lunedì 9 marzo 2015

LA TERZA MANO

Non credo di aver avuto più di 16 anni quando una volta io e tutta la mia famiglia, fummo invitati a cena a casa di una zia, sorella di nostra madre, la quale abitava con il marito e due figli nel quartiere Appio-Tuscolano di Roma. L’abitazione consisteva in un minuscolo ingresso che dava direttamente nel piccolo soggiorno, poi una camera da letto, avente funzione anche da sala da pranzo per le occasioni in cui erano presenti degli ospiti, un bagno e una cucina. l motivo per l’invito di quel giorno non lo ricordo proprio e comunque le nostre visite erano piuttosto ricorrenti. Ricordo però che in quelle occasioni, lo zio era solito approntare personalmente qualcosa di gustoso della sua terra natia: la Puglia. Infatti anche quel giorno aveva preparato un particolare dessert da consumare al termine della cena. Noi tutti, ed io fra questi, ignoravamo di cosa si sarebbe trattato perché lui voleva farci sempre una sorpresa ma intravidi il “piatto speciale” per pura combinazione. Ero stato incaricato dalla zia di aiutare ad apparecchiare la tavola e, mentre mi accingevo a prendere i piatti da portare in tavola che si trovavano nel piano inferiore della credenza in cucina, non mi feci sfuggire l’occasione di dare una sbirciatina alla “specialità”…ma soltanto un’occhiata, niente di più. Accosciato verso il basso stavo appunto prendendo le stoviglie necessarie per tutti quando vidi quello che avrebbe allietato la nostra cena. Mi venne l’acquolina in bocca.
Mentre ero intento a compiere questo innocente compitino vidi alla mia sinistra un braccio la cui mano ad esso “attaccata” s’infilava nel “piatto speciale” e prelevava una piccola parte di ciò che esso conteneva. Il movimento fu talmente rapido che non ebbi la possibilità di vedere il proprietario di quella mano: la “terza” oltre naturalmente le mie due che tenevano i piatti.
La cena iniziò regolarmente: primo, pietanza, contorno, bevande, il tutto in un’atmosfera abbastanza gradevole. Arrivò il momento del “piatto speciale” e lo zio si alzò dal suo posto a tavola è andò tutto allegro in cucina per prenderlo: lui non volle delegare questa mansione ad altri. Improvvisamente dalla cucina arrivò un’imprecazione piuttosto irata. Affacciandosi nella stanza dove eravamo seduti tutti lui mi indicò con una mano e mi urlò un ordine imperioso:
=Tu vieni qui= Lo zio, marescisllo P.S, in cucina con il “piatto speciale” tra le mani, m’indicava l’evidente parte mancante del suo contenuto. =Chi ti ha dato l’autorizzazione di mettere le mani qui dentro e prendere quello che non dovevi prendere prima degli altri?=
Io, anche un po’ terrorizzato poiché conoscevo il suo carattere autoritario e vessatorio sia nei confronti dei propri figli sia verso noi quattro nipoti, arrossii di vergogna e cominciai a farfugliare frasi sconnesse tra le quali tentavo di dire che avevo preso solo piatti e introducevo parole come “terza mano” che ripetei numerose volte suscitando naturalmente ancora più collera nello zio. Quando qualcuno s’intromise per cercare di calmarlo, lo zio ritornò infuriato a tavola insieme con gli altri ma io, invece, rimasi nel soggiorno, al buio, furibondo, quasi con le lacrime agli occhi sia per l’umiliazione subita sia per la rabbia giacché chi aveva commesso il “reato” non ero io. Dopo una ventina di minuti mi chiamarono mia madre e la zia dicendomi che avevo ragione e che era stato accertato che non ero io il “colpevole” del “misfatto” ma il mio cuginetto di sette anni il quale, molto candidamente ma prudentemente e sottovoce, aveva confessato alla propria madre di essere stato lui a compiere la “prodezza”.
Il despota non mi disse ne “a” ne “b”. Gli altri mi confortarono consolandomi ma l’episodio è stato ricordato per molti anni, ridendoci sopra…Soltanto io ridevo un po’ meno.
Come potevo dimenticarmi della “terza mano”?

15 commenti:

Paolo ha detto...

