venerdì 31 gennaio 2014

UNA VECCHIA FOTO

Benché lo faccia raramente ieri mi sono messo a cercare qualcosa nel cassetto di un mobile del soggiorno ma evidentemente ho aperto quello sbagliato perché invece dell'oggetto che volevo ho trovato una gran quantità di fotografie e tre o quattro album che avrebbero dovuto contenerle. Proprio così, album semivuoti e foto sparse nel cassetto. Una faccenda che avrei dovuto sbrigare da più di mezzo secolo e che non ho mai sbrigato. E non perchè non ne avessi mai avuto il tempo. Il punto è che tra me, le foto e gli apparecchi per scattarle c'è incompatibilità. Cerco di evitarli il più possibile. Forse è qualcosa che mi porto dietro sin da quando ero piccolo perché ricordo di aver avuto uno zio acquisito, marito di una sorella di mia madre, il quale aveva questa chiamiamola pure fissazione. Per me e i miei fratelli era un incubo. Una volta però gli accadde un incidente che a noi fece molto piacere. A lui non tanto. Stava per scattarci l'ennesima istantanea con una macchinetta molto antica munita di un lampo al magnesio, credo si chiamasse così, il quale non appena lo zio fece il clic gli bruciò tutto il naso. Noi ridemmo a crepapelle mentre lui urlava dal dolore.
Taglio corto perché dall'apertura di un cassetto guarda un po' dove sono andato a finire.
Mi è venuto il ghiribizzo, già che c'ero, di dare un'occhiata a quelle foto riposte lì alla rinfusa ed ho pure guardato gli album rammentandomi che mi erano stati regalati da vari parenti, uno anche da mia madre.
Non posso nascondere il fatto che ho ritrovato un discreto numero di fotografie che mi hanno emozionato, altre invece che mi hanno fatto tornare in mente ricordi poco piacevoli.
Quelle a colori superano di gran lunga quelle in bianco e nero e proprio tra queste mi è capitata in mano una piccola foto che ho guardato con maggiore interesse.
Il perchè non sono in grado di precisarlo però mi sono soffermato a guardarla molto a lungo.
E sono riaffiorati ancora ricordi.
Risalgo abbastanza facilmente all'anno: è il 1939.
Il luogo è l'inizio del parco del Colle Oppio qui a Roma, i raffigurati nella foto tutti nati in via della Polveriera. Un gruppo di ragazzine e ragazzini. Cinque femmine sorridenti e due maschi: uno con lo sguardo verso l'alto, impertinente, l'altro con un sorriso a metà. Come mai questa insolita conposizione? Forse a scattarla dev'essere stato il fratello di una delle femmine. Penso proprio di sì. Faccio una specie di appello e noto che appaiono due sorelle gemelle – forse del fotografo? - poi una molto alta, sorella di due miei coetanei non presenti nel gruppo. Infine davanti a loro i più bassi: altre due femmine che si tengono abbracciate e, ai loro lati, i due maschietti: mio fratello più grande undicenne ed io di nove anni.
Chissà perché noi due, io l'impertinente e mio fratello col sorriso a metà, stavamo accanto alla due femmine per le quali, ricordo benissimo, spasimavamo.

16 commenti:

cristiana2011-2 ha detto...

Un estimatore del sesso femminile fin dalla tenera età ! Io t'immagino gentile e galante , molto apprezzato.
Cristia'

Zio Scriba ha detto...

La fortuna di quelli della tua età (ma anche della mia): POCHE vecchie foto in cui rovistare come al cospetto di un Tesoro. I poveretti di oggi, filmati e fotografati da mammina e papino 25 ore su 24, alla sola idea di riguardarsi verranno presi da giusta nausea... :D

Tomaso ha detto...

Cara Aldo, io dico sempre che le vecchie foto, mi ridanno la giovinezza!!!
Che ti pare!!! sarebbe bello:)
Tomaso

Bastian Cuntrari ha detto...

Io le ho ancora sparpagliate i 2 scatole di biscotti, quelle di latta. E non ho nessuna voglia di metterle "a posto": così sono più belle.

rosy ha detto...

