venerdì 11 settembre 2009

ANCH' IO SONO STATO BAMBINO

Per quello che ricordo lo sono stato dai cinque ai dodici anni, più precisamente dal 1935 al 1942; poi gli eventi successivi mi hanno fatto crescere molto rapidamente per vari motivi.

Penso che al giorno d’oggi i dodicenni sanno molto ma molto più di quando io avevo la loro età.

Dal ’42 al ’48 sono diventato un’altra cosa. La guerra, i bombardamenti, la fame, l’occupazione nazi-fascista, quella successiva degli “alleati”, la disoccupazione e chi più ne ha più ne metta hanno inciso sul mio mutamento. Non solo il mio, penso.

All’età di cinque anni presi la laurea in medicina e due schiaffoni, più un ulteriore supplemento.

A quell’epoca abitavo al terzo piano di un fabbricato piuttosto vetusto e casa mia, l’interno 11, confinava a sinistra con l’interno 12 e a destra con l’interno 10 che a sua volta confinava con l’interno 9: due camere e mezzo, un lungo corridoio ed un cesso – né bidet, né vasca e neppure doccia - talmente piccolo che anziché all’interno si trovata all’esterno dell’appartamento nell’angolo di una piccola loggetta che dava sul cortile interiore.

Prima quella era stata casa mia e della mia famiglia, poi ci trasferimmo all’interno 11, leggermente più grande ma con il cesso in casa. In questo appartamento nacque il mio quarto fratello oggi settantaduenne.

L’interno 9 fu affittato ad una famiglia composta di cinque persone: padre, madre e tre figlie femmine che avevano all’incirca l’età di noi quattro fratelli.. Una di loro, la più piccola, aveva la mia stessa età, 5 anni, e quindi eravamo diventati amici per la pelle e giocavamo tutti i giorni sul pianerottolo davanti le nostre rispettive dimore. Questo perché, essendo ancora troppo piccoli, non potevamo andare a giocare nel cortile e neppure in strada.

Accadde che un giorno, mentre io e la mia coetanea eravamo seduti sui gradini della scala comune che conduceva a tutte le abitazioni, rigorosamente davanti i nostri appartamenti, le proposi di fare un gioco che andava molto di moda: il dottore e l’ammalata. Lei mi disse che le faceva male qua, là, sopra, sotto e io allora la visitai scrupolosamente, forse anche troppo, tanto che, entrambi presi dal gioco, non ci accorgemmo dell’arrivo della sua mamma che ritornava dal mercato. Si scatenò il finimondo. I primi due schiaffoni li ricevetti io a titolo probabilmente del pagamento del mio onorario, gli altri però non raggiunsero la destinazione voluta in quanto l’ammalata si era andata a nascondere chissà dove. Mentre io mi disperavo le due mamme, la mia e l’altra, erano lì che discutevano per sapere a chi andava attribuita la colpa di quanto era accaduto. Alla fine decisero entrambe che c’era un solo colpevole: il dottore. Cioè io! Dopo di che ricevetti un supplemento d’onorario per la visita medica effettuata. Non vidi l’ammalata per parecchio tempo, evidentemente era guarita.

Trascorsero i giorni, i mesi e gli anni. Noi tutti crescevamo, ma frequentavamo comitive diverse. Circa tredici anni dopo quel giorno fatidico la famiglia dell’interno 9 traslocò altrove.

Negli ani successivi, dopo sposato, io mia moglie e nostro figlio si andava tutte le domeniche al mare, Lido di Ostia, sempre nello stesso stabilimento balneare dove rimanevamo fino il pomeriggio inoltrato, pranzando nel ristorante del medesimo stabilimento. Fu così che una domenica dell’estate del 1967, non ricordo giorno e mese ma l’anno sì, ero appena uscito dalla cabina dove ero andato ad indossare il costume da bagno, quando vidi uscire dalla cabina accanto alla nostra una bagnante, alta poco più di me e, credo, della mia stessa età. Abbronzata fino all’inverosimile indossava un bikini microscopico. La seguivano un paio di bambine e un uomo, forse il marito. Mi passò accanto, non mi degnò di uno sguardo e neppure mi riconobbe: io invece sì! Era l’ammalata, la mia paziente di troppi anni prima.

Dottore e ammalata? Capitolo chiuso, purtroppo.

