giovedì 21 ottobre 2010

LA VERA STORIA DER VARECCHINARO

Avevo dimenticato Flavio però mi tornò in mente quando un comune amico mi informò della sua scomparsa. Lui era appunto un "varecchinaro" il quale, tanti anni fa, vendeva la varechina - oggi candeggina - che a quei tempi era contenuta in fiaschi e fornita a casa di chi voleva servirsene.

Questo mio amico recentemente scomparso, più giovane di me di qualche anno, abitava con i genitori ed un fratello più grande, al piano mezzanino del fabbricato dove abitavo anch'io, in Via della Polveriera. Aveva una passione per il calcio, tifosissimo di una delle due squadre della Capitale, ma anche una gran voglia di studiare.

La sua famiglia non poteva permettergli gli studi ed allora per pagarseli lui faceva appunto "er varecchinaro". Caricava cioè una certa quantità di fiaschi di varechina in una sorta di riksciò al contrario nel senso cioè che la ruota per pedalare il " triciclo" era quella posteriore e poi andava in giro per il nostro Rione Monti e quelli confinanti. Una grande faticaccia tutti i pomeriggi di tutti i giorni feriali. Al mattino invece frequentava la scuola.

Si diplomò al liceo classico con ottimi voti, poi all'Università dove si laureò in giurisprudenza con 110 e lode sempre senza far pesare sulla propria famiglia l'onere delle spese necessarie per gli scopi da lui raggiunti.

All'inizio degli anni sessanta diventò avvocato civilista occupandosi inoltre di compravendite immobiliari.

Non c'incontravamo spesso perché entrambi impegnati ma quando succedeva allora stavamo volentieri insieme a raccontarci qualcosa delle nostre rispettive attività e famiglie.

Lui non aveva nessuna voglia di sposarsi e di mettere su famiglia, aveva altro per la testa.

Sul finire degli anni sessanta un importante e facoltoso cliente dello studio professionale dove ero impiegato doveva procedere all'acquisto di una villa situata in una località marina distante da Roma una cinquantina di chilometri. Prima di dare un acconto e firmare una scrittura privata il cliente dello studio chiese al mio capo di fare un accertamento all'ufficio competente per quella zona al fine di accertare se sull'immobile gravasse o meno qualche impedimento che ne impedise la libera disponibilità e la sua libertà da oneri, pesi o vincoli di qualsiasi tipo. Una richiesta logica.

Il proprietario dell'immobile oggetto della compravendita era rappresentato con regolare mandato proprio dal mio caro amico "er varecchinaro".

Per quest'operazione di compravendita d'immobile venni incaricato dal mio capo di andare ad eseguire l'accertamento di cui sopra presso un Ufficio pubblico poco distante da Roma. Il mio amico non più varecchinaro ma avvocato mi disse che mi avrebbe accompagnato lui, venendomi a prelevare a casa l'indomani mattina del giorno fissato per l'accertamento. Ed infatti puntualmente alle sette del mattino mi citofonò a casa e tutti allegri partimmo alla volta di quell'Ufficio. Lì giunti mi feci consegnare dall'impiegato addetto i registri che m'interessavano e purtroppo notai che sulla villa gravava un provvedimento di una certa importanza che ne impediva la vendita. Il mio amico avvocato ex varecchinaro che era accanto a me disse

= vabbe' Aldi' nun te preoccupa' ce penso io a sistema' la quistione

= a Flavie' qui nun ce sta solo da sistema' abbisogna cancella' quela rogna prima de firma' quarsiasi scrittura privata

= e perché?

= come perché, sei pure avvocato e ce lo sai er perché

= ma si tte dico che poi ce penso io

= poi quanno, l'anno der mai?

= no, io prenno la capara confirmatoria in conto prezzo, porto li sordi a chi ha messo 'sta rogna der cacchio e quello pjia e cancella

= no Flavie', nun funziona così, io ar capo io da di' le cose come stanno. Vedi: er cliente se fida der capo, er capo se fida de me e...

= e te fidete de me...

= te saluto Flavie'. Però dimme ' na cosa, ce fai o ce sei?

= che?

= ne parlamo la prossima vorta, pe' oggi è mejio ritornassene a Roma.

In macchina al ritorno lui continuava a ripetermi che non era necessario dire tutto al capo e al cliente ma io, pure se dispiaciuto, riferii puntualmente come stavano le cose. A quel punto l'"affare" non andò in porto, il mio amico se la prese con me malgrado l'evidenza dei fatti e da allora non ci vedemmo più.

