lunedì 31 maggio 2010

VENT'ANNI CON CELESTINA

Era l'estate del 1968 quando la vidi e me ne innamorai subito.
Mi piaceva il suo colorito, l'armonia delle sue grazie, l'eleganza della sua linea.
E poi, ancora lo ricordo, non mi costò molto: novecentosessantamila lire. In contanti però.
Ce ne andammo subito a passeggio per le strade di Roma e io mi pavoneggiavo come se avevo chissà che fra le mani.
Naturalmente ho dovuto abbandonare quella precedente che non era di prima mano ma abbiamo trascorso due anni insieme che, tutto sommato, non sono pochi.
Dopo vent'anni però fui costretto a lasciarla.
Quante ne abbiamo passate insieme. E che ricordi.
Come Ulisse-Odisseo non mi sono fatto incantare da Atena, Calipso, Nausicaa o dalle sirene. Non l'ho mai tradita.
Certo le tentazioni le ho avute. Prima la Uno, poi la Punto, poi la Lancia, però ho resistito, sono stato sempre fedele alla mia cara Celestina Fiat 1100/R.
A parte i viaggi cioè due volte a Parigi, una volta a Londra, altre volte a Siena, Firenze, Milano, Torino, Asti, Cuneo, Napoli, Messina, Palermo, Trapani ricordo alcuni episodi con lei protagonista.
1) Nel 1969 mio figlio frequentava la quinta elementare e con alcuni compagni di classe aveva formato una squadretta di calcio. Un giorno mi chiese se il sabato successivo, nel primo pomeriggio, potevo portare con la Celestina lui e alcuni amici a fare una partitella a pallone alla Passeggiata Archeologica.
Questo è un luogo di Roma che, formato da alcuni parchi pubblici, si trova di fronte al Circo Massimo, confina con la FAO, le Terme di Caracalla e altre antichità, tutto all'aperto, con molto verde ed è frequentato da tanti ragazzi, da giovani e da meno giovani partecipanti a varie attività sportive.
Mi resi prontamente disponibile, ma sarebbe stato meglio se non l'avessi fatto.
Il giorno dell'appuntamento si presentarono sotto casa 11 (undici) ragazzini e con mio figlio 12 (dodici), i quali già vestiti con gli indumenti adatti mi dissero di essere pronti per andare. A quell'epoca avevo ancora i capelli dove infilai le mani per la disperazione. Non avevo un pullman ma soltanto una 1100/R con quattro sportelli, un portabagagli e un vano motore. Quando dissi che non potevo portarli tutti vidi nei loro volti una grossa delusione mentre mio figlio invece mi tormentava dicendomi che si sarebbero ristretti e che ci sarebbero entrati. Andò a finire proprio così: quattro davanti, accanto a me che guidavo, gli altri otto in quello che per definizione era il sedile posteriore ma che in quell'occasione divenne un carro bestiame. Giunti sul luogo prescelto, fermai Celestina e iniziai a cercare di districare i dodici corpi avvinghiati. Fu uno spettacolo per i passanti che passeggiavano nei paraggi. Si formò persino un gruppetto di "spettatori" i quali, al termine dell'operazione di conteggio dei corpi, si misero anche ad applaudire. Io mi sarei sotterrato molto volentieri. Invece rimasi e dovetti fare finanche l'arbitro della partitella. Per ritornare a casa stessa operazione dell'andata. Se qualche "pizzardone" si fosse accorto della questione io sarei finito in galera per tentata strage.
2)Verso l'inizio della primavera del 1971 terminato l'orario di lavoro, ero solito recarmi tre sere la settimana a casa di un professore il quale, privatamente, m'insegnava disegno tecnico. Mi aveva preso questa passione e tentavo di imparare qualcosa. Quando tornavo a casa capitava che mi esercitavo a disegnare fino a notte inoltrata perdendo ore di sonno preziose. Infatti una sera, verso le ventidue, dopo la lezione di disegno, salii a bordo di Celestina e mi avviai per rientrare a casa. Percorsi due o trecento metri mi prese una botta di sonno tremenda tanto che finii col tamponare una grossa auto FERMA! Il rumore fu talmente assordante che oltre a svegliarmi fece accorrere alcune persone tra le quali l'autista dell'auto da me investita che era targata CD – Corpo Diplomatico. A differenza di ciò che temevo non accadde nulla e l'autista, dopo che terminai di spiegargli la causa di quel fatto certo increscioso, si mostrò molto comprensivo nei miei confronti. Mi andò bene, direi fin troppo.
3)Un giorno, maggio del 1988, uscii di casa verso le 8:30 del mattino per recarmi al lavoro ma quando varcai il portone mi accorsi che Celestina non si trovava dove ogni giorno la parcheggiavo. Mi misi alla sua ricerca facendo su e giù per la strada sperando che, senza farci caso, l'avessi parcheggiata in un altro punto. Niente da fare. Mi avevano rubato Celestina. Vicino casa avevo sia il Commissariato di PS sia la Stazione dei Carabinieri. Mi recai presso quest'ultima e dissi al Maresciallo di turno che dovevo fare la denuncia per il furto della mia auto. Mi chiese:
= che auto è?
= una Fiat 1100/R colore celestina targata...
= ha detto una Fiat 1100/R ?
= certo
= senta signore lei è sicuro di questo furto?
= come sarebbe a dire...
= sarebbe a dire che una macchina come la sua non la ruba nessuno
= io la parcheggio sempre sotto casa e non c'é più
= va bene. Allora facciamo questa denuncia, mi dia tutti i dati...
Feci la denuncia, presi un bus e andai al lavoro. Scesi alla fermata vicino lo studio, mi guardai intorno e nel parcheggio dove lasciavo l'auto tutti i giorni lavorativi vidi la Celestina proprio davanti ai miei occhi. Chiesi al parcheggiatore-abusivo da quanto tempo stava lì la mia auto e lui mi rispose di averla trovata sin dalle prime luci dell'alba. Poi, improvvisamente, mi ricordai che la sera prima ero tornato a casa con un mezzo pubblico dimenticandomi di Celestina. Di corsa andai in ufficio, chiamai la Stazione dei Carabinieri e mi feci passare il Maresciallo il quale non appena gli raccontai quello che era accaduto sbottò in una grassa risata e mi disse:
= e io che le avevo detto?
Qualche mese dopo Celestina, forse turbata da quello che era successo, cominciò a mostrare segni di stanchezza per cui decisi che era giunta l'ora di separarci.
L'ho accompagnata in un posto ameno alla periferia di Roma a fare amicizia con altre della sua stessa età o quasi.

