mercoledì 2 maggio 2012

I TRAM DELLA SPERANZA

Sono due e sono quelli che effettuano la fermata dove, insieme ad altre persone, mi trovo spesso in attesa. Salgo su quei tram quasi tutte le mattine per un paio di motivi il primo dei quali è di poco conto e non mi pare sia qui il caso di starne a parlare.
Ma del secondo motivo vale la pena parlarne, almeno a parer mio.
Per la verità lì si ferma anche un bus della speranza, di quelli articolati come pure lo sono i due tram, e provengono tutti dalle estreme periferie di questa metropoli che è Roma.
Sempre sovraffollati, raramente da turisti e da pochissimi italiani ma soprattutto da una marea di
persone di quattro continenti: Africa, America del Sud, Asia, Europa dell'Est e chissà di quali altri luoghi di questo nostro mondo.
Qualche volta è capitato che tre o quattro di loro, senza che io sia riuscito a capire di quale continente fossero, al mio passaggio su uno di quei mezzi mi abbiano fatto il gesto di cedermi il posto che io, ringraziando, ho rifiutato perché scendo sempre dopo due fermate.
Esseri umani che si guardano intorno speranzosi ma anche con la paura negli occhi in quanto, io credo, non sanno che cosa può riservare loro la giornata. Qualcuno di loro porta con se una grande tavola quadrata e una voluminosa busta di plastica stracolma di chissà quali oggetti da vendere agli angoli delle strade. Vestiti dimessamente ma dignitosamente, molti di loro operano anche in alcune attività nei mercati, nei punti internet, in piccoli negozi, mentre altri esercitano mestieri che qui da noi nessuno intende fare.
Mi viene in mente un episodio. Alcuni giorni fa dovevo fotocopiare un certo numero di documenti e allora, poichè avevo notato vicino casa un locale che oltre a internet e punto telefonico per fare chiamate ovunque faceva anche fotocopie, vi entrai e subito un giovane, forse indiano o pakistano, prese i miei documenti da fotocopiare – fronte e retro come mi occorrevano – e in pochi minuti terminò la propria opera. Chiesi quale importo dovevo pagare - rispose 1 euro e 20 centesimi – glieli porsi e nel darmi lo scontrino mi disse in un apprezzabile italiano "guardi che mi ha dato 50 centesimi in più" e me li restituì. Non sapendo che dire lo ringraziai. Era il minimo che dovevo fare. Ho ragionato tra me e me e mi son detto che non tanti avrebbero agito così correttamente. Ho evitato di fare paragoni.
La maggior parte di queste persone scende alla prima fermata dopo quella in cui salgo io, Piazza Vittorio Emanuele II dove ne esiste una della Metro A, un'altra parte scende alla successiva nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore, mentre il rimanente continua fino alla Stazione Centrale-Termini dove si trova il capolinea di quei tram e bus.
Se dessi retta alla mia curiosità chiederei loro dove vanno, cosa fanno per sopravvivere, dove sono le loro famiglie, ma preferisco non farlo.
Non riesco ad immaginare quale esistenza possano vivere, forse m'illudo e dimentico che alcuni possono essere coinvolti anche in attività criminose. Certo, però penso che sia una minoranza quella che arriva a comportarsi così.
Mi tornano in mente i nostri emigranti, le loro sacche e le loro valigie di cartone incluse.

25 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

Caro Aldo hai scritto un post bellissimo. Ti ringrazio a nome di tutte quelle persone oneste che non hanno voce e che spesso vengono messe nel mucchio senza distinguo. Un pensiero a loro e un grosso bacio a Te. Ciao amico mio, passa una buona giornata

Fra ha detto...

Bellissimo post. Non prendo i mezzi regolarmente, tra l'altro dove sto io, non ci sono nemmeno collegamenti decenti. Raramente, però, prendo un autobus che è affollato di giovanissime donne, per lo più straniere, che scendono tutte in mezzo all'autostrada e che non si fatica a immaginare che mestiere facciano. Mi viene sempre una gran tristezza e ringrazio sempre di essere nata nella famiglia, nel luogo e nelle condizioni in cui son nata e cresciuta.

cristiana2011 ha detto...

Perciò io non credo in niente.Questa disparità fra esseri umani, certi abissi tra esseri viventi sotto lo stesso cielo, non potrebbero essere tollerati da un Essere Superiore.
Scusa Aldo, ma io la penso così.
Cristiana

enrico ha detto...

Bravo Aldo, non ho niente altro da aggiungere, hai dato una lezione a tanti tignosi vecchiacci e non solo, incarogniti nel loro malanimo egoista, specialmente qui al nord.

Pupottina ha detto...

ciao Aldo
un post stupendo!!!
un abbraccio e buona giornata

zefirina ha detto...

uno sguardo il tuo compassionevole, nel senso più giusto del termine
ecco caro Aldo tu sei un Giusto

Cri ha detto...

