domenica 20 giugno 2010

TRE AMERICANI A ROMA

Il 4 giugno 1944, dopo l'occupazione da parte dei nazisti, Roma venne liberata dagli anglo-americani i quali poi la "tennero occupata" per un bel po' di tempo.
Dall'inizio del 1945 io avrò cambiato almeno tre volte il tipo di lavoro, ma per un periodo abbastanza lungo svolsi l'aiuto di qualcuno presso il Teatro Galleria, dentro la Galleria Alberto Sordi già Colonna: una volta del guardaporta, un'altra del macchinista e un'altra ancora dell'aiuto elettricista.
Tutte le sere rientravo a casa dopo la mezzanotte, facendomi la strada a piedi da Piazza Colonna passando per Fontana di Trevi, Largo Tritone, il Traforo sotto il Quirinale, via Nazionale, via dei Serpenti, via degli Annibaldi, via del Fagutale fino a via della Polveriera.
Numerosi sono gli episodi di quel periodo che, se riuscissi a ricordandomeli tutti, potrei racontarne un notevole numero, però mi limito a parlarne soltanto di tre aventi come protagonisti altrettanti soldati americani.
L'AMERICANO N.1
che conobbi fu un sergente maggiore dell'esercito, nativo di Derby nel Connecticut, del quale ricordo ancora nome e cognome. Ci siamo tenuti in contatto tramite posta per molti anni, almeno una decina. Adesso che ci penso mi rammarico di una cosa. Lui m'informò che a Derby aveva una moglie e un figlio, che era proprietario di un'impresa, non ricordo di che tipo, e che lavorava con lui, oltre ad un gruppo di dipendenti, anche una giovane segretaria italo-americana. Malgrado io abbia dovuto affrontare lunghi periodi di disoccuppazione, non mi venne mai in mente di dirgli se potevo andare a lavorare nella sua impresa lì in America. Forse molte cose sarebbero cambiate per me. In meglio o in peggio non lo so.
Tornando a quel sergente, una sera, all'ingresso del teatro, sia all'inizio dello spettacolo di varietà in programma, sia al termine m'interpellò chiedendomi se a Roma c'erano dei reparti di boy-scout. Malgrado lui parlasse pochissimo l'italiano, altrettanto io l'inglese riuscimmo però a capirci e al mio diniego mi disse che lui in America era un capo degli scout e che avrebbe avuto piacere incontrare qualcuno per formarne un reparto qui da noi. L'indomani mattina ne parlai agli amici, anche a quelli più grandi di noi, i quali quasi tutti aderirono. In breve, grazie a questo soldato del Connecticut formammo uno dei primi reparti di scout laici del C.N.G.E.I. - Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani.
L'AMERICANO N.2
mi capitò di conoscerlo una delle sere o meglio delle notti in cui rientravo a casa dal lavoro. Arrivato a via degli Annibaldi successe un fatto incredibile.
Devo necessariamente fare una descrizione un po' noiosa di questa via perchè si possa raffigurare meglio l'accaduto. La via di cui parlo inizia da via Nicola Salvi di fronte al Colosseo e, scendendo, termina in via Cavour. Lungo entrambi i lati vi sono due muraglioni: all'inizio bassi fino metà dell'altezza di un uomo poi alti una quindicina di metri quando si arriva in via Cavour.
Quella notte io che provenivo da via dei Serpenti e avevo attraversato via Cavour stavo iniziando il percorso di via degli Annibaldi quando da uno dei due muri più alti piombò dinanzi ai miei piedi qualcosa di voluminoso e pesante. Per un pelo non mi aveva sotterrato. Una coppia che camminava davanti a me, udito quel forte colpo si era voltata e si era avvicinata per vedere cosa era successo. Ad un certo punto sentimmo dei flebili lamenti che provenivano dal "coso caduto". Malgrado la strada fosse semibuia io e la coppia ci chinammo per capire di cosa si trattava. Ci guardammo in faccia increduli: era un militare americano di colore, completamente sbronzo. Farfugliando non so cosa cominciò a muoversi per tentare di alzarsi, noi lo aiutammo, cercammo di fargli capire che volevamo chiamare "l'ambulance della Red Cross" ma lui invece faceva gesti di diniego e si svincolava da noi. Come se fosse atterrato col paracadute anche se un po' barcollante, si avviò, imboccò via Cavour e se ne andò verso via dei Fori. Mi parve addirittura di sentirlo fischiettare. Ad ogni modo, contento perchè era vivo,gli gridai dietro "piacere d'averti conosciuto Joe".
L'AMERICANO N.3
forse si chiamava John o chissà come quando lo vidi ma non riuscii a capirlo. Sempre una delle volte in cui, tornando a casa dopo mezzanotte camminavo lungo via dei Serpenti, a metà della stessa via mi accorsi che un militare americano, bianco, capelli nerissimi, stava seduto su alcuni gradini di un piccolo negozio chiuso e si lamentava. Mi avvicinai, mi accorsi che era ubriaco, gli chiesi se c'era qualcosa che non andava e lui, con un filo di voce e un linguaggio mezzo italiano condito dal dialetto siciliano mi rispose:
"picciuttieddu...u vedesti chi minchiata fecero a mia?" (ragazzino, hai visto che cavolata mi hanno fatto?)
"cu fu?" (chi era?)
"e che ne saccio, scuru era...talia chista banna" (e che ne so, era buio, guarda qui)
"minchia! Cuteddata fu? (cavolo! È stata una coltellata?)
"no, vasata di fimmina" (no, bacio di donna) ...e svenne mentre dalla ferita usciva sangue.
Feci cenno ad un signore che fortunatamente stava passando nei pressi, in fretta gli spiegai la faccenda ed insieme ci recammo in una vicina uscita laterale della sede centrale della Banca d'Italia
e a una guardia di finanza lì in servizio gli raccontammo tutto.
Fece un paio di telefonate dopo le quali arrivò la Polizia Militare Anericana e un'ambulanza.
Spiegai nuovamente come stavano le cose e, dopo alcuni accertamenti, mi lasciarono tornare a casa tranquillamente.
Ripensando all'accaduto credo che quel militare americano non poteva chiamarsi John.
Scommetto che si chiamava Caliddru (Calogero), il mio secondo nome.

