mercoledì 23 giugno 2010

PERCHE' ALL'IMPROVVISO MI E' TORNATO IN MENTE QUEL GIORNO?

Era il 1975, mese di giugno, due giorni prima o dopo, non ricordo bene, di quello che si dice dia inizio all'estate.
Ed era sabato pomeriggio.
Libero dal lavoro decisi di andare con mia moglie a vedere un film che proiettavano in un cinema all'ultima traversa di via Veneto, verso Villa Borghese. Che strano. Nebbia completa circa il titolo del film, il nome del cinema e quello della traversa. Tutto il resto invece mi è rimasto impresso.
Ci andammo con la FIAT Celestina che parcheggiai sotto Villa Borghese.
Nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo, mi alzai e andai a fumarmi una sigaretta all'ingresso del cinema dato che in sala era proibito.
Quando rientrammo in casa, ora di cena, io mi misi seduto in una poltrona del soggiorno davanti la TV mangiando due panini con altrettante salsicce.
Poco dopo le ventitre, stavo per mettermi a letto quando iniziai a sentire dei dolori al petto e al braccio sinistro che aumentavano rapidamente d'intensità. Svegliai mia moglie, chiamai mio figlio allora sedicenne e decisi di telefonare subito al 118. Spiegai la situazione a chi stava rispondendo al telefono e, dopo una ventina di minuti arrivò l'ambulanza. Il medico, preso atto dell'urgenza della cosa, disse subito agli ausiliari del pronto soccorso di caricarmi e portarmi al vicino Ospedale di San Giovanni.
Il medico di turno, cardiologo fortunatamente, ancora lo ricordo per varie ragioni. Intanto credo per avermi salvato la pelle in quanto diede subito il via alle manovre per questo tipo di ricovero.
Iniziai a non vedere più niente e, credo, ad addormentarmi. Mi risvegliai a notte inoltrata del terzo giorno dopo il mio ingresso, in una camera a sei letti. Il mio letto era circondato da medici ed infermieri e mio figlio passeggiava su e giù nel corridoio in conpagnia di un suo coetaneo
Mi informarono della diagnosi: infarto posteriore del miocardio al 3°-4° stadio; danno miocardico ischemico anteriore. Prognosi: trenta giorni immobile nel letto e una terapia buona per un cavallo.
Nonostante tutto trascorsi un bel mesetto tra chiacchiere, risate e avvenimenti sia comici, sia tragici, sia preoccupanti. A prescindere dagli arrivi e partenze continui di un bel numero di "ospiti" chi sulle proprie gambe chi invece coperto da un lenzuolo in posizione orizzontale e in barella – lì ci voleva poco a passare da degente a deceduto - ho stretto una bella amicizia con due miei compagni di sventura e di stanza. Stavano entrambi nei loro letti alla parete opposta la mia quindi avevamo tutti una chiara visione di come eravamo. Quello proprio di fronte al mio letto era un signore piuttosto su con gli anni, vicino agli ottanta, uguali ai miei attuali. Capelli folti, bianchi, quasi candidi, volto rubizzo, sempre sorridente ma molto esigente, e soprattutto uno che non faceva altro che corteggiare portantine e infermiere. Le flebo, le iniezioni e i prelievi voleva che fossero solo infermiere a fargli tali operazioni e mentre loro erano intente a curarlo lui dialogava con le stesse a forza di battute piene di complimenti ed anche pungenti. Un dongiovanni in piena regola. Noi tutti a ridere. Era nata tra me e lui una sorta di complicità. Quando nella nostra stanza arrivava qualche nuovo "inquilino" noi cercavamo subito d'inquadrarlo e gli facevamo "barba, capelli, shampoo, manicure e pedicure" sempre senza far capire nulla all'indagato di turno. Poi passavamo ai parenti, i nostri e quelli degli altri. Eravamo due "ragazzi" terribili.
L'altro mio compagno di stanza con il quale avevo stretto amicizia era molto più giovane del primo, intorno ai quaranta anni. Non sono mai riuscito a capire di cosa soffrisse. Durante il giorno calmo, tranquillo, compagnone, scherzava con noi, osservava scrupolosamente le indicazioni dei medici e del personale, insomma un paziente ideale. La notte invece urlava di dolore per chissà quale motivo.
Aveva avuto il permesso di far stare la moglie vicino a sé anche di notte ma questo non è che gli giovasse poi molto.
Io passavo molte notti in bianco e non poche volte la sua signora veniva da me e si lamentava, mi chiedeva scusa se il marito con le sue urla non ci faceva dormire ma nessuno sapeva come risolvere il problema.
Dopo il trentesimo giorno mi dimisero e nel salutare i compagni di stanza l'urlatore volle il mio recapito telefonico e lui mi dette il suo. Gli sarebbe piaciuto, un giorno uscito dall'ospedale anche lui, invitarmi a casa sua.
Due mesi dopo, una telefonata: era l'urlatore che m'invitava a trascorrere una giornata da lui e nello stesso tempo mi dava tutte le indicazioni necessarie.
Abitava in un paese a circa trenta chilometri da Roma, aveva una bella casa, un grande vigneto e un orto anche esteso dove coltivava di tutto. Oltre la moglie aveva due figli, un maschio e una femmina, intorno ai diciotto-venti anni, entrambi perfetti agricoltori.
Lui incredibilmente era in perfetta salute.
Ci siamo rivisti ancora per qualche altro anno: io – combinazione sempre di giugno - ho avuto altri due infarti lui sano come un pesce.
È proprio vero, c'è una grossa differenza tra l'aria di città e quella della campagna.
*******
Dopo quel primo infarto mi resi conto della situazione e buttai giù alcune frasi:
Puoi dire ad un cuore sia pure ferito di stare immobile di stare impassibile?
Dovresti mio povero cuore ferito restare impassibile perchè io devo restare impassibile.
Dovresti mio fragile cuore ferito restare lì immobile perché io devo restare sì immobile.
Mi chiedi allora: sempre? Sempre rispondo, anche quando la donna da me tanto amata di me non s'appena e ride felice e beata in gaia brigata.
Vorresti mio stupido cuore ferito gioire di cose giocose e di fatti felici, ma non puoi.
Vorresti mio illuso cuore ferito godere dei sensi goduti e di notti tra amici, ma non puoi.
Mi dici allora: ormai.. Ormai ti chiedo? Ormai rispondi l'hai capito povero fragile stupido illuso cuore ferito, per sempre ormai tu sei finito.

