martedì 12 marzo 2013

DOMENICA MATTINA AL COMMISSARIATO

= Permesso?
=(senza togliere gli occhi dal computer) Si?…
=(tirando con le mani una valigia con le rotelle si siede ) Grazie commissa'
=(sgranando gli occhi) E lei chi è?
= Vincenzo Lo Zippo
=A lei chi l’ha fatta entrare?
=A chi?
=Come a chi? A lei, io sto parlando con lei
=Ah! Lei sarei io? Scusatemi ma voi chi siete?
=Mi vuole prendere per fesso? Sulla porta che c’è scritto?
=Io non leggo
=Perché chi glielo vieta?
=(imbarazzato) ... è che…non ci vedo e...
=Ah! Non ci vede (a voce alta, chiama) Di Falcoo…
=Non c’è. È uscito a prendersi un caffè qui al bar
=E lei che ne sa?
=Io sono entrato perché lui è uscito
=Ah! Si? E allora Persichinii…
=Non c'è nemmeno lei. Sono andati insieme a prendersi il caffè
=Senta., adesso mi sono stancato, lei mi fa il favore di uscire da quella porta e attendere …
=E no, non è possibile
=Come sarebbe a dire?
=Non è così che funziona. Voi siete ancora giovane e certe cose ancora non le conoscete. Io qui ci sono venuto, non mi ci hanno portato…
=Senti adesso mi hai scocciato, capito? Statte zitto e non aprire bocca finché…
=No scusate qui voi vi sbagliate. E sì, io sono entrato soltanto per la consegna di alcune cose…
=Allora appena loro se ne sono andati ti sei intrufolato nella mia stanza. Potevi avere anche delle brutte intenzioni
=Ma quando mai dottore. Io mi sono presentato ufficialmente a quei due agenti. Ci siamo stretti la mano, tutto secondo la buona educazione
=Si, si, va bene, poche chiacchiere, veniamo a noi due. Tu chi sei?
=Ve l’ho detto prima. Mi chiamo Vincenzo Lo Zippo, fu e fu…non lo so perché non li ho mai conosciuti
=Fammi vedere un tuo documento di riconoscimento
=Non ne tengo
=Non hai nessun documento?
=No. Veramente una volta lo tenevo ma poi, non so dirvi il perché…be’ insomma non ce l’ho più, attualmente sono sprovvisto…
=Ma ti rendi conto? Io devo averle le tue generalità perché prima mi dici chi sei e poi che cosa sei venuto a fare. Avanti dimmi nome, cognome, dove sei nato e quando, dove abiti e via di seguito. Io faccio controllare tutto e in pochi minuti ci sbrighiamo
=Dotto’ e aspettate, una cosa per volta. Così ci facciamo venire l’ansia
=Non ho tempo da perdere. Allora come ti chiami? Bisogna metterlo per iscritto
=Vincenzo
= E il cognome?
=Chiamato Lo Zippo
= Chiamato? E da chi? Ma non è il tuo cognome?
=Su questo non ci posso giurare ma tutti quelli che mi conoscono mi chiamano così. Sono più di 50 anni che…
= Va bene, andiamo avanti. Lo Zippo tutto attaccato o staccato?
=Come volete. Mi chiamano così per via dello zippo
=Che sarebbe ‘sto zippo?
=Vedete dotto’, io sono uno specializzato nel ramo…
= Specializzato in che senso? Lavori in qualche fabbrica di questi cosi…di questi zippi
=Ma quando mai. Li zippi sono quei cosi che si aprono e chiudono con uno strappo. Sapete dotto’ stanno nei calzoni, nelle gonne, nei giubbetti, nei vestiti, nelle borse, sì specialmente nelle borse…
=Ah! stai parlando delle chiusure lampo, dello zip…
=E io che ho detto? Di quello parlavo…
=E tu sei specializzato nel fare cosa?
=Sapete apro le borse ma... beh’...non le richiudo perché ci vuole un sacco di tempo e poi fanno rumore…
=Ah! Sì? Credo d’aver capito chi sei e che fai…(a voce alta) Di Falco…Persichini…
=E no, dotto’, che fate?
=Che faccio? Ti faccio sbattere in camera di sicurezza in attesa di accertamenti
=No dottore no, non lo potete fare…
=Chee? Perché non lo posso fare?
=E’ una cosa un po’ complicata e riguarda solo voi. Sarebbe molto meglio che…
=Quello che è meglio lo decido io. Va bene sentiamo quest’altra balla…
=No dotto’ qui non ci stanno balle È una cosa che devo dire solo a voi
=Lo Zippo, la pazienza ha un limite. Per sapere qualcosa ci vuole tanto tempo?
=Questo ancora non lo sappiamo
=Io lo so. Allora, siamo soli, che cosa mi devi dire
=La porta è chiusa? Ci sente qualcuno?
=Ahò, Lo Zippo, e adesso basta, mi sono scocciato. Vai avanti oppure chiudiamo qui e chi s’è visto s’è visto
=Vabbé. Voi però mi dovete giurare che eventualmente, sottolineo eventualmente, se andiamo in tribunale