Torno indietro negli anni bambineschi nel corso dei quali mia madre m’insignì di un titolo, non nobiliare. In pratica un nomignolo: “lisceo”, dato che ogni volta che suonava qualcuno e veniva a trovarci gente io correvo in gabinetto e cercavo disperatamente di lisciare sulla nuca un ciuffo ribelle. Non ci sono mai riuscito. Un altro nomignolo me l’affibbiò una mia zia, sorella di mia madre, la quale, ancora signorina, venne a stare da noi. Eravamo già in sei, con lei sette, per poi diventare otto, quando si sposò e nove quando le nacque il primo figlio. Tutti felicemente abitanti in quel piccolo appartamento! Alla zìetta, così la chiamavano noi, prima di sposarsi, le piaceva portarmi con sé a passeggiare e mi chiamava “ciciornia” perché a ma piaceva fare il cicio, diceva lei. Coccolavo e mi facevo coccolare volentieri.

Entrambi i due nomignoli, lisceo e ciciornia, mi rimasero incollati addosso perloméno fino ai 15-16 anni se non di più.

In qualche occasione particolare, quando era possibile, mia madre cucinava l’abbacchio, vale a dire l’agnello, ma quando questo accadeva, prima di sedersi a tavola io andavo da mia madre intenta a predisporre le porzioni per tutti e le dicevo, piagnucolando, che non volevo mangiarlo perché l’agnello era troppo piccolo.

Sempre nel corso di quel periodo 1935-1942 divenni protagonista d’altre vicende. Ne ricordo perfettamente almeno due.

1^) Durante le feste natalizie mia madre, siciliana di non so quante generazioni, prima di sposarsi non ancora diciottenne, aveva lavorato in un laboratorio di pasticceria assai rinomato in buona parte della Sicilia. La sua specialità erano i famosi cannoli siciliani. Lei se ne stava ore e ore in cucina dove per prima cosa preparava la crema a base di ricotta, zucchero, scaglie di cioccolato, pezzettini di canditi e non so più che altra leccornia, la metteva in una zuppièra di ceramica e la riponeva nella parte inferiore di un credenzone in cucina. Poi si accingeva a preparare il cannolo vero e proprio, operazione molto delicata e difficile, ma non per lei. Io, non appena sentivo venire dalla cucina quell’odorino molto speciale, mi appostavo nei pressi con fare indifferente e, approfittando di un momento d’assenza o di distrazione di mia madre, mi avvicinavo al credenzone, aprivo uno degli sportelli inferiori, infilavo una mano e mi appropriavo di una bella manciata di crema senza curarmi delle tracce che lasciavo. Le reazioni di mia madre quando si accorgeva del furto erano tremende.

2^) La guerra e i primi tempi del dopoguerra erano difficili per quanto riguarda la reperibilità di molti alimenti e tra questi lo zucchero. Avevamo in cucina due piccoli vasi rettangolari di fine porcellana di Baviera, bianchissimi con tanto di disegnino azzurro dipinto sul davanti e le scritte Caffé in uno e Zucchero nell’altro. Ma erano entrambi spesso semivuoti. Un giorno ero seduto al tavolo di cucina per fare colazione e, mentre mia madre si era allontanata per fare qualcosa, io presi il vaso dello zucchero, letteralmente vuoto, e con un cucchiaio raschiai con una certa forza il fondo del vaso stesso tanto che lo bucai. Apriti cielo. Ricordo le corse dentro casa con mia madre che cercava di prendermi, ma non ci riuscì. Forse voleva abbracciarmi? Chissà?

Ad ogni modo il cimèlio è tuttora conservato in casa di mio fratello più grande. Entrerà a far parte di una mostra in un museo. Almeno credo.

Sì, sono stato anch’io bambino ma forse anche un po’ pestifero.

35 commenti:

Aglaia ha detto...

Bellissimo immaginarti come Gianburrasca Aldo!!;-))
Pestifero!! nooo solo con un pò di argento vivo addosso dai!!!;-DDDD

Andrew ha detto...

che bel post aldo!

riri ha detto...

Ciao Aldo, mi hai fatto sorridere..chi non è stato discolo da bambino? Un pò tutti noi, ricordo ancora le volte che assaggiavo il sugo di mia madre mettendoci dentro un bel pezzo di pane-:)))..passare qui è leggere quasi nei tuoi dolcissimi ricordi..
Buona giornata

Bastian Cuntrari ha detto...

