mercoledì 16 settembre 2009

seconda puntata de L'ANNIVERSARIO

Improvvisamente Luciana prese una decisione: si fece dare dal barman un salviettino di carta, prese una penna dalla borsa e scrisse qualcosa; poi piegò più volte quel salviettino e, dopo aver bevuto un caffè, fece per avviarsi ma ritornò subito indietro per avvicinarsi ad Armando al quale disse:

“Scusi, le è caduto questo biglietto, era qui sul pavimento accanto a lei”

“Grazie ma…”

Luciana senza voltarsi aveva già lasciato il bar incamminandosi verso il suo posto mentre Armando, distrattamente e preso alla sprovvista, dette una rapida occhiata al biglietto e senza neppure aprirlo se lo mise in tasca e ritornò anche lui al suo posto in sala.

Il concerto si concluse con la sinfonia N.41 in Do Maggiore K.551 Jupiter e fu un vero trionfo.

Quando il pubblico, dopo numerosi applausi, cominciò a defluire, i primi ad uscire furono Roberto e Luciana che sollecitò il suo accompagnatore ed amico a fare in fretta: non voleva essere vista da Armando né essere fermata dai suoi allievi che probabilmente di lì a qualche minuto avrebbe potuto incontrare.

Il suo intento era quello di evitare qualsiasi contatto visivo con quel professore.

Nel frattempo Armando stava aiutando molto delicatamente sua moglie Gabriella la quale, con evidente sforzo, si alzò dalla poltrona e appoggiandosi al marito uscirono insieme dalla sala e dall’Auditorium.

Giunti a casa c’era ad attenderli Giovanna, la mamma di Gabriella, rimasta vedova da qualche anno e che si era dedicata completamente alla figlia sin dal giorno di quel tremendo incidente.

Per loro era stata una salvezza soprattutto in quella circostanza e in considerazione delle condizioni di salute di Gabriella poiché Armando, che da un bel po’di tempo aveva interrotto ogni contatto con i suoi a causa di divergenze politiche, non avrebbe saputo come affrontare quella difficilissima situazione.

Dopo una frugale cena insieme alla suocera - che nel frattempo aveva provveduto ad occuparsi della figlia - Armando iniziò a cambiarsi per la notte e nel farlo si ricordò del biglietto che aveva in tasca e consegnatole da quella giovane donna.

Lui era certo di non aver mai avuto in tasca quel biglietto e quindi non poteva essergli caduto ma decise comunque di dargli uno sguardo.

Il contenuto, scritto a stampatello, era il seguente

CHIAMA 735974 LUNEDI ORE 16.00

DA TELEFONO PUBBLICO

Che cosa significava? E perché poi telefonare lunedi e non quella sera stessa, venerdi, oppure l’indomani sabato o l’indomani ancora, domenica? Si stava arrovellando il cervello per cercare di capire chi era quella giovane donna e che cosa voleva ma l’aveva vista così di sfuggita che non gli riusciva persino di rammentarne le sembianze.

Dopo il non felice esito dell’esperimento che aveva pensato di provare conducendo Gabriella ad assistere al concerto di quella sera, accantonò quel nuovo problema ripromettendosi di affrontarlo l’indomani.

Invece per naturali e più importanti impegni lasciò trascorrere sia il sabato che la domenica tanto

che soltanto il lunedì tenendo la solita lezione all’Università si ricordò del biglietto ed allora si mise a scrutare i volti delle studentesse presenti pensando che forse la giovane donna misteriosa potesse celarsi tra di loro. Niente! Fece anche un giro per le aule universitarie: poteva trattarsi di una delle colleghe e non trascurò neppure il personale amministrativo femminile ma senza alcun risultato.

Ci rinunciò e decise di attendere l’ora fissata nel biglietto e scoprire così di cosa si trattava: l’incuriosiva e l’insospettiva la perentorietà della frase che aveva letto.

Alle sedici in punto telefonò al 735974 e dopo il terzo squillo rispose una voce femminile:

“Pronto?”

“Pronto, sono Armando, con chi parlo?”

“Non sai chi sono?”

“No, come faccio a saperlo?”

“Non hai raccolto nessuna informazione? Avendo il numero telefonico non sarebbe stato difficile”

“Avevo altro da pensare che fare l’investigatore”

“Io ritengo invece che la tua sia stata una mossa molto intelligente avendo ricevuto un biglietto in una maniera così particolare e di quel contenuto, che ne dici?”

