venerdì 2 gennaio 2009

H come Hospital

LO SCONOSCIUTO
Il sesto giorno della mia degenza in ospedale ebbe inizio di notte, alle ore 1.53. Posso precisare
l’ora ed i minuti con esattezza perché intravisti su quel tale aggeggio tanto in voga di questi tempi ma da me sempre ignorato: il cellulare! (Una volta era definito così il furgone che trasportava i detenuti da un carcere all’altro e, non capisco il perché, ma ci vedo un nesso). Inizio il racconto dal “sesto giorno”… e il motivo c’è.
E’ opportuno che faccia un passo indietro per descrivere la stanza dove mi hanno “installato” il
primo giorno del mio ricovero: tre letti, tre mobiletti muniti di cassetto e sportello, tre poltroncine (di una plastica talmente dura da costringerti ad alzarti dopo neppure dieci minuti di “seduta”),
tre armadietti a muro, un bagno, un’ampia vetrata che dà su una terrazza a livello di due o tre metri quadrati dalla quale ha libero accesso un “nutrito battaglione di zanzare-iena/ridens nottambule”.
Di quei tre letti il terzo a sinistra è stato da me occupato per dieci giorni esatti mentre negli altri
due si sono avvicendati ben sette “compagni-soggiornanti” (in appresso per brevità “co-so”):quattro nel primo letto a destra e tre in quello al centro (tra questi ultimi LO SCONOSCIUTO!).
Formulare critiche o giudizi sui miei amici “co-so” non mi compete né voglio farlo ma raccontare qualcosa di loro mi alletta molto.
1°GIORNO: il “co-so” occupante il letto a destra è un giovane romeno tra i 25 e i 30 anni, sposato
con una quasi coetanea sua connazionale e papà di una bella bambina. Un numero imprecisato di sorelle ed amiche, anch’esse romene, lo circondano, lo coccolano e lo coprono di attenzioni…molto
alimentari, quasi ininterrottamente. Per due notti di seguito e da nessuno disturbati, i due sposini hanno dormito beatamente e teneramente abbracciati in quel “loro” primo letto a destra cullati dal sottofondo del televisore acceso, senza soste, dalle 7 del mattino fino alle 23 inoltrate della sera (o notte?). Il proprietario del televisore in realtà è il “co-so” occupante il letto al centro il quale ha delegato il compito dello “zapping” al vicino romeno che si diverte persino con la pubblicità che imperversa sulle TV private e con l’audio discretamente elevato.
Il “co-so” del letto centrale, un omone alto 1 metro e 90, peso 125 chili, pancione da partoriente quadrigemellare, somigliante incredibilmente al famoso attore americano Ernest Borgnine, se
ne sta a letto, dormendo e russando, quasi tutto il giorno alla ricerca continua del modo migliore
per respirare più facilmente. Il medico gli ha detto che per ottenere quello che desidera è “calare
almeno di 40 chili”. Il “co-so” sghignazza e torna a dormire. Due cose mi hanno incuriosito di lui:
la prima è quella che, malgrado in letargo, appena sente la pubblicità di quel gestore telefonico ove
sono protagonisti i tre comici Aldo, Giovanni e Giacomo, apre occhi e bocca e copre di insulti feroci l’Aldo (gli sarà antipatico anche il nome?). Il fatto è che quella pubblicità è ossessivamente
tambureggiante, anche per me. La seconda che lui, malgrado il pancione partoriente, afferma di dormire molto meglio “a pancia sotto”. Infatti, dormendo, emette col respiro un suono talmente rumoroso che sembra spari cannonate. Ecco perché le “zanzare-iena/ridens” a lui non lo pensano proprio.
2°GIORNO: idem c.s.
3°GIORNO: il “co-so” romeno viene dimesso, ci saluta e ci informa,in un italiano stentato, che lascerà l’Italia per tornarsene in Austria dove ha numerosi parenti (non avevo dubbi) ed un lavoro.
Subito dopo anche E. Borgnine lascia la compagnia portandosi via il TV (un grazie di cuore!).
