giovedì 30 giugno 2011

BUROCRATICA STORIA DI UNA CARD e non solo

Questa mattina devo sbrigare una pratica presso l'ASL di mia pertinenza la cui sede si trova dopo la Stazione Termini, tra Piazza dei Cinquecento e la Biblioteca Nazionale.

Le previsioni informano che sarà una giornata piuttosto calda quindi esco di casa presto, 8.30 a.m,

e vado alla fermata vicino casa di uno dei due bus che fanno il percorso che m'interessa. Per mia fortuna ho la possibilità di scegliere. Solita prolungata attesa, arriva il bus, salgo insieme ad altre cinque persone e, alla successiva fermata, salgono 3 – diconsi tre – controllori molto giovani, due donne e un uomo. Salutano educatamente e chiedono a tutti di mostrare il biglietto o la tessera

per viaggiare sui mezzi pubblici. Alla giovane che mi si avvicina mostro la Card Over 70 – una tessera che già da qualche anno Comune e Azienda di trasporto concedono gratuitamente alle persone oltre quell'età e col reddito basso. Benchè scaduta il 28 febbraio del corrente anno la "controllora" sa benissimo che è tuttora valida anche se siamo nel mese di giugno. Il perchè è presto detto. Per i primi due anni bisognava recarsi di persona alla sede dell'Azienda, in seguito il rinnovo poteva essere fatto presso le principali fermate della Metro, infine, da due anni, la tessera rinnovata, valida sino alla fine dell'anno di scadenza, arrivava a casa. Quest'anno è arrivata sì la Card ma con la durata limitata al 28 febbraio, valida quindi solo per due mesi e non per l'intero anno 2011. Leggermente preoccupato, verso i primi di febbraio di questo anno, telefonicamente chiedo spiegazioni all'Azienda e mi rispondono dicendo di stare tranquillo perché il termine sarebbe stato prorogato. Infatti con una lettera datata aprile 2011 mi informano che quella card scadrà il 30 giugno. Per ottenere però il titolo che mi consentirà di continuare a viaggiare gratuitamente fino al 31 dicembre 2011 mi precisano che la nuova Card Over 70 "elettronica" sarà ricaricabile negli anni successivi quindi da conservare anche dopo la scadenza presentando, per questo scopo, alcuni documenti presso il Municipio di appartenenza dal 20 aprile fino al 16 maggio. Essendo troppo vicina questo scadenza telefono per saperne di più e, ancora una volta, mi dicono che questo termine è stato allungato fino al 14 giugno. Tranquillamente, adesso sì, il 14 giugno mio figlio si presenta al Municipio con tutti i documenti necessari e viene informato che per ritirare questa "benedetta" tessera dovrà tornare il 14 luglio 2011. Cinque mesi circa per sistemare la faccenda. La "controllora" molto comprensiva addirittura chiede scusa e mi saluta. La burocrazia vince su tutto. Per il mio ritorno a casa scelgo di prendere un bus diverso da quello dell'andata. Ancora un'attesa prolungata alla fermata che è senza pensilina e c'è un sole che picchia ferocemente. Mi sistemo all'ombra di un signore molto alto – circa due metri – e quindi godo di un certo sollievo. Ecco finalmente il bus sul quale, dopo nemmeno due fermate, sale il trio dei "controllori". Ci salutiamo come se ci conoscessimo da chissà quanto tempo e scambio un sorriso con la "controllora" del bus che avevo preso all'andata.

Fuori tema, ciliegina sulla torta. Ritorno a casa, scendo dal bus alla fermata accanto alla quale c'è un bar con una dozzina di tavolini all'aperto, attorno ad uno di questi è seduta una coppia di giovani giapponesi – sicuramente tali perché hanno tre macchine fotografiche di ogni tipo, la giovane ne ha nelle mani una con la quale sta fotografando la schiuma del cappuccino fumante contenuto nella tazza.

In fondo che c'è di strano.

21 commenti:

enrico ha detto...

Il problema è che in fondo da noi le cose , anche se assurde , alla fine si aggiustano col buon senso. Non sto a raccontarti invece cosa sta capitando a me, per non farla lunga, dove il buon senso (in Francia) sembra non esistere!

la Volpe ha detto...

che bella storia quotidiana ^^

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Quando salgono i controllori su un autobus, anche se ho il biglieto, non so perchè,mi viene sempre la tachiCARDdia ;)
E non è una battuta :D
Sarà che una volta, ai tempi dell'università mi son fatta beccare senza ticket..
Ricordo che alla domanda del controllore:
- Lei dov'è salita?
Risposi:
- Alla prossima fermata!
Hahahah, dio che imbarazzooo!

Ernest ha detto...

bella Aldo!

Angelo azzurro ha detto...

ehm...riguardo alla giapponesina e alle macchine fotografiche...viaggio anch'io con tre qualche volta...è capitato giusto alle ultime vacanze...sai, non si sa mai :O)
Per il resto, tanta pazienza, in Italia di burocrazia siamo ricchissimi!! E guai chi si lamenta di un pò di ricchezza :))

cristiana2011 ha detto...

