lunedì 5 luglio 2010

QUADRETTO FAMILIARE BALNEARE

L'anno: il 1966, il mese: luglio, la località: il lungomare Foceverde di Latina, l'alloggio: un albergo, i personaggi: io, mia moglie M e nostro figlio M di sette anni, altri due miei fratelli: il più grande G e la di lui sposa novella R, il terzo P e la di lui futura sposa T.
Assenti giustificati il quarto fratello A, single, studente e i nostri genitori.
Una precisazione. L'albergo in realtà c'era e non c'era in quanto era ancora in costruzione. In pratica esisteva soltanto lo scheletro in cemento armato, senza muri esterni e neppure interni. Però il proprietario, lo stesso del ristorante confinante, aveva ricavato al pianoterra dello "scheletro" anzidetto un piccolo appartamento costituito da un ampio ingresso che fungeva anche da cucina e camera da letto e da un'altra piccola camera di passaggio che conduceva al bagno, da adibire forse come alloggio del guardiano del cantiere. Nella stagione estiva invece lo affittava ai villeggianti in vacanza ad un prezzo, per la verità, molto conveniente.
Adesso non ricordo chi di noi scovò questo appartamento regale, ma poco importa giacché per andare al mare bastava attraversare la strada. La spiaggia era riservata all'albergo-ristorante e ai suoi ospiti, pertanto i tuffi e le nuotate tra le onde del Tirreno erano assicurate senza alcun problema.
Mentre le signore e il pargolo potevano trascorrere tranquillamente la loro villeggiatura, noi tre fratelli partivamo da Roma per giungere a Foceverde il sabato promeriggio e quindi ripartire la sera della domenica in quanto nessuno di noi aveva ferie dal lavoro in quel periodo. Viaggiavamo con una sola auto, quella di mio fratello G, poichè io non avevo auto e neppure patente mentre mio fatello P aveva sì la patente, sempre rinnovata per anni e anni, ma non aveva mai guidato un'auto in vita sua. Una prima volta che aveva provato era salito su un marciapiede e aveva quasi demolito una ventina di tavoli e sedie sistemati all'aperto dinanzi un ristorante nei pressi di Piazza Navona.
Sin dal primo sabato in cui arrivammo a Foceverde ci rendemmo conto, ahimé, come stavano le cose. Il pomeriggio trascorso al mare tutto bene: le signore sdraiate al sole per non perdersi un briciolo di abbronzatura, il pargolo sempre a mollo e a strarompere a destra e a manca e noi tre a leggere giornali. La cena preparata dalle tre grazie non era niente male, non avevamo la TV il che era un bene, il pargolo sfiancato dopo aver sfiancato noi se ne andò a dormire e quindi rimanemmo noi sei a raccontarci gli avvenimenti della prima settimana di villeggiatura.
Venimmo informati che avevano fatta amicizia con una signora del luogo madre di tre bambini con i quali il pargolo aveva subito legato. Ogni sera si riunivano lì in casa dove si villeggiava e tutti ad ascoltare le strane e misteriose storie che la vicina amava raccontare, piene di diavoli, fate, folletti, maghi, mostri e streghe. Ci dissero che si divertivano molto ad ascoltare: beate loro. Giunta l'ora del sonno che a mio fratello G arrivava abbastanza alla svelta si organizzò l'assegnazione dei posti letto
così distribuiti: le tre grazie nel lettone matrimoniale dove si era già andato ad infilare il pargolo; io e mio fatello G nell'altra stanza in un letto ad una piazza e mezzo mentre mio fratello P ,sempre in quella stanza, in uno di quei letti estraibili dal divano, vicino alla porta del bagno. Buonanotte a te, buonanotte a me, appena mezz'ora dopo dormivano tutti meno uno: io. Mi giravo e rigiravo nel letto, niente da fare, il sonno era ben lontano dall'arrivare. Mio fratello G che russava in stereofonia, l'altro fratello P che dormiva placidamente benché affossato dentro quella specie di letto che le era stato assegnato ed io con gli occhi ben aperti. Ad un certo punto sentii provenire dal piano superiore, uno strano rumore. Non riuscivo a capire di cosa si trattasse. Mi concentrai e pian piano
scoprii il mistero: stavano annaffiando a più non posso il pavimento di quel piano proprio sopra le nostre teste credo con un tubo di gomma come quello dei vigili del fuoco. Il tetto della nostra camera trasudava umidità. Mi venne da pensare che se non smettevano tra non molto l'acqua sarebbe caduta copiosamente. Feci passare un altro po' di tempo poi mi decisi. Mi vestii, badando di fare meno rumore possibile, uscii e andai a vedere cosa diavolo stava succedendo. Salite appena due rampe di scale vidi il proprietario dell'albergo-ristorante che stava richiudendo il rubinetto dell'acqua, lui mi vide, mi chiese spudoratamente se avevo bisogno di qualcosa, gli spiegai il motivo per cui ero salito e lui mi disse che per carenze d'acqua durante il giorno lui doveva fare quel lavoro necessariamente di notte poiché il cemento armato del solaio andava annaffiato spesso.
Discussi con lui quel tanto che bastava per cercare di far valere le mie ragioni ma feci un buco nell'acqua, tanto per cambiare. Mi avviai per tornare in casa ma la porta era ovviamente chiusa e io non possedevo alcuna chiave. Per entrare avrei dovuto bussare o suonare ma avrei anche svegliato gli altri. Allora attraversai la strada e me andai sulla spiaggia. Si stava bene, c'era la luna, e aspettai che si facesse giorno. L'alba giunse abbastanza in fretta e appena il primo pallido sole iniziò a crescere dissi fra me e me "sale il sole, son solo sull'assolato suol, sollevato".
Dopo avermi cercato da ogni parte mi vennero a svegliare gli altri e gli raccontai tutto. Mi ricordo che per tutto il resto della giornata feci girare in continuazione un disco di Mina con una sua canzone "La banda". Io mi stordii e tutti gli altri si scocciarono.

