lunedì 19 maggio 2014

SAREBBE STATO MEJO SI NUN L'AVESSI VISTA

Giorni fa, era 'na bella giornata stracorma de sole, le mi nipoti me dissero si volevo anna co' la loro comitiva ar mare, alla spiaggia libera di Ostia, a du passi da Roma. Io dissi de sì perchè era da un ber po' de tempo che in fatto de salute me girava tutto storto e poi se trattava de sta lì giusto quarche ora, tre o quattro ar massimo. Arivati me dissero de metteme all'ombra, dentro un bareristorante co' tanto de veranda coperta. M'ero portato un libbro da legge, ma appena seduto la comitiva intera sparì de botto. Me misi a guardamme un po' intorno poi presi er libbro in mano ma nun l'aprii subbito perchè 'na coppia giovane, una lei e un lui, forse venticinquenni e co' l'accappatoio addosso, se misero a sede ar tavolo vicino ar mio.
Lei 'na sventola mora co' due occhi accalappiamaschi, lui un fusto che nun finiva mai, du' vorte più arto de me.
Lui nun se mise a sede subbito, susurò quarcosa all'orecchio de lei, se levò l'accappatoio, lo lasciò su la sedia e se ne anno' drento ar locale. Du seconni doppo anche lei s'arzò da la sedia, se levò l'accappatoio e io...quasi quasi svenni.
Sognavo oppure ero svejo? Prima era 'na sventola , ma me so' dovuto ricrede perché invece era 'na bomba atomica!
A 'n certo punto me so' fatto coraggio, me so'avvicinato alla sventola e j'ho detto
"scusa me sa c'hai lassato er bikini lì alla doccia" e lei "grazie caro, ti sbagli, non vedi che l'indosso" e io "indosso te vedo solo du fazzolettini che copreno a malappena li giojelli de famija, come se l'avessi messi in vetrina dar gioielliere" e lei "nonnetto sei un vero simpaticone. Grazie. Perchè non ti siedi un attimo qui accanto a me,tra poco viene il mio ragazzo e ci beviamo un bel caffé o quello che ti va" e io "è mejo de no perché se er tu regazzo è svejo come te me legge nella capoccia tutto quello che me sta a girà compresi li pensieri passati, presenti e futuri Vado a cercamme un posto meno agitato. Ciao bellezza" e lei "grazie di cuore".
Me so' annato a nisconne sotto 'na tettoia de canne secche che in caso de pioggia avrebbe dovuto protegge le machine che sostaveno lì.
Me misi su 'na sdraia ad aspetta' l'artri ma nun presi er libbro in mano, avevo da pensa' a quarch'artra cosa.

15 commenti:

Antonio C. ha detto...

Hai fatto bene a cercare l'ombra d3el canneto...per calmare i bollenti spiriti che il sole di Ostia è sempre generoso di accendere. Un abbraccio.

cristiana2011-2 ha detto...

Una bella scossetta agli occhi non può che fare bene, altro che pacemaker!
Buondì caro Aldo.
Cristia'

Ernest ha detto...

ah ah vero per queste cose serve ombra! Ciao Aldo

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Aldo, ma davvero?!?!
Che coraggio hai avuto, il rischio di un sonoro ceffone è stato alto, forse la simpatia che ci offri quando scrivi, ti si legge anche sul volto?
Comunque è sempre un piacere ricevere complimenti, soprattutto se sono così ben posti.
Volevo anche dirti che la tua amica gatta è bellissima. Bacio.

Carlo ha detto...

Gli occhi "accalappiamaschi" non l'avevo ancora sentita!! Bellissima espressione, dovrò ricordarmela!

Ciao grande Aldo... hai ragione, più passa il tempo e più i bikini sono ridotti! Io, comunque, frequentavo "Capacotta" finché non mi sono trasferito in collina e, quindi, ero abituato a vedere ben altro!

Paolo esse ha detto...

Tu pensi troppo :-D

Mariella ha detto...

Mi sono davvero divertita a leggere il tuo racconto breve.
Abbraccio.

nina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nina ha detto...

Ciao Aldo
hai sempre un'avventura speciale da raccontare!
Mi è piaciuto molto il romanesco, rende molto bene la situazione e il sapore della tua dolce ironia.
Ti mando un abbraccio e ti dico: sono piuttosto svogliata e assente dal blog, in questo periodo, ma i miei amici più cari sono sempre nel mio cuore e tu fra questi.
A presto!
Nina

P.S.: si vede che sono fuori esercizio: ho annullato i due commenti sopra perché mi erano sfuggiti dei refusi che non posso sopportare, pardon!

Ambra ha detto...

Mah! Ci vuole prudenza con le sventole. T'è andata bene.

Nou ha detto...

Aldo Mio! héhé... che sogno ad occhi spalancati!?!
:)))

Bacibacibaci!
...posso abbondare, tanto lo so che non ti fanno niente i baci di una che si deve mettere un costume da bagno con gonnellino come nell'Ottocento per nascondere, altroché mostrare. Mi pare di vederti, sotto la pensillina con gli occhi rapiti dalla visione della Dea.
Bel racconto, complimenti!

Nou

EriKa Napoletano ha detto...

Sei un simpaticone, caro Aldo ;))))
Quanto mi piace quando scrivi in dialetto romano! Un abbraccio
Erika

robi cipra ha detto...

che bel film m'hai fatto leggere Aldo. "T'aringrazio" per il romanesco che mi piace quasi come la bomba atomica che hai incontrato.
"Sarebbe stato mejo che l'avessi vista pure io!!!"

Un carissimo saluto. robi

@enio ha detto...

commovente descrizione di desideri repressi è proprio vero che a una certa età ce so rimasti l0cchi e quelli funzionano