Alcuni anni dopo lessi su un quotidiano di Roma che era stato arrestato per una truffa e si trovava detenuto in carcere a Regina Coeli.

Doveva aver combinato quacosa di grosso perché la notizia apparisse sui giornali.

Mi venne la tentazione di andarlo a trovare ma lasciai perdere.

Si poteva riaprire una ferita della quale ancora portavamo i segni.



37 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Per il tuo ex amico bisognerebbe rivedere il vecchio adagio "Braccia strappate all'agricoltura" ed aggiornarlo in "Gambe strappate alla varecchina"...

Avvocati... Ma so' tutta 'na razza, Monty, 'sti mozzarecchie??

Paola ha detto...

Te capì Aldì???
Te devi fidà... hehehehehehe
E pensare che alle prime battute l'ammiravo per quanto da solo sia riuscito ad emergere e diventare qualcuno... poi delusione!!!
Ciao Aldo carissimo buona giornata... un abbraccione grande!!!

cristiana ha detto...

Vuoi vedere che vendeva la varechina 'allungata' ?
O sarà stato traviato dall'ambiente legale?
Ahhh saperlo!
Cristiana

enrico ha detto...

Macchiato inevitabilmente dalla varechina, d'altra parte, sì sa, se faceva l'avvocato...

luly ha detto...

Anch'io ho avuto esperienze negative con qualche avvocato.....ma non sono tutti, tutti cattivi:O)
Bacini..

Stella ha detto...

Aldo, me l'avevi fatto apparì simpatico all'inizio...e poi...va' a fidarti degli avvocati!

Punzy ha detto...

vedo che sei tornato tra noi in forma più che mai!!!!! accidenti che gente cha hai conosciuto

il giardino di enzo ha detto...

Noi la varichina la chiamiamo "acquetta".
Quando si usa l'acquetta e te ne gocciola un po' sulle mani, la pelle rimane liscia liscia, le mani pulite pulite.
A lui sono rimaste zozze :))
Aldo, un saluto...

Primo Estinto ha detto...

Bravo!!!!Avrei fatto lo stesso.Ho testimoniato contro un mio compagno di scuola e di giochi,mi si spaccava il cuore dal dolore.......lui non mi saluta piu',ma io continuo a salutarlo e a volergli bene.La stessa cosa ho fatto in un cosiglio dei soci quando ho notato irregolarita'.Mi hanno accusato di essere pazzo...la persona in questione ha patteggiato 2 anni e 6 mesi per "distrazione di denaro pubblico".Poi pero' non mi hanno dato piu' nessun incarico.....

Marianna e Filippo ha detto...

passo per un semplice salutino ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ernest ha detto...

Sempre storie interessanti Aldo!
buona giornata

Maraptica ha detto...

A dire la verità si fa sempre bene (o quasi) ;)

Grace (ma nana) ha detto...

Ma come? Tanti sacrifici per finire poi al Regina Coeli?
Chi troppo vuole nulla stringe, dice il proverbio.
L'avvocato Candeggina, ha perso prestigio, faccia ed un amico..per stringere cosa? Le sbarre di una cella..
Che tristezza..
Però il dialogo in romanesco..
"poi quanno, l'anno der mai?"..
...quanto m'è piaciuto :)

Bacio

il Socio ha detto...

vabe' l'Italia e' ricca di personaggi che "ce l'hanno fatta" con mezzucci poco ortodossi... se si pensa che il nano che sta' al capo del Governo vendeva enciclopedie porta a porta...

Nounours(e) ha detto...

Aldo mi fai sempre venire la voglia di raccontartti qualche fatto attinente al tuo post. Ma mi trattengo. Dico solo che quelli che rigano dritti devono prepararsi ad avere pochi amici (pochi ma buoni) e a non fare carriera; meglio così che in carcere. Il varecchinaro s'è lasciato abbindolare dal guadagno facile. Forse non era un avvocato molto capace e per questo provava ad arrotondare con espedenti truffaldini,
Ciao, racconto molto bello come! sempre.

la Volpe ha detto...

quando leggo queste cose mi domando: e se un giorno cadessi anch'io?

Sandra Maccaferri ha detto...

