lunedì 27 giugno 2011

MICIA



A volte ci sono ricordi che improvvisamente, senza un motivo particolare, ti tornano in mente e allora cerchi di riandare indietro nel tempo per cercare di rammentarne il più possibile.

La micia in questione si chiamava appunto semplicemente MICIA.

Su questo nome in realtà c'era stata una piccola disputa in famiglia. Mia moglie voleva darle uno che piaceva a lei, mio figlio un altro ed io un altro ancora ma poi alla fine firmammo un armistizio e quindi all'unanimità decidemmo di chiamarla MICIA. Per un elefante non sarebbe stato adatto ma per una micia sì.

Il suo anno di nascita è stato senz'altro il 1971 poiché proprio nelle vacanze scolastiche di quell'anno che mio figlio dodicenne le fece fare il suo ingresso in casa. In realtà era un suo compagno di classe che teneva MICIA in una mano. Io ero al lavoro e quindi non c'ero ma mia moglie, per accontentare il pargolo, dette il suo benestare. Quando rientrai la sera vidi gironzolare per casa una specie di topo peloso e dissi "questo coso da dove è uscito?" Allora giunse la risposta all'interrogativo. Mio figlio e il suo amico recandosi come ogni giorno al vicino Parco del Colle Oppio avevano sentito alcuni lievi miagolii che provenivano da una minuscola grotta ricavata, non si sa da chi, in una delle antichissime mura della Domus Aurea di Nerone, nei pressi del Colosseo. L'amico introdusse le braccia nella grotta – praticamente un buco – e le ritrasse con nelle mani due gattini piccolissimi, un maschio ed una femmina. Lui, evidentemente pratico, ne indicò il rispettivo sesso. Mio figlio si innamorò della femmina che quindi approdò in casa nostra. Anche lei una vera Monticiana essendo nata nel Rione I – Monti di Roma a qualche centinaio di metri da via della Polveriera. Poiché anch'io voglio molto bene ai gatti – ne ho avuto una in casa quando ero giovanottello – mi rimisi alla volontà della maggioranza composta da mia moglie, da mio figlio e da MICIA, la quale, interpellata, votò anche lei favorevolmente esprimendo per di più il suo compiacimento per essere entrata a far parte della nostra famiglia a pieno titolo.

Dimostrò abbastanza in fretta i lati del suo carattere, attaccata soltanto a noi tre. Se si presentava chiunque altro anche se parente vicino o lontano non importa,lei soffiava e mostrava i denti aguzzi.

Capitò che un anno noi andammo in vacanza al mare e allora, per accudirla, consegnammo le chiavi di casa alla portinaia e la pregammo di passare ogni giorno per le necessità di MICIA. Quando tornammo lei, la portinaia, ci disse che era stato un problema accudire quella "tigre" ogni volta che entrava in casa.

Soltanto nei periodi in cui sentiva la mancanza di un "fidanzato", non importa se ufficiale o meno, lei amava "abbracciare" letteralmente le gambe di chiunque le capitava a tiro, amici, parenti etc.

Gli atteggiamenti di MICIA verso noi tre erano i seguenti: le piaceva intraprendere finte "battaglie" con mio figlio saltando da una parete all'altra di casa con tanto di graffi e finti morsi; quando aveva fame andava a strofinarsi alle gambe di mia moglie la quale non le faceva mancare niente, anche bistecche, pollo e prosciutto; quando doveva fare un pisolino veniva da me e si accoccolava sul mio petto, se ero sdraiato sul divano a vedere la TV oppure, se ero davanti la scrivania, gradiva molto il fatto di potersi stendere languidamente sul piano della scrivania stessa magari guardando quello che ero intento a fare io. Un particolare curioso: quando aveva sete amava saltare sul lavello e, assecondata da mia moglie, bere dal rubinetto. Forse avrebbe voluto anche lei un bicchiere personale.

Nel mese di dicembre del 1984, un anno dopo il matrimonio di mio figlio, MICIA, sofferente già da tempo malgrado le cure continue di un veterinario, ci dette il dispiacere di lasciarci per sempre.