“Senti, ascoltami bene: non so chi tu sia né mi interessa saperlo”

“Non inquietarti adesso: so chi sei e che cosa stai passando in questo periodo anzi, non solo attualmente ma da qualche tempo”

“Eh no accidenti, adesso esigo una spiegazione! E poi cosa significa il fatto che ho dovuto chiamare da un telefono pubblico? Se lo facevo da uno privato avevo qualcosa da temere?”

“Te l’ho chiesto nel reciproco interesse”

“Ma insomma chi sei tu? Che cosa vuoi?”

“Mi chiamo Luciana, prendi nota del mio indirizzo di casa”

“Perché?”

“Vorrei parlarti, non temere, non è una trappola o qualcosa di pericoloso per te”

“Voglio crederti, anche perché non ho nulla di che preoccuparmi: dettami pure il tuo indirizzo”

“Scritto?”

“Si, vuoi che venga io da te? Quando?”

“Anche subito”

“Ma di cosa si tratta?”

“Ne parliamo quando arrivi: adesso ascoltami bene perché ti suggerisco alcune precauzioni che dovrai prendere”

“Se è uno scherzo sappi che non me lo posso permettere”

“A destra del portone chiuso del mio fabbricato c’è un citofono per trentadue numeri d’interno, sedici per scala: tu suona tranquillamente all’interno dodici della scala B, tanto nessuno ti ascolta e nessuno ti può aprire ma - nello stesso tempo - cercando di non darlo a vedere e per non far capire che stai venendo a casa mia, suona all’interno tre della scala A…Io so che sei tu e quindi il portone ti sarà aperto: basta che sali cinque gradini, ti dirigi verso sinistra e troverai la porta dell’interno tre della scala A”

“Vuoi lasciarmi parlare, per favore? Ti rendi conto di quanto è ridicola questa situazione?”

“A tra poco, spero proprio di non fartela sembrare tale. Ciao!”

Con la cornetta del telefono tra le mani Armando si rese conto soltanto che suonava libero: aveva

riattaccato! Ma che accidenti stava succedendo? Non riusciva a prendere una decisione qualsiasi.

Stare al gioco oppure ignorare completamente tutto l’accaduto? Ci pensò sopra per un po’ e poi si disse “Sarà una sciocchezza , ne sono certo ma voglio proprio vedere di che entità” e si incamminò verso quello strano appuntamento.

Giunto al portone che gli era stato indicato non ebbe difficoltà ad effettuare simultaneamente le due chiamate al citofono e, atteso qualche secondo, al suono della seconda si aprì lentamente una

delle due parti per l’accesso ed entrò nell’androne seguendo poi le indicazioni ricevute.

L’interno tre della scala A aveva la porta aperta dalla quale proveniva il suono di un pianoforte: riconobbe il brano musicale, era la Polacca N.6 in La Bemolle Maggiore Op.53 – Eroica – di Chopin ed anche eseguito magistralmente. Era una riproduzione? Oppure? Restò di stucco e soltanto quando si accorse che il brano era quasi terminato suonò il campanello per far capire che

c’era qualcuno alla porta.

“Avanti, puoi pure entrare e chiuderti la porta alle spalle”

Riconobbe la stessa voce femminile che aveva sentito al telefono un’ora prima ed attraversato il

lungo corridoio entrò in uno splendido salone, ad un angolo del quale proprio vicino alla finestra c’era un pianoforte a coda e seduta davanti una giovane donna: lunghi capelli corvini, un pallido viso ovale, una bellezza delicata…La giovane donna del bar dell’Auditorium!

“Eri tu che suonavi?”

“Sì!”

(fine della seconda puntata)

33 commenti:

zefirina ha detto...

uffaaaaaaaaa pensavo che fosse finito, ora mi tocca aspettare il seguito e sono impaziente per natura

magicpolaroid ha detto...

eh si ci sai fare a stuzzicare la ns curiosità!! un caro saluto!
Luis

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Però, Aldo: sempre un po' irresoluti questi protagonisti maschili, sono sempre le donne a giudare le danze. Vabbè che spesso è così, ma non sempre: ti serve un personaggio forte per il tuo prossimo racconto, eh :)

Pupottina ha detto...

quanti colpi di scena....
interessante questa storia e non vedo l'ora di leggere la prossima parte.... non so se è l'ultima ma mi prende questa storia con sorpresa... e il tuo lui ci sta al gioco...

Lara ha detto...