28 commenti:

Maraptica ha detto...

Hai un bagaglio di ricordi ricchissimo di cui, sono estremamente invidiosa! :)

riri ha detto...

Ricordi di una vita fa, ma è un piacere sempre sentirli raccontati da te:-) Bello anche il titolo del post..sembra un film di Albertone nazionale...un caro saluto

Angelo azzurro ha detto...

Sei una fonte inesauribile di storie, caro Aldo. Potresti quasi farne un film, che dici?

Ellys...o meglio Martina ha detto...

ma questi americano erano tutti ubriaconi?? Scrivi un bel libro sui ricordi della tua vita! sarebbe un best-seller...baci

rosy ha detto...

Caro Aldo in'attesa della partita ho letto con molto piacere questi tuoi ricordi, che sanno di buono.
Certo che questo è il bello di aver vissuto tanto. Tu hai vissuto momenti di grande risvolte quale può essere il periodo della guerra.
Dove il campo non era solo minato dalle mine, ma anche dai sentimenti misti alla conoscenza di altri popoli e perciò ricco e vario.

I tuoi racconti mi hanno riportato alla mente i racconti dei miei nonni e di mia madre vissuti in quel periodo, che tanto mi affascinavano,
come ora i tuoi,
Si prova una strana sensazione a leggere cose successe tanto tempo fa, per questo forse dovresti scrivere un libro per lasciare al mondo testimonianze di quello che eravamo.
Il vissuto del passato va trasmesso, come fanno gli archeologi con le loro scoperte, scoperte che conservano nei musei in modo che tutti sappiano come era il nostro antenato.

Perchè un popolo che dimentica il passato è senza futuro.
A noi il grande compito di trasmettere quello che i nostri occhi hanno visto, un po come fanno gli archeologi

Grazie evviva l'Italia ciao fratellone.
Qui c'è il coprifuoco silenzio assoluto per le strade in'attesa dei boati e speriamo bene.

Nounours ha detto...

