lunedì 2 maggio 2011

CHIARITO IL MISTERO.......QUASI

L'8 maggio 2009 dopo ciò che vidi nella piazza vicino casa dove io transito all'incirca tutti i giorni – che è quella della pizzeria della pizza pazza – mi venne voglia di scrivere "SOSTA GRATUITA" in cui parlavo dello strano caso di una panda blu scuro lì parcheggiata regolarmente a spina di pesce ma che non aveva né il ticket pagato per la sosta e neppure autorizzazioni quale residente del Rione o disabile. Mi avevano incuriosito parecchie cose di quell'auto: la targa automobilistica della Germania, i finestrini e il parabrezza completamente oscurati dall'interno con pezzi di cartone d'imballaggio perfettamente sagomati, alcuni oggetti sistemati all'aperto di fronte all'auto quali coperte, cuscini, tavolino e sedia pieghevole da campeggio, insomma c'era di tutto un po'. Qualche giorno prima avevo visto un signore di una settantina d'anni il quale seduto sul sedile anteriore, metà dentro e l'altra metà fuori, prelevava da una specie di zuppiera che teneva fra le mani qualcosa che mangiava lui e che in parte dava a gatti e piccioni i quali lo avevano attorniato.Venni a sapere da un mio amico residente a non più di venti metri dalla panda blu e da tutto il resto, che si trattava di una persona che viveva o sopravviveva in quelle condizioni da cinque o sei anni. Per mangiare andava negli orari prefissati ad un convento di suore poco distante, bussava e otteneva il tutto gratis. Per dormire quando faceva freddo si sistemava dentro l'auto e quando faceva caldo fuori all'aperto sul marciapiede dove si era attrezzato a dovere. Per il bagno invece poteva liberamente accedere ai WC di due bar nei pressi della piazza. Non aveva mai chiesto soldi a nessuno, né la polizia del vicino commissariato e neppure i vigili urbani o gli ausiliari del traffico avevano chiesto qualcosa a lui. Convivenza pacifica. Forse per distrazione o forse preso da altri pensieri, pur passando da quella piazza molto spesso, mi disinteressai completamente della strana storia anche perché non avevo più visto la panda parcheggiata e neppure il suo proprietario.
Due giorni fa però, passeggiando vicino il giardino che si trova nella piazza, vidi il "germanico" che conversava con un anziano suo coetaneo il quale portava a spasso due barboncini muniti di regolare guinzaglio. Guarda guarda chi si vede mi dissi. Spinto dalla curiosità, visto che i due erano seduti in una panchina di quel giardino, andai a vedere se la panda era tornata ed invece, nello stesso posto di circa due anni prima, era parcheggiata una "opel" bianca, mezza auto e mezza furgone, con i vetri schermati da carta di giornale, la targa germanica – non so se la stessa della panda precedente – stracolma di masserizia, oggetti d'ogni genere, varie pentole di tutte le misure poggiate sul sedile anteriore del passeggero ed altro ancora. Sul marciapiede, di fronte all'auto, in misura inferiore rispetto la volta scorsa, qualche altro oggetto coperto da un telo impermeabile di plastica scura. Girando intorno a questa nuova "casa del germanico" notai, attraverso il parabrezza, che sul cruscotto era incollato un foglio formato A4 e vidi che si trattava di un verbale della Polizia municipale molto lungo dove c'erano frasi che non mi riusciva di leggere perchè scritte a caratteri minuscoli. Ero intento a cercare di leggere il contenuto di quel foglio ma mi accorsi che si stava avvicinando il "germanico" modestamente abbigliato e con sulla testa canuta uno zucchetto di lana da sciatore. In un italiano accentuato dal dialetto romanesco-trasteverino mi disse
= Ahò, che te voi compra' la machina? Guarda che te faccio fa' 'n'affare, nun costa tanto...
= Veramente stavo soltanto dando un'occhiata...
= Nun te proccupa', io ce abbito qua drento perché devi da sape' che so' stato a lavora' in Germania pe' un sacco d'anni, me so' comprato tre case ma quanno so' tornato qui a Roma l'ho trovate tutte occupate, nun me riesce manna' vvia la ggente che ce stà e a me me tocca vive così, te pare giusto?
= Direi proprio di no. Ad ogni modo le faccio i miei migliori auguri e scusi per l'intromissione...
= Ma de che? Anzi si aripassi de qua fatte vede, magara se pjiamo un caffé...
Il suo amico con i due cani lo chiamò
=Aristode' nun venghi?
= Arivo... Allora te saluto sor mae', statte bene.
= Grazie, arrivederci...=
E restai lì a bocca aperta per lo stupore.
Il "germanico" non era per niente germanico però aveva una nuova "casa".

