martedì 8 settembre 2009

L'ERRORE

Lavoravo da circa due mesi presso una società finanziaria, in un ufficio piuttosto elegante, ampio e suddiviso in varie stanze ancora semivuote poiché l’attività aveva avuto inizio da poco. Noi dipendenti eravamo in tre, delle quali una la maggiore aveva le funzioni di segretaria particolare del capo. Fu lei che c’informò del fatto che l’indomani mattina avrebbe iniziato a lavorare con noi un altro dipendente, già pratico del nostro lavoro, ma con mansioni uguali alle nostre: semplice impiegato. Ci disse anche che il nuovo collega si chiamava Riccardo, aveva circa 55 anni, sposato e due figlie grandi. Quasi la stessa età di Silvana, la segretaria, poco più che cinquantenne, sposata anche lei e tre figli, mentre l’altra collega più giovane, Nicoletta era una ventenne e soltanto fidanzata. Io, Stefania, venticinquenne, ero sposata da appena due anni ed avevo un bel maschietto di un anno affidato alle cure dei nonni, miei genitori, dato che anche mio marito lavorava dalle 8 del mattino alle 20 di sera mentre, pur facendo orario unico, io iniziavo alle 9 e terminavo alle 16, con un’ora di pausa pranzo. E’ il banale inizio di una storia che per me non fu per niente banale. Il capo molto soddisfatto di come andavano gli affari, decise di assumere altre due persone e ne diede l’incarico a Riccardo il quale fece venire a lavorare con noi un suo amico trentenne, già pratico in quel campo e un giovane di 18 anni, molto svelto, che era alle prese col suo primo impiego. Ci sentivamo tutti freneticamente rivolti verso il raggiungimento di uno scopo comune, quello di migliorare e sviluppare sempre di più l’attività con reciproca soddisfazione, nostra e del capo. Non avevamo quasi mai il tempo di scambiare fra di noi colleghi alcun commento di natura personale, presi com’eravamo dal nostro lavoro. Io, però, iniziai a notare che Riccardo, cercando di non farsene accorgere, ogni tanto mi guardava di sottecchi e, se per caso incrociavo il suo sguardo, mi sembrava di vederlo arrossire e, in ogni caso, volgeva subito gli occhi verso un’altra direzione. Ciò accadeva anche quando, per ragioni d’ufficio, doveva rivolgersi a me per l’espletamento di una pratica, cosa che avveniva spesso e allora percepivo in lui una lieve trepidazione. Le due cose non è che m’infastidissero però sembrava che mi ponessero in una situazione che non riuscivo a controllare, come se, involontariamente, mi fosse trasmessa la stessa trepidazione. Trascorsi tre mesi fui informata da Silvana, la segretaria del capo, che a partire dal giorno dopo io avrei dovuto lavorare in stretta collaborazione con Riccardo dato che il settore di cui lui si occupava era in netta crescita e c’era la necessità di continuare ad affidargli tale incarico con l’ausilio di un’altra persona. Mi venne da chiedere a Silvana se la richiesta era partita da Riccardo stesso ma lei, forse un po’ stupita, mi assicurò che la decisione era stata presa direttamente dal capo senza suggerimenti né suoi né di nessun altro. Sulle prime rimasi un po’ perplessa, ma poi compresi che probabilmente si era tenuto conto della mia esperienza rispetto all’altra collega, Nicoletta, il che comportava un implicito riconoscimento del mio personale apporto all’ottimo andamento dell’ufficio. In poco tempo Riccardo cominciò a farsi notare: amichevole con chi poteva esserlo, cortese, discreto e educato con chiunque, molto disponibile specialmente verso di noi, sue colleghe. Con il suo arrivo, l’attività dell’ufficio diventò quasi frenetica; i clienti aumentavano giorno per giorno e tra questi molti erano conoscenti di Riccardo poiché lo erano già stati nel suo precedente posto di lavoro. L’indomani mattina mi presentai nell’ufficio di Riccardo e gli chiesi se fosse stato informato che da quel giorno dovevo collaborare con lui ed aiutarlo nel settore di cui si occupava da qualche tempo, così come era stato deciso dal capo. Da come mi accolse compresi subito che non sapeva nulla circa questa decisione e mi fece capire che ne era lietissimo. Un giorno, era il suo compleanno, io, Silvana e Nicoletta decidemmo, di comune accordo, di fargli un regalo accompagnato da un biglietto, dove scrivemmo una frase molto affettuosa. Facemmo un brindisi molto sbrigativo e ci scambiammo vari reciproci apprezzamenti. Ricordo che io fui particolarmente cordiale con Riccardo e lui altrettanto. A distanza di tanto tempo devo convenire con me stessa che quello fu il giorno del mio primo passo verso l’errore. Una ventina di giorni dopo il suo compleanno, nelle prime ore di un pomeriggio, Riccardo mi disse che doveva dettarmi una lettera, mi chiese di sedermi alla macchina per scrivere e di inserire un foglio non intestato dell’ufficio poiché per il momento si trattava di una sorta di bozza. Feci quello che mi chiese ed attesi, ma lui iniziò a passeggiare avanti e indietro lungo tutta la stanza: evidentemente stava riflettendo su quello che doveva dettarmi. Senza dirmi a chi andava indirizzata, iniziò a dettarmi il contenuto della lettera che ancora conservo, non so neppure io il perché. In pratica mi dettò una vera e propria dichiarazione d’amore, di poche righe ma molto intensa. Al termine mi disse di aggiungere la data e le parole “Per te Stefania”. La cosa che mi meravigliò molto fu che io non ebbi alcuna reazione. Mi sembrava di vivere quei momenti in un’altra realtà, Non ero io lì, mi sentivo una persona diversa da me. Che cosa mi era successo? Non lo seppi e non volli spiegarmelo. Ero come sotto ipnosi. Presi quel foglio, lo piegai e uscii dalla stanza, Entrambi non dicemmo una parola. Così facendo mi resi conto in seguito che continuavo a commettere errori.