Non passa neppure un’ora che entrambi i letti vengono rioccupati: in quello a destra un ometto di circa 85 anni, piccolo, magro, occhialetti incollati sul naso (mi sembra di averglieli visti anche di notte), quasi sempre con una “coppola” sul capo,abruzzese capa-tosta, ex alpino, ex prigioniero di guerra in Polonia sotto i nazisti, “beccato” in Russia. Da qualche anno “commercialista(?) in nero”.
Possiede alcune virtù: ad ogni passaggio di ausiliarie, di infermiere e di medici non dimentica di
informarli, mattina, pomeriggio e sera, che a casa prendeva cinque pillole al mattino e sei prima di
andare a letto: il disco si è incantato! Poi, ogni quattro e cinque ore, ripete il racconto di quando in Russia è stato internato dai nazisti in un campo di concentramento: altro disco incantato. Un vero spasso.
Il letto al centro viene concesso ad un pensionato, ingegnere (laureatosi alla Facoltà d’Ingegneria vicino San Pietro in Vincoli, figlio di un abitante di Via della Polveriera per circa venti anni – però
guarda che combinazione – chissà se noi lo abbiamo conosciuto avendo lì abitato sin dal 1930),
molto ciarliero ed abbastanza cordiale, esperto di computer e di telefonini (io ne ho subito profittato).
4°GIORNO: di primo mattino, dopo il rito del giro di controllo dei medici, l’ex-alpino viene
“congedato” e il reduce…finalmente…torna a casa.
Il tempo per le ausiliarie di sistemare il letto di destra per un nuovo arrivo ed ecco che, in una sedia a rotelle, fa il suo ingresso un fresco “co-so”: alto, non troppo in forma, 75 anni, ex muratore
ora in pensione, anche lui ex alpino ma per sbaglio poiché al momento della leva era stato destinato
ai bersaglieri ma ci fu un equivoco (niente Porta Pia ma le Dolomiti). Lo accudisce, quasi dall’alba e sino al tramonto la moglie, un po’più giovane di lui, che lo ricopre di baci, carezze e parole dolci
come amore, caro, tesoro. Non hanno potuto avere figli: questa la ragione di tante tenerezze? Tratta
il marito come un bebè e lui non ne è molto contento. Borbotta in continuazione ma cambia subito atteggiamento non appena riesce a farsi ascoltare dagli astanti raccontando innumerevoli episodi della sua vita in ciò confortato e sostenuto dalla propria moglie la quale, evidentemente, dopo 40 anni di matrimonio ha compreso benissimo il punto debole del consorte.
5°GIORNO: idem c.s.
6°GIORNO: il fatidico sesto giorno inizia con le dimissioni mattutine del “co-so” del letto di destra seguito nel pomeriggio da quello del letto di centro. Tanti saluti ed in bocca al lupo o in c… alla balena. Dal pronto soccorso portano in barella un uomo di circa 50 anni, conciato non troppo
bene con un paio di flebo e catetere attaccati al corpo ma che lui, adagiato semi-immobile nel letto di destra, non appena allontanati medico ed infermiere, se li stacca alzandosi per andare a bere al bagno in un continuo avanti e indietro per sei o sette volte.
Arriva il personale medico e…apriti cielo. A sera inoltrata la situazione lentamente si normalizza.
Potenza di certa terapia.
Mi addormento abbastanza facilmente rivolto verso il letto centrale vuoto.
All’1 e 53 apro casualmente gli occhi e noto che nel letto accanto al mio, quello di centro, dorme placidamente un “co-so”. Quando è arrivato?…come mai non me ne sono accorto?. Con l’ausilio del chiarore di una luce d’emergenza riesco a capire che si tratta di un uomo piuttosto robusto,
scarsi capelli bianchissimi, senza pigiama con indosso soltanto un paio di slip dal disegno simile alla pelle di leopardo. Lascio perdere l’esame e mi rimetto a dormire.
Il mattino dopo, alla luce del giorno, riesco ad esaminare meglio il mio vicino di letto.
E’ un distinto signore, piuttosto in carne, tratti gentili del viso, occhiali da lettura e da vista attraverso i quali guarda spesso intorno a sé. Dopo qualche minuto si alza e, a piedi scalzi, si dirige verso la porta d’ingresso della nostra stanza tornando subito al letto non appena entrano medico ed infermiera. Gli chiedono come si chiama e lui risponde che non lo sa!, poi passano all’età, allo stato
