lunedì 12 gennaio 2015

TI VOLEVO SCRIVERE...

...per dirti bentornata nella tua casa, dai tuoi cari, fra le tue cose.
Penso che era ciò che più desideravi, ma anch'io credimi perché questo mi avrebbe tranquillizzato molto. Quando poco prima della tua partenza mi chiedesti di astenermi dal contattarti sia per telefono che per iscritto non mi sono adombrato giacché mi affermasti che in questo modo avresti meglio affrontato il problema. Io ho compreso benissimo e mi sono attenuto scrupolosamente a quello che mi dicesti di fare o meglio di non fare. Sapessi però quante volte mi è venuto l'impulso di farlo. Ho commesso oggi l'errore di rispondere al cellulare credendo che eri te che chiamavi ed invece mi sono sbagliato. Nel frattempo mi contento di vedere il tuo viso ovunque io giri lo sguardo. Arrivo al punto di "vederti" scrutando il volto di alcune protagoniste di film o filmati, oppure incrociando giovani e meno giovani donne mentre cammino o mi reco in qualsiasi luogo. Insomma una specie di ossessione la mia in quanto le espressioni del tuo volto mi si affacciano continuamente dinanzi gli occhi. Come i tuoi di occhi scuri, le tue labbra carnose con quella superiore perfettamente delineata, le tue fossette sulle guance quando sorridi, i tuoi lunghi capelli castani che coprono il tuo bellissimo collo. Mi ha molto aiutato per l'attesa ciò che mi promettesti. Mi dicesti con tono affettuoso che dopo saresti venuta a trovarmi e che, avvertendomi qualche giorno prima, mi avresti precisato giorno ed ora in cui saresti arrivata in treno alla stazione centrale poiché ti avrebbe fatto piacere trovarmi al tuo arrivo.
Ed ecco allora immaginarmi come sarà quel giorno.
"""Sono lì in stazione, sulla pensilina accanto al binario destinato al tuo treno. Non appena si ferma vedo la tua mano sporgere dal finestrino del vagone a farmi un cenno di saluto perché tu mi hai riconosciuto tra la gente che si accalca lì vicino. Tu scendi dal treno, poi ci veniamo incontro e ci abbracciamo, di slancio senza dire una parola. Non è necessario chiederti com'è andato il viaggio o come stai. Il nostro corpo parla, il nostro cuore batte forte e questo significa tutto. Ti allontano un attimo il viso e ti guardo negli occhi: sono leggermente velati di lacrime ma il tuo forte carattere ha il sopravvento e sorridi quasi a voler prendere in giro te stessa per questo breve cedimento. Ci abbracciamo ancora più forte fino a farci male e ci baciamo. Poi ci stacchiamo, ci avviamo verso l'uscita e verso la tua temporanea residenza. Mi spieghi ancora una volta che sei qui per lavoro, che il tuo soggiorno sarà molto breve purtroppo e che coglierai l'occasione per trascorrere tutto il tuo tempo libero con me. Adesso però conta come sfruttare queste ore, da soli, noi due. Certamente ci abbracceremo, ci baceremo, ci ameremo insomma, prima, durante e dopo. Sono certo che tu sarai dolce e tenera mia affascinante creatura."""
COSI' SARA'.

13 commenti:

Mariella ha detto...

Un'attesa meravigliosa. Buona giornata caro Aldo!

Tomaso ha detto...

Una grande attesa ti resta nel cuore caro Aldo.
Ti auguro che potrai goderti i frutto!!!
Tomaso

Cri ha detto...

Però, scrivi proprio bene ;) :)

Beatris ha detto...

Bellissimo il tuo scrivere, infonde speranza, certezza!
Buona serata da Beatris

Tiziano ha detto...

Ciao Aldo, complimenti sei un scrittore nato un caro amichevole saluto
Tiziano.

Ambra ha detto...

E questo che racconto è? La sofferenza dell'attesa che però poi sarà ricompensata dal ritrovarsi. Ma è una storia vera?

chicchina ha detto...

Saper scrivere con tanta delicatezza e incanto di un arrivederci,quasi un addio,è da Grandi,caro Aldo.Con te non si sa mai quando inventi e quando racconti vita vera,ma in fondo diciamo sempre che il teatro è vita e la vita è teatro,e non servono le classificazioni e i distinguo.

paroleperaria ha detto...

Me li sono immaginati, questi due alla stazione... :)
un abbraccio

robi cipra ha detto...

Ti auguro che il treno sia in ritardo per gustare ancora di più quell'attesa che diventerà indimenticabile, come i suoi occhi scuri, le sue fossette sulle guance ed i suoi lunghi capelli castani.

Stupenda fusione di emozioni immaginate e vissute.

Ciao amico romantico! robi

@enio ha detto...

speriamo che quel treno arrivi finalmente e che le tue fantasie si avverino... auguri

Maria Gabriella ha detto...

In realtà è un post molto triste...

Costantino ha detto...

Un racconto che rimane nei cuori!

E Lisa ha detto...

BUON 2015 CARO ALDO che la vita ti sorridà ancora e ancora per tanto tempo!
Elisa