40 commenti:

Elly ha detto...

Un pò tra la nostalgia dei bei vecchi tempi che furono, al pentimento per la fine destinata ad essa.

Comunque non riesco a smettere di ridere nell'immaginarmi la scena di te che, uno ad uno, fai scendere quei poveri 12 ragazzi dalla Celestina. Troppo esilarante

riri ha detto...

Ciao Aldo:-)
Un auto ci regala mille ricordi preziosi, pensa che tantissimi anni fa ebbi un episodio simile al tuo , dovetti trasportare un pò di persone "in eccesso" per parecchi chilometri, pregavo che non succedesse nulla, i più piccoli erano sdraiati dietro i sedili e gli altri stretti stretti come sardine, il viaggio fu un disastro, tornammo a Torino a pezzi ed andammo tutti a farci sistemare da un "manipolatore di ossa" ahahah, devo dirti che leggendo il tuo grazioso racconto mi è venuto in mente questo episodio..e non fu il solo. Comprendo il tuo "affetto" per Celestina, io mi ero innamorata di un'alfa romeo scattante graziosa e di colore granata, come il mio adorato Toro:-) Baci ed abbracci per un buon inizio settimana.

Ellys...o meglio Martina ha detto...

La scena dei 12 è fenomenale! Mi hai fatto ridere un sacco. Da quello che scrivi mi sembra che tu ci tenessi molto a quella macchina...Buon lunedì!

