lunedì 9 settembre 2013

PARLIAMO DI TEATRO

Quel piccolo campo è una commedia in tre atti di Peppino De Filippo ambientata nel mondo contadino di oltre 60 anni fa, dove esisteva un ossessivo attaccamento alla terra, intesa come unica fonte di guadagno e di sopravvivenza.
Il protagonista è il burbero Rocco Barbati, ateo convinto e scapolo impenitente, che eredita assieme alla sorella - al contrario di lui estremamente religiosa (e un po’ bigotta) - le proprietà terriere del padre. Un lascito cui però è stata apposta una condizione: una piccola parte del podere va in beneficenza ai frati cappuccini del convento del paese.Rocco lascia ai frati la parte più rocciosa ed infertile del terreno, ma, con grande sorpresa, il “piccolo campo” dei cappuccini diventa l’unica parte dell’intero fondo fruttifera. Il nostro irascibile protagonista preme più volte sul convento per cambiare l’appezzamento concesso con un altro: ma, ogni volta che ottiene il cambio, il nuovo piccolo campo dei frati immancabilmente diventa rigoglioso, al contrario del suo terreno che torna sempre arido. Per Rocco questo è il chiaro segno di una sfortuna che lo perseguita (e non della tirchieria e trascuratezza nella conduzione del podere): si sente vittima di un complotto, ordito da Dio (che, se esiste, è ingiusto), dalla sorella, dai fraticelli, dai paesani.Un bel giorno il suo garzone, intento a scavare una buca per piantare un tralcio di vite nel confine tra il terreno dei frati e quello del padrone, trova una cassetta piena di monete d’oro. A chi apparterrà questo misterioso tesoro?Questo ovviamente non si può svelare, perché gli intrecci e i colpi di scena dell’ultimo atto della rappresentazione è bene vederli dal vivo in teatro...
Peppino De Filippo riesce, con eccezionale maestria, a raccontare la vita quotidiana della società contadina, evidenziandone le difficoltà economiche ed i conflitti interiori, riuscendo a trasformare il dramma in burla. Per noi, oltre all’immancabile divertimento, può essere interessante trasportare alcuni temi nella vita d’oggi: l’agnosticismo che spesso sconfina nella superstizione; la fede religiosa che può essere davvero sentita o solo esteriore; la difficoltà ad assumersi le responsabilità, quando è più facile abbandonarsi al vittimismo; la capacità che hanno il denaro e l’interesse di offuscare i rapporti umani. (fonte YouTube)
Negli anni 1971-1972 facevo ancora parte di una Compagnia teatrale amatoriale composta da alcuni amici, che presentava avanspettacoli e commedie un po' dovunque ad esempio sagre paesane, teatro dei postelegrafonici, dei dipendenti della Centrale del latte di Roma e Teatro "L'accento" nel Rione Testaccio. Un giorno l'amico regista ci propose di voler portare in scena "Quel piccolo campo" e ci fece leggere il copione. A noi non dispiaceva ma per rappresentarlo dovevamo avere il permesso di Peppino De Filippo. Glielo chiedemmo e lui acconsentì volendo però che il suo segretario assistesse alla prova generale. Detto fatto. Espresse parere favorevole e allora il regista assegnò le parti dei vari personaggi: io dovevo interpretare Rocco e Mario, papà di una cara amica blogger, quella di Cirillo. Portammo questo lavoro nei tre teatri sopracitati con successo. Alla prima nel teatro "L'accento" era presente seduto in prima fila Paolo Poli (attore di cinema, teatro, TV) il quale al termine della commedia salì sul palco, si congratulò con noi e abbracciò me e Mario complimentandosi.

La foto qui sotto titrae la Compagnia che ringrazia il pubblico al termine della rappresentazione.


 

17 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una famiglia di grandi artisti.
Ti faccio i miei auguri di un sereno compleanno.

cristiana2011-2 ha detto...

