venerdì 2 gennaio 2015

EPPURE NON SO DISEGNARE

Invece mi è riuscito di farlo - alla meglio - in un momento molto particolare della mia vita passata. Intendiamoci, non un quadro o qualcosa del genere, ma uno scarabocchio per dire la verità.
Verso la fine del 1998 a causa del mio terzo o quarto infarto mi trovavo ricoverato in ospedale, in una stanza a quattro letti del reparto di terapia intensiva ed ero in attesa di essere trasferito in un altro ospedale universitario presso il quale, dopo la coronografia già effettuata,dovevano sistemarmi con il triplice bypass e l'impianto, a sinistra del torace, di un pacemaker-defibrillatore.
La notte prima del mio "trasloco", come al solito non mi riusciva di dormire ed allora cercavo di far trascorrere il tempo girando lo sguardo dal mio letto a quello degli altri miei "compagni di sventura". Noi quattro eravamo tutti attaccati alle flebo e monitorati. Il "compagno" di fronte a me al disopra del suo letto aveva un monitor nel quale brillavano ad intermittenza alcune lucine di vario colore, credo uguale a quello che avevo io. Era notte inoltrata, buio pesto dappertutto tranne il brillare delle lucine dei nostri monitor e, in particolare, di quel monitor sopra il letto di fronte a me distante sette od otto metri. Mi balenò in testa un non so che. Cercai tra le mie cose che ad ogni ricovero ospedaliero mi porto da casa e riuscii a trovare una bic ed un foglietto non più grande di 10 centimetri sul quale erano già scritti i recapiti telefonici del mio medico di famiglia, di mio figlio e di casa mia. Mi accinsi a disegnare! Che idea folle. Ad ogni modo quello che venne fuori lo tengo ancora conservato, sebbene siano trascorsi oltre quindici anni,  e raffigura un uomo di spalle (un obbrobrio) e vicino ai suoi piedi un piccolo cane (altro obbrobrio), entrambi su un balcone munito di ringhiera a mezza altezza che si affaccia su di un lungomare (?) al di là del quale si nota la parte posteriore di otto cabine di uno stabilimento balneare. Il nostro sguardo, il mio e quello del piccolo cane, era rivolto verso il mare al di là delle cabine. Fantasticavamo entrambi.
Ma cosa m'è venuto in testa in quei momenti? Ancora oggi non mi riesce trovare una spiegazione.
QUI SOTTO L'OBBROBRIO ORIGINALE COMPLETO OVVIAMENTE SCANNERIZZATO


18 commenti:

Pia ha detto...

Aldo caro,
prima di tutto auguri, ti auguro un felice 2015.
Come dico sempre, tutti siam capaci di disegnare, ed il tuo simpaticissimo schizzo lo dimostra.
La mia impressione...sembra una caricatura da giornalino, a me piace moltissimo.
Sei anche molto preciso, non è da tutti fare linee parallele a mano libera...ahahahah...comunque è la verità.
Ti abbraccio forte, ciao.

Tomaso ha detto...

Il talento cara Aldo spesso ritorna, dunque attendo di vedere qualcosa di moderno:-)
Ciao caro amico, buon anno.
Tomaso

Ambra ha detto...

Ma invece la tua vignetta è bellissima, Aldo, mi piace moltissimo e poi io l'interpreto come un bisogno di libertà, di infinito, lontano dalla prigione dell'ospedale.

luly ha detto...

Eppure io questo obbrobrio, come lo chiami tu, lo trovo stupendo!:)

Costantino ha detto...

Un disegno sortito dalla tua fantasia e dal tuo cuore, quindi particolarmente importante!

Nou ha detto...

Lo steccato a cui appoggiarsi è basso e non è un valido sostegno. L'uomo ha le spalle grosse ben squadrate, non ne ha bisogno ma lo deve superare. Il primo ostacolo non dà pensiero. È il secondo quello importante, la barriera delle cabine che altro non sembra che un secondo steccato, abbastanza alto da impegnarlo seriamente. È un uomo forte con le gambe slanciate e agili: può farcela! E ce la farà: è innamorato del mare! È innamorato della vastità del mare, della vita che cela e di tutto quanto c'è oltre. Ce la farà: le sue spalle sono possenti e poi ha un buon amico che crede in lui.
Baci Aldo :-)

Mariella ha detto...

