capacità di comunicare straordinaria,ed anche il lieto fine,che ben si addice alla tua eleganza,non manca di qualche rivalsa,troppo piccola per il tipaccio.E poi,quel gesto delicato e complice,che bello,Aldo.Sei un grande!

stella ha detto...

Aldo goditi i numerosi complimenti, li meriti...

Non ho niente da aggiungere, è stato detto tutto.

Antonella ha detto...

Caro Also, se passi su "Animali e Poesie" c'è una cosa per te! Buona serata e ciaooooo

il monticiano ha detto...

@Antonella 1°) e 2°). Inizialmente avrei voluto anch'io calcare un po' la mano, ma poi ho optato per la soluzione che ho scritto.
Ti ringrazio per i coplimenti e soprattutto per il premio che ho gradito molto. Buona notte a te.

@aleph: E' soltanto un racconto di pura fantasia dove i fatti descritti possono benissimo essere paragonati alla realtà.

@riri: Ti ringrazio per aver messo in risalto il ricordo dolce per il Nico. Buona notte e un abbraccio anche da me.

@Nicole: Quella frase finale "da manuale" come generosamente affermi tu, l'avevo in testa sin dai primi inizi.
Le parole che scrivo nei commenti ai tuoi post sono da te ampiamente meritate.

@chicchina: Sono molto contento che tu abbia gradito il "gesto delicato e complice" finale.
Grazie di tutto.

@stella: E grazie a te perché con il tuo commento hai aggiunto un altro complimento.

sara ha detto...

Ciao Aldo, passavo di qua e mi sono fermata.
Un caro saluto.

Angelo azzurro ha detto...

Ciao Aldo, ho visto da Rosy che sei in compagnia di Pasquale, così ti mando un saluto quasi in diretta! Buona serata

Aglaia ha detto...

mmm gli va troppo liscia a quel mostro.....:-(

a te lascio un abbraccio caro Aldo!!

Susanna ha detto...

Poco! Se la cava con due molloni e un calcio sulle ginocchia? Poco! Perché non più in su?
Scherzi a parte, mi è piaciuta!
Ciao, Aldo!

gatta susanna

il monticiano ha detto...

@sara: Mi auguro che la sosta sia stata di tuo gradimento.
Un caro saluto anche a te e benvenuta.

@Angelo azzurro: Saluto ricevuto e gradito. Fa piacere passare a trovare i blogger amici.
Buona notte Angelo.

@Aglaia: Non ti facevo così dura, ma d'altra parte hai ragione, si meritava qualche altra dose di "carezze".
Anche da me un grosso abbraccio.

@Susanna: Mi pare che il ragazzo non è riuscito ad essere simpatico.
Grazie gatta susanna e ciao anche a te.

Annarita ha detto...

Aldo, ho letto quattro puntate tutte d'un fiato. La prima l'avevo letta qualche giorno fa.

Una storia singolare e coinvolgente. Bravo. Sai tenere desta la tensione...Enzo ha avuto quel che si meritava... anzi è andato fin troppo bene.

Un abbraccione
annarita

AlessandraLace ha detto...

almeno il mascalzone è stato conciato per le feste!!!ma c'è ancora tempo per il lieto fine...la ragazza tornerà...un abbraccio

Poeslandia ha detto...

"Vedi Enzo le cose stanno così: tu ti sei permesso di dare due schiaffi a mia figlia così forti da lasciarle i segni sul viso e allora, siccome tu sei un uomo - perché tu sei un uomo, vero? te ne spettano almeno il doppio, tieni…"

GRANDE narratore, buon fine, come ogni racconto che scrivi ...piaciutissima :-)
un abbraccio con stima,
Lisa

serenella ha detto...

Come nelle più belle storie, il cattivo, viene punito. Secondo me la storia non finisce qui.Alla riapertura delle scuole tra Nico e rosy potrebbe riaccendrsi la fiamma non molto antica. Bene Aldo: bravo come sempre! Serena notte. Ma tu non dormi: pensi alle storie che scriverai!