lunedì 23 novembre 2009

SOLITUDINE - SEDUTO IN UNA PANCHINA NEL PARCO - Seconda edizione

Alcuni morbidi colpi sulla mano destra mi fanno sollevare le palpebre lievemente appesantite dal sonno e vedo il volto sorridente di Lucilla seduta accanto che mi dice a bassa voce
= Scusa se ti ho svegliato ma…
= Tu?…E che ci fai qui?
= Io abito qui vicino, tu piuttosto. Se non hai cambiato residenza, mi sembra che questo parco sia piuttosto lontano di casa tua, o no?
= E’ vero, ma l’ho visto così poco frequentato e riposante che ho pensato di fare una piccola sosta nel corso della mia passeggiata ed invece appena seduto mi sono addormentato e neppure me ne sono accorto
= Dovevi essere molto stanco perché è già un bel po’ di tempo che dormi o forse sarà il caldo incipiente che…
=…unito al post-pranzo e l’ora insolita del primo pomeriggio hanno fatto in modo di farmi cadere quasi in letargo
= Già e sono anche tre o quattro volte che cerco di svegliarti spostandoti il capo ciondoloni che hai di continuo reclinato sulla mia spalla destra, ma evidentemente devi avere il sonno pesante
= Sì, hai proprio ragione, però potevi pure spostarti magari di poco e…
=…così avresti sbattuto la testa sulla panchina ed il tuo risveglio sarebbe stato poco piacevole
= Effettivamente è andata meglio così. Ti ringrazio molto
= Non c’è di che. Ti ho anche chiamato almeno per un po’, Bruno, Bruno, ma tu non mi sentivi
= No, altrimenti ti avrei risposto. Comunque vedo che sei qui con una bella neonata, è tua?
= Si è mia figlia. Sai che l’ho sempre desiderata e lei è il mio unico tesoro
= Veramente sei ancora così giovane che chissà quanti altri tesori potrai avere se lo vorrai
= Forse è una tua dimenticanza, ma ho superato i cinquanta da un paio di mesi
= Sinceramente ti assicuro che non li dimostri per niente
= Ma io non me li sento, credimi
=Neppure io mi sento i miei cinquantacinque anni
= Allora siamo pari
= In ogni caso ti faccio i miei complimenti, anche per tua figlia. Guarda come dorme beata lì nel passeggino
= Questo è uno degli altri motivi per i quali non mi sono allontanata da questa panchina. Ho voluto che riposasse tranquillamente
= Non potevi scegliere luogo e ora migliori
= Infatti. Qui si respira un’aria così pulita. E questo silenzio poi. Ho scelto di proposito questo piccolo viale con poche panchine, siamo i soli frequentatori di questa parte del parco, io, te e la mia bambina
= Sono d’accordo. Come si chiama tua figlia?
= Katrina. E’ un nome di origine russa, come il padre, mio marito, che si chiama Vladimir. Lui è un imprenditore piuttosto importante, si occupa di petrolio
= Chissà come deve essere contento tuo marito
= Ah! Sì lui è senz’altro molto contento, soprattutto in questi ultimi tempi
= Perché?
= Perché vive arcicontento in non so quale paradiso esotico insieme alla sua giovanissima amichetta ed ex-segretaria
= Mi dispiace. Incautamente ho toccato un argomento che dovevo evitare, ti chiedo scusa
= Non lo potevi sapere quindi niente scuse. E poi io non ho nulla da rimproverarmi, lui piuttosto
= Cambiamo discorso che ne dici?
= No, no, anzi, non può che farmi bene parlarne, specialmente con te
= Non sei tenuta a farlo
= Lo so ma preferirei farti sapere come sono andate le cose dopo che ti ho lasciato
= Vorrei che tu non ne parlassi
= Ti è molto dispiaciuto quando è successo?
= Sai benissimo quanto ho sofferto
= Perché non ti sei messo con qualche altra ragazza?
= Paragonavo le altre a te e loro perdevano
= Già ma questo è un tuo errore, lo capisci vero?
= Può darsi, ma è stato difficile per me rassegnarmi. Voglio confessarti una cosa. Non ne ho mai parlato con nessuno. Ormai saranno passati dieci anni, vero?
= Sì, dieci anni esatti
= Credimi - non sto esagerando - tutte le notti o quasi, faccio lo stesso sogno
= Penso di sapere di che sogno si tratta
= Brava. Ricordi quello che mi dicesti?
= Certo, ti dissi che dovevi fartene una ragione e ti dissi anche…
= Non ripeterlo, non lo voglio ascoltare di nuovo. Il giorno che mi lasciasti fu il più brutto della mia vita e come sai non mi sono mai dato pace. Vado avanti, ma sono vuoto dentro. Aspetto con ansia la notte perché so che non appena riesco ad addormentarmi tu arriverai nel mio unico sogno, sempre lo stesso
= Io non so come aiutarti, non posso fare nulla. Non dipende da me
= Capisco, però spero che tu non svanisca dal mio sogno. Mi contento di questo
= Come vuoi. Adesso però devo andare. Neppure io ti ho dimenticato. Addio Bruno
= Arrivederci Lucilla, arrivederci
*******
Sento nuovamente quei morbidi colpi sulla mia mano. Mi guardo intorno e non mi riesce più di vedere Lucilla. Di fronte a me, seduti vicini su una panchina, due vecchietti mi salutano con un cenno e allora gli chiedo
= Scusatemi, avete visto per caso in quale direzione è andata quella signora con la quale stavo conversando un attimo fa?
= Veramente no. Io e mia moglie ci siamo seduti qui da oltre un’ora e non abbiamo visto nessuna signora. Lei era da solo e dormiva placidamente
= Ma come? Sto parlando di una bella signora, bruna, che conduceva anche un passeggino con una bambina dentro
= Mi dispiace deluderla signore, ma devo insistere. Quando noi siamo venuti in questo parco e ci siamo seduti le assicuro che lei era da solo su quella panchina e stava dormendo
= Si, d’accordo, però sono stato svegliato dalla signora con dei brevi colpi sulle mie mani
= Ah! Ma quello è stato il nostro Pilù. Vede quel piccolo bastardino che vive ormai con noi da qualche anno? Quando si accorge che qualcuno dorme - e lei signore lo faceva profondamente - lui batte con molta delicatezza la sua zampetta sul dorso delle mani della persona addormentata, anche se la vede per la prima volta, così soltanto per avere un po’ d’ attenzione. L’ha fatto un’ora fa e l’ha ripetuto adesso, nonostante i nostri richiami
= Possibile che abbia fatto un sogno? Di giorno?
= Credo proprio di si. Probabilmente un bel sogno dato che a volte sembrava che sorridesse, ma è stato soltanto quello
= Già. Scusatemi, deve essere andata proprio così. Grazie lo stesso e arrivederci. Ciao Pilù
Rattristato, m’incammino per fare ritorno al lavoro.
Passano i giorni ed io non riesco ancora a convincermi che è impossibile rivedere Lucilla. Lei ormai non c’è più su questa terra e, se la rivedrò, sarà soltanto nel mio sogno.