E tu ci sei arrivato al mare.
Buon duemilaquindici caro Aldo.

Tiziano ha detto...

Che quest'anno appena iniziato possa esaudire tutti i sogni che serbi nel cuore,
auguri buon 2015
Tiziano.

cristiana2011 ha detto...

Non sono uno psicologo, ma concordo pienamente con Ambra
Le cabine potrebbero rappresentare quelle celle ( teoria filosofica di non ricordo chi) in cui la vita ci colloca, nel bene e nel male, che formano il nostro percorso, mentre il mare potrebbe rappresentare la fantasia, quella dei sogni e dei desideri segreti, che solo un amico fidato ( il cane) potrebbe custodire.
Fai senpre pensare!
Cristià


Anna Gengaro ha detto...

Ciao Aldo! Te lo spiego io cosa ti è passato per la mente, volevi evadere dalla noia e dalla paura quindi hai bloccato la mente su di un'immagine rassicurante. Ho molti scarabocchi della mia passata esperienza, ma il migliore è una specie di donna tipo me impiccata e penzolante da un ramo. Ero la verbalizzante di un collegio docenti e parlavano tutti i migliori coglioni della sala... Non potevo mettermi ad urlare quello che pensavo. Ciao, Anna

Annamaria ha detto...

Bellissimo questo racconto col disegno che è il tuo sogno di libertà!!!
Grazie Aldo e tanti auguroni di Buon Anno!!!

raffaella. p. ha detto...

Caro Aldo, che bellissimo disegno!!!
Tantissimi auguri in famiglia
Un abbraccio

chicchina ha detto...

Il desiderio di essere fuori,altrove,alimentava la tua fantasia e guidava la tua mano.Il mare,ma senza alcuna barriera,ha il sapore della libertà e del mistero.Un felice anno,ma adesso vorremmo qualche altro bozzetto,credo siamo tutti d'accordo,vero?

Anna Gengaro ha detto...

Lo sai Aldo che il termine mignotta deriva dall'anagrafico ottocentesco dei bambini abbandonati, cioè scrivevano "m.ignota", e siccome solitamente erano figli nati da relazioni non ufficiali si trasformo nel noto termine... Ma quelli d'oggi sono talmente delinquenti che anche se si conoscono le madri, io non le volevo offendere.

paroleperaria ha detto...

Buon anno Aldo!
Mica così brutto il disegno, se sapessi ritrarre un cane così, ne sarei fiera!! :)

robi cipra ha detto...

Arriva l'arrotino psicologo:
stavi realizzando che guardare dentro le cabine dal buco poteva far diventare un flipper quel monitor a cui eri collegato ed allora ti sei tenuto a poetica distanza...
Ci sono ricordi meravigliosi anche di momenti difficili. Il tuo disegno ne è la prova.
Ciao Aldissimo!

Cri ha detto...

Mi piace molto questo post! E mi compiaccio di scriverlo avendo tra le mani l'originale, per riavere il quale dovrai sganciarmi un cospicuo riscatto. :D

rosy ha detto...

D'accordo con Chicchina,aspettiamo qualche altro tuo bozzetto.

Alduccio, sei una fonte inesauribile, ogni tuo post è una meraviglia! La tua libertà risiede dentro di te.
Sei un grande, non c'è bisogno di fare lunghi viaggi a te basta una semplice passeggiata tra le strade della stupenda Roma e sai cogliere in queste passeggiate lo stupendo mondo del genere umano. Come ben sai questo mondo e ancor più vasto del mondo che possiamo trovare oltre il mare, questa, è solo una vastità geologica.
Per carità non dico che non sia bello e interessante, ma sono ancor più belle le tue storiche passeggiate, dove incontri una vastità di persone e con loro il vasto mondo del "cosmo" umano!E come le sai raccontare bene!

Buon anno, con tutto il cuore, che questo 2015, sia generoso con te e con tutto il mondo!

Abbraccio, ciao!