Che tenerezza, Monty!
Comunque, gli sganassoni che hai preso da piccolo non mi sembra ti abbiano nuociuto: anzi! Mi sa che - a giuste dosi - alla fine era si trattava di un sistema educativo salutare.
Buon fine settimana, caro.

Antonella ha detto...

Grazie per avermi fatto sorridere e anche per avermi trasportata indietro nel tempo...discola anch'io? Beh, si, molto!
Un abbraccio

Pupottina ha detto...

eri tremendo anche da bambino ^________^
buon weekend

Vincenzo Cucinotta ha detto...

E grazie a Dio che haqi fatto ciò che tutti i bimbi DEVONO assolutamente fare, come pure i genitori devono punire, sapendo che i bimbi hanno ragione , ma l'educazione serve. Oggi, pare che molti genitori lo dimentichino e sappiano stare nel loro ruolo, scomodo, ma essenziale di trasformare un essere naturale in un essere culturale. Scusami, ma io vado sempre sul serio, è la mia malattia :-D

luly ha detto...

Che forza che sei,Aldo caro!:)
Il tuo post mi ha tanto divertito; sarà che il mondo dei bambini mi appartiene e con loro mi sento a mio agio.
Certo, povera la tua mamma....eri davvero un bel peperino! Ritorniamo al discorso dei "secondi figli"?!? Non importa, ché ne ho una anch'io ed è proprio niente male....mi sa che tra qualche giono me la ritrovo paziente di qualche birbante dottorino.....
Un abbraccio:)

serenella ha detto...

Ti leggo al ritorno dalle mie scorribande pomeridiane. Un abbraccio.

zefirina ha detto...

e meno male, io sono stata una bambina dall'aria apparentemente dolce ma pestifera, avevo la lingua lunga e ne facevo uso e abuso!!!!!

aho ma sto gioco del dottore e l'ammalata non ha mai smesso di andare di moda

il monticiano ha detto...

@Aglaia: Ti ringrazio per aver diminuita le mie colpe: da pestifero ad argento vivo,bèh, ci guadagno.

@Andrew:Sono contento che ti è piaciuto.

@riri: Ecco una cosetta che facevo anch'io da bambino - ragazzo-giovanotto e che avevo dimenticato:
l'assaggio del pezzetto di pano nel sugo ancora sul fuoco. Grazie!
Buona serata.

@Bastian Cuntrari: Esattamente, un farmaco magari generico ma ha funzionato.
Buon fine settimana anche a te.

@Antonella: Fortuna allora che non ero solo ad essere discoletto.
Un abbraccio anche a te.

@Pupottina: Io tremendo? Adesso
sono un angelo.
Buon fine settimana.

@Vincenzo Cucinotta: E va bene va, un po' di solidarietà tra maschietti ci può pure stare anche se con i distinguo.

@luly: Saranno i secondi figli a salvare il nostro Paese?
E perchè no!
Vi abbraccio a tutti.

@serenella: Fai con comodo, c'è tempo.
un abbraccio anche da me.

@zefirina: Credo proprio di sì, il giochino dottore-ammalata non penso abbia smesso di andare di moda, ma quando è tra bimbetti ci può pure stare.

ANNA ha detto...

Che bello sentire i tuoi racconti, ci starei per ore ad ascoltarli, forse perché si sente l'amore che provi nel rivivere le tue emozioni passate. I ricordi di quand'eri bambino, dei primi amori, anche i ceffoni si ricordano quasi con nostalgia. Sei sempre unico! Ti voglio bene assaje! :)

Viviana r ha detto...

forse ero più discola di te, quante botte che ho preso e ogni volta ero più dispettosa di prima. Certo che vivere ai tuoi tempi era proprio duro, mica come oggi che schiocchi le dita e hai subito tutto. Ciao Nonno Aldo, buona vita, Viviana

Jasna ha detto...

Meraviglioso! certo che eri tremendo da piccolo... anche se la tua foto con quella splendida barba la dice tutta su di te... io ho una venerazioni per gli uomini con la barba ... le uniche foto del mio babbo sono con la barba o i baffi...buona notte caro aldo... non ti sto dietro a leggere i post.... sono un po' presa in questo periodo. zoe sta facendo l'inserimento.

gturs ha detto...