24 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

"sale il sole, son solo sull'assolato suol, sollevato".
haha!! Aldo ti adoro, sei unico!
La tua autoironia mi fa morire.
Ieri non sono andata alla Marcigliana. Troppo caldo afoso dalle mie parti e si è scelto di pare un giro pomeridiano fra i monti. Scelta indovinata poi, perchè abbiamo trovato un posticino immerso nel verde dove si stava da dio.
Un bacio

modesty ha detto...

'anvedi, anche tu lupo solitario notturno con mare e cielo stellato!

lo sapevo io!

love, mod

Paola ha detto...

Hehehehehehe.. sei forte!!!
Cmq dormire sotto le stelle è favoloso... guardalo da un altro punto di vista... almeno non hai diretto "la banda" in notturna tra il russare del fratello... :-)))
Ciao caro Aldo ti abbraccio con affetto lasciandoti un buon inizio di settimana... baciotti!!!

Pupottina ha detto...

eheheheh
strano quello del piano di sopra: innaffiare in piena notte !?!?!
è vero che il caldo fa fare cose assurde!
poveretto tu senza chiavi, ma ogni tanto dormire all'aperto serve... almeno uno ci può fare un post ;-)

Ellys...o meglio Martina ha detto...

Aspettare l'alba sulla spiaggia è bellissimo e romantico...io in vacanza l'ho fatto spesso...
Credo però che la tua serata sia stata tutt'altro che romantica...almeno dai, se ci ripensi, ti fai una bella risata!

zefirina ha detto...

magari in due sarebbe stato più romantico ;-)

Marianna ha detto...

le tue storie m'incantano sempre ALDì !
E specialmente quando parli dei tuoi ricordi, è bello alle volte parlare del passato ..con un sorriso sulle labbra ciao e buona giornata !

Nounours ha detto...