=Sentimi bene “se andiamo”. Qui se c’è qualcuno che va in tribunale quello sei tu
=Ancora non si può sapere. Posso andare avanti con quello che devo dirvi?
=Sì, sì procedi pure ma alla svelta
=Volevo dirvi che se si va in tribunale possiamo chiedere il rito abbreviato così risparmiamo…
=Ma di che stai parlando? Il rito abbreviato o quello allungato non lo decido io ci pensano i magistrati
=Ah questo lo so, però se siamo d’accordo…
=Sentimi bene Zippo, Lo Zuppo, Lo Zeppo o come diavolo ti chiami, o ti decidi a dirmi quello che devi dire oppure te ne vai dritto dritto in una stanzetta qui sotto senza comfort
=(sospirando) E va bene. Dunque. Voi siete proprio il commissario Sergio Montani?
=Beh e con questo?
=No, voi dovete solo rispondere si o no...'
=Ma perché? Sono io quello che deve essere interrogato?
= No però io mi sto solo accertando…
= (infuriato) Di che cosa? Gli accertamenti li faccio io e non tu, ci siamo capiti?
=Dotto’ state calmo che se vi agitate non si sa mai quello che vi può capitare
=E no, io so benissimo quello che capiterà a te fra un nanosecondo
=Ah e questo non lo sapevo. E chi sarebbe il nano primo?
=(urlando) Vai avanti altrimenti...(vedendo Lo Zippo che si è alzato in piedi con le mani alzate) =Che fai?
=Io? Beh, non oppongo resistenza
=(guardandolo torvo, a denti stretti) Seguita prima che commetta qualche sciocchezza
=(come se niente fosse, si risiede calmo e pacifico) Allora come vi dicevo.Voi siete il commissario Montani e abitate in Via Allegretti 40, scala unica, quarto piano, interno undici?
=(sbalordito) E tu come fai a saperlo? Parla per la miseria, parla
=Vedete? Lo sapevo che la cosa v'incuriosiva
=Ti vuoi sbrigare?
=Vengo per l’appunto da casa vostra…Non c’era nessuno
=Lo credo, io sto qui, mia moglie e i miei figli sono andati da mia madre e la domestica oggi è di riposo
=Appunto, perché io, caro dottore, ho suonato il campanello cinque volte e nessuno mi ha aperto
=Ma il portiere non ti ha chiesto niente?
=Il portiere non era al suo posto
=E allora?…
=Allora sono salito. Come vi ripeto ho suonato cinque volte il campanello nessuno m’ha aperto la porta e…beh, allora io sono entrato e…
=E come hai fatto senza chiavi? Ma che la porta era aperta?
=Ma quale aperta era chiusissima. Il fatto è che la serratura è una vera schifezza, quella appena uno dice bongiorno prende, si apre e dice pure accomodatevi
=Ma se l’ho fatta mettere da poco tempo
=Sentite a me. Vi hanno fatto fesso. Comunque se avete bisogno di una persona che di serrature se ne intende vi mando un mio vecchio amico che vi monta sulla porta un mucchio di congegni di sicurezza che se per caso qualche volta voi o vostra moglie vi dimenticate le chiavi non riuscite ad entrare in casa vostra neppure col bazooka, altro che pompieri
=Lo Zì', cerca di piantarla, ti sei intrufolato in casa mia e adesso ti metti pure a darmi consigli. Vai avanti
=Io lo dicevo per il vostro bene. Comunque sempre a vostra disposizione. Appena sono entrato mi sono ricreato. Mi sono detto: questa sì che è ‘na bella casa, lussuosa, piena di tanta bella robba, tanti grandi e piccoli gingilli di valore esposti così, alla bell’aria, come in una gioielleria e tutti che mi dicevano:”ecco qua guarda come siamo belli”
=Quella è una mania di mia moglie. Sono tutti ricordi dei suoi genitori, nonni, bisnonni, avi, non sa neppure lei a quante generazioni risalgono. Gliel’ho detto milioni di volte “mettiamoli al sicuro”, niente a lei piace vederli tutti i giorni. Li spolvera, li lucida, li rimira, manca poco che se li coccoli
=Ma ha ragione. Se mi permettete debbo dare mille volte ragione alla sua signora. Io pure appena ho visto quella grazia di Dio ho fatto un salto. È stato come quando uno vince il primo premio alla lotteria di capodanno. Intendiamoci a me non m’è mai capitato però dev’essere così. Ho fatto un giro per vedere se c’erano altre cose
=In casa mia?
=E certo, stavo sempre in casa vostra. Ho trovato una valigia, ecco, vedete? È questa qua con le rotelle…
=Già quella è mia
=Dopo ne parliamo. Mettetevi a sedere
=Ma…(quasi inebetito non si ribella, come affascinato dal racconto dell’intruso in casa sua)