civile, al luogo di nascita e di residenza ma lui continua a dire che non lo sa e non ricorda neppure
il motivo per il quale si trova in ospedale. Gli spiegano che sono stati due carabinieri di pattuglia a condurlo lì e che è stato rintracciato vagante per la Via Aurelia, nei pressi di Civitavecchia, conciato piuttosto male, senza portafoglio, né documenti, né orologio,né altri oggetti all’infuori di due mazzi
di chiavi: uno di una abitazione (ma quale?) e l’altro di due auto, una Lancia ed un’Audi,e i due paia di occhiali. Gli dicono che al pronto soccorso gli sono state riscontrate due ecchimosi una in testa e l’altra alla schiena in corrispondenza del rene destro conseguenze evidenti dovute ad una caduta. Lui non riesce a ricordare il perché di quelle “botte”. Deve quindi trattenersi in ospedale per i necessari accertamenti. Lo informano che anche la P.S. si è data da fare cercando di sapere qualcosa di lui: lo hanno persino fotografato con e senza un cappello, con e senza occhiali e hanno inviato le foto alla trasmissione TV di RAI TRE “Chi l’ha visto?”…ma finora senza alcun risultato. Nessuno ha chiesto o chiede notizie di una persona che è scomparsa ormai da qualche giorno.
Credendo di capire la sua voglia di parlare con qualcuno lo sollecito un po’ cercando di metterlo a
suo agio ma ci blocchiamo sempre sul suo stato confusionale. Parla con un accento della Regione Laziale ma lui insiste nel dire che non sa di dove viene né dove era diretto al momento della caduta.
A volte gli sembra di ricordare di essersi fermato con la sua auto (ma quale?) ad un capolinea della
Metropolitana, ma quale? La A o la B?…ed a quale capolinea?. Sollecitato da medici ed infermiere
a dire il proprio nome sorridendo risponde sempre che lo dirà l’indomani mattina (e questo ogni giorno almeno fino a quando sono restato io in ospedale). A volte indossa l’unico paio di calzoni con i quali è stato ricoverato: tipo jeans, moderni, di colore verde-bottiglia e così pure una bella maglietta, una camicia scozzese ed un paio di calzini che il giorno precedente la mia dimissione ha lavato da solo perché insudiciatisi nella caduta ed ha steso il tutto alla terrazza fuori la stanza L’unica nota un po’stonata, rispetto all’età dimostrata, un paio di scarpe da ginnastica di ottima marca ma di una misura che non deve essere la sua e che il primo giorno si è tolto lo sfizio di lavare accuratamente. Abbiamo stretto quasi un rapporto amichevole e conversa volentieri con me sempre senza la memoria del suo passato ma anche con la consapevolezza che vuole affrontare il presente e con il desiderio di uscire al più presto dall’ospedale. Ma per andare dove?. Non lo sa ma spera nell’aiuto delle forze dell’ordine. Qualche volta lo vedo prendere un quotidiano o una rivista lasciati dal precedente “co-so” e osservo che legge avidamente quasi sorridendo muovendo lievemente le labbra senza emettere alcun suono. Poi mi dice che sfogliando le pagine gli viene in mente qualcosa
ed aggiunge, mostrandomi una foto pubblicitaria che mostra il bellissimo volto di una giovane miss, che gli ricorda qualcuno anzi che l’ha persino conosciuta personalmente!…Mah?!?!
E’ giunto il giorno delle mie temporanee dimissioni dall’ospedale sapendo già che dovrò ritornarci tra non molto. Che ne sarà dello SCONOSCIUTO? . Dopo quattro giorni dal suo arrivo nessuno si è fatto né sentire né vedere. L’augurio che gli faccio è che presto qualcuno si ricordi di lui anche se si tratta di uno SCONOSCIUTO che probabilmente vive o ama vivere da solo.
Ci salutiamo cordialmente stringendoci le mani: lui senza nome ma io non gli ho mai detto il mio, così siamo uguali

