sabato 14 aprile 2012

CERTE VORTE CAPITA CHE...

...ner condominio indove abbito capitino certi fatti e allora mo' li racconto:
- er condomino der sesto e penurtimo piano, 'n "signore" ner vero senso de la parola, aggiato, vedovo, classe 1920, vive da solo in quanto l'unico fijo sposato abbita, credo, fori Roma, è 'na persona direi esaggeratamente gentile. Quanno se incontramo, capita spesso perché c'avemo li stessi orari: d'inverno verso le 10.30-11.00, d'estate 8.30-9.00, lui se comporta come si fossi io er più vecchio anche se so' der 1930 quinni levamone 10. Me cede sempre er passo quanno entramo o uscimo dar portone, uguarmente quanno usamo l'ascensore che vole sempre apri' e chiude lui le porte benché io abbiti ar primo piano. Insomma a vorte me sento persino 'mbarazzato. Zoppica un po' e er braccio e la spalla destra pennono verso er basso ma nun rinuncia mai a l'uscita qotidiana da casa anche perchè è sua abbitudine gustasse er caffé ar bar e compra' er giornale all'edicola vicina. Se veste come n'elegantone, c'ha la capoccia pelata ma sia d'estate che de 'nverno nun se mette mai er cappello. Er lato comico de sta faccenna sta ner fatto che lui domanna sempre a me come sto e 'gni vorta m'aricorda che c'ha dieci anni più de me. Ieri però ne stava combinanno una grossa. Er nostro ascensore che avrà perlomeno ottant'anni è de tipo antico: tutto a vetri e circonnato, da la cantina ar terazzo, co' 'na rete metallica pe' protegge, quinni perfettamente che traspare. Esco de casa, m'accorgo che l'ascensore sta scennenno e allora me fermo p'aspetta' er turno mio. Ma quanno er condomino de cui sto parlanno me vede attraverso er vetro e la rete, ferma l'ascensore ma sta' a metà der piano, allora spigne un pulsante però anziché scenne sale, spigne'n artro pursante ma nun azzecca più er piano, 'nsomma stava pe' succede 'na traggedia.
E perché? Perché lui ha voluto fermasse testardamente ar piano mio, aprimme le du' porte, famme entra' cedendome er passo e salutamme. Insomma me pare n'esaggerazione.
- rientranno a casa verso l'11.30 vedo 'na giovine e bella regazza che sta leggenno i nomi sur nostro citofono. Chiedo si deve da entra', lei risponne de sì, la faccio passa' e m'accorgo che c'ha 'na massa granne de capelli castani legati dietro tarmente lunghi che i'ariveno a copri' er Lato B. L'avrà fatti cresce de proposito? Nun gliel'ho domannato.
- però poi me sembra d'esse ringiovanito armeno de settant'anni e mo' spiego er perché. Verso l'una doppo er pranzo soneno alla porta, vado ad opri' e chi è? Una de le studentesse che abbitano l'appartamento attaccato a quello mio, veramente una gajarda, che me fa:
=Scusi se la disturbo, volevo chiederle se ha un pochino di sale grosso
=Certo che ce l'ho bella de casa, entra entra, nu' sta' lì su la porta...
=Grazie tanto.
Entra cor soriso splennente, je faccio pià er barattolo, pia 'n pizzico de sale e m'aringrazzia n'artra vorta, me saluta, poi se n'aritorna a casa sua. Io faccio 'n sospiro lungo. Me so aricordato quanno da regazzino, lì a via de la Porveriera, c'era st'usanza de prestasse 'gni cosa. Adesso 'nvece è tutto n'artro modo de vive in condominio...e nun solo lì.

29 commenti:

Cri ha detto...

Voto questo come post migliore dell'anno. Da incorniciare. :*

zefirina ha detto...

anvedì l'hai scritto pure in dialetto, ardo sei un mitoooooooooo

Zio Scriba ha detto...

Da longobardo te dico: gajardo!! :-))

cristiana2011 ha detto...

Ribadisco : dovevi fare lo sceneggiatore, perchè come vivifichi e vivacizzi tu i fatti quotidiani, non ci sta nessuno.
Buondì!
Cristià

Antonio ha detto...

neorealismo contemporaneo, grazie

enrico ha detto...

Pero la razazzotta non manca mai eh! birbo!

Adriano Maini ha detto...

Sei proprio un cuore grande di Roma! Un abbraccio!

Fra ha detto...

belli sempre i tuoi racconti e poi il romanesco mi piace un sacco! :)

Luigina ha detto...