Trovo molto bello ricordare episodi di quando eravamo bambini, tu caro aldo, lo hai fatto molto bene rendendoci partecipi delle tue marachelle e della tua infanzia in un periodo in cui essere bambini era molto difficile.........ma, un'epoca in cui i bambini si divertivano con quello che avevano e molto spesso era niente!
Un caro saluto aldo, roberta.

La Mente Persa ha detto...

Sono tornata :)
Bello questo racconto, le marachelle sono le tue eh ;)))

il monticiano ha detto...

@ANNA: Annare' io ti ringrazio ma di nostalgia per gli schiaffoni non ne ho per niente.
Delle altre faccende sì.
Anch'io te ne voglio molto.

@Viviana r: Eh sì, da voi birichine ne ho ricevute di birbanterie. Specialmente da una quando avevo 16 anni, ma questa è un'altra storia.
Tuo nonno ti saluta cara Viviana e ti augura buona vita.

@Jasna: Sono contento allora per la mia barba e i miei baffi.
La prima cosa di cui occuparsi sono
i tuoi bimbi, del resto non ti preoccupare.

@gturs: Quel periodo è stato molto brutto per noi di quell'età ma la nostra spensieratezza ci aiutava a superare le difficoltà anche scherzando. Però quei ricordi restano e non si possono dimenticare.
Un caro saluto anche a te Roberta.

@La Mente Persa: Allora bentornata.
E' vero le marachelle sono le mie ma c'è stato il momento in cui eravamo in due a compierne una di queste.

Anna2 ha detto...

Ciao caro Aldo,
come prima esperienza,a cinque anni,è stato un onore prendere la
laurea in medicina,mi spiace per le botte,ma Tu eri innocente!!!
Anch'io,come Te che Hai quattro
fratelli ,noi siamo quattro sorelle,io sono la seconda,
gemella però.
Ho due figli,sposati e un nipotino
da parte di mia figlia,di sei e mezzo.Il quattordici inizia la scuola.Già mi dice che non gli
piace,(non sono tanto diversi
da noi),vedremo....
Il fratello maggiore,siamo in attesa di un bimbo o binba
Adottato.
Non vedo l'ora....
Ritornando alla Tua vita,
cresciuto,la Tua paziente cresciuta anche Lei,(poverino)...
Non Ti ha degnato nemmeno di uno
sguardo.Ma Tu dovevi presentarTi,
Sei bello ancora ora!
figuraTi da giovane...uno schianto...(forse c'era Tua moglie!)...
Vabbè...è passata.
Sospendo...Alla prossima, Ti lascio con un bacio
ed un abbraccio,
La Tua amica Anna2.

Paola ha detto...

Ogni tanto fa bene ricordare la fanciullezza!!!
Mi hai fatto sorridere...i tuoi ricordi sono dolcissimi e penso che ognuno di noi a modo suo ha fatto qualche biricchinata!!!
Quindi perchè considerarti discolo???
E' normale rubacchiare la cosidetta "marmellata"... no???
Ciao mio caro Aldo grazie di essere passato e degli auguri alla mia mamma che ringrazia di cuore... eh si siete due verginelli... hehehehe
Ti lascio una stupenda giornata... un abbraccio e bacio

aleph ha detto...

...nessuno che pensa a quella pora donna della mamma? 4 figli maschi e magari tutti così!
Secondo me sei tale e qualq anche ora.

Luigina ha detto...

Mi sono divertita come sempre e nel tuo racconto ho ritrovato anche pezzetti della mia infanzia monella. Ma tu non hai mai fatto il fagottino coi tuoi stracci per scappare di casa, per poi ritornare dopo un'oretta deluso perchè nessuno si era accorto della tua fuga? Certo che quella laurea in medicina a 5 anni ti è costata cara ;)

Angelo azzurro ha detto...

Sei troooppo simpatico, lo dico sempre! Come le racconti tu, con la tua genuina ironia, sono in pochi a saperlo fare!

E poi non eri pestifero! Eri un bambino vivace nella maniera più sana e normale. Dovresti conoscere cos'ha combinato mio marito da piccolo per farti venire i capelli diritti! Dice sempre che ha più di un angelo custode che lo tiene d'occhio e io gli credo, altrimenti non si spiegherebbe come sia ancora in vita. Ma sto uscendo dal seminato...
Ciao Aldo!!!

amatamari© ha detto...