28 commenti:

riri ha detto...

Le tue storie di vita sono sempre straordinarie, ma è proprio la vita vera quella che a volte stupisce più di ogni cosa..Qui la situazione è diversa, una macchina fiat è parcheggiata ai giardini e ci dorme un signore distinto che è rimasto senza lavoro....
La vita offre spunti di dialogo, allora l'ho conosciuto ed è una bella persona..
Grazie Aldo. Un abbraccio

Ambra ha detto...

Se la tua storia è vera, è incredibile. Scusa se non sono certa che sia vera. Il fatto è che tu fai degli incontri così strani che si stenta a credere che siano davvero avvenuti. Vedo poi dal commento di riri che è capitato anche a lei. Da non credere. Ma che società è la nostra, che produce queste situazioni?

Pupottina ha detto...

ciao Aldo!
ogni tanto riesco a trovare il tempo di farti una visita ;-)

riesci sempre a strapparmi un sorriso!!!
i misteri comunque non si chiariscono mai ;-) altrimenti che misteri sono?

Zio Scriba ha detto...

Davvero sempre gustosissimi, e pieni di vera umanità, questi tuoi racconti... :)

Ernest ha detto...

Vero vero quoto lo Zio!
un saluto Aldo

enrico ha detto...

Dura la vita per molti...

Alberto ha detto...

Potevi almeno chiedere per quanto te la vendeva la macchina, così tanto per chiedere.

Luigina ha detto...

Quando ci racconti il seguito di storie lasciate in sospeso in passato è ancora più piacevole leggerti. Questa me la ricordavo e mi aveva incuriosito e dimostra una volta di più quanto la vita a volte sia romanzesca, ma non tutti la sanno raccontare con la tua immediatezza e vivacità che rendono partecipi come se si stesse vedendo la scena. Spero che ti sia ristabilito completamente dalla caduta di qualche settimana fa

Luz ha detto...

Ma certo che i racconti del Monticiano sono veri!!
Prima di tutto perché quando sono frutto della sua mente lo dice, e poi (non so nelle altre città) ma a Roma succede tutto e ovunque...

Luz ha detto...

Più che altro mi chiedo in quale isola felice viva Ambra che si stupisce di queste cose tanto da pensare che non siano autentiche!
Anzi, una triste verità che pochissimi conoscono. Ci sono dei ragazzi, profughi afghani, che la notte per dormire si calano nei tombini e dormono in piedi.

Angelo azzurro ha detto...

E chi l'avrebbe detto mai!Ma che sia tutto vero il racconto del tipo?

nonno - enio ha detto...

bello il dialetto romanesco dell'emigrato in Germania, nun sè dimentica mai!

cristiana2011 ha detto...

Tu sei la discrezione ( anche la DESCRIZIONE) in persona, io gli avrei chiesto particolari a non finire della sua vita, ma io non sono molto discreta.
Quanto sei divertente ALDO!
Cristiana

petrolio-muso ha detto...

ahhaahahahahahh! incredibile e perciò autentica! ;)

zefirina ha detto...

troppo forte, anvedi er germanico che invece era romano de romano

rosy ha detto...

