venerdì 24 gennaio 2014

FRASI COLTE AL VOLO

Accade talvolta nei luoghi più impensati di captare, senza volerlo, alcune frasi dette ad alta voce da chiunque si trovi a camminare o sostare casualmente accanto a me. Probabilmente è un difetto il mio poiché, come se usassi qualche marchingegno per intercettare, va tanto di moda adesso, registro anche brevi dialoghi oltre che brevissime frasi. Soltanto mentalmente per fortuna. Poi però dimentico tutto con facilità.Mi stupiscono però alcune frasi che mi rimangono in mente. Ne cito soltanto qualcuna.
Giorni fa ero in un centro commerciale e accanto allo scaffale-frigo dove mi ero fermato per un litro di latte e un panino di burro che stavo scegliendo, sostavano tre persone che conversavano ad alta voce: una bella giovane abbastanza florida con tanto di camice d'ordinanza, una signora di mezza età ed un signore molto alto piuttosto anziano anche loro con camici dello stesso tipo senz'altro dipendenti di quel Centro:
=La florida: "...e poi sapete che c'è? Io lavoro perché col mio compagno andiamo a vivere da soli e quindi dovremo sostenere notevoli spese..." =La mezza età: "...ma i genitori non vi aiutano?" =L'anziano: "...specialmente i tuoi che mi hai fatto conoscere e che adori?" =La florida: "...altroché, soprattutto loro. Da quando poi mi hanno detto che mi hanno adottato - io avevo appena due anni - il mio affetto è aumentato, ma..."
Per discrezione mi allontano rapidamente, ma queste poche frasi dette tranquillamente e senza alcun timore per la propria privacy averle ascoltate dalla voce della giovane mi ha fatto molto piacere. Stavo quasi congratulandomi con lei. Viva la faccia della sincerità.
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Un paio di giorni fa esco da casa piuttosto presto e per arrivare alla fermata del bus devo percorrere un breve tratto di marciapiede sul quale, per il momento, transito soltanto io.Appena voltato l'angolo, sempre sul marciapiede, c'è uno di quei cassonetti piuttosto ingombranti, di colore giallo, che vengono utilizzati per la raccolta di abiti, scarpe e accessori usati e c'è anche un albero per cui si crea soltanto un piccolo spazio per poter andare oltre. Sto per farlo quando sento dietro di me qualcuno che, mormorando chissà cosa, cerca di passare anche lui. Divincolandosi come un'anguilla, questo tale - si tratta di un uomo intorno ai sessanta, capelli bianchissimi, magro come un chiodo, ben vestito, senza nulla in mano e neppure a tracolla -dice a voce alta "Bell'anima, perché non stai sottoterra?" Mi viene spontaneo voltarmi per sapere a chi è rivolta quella frase e incrocio lo sguardo del tale. Su quel tratto di marciapiede ci siamo soltanto noi due. Prudentemente allungo il passo senza voltarmi neppure per un attimo e, velocemente, per quello che mi consente l'età, mi allontano.
Chi era, che faceva, che voleva costui? E poi...ce l'aveva con me? Mah!
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La mia abitazione si trova al primo piano di un fabbricato confinante con una scuola comunale comprendente asilo, materna ed elementari frequentata per una gran parte da bambini cinesi, indiani, magrebini, pakistani e del bangladesh. Ieri, alle 16:30, orario di uscita degli alunni, stavo aprendo la finestra della mia camera quando sento delle voci. Guardo in strada e vedo una giovane donna cinese che cammina con accanto un ragazzino di sette od otto anni pure lui cinese il quale, quasi gridando, dice:
="A ma' e mo m'hai rotto le scatole..."
="ç#[#çç§#ç " (idioma cinese ? Forse)
="No, no e no...adesso devo d'anna' da Limang e..."
="]秧##[" ( idioma cinese? Chissà)
="Bonanotte ma'. Quante vorte te devo da di' che li compiti li faccio stasera, dopo magnato?..."
Ho chiuso la finestra cercando di fare meno rumore possibile per non disturbare il dialogo.

