giovedì 26 maggio 2011

TUTTO ACCADDE PER UN OMBRELLO CHE NON SI APRIVA

Pioveva ed anche piuttosto forte, un mese di marzo molto piovoso che incideva non poco sullo stato d'animo di Sandro. Non aveva con sé un ombrello ma per fortuna la fermata della metro che doveva portarlo a quella dell'Anagnina – capolinea della metro A di Roma – si trovava proprio sotto l'ufficio. Giunto a destinazione, dove aveva parcheggiata la macchina per rientrare a casa a Rocca Priora, la pioggia non aveva smesso anzi era diventata quasi una tempesta con tanto di grandine. Vicino l'uscita della metro Sandro, che era venuto a trovarsi tra gli ultimi passeggeri, notò una giovane donna che tentava di aprire uno di quegli ombrelli che si allungano premendo un tasto, che saranno anche comodi a portarli con sé ma capita molto spesso che si rompano. Niente da fare malgrado i numerosi tentativi. Le si avvicinò, le chiese il permesso e ci provò anche lui ma fallì, si scusò e, preso il coraggio a due mani, le disse che aveva la macchina nel vicino parcheggio e, se lo riteneva opportuno, le avrebbe volentieri dato un passaggio. Lei lo ringraziò e l'informò che non abitava vicino ma a Monte Porzio Catone. Sandro, sorridendo le precisò che anche lui doveva andare da quelle parti cioè appena quattro o cinque chilometri dopo il suo paese, quindi non gli costava nulla darle un passaggio. La vide titubare per qualche istante poi con un lieve sorriso gli tese la mano e si presentò. Si chiamava Diana. Appena entrati in macchina lui mise in moto e le chiese se le sarebbe piaciuto ascoltare un po' di musica ma lei disse che preferiva scambiare quattro chiacchiere. Senza che glielo chiedesse, gli disse la sua età, trentadue anni e lui le precisò la sua, trentasei. Aggiunse di aver accettato l'invito a salire in macchina ma volle precisare che era stata indotta a farlo soltanto per le cattive condizioni del tempo e perché la fermata del bus che doveva prendere era troppo lontana.. Il traffico intenso consentì loro di parlare molto ma Sandro non perdeva l'occasione di osservarla minuziosamente anche se con discrezione.Non si poteva proprio definire una bella donna ma aveva lineamenti regolari, capelli ed occhi castani, pochissimo truccata. Forse se avesse curato maggiormente la sua immagine di sicuro ci sarebbe stato un notevole miglioramento. Per la verità ciò gli interessava poco perché anche lui era appena appena passabile quindi erano pari. Quando arrivarono dove viveva Diana, scesero e nel salutarsi decisero di comune accordo di rivedersi il giorno dopo, alla stessa ora, nello stesso luogo.Iniziò per entrambi un periodo d'amicizia piuttosto sereno e tranquillo ma non si andava oltre anche se Sandro aveva fatto più volte dei tentativi per un approccio più concreto. Solo che Diana non era d'accordo. Ad eccezione della domenica, si incontravano tutti i giorni e man mano che il tempo passava aumentava la reciproca conoscenza. Entrambi occupati, Sandro contabile presso un'azienda, Diana quale infermiera professionale presso un ospedale, erano altresì single e vivevano da soli in minuscole case di loro proprietà. Gli altri loro parenti vivevano a Roma ai quali entrambi dedicavano le giornate festive. Ogni tanto cenavano a casa ora dell'uno ora dell'altro a seconda delle rispettive disponibilità. Praticamente si trattavano molto affettuosamente da fratelli, nulla di più. In alcuni casi sia Diana sia Sandro mostravano segnali inequivocabili di voler modificare il loro rapporto e tramutarlo in qualcosa che entrambi desideravano ma non fecero mai quel passo in avanti. Trascorsero quasi sette mesi da quel primo incontro al capolinea della metro A ed un giorno, era un sabato, fermi in macchina dinanzi casa di Diana lei raccontò a Sandro qualcosa che lo sconvolse. Innanzi tutto gli confidò che a ventidue anni era stata fidanzata per un discreto periodo con un suo collega di lavoro col quale poi si sposò. A cerimonia conclusa partirono per il viaggio di nozze ma la prima notte la trascorsero praticamente piangendo dal momento che lo sposo le confidò di non essere in grado di "consumare" il matrimonio a causa della propria incapacità naturale. Il giorno dopo tale ammissione tornarono a Roma e di comune accordo iniziarono le pratiche per l'annullamento del matrimonio il che avvenne molto rapidamente. Ma per Diana fu una mazzata tremenda e da quel giorno non ebbe più rapporti di alcun genere con altri uomini. A volte le veniva persino facile odiarli. Poi certamente con Sandro le cose erano andate diversamente ma lei ormai aveva preso un'altra decisione. Aveva fatto conoscere ad Emergency la sua disponibilità a recarsi presso qualsiasi destinazione per svolgere la sua attività di infermiera professionale. Era stata contattata e, dopo un colloquio, venne informata che doveva prestare la sua opera in Sierra Leone.
Nel sentire tutto ciò Sandro rimase sbigottito e, non appena Diana lo informò che ventiquattro ore dopo sarebbe partita, lui restò impietrito. A questo punto lei lo abbracciò a lungo, subito ricambiata, lo baciò con passione e, con le lacrime agli occhi, lo guardò un'ultima volta , si volse e si avviò verso casa propria.
Sandro non ebbe più notizie di Diana anche se pensava continuamente a lei.

