venerdì 21 giugno 2013

MARE NOSTRUM...

...per me mica tanto.
A diciotto anni circa facevo parte di una comitiva di miei coetanei tutti abitanti in Via della Polveriera qui a Roma e, almeno fino a quando qualcuno di noi non convolava a giuste (?) nozze, si stava sempre insieme. Tempo e soldi permettendo, poteva capitare pure che, d’estate, la domenica si andasse tutti al mare. Tempi ancora duri quelli del 1948. Il dopoguerra non era ancora rose e fiori e allora ci si arrangiava Dal Colosseo, vicino dove abitavamo noi, alla stazione Piramide del treno che da Roma ci portava sino al Lungomare di Ostia, c’era un tram che passava raramente, ma noi ci andavamo sempre a piedi. Io ero l’unico dell’intera combriccola che non sapeva nuotare, però al mare mi divertivo ugualmente stazionando sempre vicino la riva. Una domenica “er secco”, più alto di me di una trentina di centimetri, membro a pieno titolo della comitiva, mentre era in acqua mi chiamò urlando a squarciagola 'a ficozzaaa' – il mio soprannome – 'vie' qua che se tocca'. Lì per lì non mi rammentai della differenza d’altezza tra noi due e, facendo qualche goffo tentativo di nuoto, arrivai vicino l’amico. Non l’avessi mai fatto. C’è mancato poco che affogassi. Mi sarò bevuto almeno mezzo litro d’acqua di mare, a quei tempi pulita, con grande gioia del secco e degli altri amici che sghignazzavano a più non posso.
Nello stesso 1948 mi fidanzai con la mia attuale moglie e quindi andavamo da soli al mare, qualche volta anche con un altra coppia di fidanzati vicini di casa.
Una di queste volte ci capitò una specie di naufragio. Noi quattro avevamo noleggiato un pattino, una specie di barca aperta sopra, sotto, davanti, dietro e ai lati. Come un pedalò che però va a remi. Remando remando ci allontanammo un po’ dalla riva ma, notando che il mare si stava ingrossando, ci affrettammo per tornare indietro. Ad una ventina di metri dalla spiaggia il pattino si capovolse: tutti a fondo che annaspavamo come disperati. Riuscimmo ad aggrapparci al pattino rovesciato mentre ci giravamo l’uno verso l’altro per controllare se c’eravamo tutti e se stavamo bene. Nonostante la gran botta che presi sulla testa non staccavo le braccia dal galleggiante mentre la mia bella, reggendosi sulle mie spalle se la rideva a crepapelle. Cosa c’era di tanto comico non l’ho mai capito. Vennero due barche con due bagnini e ci misero in salvo.
Nel 1969 io e mia moglie, sentito il parere di nostro figlio di dieci anni, decidemmo di trascorrere un periodo di villeggiatura in una località dopo Torvaianica, che affacciava sul Mediterraneo e aveva vicino una bella pineta. Prendemmo alloggio in un albergo situato proprio sulla spiaggia e di recentissima costruzione ma ancora da ultimare. Il proprietario, in considerazione di questo fatto, aveva deciso di praticare prezzi molto convenienti. Un pomeriggio, allettato dalla vista di un mare calmissimo, mentre mio figlio era vicino alla madre e giocava sulla spiaggia, presi il suo materassino di gomma ed entrai nell’acqua bassissima per un lungo tratto di distanza dalla spiaggia stessa. Cominciai a farmi trascinare dal leggero sciabordio di piccole onde e mollemente sdraiato mi godevo lo spettacolo degli altri bagnanti. Ad un certo punto il materassino, forse a causa di una mia mossa un po’ energica, si capovolse, caddi in acqua, annaspai perché non sentivo il fondo del mare sotto i miei piedi ed iniziai a mandare giù acqua salata. Non gridavo, non chiedevo aiuto, mulinavo soltanto le braccia per restare a galla e mi ricordai con terrore che non sapevo nuotare. Qualcuno vicino a me fortunatamente si rese conto di quello che stava accadendo, mi dette una mano e mi accompagnò a riva. Mia moglie tranquillamente sdraiata a prendere il sole non si era accorta di nulla. Le raccontai l’accaduto, lei si mise a ridere aggiungendo che ero stato uno stupido e che avrei dovuto chiedere aiuto. Già, perché non lo feci?
Io amo il mare ma è evidente che tra noi c'è qualcosa che non va.
Forse quel qualcosa è il fatto che io non sappia nuotare. Forse.







23 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Aldo, mi sono perso dentro il tuo racconto!!! Ti posso dire che è un peccato che tu non abbia imparato da giovane a nuotare, credimi è qualcosa di meraviglioso sentirti leggero nell'acqua, io ancora oggi se vado in piscina m9i sento tranquillo e rilassato quando sto a galla quasi senza nessun movimento.
Sai io abitava in quei anni che ha menzionato, ero poco l'ontano dal fiume Piave, li su quelle pericolose acque ho imparato, una volta che hai imparato non le dimentichi più...
Ciao e buona giornata caro amico.
Tomaso

Cri ha detto...

Non so nuotare neanch'io, questo ce l'abbiamo in comune!
Ieri, nel tardo pomeriggio, quasi sera, ho fatto un dolce e bel giro in su e in giù per il Colle Oppio, una meraviglia. Quando sono arrivata alla Polveriera ti ho pensato, te ne sei accorto?