Punzy ha detto...

eh si aldo..noi siamo sentimentali..anche io dò i nomi ai motorini..

zefirina ha detto...

oh anche i miei avevano una 1100r celestina...... io invece ho nostalgia per la mia 2cv azzurra, ci sono arrivata fino in spagna, smontavamo i sedili e ci facevamo il salotto davanti alla tenda...ah che bei ricordi

Armando ha detto...

ahahahahah bellissimo ahahaha
Mi ci rivedo anche io caro Aldo. Devi sapere che la mia prima macchina è stata una panda 750 scassatissima. La sera la parcheggiavo e la mattina la andavo a cercare perchè puntualmente non ricordavo dove fosse. Comunque anche io le sono stato fedele finché un giorno non mi morì fra le mani e il meccanico si rifiutò di ripararla.
Oggi non ci sono più macchine che hanno quella durata.

un abbraccio

Pupottina ha detto...

il nostro rapporto con l'auto è sempre molto forte!!!
i ricordi sono tanti, perché ci accompagna dove ci piace andare

buon inizio settimana ^________^

Janas ha detto...

Ooooh, che bellina la tua Celestina, è tenerissima!
Mi hai fatto ricordare una vecchia auto di quando ero piccola, la nostra 128 blu... che viaggi interminabili...
beh, la storia della magnifica dozzina è grandiosa! Che risate.
Un abbraccione, ciao Aldo.

Chica ha detto...

io, che so' "antica" ricordo ancora la 600 di mio papà....beige ovviamente...:D...ricordo che quei due "infami" dei miei fratelli più grandi, quando eravamo in viaggio (semprechè non gli vomitavo addosso prima) si divertivano a gridare "la polizia!! la polizia!..giù..giù..nasconditi!! e mi buttavano sotto al sedile mettendomi i piedi sopra....a ME!!!! ..uno scricciolino delicatissimo!!!!!!!....brutti, cattivi, e infami!:DD

Ernest ha detto...

Le tue parole fanno capire quanto a volte ci affezioniamo a coloro che ci accompagnano nelle nostre avventure, nei nostri incontro, nei nostri viaggi... unici testimoni a volte di racconti rimangono impressi con loro nel tempo.
un saluto Aldo

Lu ha detto...

Buona sera caldo Aldo, mi hai fatto tornare in mente quando, ragazzina, affacciata alla allora finestra della cucina, osservai il carroattrezzi caricare e portare via la Fiat 850 nera che per tanti anni era stata l'auto di famiglia ma che da qualche tempo aveva iniziato a dare svariati problemi.
Confesso che piansi.
Un bacio ed un buon inizio di settimana.

Ibadeth ha detto...

Povera Celestina...
Anch'io ho pianto quando mi sono separata dalla mia Adalgisa, una Renault 4 bianca (la così detta "mucchina")...

serenella ha detto...

Che bei ricordi!!!! Alcuni condivisibili, poichè tutti annoveriamo una "celestina" tra le nostre fuoriserie. Che ne dici una 600 targata 79370? La ricordo ancora!Scrivi pure che la tua calvizia è iniziata quel lontano giorno dei"12"....

Luigina ha detto...

Sempre divertente Aldo e scatenatore di ricordi piacevoli anche con questo racconto. Io ne ho soprattutto della nostra prima '500L rossa con cui abbiamo fatto un viaggio avventuroso lungo la penisola da Brescia a Tropea in Calabria,la prima estate da sposini, carica all'inverosimile di bagagli.

rosy ha detto...

Vent'anni con celestina.
Mi immagino quante ne avete fatte insieme...puntini puntini puntiniiiiiiiiii

Poi voi uomini per la macchina siete dei patiti.
Certo è che questa tua vocina interna, secondo me per dispetto si sta zitta nei momenti più importanti

Vedi Aldo, allora già da tempo dimenticavi le cose e questo rassicura te e noi.

Secondo me quel giorno celestina d'accordo con la tua vocina interna ti hanno fatto un dispetto
per averla come dire imbottita di
DODICI ragazzi e con te tredici, perchè tu non ti sei contato
Povera celestina.
Mando un bacio alla cara celestina e al mio caro fratelone
ciao sei una miniera dorata

Sandra .......... ha detto...