30 commenti:

Punzy ha detto...

:) :)

non era giusto che lo conoscessi soltanto io..

il monticiano ha detto...

@Punzy. Sei un tesoro e ti ringrazio. Mi son lasciato convincere. Credo che proseguirò con le altre due "puntate" pensate e scritte per quel luogo non proprio ameno.

♥gabrybabelle (^..^) ha detto...

Ho letto un tuo commento dal russo,mi hai incuriosito,sono passata,ho letto il tuo Hospital racconto,scrivi molto bene,ah fossimo tutti cosi bravi a spiegarci in scrittura,sob,sob,
Ciao monticiano di Sicilia d'origine
gabrybabelle

il monticiano ha detto...

@gabrybabelle. Quando ho letto il tuo commento, mia cara, sono diventato rosso come un...pomodoro siciliano di Pachino. Come ho detto già varie volte e continuo a ripetere, a me piace raccontarmi le cose che avvengono nel piccolo mondo che mi circonda. Mi sono infilato di soppiatto nel tuo blog e ho scoperto che, a parte gli "interessi" che non sono mai riuscito a comprendere, condivio appieno gli altri: Film, Musica (lirica e leggera),Libri e Letture. Però non si dicono bugie sull'età: il numero che indichi deve essere letto al contrario. Io invece ne ho 78 purtroppo,e mi sto sforzando di diventare "blogger". Possoinserirti tra i bloggeramici?

stella ha detto...

Caro Monticiano,ti ho letto tutto d'un fiato.
Confermo anch'io che scrivi molto bene e sai descrivere i sentimenti tuoi e altrui,facendoli vivere anche a noi.

A presto!

il monticiano ha detto...

@stella. Grazie a te e alle altrui sollecitazioni proseguirò con ulteriori due puntate riguardanti ciò che è accaduto sempre nello stesso luogo. Spero siano ben accolte. Io le racconterò poi, quello che deve accadere, accadrà.

Lara ha detto...

Io non vedo l'ora.

Ciao :)

il monticiano ha detto...

@Lara. E' meglio aspettare che la prima puntata venga digerita bene altrimenti le prossime due verranno all'istante infilate nel secchio.

La Mente Persa ha detto...

"Ci salutiamo cordialmente stringendoci le mani: lui senza nome ma io non gli ho mai detto il mio, così siamo uguali"
mi hai fatto troppo ridere :)))

Attendo la seconda parte.
gio

il monticiano ha detto...

@La Mente Persa.
Sto adattando per il blog le altre due puntate dei miei "soggiorni" in "H come Hospital".
E'possibile per "l'Epifania che tutte le feste porta via", ricevere, se ci riesco, almeno la seconda puntata.

l'incarcerato ha detto...

Te l'ho detto che scrivi proprio come Pennacchi, ti obbligo a leggere un suo libro particolare dove racconta le sue storie.

Entrambi avete la qualità di far sorridere anche quando parlate di una vostra vicissitudine personale.

il monticiano ha detto...

@l'incarcerato. Come si dice a Roma "hai il caffè pagato!" ma ti prego non paragonarmi ad Antonio Pennacchi perchè esageri e non poco. Lui ha 20 anni meno di me, laureato, autore di libri (tra i quali anche quello dal quale è stato tratto il film "Mio fratello è figlio unico"), scrive per Limes, Micromega etc, mentre io, non me ne vergogno, sono appena un licenziato di 3^media (a calci e spintoni)e, ahimè, non ho mai letto i suoi libri.Tu mi consigli un libro particolare dove racconta le sue storie ma,se mi permetti l'obiezione, non vorrei lasciarmi influenzare. Preferisco considerarmi ed essere considerato da chi lo vuole fare, un naif. Non è superbia la mia ma conosco le mie limitate possibilità.

loris ha detto...

Penso che sarebbe opportuno che tu passassi dal mio sito per ritirare un premio.

il monticiano ha detto...

@loris. Grazie. Sono passato dal tuo sito "in contemporanea" giacchè mentre tu stavi postando il tuo commento nel mio sito io facevo altrettanto sul tuo. Appena mi riprendo cercherò di capire meglio.

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
sor aldo, complimenti, ammazza come scrivi bene!!!!!
Ho letto tutto di un fiato.....
bello aspetto le prossime puntate!!!
Hasta siempre!!!!

p.s. complimenti per il premio!!!!
besito!!!

il monticiano ha detto...

@Nadia. Hola! Però non t'aspettà cose più mejo, perchè io, cor passare der tempo, nun so' come er vino che 'nvecchiando migliora. T'aringrazzio sempre.
HASTA e besitos in quantità.

Pietro ha detto...

Non leggevo per intero un post così lungo da secoli.
Bellissimo :-)

il monticiano ha detto...

@Purtroppo quello era soltanto, come si dice? la "prima puntata".
Avrà un seguito, in due puntate, che sto adattando per il blog e che dovrò necessariamente alternare. Prevedo la seconda per l'epifania.
Ti ringrazio.

teodo ha detto...