12 commenti:

@enio ha detto...

quel figlio di cui hai registrato l'ultimo dialogo è il classico fregnone che quasi certamente non farà grandi cose nella sua vita e dovrà arrangiarsi d'espedienti...

rosy ha detto...

Alduccio,gli occhi si possono chiudere ma le orecchie no e molte volta siamo testimoni di parole volanti e mentre sentiamo facciamo la faccia distratta ma quelli che parlano non si accorgono di noi e ne del nostro imbarazzo.
Buone passeggiate e buono ascolto.

Ciao, abbraccione da una Caserta che piove sempre.

Cri ha detto...

E' che quando uno c'ha le antenne, come te o me, ed è un vivacissimo curioso della gente, proprio non può fare a meno di captare...
... E poi di rifletterci su. Magari le conclusioni a cui perveniamo saranno diverse; ma a tutti e due, ci scommetto, si mette in moto il cervello... E finché si gira così si è vivi, vivi al massimo grado, e amanti della vita, nel bene e nel male.
Un bacione :***************

nina ha detto...

Una volta partecipai a un laboratorio di scrittura con Laura Curino e come "compito per casa" avevamo quello di andare in giro muniti di block notes, proprio per annotare brandelli di frasi colti casualmente in giro.
Quelle parole prese al volte hanno una freschezza e un'espressività eccezionale!
Eccezionali come te... ciao Aldo!

Enly ha detto...

La festa dell'Insignificanza/ Milan Kundera

FarfallaLegger@ ha detto...

Certo che il secondo episodio è un pò inquietante. Hai fatto bene ad allontanarti...Un abbraccio e buon fine settimana

Nou ha detto...

Caro Aldo, mi sarebbe piaciuto assistere al dialogo della mamma e bimbo cinesi:)
Anche a me piaciono tanto questi brandelli di dialogo che danno l'idea della vita così comune e altrettanto sfaccettata.
E' bello saper ascoltare come fai tu.
La giornata di oggi, così piena di sole, mi ha ridonato un po' di vigore e, naturalmente ho ricominciato a pulire casa (non troppo) dopo i giorni di riposo forzato. Il tramonto si è appena concluso, splendido come sempre al termine di una giornata invernale soleggiata. Il CD di "La Moldava" anche ha completato i giri e mi sento di meritarmi ora il giusto riposo della sera concentrando i miei pensieri sugli amici e sulle cose belle che vivrò domani in cui vedrò le nipotine e tutta la famiglia unita.
Grazie per questi tre episodi, raccontati con la tua innata maestria che li rende accativanti.
Un abbraccio
Nou

Mariella ha detto...

Io passo molto del mio tempo sui mezzi pubblici.
E ti assicuro Aldo che a volte con tutto quel vociare a volte insulso e maleducato che si sovrappone, la cosa migliore è perdersi nella propria musica preferita. Oppure in una buona lettura.
Abbraccio della sera.

Paola ha detto...

Hehehehehe... il fatto è che anche non volendo... se le orecchie funzionano bene... i dialoghi vengono captati!!!
Comunque simpatiche tutte e tre... da morire il bimbo cinese... :-)
Ciao Aldo caro un abbraccione!!!

zefirina ha detto...

ahaah tutte tu li becchi!
anche io ho questo tipo di antenne sensibili, uno potrebbe fare uno studio sociologico sui discorsi che sente

Ambra ha detto...

Questi frammenti di dialogo sono tremendi e non possono che dare la stura nella mente a congetture di ogni genere. Sono come piccolissimi flash sulla vita di altri, che solo raramente riescono ad illuminare in pieno una storia.

Zio Scriba ha detto...

La prima è struggente, la seconda inquietante, la terza spassosa (ma pure inquietante e struggente... :D)
Questi tre pezzi dimostrano che in te c'è uno scrittore, perché uno scrittore è (anche) una formidabile ricetrasmittente di ciò che accade nella vita e nel mondo.