(segue qui sotto)

27 commenti:

upupa ha detto...

Caro Monticiano...a me non è mai accaduta una cosa del genere...forse...
Che emozione!!!!!!!!!

la signora in rosso ha detto...

hello Aldo, ma dove continua?

Tua madre Ornella ha detto...

Solo un abbraccio
Aldo!!
Un bacio
Ornella

Angelo azzurro ha detto...

Ok, letta la prima parte...sono curiosa... Ora vado al seguito...

luly ha detto...

Dov'è il resto?
Aspetto anch'io.....Baci!:)

gturs ha detto...

Neanche a me è mai capitata una situazione del genere, o forse non voglio che mi accada.......
un caro saluto aldo, roberta.

il Russo ha detto...

Aldo, col countdown siamo agli sgoccioli e pur di arrivare primo te lo dico: BUON COMPLEANNO!

il monticiano ha detto...

@upupa: il mio commento si trova nel post sotto questo.

@la signora in rosso:dato che ho dovuto dividere il racconto in due parti ti sarai già accorta che continua al post sotto questo.

@Tua madre Ornella: Un abbraccio affettuoso a te e ai tuoi.

@Angelo azzurro: hai letto già anche il seguito subito sotto questo post.

@luly: ho dovuto dividere il racconto in due parti, se scendi col mouse trovi il resto.
Un abbraccio a tutti voi.

@gturs: Hai ragione perché e meglio non trovarsi in una situazionew del genere, per entrambi.
Cari saluti anche da me.

Silvia... ha detto...

.... la rete è grande !!! ho saputo che compi gli anni ... AUGURISSIMI ... un caro abbraccio !

il monticiano ha detto...

@il Russo: primo, ultimo, non importa, l'augurio l'ho gradito molto.

il monticiano ha detto...

@silvia: ci siamo incrociati con i commenti.
La rete è grande e va bene però evidentemente non sono riuscito a cancellare bene il giorno dal calendario.
Grazie e anche a te un caro abbraccio.

ANNA ha detto...

