sabato 18 settembre 2010

MAURO cerca NORA

Dopo altri cinque giorni di vacanza oggi inizia il nuovo anno scolastico e si riaprono le scuole. Quella dove insegno si trova a tre chilometri di distanza da dove abito e quindi ne approfitto per andarci in bicicletta. Devo ammetterlo sono emozionato perché i miei ragazzi della quinta C al termine di quest'anno scolastico proseguiranno gli studi altrove. Anche cinque anni fa quando ci lasciammo con quelli della quinta B provai la stessa cosa. D'altra parte quando si sta con loro per cinque anni di seguito e li si vede crescere sotto i propri occhi, da bambini a ragazzi, penso che sia comprensibile provare questo sentimento. Anche questa volta, al termine dell'anno scolastico, farò loro la stessa richiesta che feci a quelli della volta precedente: "se vi va e se potete venitemi a trovare e fatemi conoscere come procedete nella scuola e nella vita".
Pedalando mi torna in mente il mio viaggio sul treno di cinque giorni fa. Lo confesso, l'aver conosciuto Nora non mi ha lasciato indifferente e meno che mai l'aver trascorso quelle ore con lei
raccontandoci tanto delle nostre vite. D'altra parte posso solo sperare d'incontrarla, così, magari per caso, ma non ne sono troppo sicuro. Abbiamo deciso di non scambiarci i nostri rispettivi numeri telefonici e credo sia stata una decisione saggia. Non ci siamo neppure detti dove abitiamo e neppure io le ho detto in quale scuola insegno e...Un momento. Adesso che ci penso lei mi ha detto che lavora alla sede Rai di Torino quindi ove decidessi di rivederla...No, no, meglio lasciar perdere. Nora ha più che validi motivi per vivere la sua vita e dividere il suo futuro con il suo compagno. Mi rassegno e non ci penso più anche perché sono arrivato a scuola Il primo giorno è uno dei più impegnativi dell'anno scolastico per tanti motivi, uno dei quali è quello che proviamo piacere a raccontarci reciprocamente le vicende delle vacanze appena terminate: con chi, come e dove.
Trascorsi tre mesi mancano appena dieci giorni all'inizio delle vacanze natalizie. Le scuole infatti resteranno chiuse dal 23 dicembre all'8 gennaio del prossimo anno, ed io, come negli anni precedenti torno a Palermo dai miei. Decido quindi di recarmi alla stazione per prenotare il treno.
Allo sportello c'è un discreto numero di persone avanti a me. Mi metto in fila dietro l'ultima e attendo il mio turno. Quando sto per arrivare allo sportello un pensiero mi balena nella mente. Non faccio il biglietto ed esco dalla fila. In questi tre mesi non ho fatto altro che pensare a Nora e allora adesso decido diversamente. Prendo la bici, chiedo informazioni circa l'indirizzo preciso della sede Rai di Torino e, ottenutolo, per agire più serenamente torno a casa dove cercherò di riordinarmi un po' le idee e studiare un piano per cercare di rivedere Nora.
Ragionando a mente serena, lei non lavora in una scuola e può darsi allora che abbia soltanto pochi giorni di ferie. Non dovrebbe allontanarsi da Torino.
È il 23 dicembre, sono le sette di mattina ed io mi trovo davanti il portone d'ingresso della sede Rai e attendo, malgrado il gran freddo, l'entrata degli impiegati. Non ho potuto domandare nulla alla persona all'ingresso perché di Nora conosco soltanto il suo nome e non il cognome. Alla spicciolata
arriva un discreto numero di persone che va man mano aumentando fino a fermarsi alle 9 in punto. Di Nora nessuna traccia. Può darsi che qui si lavori a turno, mattutino e pomeridiano. Ritornerò qui tra poco meno di sei ore. Venti minuti prima delle quindici sono di nuovo qui e vedo che alcune persone stanno avvicinandosi al portone d'ingresso. Tra esse la figura inconfondibile di Nora. Incurante di tutto cerco di farmi notare agitando una mano. Dopo qualche secondo lei mi vede e istintivamente ci corriamo incontro con le braccia spalancate. Ho solo il tempo di notare che non ha più la frangetta dei capelli sulla fronte, li ha lasciati crescere e li ha annodati dietro la nuca. Mi dice che deve entrare in ufficio, ma che ne uscirà alle ventuno. Le assicuro che sarò li ad aspettarla. Sono in preda all'agitazione come fossi alle prime armi in questo genere di cose, ma sono contento di esserlo perché tutto questo può avere un solo ed unico significato: sono innamorato di Nora.
Quella sera stessa siamo di nuovo insieme e riprendiamo a parlare come se non fossero trascorsi più di tre mesi. Lei m'informa che conduce sempre la stessa vita di cui mi parlò sul treno, che ogni fine settimana si vede con il suo compagno, ma su questo argomento preferisce non approfondire ed io non le chiedo nulla. Mi dice che non potrà recarsi a Palermo per via del lavoro ed io la informo che ho cancellato quel viaggio. Lei proprone di trascorrere qualche festività insieme. Noi due soli precisa. Era quello che speravo.
Concordiamo di comune accordo come, dove e quando vederci e nessuno di noi due si meraviglia di ciò che stiamo facendo, spontaneamente e con naturalezza come se fossimo amici di vecchia data uniti da qualcosa di molto diverso rispetto l'amicizia. Questa volta ci scambiamo i numeri telefonici. Fissiamo l'appuntamento per il venerdì successivo. A casa mia in quanto il mio collega con il quale condivido l'appartamento si trattiene in quello della sua ragazza fino a notte inoltrata. A volte neppure rincasa. Ci salutiamo sfiorandoci appena le labbra con un tenero bacio.
Nora puntualissima venerdi sera alle 9:30 suona alla porta, le apro, ci salutiamo baciandoci e cominciamo a cenare. Trascorrono un paio d'ore raccontandoci un bel po' di cose, ma ad un certo punto, soltanto guardandoci negli occhi comprendiamo che è giunto il momento che entrambi attendevamo. Andiamo nella mia camera dove accadrà quello che già doveva accadere su quel treno da Palermo a Torino.
Ci siamo messi d'accordo che la sera del 31 dicembre pur non potendo trascorrere insieme la notte di Capodanno, ci saremmo visti verso le 22 vicino il suo posto di lavoro soltanto per alcuni minuti per scambiarci gli auguri.
Alle 20:30 mi preparo per andare a quell'appuntamento, esco da casa, prendo la bicicletta e vado
quasi volando verso quel posto che ormai conosco molto bene.
A metà strada una macchina con i fari abbaglianti accesi.......
Nora guarda per l'ennesima volta l'orologio, si sta avvicinando troppo velocemente la mezzanotte,
riprova di nuovo a chiamare Mauro al telefono ma nessuno risponde.
Dopo altri tentativi andati a vuoto per cercare di parlargli, il 2 gennaio va a casa di Mauro e apprende dall'amico che lui non c'è più, investito da una macchina.