34 commenti:

Armando ha detto...

primooooooooooooooooooooooooo

Armando ha detto...

leggo e commento

Armando ha detto...

bhè che dire ... mi dispiace che il tuo cuore abbia fatto le bizze caro Aldo. Spero che oggi vada tutto bene.

un abbraccio

la Volpe ha detto...

mi associo all'empatia di Armando

un abbraccio forte, e grazie per quello che condividi con noi

riri ha detto...

Caro Aldo, la condivisione di un tuo pezzo di vita è il segno della tua amicizia nei nostri confronti e per questo ti ringrazio:-) Sai gli ospedali lasciano sempre dei ricordi, l'anno scorso (ero entrata per un piccolo intervento) venne ricoverata una signora "bene" con badante al seguito, sapessi come abbiamo riso e scherzato, nonostante flebo e cateteri . Lei era un tipetto impettito sugli 80 anni e la badante sulla sessantina, ogni giorno l'aiutava a truccarsi e lei la sgridava "con garbo", ma io le avrei dipinto anche altre zone:-)) Un abbraccio e..credimi tutto è scritto (bè, io ci credo):-) non sta a noi dire me ne voglio annà..ma io sono pronta e quando suoneranno alla mia porta non aprirò, farò finta di non essere in casa:-))

Nounours ha detto...

Si sente il dolore dietro l'ironia, anzi: a fianco.
Oggi sei qui a parlarne con noi blogger e, senza presunzione, mi sembra un buon risultato.
Non andare in cerca di ricordi tristi, a meno che non ti senta risollevato nel tirarli fuori.
Un abbraccio e buona giornata, Nou.

marina ha detto...

il tuo cuore NON è finito! e la tua arte di raccontare nemmeno
marina

ady ha detto...

ciao aldo, mi piace molto il tuo modo di scrivere, i ricordi affiorano quasi per caso e prendono consistenza man mano che
che racconti...guarda caso anch'io ieri ho pubblicato un post ospedaliero! che divertenti che eravate tu e il tuo compagno di svenura a ricamare su quelli che arrivavano, talvolta in certe situazioni viene fuori un cinismo delizioso...da noi si direbbe che voi due eravate due belle carte da tressette! baci

Pupottina ha detto...

il perché ci tornino in mente determinate cose e non altre è un processo misterioso del nostro cervello o un variante del destino, chi lo sa!!!

^______________^

zefirina ha detto...

il tuo è un cuore grande e per questo non può rimanere impassibile ma sono sicura che continuerà a abttere per tanto tempo

la mia mamma ha subito un'operazione a cuore aperto due anni fa ma non la ferma proprio nessuno!!!

Ellys...o meglio Martina ha detto...

Il tuo cuore ferito tira fuori dei versi veramente meravigliosi.

Angelo azzurro ha detto...

Spero che la tristezza che s'indovina nei tuoi versi non sia di questi giorni. Il tuo cuore a solo dovuto adattarsi alla situazione, tutto qui. "Ormai" è una parola da sostituire con "dunque, ora..."
Un bacio

Anna2 ha detto...