Ma dette da te anche ste faccende burocratiche diventano simpatiche.
Forse la giap fotofrafa la schiuma sperando di ottenerla anche in Giappone dove, pur con tutti i macchinari, non hanno il nostro sesto senso per ottenere una schiuma altrettanto fantastica.
Ciao Aldo del mio cuore
Cristiana

Adriano Maini ha detto...

Ci vado poco in autobus, ma controllori non ne vedo mai. Sara' perché non ho la tua scrittura brillante?

Nicolanondoc ha detto...

Caro Aldone questi racconti sono deliziosi, la controllora era bella?:-) Un caro saluto e buona serata:-)

Alberto ha detto...

Qui a Milano i controllori viaggiano a squadre di sei od otto.

Nounours(e) ha detto...

Solo una volta sono salita sul treno che da Mestre portava a Venezia-S.ta Lucia senza biglietto perché non ho avuto il tempo di farlo essendo stata in ritardo per andare in ufficio ed avendo una precisa urgenza di presentarmi al lavoro entro un certo orario. Naturalmente è arrivato il controllore e io, avendolo notato per tempo, mi spostavo nel vagone successivo...fortunatamente il treno ha raggiunto la stazione prima che il controllore raggiungesse me!
Carina la giapponese che fotografa il cappuccino: mi mette allegria!
Un abbraccio, Nou

chicchina ha detto...

La burocrazia è vero,è pesante,ma anche accomodante.Eppoi possiamo sempre sperare nelle proroghe.In fondo l'Italia piace anche perchè è così e perchè sappiamo fare ottimi cappuccini.Cosa fotograferebbero le giapponesine,altrimenti?
Ciao Aldo,magari alla prossima un bel cappello per il sole,non potrai incontrare sempre il baobab a farti ombra!

Carlo ha detto...

... non prendo l'autobus da una vita. La metro A, invece, l'ho presa circa due mesi fa ed ho scoperto che sotto le stazioni ci sono delle TV che trasmettono pubblicità a ciclo continuo ed a volume impossibile. Sulle carrozzze del treno, invece, altri piccoli monitor ed altra pubblicità ma, almeno, silenziosa. Avrei qualche dubbio da esprimere, in proposito!!!!!

Dal tuo piacevole racconto, invece, apprendo di questa incredibile "tessera" per over (non cito il resto)di cui non conoscevo l'esistenza e che, oggi, i controllori viaggiano a gruppi misti.

Ciao Aldo, cosa ancora più piacevole, infine, ero passato per una rilassante lettura e per un grande saluto!

TuristadiMestiere ha detto...

basterebbe un pizzico di organizzazione in più e non dovremmo inseguire un iter burocratico lungo e farraginoso che si inceppa a più riprese. E' impensabile che una persona di una certa età o una persona che ancora lavora, debbano perdere ore (e dico ore) della propria vita a sistemare le lacune della nostra amministrazione. Poi certo, il buonsenso non manca. Per fortuna.

zefirina ha detto...

i giapponesi fotografano di tutto!!!! mah

Annarita ha detto...

Ciao, Aldone. Sono passata dal tuo blog per rilassarmi un attimo. E nom mi sono sbagliata.
Da te, anche le storie di ordinaria e folle burocrazia fanno sorridere.

Quel "Mi sistemo all'ombra di un signore molto alto – circa due metri – e quindi godo di un certo sollievo" è unico!

A presto! Un abbraccione.
annarita

riri ha detto...

Ciao Aldo, avevo scritto un commento, poi son stata riri-chiamata e voilà è scomparso...
Racconto troppo sfizioso:-) Abito a 2 fermate di bus dal mercato e sono una delle poche persone che timbra il biglietto, anche i più timorati da Dio passano senza farlo, tanto pensano di non essere beccati..ma quando e succederà presto,mi godrò la scena...
Ps. i nostri controllori sono tutti molto seri, alti, belli, giovani e aitant mazzat, se ti becco :-)))Non hanno pietas.
L'ombra dello spilungone..Aldooo sei mitico. Un abbraccio e buon fine settimana.

serenella ha detto...

ciao Aldo. La burocrazia italiana è davvero un disastro, ricca di carte e tempi lunghissimi! però tu, incredibilmente, riesci a farne anche un racconto!

I giapponesi non bevono, in giappone, il cappuccino? Non conoscono la schiuma?

Ambra ha detto...

I controllori sono sempre molto gentili - apparentemente - ma vengono percepiti come nemici pronti a manganellarti. Difatti se "beccano" qualcuno, di solito un ragazzo o una ragazza, la circondano immediatamente e la fanno scendere tenendola ben sotto controllo. Sarà anche giusto, ma non mi piace.

rosy ha detto...

Sono d'accordo con il commento di Enrico

Le tue storie Alduccio son storie di vita tra quello che vedi e che succede a te ci porti per mano tra e strade di Roma e ci fai da Cicerone.
Il tuo raccontare è bellissimo e sai catturare l'attenzione di tutti
Onorata di averti conosciuto e di essere mio amico.

Buona domenica bacione.

Gianna ha detto...

La controllora è stata comprensiva, non è da tutti capire...

Paolo ha detto...

Questo è il paese della banane mica della burocrazia efficiente.
PS. non avevo dubbi che a controllarti fosse una giovane donna.

Una felice settimana, Paolo