Queste storie sono vere verissime anzi.
So di un ragazzo che vive in macchina. Lavora ma il divorzio le toglie metà stipendio
e non permettersi di pagare l'affitto.

Aldo, le tue storie son vere e se abbiamo la "fortuna" di leggerle e solo grazie alla tua grande attenzione che rivolgi al tuo simile.
Ci sono persone che camminano e non si rendono neppure conto del mondo che le passa accanto
Personalmente ti ringrazio di queste storie che raccogli e ce le doni.
Noi dovremo riflettere.
Un bacione fratellone ciao.

Sandra ha detto...

Tu sei davvero un grande, Aldo, a descrivere. E leggere il "romanesco" scritto da te è spassosissimo: sembra di sentire il dialogo.
Meno spassosa è la consapevolezza di tante vite ai margini....

Ibadeth ha detto...

Fammi capire: il tedesco era romano dde Roma, solo che era stato a lavorare in Germania?
E com'è possibile che ci ha tre case e deve vivere in macchina? Non può cacciare gli occupanti della case a zampatoni?
E se ti vendeva la macchina, dove andava a vivere?
E che fine aveva fatto la Panda blu?
Quante ne voi sapé, mi dirà il sor Aldo...

Nounours(e) ha detto...

I tuoi racconti sono limpidi nella forma e nella sostanza, perché osservi con il piacere di vedere la vita che si svolge attorno a te. La curiosità, l'ironia e l'apprezzamento del gentil sesso sono elementi marginali rispetto al grande gusto di esserci. Penso, se tu dovessi scegliere fra tutti gli elementi che riempiono il tratto di strada della tua passeggiata, tu sceglieresti la strada, teatro della vita, contenitore di formidabili vicende che racconti troppo bene.
Ciao Aldo, grazie.
Un abbraccio, Nou.

Costantino ha detto...

Un racconto-verità,della seria "l'arte di arrangiarsi", o "basta poco per essere felici".
Ci aiuta anche ad apprezzare maggiormente ciò che abbiamo.

Gap ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gap ha detto...

Ambra, il primo commento che mi viene è dove hai vissuto finora. Basta leggere un qualsiasi giornale o vedere i tg locali da diversi anni in qua per "scoprire" storie come quella narrata da Aldo. Viviamo in un paese dove i poveri aumentano sempre più, dove sempre meno persone detengono la maggioranza dei mezzi di produzione e della conseguente ricchezza, un paese dove la disoccupazione giovanile è intorno al 30%, un paese dove si sta smantellando la scuola pubblica e la sanità pubblica. E qui mi fermo.

Adriano Maini ha detto...

Ma tu pensa! Comunque, insisto: capitano tutte a te le storie vere e vive da raccontare.

il Russo ha detto...

Mi sa proprio di storia vera, altrochè.
Mi piacerebbe un mondo come quello di Ambra dove ci si stupisce di un fatto del genere e lo si mette in dubbio: basterebbe guardare una puntata di striscia la notizia o di chi vuol esser milionario in meno e farsi un giro per la città...

Nicolanondoc ha detto...

Storia vera o non vera,si moltiplicano questi casi ed è una realtà che ogni giorno aumenta...

Maraptica ha detto...

Tutte tu Aldo! La curiosità a volte può creare problemi, ma è grazie a quella che osservi con occhi diversi e attenti tutto ciò che ti circonda :)

@enio ha detto...

bello sempre leggerlo il romanesco, figuriamoci ad ascoltarlo... musica e umorismo, io sono un ammiratore del Belli e del Trilussa...
comunque complimenti per il quadretto che tu ci hai regalato, gustosissimo...

Nicole ha detto...

Certo che la vera vita fatta di cose in apparenza pazze e assurde, sta proprio intorno a noi...altro che film e fiction! Tu poi sei un portatore sano di racconti davvero unici e magnifici.