39 commenti:

nonno - enio ha detto...

anche noi facemmo la stessa promessa alla professoressa d'italiano, ci saremmo dovuti incontrare anno per anno, magari alle ferie.Tanto tempo è passato e sono riuscito a riincontrare solo 5 compagni e dopo 40 anni dal 5° industriale.

riri ha detto...

Il legame tra insegnanti ed alunni è molto forte, si condivide, si pena e gioisce con loro:-) ed è una fortuna, altrimenti saremmo dei robot semz'anima. La tua storia inizia bene ed ha una tragica fine. Una storia d'amore appena iniziata, ma già così avvincente, il destino che ci si mette a rovinare tutto. Mi sto chiedendo se è vera, perchè si percepisce tra le righe..non sembra un'invenzione, è triste. Permette di pensare che niente va perduto, che bisogna afferrare l'attimo, che la vita ci offre tanto ma a volte inconsapevoli del domani lasciamo svanire occasioni importanti.
Grazie Aldo. Un cordiale saluto ed un bacio a Roma bellissima:-)

enrico ha detto...

Accidenti che botta! Un colpo di scena devastante. A volte però la vita è proprio così, quando esce il tuo numero non ci sono discussioni.

carlo ha detto...

Poliedrico interprete del tuo narrare anche se come in questo
caso mi hai commosso fino all'ultima
lacrima...carle'

carlo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Adriano Maini ha detto...

Grande pagina!

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaa ^_^
triste e doloroso il final....
ti abbraccio forte forte!!!

Ornella ha detto...

Eh no, così non vale! Mi stavo crogiolando beatamente alla lettura di questa tenerissima storia e tu me la spezzi in questo modo!:)
Riguardo al rapporto con ex alunni (ed anche con i loro genitori) per me è un'esperienza quasi quotidiana, avendo insegnato per 15 anni alle Medie del quartiere in cui vivo. Ti assicuro che non esiste al mondo niente di più gratificante dell'abbraccio tenero e delle parole d'affetto e stima di ragazzi e ragazze ormai giovani adulti. Ogni volta che accade io poi cammino fino a casa ad almeno 30 cm da terra! :)

Nicole ha detto...

Ci sono rimasta malissimo...Ma è anche vero che la vita spesso prende strade misteriose. Chissà perché...e chissà perché sul più bello poi.