Una bella differenza con i giorni di oggi...
:-)

marina ha detto...

ma tu SEI un bambino!
marina, grata del racconto

Francy274 ha detto...

eheheheh...ma dico io, è così che si pagavano i dottori ??
Altri tempi.
Belle le marachelle che hai combinato, sembrano scene tratte da un film in bianco e nero.
Per un attimo Ti ho visto correre per casa con Tua madre dietro...Ti voleva abbracciare ??? Certo che si, un abbraccio mortale...meno male che non Ti ha acciuffato , oggi non avrei riso così di cuore.
Buon w.e.
Francesca

il monticiano ha detto...

@Anna2:Ciao di cuore cara amica Anna2 che preferisci rimanere misteriosa.
Noi eravamo in tutto quattro fratelli,ma a partire dall'anno scorso fino a venti giorni fa, purtroppo siamo rimasti in due: io e l'ultimo di noi quattro che vive in Germania.
Però è bello essere nonni. Da il mio unico figlio e da sua moglie sono nate due ragazze: 21 e 13 anni
Ogni tanto racconto loro qualcosa che mi ricordo come ho fatto con questo post. All'epoca mi son divertito anch'io, malgrado tutto. Anche da me un bacio ed un abbraccio.

@Paola: La mia meraviglia sta nel fatto chwe scavando un po' riesco a ricordare anche dei dettagli.
Buona serata e ricambio bacio ed abbraccio.

@aleph: Non so se la cosa può consolarti ma io ero il peggio.
E pensa che molti dicevano che il cocco di mamma ero io. Mah!

@Luigina: Purtroppo cara Luigina di fughe da casa io ne ho fatte tre, non per un'ora e niente fagottino. A 18 anni la testa è andata a posto.
Hai notato? Uno studia tanto per laurearsi e quella sarebbe la ricompensa?

@Angelo azzurro: Bèh, se tuo marito ed io siamo stati colleghi pestiferi fagli i miei complimenti così non sono solo.
Ciao Angelo.

@amatamari: Sì c'è proprio una bella differenza. Non so se c'è stato un miglioramento oppure no.

@marina: Hai ragione, non sono cresciuto affatto. Dentro credo di essere rimasto ancora quello di allora.

@Francy274:Beata te che hai riso, io a quei tempi non ridevo mica tanto. E poi ma che si trattano così i dottori? Dopo aver studiato tanto quella è stata la ricompensa. Che ingiustizia.
Buon fine settimana anche a te.

rosy ha detto...

Bellissimo, per me e stato facile immaginarmi ogni scena dei tuoi racconti..eri pestifero anche tu come me.
Allora il segno zodiacale uguale la dice lunga...
Ciao Aldino un bacio.

rosy ha detto...

ps grazie per gli auguri per il mio compleanno.

serenella ha detto...

Buondì Aldo. No, non direi che eri pestifero: eri come sono tutti i bambini curioso, un po' capriccioso. Mi dispiace per la tua carriera da medico, stroncata così repentinamente.
Buona domenica.

il monticiano ha detto...

@rosy 1°) e 2°): Credo sia proprio quello il motivo per cui siamo un po' discoletti, essere nati a settembre che ha come segno dell'oroscopo quello della vergine.
Gli auguri per il tuo compleanno e il tuo onomastico li ho fatti con piacere.

@serenella: Proprio così, dopo tanti sacrifici niente più esercizio della mia professione di medico. Che peccato.
Buon lunedì.

Poeslandia ha detto...

Mamma mia... che memoria! complimenti :-)
Ancora una bellissima e goduta racconto. Una dolcissima buon giorno caro Aldo, con abbraccio e stima, Lisa

paoladany ha detto...

E chi non ha giocato a dottore? sONO BEI RICORDI... vero?

Nicole ha detto...

Mi è tanto piaciuto...Non sei un uomo con cui ci si annoia...no no.

Annarita ha detto...

Che tenero "amarcod", Aldo. Mi hai fatto sorridere e commuovere allo stesso tempo. Immaginarti in questo excursus della memoria, mi ha fatto veramente piacere.

Grazie e un abbraccio.
annarita.

Kaishe ha detto...

Aldare'... bel dottorino. E che parcelle salate riscuotevi!!!

Sai come si dice dalle nostre parti (ma forse anche solo al mio paese o nella cerchia familiare, non ne sono sicurissima) di un bambino “ciciornia”?
Si dice "Kaishe"...