28 commenti:

riri ha detto...

E' così, a volte si incontra l'amore in un momento non giusto, per scelte fatte od altro..ma se è vero, se resiste, ci si può raggiungere i capo al mondo..Conosco una biologa marina di Green Peace,(n giro per il mondo) che ha il compagno a Napoli, si vedono ogni settimana e si volano incontro a metà strada:-) Se è amore..non si perde, le distanze si colmano, c'è la web cam, il telefono satellitare..
Bel racconto Aldo, lasci sempre nell'incertezza..poi c dici il finale o non ha avuto seguito?Un abbraccio ed oggi..ricetta nuova per te..la sto studiando..:-))

Maraptica ha detto...

Questi finali sospesi che mi fanno tribolare!!! :) Ciao Aldo ;)

Ernest ha detto...

il destino, le strade, le scelte e il bivio che a volte si incontra...
un saluto aldo

web runner ha detto...

Certo che quello che si sposa prima di "confidare" una cosa del genere... tutta la mia comprensione per tutti i Sandri del mondo.

cristiana2011 ha detto...

Proprio come l'ombrello, pure loro due non son stati capaci di aprirsi.
Forse quel bacio avrebbero dovuto darselo prima, o forse no.
Non mi piacciono i rimpianti e auguro loro di non averne avuti.
Ciao ALDISSIMO!
Cristiana

la Volpe ha detto...

Da stringere il cuore, Aldo...

enrico ha detto...

ma c'è un seguito, no?

Tina ha detto...

Questo racconto è all'agro-dolce, un po una storia di altri tempi, se è reale...devono crescere entrambi, se non è reale...sei proprio un incantatore di ... blogger ;-))
Buona serata Aldo ;-))

Adriano Maini ha detto...

Una triste storia, ben raccontata, in ogni caso verosimile.

Pupottina ha detto...

che bello!
ogni momento è quello giusto... ed anche un ombrello che non si apre dà il via ad una serie di reazioni causa ed effetto ;-)

Nicolanondoc ha detto...

Ciao Aldone, una bella storia, un po' triste, io le sarei corso dietro, non si lascia andare l'amore vero..ma com'è finita?Hai ancora notizie per noi amici in attesa?
Un abbraccione..e chiov' sapiss comm chiov':-)

Nounours(e) ha detto...

Una storia ben raccontata, possibile. Storie come questa sono storie di umana solitudine e amarezza. Sfiducia nell'altro...depressione...
Il seguito, se ci sarà, potrebbe smentire questa mia impressione.
Ciao Aldo.
Un abbraccio :)

Nicole ha detto...

Vediamo se riesco a lasciarti il commento...
Bellissimo post, di triste amarezza.
E di coincidenze perse. Che strana che è la vita.