Ciao Aldo!
La tua vita è un romanzo. Peccato che non sono mai passata a quell'ora in via dei serpenti e neppure nelle altre, mentre tu rincasavi. Chissà cosa potresti scrivere del nostro incontro :))).
Purtroppo non sono di Roma, se ci abitassi farei di tutto per incrociarti: troppo curiosa di sapere se ne scriveresti qualcosa!
Buon pomeriggio domenicale. Qui piove e piove! Ciao,Nou.

Tua madre Ornella ha detto...

Aldo
passo per un grande abbraccio
e un bacio
Ornella

DIANA B ha detto...

Aldo, ma lo sai che sei fantastico nei tuoi racconti?
Che meraviglia!!! Sei come un libro aperto sui ricordi.
Mi chiedo quando non ci saremo più noi di una "certa età", se non lasceremo scritti questi nostri momenti passati, alle generazioni future che cosa rimarrà?
Spesso ti ho detto che dovresti scrivere un libro perchè molto insegni in termini di umanità, di simpatia, di ironia.
Dimmi la verità, ma i registi dei film di Alerto Sordi, hanno letto qualcosa che avevi scritto tu?
Tu non ce lo vuoi dire per modestia, ma mi sa che è proprio così.
Ciao carissimo
un abbraccio
Bruna

Insana ha detto...

Passando atrasada para te desejar um feliz dia do Amigo.

Bjs
Insana

Ibadeth ha detto...

Questo post sembra un film neorealista, davvero!

Sandra .......... ha detto...

Leggere le tue descrizioni è come vedere un bel film.
Grande Aldo!!!

il monticiano ha detto...

@Maraptica: Ti consiglio di non esserlo invidiosa perché ho anche dei ricordi non proprio piacevoli.

@riri: Quando ho scritto il titolo a questo post ho pensato anch'io al film di Albertone "Un americano a Roma".
Un salutone da me a voi.

@Angelo azzurro: L'idea non sarebbe malvagia se solo ne avessi la possibilità.

@Ellys...Martina: Io ho raccontato soltanto di due americani soldati sbronzi ma sapessi a quel tempo quanti ne circolavano per Roma.
Un caro abbraccio.

@rosy: Io molto modestamente racconto qui nel mio blog quello che ricordo e a volte faccio fatica a rammentare con maggiori particolari altri ricordi.
Ciao sorellina.

@Nounours: Stai tranquilla che lo farei. No so cosa scriverei ma sarebbe ben dettagliato.
Ciao, un abbraccio.

@Tua madre Ornella: Grazie del tuo passaggio sempre bene accetto.
Un abbraccio anche per te.

@DIANA B: No, questi miei scritti li state leggendo solo voi amici e amiche blogger e tanto mi basta.
Ciao cara, un abbraccio anche a te

@Insana: Ciao cara amica, anche a te un caro abbraccio.

@Ibadeth: Non hai tutti i torti. Andrebbe però arricchito di qualcosa di più consistente.
I film neorealisti a me son sempre piaciuti e probabilmente mi hanno un po' influenzato.

il monticiano ha detto...

@Sandra: Il tuo commento è giunto in
concomitmza col mio.
Ti ringrazio per il tuo apprezzamento.
Ciao, un abbraccio.

Maraptica ha detto...

Ma quelli fanno parte del tutto, chi più, chi meno, tutti ci portiamo dietro il fardello delle cose belle e brutte. Solo che i tuoi ricordi "belli" sono "particolarmente" belli... e a leggermi, mi sembra quasi di vederli con i miei occhi :)

Pupottina ha detto...

ciao caro Aldo!
eccomi di ritorno da un breve e stancoso viaggio last minute
ultimamente i tuoi post sono ricordi e ne hai davvero tanti ;-) tutti piacevolissimi ...
ma anche le storie che inventavi mi piacevano molto!!

buon inizio settimana ^____________^

Antonella ha detto...

Riesci sempre a farci rilassare e le tue storie sono tanti film da guardare rilassati sul divano! Invidio tutti questi tuoi ricordi e tutte queste storie che hanno arricchito la tua vita.... che meraviglia... meno male che ci sono i ricordi che ci rendono sempre più vivi e desiderosi di raccontarli.... Un caro abbraccio!

zefirina ha detto...