Il post era lungo ma l'ho riletto due volte per accertarmi di non aver perso nessuna parola o punto del tuo racconto di vita vissuta.
Bravo aspetto le altre puntate.
ciao ciao

ps Hai fatto bene a non chiedere niente alla ragazza che piangeva.........ho provato anch'io e in certimomenti si desidera piangere in santa pace.

il monticiano ha detto...

@teodo. Riguardo il post "LO SCONOSCIUTO" sto cercando di adattare per il blog le altre due puntate. La seconda ritengo possa essere pronta nella tarda serata dell'epifania,mentre per la terza, che è molto più lunga, mi serve un po' più di tempo.
Ho notato che l'episodio della ragazza che piange ha dato modo a tanti di esprimere la propria opinione.
Io rispetto tutte le opinioni e quindi tutti dovrebbero rispettare anche la tua.

il monticiano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
♥gabrybabelle (^..^) ha detto...

Moniciano,aspettavo la seconda puntata,a quando?
Come scrivi qui l'eta' non è quella giusta MA è quella che mi porto dentro!La vita spesso,come sai porta dolorose conseguenze che invecchiano precocemnte l'animo,e lo spirito,MA non il cervello,cosi combatto finchè posso,facendo finta di essere ancora la gabry di un tempo"Come sai il nostro vero potere sta in due cose-
1)il nostro cervello che guardacaso funziona pari apri ad un Computer,molto piu complicato di quelunque Super Computer del mondo-
2)il nostro cuore,visto come centro nevralgico dei nostri sentimenti-
I quali hanno sede sempre nel nostro cervello(p.c.)ma di cui facciamo finta che abbiano sede distaccata(vedi cuore)
Alimentare questi due organi è il nostro vero obbligo morale nella vita-
Tutto il resto come dico sempre io
sono "quisquiglie e pinzillacchere" e lasciano il tempo che trovano-
Ora ti aggiungo nella lista dei blog che leggo,con i Feed nei preferiti,non per non perderti ma per avEre le anteprime post!!


P.S.abituati a questo nuovo gergo,Feed,preferiti,etc,etc, è il mondo che avanza...eh,eh,eh,!!
Gabrybabelle

♥gabrybabelle (^..^) ha detto...

p.s. dimenticavo!
amici?
ma certo che si...
sei nella lista(come t'ho scritto prima)
per ora la vedi(e ti vedi) nel "retro blog"se farai lo scambio(con il modulo "blog che leggo")
ti vedrai anche in home-page blog!
:-)gabrybabelle

HAVEADREAM ha detto...

Come avrai avuto modo di notare, non ringrazio e commento quasi mai in "casa". Il mio saluto coincide anche con la lettura di poco fa del tuo scritto "H", che ho trovato molto bello e toccante, soprattutto nella descrizione dei "co-si"; notevole la chiusura ironica e amara nello stesso tempo lui senza nome ma io non gli ho mai detto il mio, così siamo uguali .

Si rimane in attesa delle altre due puntate.

ciao
Salvatore

il monticiano ha detto...

@HAVEADREAM. Anch'io ho un sogno,piccolo, terra terra: quello di imparare bene per essere un blogger. Eh!(sospiro) che mi tocca fare all'età che ho raggiunto anche se con molta fatica.
Se ho ben capito posso commentarti solo "fuori casa" e ringraziarti quasi mai. Va bene?
Ho piacere che tu abbia gradito lo scritto "H". Per le altre due puntate vai,per favore, sul mio commento di risposta postato più sopra su "@teodo".
Ciao
aldo.

progvolution ha detto...

sei un gran narratore!
Sussurri obliqui

il monticiano ha detto...

@progvolution. Purtroppo il "peggio" deve ancora venire pubblicato.

upupa ha detto...

....ok,la prima puntata è più che ok....mi piace ricordare che scrivere è dare voce all'anima,è far prendere forma ai nostri pensieri,è liberare la nostra voglia di dire,è raccontare liberamente ciò che vediamo,sentiamo e viviamo anche con gli occhi della nostra memoria

il monticiano ha detto...

@upupa. Grazie per il commento così generoso perchè a me fa piacere soprattutto "raccontare liberamente ciò che vedo, sento e vivo anche con gli occhi della mia memoria"...che in verità, aggiungo io, da un bel po' di tempo se ne sta andando.
La seconda puntata verrà messa sul blog questa sera mentre la terza ed ultima puntata, divisa in tre parti ci sarà,a giorni alterni, a partire dal 21 gennaio.
Naturalmente per chi ha voglia di seguirle.

stella ha detto...

A rileggerti!