domenica 22 aprile 2012

ARBERTO

L'artra matina c'avevo da sbriga' 'na certa cosa e quinni sortii de casa piuttosto presto. Così me spicciai pure presto. Doppo n'oretta ggià stavo pe' tornammene a casa. A 'n certo punto vidi sortì' da 'n portone de 'na strada vicino la mia, n'amico tanto bravo, 'n pezzo de pane, arto e robbusto, però no grasso e.......
È mejio che prima d' aricconta' er resto aricconti arcuni fatterelli.
Conobbi Arberto 'nsieme a n'artro gruppo d'amici e lui m'arimase impresso subbito come se c'avesse avuto 'na specie de calamita addosso, nun so' spiega' nemmeno io er perché, però me ricconto' quarche tempo doppo che pure lui c'aveva avuta l'istessa impressione quanno capitò che se conobbimo.
Me invitò tante vorte a cena a casa sua, cucinava lui, me fece conosce er fijo, un bonaccione come lui, e la mojie che invece era 'n macello de donna: acida, litigava sempre, se la prenneva co' Arberto e cor fijo, e nun se capiva er perchè era così. Stavano bene a sordi perché Arberto prenneva 'na bella pensione, er fijo lavorava, a lei nun j'annava manco da cucinà e spesso annaveno a magnà ar vicino ristorante. C'aveva 'na pazienza lui che c'era da invidiallo. Né lui né la mojie erano de Roma ma de Guarcino un paese vicino Fiuggi provincia de Frosinone.
Purtroppo Arberto nun ce vedeva da n'occhio e dall'artro poco e allora quanno lui doveva anna' a quarche posto, nun sapenno come fa, me chiedeva si l'accompagnavo io usanno la machina sua, una Skoda grossa, pesante, che la prima vorta che la guidai feci 'na gran fatica. Io la machina nun ce l'avevo più sinnò annavamo co' la mia.
Tre vorte, ma forse anche quattro, capitò che lo dovetti portà ar paese suo perché c'aveva da sistemà arcune cose e io lo facevo volentieri perché doppo magnavamo in quer paese e se facevamo pure quarche partita a carte co' 'n par de amici sua. Ar gioco però diventava n'artro, nun ce voleva sta' a perde e si io sbajavo, succedeva spesso perché nun c'ho mai saputo gioca', s'incacchiava de brutto. Finita la partita ridiventava n'agnello ed allora giù a ride e a prennese in giro come fanno li regazzini.
Un giorno me disse pure che me voleva rigalà la machina datosi che lui nun poteva più guida', er fjio c'aveva la sua, la mojie nun guidava e quinni...Lo ringrazziai però je dissi de no perché, tra l'artro, chi ce la faceva a guida' quer bestione.
Insomma eravamio diventati du' amiconi perciò quanno appunto l'artra matina da lontano l'ho vidi sorti' da quer portone cominciai a soride e a fajie un ber saluto co' la mano. Me sembrò che anche lui abbozzasse 'n soriso, poi s'avvicinò indove stavo io, me passò accanto e nun me saluto' né me disse gnente. E come mai? Voi scommette che Arberto nun ce sbolognava più nemmeno co' l'artr'occhio? Lo stavo pe' chiama' quanno me ricordai d'esse annato tempo prima a trovallo anche all'ospedale perché stava male...
Tutt'an botto m'arisvejiai. Avevo sognato! Infatti Arberto era morto armeno da vent'anni.

28 commenti:

Fra ha detto...

Che tristezza... soprattutto lo deve essere stato per te, triste. La storia, come sempre, è bellissima. :)

Paola ha detto...

Capita anche a me di sognare e di essere sicura che non è sogno, ma realtà ... E secondo cosa sto sognando, quando mi risveglio rimango così male e ci soffro per tutto il giorno. Immagino come timsaraimsentito dopo un sogno del genere... Ne resto toccata io che non conoscevo Arberto.... Ti ho letto con piacere, anche così, in romanesco... Sembrava molto più vero, come se tu parlassi direttamente. Buona domenica caro Aldo, ciao.

Ambra ha detto...

Il tuo romanesco mi ha fatto morire dal ridere anche se il racconto è un pochino triste per la delusione al risveglio.

Lara ha detto...

E' vero capitano questi sogni che sembrano talmente reali che al risveglio si resta male, si prova persino dolore.
Caro Aldo, ho letto il tuo racconto in romanesco e ho capito tutto :)
Sei proprio bravo.
Ti abbraccio e buona domenica!
Lara

Paolo Falconi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Falconi ha detto...

Aldo
me fai taglià in due
dalle risate ...
diciamo che a giocà a carte Alberto nun ce riusciva a chiude n'occhio ... e come avrebbe potuto?
per quanto riguarda la moje è la riprova che li Santi hanno da portà er loro peso pè sudasse la Santità ...
però in compenso cià' vuto un Amico con la A maiuscola e de Core, che se commove ancora dopo ventanni.