Caro Aldo,
immagino che giugno Ti fà pensare un pò alle brutte disavventure
capitate...
Ma vedi...oramai siamo alla fine,
tutto prosegue per il meglio.
Tu,non affaticarTi,e prendi le cose con serenità.
Mio caro,
sono versi toccanti,pieni di significato,Hai confidenza col Tuo
cuore,e questo Ti semplifica il conviverci.
Serena giornata...
Un abbraccio forte forte ed un bacio,dalla tua amica Anna2.

garabondo ha detto...

e và bene che il cuore deve anche battere, ma non solo!!!!
il tuo mi sembra grande.
.... capitasse a me ...iò titolo del film vorrei ricordarlo.

ciao

Sandra Maccaferri ha detto...

Già, chissà con quali meccanismi affiorano certi ricordi piuttosto che certi altri. E proprio in quel particolare momento.
Sarà perchè è giugno e quei tre appuntamenti passati son sempre lì, nella memoria più vigile.
Ma, Aldo, ormai giugno è finito caspita!Fai una cosa : fruga da un'altra parte di quella tua memoria feconda e prodigiosa.

ALEPH ha detto...

Gli ospedali sono piccoli mondi a parte. E gli abitanti diventano tutti uguali. Forse è l'unico posto dove le differenze si annullano...ma è sempre meglio non andarci vah!

Ambra ha detto...

I ricordi a volte sono dolorosi, il raccontarli anche se con una vena di tristezza alleggerisce il cuore. Il tuo cuore che resiste, che supera le prove. C'è da esserne orgogliosi.
Un abbraccio a te e al tuo cuore.

luly ha detto...

Aldo caro, nonostante i capricci sono certa che il tuo cuore è forte perché colmo di bei sentimenti. Ed oggi, ti assicuro, quelli bastano.
Pensa che nel 1975 sono nata io e quando ti è capitata quella spiacevole avventura avevo solo 2 mesi!:O)
Un abbraccione!

Carlo ha detto...

Ciao Aldo... eccomi a leggere un'altra storia piena di umanità! Il tuo cuore, sarà pure capriccioso... ma ancora capace di esprimere tanto sentimento!! Giugno passa presto e le storie da raccontare saranno ancora tante!!

Ciao e buona serata a te

Rita ha detto...

Non so che dire...mi hai lasciata senza parole, nella tragicità sei riuscito a trovare comunque il lato positivo.
Ti ammiro!!
Un abbraccio di quelli che scaldano il cuore (a proposito)

Maraptica ha detto...

Probabilmente ci tornano in mente le cose che ci hanno più emozionato, nel bene e nel male. A me succede spesso di ricordare le mie lunghe degenze al maxxillo facciale di Bologna, tra risate, tristezza, impotenza e ironia. Un bel mix di sentimenti, proprio come ho appena letto nelle tue righe! ;)
Bhè, ma il tuo cuore, tutto sommato, è stato bravo... balla tutt'oggi e alimenta un cervello fine! :)

rosy ha detto...

Caro Aldo, ogni tanto fa bene mettere fuori pensieri che ci hanno fatto tremare di paura.
L'importante è poterlo raccontare, certamente sarebbe stato meglio poter raccontare cose più belle, ma comunque, quello che è importante e che sei con i tuoi e anche qui tra noi, che ti vogliamo tanto bene.

Un abbraccio al mio fratellone.

il monticiano ha detto...

@Armando: Oggi sto sotto controllo io e il tic tac.
Grazie un abbraccio anche da me.

@la Volpe: Grazie per la visita e per il commento.
Ricambio volentieri il tuo abbraccio

@riri: In fondo anche l'ospedale è una specie di teatro dove lo spettacolo quotidiano è assicurato.
Mi hai suggerito un'idea. Come si fa negli alberghi fuori della porta di casa metterò un cartello: SI PREGA DI NON SUONARE
Anche a voi un grosso abbraccio.

@Nounours: Il più delle volte certi ricordi, specie quelli tristi, si riaffacciano da soli.
Un abbraccio e ti auguro buonanotte.

@marina: Hai ragione, fino ad oggi reggo e spero per tanto tempo ancora.

@ady: Effettivamente io e il nonnetto di allora ci divertimmo molto, malgrado tutto.
Volentieri ricambio.

@Pupottina: Sono d'accordo con te è proprio un mistero.

@zefirina: Fai gli auguri di cuore alla tua mamma.
Quel servizietto a me lo fecero nel 1998 con un triplo bypass e due giorni dopo il primo intervento mi hanno impiantato un defibrillatore a sinistra del torace.
Ad ogni modo grazie per l'augurio.

@Ellys...Martina: Grazie per la tua generosità.

@Angelo azzurro: Che ne dici al "dunque, ora...si ricomincia?"
Ricambio con affetto.