"Esseri umani che si guardano intorno speranzosi ma anche con la paura negli occhi in quanto, io credo, non sanno che cosa può riservare loro la giornata."
Un pensiero così non so a quanta gente viene in mente. O forse, almeno una volta, è fuggevolmente passato, come oscura sensazione su cui non ci si sofferma, a tanti di noi. Ma in pochi l'avranno concepito in modo così essenziale e consapevole, con tanta ragionevolezza e sensibilità.

keiko ha detto...

Cia Aldo, conosco quei tram e quelle persone e sono fermamente convinta che la disonestà e la delinquenza non abbiano nè colore, nè bandiera; il tuo è un pensiero dolcissimo e poetico ma forse poco realistico: forse conosci la linea 105 e nell'ora di punta ti assicuro senza tema di smentita che tra rumeni ubriachi fradici e altri asiatici poco proclivi alla gentilezza ti senti come un alieno a casa tua. Scusa la lungaggine, è un post comunque dolcissimo.

cipralex1 ha detto...

caro Aldo,
nei tuoi racconti prevalgono sempre dolcezza e rispetto che sono anche la base per una civile integrazione fra i popoli. Personalmente provo sempre tenerezza verso chi è costretto a vivere lontano dalle sue origini ed ammirazione per chi riesce a farlo onestamente e nel rispetto di tutto. Quel tram passa anche da Torino... e molte volte, viaggiandoci sopra, chiedo scherzosamente a mia moglie se abbiamo sbagliato continente di salita... Anch'io li osservo e mi faccio storie su di loro ma non riesco a spiegarmi come fanno ad avere tutti l'abbonamento al servizio (è difficile assistere ad una obliterazione del biglietto) e scendere sempre alla fermata in cui sale il controllore.... (ma questo vale anche per tutti i furbetti italiani).
Ed altre cose.........
Ciao carissimo. robi

Ernest ha detto...

come sempre gran bel post Aldo
un saluto

chicchina ha detto...

Sei un osservatore attento,e sai guardare le persone che ci passano accanto, senza pregiudizi o distinzioni.Non è facile trovare giudizi così saggi pensieri elevati.Sbrigativamente per molti sono extra comunitari o immigrati,tu vedi l'uomo,con bisogni, necessità, frustrazioni,desideri e spesso tanta buona educazione e sani sentimenti.
Un abbraccio.

Nicolanondoc ha detto...

Un post da cui emana la tua grande umanità, nel leggere il disagio di tante, troppe persone con poco futuro, che vivono alla giornata, incontri che lasciano un segno. Grande Aldone, un abbraccio.

serenella ha detto...

Come sempre Aldo, emerge la tua sensibilità, la tua apertura mentale.
Sei un grande!!!

Adriano Maini ha detto...

Anche un semplice sorriso può fare molto!

@enio ha detto...

per un attimo mi sono rivisto sul Tram Vimercate Milano che prendevo nel 66, quando ero andato a cercare un lavoro su al nord. Il l'ho trovato e ci sono rimasto per 40 anni, una vita intera. Lo rifarei.

AlessandraLace ha detto...

bellissimo post, belle immagini, mi sembrava di essere sul tram. grazie Aldarè, i tuoi post fanno la mia giornata. un abbraccio

Maraptica ha detto...

E' giusto, sacrosanto, ricordarsi che tutti possiamo diventare emigrati (da un momento all'altro), lo siamo stati e alla fine, siamo tutti uomini. Uguali. Sei un grande Aldo :)

rosy ha detto...

Caro Aldo, un post che porta alla mente antiche immagini dei nostri emigranti..che andavano al nord stiamo parlando dell'Italia, ancora non siamo riusciti ad essere uguali nella nostra patria.
Immagino benissimo il disagio delle persone che incontri, disagio creato e voluto dallo stato. Da noi qui li troviamo ovunque cerchiamo di aiutarli come possiamo ma sappiamo che la loro vita non è una vita dignitosa, ma loro lo sono..
Come in ogni cosa c'è il buono è il male ma questo lo troviamo in ogni razza umana.
Un abbraccio e grazie di questo post. Ciao

Ibadeth ha detto...

Un post dolcissimo e commovente.

chicchina ha detto...

Aldo,ti lascio un cordiale saluto che vorrai portare a tutti gli amici dell'incontro di domani,anche quelli che non conosco tramite blog.Divertitevi e poi ci farai sapere....
In bocca al lupo!

Vania ha detto...

Caro Aldo, come sempre un bellissimo post. E' vero quello che dici, di questo problema spesso ne parlo con mia madre che mi risponde un pò tristemente: "purtroppo per il peccatore paga il giusto".
Un abbraccio.

riri ha detto...

Caro Aldo, mi associo al commento di my boss, la pensiamo allo stesso modo sul tuo conto:-) Un abbraccio

luly ha detto...

Buona serata, Aldo caro. Leggerti, sempre piacevole. Grazie:)

Nicole ha detto...

Un bellissimo post...spesso dimentichiamo che 'l'altro' non è che una parte di noi...che sia passato, fatto di ricordi...presente e futuro. Siamo essere umani, complessi,ma veniamo tutti dallo stesso posto.

Ambra ha detto...

Eh si, quanto è triste questo emigrare degli affamati che si ripete, proprio come è accaduto da noi.