Carissimo Aldo, me le ricordo anch’io, le serate “spiritiche”in vacanza. Formule pronunciate con il vangelo e la corona del rosario in mano per mandare via o chiamare gli spiriti e… “attenta a come parli che la ragazzina sta ascoltando!” “Stasera non si può fare, la medium non è concentrata…”. La medium si chiamava Bruna: era nera di capelli e aveva un neo con tre peli ricci, nerissimi, che le ornavano uno zigomo. Non l’ho mai presa sul serio benché assicurasse la sua assoluta buona fede.
Che bello essere in vacanza con accesso diretto al mare!
Per tre volte ho avuto questo privilegio. Una volta a Cà Roman una piccola isola presso Chioggia, la seconda al campeggio Kovacine dell’isola di Crès, infine a Strunac nella casetta del pescatore Ivogiovanni con accesso privato alla riva, nell’isola di Zut (arc. Kornati): sono le vacanze più belle in assoluto!
Mentre leggevo il tuo post avevo già immaginato che il proprietario stava curando la soletta perché mio padre sapeva fare il muratore e costruendo la nostra abitazione, come quella di un suo fratello adiacente alla nostra, aveva fatto lo stesso: si può dire che anch’io me ne intenda un pochetto di edilizia per la curiosità con cui seguivo il lavoro del mio papà.
Passare una notte sotto le stelle penso sia una grande esperienza che, ahimé, devo ancora fare.
Aldo, come racconti te, non racconta nessuno, ci fai vivere le tue esperienze.
Un abbraccio grande!
Grazie, Nou.

ady happyborn ha detto...

forse mi ripeto, ma il tuo modo di raccontare mi fa sognare, è denso di particolari niente affatto trascurabili. il tuo quadretto familiare mi ha conquistato come l'intro di un libro godibilissimo...però poi è terminato e io non saprò mai com'è finita quella tua estate...sembra l'inizio di un libro di calvino...mi appassiona.

Nicole ha detto...

E' un perdersi leggerti. Mi piacciono le tue storie e mi piace il passato. Un tempo ci si divertiva con poco e il concetto di famiglia era molto forte.
Si è perso tutto...bei tempi...Io non ho la tua età , ma ho fatto in tempo a vivere sul finire degli anni 60...Che tempi splendidi, che nostalgia!

Annarita ha detto...

Troppo forte, Aldone! Leggere i tuoi post scaccia via una tonnellata di stress.

Uno come te ci deve nascere, non può diventarlo! Sei i-n-i-m-i-t-a-b-i-l-e!

Un abbraccione.
annarita:)

Carlo ha detto...

Ciao Aldo e buon pomeriggio! Interno familiare gustosissimo che mi ricorda anche che, quelli, dovrebbero anche essere gli anni in cui iniziò la speculazione edilizia su quel tratto di costa che, poi, troverà la sua massima espressione nell'odierna Fregene!

Inoltre, credo che ti sia gustato il magnifico spettacolo di una notte stellata in riva al mare che oggi, forse, da soli non è "opportuno" affrontare sulle nostre spiagge romane!

Comunque dolci e divertenti ricordi di "vacanze romane" d'altri tempi..

Ti auguro una settimana serena e ciao!

Elly ha detto...

E' sempre un piacere leggere i tuo racconti, per quei pochi istanti mi sento davvero lì....

Ma poi, perchè il tipo innaffiava il solaio di cemento????

rosy ha detto...

Che altra canzone potevi cantare? Se non la banda?
Comunque, ogni situazione, viene risolta se c'è lo spirito e la voglia di continuare a sorridere.
Adesso osenò cosa raccontavi a noi?
Avere una vita piatta, e peggio che morire.

Certo che il russare è una cosa brutta.
Mio marito di notte russa e parla.
Di giorno non parla e di notte fa un casotto, ma non lo capisco cosa dice...quindi non lo capisco ne di giorno e ne di notte.

nNlle tue storie c'è sempre un qualcosa che mi riporta alla mente un mio ricordo personale.
Credi a me fratellone,l'autoironia è salute per il corpo e per l'anima.

prima c'era l'abitudine di andare tutta la famiglia insieme a mare.
Era bello.
Le tue storie caro Aldo, arricchiscono blogspot
Come faremmo senza di te?
Notte serena ciao

il monticiano ha detto...

@Angelo azzurro: a volte certe frasi mi riescono, altre no.
A me piace andare sull'ironico, ma non sempre funziona.
Un caro abbraccio.

@modesty: Se capita l'occasione non me la lascio sfuggire.
Ciao mod.

@Paola: Certo, mi è riuscito di dormire e sotto un cielo stellato.
Ciao, grazie e un abbraccio.

@Pupottina: Quello annaffiava per necessità, non potendolo fare di giorno lo doveva fare a quell'ora.