21 commenti:

zefirina ha detto...

a volte i sogni sembrano talmente reali che quando ti svegli non sai se hai sognato o se hai vissuto qualcosa di reale

Punzy ha detto...

Aldo, un'amica onirica e' l'ideale, secondo me: la sogni come vuoi

per il resto, io se dormo sogno; di giorno, di notte, di pomeriggio ecc ecc

sara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sara ha detto...

Caro Aldo,
i sogni a volte rendono sopportabile certe realtà.
Ti auguro una buona settimana.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

In fondo, scrivere una novella è un po' come sognare, sempre di immaginazione si tratta :)

Anna2 ha detto...

Ciao Aldo,
anch'io sogno ,ma pochi,ma sono talmente limpidi che svegliandomi
sembrano reali,e di viverli.
Aldo mio caro...
che sia un'allegra settimana,
e piacevole.
In questo piacevole racconto,
Bruno,doveva averla amata molto
Lucilla...per sognarLa sempre!!!
e viverla anche nella realtà...
Ora è solo,e in solitudine.
Ma non è mai troppo tardi,la vita
è piena di sorprese...
Aldo caro,un bacio grosso grosso
e una carezza da Anna2 ciao ciao.

luly ha detto...

Aldo, il finale di questa storia mi ha messo un po' di tristezza.....sarà che ho letto, tra le righe, dolore.
Comunque sia, i sogni aiutano a vivere, diceva qualcuno; io, certe notti, li detesto perché mi rendono inquieta e nervosa!
Ti abbraccio, carissimo:o)

rosy ha detto...

diceva una signora che la vita è un sogno è il sogno è una realtà
Forse aveva ragione.
che ne sappiamo noi se siamo veramente reali?forse stiamo sognando solo una vita che non esiste
Ti abbraccio

riri ha detto...

Ciao Aldo, io sogno poco, (diciamo che non ricordo), ma quando mi capita è sempre qualcosa che mi lascia esterefatta..i sogni sono un aspetto del nostro modo di essere e se qualcosa è difficle da ottenere ecco che nel sogno compare..ed è tutto più semplice.
Il sogno da te descritto è bello, ha una profonda dolcezza...
Un carissimo saluto da Torino a Roma:-)

Angelo azzurro ha detto...