TuristadiMestiere ha detto...

uhmmmmmmmm dice bene Maraptica. Sti' finali fanno tribolare. Perché succede spessissimo che ci si incontri nel momento sbagliato. E che se solo ci si desse una possibilità, a distaza di tempo...

Ambra ha detto...

Ma com'è triste questo racconto! Una relazione sospesa a mezz'aria e senza speranze!
Ci voleva più passione. In fondo lei poteva rinunciare, ma non l'ha fatto, né lui glielo ha chiesto.

Isa ha detto...

Ciao Aldo. Complimenti per il blog.
Questa è la mia prima visita. Mi è piaciuto il tuo racconto, molto interessante, e mi ha fatto ricordare un po' di Roma e di tutti voi italiani.
Ebbene, ma voglio dire anche che sono d'accordo con quello che ha scritto Cristiana2011.
Un saluto a tutti dal Brasile
:)

Ibadeth ha detto...

Ma non poteva partire anche Sandro, con Diana???

@enio ha detto...

Sandro, sarai un bravo contabile, ma resterai sempre un ometto... dopo sei mesi... capisco, anche se non approvo, la decisione di Diana di scapparsene da Roma...

rosy ha detto...

Credo che in Diana e Sandro non era scattata quella corda speciale che unisce due cuori nella stessa nota musicale.

Secondo me si piacevano, ma si sono fermati al piacere di stare insieme e parlare. il che è anche molto bello.

Non siamo noi a scegliere ma è il cuore e i cuori di Diana e Sandro hanno capito che non erano fatti per restare uniti.


Forse anche Diana penserà spesso a Sandro con piacere.

Questa storia caro Aldo, ha un qualcosa di molto bello che i protagonisti conserveranno
per sempre nei loro cuori come un attimo dove tutto poteva nascere, ma che nello stesso tempo ma nulla di quel loro ricordo è morto.

Un amore incontrato e sfiorato
conserverà la sua purezza per sempre

Un bacio alduccio.

Nicolanondoc ha detto...

Caro Aldone, ti mando un saluto ed un buon fine settimana da tutti noi.

chicchina ha detto...

Le occasioni di un incontro sono spesso strane e marginali,ma sette mesi per prendere una decisione!
Non dico il colpo di fulmine,e col temporale ci poteva pure stare,ma fra una cena e l'altra,prendere l'iniziativa no?
Sei un ottimo affabulatore,Aldo,che siano vere o create,le tue storie sono sempre interessanti e piacevoli,anche senza il lieto fine,può succedere qualche volta.
Ciao e buona domenica.

rosy ha detto...

Buona domenica Alduccio
Da una Caserta beffarda...nel senso che ci prende in giro fresco, caldo e minacciosa metereologicamente parlando.
Ciao

Alberto ha detto...

Mi verrebbe da dire, era destino. Eh no. Poteva rimettersi in contatto con lei, in qualunque parte del mondo si trovasse.

Annarita ha detto...

Forse non era vero amore...di fronte al quale non c'è nulla che tenga.
Questo è il mio opinabile punto di vista.

Bravo, come al solito, Aldone. Una storia dagli incerti contorni raccontata con verosimiglianza.

Un abbraccio e buona domenica.

annarita

Gianna ha detto...

Caro Aldo, quanto mi sono immedesimata in questa storia...
Buona domenica!

Marianna ha detto...

nooooooooooooo ma non mi aspettavo sta cilecca cilecca cavolooooooo!
Aldo la prossima famme ce capì come va a finì, ce so rimasta come na scema !!!!!

Sandra M. ha detto...

Hai tratteggiato i due personaggi magnificamente.
Bellissimo modo di narrare, come sempre; e poi lasci tutto come... sospeso.
Entrando nel merito: che occasione di felicità persa, forse. E che orribile l'idea di avere rimpianti.

Luigina ha detto...

Anche se mi aspettavo un altro finale, quello che hai scelto mi piace. A volte per un nobile ideale si può sacrificare anche l'amore. Bravissimo come sempre a raccontare anche questa storia molto verosimile .