Grande racconto Aldo!
E ho riso da matti leggendo della denuncia per futo: io ci sono andata vicino con la mia mitica Fiat 127...non era più al parcheggio. Ero con una collega all'uscita da un corso d'aggiornamento , vicino alla Questura: fu lei a fermarmi, a dissuadermi dallo spogere denuncia per furto ..."ma chi vuoi che te la rubi!?". Mi son seduta, anche un po' risentita, su una panchina del parco e dopo una mezz'ora di ricostruzione mentale mi son ricordata che l'avevo parcheggiata nel viale parallelo.
SEI I BUONA COMPAGNIA!

Angelo azzurro ha detto...

il fatto che pensi ancora a lei è significativo: vuol dire che ha ancora un posto nel tuo cuore, no ?
E' carino averla ricordata, in fondo ha condiviso una parte importante nella tua vita
Ciao Aldo!

il monticiano ha detto...

@Elly: Esilarante lo è stato anche per quei passanti che non finivano più di contare.
Per me non molto.

@riri: L'Alfa Romeo una bella macchina. L'ho guidata una sola volta quando il mio datore di lavoro, suo proprietario, me la prestò per sbrigare una sua commissione.
Grazi e tanti abbracci anche a te.

@Ellys...o meglio Martina: Ci tenevo così tanto che me la sono tenuta piuttosto a lungo senza che poi ne prendessi un'altra.
Grazie e un salutone.

@Punzy: Sono curioso di conoscere il nome con il quale hai battezzato la tua attuale creatura.

@zefirina: Mi hai fatto tornare in mente che anche io e la mia famiglia la prima volta che andammo a Parigi sulla strada che avevamo presa da Lione poco prima dell'arrivo ci siamo fermati nel prato vicino ad un autogrill e divorammo il nostro pranzo.

@Armando: Certamente no, sembra che già dopo il primo anno cominciano a mostrare i loro primi incovenienti.
Anche a te un abbraccio.

@Pupottina: Sempre che non si ferma per strada e allora sono dolori. Tempo e grana volano via.

@Janas: S' l'episodio dello sbarco dei dodici fu una cosa divertente. Per gli altri, non per me.
Un cro abbraccio.

@Chica: A proposito di quello che ti capitava in macchina tipo il movimento dello stomaco, una cosa curiosa è sempre stata quella che
mio figlio da piccolo, quando andavamo con la macchina guidata da altri dava sempre di stomaco quando però cominciai a guidare la mia di auto non capiò più. Va a capire il perché. Ma i tuoi fratelli hanno pagato dazio un giorno o lì'hanno fata sempre franca?

@Ernest: Quando ci riesco mi ricordo di quello che mi ha accompagnato nel corso della vita a testimonianza di quento avvenuto.
Un saluto anche a te Ernest

@Lu: Come ti capisco. Purtroppo ci si affeziona anche alle cose ed effettivamente alle auto ancora di più. Ci sarà un motivo no? Un abbraccione cara.

@Ibadeth: Beh! la "muchina Adalgisa" mi sembra molto neglio
di Celestina.

@serenella: Ma non l'hai portata ad un meso la tua 600? Ne valeva la pena. I capelli me ne sono strappati un bel po'.

@Luigina: Siete stati veramente spericolati. Con una 500 poi. Va bene che giovani e spensierati non avevate tempo di preoccuparvi.

@rosy: Meno male che Celestina non aveva la parola altrimenti...
Il numero 13 mi ha portato fortuna e rientrando a casa ho rirato un bel sospiro di sollievo.
Ciao sorellina e grazie.

@Sandra: E' così i ricordi anche degli altri blogger me lo hanno confermato. Capitano certe dimenticanze.

@SAngelo azzurro:: Già, non l'ho mai dimenticata, anxhe se non era una fuoriserie o di lusso, mi è stata molto vicina e io a lei.
Ciao Angelo.

la Volpe ha detto...

bellissima storia come sempre. in questi giorni di tristi notizie, una fiamma di vita che riscalda.

Maraptica ha detto...

E in uno degli ultimi post ti sei preoccupato di perdere colpi? Può mica essere che è una tua prerogativa da sempre avere la testa tra le nuvole? (vedi l'auto parcheggiata sotto l'ufficio!):)

Pupottina ha detto...

sì, ovviamente finché funzionano.
me ne è capitata una che appena comprata aveva un difetto: non segnalava mai quando finiva la benzina. camminavo pensando che non consumasse niente, finché non mi ha lasciata a piedi perché l'indicatore non si abbassava mai mentre la benzina era finita. era appena comprata! O_O
poi l'ho sistemata!!!
buon martedì ^_______^

Alberto ha detto...

