domenica 2 dicembre 2012

IL SUGO DI MAMMA

Questa mattina mi trovavo seduto qui davanti al pc-Pasquale quando ho iniziato ad annusare come un cane da tartufi un profumo di sugo proveniente dalla cucina.
Un ricordo lontanissimo si è subito fatto largo nella mia mente.
Da bambino e fino all'adolescenza se non di più, ma sicuramente finchè sono stato a casa con i miei, quando mia madre preparava il sugo di pomodoro il profumo invadeva tutta l'abitazione. E allora si scatenava in me, come credo anche nei miei fratelli, una voglia matta di prendere un pezzo di pane, intingerlo nel sugo mentre stava sul fornello e divorarlo.
Questo ovviamente all'oscuro di mia madre la quale stigmatizzava tale comportamento in quanto poi trovava il sugo pieno di briciole di pane. Fu allora che capii che non ero il solo ad intingere ma, di nascosto, partecipavano anche gli altri tre fratellini.
Sembrava che avessi studiato un piano a tavolino per compiere la "missione" in segreto.
Sapevo che le giornate dedicate al sugo erano la domenica e i giorni festivi. Al contrario dei miei fratelli io non sono mai stato un gran dormiglione e quindi la mattina di tali giornate io ero già sveglio poco dopo l'alba. Rimanevo a letto in attesa dei rumori che provenivano dalla cucina per capire se il sugo era già in lavorazione oppure c'era ancora da attendere. Ovviamente mia madre non è che si trattenesse in cucina a sorvegliare la cottura del sugo. Aveva altre cose da fare nel resto della casa. Cercavo di cogliere il momento propizio per la mia incursione non curandomi del fatto che prima avrei dovuto fare colazione ma quel profumo di sugo mi attirava troppo. Era come se volesse attrarre la mia attenzione e dirmi: 'guarda che sono quasi pronto, puoi assaggiarmi, vieni'.
A piedi scalzi, cercando di evitare ogni più piccolo rumore dalla camera dove io e i miei fratelli dormivamo – loro sì io poco – mi dirigevo in cucina che era a pochi metri di distanza.
Una domenica mattina però accadde qualcosa che non m'aspettavo.
Come per le precedenti domeniche io ero già sveglio quando sentii mia madre uscire dalla camera da letto e, ormai per me era diventato come un vizio, mi misi in stato di allerta. Sapevo a memoria tutti i suoi movimenti e,circa una quarantina di minuti dopo, iniziai a sentire i primi odori gradevoli del sugo. Attesi ancora qualche minuto poi, sempre a piedi nudi malgrado fosse inverno e la casa quasi al buio, arrivai in cucina dove vidi il gas acceso con sopra il tegame del sugo. Mi allungai fino allo sportello centrale del piano superiore della credenza dove si riponeva il pane, ma mi accorsi che era chiuso. E la chiave? Forse era stato cambiato il posto del pane? Dovevo accertarmene e, per farlo, stavo per avvicinarmi all'interruttore della luce per accenderla ma non ce ne fu bisogno. Ci pensò mia madre che, in piedi vicino alla porta della cucina, mi guardava con un lieve sorriso di trionfo.
Con fare ironico mi mostrò un pezzo di sfilatino che aveva in mano e mi disse 'cercavi questo?'
Evidentemente nostra madre si era stancata del fatto che qualcuno dei suoi figli seguitasse ad "intingere" malgrado i suoi continui rimproveri e aveva voluto porvi fine.
La sua trappola aveva funzionato e mi aveva beccato con le mani nella marmellata...anzi nel sugo.

27 commenti:

Antonio Caputo ha detto...

La cosa straordinaria di certi profumi e sapori della memoria è che sono unici e irripetibili, quasi se ne fosse persa la ricetta nelle pieghe del tempo e solo noi la custodiamo.

Antonio Caputo ha detto...

Dimenticavo di dirti buona domenica ;-)

nina ha detto...

ciao Aldo, a leggere il tuo racconto mi verrebbe da dirti che potevo essere la tua quarta sorella: facevo lo stesso anch'io. Quel pane intinto nel sugo era anche più buono della pietanza ufficiale. Tante volte però, per la fretta, mi scottavo la lingua (e ogni tanto mi capita ancora, punizione per la golosità).
P.S.
Pensavo proprio ieri a te che hai dato un nome al pc: Pasquale. Sa di amico, familiare, compagno fedele. Io ho da poco un nuovo PC e credo che a volere fare lo stesso potrei chiamarlo Enigmatico.
Ancora adesso non riesco a usarlo bene, ieri avevo postato un testo ma alla fine mi ha bocciata ed è tutto scomparso. Comunque non mi arrendo.
Ciao e buona domenica

cristiana2011 ha detto...

Probabilmente,proprio adesso ti stai gustando un bel piatto di pasta condita con quel sughetto che ha destato in te teneri ricordi.
Mio marito e sua sorella, quando erano ragazzini, furono incaricati dalla mamma di controllare la cottura dei piselli e loro, ligi al dovere, la controllarono così bene che non rimase che il fondo del tegame.
Buon appetito e buon tutto.
Cristiana

Nicolanondoc ha detto...

Un bel ricordo che ci accomuna:-) Un abbraccio Aldone.

Nicolanondoc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Tiziano ha detto...

Ciao aldo questo a me succedeva per lo zucchero finchè non mi a preso con il corpo del reato in bocca,
ciao buon pomeriggio

chicchina ha detto...