In ritardo, ma altrettanto sentiti i miei AUGURI.
Non dico cento di questi giorni, mi limito ad auspicare per te qualche decina d'anni sereni e in buona salute.
Quanto al teatro, devi essere un attore nato, naturale e con una bella voce.
Un abbraccio!
Cristià

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Amoooo il teatro e soprattutto amo la famiglia De Filippo.
Scusa la curiosità, ma che fine hanno fatto tutti i teatranti?
Bellissima la foto.
Un abbacciooooo

zefirina ha detto...

ohoh mi son persa il tuo compleanno? auguri anche da me e complimenti l'amore per il teatro scalda il cuore, se poi riesci anche a interpretare le tue opere preferite è vermaente bello

Cri ha detto...

Lo sa Luz che le hai fatto 'sto scherzo?
Gran bella foto! E più la guardo più mi dico "guarda com'è venuto bene!!!"
BUON COMPLEANNO ALDO CARO (E DUE!!!)
:*********

chicchina ha detto...

Facevate sul serio,e credo che nel teatro amatoriale tutti mettano il massimo impegno con risultati strabilianti.La benedizione di Eduardo e la conferma di Poli erano già una garanzia.
Buon compleanno Aldo.

Luz ha detto...

Unico appunto: era il 1971/72.

Nou ha detto...

Tanti auguri Aldo!
Eravate di sicuro molto bravi se Paolo Poli si è complimentato, credo non dispensi complimenti se non sono meritati.
Foto bellissima.

Bacioni

Nou

Mariella ha detto...

Addirittura i complimenti di Poli. Sarete stati bravissimi.
Che nostalgia delle vecchie commedie dei fratelli De Filippo. Eduardo, Titina e Peppino.
Grandissimi.
Ti abbraccio caro Aldo.

Bastian Cuntrari ha detto...

Sei un grande...

Ma quando dici che mi ami, non reciti, vero???

Sandra M. ha detto...

Eh, lo sentivo che qualcosa di simile avevi fatto. Mamma mia che emozione avere quel tipo di approvazione da Eduardo. E l'abbraccio di Poli, poi.... un brivido!
Com'è andato il compleanno...soffiato le candeline?

EriKa Napoletano ha detto...

Anche attore. Mi sembra di averti riconosciuto perchè assomigliavi molto a tuo figlio. Complimenti, caro Aldo!!!

Ambra ha detto...

Ma tu pensa! Anche attore! E bravissimo poi avendo avuto baci, abbracci e complimenti da grandi teatranti!
Sei unico.
Non ti sto a dire auguri, dato che sono arrivata buona ultima e chissà quando hai avuto il compleanno!

Enly ha detto...

Di teatro mi piace soprattutto quello tragico Sofocle in primis, le commedie mi piacciono molto poco.

cipralex1 ha detto...

ciao Aldo,
mi sono riportato allegramente e gustosamente alla pari con tutti i tuoi variopinti post arretrati.
Complimenti particolari per la tua innata stoffa di attore ed autore.
Leggo del tuo compleanno, ma oltre a farti un sacco di auguri (in ritardo) vorrei sapere la data precisa per essere a tempo in tutti i prossimi.

Un abbraccio. robi

nina ha detto...

Caro Aldo, eccomi!
Come sai anch'io amo molto il teatro. Conosco e apprezzo la verve teatrale dell'indimenticato Peppino de Filippo, le tante farse che quando era ragazza io e le mie sorelle guardavamo alla televisione (al mercoledì sera un'ottima regia televisiva rendeva godibili le rappresentazioni teatrali) e poi ripetevamo alcune scene che ci avevano entusiasmato le cui battute diventavano parte del nostro gergo familiare.
Il mio preferito dei De Filippo è però Eduardo, del quale ho seguito tutta l'opera teatrale e che confesso, mi sarebbe tanto piaciuto recitare...
Bellissima la tua esperienza, anche per il riscontro alla vostra bravura rappresentato dall'autorizzazione dell'autore e dall'apprezzamento di quel grande attore che è Paolo Poli. I miei complimenti più entusiastici e raccontacene ancora!

rosy ha detto...

Caro Alduccio, tu sei un uomo completo.
La tua vita è ricca di esperienze.

Conosco il tuo amore per il teatro e anche io lo amo, ma mai ho recitato e mi sarebbe piaciuto.

Certo che hai raccontare e noi siamo sempre qui ad ascoltarti.
Ti abbraccio, con affetto.
Ciao!