domenica 6 giugno 2010

NINO detto ER BACHECA

È abbastanza noto il fatto che ad una certa età – io sono alla quarta – la memoria fa dei buffi scherzi. Parlo per me s'intende e lo ripeto spesso. Certe volte però riesco a ricordare episodi addirittura della mia infanzia. Il bello arriva quando qualcuno mi chiede se mi va di parlare di ricordi riguardanti un mio coetaneo con il quale sono stato legato d'amicizia sessanta o settanta anni prima. Riesco a scavare profondamente nella memoria e, perbacco, ci riesco. Non che sia un fenomeno, intendiamoci, ne conosco altri anche più avanti di me con l'età che sono molto più lucidi, però mi accontento.
Ecco infatti che, sollecitato dal fratello minore del mio carissimo amico Nino, mi sono messo di buzzo buono a tornare indietro nella mia mente a moltissimi anni fa.
Nino, le sue tre sorelle, il fratello più piccolo e i genitori abitavano in Via della Polveriera, qui a Roma, nello stesso fabbricato dove stavo io con la mia famiglia. Noi al terzo piano interno undici, loro al secondo interno sette. Avevano una loggetta ed un grande terrazzo che affacciavano sul cortile interno e spesso, attraverso la nostra finestra di cucina che dava sul loro terrazzo ci scambiavano le solite quattro chiacchiere. Quello era il luogo preferito dal loro Jack, un piccolo cane bianco, credo della stessa razza dei fox terrier, che abbaiava in continuazione in quanto nemico acerrimo dei gatti, una dozzina, "inquilini" presso un appartamento confinante. Le stagioni degli amori felini erano la fine per la tranquillità di tutti, vicini e lontani.
Io e Nino facevamo parte della stessa "banda" di coetanei tutti abitanti nel quadrilatero formato da Via della Polveriera, Largo della Polveriera, Via delle Terme di Tito e Via del Monte Oppio.
Fino ai primi anni quaranta trascorrevamo il tempo tra la vicinissima Scuola Vittorino da Feltre al mattino e a cercare di giocare a pallone nel pomeriggio, ma a volte anche a fare la "guerra" con quelli del Rione Celio – il XIX – con noi confinante. Ci divideva, oltre al Parco del Colle Oppio, una sorta di terrapieno rigoglioso di vegetazione – prato, piante ed alberi – che noi chiamavano "Africa" e che quasi lambiva il Colosseo. Loro erano svantaggiati in quanto si trovavano in basso rispetto a noi, abitanti della più alta "Isola del zibibbo" e quindi il più delle volte subivano delle cocenti sconfitte. Cercavamo di tenerli lontani e di non farli salire da noi a base di sassate – "serciate" – rifornendoci del necessario materiale in quello risultante dalla demolizione di un fabbricato di Via della Polveriera angolo Via del Fagutale. Un bel po' di anni dopo proprio lì venne costruito il "famoso" edificio comprendente l'appartamento di cui non si sa da dove siano piovuti una parte degli euro necessari per l'acquisto. Se non ricordo male demolirono quel fabbricato perché pericolante a seguito dei lavori di scavo della metropolitana interrotti causa l'inizio della seconda guerra mondiale nel 1940. La galleria sottostante quel fabbricato aveva l'accesso da Via degli Annibaldi e a noi dell'Isola" servì a volte come rifugio antiaereo.