@Ellys...Martina: Per questo mi sono ricordato di quell'estate, per le risate che poi ci siamo fatte tutti.

@zefirina: Non credo solo romantico, però hai ragione.

Marianna: Alla mia età di ricordi ne ho in quantità industriale, non di tutti però è opportuno raccontare.
Ciao e buonanotte.

@Nounours: Sono contento che quello che scribacchio riesce a far riemergere dalla memoria i propri ricordi.
Sai bene allora come va trattato il cemento armato.
Grazie, un abbraccione anche a te

@ady happyborn: Quell'estate è finita in maniera normale, nulla di speciale. Ti ringrazio per il paragone ma la distanza è abissale

@Nicole: Grazie, naturalmente sono contento che ti è piaciuto anche se parlo di ricordi così lontani nel tempo.

@Annarita: Grazie, è inutile nasconderlo, le tue parole mi fanno molto piacere.
Un caro abbraccio.

@Carlo: Sì, ormai la speculazione edilizia ha distrutto tutto quel tratto di spiaggia.
Quei tempi ormai non tornano più.
Ciao e grazie per l'augurio.

@Elly: Il solaio di cemento armato andava innaffiato essendo di recente costruzione. Era poi un'operazione che doveva fare di notte perché durante il giorno
l'acqua scarseggiava.

@rosy: In seguito ho rimediato al fatto del russare di mio fratello mettendo dell'ovatta nelle mie orecchie.
Grazie di tutto e buonanotte.

riri ha detto...

Aldo, delizioso il tuo racconto-ricordo..dormire sotto le stelle ed aspettare l'alba è una cosa da provare..è semplicemente meraviglioso, ci si sente parte della terra madre:-)
Un abbraccio Aldo e buona giornata.

Rita ha detto...

Aldo nel leggerti mi sembra di aver appena visto un film in bianco e nero degli anni sessanta^^
Fortissimo!!!
Hai mai pensato di scrivere un libro?
Un bacione e buona serata

Spes ha detto...

E' bellissima l'ironia che metti nei racconti di Vita caro amico!:)
Certo che con il russare in stereofonia...il caldo e il soffitto umidiccio...mi sa che ti è andate meglio restare chiuso fuori ahahah

Un abbraccio.

il giardino di enzo ha detto...

Mai stato fino ad oggi sul lungomare laziale e tanto meno a Foceverde.
Da oggi posso dire: ci sono stato anch'io, tanti anni fa...
Ciao e grazie per i bei racconti che ci dai.

Luca and Sabrina ha detto...

Non sai quanto mi piacerebbe passare un'intera notte sulla spiaggia, certo di questi tempi magari non è molto sicuro, però fino ad un po' di anni fa si potevano fare anche di queste piccole follie!
un abbraccio
Sabrina&Luca

AlessandraLace ha detto...

ciao!!! ma te ne sono capitate di tutte i colori!!! bello dormì en spiaggia. un abbraccio

il monticiano ha detto...

@riri: Io mi sono sentito così bene che mi sono addormentato profondamente.
Un caro abbraccio a tutti voi.

@Rita: Grazie per le tue generose parole. Non sono all'altezza di scrivere un libro, perciò mi diletto
con dei brevi scritti.
Ti abbraccio, buonanotte.

@Spes: Certamente. Non volendo ho potuto dormire in totale tranquillità.
Anche da me un abbraccio.

@il giardino di enzo:Grazie a te di essere passato e per il tuo gentile commento.
A rileggerci presto.

@Luca and Sabrina: Una bella soddisfazione che di questi tempi, avete ragione voi, è un po' difficile potersela togliere.
Un abbraccio ad entrambi, auguri e a rileggerci presto.

@AlessandraLace: Prima di addormentarmi ho guardato invano verso il mare ma non sono riuscito a vedere nessuna barca a vela che veniva da Zara.
Un abbraccione.

DIANA. BRUNA ha detto...

Ciao Aldo,
le tue avventure così autoironiche, sono di una simpatia unica e fanno pensare che
qualcun altro, nella tua stessa condizione avrebbe fatto il diavolo a sette, e invece tu...
una bella notte sotto le stelle!!!!
Sei proprio un grande!!!
Ciao carissimo
un abbraccio al nostro "Albertone"
Bruna

chicchina ha detto...
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