Un Saluto a Te Grande Aldo

cristiana2011 ha detto...

Leggendo questi tuoi aneddoti in romanesco, io t'immagino su un palcoscenico con gli applausi che t'interrompono spesso e con il tripudio finale che fa crollare il teatro.
Cristiana

Adriano Maini ha detto...

Quanti di noi hanno dei ricordi così intensi - abch'io un Alberto più vecchio di che si arrabbiava a giocare alle carte, dove era molto bravo -, ma non tutti sanno raccontarli in modo coinvolgentde come te!

Sandra M. ha detto...

ALDO IL TUO RACCONTO è VIVIDO E REALISTICO ALMENO QUANTO IL TUO SOGNO!!!

chicchina ha detto...

E non vale,Aldo,mi preparo al gran finale e mi vieni a raccontare ch'era un sogno!
Ma come racconti bene,sei un grande affabulatore,e in romanesco,poi.

Una buona domenica,Aldo.

Tina ha detto...

Sai cosa mi diverte?

Che arriviamo tutti all'ultimo rigo e restiamo di sale nello scoprire il finale più surreale che ci potessimo aspettare ;-))

Sei un Mito...ma che cosa avevi mangiato la sera?
Buon resto di domenica Aldo ;-))

enrico ha detto...

Bella questa vena vernacolare, molto godibile e fresca.

nonno enio ha detto...

bello sta figura d'uomo tuttu d'un pezzo, na brava persomna insomma...

larabafenice ha detto...

Senti, ma quanto lo pubblichi, 'sto libro? Io te lo compro SUBITO. Con dedica, spero...

rosy ha detto...

Caro Alduccio, sognare un vecchio amico è bello..a me capita tante volte di sognare persone che non ci sono più e sembra vero.
Al mattino mi risveglio contenta..almeno in sogno le ho riveste è il ricordo di loro si riaccende.

I tuoi racconti son sempre belli come li scrivi scrivi è sempre un piacere leggerti.

Un bacione ciao e buona serata.

AlessandraLace ha detto...

racconto meraviglioso, anche se triste. in romanesco è fantastico. un abbraccio

Vania ha detto...

Bello il tuo modo di raccontare in romanesco. La storia è così vivida e reale... capisco la tua delusione al risveglio. Si capisce che dev'essere stata una grande amicizia, piena d'affetto, penso ti manchi il tuo amico.
Un caro saluto Aldo.

cipralex1 ha detto...

quanno sei bravo Aldo, quanno sei bravo... a raccontà le storie in romanesco.
Nel gioco delle carte c'è un'inconscia gerarchia che trasforma gli agnelli in lupi per tutto il tempo della partita. L'atteggiamento irritato di "Arberto" nei tuoi confronti, durante il gioco, è stata un'ulteriore dimostrazione di lealtà verso la tua amicizia.
Avercene di "Arberti" da sognare, ma non è così facile.....
1° tempo Juve-Roma 3-0, tutto il resto è Vidal.
Ciao tenero contastorie. robi

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Mi spiace si sia trattato di un sogno, sapere che Arberto sia morto m'intristisce un sacco, ma il racconto in romanesco, IL RACCONTO IN ROMANESCO, Aldo..chettelodicaffare :)))

luly ha detto...

Mi associo ASSOLUTAMENTE a Grace!!! Sarà pure triste il racconto (ma tanto siamo forti noi) però quel romanesco.....troppo bello!:D
Buona giornata, Aldo caro.

Pupottina ha detto...

a volte anche un sogno può sorprenderci ... proprio perché non si distingue fra sogno e realtà

Pupottina ha detto...

buon inizio settimana

Carlo ha detto...

... porc! Anche stavolta ci sono cascato. Riservi sempre un finale che "disorienta". Però, bel sogno che in dialetto romano, poi, acquista un fascino tutto particolare. Ciao Aldo, buona giornata!

Cri ha detto...

In romanesco sei ancora più avvincente. L'amico tuo si chiamava Alberto, quello di Matteo si chiamava Gianmarco. Un abbraccio grandissimo, Aldo, e grazie, anche per oggi.

Blogaventura ha detto...

Si sente quanto sia vivo in te il ricordo di questo caro amico... alla fine del racconto proprio non me lo aspettavo del sogno... che Arberto se ne fosse andato. Un abbraccio, Fabio

riri ha detto...

I ricordi belli ci accompagnano sempre caro Aldo, tutta la vita. Un bacio e buon 25 aprile!

Ernest ha detto...

Buona liberazione!!!

Luigina ha detto...

M'hai fregato anche sta vorta Aldarè! Me pareva vero anche 'sto sogno. Credo che i sogni non siano MAI fini a se stessi e, nella loro interpretazione, possono davvero aiutare a capire e a conosce meglio noi stessi. Forse vuol semplicemente dire che di lui senti la mancanza. Sognare un amico defunto per qualcuno significa che si riceveranno presto novità. Ti auguro che siano buone. Magari giochi i numeri legati al lotto e vinci ;)