Quando ho letto il titolo mi si accesa una lampadina rossa!!Il fruttivendolo sotto casa di mia nonna vendeva, proprio come dici tu, la varechina sfusa...riempiendo fiaschi da vino e tappando alla meglio con un sughero. Avevo cinque anni: in un attomo di distrazione della nonna mi son messa un fiasco al collo! Per fortuna ho sputato subito MA HO CAUSATO UN BEL TRAMBUSTO!!

Che peccato , però, che una persona capace di tali sacrifici per studiare arrivi poi a buttarsi via così. E' molto triste.

zefirina ha detto...

lassiam perder il discorso con gli avvocati!!!!

questo se l'è sbiancata la coscienza????

DIANA. BRUNA ha detto...

Cavoloooo che tipo!!!
All'inizio del racconto...mi aveva perfino commosso quel ragazzo che per mantenersi agli studi andava a vendere la candeggina!!!!E dentro di me dicevo che oggi i ragazzi non sono così... bla bla bla...insomma un sacco di considerazioni.....
E poi il varechinaro...crescendo...
da buon avvocato...si è perduto dietro le sbarre!!!
Hai fatto bene tu a non farti "infinocchiare" e restare la persona onesta che sei.
Ciao carissimo Aldo
un abbraccio
Bruna

il monticiano ha detto...

@Bastian Cuntrari: Il termine "mozzarecchie" mi pare appropriato se pensiamo a ghedini e previti, ma fortunatamente non tutti sono come loro.

@Paola: E' il classico "si è guastato col crescere" purtroppo.
Buona giornata anche a te e auguri anche se in ritardo per il tuo compleanno. Un abbraccione.

@cristiana:Forse sarà stato tradito dalla bramosia di fare soldi.

@enrico: Forse, ma non pensavo che finisse così.

@luly: Appunto quello che penso anch'io, almeno lo spero.
Un abbraccione.

@Stella: In certe occasioni bisognerebbe tenere ben aperti occhi e orecchie.

@Punzy: Grazie, però ho conosciuto anche brava gente.

@il giardino di enzo: L'acquetta in quel caso evidentemente non ha funzionato.
Un saluto anche a te.

@Primo Estinto: A volte occorre usare il cervello e non il cuore
anche se si è amici.

@Marianna e Filippo: Ti ringrazio per il "vostro" gradito saluto.

il monticiano ha detto...

@Ernest: Almeno quelle che ricordo.
Buona giornata anche a te.

@Maraptica: Sì, anche se qualche volta la bugia è necessaria.

@Grace (ma nana): S'è rovinato co' le mani sua, che voi fa'? La vita è anche questa.
Un abbraccione.

@il Socio: Un paragone azzeccato. Nel caso del mio amico chi troppo vuole nulla stringe se non le sbarre.
Grazie per il tuo fantastico post

@Nounours(e): Sono d'accordo che purtroppo ci sono casi attinenti al mio. Così va la vita.
Ciao cara Nou, grazie.

@la Volpe: Cerca di tenerti forte, è meglio.

@Sandra Maccaferri: Proprio come dici tu: i fiaschi chiusi con tappi di sughero.
A me è dispiaciuto molto quello che è accaduto al mio amico.

@zefirina: ci sono soggetti che hanno la scorza dura e prima di sbiancarsi la coscienza ce ne vuole.

@DIANA BRUNA: Era stato un esempio per molti di noi suoi amici e poi invece...
Un abbraccione cara Bruna.

@

riri ha detto...

Facesti bene Aldo, sembrava quasi predestinato. In effetti se le persone sono poco chiare in faccende così serie vuol dire che pensano solo al loro tornaconto..Ti auguro un sereno fine settimana, qui come sai al mattino 4/5°, al pomeriggio temperature da primavera..Ci accontentiamo, come sempre e tutti noi (e semo tanti):-) t'abbracciamo.

Ambra ha detto...

Che delusione deve essere stato per te, Aldo, scoprire questo lato oscuro di un amico che sembrava invece destinato ad essere d'esempio per tutti.

Pupottina ha detto...

il finale ha stravolto l'idea iniziale che mi ero fatta di lui... eheheheh
buon weekend ^___________^

giardigno65 ha detto...

e certe ferite è meglio lasciarle stare

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Ammappete che storiella!