Aldo i tuoi ricordi accomunano molti di noi..il sugo della domenica,un mito nelle nostre case,e quello che raccontui,un classico,e non solo per noi bambini:Mio padre,in occasione delle feste,avendo più tempo,al omento del sugo prendeva un piatto,ci adagiava due fette di pane,quello fatto un casa,e sopra versava abbondanti mestolate di sugo,per saggiarne la cottura,diceva.
Ho letto anche il post precedente,molto coinvolgente e triste,ma la vita è piena di misteri.Un abbraccio,Aldo e a presto.

Tina ha detto...

Insomma, siamo stati tutti bambini che hanno fatto la scarpetta nella pentola del sugo;-))

Un abbraccio Aldone ;-))

mod ha detto...

Al,Baby, ho visto la tua intervista.
il tuo sorriso è di quanto più dolce io abbia visto ultimamente.
tu hai il coraggio dei ricord. io no.
love, mod

Punzy ha detto...

uuuuuhhhh il sugo de mamma, bono!!!!

io adoravo fare la scarpetta, e oggi che me lo faccio da sola, scarpetto ad oltranza!!!

Zio Scriba ha detto...

Leggendo mi è sembrato di vedermelo davanti, quel simpatico bambino.
Come sempre ti dico: Grazie!

Un abbraccio.

m4ry ha detto...

Ahahaha hai capito la mamma ?? Non ti nascondo che anche io facevo la stessa cosa..pane e zac..nel sugo ! Anche mia mamma non voleva per via delle briciole..ma io...bé, di rinunciarne proprio non ne volevo saper nulla.
Il profumo del sugo, la domenica mattina, ha lo stesso sapore di un abbraccio...e io abbraccio te Aldo ! Buona serata !

Soffio ha detto...

il problema era quando per la fretta cadeva una goccia DI SUGO SULLA MAGLIA

cipralex1 ha detto...

caro Aldo,
ho la fortuna di sentire ancora quel profumo di sugo casalingo quando vado a pranzo da mia suocera ed ogni volta sa di festa e di ricordi.
Grazie per quest'altra dolcissima atmosfera di tempi lontani, ma sempre nel cuore.
Ti auguro la buonanotte. robi

Nou ha detto...

Oggi ho preparato fagioli borlotti in umido con speck dell'Alto Adige che son venuti una bomba. Poi delle tigelle perché ero rimasta senza pane e le tigelle, per la facile cottura nell'apposita piastra, si prestavano a risolvere il problema. Quindi abbiamo intinto tigelle nel sugo che era un piacere. Non è lo stesso sugo dei pomodori freschi per condire la pasta ma ugualmente molto tentatore.
Inutile dirti Aldo, che anch'io e i miei fratelli non resistevano al sugo di mamma e laciavamo le briciole di pane che andavano ad invadere la pasta. La più golosa ero io. Mi piaceva anche la pelle delle buone galline in brodo che erano cresciute in cortile: so che nel leggere questo ti verranno i brividi, ma era proprio così. Crescendo ho smesso, pur se mi è rimasta la memoria di quei sapori antichi e genuini.
Tua mamma sapeva farsi ascoltare alla fin fine :)
Un abbraccio
Nou

nucci massimo ha detto...

A volte leggendoti mi pare che stai raccontandola mia vita
Ciao Aldo.

upupa ha detto...

...le mamme!!!!!!!!!
che bei ricordi!un grande abbraccio

AlessandraLace ha detto...

che dolce ricordo di bimbo, e che bontà questo sugo! ti abbraccio

Enly ha detto...

Il mangiare che faceva mia madre.... Non c'era paragone, un genio in cucina, altro che la cazzuola(che a me piace tanto), polmoni con patate(che molti danno ai gatti), fagioli all'uccelletto(salsiccia e fagioli), spaghetti alla carbonara.
QUELLO SI CHIAMAVA MANGIARE

Adriano Maini ha detto...

Mi hai fatto ripensare, questa volta con nostalgia, al profumo dei sughi di mia nonna materna!

riri ha detto...

Caro Aldo vedo che molti avevano questo rito oltre al sugo amavo ed amo tuttora i carciofi per cui me ne andavo in cucina e ne facevo fuori un bel pò..bei ricordi. Un bacio e buona giornata.

Ambra ha detto...

Ho proprio riso divertita immaginando tua madre e la tua sorpresa! Cose conosciute. Io non ero attirata dal sugo ma dalle torte che faceva mia madre, magari con sopra della frutta. Io andavo a mangiarmi la ciliegina, ma mia madre se ne accorgeva sempre ...

Cri ha detto...

Uhuhu pane e sugo! La cosa più buona del mondo...
In ritardo di tre giorni (e senza aver pranzato) ora me lo risento anch'io sulla lingua e nel naso quel sapore e quell'odore di paradiso...
(E subito, sarà per l'ora tardopomeridiana, quell'estasi proustiana mi viene soppiantata dal ricordo di un'altra prelibatezza: pane burro e zucchero!!! Pensieri che fanno bene al cuore, proprio ^^)

Pupottina ha detto...

ciao Aldo.
emozionante e ben raccontato il tuo ricordo

Sandra M. ha detto...

Che gran donna la tua mamma!
Io facevo la stessa cosa con il ripieno per i tortellini: la nonna mi ingaggiava ogni Natale, la preparazione era un rito annuale e durava un paio di giorni; io ero addetta alla chiusura dei tortellini...quando girava l'occhio una bella cucchiaiata di ripieno finiva in bocca e masticavo piano per non farmi notare. Ma se ne accorgeva sempre.

Nicole ha detto...

Se c'è una cosa che mi fa impazzire è il pane nel sugo mentre cuoce, è una vera e propria deliia. Come ti capisco e che bei ricordi:)