P.S.
Ti faccio gli augurii con netto ritardo e spero vorrai perdonatmi. Ho finalmente la linea da casa ora:)

Nounours ha detto...

Tragico epilogo e colpo di scena mozzafiato.
Non ho altre parole, anzi... giacché riesci così bene a costruire la trama e a narrarla con pathos avvincente e in crescendo verso il suo apice, perché non renderla della stesura di un romanzo, poi lo pubblichi, poi tanti lo compreranno, poi fai un po' di soldini per pagarti le spese editoriali e... poi non si sa mai! Di sicuro verresti premiato, sei una forza letteraria!

cristiana ha detto...

Confesso che un po' me l'aspettavo che finisse in tragedia,ma ho riletto le ultime righe più volte,quasi sperando di aver capito male e che lui fosse solo ferito.
Sei un birbante,ma ti perdono perchè sei molto avvincente.
Cristiana

PS E se Nora aspettasse un bimbo?

Grace (ma nana) (ma cazzara santa) ha detto...

Ommmma, anche questa storia è finita tragicamente come quella che mi è stata raccontata dalla signora durante il viaggio!
Fortuna che io l'amoremio l'ho incontrato sull'AUTOBUS! ;)
Ma Nora...sarà tornata col suo ex o si sarà buttata sotto un treno?
:D Ehhhhhhhh!!!

il Socio ha detto...

Credevo fosse stata proprio Nora a investirlo, essendosi smaronata.

A me sono rimasti impressi molti dei miei ex insegnanti. In particolare una stronzissima ex docente di italiano. Se l'incontrassi in bici, la investirei senza pensar due volte al malus assicurativo.

Ibadeth ha detto...

O che tristezza...
Io sono un'insegnante e ho avuto varie generazioni di allievi. Si scordano di te, si scordano, quasi subito.
Qualcuno no.
Qualcuno t'invita ai suoi matrimoni. Qualcuno t'invita alla sua tesi, te ne dà una copia e scopri che te l'ha dedicata. "Alla mia insegnante di lettere che mi ha fatto amare la sua materia". E tu piangi cone una cretina.
Qualcuno ti viene a trovare, per mesi e anni, dopo cena, a bere limoncello e birra.
Ma la maggioranza ti dimentica, non c'è verso.
Diceva una canzone "... per uno che passa e ti porta una rosa, mille si sono scordati di te..."

Sandra Maccaferri ha detto...

Uffa, ma così male doveva finire?
Ma ti perdono perchè sai narrare in modo avvincente: te lìho già detto che gli occhi si incollano al... "foglio"...fino all'ultima riga!!!

Maraptica ha detto...

Oddio speravo in un finale migliore, la devo smettere di credere alle favole vero Aldo?! Sigh...

il giardino di enzo ha detto...

Bravo Aldo, giusto epilogo. Come previsto si è perduta l'aura magica dell'amore che si era presentata nel capitolo precedente.
Le insegnanti al liceo sono state molto importanti per tutti noi, cinque anni durante i quali si è accresciuto un grande affetto. Ci siamo visti con scadenza quasi decennale e a parte alcune defezioni, noi alunni eravamo quasi tutti, la prof che viene sempre è Lia, a quei tempi era giovane, bella e intelligente!
Ciao, buona domenica

upupa ha detto...

Che finale triste!!!!!!!!!!!!!!!Speravo in altro....

Marianna ha detto...

psso per rubarti un abbraccio ciao nonno Aldo

Anna2 ha detto...

Ciao Aldo,
che storia meravigliosa!!!!
Peccato che il finale è finito male!!!Ma anche questo bisogna accettarlo.
I miei complimenti Aldo,Sei bravissimo nel raccontare storie d'Amore...
Buona domenica con i Tuoi familiari.
Un abbraccio forte forte ed una carezza.

Lindalov ha detto...

Evvai. Allegria!

luly ha detto...

Che tristezza, nooo.
Baci, Aldo.

Tina ha detto...

Ancora...sei un mito Aldo ;-))

Nora ne farà il suo amore per sempre, come gli eroi, diventano tali quando muiono giovani e non lasciano di tempo di vedere come si sarebbero comportati una volta raggiunto lo scranno ;-))

Abbiamo smesso 5 anni fa di fare rimpatriate, almeno, io ho smesso, è stato bello fino a che il ritrovarsi conteneva l'insegnante, mancato lui si scivolava in personalismi che in qualche caso definire di dubbio gusto è generoso.
Un abbraccio Aldo e buona giornata

Carlo ha detto...

Ciao Aldo e buon inizio di settimana a te!