A me sembra perfetto così (scusa Aldo, mi riferivo a Vincenzo :D)
tranne che dobbiamo aspettare "ANCORA"!!! ;(
Un bacio ugualmente, ciao Aldo!
Lara

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa sor aldo bello!!!
si lo sò sono assente sto più su fb....chiedo venia per questo ma ti giuro che ritorno.....
non ce l'hai con me vero ;))
un besito!!!!

ANNA ha detto...

Finalmente ce l'ho fatta a leggere tutti e due i capitoli! Storia intrigante si fa fatica (come è nel tuo stile) a capire dove andrà a parare... ;) vabbè aspetto il seguito! Un abbraccio

NADIA ha detto...

eccomi di ritorno come ti avevo detto, ho letto appasionatamente, i due capitoli...storia mooolto intrigante e come al solito mi hai lasciato a bocca asciutta ....quante sò stavorta i capitoli???
ok aspetto un besito mas mas mas grande !!!
HASTA SIEMPRE!!!

Daniela ha detto...

Ciao Aldo, un salutino per dirti che sono passata da queste parti e che aspetto il seguito dell'anniversario. E' scritto strano, uno stile un po' giornalistico, ma certamente efficace: non si può che aspettare il resto! Un bacio affettuoso!

desaparecida ha detto...

ok ok aspetto la terza parte!

Molto molto descrittivo
molta molta curiosità!

Mi piace aldo! :)

Angelo azzurro ha detto...

Per essere perfetto, è perfetto, ma anch'io avrei letto volentieri tutto d'un fiato sino alla fine. E' avvincente, insomma!

il monticiano ha detto...

@zefirina:Abbi pazienza il racconto è lungo e non entra in un solo post.
Mi dispiaceva tagliarlo.

@magicpolaroid: Luis, caro amico, non è che ci so fare io ma ci sono avvenimenti nello scritto che andavano raccontati.

@Vincenzo Cucinotta:Vince' ma tu adesso te ne stai accorgendo che sono le donne a menare le danze?
In un futuro racconto se mi riesce cercherò di inserire una figura maschile più forte.

@Pupottina:No cara, non è anora suonata l'ora per l'ultima parte ma una fine ci sarà senz'altro.

@Lara: Sì, ANCORA c'è da aspettare per le ragioni che ho detto sopra.
Grazie Lara, un bacio anche a te.

@NADIA 1°) e 2°): Nadioli' come posso avercela con te?
Vero, questo scritto intriga più dei precedenti, ma ci sono ancora delle puntate spero gradite.
Besos grandi anche a te.
HASTA SIEMPRE!!!

@ANNA:Ci sono varie situazioni che solo andando avanti con lo scritto
potranno essere spiegate.
Anche da me un abbraccio.

@Daniela: Hai cambiato look?
Spero che lo scritto riesca a catturare l'attenzione di chi lo legge.
Anche da me un bacio affettuoso.

@desaparecida: Anche da te un look misterioso anzi il nulla.
Il mio desiderio era quello di incuriosire. Grazie.

il monticiano ha detto...

@Angelo azzurro: Ci siamo incrociati con i commenti.
Il fatto è che la fine è un po' lontana. Ma se avvince potrebbe andar bene uguale, no?

la signora in rosso ha detto...

ma la terza puntata è pronta? dai....l'aspetto!

Viviana r ha detto...

No no, non lo leggo. Aspetto la terza puntata per leggerlo tutto quanto in un colpo solo. (terza e ultima puntata??)
Buona vita, Viviana

Pupottina ha detto...

rispondo: sì, Aldo, è andata in ospedale. infatti le hanno messo il collare. i suoi genitori sono allarmati ed ovviamente l'hanno messa sotto chiave. almeno in casa non corre pericoli... ma non credo riusciranno a tenercela per molto...
buona serata ^____________^

stella ha detto...

E' una storia avvincente, assomiglia a un giallo...
Che succede dopo?
Chi è lei? Cosa vuole?
Aldo mi fai soffrire, è dura per me attendere la continuazione...
Fai presto!

Francy274 ha detto...

Forrza, voglio il terzo....:DD
(che prepotente sono!!!).

Bello questo racconto.Alla prossima puntanta allora :D
Ciao
Francesca

Luigina ha detto...

Aldo che suspence! Avevo aspettato la 2a puntata per fare un commento più articolato e completo, ma mi tocca aspettare un altro po'. Birichino! ;)

il monticiano ha detto...

@la signora in rosso: sto controllando i congiuntivi e la punteggiatura, le mie ossessioni.
Mi spiace per l'attesa.

@Viviana r: Purtroppo sarà sì la terza ma no l'ultima.
Buona vita anche a te e grazie.