Quando le macchine avevano, o almeno così sembrava, un'anima, con tutto quello che comportava. Il nome e la tristezza del distacco. Ma allora le anime degli umani non erano quelle di adesso.

Francy274 ha detto...

:DDD.. con quei 12-ragazzi a bordo avranno dedotto che non avevi televisione a casa..
e poi quella della denuncia.. non la smettevo più di ridere.. . :DDDD
Bellissimo racconto, la Tua autoironia è travolgente.
Buona Serata

il monticiano ha detto...

@la Volpe: E meno male, ma temo che i giorni futuri non miglioreranno, anzi.

@Maraptica: Vero, purtroppo è da parecchi anni che ho la testa tra le nuvole.

@Pupottina: Quella del mancato funzionamento dell'indicatore del livello del carburante è capitata anche a me e sono rimasto bloccato in mezzo al traffico stradale.

@Alberto: Un tempo a me sembrava come una componente della famiglia
Adesso invece tutto è molto diverso.

@Franxy274: Grazie Francesca, purtroppo sono cose che mi sono realmente accadute e non ho riso molto.

rosy ha detto...

Caro Aldo, buon giorno e buon 2 giugno.
La sorellina passa anche se non aggiorni
Un abbraccione-

Ibadeth ha detto...

Beh, ora ho una Twingo (da dieci anni) che ho chiamata Annia Regilla...

riri ha detto...

Caro Aldo ti auguro una buona giornata, in tutti i sensi, con un abbraccio in attesa di un tuo nuovo scritto, ma anche se fosse vecchio andrebbe bene lo stesso:-)

La Mente Persa ha detto...

Io non dò nomi alle mie macchine ma le consumo sino alla fine, anche questo è esser sentimentali!

il monticiano ha detto...

@rosy: Ti ringrazio sia per l'augurio sia per la visita.
Il fratellone ti invia un abbraccio.

@Ibadeth: Hai fatto bene, anche le auto hanno un'anima.
Qui a Roma abiamo una strada denominata Via Annia Regilla.

@riri: Grazie e a te, vista l'ora, buonanotte. Per i post vado col rallentatore, spero presto di riaffacciarmi sul blog.

@La Mente Persa: Brava, questo significa essere innamorati della propria auto.

Rita ha detto...

Ciao Aldo^^ti ricordi di me???
Eddai ammettilo che ti mancavo;)
A parte gli scherzi sono tornata e ho aperto un nuovo blog...ti aspetto eh!!!!
Un abbraccio
P.S. Bellissima la storia di celestina!!!!
Buon we

chicchina ha detto...

Aldo,mi sono aggiornata leggendo i tuoi straordinari racconti.Tutto bene?Mi sono assentata per un poco,avevo voglia di volti familiari.
Rosy mi ha indirizzata a scoprire ,se ce ne fosse bisogno,la tua simpatia e la tua effervescenza -sei un grande!
Leggendo della Celestina,mi sono ricordata della mia Carolina:una 500 giallo carota che mi ha accompagnata per oltre 20 anni,e ne ha viste,anch'essa di tutti i colori.Dopo un poco diventano..di famiglia.
Ciao,Aldo

Nounours ha detto...

Che amore, la tua Celestina! Ti ha portato in posti bellissimi e permesso imprese strepitose! Chi, della nostra generazione, non gli è capitato di fare posto a passeggeri in esubero? La mia famiglia ha avuto, come prima auto, una seicento porte controvento usata. Il viaggi più lunghi sono stati: Taglio di Po-Gabicce Mare e Taglio di Po-Pieve di Cadore.
Che tempi eroici!
Ciao Aldo, un abbraccio.

Tina ha detto...