Un giorno però quelli del Celio ebbero la meglio, salirono nella nostra "postazione" e furono botte da orbi. Uno di loro, grosso quanto un armadio malgrado la giovane età, beccò Nino che si era fatto avanti per primo e lo stava caricando di pugni e schiaffi. Lo aveva sdraiato a terra e sopra di lui "l'armadio" continuava a picchiare. Ad un certo punto Nino, rivolto verso di noi che stavamo lì intorno sbigottiti, urlò a più non posso le seguenti parole rimaste scolpite nella memoria di tutti: "levatemelo da sopra se no l'ammazzo". Noi sbottammo a ridere. Ma come, le stava buscando di brutto ed aveva pure questa faccia tosta? Però Nino era anche questo, spavaldo fino all'inverosimile. Poi finalmente la battaglia terminò e tutti i combattenti si dettero da fare per leccarsi le ferite.
Nel 1948 riuscimmo a formare una comitiva con alcune ragazze coetanee conosciute al mare. Ricordo che Nino strimpellava una chitarra accompagnato da un altro amico che suonava la fisarmonica. Io e Nino ci fidanzammo con due di quelle ragazze che abitavano proprio al centro di Roma, una a Piazza Navona e l'altra a Largo Argentina. Quando ci vedevamo andavamo tutti nella stessa direzione. Dopo qualche mese Nino si sfidanzò con quella di Largo Argentina, io invece continuai.
D'altra parte lui, alto e robusto, stava diventando un giovane attraente ed aveva varie ammiratrici.
Un anno dopo, nel 1949, Nino andò a fare il servizio militare ma ebbe la fortuna, non si sa come, di rimanere a Roma, alla Cecchignola, in periferia, un quartiere militare. A me invece, dieci mesi dopo, mi confinarono in Piemonte. Un giorno, era pomeriggio inoltrato, noi della banda ancora "civili" stavamo chiacchierando del più e del meno quando lo vedemmo comparire , in divisa, completamente bardato con tanto di elmetto, giberne, stivaletti e con un fucile Enfield in mano. Gli chiedemmo che stava combinando e lui senza scomporsi più di tanto ci disse che era il suo turno di sentinella davanti la caserma, però s'era scocciato quindi aveva deciso di prendere l'autobus e di venirci a trovare, cosa che stava tranquillamente facendo. Rischiava il processo davanti il Tribunale Militare, la galera a Gaeta e chissà che altro ma lui aveva altro per la testa.
Sforzandoci riuscimmo a farlo rinsavire e farlo tornare in caserma. Non finì sotto processo ma si beccò non so quanti giorni e notti di prigione di rigore, senza poter usufruire di permessi o licenza.
Dopo altre divertenti avventure e disavventure che ricordo vagamente e con lui protagonista, nel 1954 Nino decise di realizzare il suo sogno che era quello di fare il cowboy e avere una fattoria. Convinse i propri genitori e partì andando non in America e nel Texas ma in Brasile dove iniziò a fare fortuna con una propria "fazenda" e un'officina per la riparazione di macchine.
Un maledetto giorno del 1964, a San Paolo del Brasile, in uno scontro frontale della sua auto con quella guidata da un ubriaco Nino purtroppo morì. Aveva soltanto trentatre anni.
Questa brutta notizia me la diede mia madre che l'aveva appresa da quella di Nino.
Tutti noi suoi amici ci siamo chiesti molte volte il perchè e chi lo soprannominò ER BACHECA. Forse perché si metteva spesso in mostra, ma lui era l'unico tra di noi che se lo poteva permettere.