=Sono andato in cerca di altre valigie e non ne ho trovate. Scusate ma voi avete solo una valigia ?
=(risponde meccanicamente) Le altre stanno in cantina
=Se lo sapevo. Perché vedete, c’era un lampadario in camera da pranzo, mmm, le settebellezze, mi è sembrato d’oro, sicuramente è bagnato d’oro. Pensate un po’:dieci braccia lunghe e dieci belle lampade. Solo troppo grosso. Ci ho pensato un bel po’ come trasportarlo e poi…(sospirando) ci ho dovuto rinunciare
=(come se prendesse parte allo sconforto) Beh certo che…
=Mi sono detto vabbé sarà per un’altra volta. Ho trovato qualche altra cosetta: un paio d’orologi, poi vedremo se valgono o no, una parte di un bel servizio di argenteria, insomma tutto quello che ho potuto far entrare in questa vostra valigia (seguitando nel racconto delle sue gesta mentre il commissario sembra caduto in trance) Poi sono uscito da casa vostra, ho chiuso bene bene la porta, me ne sono assicurato. Eh sì, ci mancherebbe pure che qualche intruso entrasse senza il vostro permesso. Ho chiamato l’ascensore.., cioè non è che l’ho chiamato perché quello mica parla e sente, ho spinto il bottone, ci sono entrato e...qui so’ uscite fuori le complicazioni. Tutto è andato a farsi fotte...scusate dottò’. In primis quel corn…d’ascensore s’è bloccato a metà tra primo piano e pianterreno, in secundis ho spinto tutti i bottoni di questo coso ascensoriale e lui fermo immobile cadavere è diventato, in terzis ho dovuto gridare aiuto, in quartis s’è fatto vivo il portiere- che antipatico che è. Ha cominciato a fare un sacco di domande: “lei chi è, che vuole, dove va, da dove viene...” e che sarebbe. ”Respirate ” gli ho detto io. Sentite a me dotto’…quello, chissà che mestiere faceva da giovane, è meglio licenziarlo dal condominio. Vi mando io un amico mio che fa proprio al caso vostro. In quintis mi è venuta l’idea e così gli ho detto che dovevo consegnare all’interno undici questa valigia. Si, sì proprio questa vostra, ma che non ho trovato nessuno e allora lui bello bello mi ha detto che ve la potevo portare qui al vostro commissariato dato che voi eravate proprio il signor commissario tal dei tali. Ecco perché vi conosco. Sono dovuto venire qui perché il portiere è diventato testimone oculare nel senso che m’ha visto in faccia. Adesso però non m’interrompete per favore. Ecco le complicazioni. Mi spiego. Tutte queste cose storte da dove sono nate? Ve lo dico io: in primis dal fatto che quando sono entrato nel portone di casa vostra il portiere era assente. Io la prima causa la farei a lui perché vedendomi mi avrebbe dovuto domandare, questa volta giustamente, “lei chi è, che vuole, dove va, ecc” perché allora io mi sarei fermato e me ne sarei tornato per i fatti miei. In secundis la serratura di casa vostra come ho già fatto presente fa schifo quindi se avete un’assicurazione io farei la seconda causa alla ditta. In terzis l’ascensore s’è guastato e allora farei una terza causa a chi ci ha la manutenzione. Se volete cambiare l’addetto io tengo un amico mio che queste faccende sa come sistemarle. In quartis, l’amministratore del condominio che ci sta a fare? Se lo dovete cambiare ricordatevi sempre che caso mai io tengo…beh adesso lo sapete, quindi una quarta causa a lui. In quintis io vi ho portato la valigia ma ho avuto danni materiali e morali perché non m’è andato dritto niente. Devo fare a voi una causa. Se ci mettiamo d’accordo, come vi ho detto prima voi in tribunale chiedete il rito abbreviato e così chiudiamo la faccenda amichevolmente con tanti ringraziamenti ambo le parti. Che ne dite dotto’?
=(completamente fuori di sé, con gli occhi fuori dalle orbite, urla) Di Falcooo…Persichiniii… (ai due agenti che entrano)… portatevi via questo…questo…(non riesce a trovare la parola adatta) buttatelo in un lago, nel fiume, nel mare, nell’oceano basta che non me lo fate più rivedere ma…state attenti, questo si intrufola anche nella vostra mente è un intruso malefico, meglio mettergli una pietra al collo
=(Lo Zippo mentre viene portato via dai due agenti) DOTTO' CHE FACCIO LA VALIGIA VE LA LASCIO?