Fra ha detto...

Io adoro il mare e ho imparato a nuotare da piccola.
Certo, le tue avventure sono state un po' spaventose... meno male che sei qui a raccontarle!

Ernest ha detto...

e Aldo come sai io per il mare sono un po' di parte!
un saluto

Enly ha detto...

Mar Tirreno IL MIGLIORE :)

rosy ha detto...

Neppure io so nuotare e una cosa come la tua successe anche a me e d'allora chiusi ogni rapporto con l'acqua di mare.
Ti posso capire..a settembre devo andare in piscina, per forza.
Vedremo come me la caverò, chi sa cosa mi aspetta.

Menomale che il mare ti ha sempre restituito alla terra ferma sano e salvo, e a noi.

Buon fine settimana con abbraccio.

nina ha detto...

Veramente divertenti questi ricordi marini. Io sono nata e cresciuta a mare. D'estate passavamo a mare gran parte della giornata e quanti giochi, scherzi e nuotate...
Mi hai fatto fare un tuffo in ricordi azzurri e profondi come il mare.
Ciao Aldo

Mariella ha detto...

Ciao Aldo!
Ma che bello, mi hai riportato indietro nel tempo.
Alle mie estati passate al mare ad Ostia Lido e a quando andavo a trovare i miei zii che avevano casa a Torvajanica.
Hai ragione il mare era pulitissimo. E che belle le serate passate passeggiando lungomare e azzannando un maritozzo.
Ti abbraccio forte.

Krilù ha detto...

Aldo, forse fra te e il mare non c'è molto feeling ... :))
Mi hai fatto ricordare che un'avventura simile col pattino ribaltato capitò anche a me, quando ancora non sapevo stare a galla. Sarà per questo che ho sempre preferito la montagna?

il monticiano ha detto...

@Tomaso
@Cri
@Fra
@Ernest
@Enly
@Rosy
@Nina
@Mariella
@Krilù


Con questo caldo l'unica cosa da fare è tuffarsi tra le onde, ma...c'è sempre un ma...
Stateve bene e un caro saluto a tutti,
aldo.

Bastian Cuntrari ha detto...

Ti sei perso davvero tanto, non imparando a nuotare, Monty!
Confermo il commento di Tomaso: sentirsi leggeri senza muoversi, senza faticare, guardando il cielo e sentendo la frescura dell'acqua che ti accarezza!

Ibadeth Hysa ha detto...

Forse sì, avresti dovuto apprendere a nuotare.
Fai ancora in tempo, peraltro.
Mi è piaciuto il convolare a giuste (?) nozze... :)

Enrico Bo ha detto...

e ma allora era un vizio!!!

Teresa Larizza ha detto...

A me piace tanto il mare, ma da piccola,come i miei fratelli, essendo
vicini al mare abbiamo imparato, per lo meno a stare a galla. Beh, un po di più. Ma non bisogna dimenticare
che il pericolo esiste sempre, perchè
come dicevano gli antichi, in mare non c'è taverna .Ciao.

il monticiano ha detto...

@Bastian Cuntrari
@Ibadeth Hysa
@Enrico Bo
@Teresa Larizza

Lo sapevo io che sarei stato uno dei pochi a non saper nuotare.
Pazienza.
Stateve bene e un caro saluto a tutti,
aldo.

@enio ha detto...

ami il mare, non sai nuotare ma vedo che sei un temerario... perseverare è diabolico!

Alberto ha detto...

E però è strano. È strano che da cosa scrivi poi l'acqua ti piace e non hai mai imparato a nuotare.

chicchina ha detto...

Non sei proprio solo,Aldo.Amo il mare,cerco di entrare in confidenza,ma non oso più di tanto,tengo le giuste distanze.
E se, tentata,mi spingo fra la schiuma delle sue onde sfilacciate,ci sorridiamo un po,poi ci allontaniamo,con stile....

Blogaventura ha detto...

... e comunque, anche quando si sa nuotare, al mare bisogna dare sempre del lei. In salutone, Fabio

il monticiano ha detto...

@Enio
@Alberto
@Chicchina
@Blogaventura

Ho provato a nuotare in un lago vicino Roma e, quando ancora non era ancora inquinato, anche nel 'biondo'(?) fiume Tevere, allo stabilimento 'Er Ciriola',ma niente da fare, io non galleggio vado a picco.
Stateve bene e un caro saluto a tutti,
aldo.

Ambra ha detto...

Ma c'è sempre la montagna pe rinfrescarsi. Meno pericolosa del tuffo in mare per chi non sa nuotare.

Adriano Maini ha detto...

Ah, questa cosa in te non l'immaginavo! Certo che alcune spiagge di sabbia nera che ho visto - ci sono stato in costume e mi sono anche bagnato a fine aprile 1971, ma ero giovane!!! - forse allontanano dal mare... :))))

Alessandra Lace ha detto...

io ho imparato a nuotare di recente, magari l'avessi fatto prima, non avrei mai immaginato di riuscire a vincere la mia paura dell'acqua. dal tuo racconto, però tu di paura non ne hai e allora mi chiedo: "Come mai non sai nuotare?" un abbraccio