37 commenti:

Blogger ha detto...

Bellissimo ricordo, poche volte riesco a finire un racconto, complimenti ma, soprattutto, grazie.

Armando ha detto...

cavolo oggi sono secondooooooo!

Armando ha detto...

leggo e commento . . .

Armando ha detto...

bel ricordo . . . e bel post.
Come sempre caro aldo ci tieni incollati al post per sapere come finisce.
Comunque dò un suggerimento . . .
Secondo me l'hanno soprannominato er bacheca perchè lo attaccavano sempre al muro per menargli.

Un Abbraccio

serenella ha detto...

Che bel racconto, Aldo. Ho i lucciconi agli occhi. Sai, ho la vaga impressione che Nino abbia voluto vivere intensamente ogni istante della sua vita, perchè sapeva di andarsene presto.
Ti abbraccio Aldo.

Ibadeth ha detto...

Povero Nino... ma, almeno, si può dire che se l'è goduta.
Non saprei decidermi, però; se mi dessero la facoltà di scegliere tra una vita breve, ma piena di avventure e gioie, ed una lunga e grigia.
Probabilmente sceglierei la seconda e starei sempre lì a rimpiangere ciò che non ebbi.

Sandra .......... ha detto...

Credo tu sia uno dei pochi che possa permettersi racconti lunghi senza correre il pericolo che il lettore pianti lì a metà.
Tutti i tuoi post meriterebbero d'essere raccolti in un bel volume e pubblicati.

Maraptica ha detto...

Mi piace come scrivi e se nn fosse specificato con nomi di vie o parole tra virgolette, l'avrei capito ugualmente che sei romano. La spontaneità dei racconti, la schiettezza dei soprannomi, che gran bella gente nella capitale!
p.s. Sono un pò di parte? C'ho il babbo romano anche io ;)
Hai dei gran, bei, ricordi....

DIANA B ha detto...

Come sono avvincenti questi tuoi racconti, caro Angelo, si leggono tutto di un fiato perchè fai ritornare indietro nel tempo.
La descrizione delle vostre battaglie a sassate, mi fa venire in mente le "coccate" (si tiravano i cocchi del fiume) che avvenivano tra i ragazzini del mio paese e quelli del paese al di là del fiume....
Non credo che ci sia un solo uomo, di una certa età, che non sia venuto a casa con un taglio in testa.
Poi le botte che si davano...e qua dicevano: "Ha fatto a bracciate"...e voleva dire che si erano presi a pugni di santa ragione!!
Sei sempre grande nei tuoi ricordi.
Ciao carissimo, buona domenica
Bruna

rosy ha detto...

Carissimo Aldo, le tue storie, sono storie di vita vissuta, credo che non ci siano storie più belle.

Mi hanno sempre affascinata i ricordi, per un semplice motivo.
Per un attimo attraverso un racconto solleviamo il velo che copre volti e nomi sconosciuti e per un attimo tornano tra noi.
E mentre leggiamo, si ha l'impressione di vedere te ragazzo e tutta la combriccola.

Tralci di vita vissuta, che formano trame di storie,storie che certe volte lasciano l'amaro in bocca a chi racconta e a chi legge. Ognuno di noi ha il suo percorso, quello di Nino finiva a 33 anni
I ricordi sono la storia personale di ognuno di noi.
E io ti ringrazio, che ogni tanto condividi con noi una piccola trama della tua vita.

Ti abbraccio, e un saluto a Nino, che oggi sta qui con noi, grazie a te.

PS io abito al terzo piano, interno 12.Stiamo li...
Ciao.

zefirina ha detto...

mi sono sempre dimenticata di dirti che anche la mia mamma andava al vittorino da feltre, e a proposito di Nino, hai fatto caso che le persone come lui muoiono sempre giovani, noi invecchiamo e loro sono sempre immutabili!!!

fabio ha detto...

Anche mio padre si stava preparando per partire per il sud America, proprio in quegli anni. Poi è arrivata la chiamata della domanda in PS e non è più andato.
C'è un bel film, rarissimamente trasmesso, Il Gaucho, con Gassman, Manfredi, Amedeo Nazzari che descrive la vita degli Italiani emigrati in Argentina... rose e spine...

Nounours ha detto...

Aldo, questo racconto è pieno di particolari che mostrano pienamente i giorni trascorsi della vostra vita di ragazzi e li hai fatti rivivere acora oggi assieme a noi lettori. Sarà contento Nino del tuo ricordo! Molto toccante. Bravo scrittore! Ti ho già suggerito di raccogliere i tuoi racconti e di pubblicarli. So che non vuoi farlo... però è un peccato!
Bacioni, Nou.

il monticiano ha detto...

@Blogger: Grazie a te per la tua forza di volontà.

@Armando:In realtà non sempre, anzi spesso era lui che si faceva rispettare, all'infuori di quell'unica volta. L'armadio era veramente grosso.
Un abbraccio anche da me.

@serenella: Certo che ce l'ha messa tutta per vivere la sua vita come a lui piaceva.
Un abbraccione da me.

@Ibadeth: Sono d'accordo con te,
sceglierei la seconda anch'io.

@Sandra: Però il timore che non vengano letti per intero ce l'ho, ma non posso farci nulla. E poi non è mica obbligatorio farlo.