A parte che quando mi scrivi i dialoghi in dialetto muoio dal ridere, perchè da quando mi sono trasferito qua a Ostia mi diverto a sentire battibecchi in romanesco, e poi che finale a sorpresa... Con chi comincia bene per poi perdersi nel marasma generale... Purtroppo è quasi sempre facile finire così.

Tu invece ti sei dimostrato come sempre un grande uomo.

Grazie come sempre per la condivisione di queste tue avventure Aldo.

A presto.

rosy ha detto...

Caro Aldo, la natura umana e complessa e non si accontenta mai
Più si ha e più si vuole.

Il tuo amico aveva iniziato cosi bene la sua vita
Peccato. mi dispiace molto per lui.

Tu hai agito bene, come tutti dovremmo agire, ma pochi lo sanno fare e tu fai parte di questi pochi.

Ciao fratellone ti abbraccio.

Ibadeth ha detto...

All'inizio del racconto sembrava una figura positiva, il tipo: ragazzo volonteroso, si applicava allo studio e faticava per mantenersi senza pesare sulla sua famiglia che non era ricca.
Alla fine si rivela un italianetto (purtroppo andrà a finire che basterà dire quello...), tipo furbetto del quartierino.
Ma forse lo era sin da piccolo, fondamentalmente. Lessi una volta non so in quale libro: "La gente non cambia, fondamentalmente. Se notiamo in lei un cambiamento, vuol dire che si sono rivelate delle cose che all'inizio non avevamo notato"...

Angelo azzurro ha detto...

Aldo, tu hai fatto la scelta migliore e certi amici è meglio perderli che trovarli. E' finita per lui come doveva finire, il destino se l'era un pò segnato...
Passa buoni giorni, ciao!

Aglaia ha detto...

mannaggia Aldo! dopo tanti sacrifici da fargli onore,è proprio vero che ti puoi perdere la retta via e che l'occasione fa l'uomo ladro!:(((
fortuna questo non è valso per te integerrimo sor Aldo,mica per niente amico mio!!;))))

il monticiano ha detto...

@riri: Non potevo agire diversamente.
Anche qui a Roma il tempo regge, fino a ieri e speriamo anche oggi.
A tutti voi un bell'abbraccione.

@Ambra: Infatti fin da ragazzini lo ammiravamo qper il suo comportamento poi, invece...

@Pupottina: Si nasce e cresce in un modo e poi, chissà perché, si cambia.
O forse il perché si capisce dopo.

@giardigno 65: Hai ragione però quando ritornano in mente non fanno piacere.

@il rospo dalla bocca larga: Grazie a te e agli altri che leggete e commentate questi miei ricordi che non sono sempre piacevoli.

@rosy: E' così sorellina, non tutti riusciamo ad essere ciò che i nostri genitori ma anche noi stessi pensavamo. Si cambia, a vole in meglio a volte no. Ciao.

@Ibadeth: Quella frase che hai citato è perfetta e si adatta benissimo a quel mio amico.

@Angelo azzurro: Secondo me qualcosa che non ho mai saputo ha fatto sì che cambiasse in quel modo.
Ciao,buone giornate anche a te.

@Aglaia: Grazie cara e stammi bene, te e la tua mamma.

Adriano Maini ha detto...

Ma non é che venivano da te per farsi suggerire le trame dei copioni delle "commedie all'italiana" con Sordi, Manfredi e compagnia bella? Un abbraccio!

Luca and Sabrina ha detto...

Dopo tanti sacrifici, il successo gli ha dato alla testa, forse ha cominciato a sentirsi onnipotente, forse era troppo ambizioso, ma la cosa sicura è che ha perso un amico!
Bacioni
Sabrina&Luca

il monticiano ha detto...

@Adriano Maini: Magari avrei alzato un po' di grana.
Un abbraccio anche da me.

@Luca and Sabrina: Già, il punto è che ho perso anch'io un amico e mi è dispiaciuto.
Un abbraccione ad entrambi.

Tina ha detto...

La testa (tu), la croce (lui).

Avete fatto un percorso identico alle parallele che non si incontrano mai.

Nicole ha detto...

Che gran peccato si sia perso così...Ce l'aveva fatta con sacrifici, ma i maledetti soldi hanno avuto la meglio su di lui.
Hai fatto bene a non fidarti...anche se è molto amaro.

NonnaPapera ha detto...

sembra quasi la sceneggiatura di un film di Sordi, mi par di vedermele le scene che racconti.
Complimenti per il blog, ora vado a leggermi un po' di post
ciao