Aldo...sono stesa sulla tastiera a ridere come una matta a gola piena, la prima macchina che ho guidato era un 500, la vecchia 500, poi sono passata alla 850 special e poi alla 127, con quella ho atraversato l'Italia, da Trapani a Torino, da Torino a Porto Pino andata e ritorno, ma quello che mi ha divertita del tuo racconto è la storia dei 12 passeggeri, mitico Aldo, credevo di aver battuto i record con 8 marmocchi che quando siamo arrivati al campo del Rivoli, si sganasciavano nel contarli, uno ha ficcato la testa dentro dicendo:
Sono finiti?
Ma tu mi hai battuta, sei magnifico amico mio, te l'ho scritto che leggendoti mi sarei calmata.
Oggi ho una panda 4x4, non male, ma a lei non sono legati ricordi gioiosi e incoscienti, diciamo che non mi piace e che sto adocchiando la 600 di mio marito. ;-))
Grazie ancora per la segnalazione e quando ne vedi, avvisami sempre.
Buona notte Aldo, Smak ;-))

il monticiano ha detto...

@Rita: Lo ammetto altroché. Chi si può dimenticare di "ali di farfalla".
Sono già andato a visitare il nuovo blog.
Buonanotte e bentornata.

@chicchina: Carissima non è "un poco", circa un mese, ma la famiglia innanzi tutto.
Ad ogni modo rinnovo il mio personale bentornata.
Tu hai avuto la mitica 500!
Che nostalgia per quelle di una volta.
Ciao e buonanotte.

@Nounours: Mi hai fatto ricordare che anmche la mia prima auto, una 600/750 usata aveva gli sportelli
controvento.
Che bei tempi malgrado tutto.
Ciao Nou e buonanotte.

@Tina: Naturalmente mi fa piacere se riesco a far riaffiorare piacevoli ricordi.
Tina dammi retta, "sequestra" la 600 di tuo marito, vai sul sicuro.
Buonanotte Tina e un abbraccio.

Nicolanondoc ha detto...

Un caro saluto Aldo.
Per l'auto mi trovi daccordo, pensa che ho avuto 2 alfa (per affezione) e riuscii a stento a cambiare il colore. Ora ho una punto..e basta:-) penso che quando non ne potrò più andrò in metro o al massimo chiamerò un taxi, guidare non mi piace più tanto, non sopporto il traffico e nelle grandi città, tu me lo insegni, è meglio andare in bus o a piedi. Però "20 anni con Celestina" già il titolo è una manifestazione di affetto.
Ti abbraccio e ti auguro un buon fine settimana.

Marianna ha detto...

ti giuro sono curiosa di vedere celestina !!!!
dettagliato il tuo racconto e mi piace molto , i ricordi sono meravigliosi!

Anna2 ha detto...

Ciao carissimo!!!
Che meraviglia l'auto di un tempo!!!
Io avevo una 500 bleu,dovevamo farci il viaggio di nozze...
ma proprio quel giorno,tamponò,
ce la prestarono,con un'altra 500
verdino.
Poi una peugeot 404,ed ora una panda 1000,che oramai deve essere portata a rottamare,ha 19 anni.
Caro,buon fine settimana.
Ti abbraccio forte forte,la tua amica Anna2.

Marianna ha detto...

sai una cosa ? il tuo messaggio è stato per ora il più dolce che ho avvertito, io penso che tu li scrivi con sentimento e di questo te ne ringrazio sei veramente il mio nonnetto preferito ciao e buona notte !!!!

Angelo azzurro ha detto...

Ciao Aldo, come va?
Vedo che anche tu hai rallentato con il ritmo, ma va bene. Ogni tanto si ha bisogno di staccare per recuperare le energie.
Un abbraccio, ciao

il monticiano ha detto...

@Nicolanondoc: Già, io e Celestina eravamo diventati inseparabili, quasi ci amavamo anche se qualche volta non si è comportata bene.
Anche da me un caro abbraccio.

@Marianna 1^) e 2^): Purtroppo ormai Celestina mi ha lasciato per sempre.
Ad ogni modo ti ringrazio di vero cuore per le tue gentili parole.
Ciao e buonanotte anche a te.

@Anna2: Le macchine si cambiano finché se ne trova una che non si vorrebbe lasciare mai.
Un abbraccio affettuoso anche a te e buonanotte.

@Angelo azzurro: Sì ho fatto una pausa, ma tra pochi minuti posto un altro scritto.
Un abbraccio anche a te cara Angelo.