@Maraptica: Un salutone a te e al tuo papà. Gli hai mica domandato se conosce i Rioni e i luoghi di cui parlo?

@DIANA B: Allora è vero, tutto ilmondo è paese. Ad ogni modo ci divertivamo ugualmente malgrado le ferite.
Cia anche a te cara e buonanotte.

@rosy: Io ti ringrazio insieme a Nino. Anche a lui farà piacere che lo ricordo.
All'interno 12 di via della Polveriera, accanto a me e sullo stesso piano, due signore che vendevano polli e abbacchi.
Ti abbraccio anch'io.

@zefirina: Chissà se con la tua mamma abbiamo fatto le elementari insieme. Forse no perchè lei è senz'altro più giovane. La mia maestra si chiamava Chiovato.
Su il mio amico Nino la penso come te.

@fabio: Mi spieace noin aver visto quel film di cui parli, ma per il mio amico Ninmo alla fine solo spine.

@Nounours: Spero di aver fatto contento anche il fratello più piccolo di Nino che voleva sapere qualcosa di più.
Un abbraccione cara.

riri ha detto...

Ciao Aldo, un racconto un pò malinconico, dove si mescola l'ardore della giovane età ed il momento della notizia che Nino non c'era più..(ma che bel sogno che aveva realizzato)...
ps. il servizio militare nn l'ho fatto (mi sto attrezzando):-),Nicola ti saprà dire di più..
Buon inizio settimana ed un abbraccio

Tina ha detto...

Bello, tenero, una dedica amorosa a Nino che magari dal mondo del non so dove si compiace di essere ancora tra voi e essere sempre il protagonista.
Buon inizio settimana Aldo

Maraptica ha detto...

Parlo poco con il babbo, solo a volte, quando lo sento, ci diciamo l'indispensabile :) Un saluto!

Ellys...o meglio Martina ha detto...

Che bella storia, peccato...speravo che avesse un lieto fine. Mi hai rattristato Aldo uffa! Comunque pensala così, gli anni che ha vissuto, li ha passati alla grande!

chicchina ha detto...

Quando raccontiamo,riviviamo le storie,belle btutte allegre tristi:è un modo per vivificare i nostri sentimenti ed i nostri ricordi.La ricchezza di particolari rende le tue storie ancora più intriganti, vere e partecipate.Grazie Aldo.

Rita ha detto...

Che bel ricordo Aldo!!!
E poi tu hai un modo di raccontare le cose!!!!
Ti leggo sempre più volentieri, scrivi scrivi:)
Ti abbraccio

il monticiano ha detto...

@riri: Nel ricordare quel mio amico sono stato assalito anch'io dalla malimconia.
Dove andrai? Alpini o bersaglieri?
Grazie un abbraccio anche a voi.

@Tina: Sì, e lo è rimasto a lungo protagonista il caro Nino.
Grazie di tutto, anche a te auguri.

@Maraptica: Un saluto anche a te e...in gamba!

@Ellys...o meglio Martina: E' vero e poi non meritava di finire così.

@chicchina: Grazie delle tue parole coì generose ma è esattamente come dici tu. Sono storie che riviviamo.

@Rita: Grazie cercherò di farlo. Un abbraccio anche da me.

monteamaro ha detto...

Ti seguo a ruota caroa Aldo, e i ricordi si intrecciano simili.
Beh, mi hai riportato un pò di anni addietro tra "guerre" di bande in pantaloni corti, e buoni amici di una volta che non ci sono più...
Comunque la memoria è più che buona:
In gamba Monticiano!!

Elly ha detto...

Aldo,

Ligabue in una sua bellissima canzone dice:

"Giorno per giorno, sempre ballando, non prendere mai questa vita ne poco ne troppo sul serio, vento per vento, a favore oppure contro, cosa c'è di male in fondo a vivere giorno per giorno???"