Oltre che vedere le scene descritte con vivacità ed immediatezza da Oscar mi è parso anche di sentirtele raccontare in romanesco.BRAVO BRAVISSIMOOOOOO!!!!!

chicchina ha detto...

in romanesco è tutt'altra musica,con i tuoi racconti.
Lo considero un regalo e ti dico grazie!!!!
Ciao Aldo.

Nicole ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Nicole ha detto...

ho le lacrime agli occhi per più di un motivo...sottoscrivo: Il più bel post dell'anno!

Nicole ha detto...

sono ripetitiva...lo so Aldo, ma tu sei troppo bravo davvero. Aei un essere speciale...cantava e canta Battiato.

Vania ha detto...

Aldo sei troppo simpatico! Poi raccontato in romanesco è tutta un'altra musica. Che dire? Bravo è poco... Super!
Buona domenica
Vania

NêZ ha detto...

Mi è sembrato di vedere tutte le scene come in un film! Bellissimo

cipralex1 ha detto...

ha ragione Tina, "sei bellissimo", in tutte le qualità che ha elencato sul suo recente post (che vado a rileggere dopo aver assaporato questo divertente e saggio racconto nel dialetto più poetico "der monno".
Ciao Aldo. robi

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Ma come così? A bruciapelo? Senza dirmi niente?
Ennò, Aldo..non si fa.
Senza preavviso mi fai un post tutto in romanesco?
Ho il cuore a mille..l'ho riletto almeno 5 volte.
Toppotroppissimobello :)))
Ora ti lascio, scusa..chiudo 'sta finestra dei commenti e lo rileggo non so quante altre mila volte ancora.
Bacione

rosy ha detto...

Caro Alduccio, buona settimana!
Sempre piacevole rileggere le tue storie.

Un abbraccione ciao

Pupottina ha detto...

il vicinato non è più come prima... ricordo anche io che i rapporti con i vicini erano diversi più intimi, più familiari... invece adesso è tutto cambiato. anche io in realtà ho cambiato casa, ma per un favore urgente tutti ti sorridono e si fanno avanti... altrimenti ti ignorano...
buon inizio settimana

Adriana Riccomagno ha detto...

Bellissimo post!
E hai ragione, non c'è quasi più la sanissima abitudine di darsi una mano tra vicini... che peccato!

Alberto ha detto...

Eh sì, è tutta un'altra maniera di vivere. E non si vive quasi nemmeno più in dialetto.

Sandra M. ha detto...

L'amico del sesto piano...magri si sente solo e quando ti incontra non vuole perdere occasione per far quattro parole! La gajarda dirimpettaia me sa che è-mejio però!!!

Ernest ha detto...

Sei er Più!

Carlo ha detto...

Devo segnalare questo racconto ad alcune mie amiche del profondo nord che impazziscono per il dialetto "romano" (e tu, detto tra noi romani, l'hai reso anche parecchio comprensibile!!!) Per la verità, quando ci sentiamo telefonicamente, mi chiedono di pronunciare alcune parolacce in dialetto che... le fanno impazzire dalle risate! Qua non sono riferibili!!

L'altra cosa bella, è ricordare come si vivevano una volta i rapporti tra persone.

Ciao Aldo, buona serata!

Tina ha detto...

Quoto Sandra ;-))

Con te ormai non si sa dove vai a parare, questo in dialetto è come la ciliegina su una torta ben fatta ;-))

Quel prestarsi ogni cosa, dal panino al cucchiaio di zucchero...della serie

"c'era una volta la comunità"

Notte buona Aldo ;-))

Blogaventura ha detto...

In ufficio c'è un collega romano che abita da tanti anni nella mia città... eppure parla sempre così. Il romanesco è colorito, espressivo, carico di sentimento ... fa sempre piacere ascoltarlo e leggerlo. Un caro saluto, Fabio

AlessandraLace ha detto...

sei unico, inimittabbbbile ed impareggggiabbbbile, Grande Aldarè!
un grandissimo, ops grandissimmmmo abbraccccccio. Alessandra

@enio ha detto...

stasera stavo a preparare le fortaje ai miei nipoti, la farina c'era il latte pure me mancavano le uova... le ho chieste, due alla signora del piano di sotto... noi l'usanza l'abbiamo conservata!

Ambra ha detto...

Eccomi finalmente.
Dovresti davvero fare lo sceneggiatore. Hai appena dipinto delle scenette teatrali divertentissime.