25 commenti:

Gianna Ferri ha detto...

L'ho letto tutto d'un fiato.

Che bella fantasia che hai, Aldo...

Mi sono divertita.

riri ha detto...

Gustoso racconto alla Totò:-) Sei formidabile Aldo!! Mi hai fatto morire dal ridere e leggendo pensavo a quanto sei bravo, ironico e divertente!! Un grande abbraccio e buona giornata.

Cristiana Moro ha detto...

In fondo il ragionamento di LoZippo non fa una piega. Bisogna cambiare il Codice Penale!
Sei un genio, Aldissimo!
Cristiana

m4ry ha detto...

Sai una cosa ? Ero un po' nervosetta,..problemi a lavoro..ma per qualche minuto, mi sono dimenticata di tutto ! Sei terapeutico ! Ti abbraccio dolce Aldo..e complimenti per i tuoi racconti.

Cri ha detto...

Quando ho letto il titolo pensavo a qualche altro bizzarro aneddoto di vita vissuta e m'ero anche un po' preoccupata... Meno male che era solo uno sfavillante parto della tua fervida fantasia :D

Tomaso ha detto...

Dopo aver letto questo interessante dialogo ho potuto nuovamente respirare, caro Aldo:
Sono sempre belli i tuoi racconti caro amico. Buona giornata.
Tomaso

Zio Scriba ha detto...

Sei veramente un grandissimo, caro Aldo!

Bastian Cuntrari ha detto...

Totò ed Edoardo ti avrebbero preso come sceneggiatore!!
Bravissimo Monty!

Rosa ha detto...

ciao Aldo complimenti, bel racconto, divertente, spassoso, molto scorrevole da leggere, bravo.))
Buona giornata a presto rosa

Fra ha detto...

Ma è bellissimo!!!

nina ha detto...

Molto divertente. Aldo sei inesauribile!

Ibadeth Hysa ha detto...

Cioè, il ladro gli ha ripulito casa e, dato che era stato visto dal portinaio, gli ha riportato ogni cosa?
Aldo, sei mitico.

Tiziano ha detto...

Ciao Aldo mi sembrava di essere al cinema in uno di quei film del grande Totò complimenti
buona serata.

Carlo ha detto...

Lo sapevo che passando da te, non solo mi sarei scordato una giornata da dimenticare ma mi sarei pure divertito! Questa è geniale!

Ciao Aldo, buonissima serata pure a te!

Enly ha detto...

Che rogna nera hai avuto quella Domenica...

Krilù ha detto...

Ciao Aldo, ti ho già incrociato in alcuni blog di amici, ma è la prima volta che approdo qui.
Come primo approccio questo gustoso racconto mi ha riservato una splendida accoglienza. Complimenti.

cipralex1 ha detto...

caro Aldo,
in primis è stato interessante, in secondis divertente, in terzis mi chiedo come fai ad inventare i vari personaggi e tutte le loro reazioni.

Ancora complimenti Aldissimo. robi

Costantino ha detto...

Bello, divertente, realistico.
Se ci fossero ancora Totò e Peppino ne farebbero un film, di quelli che non terminerebbero mai di far divertire.
Bravissimo.

Nou ha detto...

Molto divertente è dir poco! Un ironico-comico pezzo da rappresentazione teatrale. Lo Zippo sembra una caricatura del mariuolo partenopeo

Sei forte Aldo!

Un abbraccio Nou

@enio ha detto...

certo che sto commissario è duro di comprendonio... preferisco Lo Zippo

Enrico Bo ha detto...

in primis ce l'avevo anch'io lo zippo, in secundis non mi ricordo più dove è finito. meno male che non fumo.

Ernest ha detto...

ah ah bello... un saluto Aldo

Luz ha detto...

Un inno all'avanspettacolo???? Un ricordo del tempo che fu?
E vai.....!

Blogaventura ha detto...

Sempre piacevolissimi i tuoi racconti... non vedo l'ora che ci sia un incontro tra blogger per conoscerti. Un abbraccio, Fabio

Adriano Maini ha detto...

Io direi un racconto come quelli di Walter Chiari! Certo, sarebbe stato difettoso sul romanesco, però. Carlo Campanini o Gianni Agus in ogni caso a fare il commissario...