è proprio vero un fiume di ricordi, grazie di condividerli con noi

Ernest ha detto...

Bellissimi ricordi Aldo.
Cmq dai meno male che non sei andato in america altrimenti non ti avremmo letto oppure a questo punto ci serviva un traduttore. Ti immagini... Aldo l'Americano! Bellissimo.
Sempre bravo e sempre un piacere leggerti
un saluto buona giornata

Anna2 ha detto...

Caro Aldo,
Sei fantastico!!!
Mi piaci quando racconti aneddoti di guerra,mi sembra di viverli.
Scrivi un italiano perfetto.
Caro...Ti auguro un buon inizio settimana,un abbraccio forte forte,
dalla tua amica Anna2.

la Volpe ha detto...

come sempre frammenti di vita interessantissimi :)

il monticiano ha detto...

@Maraptica: Ti ringrazio moltissimo per il tuo commento gentile e generoso.

@Pupottina: Ciao carissima, spero ti stia riposando dal viaggio faticoso.
Quanto all'inventiva per certi miei scritti temo stia scarseggiando.
Buon inizio settimana anche a voi.

@Antonella: Finchè riesco a pescarli nella mia memoria fa piacere anche a me raccontarli.
Un caro abbraccio anche a te.

@zefirina: Grazie molte a te cara Zefi.

@Ernest:Che poi non so mica come sarebbe finita se io fossi andato in America.
Grazie caro amico e buonanotte.

@Anna2: Sull'"italiano perfetto" ho molti dubbi, ma confesso che molto ho appreso da tutti voi cari blogger.
Ciao cara, ti abbraccio anch'io.

@la Volpe:_Molto generoso da parte tua.
Ciao.

riri ha detto...

..tu non immagini quanto abbia insegnato..con la tua semplicità, quella che contraddistingue i migliori:-)
Buona giornata.

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
sor aldo bello buongiorno!!!
Il sole spelende oggi su Roma e anche il mio morale è risalito.....

al solito ci tramandi ricordi meravigliosi e accipicchia che memoria!!!
Un abbraccio grande ajòòòòòòòòòòòòò

hasta siempre!!!

Paola ha detto...

Hehehehehehe... pensavo di leggere un filmone dell'Albertone nazionale!!!
Hai proprio un bagaglio notevole di ricordi... e ti ringrazio di condividerli con noi... sono delle pillole di vita vissuta raccontate con molta semplicità che rendono i racconti entusiasmanti!!!
Ciao mio caro Aldo felice giornata... un abbraccio!!!

Nounours ha detto...

Ciao Aldo :)

Luigina ha detto...

Una bella memoria fotografica la tua Aldo, ricca di dettagli: te la invidio molto. Alcune davvero sembrano scene tratte da un film dell'Albertone nazionale.Complimenti e buona serata

Ambra ha detto...

Ciao Monticiano! Grazie della tua visita e piacere di conoscerti. Ho letto con molto divertimento il tuo racconto sugli americani. Ma che nottate hai avuto!!!??? Decisamente interessanti .... E' bello avere dei ricordi, sono un'eredità che puoi trasmettere a chi viene dopo di te perché non vadano perduti.
Ripasserò ancora:)

il monticiano ha detto...

@riri: Ti ringrazio con molto affetto
Buonanotte.

@NADIA: Hola carissima. Fino a che riesco a ricordare qualcosa cerco poi di raccontarla al meglio delle mie possibilità.
Ti abbraccio anch'io.
HASTA SIEMPRE!!!

@Paola: Sono veramente pillole di vita vissuta. Ti ringrazio Paole'.
Buonanotte e un abbraccione.

@Nounours: Grazie della visita e del saluto carissima.
Buonanotte.

@Luigina: Almeno quelle cose che ricordo è come se avessi davanti gli occhi ogni particolare.
Grazie e buonanotte.

@Ambra: Ciao Ambra e grazie, il piacere è tutto mio.
Ripassa quando vuoi, sei la benvenuta.