@Anna2: Sai, fino a diversi anni fa l'avvicinarsi di questo mese mi
dava da pensare poi, finalmente,
non ci ho più pensato.
Grazie, un abbraccione anche da me

@garabondo: Anche a me sarebbe piaciuto rammentarmi il titolo di quel film ma per quanto mi sia sforzato non ci sono riuscito.
Ciao, a rileggerci presto.

@Sandra Maccaferri: Sto frugando cara e spero di trovare qualcosa di meno pesante.

@ALEPH: E sì, in teoria siamo tutti uguali. In pratica ho trovato spesso qualcuno meno uguale degli altri.

@Ambra: Fino adesso sì che ne sono orgoglioso.
Io e il mio cuore ti ringraziamo per l'abbraccio.

@luly: E per fortuna fino a mò mi ha detto benino.
Un grosso abbraccio a tutti voi.

@Carlo: Spero anch'io di avere storie da raccontare, meno pallose però.
Ciao e a te buonanotte.

@Rita: Sei molto gentile e fin troppo generosa, grazie, da parte mia e del mio tic tac.

@Maraptica: Proprio così, negli ospedali se ne vedono di belle.
Sì il cuore è stato bravo e deve continuare a farlo ballando piano.

@rosy: I sentimenti affettuosi di tutti i blogger amici fanno veramente bene.
Grazie e grazie anche a te sorellina.

Luz ha detto...

Certo che tra sigarette e salsicce... che t'aspettavi?

Marianna ha detto...

http://marianna-poesando.blogspot.com/

mi trovi qui per ora LIBERTà DI PAROLA è in sciopero !!!!

La Mente Persa ha detto...

Aldo è inutile che vuoi scappare, rimani con noi qui sotto la dittatura dei capitalisti.
Ci facciamo compagnia. Due spaghi, una pizza, due bicchieri di vino, finchè l'euro tiene botta ^^
gio

Marianna ha detto...

grazie del tuo commento ...si io pure la penso come te siamo tutti uguali caro Aldo ....

chicchina ha detto...

Ancora una pagina di ricordi,condivisa con tutti noi.Vista dopo tanto tempo ,sembra proprio una storia,immagino sia stato diverso in quei momenti ed è bello poterla raccontare.I versi hanno un po di malinconia,ma tu conosci la realtà,il tuo cuore ha solo bisogno di qualche riguardo,e la simpatia e la serenità sono un'ottima cura.
Abbracci e stima,caro Aldo.

il monticiano ha detto...

@Luz: M'aspettavo un trattamento più benevolo, ma così non è stato. Sarà
per la prossima vita.

@Marianna: Non c'è alcun dubbio, siamo tutti uguali.
Cia Carissima.

@La Mente Persa: Non ci penso per niente a scappare.
Per quella spaghettata più che tener botta l'euro ho tanta paura che faccia il botto.

#chicchina: Sai quelle frasi finali scritte trentacinque anni fa, dopo il non felice evento, suonano effettivamente malinconiche, ma la mia tristezza era veramente molta.
Grazie degli abbracci e della stima che ricambio volentieri.

Luigina ha detto...

Mi è difficile Aldo commentare questo tuo post, perché anche per me la seconda metà di giugno è piena di ricorrenze piuttosto tristi. Ti auguro solo che il tuo cuore ballerino continui a far giudizio per tanto tempo ancora, con un abbraccio e un bacione

Ibadeth ha detto...

Il tuo cuore è stato sottoposto a un super-lavoro, evidentemente. Hai voluto bene a tanta gente e hai ricordato tante cose belle e brutte... gli hai fatto fare gli straordinari, ci credo che ogni tanto si rivolta.
Un abbraccio.

Tina ha detto...

Ok, 35 anni fa hai preso una strizza, ma sei quà a deliziarci di tanti ricordi e molti sono anche nostri, poterlo raccontare è una vittoria...ma che film avevi visto?
Sei adorabile Aldo ;-))

il monticiano ha detto...

@Luigina: Mi spiace che ti siano tornati in mente ricordi poco piacevoli, purtroppo la vita è anche questa. Riguardo il mio cuore ballerino pensa che io non so ballare e lui invece sì.
Ricambio abbraccio e bacione,grazie.

@Ibadeth: Effettivamente i momenti di stress furono molti. Aggiunti a loro caffé e sigarette.
Amche a te un abbraccio.

@Tina: Dopo la vittoria però è venuta la sconfitta poiché non sono mai riuscito a ricordarmi il film, come pure il nome del cinema e quello della via. Per non parlare di tutto il resto.
Grazie Tina.

Chica ha detto...

un grande cuore non smette mai di battere,e di battersi....:)


..aummma...aumma...birra e sarcicce....:DD