Credo che il tuo caro amico Nino abbia vissuto così la sua vita.

http://www.youtube.com/watch?v=i83Vb59ndEg

Ciao

Pupottina ha detto...

eccomi in ritardo a leggere il tuo nuovo racconto... è un bel ricordo!!!

buon martedì ^___________^

Anna2 ha detto...

Caro Aldo,
Sei speciale nel raccontare aneddoti cosi' lontani...
Hai una mente fervida,poi...
Si vede che volevi bene a Nino,
ne parli ancora come se esistesse..
Ha ragione Sandra,che Sei uno dei pochi che si possono permettere,
di fare racconti lunghi,senza farci stancare.
Aldo caro,Ti lancio un bacio...
Prendilo...
La tua amica Anna2.

Angelo azzurro ha detto...

Io, a poter scegliere, avrei invece preferito vivere la vita di Nino: breve, ma intensa. Mi sarebbe piaciuto davvero...
Un abbraccio forte, ciao!

Chica ha detto...

sono sempre emozionanti i tuoi ricordi, Aldo...parlano di amicizie intense, create con il niente che c'era allora....ci si divertiva così....ora i bambini hanno un sacco di giochi e d'impegni extrascolastici..ma...il gruppo?? la "banda"???...riusciranno a mantenere vivo anche solo uno di quei rapporti nati quando erano bambini??

Punzy ha detto...

e dopo tanti anni, Er bacheca è stato clebrato!
un bacione Aldo!

il monticiano ha detto...

@monteamaro: Sarebbe per me molto più piacevole se riuscissi a ricordare anche altri episodi ma devo
contentarmi.

@Elly: Grazie a te ho potuto vedere e ascoltare tutto il video di Ligabue e nelle sue parole c'è parecchio di vero.
Ciao.

@Pupottina: Sono contento che ti sia piaciuto. Grazie.

@Anna2: Finchè regge la mente è sì fervida.
Accetto con piacere e te lo rimando.

@Angelo azzurro: In verità è stata davvero una vita emozionante
la sua anche se, purtroppo, breve.
Anche a te un forte abbraccio.

@Chica: Hai fatto riflettere anche me e mi sono chiesto chi e cosa ricorderranno quelli di oggi di quando loro erano bambini o appena adolescenti.

@Punzy: Era da parecchio che avevo intenzione di "cerebrarlo" poi è intervenuto il fratello minore e allora mi sono deciso.
Anche a te uno grosso cara Punzy:

Guernica ha detto...

:) grazie per il commento da me. Alla stima di alcuni/e amici della rete ci tengo davvero molto. Quindi grazie ancora.

Bellissimo il post.

Guernica ha detto...

Un forte abbraccio.

Ernest ha detto...

Ciao Aldo
un racconto bellissimo come ho scritto da Tina è sempre un piacere leggerti e dovresti pensare a pubblicare qualcosa
un saluto e buona giornata

luly ha detto...

Che bel racconto, Aldo. Sono quelle esperienze che ti segnano a vita e che non vanno più via dal cuore.
E che ci voleva un raffreddore per riuscire a fermarmi qui da te?!?!?:O)
Un bacino.

Insana ha detto...

Belo texto é sempre muito bom te ler .. vale o trab que tenho para trabuzir rss

Bjs
Insana

upupa ha detto...

...Aldo un abbraccio!!!!!!!!!!!!!!

il monticiano ha detto...

@Guernica: Un grazie enorme lo devo a te e anche un forte abbraccio.

@Ernest: Ho letto da Tina anche il tuo commento, grazie per la vostra generosità.
Ti saluto e ti auguro la buonanotte.

@Luly: Sono contento che ti sia piaciuto.
Grazie e altrettanto.

@Insana: Grazie, buonanotte e bacioni.

@upupa: Che io ricambio con sincero affetto.

Francy274 ha detto...

Bel racconto, mi dispiace per il Tuo Amico Nino,
peccato sia andato in Brasile, secondo me nel realizzare il Suo sogno
ci sarebbe riuscito anche rimanendo a Roma.. ma il destino è sempre
dietro l'angolo d'ognuno.
Complimenti per i Tuoi precisi ed sensibili ricordi :)