E' molto frequente ciò che ti è capitato. Ti capisco molto bene. A me è andata peggio. Sono rimasto colpevole.
Felice settimana Aldo.
Un saluto a due mani ^_^
Paolo

Tomaso ha detto...

Caro Aldo, è sempre bello leggere i tuoi racconti, questo poi anche senza volere scappa un sorriso,
io penso a quei tempi dove gli appartamenti erano piccoli e ci si doveva stringere cono le sardelle in scatola. Pensando a quei tempo che non avevamo tanto, ma eravamo ugualmente contenti.
Ciao e buona settimana caro amico.
Tomaso

chicchina ha detto...

Le scappatelle,chi di noi non avrebbe qualcosa da confessare,ma a quell'età le ingiustizie non le perdonavamo facilmente..
Penso che una terza mano,qualche volta ci farebbe anche comodo,però.Un saluto,Aldo

Ambra ha detto...

Quella mano era stata un po' come il terzo occhio, insomma. Si però il despota avrebbe dovuto chiedere scusa pubblicamente. Se non l'ha fatto si è dimostrato meschino e arrogante.

paroleperaria ha detto...

Povero Aldo!! Io anche mi sarei sentita umiliatissima... E se davvero non ti ha nemmeno chiesto scusa, questo zio è stato un gran maleducato però :(

Tina ha detto...

Si, ma anche lo zio che fa l'orco avrebbe meritato un cazziatone;-))

Buona settimana Aldo.
Tina

Nou ha detto...

Niente brucia di più che essere incolpati senza aver commesso il "reato"Quel tuo zio maresciallo che non si è scusato ha avuto un comportamento biasimevole, lui sì!
Ma poi ne hai potuto assaggiare un po'?
Un abbraccio
Nou

Mariella ha detto...

Sì però io voglio sapere cos'era il prelibato dessert a causa del quale ti è arrivato un rimbotto del tutto immeritato.
E lo zio che non si è scusato e ha mandato avanti le donne è davvero da biasimare.

Un abbraccio.

robi ciprax ha detto...

Tutti abbiamo episodi indimenticabili, ma come li racconti tu è veramente delizioso.
Povero Alduccio, solo al buio nel corridoio e triste pur non avendo commesso il "reato"..... e c'è gente che ne ha fatte di tutti i colori e la Cassazione gli ha fatto ritornare il sorriso da innocente...
Buon pomeriggio. robi

@enio ha detto...

meno male che in quella occasione l'altro nipote ha confessato il maltolto altrimenti saresti ricordato come qullo del reati "Terza Mano"

rosy ha detto...

Eri un grande anche da piccolo.
Immagino la scena
Ma, anche il tuo cuginetto è stato un grande che ha confessato, sfidando la collera del despota.

Ringraziamo la "terza mano"
se oggi abbiamo letto questo bellissimo "coriandoli di vita"..

Sorriso e bacio ciao Alduccio.

PS..Ho sfidato l'onda per arrivare da te. Capisci a me...

EriKa Napoletano ha detto...

Un forte abbraccio Aldo!

Anna Gengaro ha detto...

Hai imparato presto che il mondo è ingiusto! Ancora oggi non sopporto che mi si dia della bugiarda visto che non sono capace di mentire, al contrario di mia sorella che da piccola lo faceva benissimo. Però ho imparato a girare la frittata con classe, questo si! Per la serie "Lezioni di vita"! Ciao e buona settimana, Anna

Costantino ha detto...

Le 2terze mani", a volte meno innocenti, persistono anche al giorno d'oggi.

Anna Gengaro ha detto...

Caro Aldo, purtroppo stanno fottendo non solo l'istruzione, ma anche la sanità ed ogni conquista sociale. Per capire quanto sia profonda l'ignoranza odierna basta girare per i social network e leggere quello che scrivono. Ma l'uomo ignorante è più facilmente plagiabile... Stavo leggendo poco fa che a Varese hanno fatto un concorso per infermieri con 1750 iscritti per 4 posti e un casino nelle procedure (dal punteggio d'ammissione alla seconda prova di 21/30 con 20 domande e nessuna spiegazione sul punteggio per domanda). Ormai non c'è più religione! Anna