@Pupottina: Mi pareva strano che TDF non si facese curare.
Buona notte a te, Kevin e TDF.

@stella:Carissima, se rispondo alle tue domande bonanotte ai sonatori.
Diamo tempo al tempo.

@Francy274: Alla prossima terza puntata.
Ciao Francesca.

@Luigina: Eh si, ci vuole ancora del tempo, comunque grazie.

l'incarcerato ha detto...

Anche io attendevo la conclusione caro Monticiano, ma che diamine!

Un abbraccio e datti forza!

riri ha detto...

Caro Aldo, anch'io ero in attesa del finale, ma mi tocca ancora aspettare..però so che ne varrà la pena, come scrivi tu....:-)
Un cordiale saluto

rosy ha detto...

Le tue piccole e piacevoli dosi di lettura, sono un piacere e fai bene a darcele cosi piano piano...si gustano meglio
Un bacione

Daniela ha detto...

si, ho cambiato faccia... e senza andare dal chirurgo! Che dici, torno quella di prima? Boh, non so... adoro cambiare! E poi, si, certo che cattura, come sempre del resto: sei bravissimo! Ciao^^^

aleph ha detto...

Mi sono persa : mi fai un riassuntino?

Anna2 ha detto...

Caro Aldo,
che sospiro...
e due....non vedo l'ora del seguito...
Intrigante questa storia,mi avvince.
Non sono mai andata all'Auditoriun ad ascoltare musica,questo genere però.
A teatro,qualche volta,da ragazzina,commedie...
Mi piaceva molto,il balletto classico...ma andai ben poche volte.
Attendo con ansia il seguito,Ti
saluto con abbraccio e bacio,
da Anna2 ciao ciao.

Angelo azzurro ha detto...

Confessa, ci vuoi tenere sulle spine! :D

Kaishe ha detto...

Caro Aldare'... ero rimasta indietro di 3 o 4 post... ma questi ultimi 2 mi hanno già incantata e rapita.

Sei proprio bravo a incuriosire ma, soprattutto, a scrivere storie così particolari.

A parte le "fatiche letterarie", come stai?

Ti lascio qui in questo angolino un abbraccio stretto stretto e pieno di affetto.

il monticiano ha detto...

@l'incarcerato: Non è possibile una soluzione rapida, ci sono degli sviluppi.
Un abbraccio anche a te.

@riri: Ho notato la tua fotina nell'elenco dei sostenitori, benvenuta.
Mi ricordo una frase letta da qualche parte che diceva. "tutto arriva a chi sa aspettare".
Anche la fine del racconto.
A te un saluto cordialissimo.

@rosy: Giusto, le cose vanno assaporate piano piano.
Un bacione anche a te.

@Daniela: Sei padronissima di fare quello che credi però quando ho visto la tua nuova fotina ho fatto un salto.
Grazie di tutto e ciao.

@aleph: Ricordo che un tempo in TV le presentatrici prima della messa in onda delle puntate successive di uno sceneggiato leggevano sempre un riassunto delle puntate precedenti.
Mi hai dato un'idea. Grazie e ciao.

@Anna2: Grazie dell'apprezzamento.
Conosci l'opera di G.Verdi Turandot? Il finale si chiude con la romanza "Nessun dorma" cantata dal tenore di turno il quale ad un certo punto dice anche, sempre cantando, "ma il mio mistero è chiuso in me"...Chissà perchè mi viene sempre in mente leggendo i tuoi commenti.
Ciao, un abbraccio e toh, mi voglio rovinare, anche un bacio a tutta la famiglia.

il monticiano ha detto...

@Angelo azzurro: No, no, infatti domattina troverai la terza puntata per colazione.
Spero sia di tuo gradimento.


@Kaishe: Grazie per i tuoi apprezzamenti.
Come sto? "Io speriamo che me la cavo".
Ho trovato il tuo abbraccio pieno d'affetto. Grazie.

gturs ha detto...

Certo che sai come attirare la nostra attenzione...bravo aldo.
Ti auguro una felice serata, roberta.

Nicole ha detto...

Mi piace molto...e mi piacciono i personaggi. Il finale sembra a sorpresa...Non smettere invece...mi piace degustare piano piano.


P.S.
Grazie per le belle parole di conforto:)

il monticiano ha detto...

@gturs: E' una storia un po' complicata.
Penso che sia al passo coi tempi.
Buona notte a te Roberta.

@Nicole: Anche se volessi non potrei perché il racconto è lungo e dev'essere diviso.
Spero proprio che le mie parole ti siano utili.