Vogliamo vedere la foto, hai fatto nascere la curiosità tra i tuoi amici/e lettori, penso.. Dai postalo vedere il nostro Alduccio a nove anni che fa l'impertinente mi intriga molto.

Le foto del passato ci fanno ricordare tante cose..e ci raccontano antiche emozioni che il cuore un po' assopito dal tempo dimentica, ma poi basta una vecchia foto ed eccoli che i ricordi ritornano intatti e per un attimo stingiamo tra le mani volti e sorrisi passati che che il tempo non ha cancellato.

Caro Alduccio, aspetto questa foto di cui ci hai bene descritto il momento del clic,in questo antico clic hai ritrovato non solo i volti, il sorrisi ma le emozioni racchiuse in quel magico clic.

Un grande bacione al bambino impertinente di nove anni.

Ciao!

paroleperaria ha detto...

Vecchie foto... quanti ricordi! Devo ammettere che un cassetto di piene vecchie foto su di me esercita tanto fascino!

raffaella. p. ha detto...

Quante vecchie foto... poi è arrivata la digitale... ma quelle nel cassetto hanno un fascino particolare.
Un abbraccio

Enrico Bo ha detto...

e figuriamoci!

nonno enio ha detto...

io sono un appassionato di fotografia ed oltre ad aver catalagato e scannerizzato tutte le foto in bianco e nero ho sistemato anche quelle digitali, raggruppandole per anno e per luoghi visitati su vari CD che ogni tanto mi rivedo.

nina ha detto...

Ah le foto!
C'era un periodo che se mio marito tornava a casa e mi vedeva un po' giù mi chiedeva: ti sei messa a guardare le vecchie foto?!?
Infatti per me sono micidiali e di un tale potere evocativo che se mi metto a guardarle la nostalgia la fa da padrona!
grazie Aldo, mi hai emozionato!

Nou ha detto...

Ah!, le foto bricconcelle! Io ricordo che ho preso la prima cotta a sette anni e che il mio amore si chiamava angelo Ruzza. Aveva i capelli rossi e ricci e...non ricordo nient'altro più. Era un ragazzino ribelle, così dicevano di lui. A me sono sempre piaciuti gli anticonformisti un po' bohèmien e quel ragazzino lo era senz'altro, sempre sdrucito da scavezzacollo...eh! al cuore non si comanda...
Non ho foto sue perché non eravamo in classe assieme:(
Ciao Aldo:)
Un abbraccio
Nou

Mariella ha detto...

Io ho pochissime foto di me bambina e dell'infanzia in generale.
La maggior parte è rimasta dai miei nella mia casa d'origine.
A parte una che è presente sul mio blog le altre preferisco non guardarle mai.
Sono la solita sentimental-cazzona e l'effetto sarebbe devastante.
Grazie come sempre per il bellissimo tuffo nei ricordi.
Ciao Aldo.

Anna Gengaro ha detto...

Caro Aldo, i cassetti di casa sono le porte dei cassetti dei nostri ricordi. Anche a me capita spesso di ritrovare le foto della mia vita, da quelle con i compagni di liceo, con cui sono ancora in contatto ritrovati da pochi anni, alla marea di foto che ho scattato io, perchè mi piace fermare quell'attimo di vita che colpisce la mia fantasia, infatti sono foto di mia figlia o dei miei animali o dei fiori. I viaggi nella mia memoria sono spesso legati agli scritti, fogli di scuola, lettere dal passato, o piccoli oggetti dimenticati... Ed oggi ti ci sei messo anche tu.. buona settimana, Anna

Anna Gengaro ha detto...

P.S. Il mio "nuovo" blog è : http://soloanna.blogspot.it/
Anna

chicchina ha detto...

Mi sono rassegnata,anni fa,a sistemarle,tante,tantissime.però volutamente ho evitato ordini cronologici o di soggetto..ripromettendomi di farlo,ma forse in un'altra vita,perchè adesso con un raccoglitore in mano riesco a passarci interi pomeriggi,come in questi giorni che l'influenza mi costringe a letto.
Un caro saluto,Aldo.

Ambra ha detto...

Le vecchie foto riescono ad evocare un mondo completo. Le guardi e subito si risvegliano i ricordi, persino i sentimenti e le emozioni nutriti in quel momento.