Fu un grande dolore soprattutto per mio figlio il quale, carezzandola, l'avvolse in un panno, la mise dentro una scatola di scarpe ben sigillata e andò a seppellirla in aperta campagna, all'estrema periferia di Roma, poco distante la casa dove risiedevano lui e sua moglie.

Ogni tanto andava a salutarla e una volta, passando vicino quel luogo, mi volle indicare il posto preciso dove MICIA riposava. Non mi è dispiaciuto, m'è sembrato il posto ideale per una "tigre".








26 commenti:

Luigina ha detto...

Mi verrebbe da dire come qualche tuo estimatore/trice: primaaaa! Non capita spesso infatti di essere la prima a commentare i tuoi bei raccconti, ma per la delicatezza di questo sarebbe fuori luogo, così me lo sono riletto per apprezzarne ancor più i risvolti di questo bel rapporto fra te, la tua famiglia e questa deliziosa Micia,tigre solo per difendere l'amore che avete nutrito per lei

Ernest ha detto...

grazie Aldo per veri condiviso con noi questo
un saluto

Zio Scriba ha detto...

Come mi piacciono le persone che amano i gatti... :)

Adriana ha detto...

I gatti sono compagni di vita meravigliosi e indimenticabili!

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Nooo, anch'io ho avuto un soriano bellissimo che si chiamava MICIA!
Una gatta arrivata da Bologna, me l'avevano portata i miei cugini che frequentavano l'università lì!
Mi fu consegnata cucciola quando avevo sei anni, prima di mettere per la prima volta i piedini nella scuola elementare.
E' vissuta a lungo e bene, veniva trattata come una regina. E' morta alla tenera età di ventuno anni e sai quando? Il giorno in cui mi sono laureata.
Ha seguito tutto il mio percorso scolastico :)
I miei tornarono a casa e la trovarono accasciata sulla lavatrice, a me non dissero nulla in quel momento per non rovinarmi l'umore.
Quando tornai a casa, un paio di giorni dopo, non so come mai, ma appena aprii la porta guardai mia madre e dissi:- Dov'è Micia?
Sapevo che era morta, lo sentivo.
Ho pianto come se avessi perso una sorella e ancora adesso ci sto male se ci penso.
L'ho amata tantissimo e, da allora, egoisticamente, non ho più voluto in casa altri animali.
Ho scritto tanto, eh?
Scusa Aldoooo! Ma cavolo quanti ricordi :)))
Baci

La Mente Persa ha detto...

Ti capisco.
Io sono succube del mio gatto.
Ha occupato letto, divano, poltrona e coccole.

riri ha detto...

Non ho mai avuto gatti, ma questa storia è proprio tenera, un pò come è successe a noi, nostro figlio portò il Poker, adesso ha quasi 17 anni, il tempo vola, ma ho un Asso nella manica;-)..non voglio pensarci..
Ti abbraccio e grazie per questa tenera storia d'amore..Gli animaletti sono meravigliosi.

Maraptica ha detto...

Il dolore del perdere un animale mi è così conosciuto che, con il tempo ho imparato (soltanto un pò) ad accettarlo. Micia ha una faccia furbissima, ma del resto si... i gatti sono la perfezione. Io li venero. Grazie Aldo per questa stupenda storia :)

la Volpe ha detto...

splendidi ricordi. mi associo a Ernest nel ringraziarti per averli condivisi con noi

Tina ha detto...

Mi hai scaraventata nei 20 anni con Poppy.
La nostra micia è arrivata a casa da svezzare, abbandono, biberon per conogli comprato in farmacia, 20 anni di viaggi, nave, macchina e mai una volta l'ho depositata nelle gabbie, negli ultimi due anni, mio figlio ha portato a casa Bobo, un miscuglio di razze canine ficcate dentro un vitello, quando ho dovuto far sedare Poppy a causa di un tumore, ho pianto e lo scorso anno, a 17 anni se n'è andato anche Bobo...anche con lui siamo stati costretti a farlo sedare...ho detto basta, lasciano un vuoto che non si colma e fa un male boia.

Grazie per aver scritto di MICIA, adoro i gatti, hanno personalità e la fanno valere.
Buona serata Aldo ;-))

Adriano Maini ha detto...

L'altro giorno ho ritrovato la foto della micia che più o meno in quegli anni mio fratello aveva portato a casa. Erano tempi più "gattari" di oggi?

luly ha detto...