Ciao Monticiano, sono giorni un po' caotici per me scusa se non sono molto presente... settimana prossima i bimbi cominciano scuola e mio marito ritorna al lavoro e io "speriamo" sarò più libera di coccolarmi un po' i miei amici! :) un bacio e BUON COMPLEANNO!!!

p.s. il racconto lo sto leggendo a pezzi, poi ti commento il tutto! ;)

ANNA ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ANNA ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ANNA ha detto...

Scusami Aldo ho la connessione capricciosa stamattina e mi ha fatto lasciare tre volte lo stesso commento! Per quello li ho cancellati gli altri due. :) kiss kiss

Pupottina ha detto...

che storia! ne cominciano tante così... ma è la vita...
vado a leggere il seguito...

Kaishe ha detto...

Buongiorno Aldare'... e baci baci baci.
Ho sentito che diventi maggiorenne... è vero?
Se fossi brava a farlo andrei a infornare una torta... mi sa che è meglio se esco a comperare i pasticcini.
Lo spumantino lo stappi a che ora?

luly ha detto...

Aldo caro, tanti, tanti auguri!E se riusciamo ad incontraci il 19, allora credo proprio sia doveroso stappare una bella bottiglia in tuo onore!:)
Un abbraccio e ancora tanti tanti auguri:)

Angelo azzurro ha detto...

Non posso che rinnovarti gli auguri anche su questo spazio!
Cari saluti!!

il monticiano ha detto...

@ANNA 1°) e 2°): Pensa prima ai tuoi bimbi, per il resto c'è sempre tempo.
Ogni tanto anche a me Pasquale mi fa brutti scherzi e io ci litigo. Grazie di cuore degli auguri per gli anni che sono veramente tanti.
Un caro abbraccio.

@Pupottina 1°) e 2°):Proprio così, certe storie nella vita sono molto frequenti ed è molto triste per chi ci capita in mezzo.
Ciao e saluta Kevin.

@@Kaishe: Infatti raggiunta la maggiore età posso avere finalmente la patente.
Purtroppo niente torta, niente pasticcini, niente spumante, ma mio figlio mi ha portato i cannoli alla siciliana. Mi sono leccato baffi, barba e mani.

@luly: Grazie per gli auguri. C'è stata una specie di passaparola dopo che sono andati a pescare i miei dati anagrafici su Facebook.
Comunque ho gradito gli auguri.
Spero proprio di esserci il 19.
Un abbraccio a voi tutti.

@Angelo azzurro:Grazie per il rinnovo degli auguri e cari saluti anche a te.

Paola ha detto...

Ehilààààààààà!!!!!
Proprio un bel racconto!!!
La classica vita impiegatizia... hehehehe
Ti volevo chiedere... ma è rimasta una di quelle famose bottiglie di vino francese (quello che portasti da me)... perchè vorrei brindare con te... AUGURI!!!!!
Ciao caro Aldo... dolce notte un bacione

chicchina ha detto...

Aldo,passo per un aluto veloce,dovrò recuperare un paio di post che ho trascurato,e lo farò presto.
Ciao

Poeslandia ha detto...

Passo a salutarti e augurarti la serena buona notte :-)

riri ha detto...

Ciao Aldo, anche se in ritardo ti faccio i miei cari auguri di buon compleanno:-)
Il racconto trascina, è bello da leggere, come tutte le cose che scrivi: mai banali.
Buona serata.

il monticiano ha detto...

@Paola:La classica vita impiegatizia nella quale possono capitare certe situazioni.
I vini francesi sono volati a casa di mio figlio perciò niente brindisi. Ma gli auguri mi fammo piacere e ti ringrazio.
Buona notte e un bacione anche a te

@chicchina:Grazie per il saluto, vai con calma, hai il tempo di fare tutto. Ciao.

@Poeslandia: Grazie per il gentile saluto e serena notte anche a te.

@riri:Ti ringrazio per gli auguri che sono sempre graditi.
Buona serata anche a te.

Tua madre Ornella ha detto...

Aldo un grosso bacio
Ornella

Annarita ha detto...

Caro Aldo, ho letto che hai compiuto gli anni. Allora, anche se con ritardo: "Auguri e cento di questi giorni"!

Vado a leggere il seguito della storia nel post di sotto;) Sono curiosa di vedere come andrà a finire.
Baci
annarita:)