Per la miseria che "batosta"!! Mi stavi commuovendo, la storia procedeva proprio come avevo sperato la volta precedente, quando raccontasti dell'incontro sul treno! Si stava avverando quello che ho sempre pensato debba essere il pensiero che muove il nostro vivere ovvero "cogliere l'attimo"!! In effetti, sto benedetto Mauro l'ha capito... mannaggia però!! Dalla commozione, con il tuo finale mi stavo per mettere a piangere!! Oggi, ho capito che anche tu sai quanto sia importante "cogliere l'attimo"... ma mannaggia, avrei preferito un finale diverso!! Non è che ci ripensi e sto Mauro si scopre essere in coma? Magari per un annetto... e la Nora, aspetta!!

Va beh dai... la storia è tua, bella e struggente!! Ti auguro un sereno pomeriggioe ti lascio un saluto!

Ellys...o meglio Martina ha detto...

Ma ma nooo. Io adoro i finali mielosi e pieni d'amore questa invece è una storia a tinte noir accidenti. Aldo ma non potevi finire la storia scrivendo che Nora lasciava il suo fidanzato e viviva tutta la vita felice e contento con Mauro??

rosy ha detto...

Appuntamento fallito
Mauro aveva l'appuntamento con lei
e lei arriva sempre puntuale.
Racconto che ti prene e ti fa immaginare un bel gran finale
e invece ti ritrovi a leggere l'ultima frase e resti li a pensare
che è vero quello che si dice
La vita non da mai due possibilità, ecco perchè da parte nostra abbiamo il dovere di non rimandare mai nulla...cogli l'attimo!
Solo di questo siamo padroni, tutto quello che mettiamo in coda è sempre un punto interrogativo

Bello questo pos, l'ho letto e l'ho raccolto come un messaggio
COGLI L'ATTIMO!
Bravo fratellone...bacio

PS ho avuto problemi col blog, ecco spiegata la mia assenza.
Ri-bacio.

Carlo ha detto...

Ciao Aldo. Torno da te perché certi complimenti, meritano un ringraziamento! Botanico io, mi sembra eccessivo anche se la definizione, ti assicuro che mi lusinga. Credo, tuttavia, che hai colto "l'essenza" della passione che nutro per la natura in genere: l'amore per la stessa. Come per tutto nella vita, l'amore è l'ingrediente migliore per ottenere sempre ottimi risultati. Comunque, si un po ci "capisco"!!

Per questo, inoltre, non credo che tu non "possa" cimentarti... ti manca solamente la "tecnica". Tuttavia, la cosa principale l'hai già e l'ho letta in tanti tuoi post!! Sei un gran pezzo avanti... ti assicuro!

Ti auguro una buona serata e ti lascio un nuovo saluto!!

Ambra ha detto...

Un grande finale, tristissimo e inaspettato, ma non banale, al contrario.
Bravo come sempre.

Lu ha detto...

L'unica insegnante che ricordo con affetto è la maestra delle elementari. Le esperienze successive sono, quasi tutte, da dimenticare.
Caro Aldo, è un enorme piacere tornare al mondo-blog e rileggere i tuoi racconti.
Un bacio ed un abbraccio :-)

Angelo azzurro ha detto...

Come nei romanzi, purtroppo anche la vita vera t'impone a volte certe brutte sorprese. Per fortuna che questa volta è solo un bellissimo racconto
Ciao Aldo!

Ernest ha detto...

Grande grande post Aldo!
un abbraccio

ady happyborn ha detto...

...ma come aldo, come hai potuto farlo? restituiscici Mauro, fai come fanno nelle soap opera, farlo ritornare, cambiagli i connotati se vuoi, o fallo tornare sotto le vesti di un angelo che tutto vede e tutto sente. baci

stella ha detto...

Nooo, Aldo no!
Mi ero illusa fino alla fine del racconto, questa è la volta buona mi dicevo...
A questo punto preferivo il primo finale...

Alberto ha detto...

Duro, hai trovato duro far proseguire la storia, ma per conto mio hai fatto bene, poteva diventare una delle solite storie strappalacrime, e che magari poteva piacere a certe lettrici di questo blog, ma a me proprio no.

Paola ha detto...

Ma allora la storia continua... però che tragico finale!!!
Mi illudevo in una storia romantica con un prosieguo da urlo... vabbè!!!
Ciao carisimo Aldo ti lascio un abbraccio forte per augurarti una buona notte... baciotto!!!

Primo Estinto ha detto...

La semplicita' e'la chiave della complessita' .....grazie Buzzati.

il monticiano ha detto...

A TUTTI I BLOGGER AMICI I MIEI PIU' CORDIALI RINGRAZIAMENTI

Pupottina ha detto...

che tragico finale.... mi dispiace....

Insana ha detto...

Passando para desejar um bom fim de semana.

bjs
Insana