Un abbraccio, Aldo, a te e ai tuoi ricordi:)

Angelo azzurro ha detto...

Micia ora saltella vigorosa in Paradiso, tra prati e fiori ed è molto felice. Ne sono sicura.

il giardino di enzo ha detto...

Come scrivi bene, Aldo! Una leggerezza davvero splendente.
Grazie tante.
Buona serata

il giardino di enzo ha detto...

Ah, dimenticavo: la nostra gatta si chiama MICHA

cristiana2011 ha detto...

Credo che solo chi ha vissuto con un animale possa capire il legame che si instaura con loro.
Io i mie piccoli li ho sempre pensati come i miei conviventi.
Ciao ALDO!!!
Cristiana

Nounours(e) ha detto...

Gli animali ci sanno amare, dovremmo imparare a fare altrettanto. Temo, però, che sia difficile per noi capire.
Ti ho già accennato che vivo con tre gatti. Fino all'Aprile scorso c'era con noi anche il cane Pepo.
Grazie per come racconti qualsiasi cosa con la giusta leggerezza.
Un abbraccio Aldo, ciao :)

Alberto ha detto...

Quanti ricordi i gatti, dietro ognuno una storia. Ciao Aldo.

Ambra ha detto...

Aldo, che bel raccontino. Fa tenerezza tutta la storia di come Micia è arrivata e di come si è installata scegliendo con cura tra voi tre chi meglio poteva rispondere alle sue esigenze.

chicchina ha detto...

Che tenerezza di racconto,Aldo.Se gli animali li ami,fanno parte di te,della famiglia, degli affetti.
E gioisci con loro e soffri dei loro malanni,ancor più della loro perdita.
Un cane bastardino ,ha fatto compagnia ai miei figli,ragazzini Rideva a tutti denti,quando arrivavamo e voleva giocare.Lo hanno avvelenato.Una coppia di micini neri,invece ci hanno dato una lunga progenie,gli ultimi erano biondi,passando per il nero pezzato,nero beige.Erano molto liberi e libertini....
Grazie,Aldo,riesci sempre ad emozionarci.

serenella ha detto...

Ciao Aldo. Dolcissimi ricordi, raccontati in modo commovente. Bravo come sempre.



Ps: se non passo io....tu mica mi pensi!

DIANA. BRUNA ha detto...

Ciao Aldo,
ero passata per un salutino ed ho trovato questo bellissimo ricordo della tua Micia....
Pensa, proprio ieri l'altro se n'è andata anche la mia Nuvola. Questo è stato un anno brutto per i miei gatti: prima ci ha lasciato Milingo ed ora la Nuvola. Due anni fa se ne andò Mitzy che eccezionalmente visse 23 anni.
Non ci resta che Mao, Nanà, Tigrina e Zazà che sono abbastanza giovani e spero che continuino a miagolare ancora per un po'.
Nuvola era particolare, amava la Tv e stava in piedi su una seggiola...a godersi lo spettacolo... tutto questo quando non doveva allattare il suo piccolo Nuvolino, che in quel momento lo lasciava allattare dalla sua mamma e nonna del piccolo!!!
Dormivano tutti e tre assieme abbracciati. Credimi Aldo, erono uno spettacolo.
Ciao carissimo, anche se sono poco presente....(questo è stato un periodo un po' faticoso ed anche triste) non dimentico gli amici.
Un abbraccio
Bruna

rosy ha detto...

Alduccio solo un passaggio frettoloso.

Domani Angelo si opera se non mi vedi sai il motivo.

Leggerò con calma appena possibile tutti i post che mi perderò.

Bacione ciao

cristiana2011 ha detto...

Aldo, firmeresti da me?
Grazie,sempre che tu sia d'accordo,ovvio.
Cristiana

rosy ha detto...

Che tenera storia Alduccio.
La vostra Micia era formidabile e difendeva il suo territorio e con lui voi tre.
Per questo motivo doveva per forza essere una "tigre".
Bacio ciao

dandelion67 ha detto...

Traspare da queste tue parole quanto l'abbiate vissuta...grazie per l'emozionante racconto/vissuto/ricordo...un raggio di Sole per un radioso giorno Aldo..
Dandelìon