Il post mi ricorda che io non ricordo quasi mai i sogni che faccio. Succede raramente, ecco. Chissà perchè, poi...
Ciao Aldo, buona serata!
Come va con il digitale? Ti ho pensato sai, in questi giorni

Francy274 ha detto...

Solitudine.. quanta tristezza al risveglio, povero Bruno, lo avrei abbracciato.
Buona Serata Aldo
Francesca

Pupottina ha detto...

i sogni sono una magia con cui riusciamo a parlare con chi non c'è... capita anche a me, ma di notte, perché di giorno non dormo mai ... ehehehehe... a volte faccio delle conversazioni complicatissime e tanto reali da credere anche io di averle fatte sul serio...
un abbraccio e buona serata, caro Aldo ^____________^

il monticiano ha detto...

@zefirina: E' capitato anche a me solo che io avrei voluto che non fossero stati solo sogni.

@Punzy: Cerco di farmela un'amica onirica ma evidentemente neppure in sogno...
Ma quell'ecc ecc sta a significare che ci sono altri momenti che dedichi al sonno e al sogno?

@sara: Uno magari spera che si realizzino almeno sopporta meglio
certe realtà.
Auguri anche a te per le tue belle poesie.

@Vincenzo Cucinotta: Quando l'immaginazione te lo concede puoi
sognare fino all'inverosimile.

@Anna2: Per la verità è una vita che attendo sorprese ma non ne vedo all'orizzonte.
Un bacio ed un abbraccio anche da me.

@luly: Hai letto bene cara luly il dolore era fortemente presente.
Un abbraccio a tutti voi.

@rosy: Tu dici? Allora se la vita che sto vivendo è un sogno spero che la realtà sia migliore.
Un abbraccio anche da me.

@riri: Sarebbe meglio che quello che si desidera ottenere compaia nella realtà. Già, ma questo è un sogno.
Ricambio conaffetto cari saluti da Roma a Torino.

@Angelo azzurro: Il digitale va bene forse sarà per il flusso benefico dei tuoi pensieri. Grazie.
Ciao Angelo e buona notte.

@Francy274: Sono contento che nel leggere quello che ho scribacchiato qualcuno si sia sentito coinvolto.
A te serena buonanotte senza sogni tristi.

@Pupottina: A volte capita anche a me di chiacchierare animatamente durante un sogno.
Buona notte a te e a Kevin.

Ruby ha detto...

Io sogno spesso, sogno strano ed ho anche sognato a puntate.
Dirla così fa ridere, ma è un pò angosciante!
Qualche sera fa ho sognato una marea di monetine dei centesimi, chissà se ha qualche significato!

NADIA ha detto...

hola Sor Aldo bello!!!
buongiorno a te un passaggio veloce per salutarti poi ripasso ma sono al solito di corsa aaaaaaaaaaaaaaa.....
besito!!!

modesty ha detto...

le panchine nei parchi sono una specie di fantasilandia.
tutto è possibile.

Susanna ha detto...

Che malinconia...

gatta susanna

Antonella ha detto...

Bellissimo sogno, caro Aldo. Alcune volte i sogni sembrano talmente veri da non riuscirli a distinguere dalla realtà. A me è capitato di sognare una passeggiata con mio padre. Mio padre è morto quando avevo 11 anni e ricordo pochissimo di lui...ma quella passeggiata nel sogno era talmente vera che ancora sento il sapore del gelato che mi offrì...che meraviglia! Credo sia stato un suo regalo quel sogno...
Ti abbraccio!

Nicole ha detto...

Nei sogni riversiamo tutto il nostro vissuto, i nostri sogni...tutto.
Il nostro inconscio ci manda segnali inequivocabili.
Nel caso dell'uomo del tuo racconto è una proiezione...un rivivere ancora una volta un qualcosa che non c'è più e non potrà mai essere.
Malinconico, ma bellissimo racconto.

NADIA ha detto...

hola Sor Aldo bello!!!!
raramente ricordo i miei sogni....una volta pensavo di non sognare mai....purtroppo però negli ultimi tempi i miei sono solo incubi ma fortunatamente non li ricordo quando mi sveglia mio marito a volte anche un pò spaventato dalla mia agitazione.......tu sai il perchè e anche io!!!

Alla fine del tuo racconto si legge la tristezza di un amore mai dimenticato..........
ti abbraccio forte!!!!

Luigina ha detto...

Ultimamamente anche a me capita di sognare e di svegliarmi convinta di aver vissuto davvero le situazioni dei sogni e non sempre purtroppo sono piacevoli. Tu ancora una volta sei stato abile a creare questo finale a sorpresa che rende benissimo quello che si prova quando si crede di aver vissuto davvero il sogno.