mercoledì 4 giugno 2014

BETTY

Lei si chiamava Betty e nei primi anni cinquanta conobbe Paolo in occasione di un pomeriggio danzante in casa di una propria parente. Avevano entrambi tra i diciannove e i venti anni ed erano fidanzati con amici comuni. Lei con un giovane coetaneo in procinto di essere assunto presso una grossa ditta, invece Paolo, in attesa di occupazione, con un'amica di Betty. Loro quattro facevano parte di una comitiva piuttosto numerosa e quasi tutte le sere si incontravano in una sorta di osteria-trattoria situata nei pressi delle loro abitazioni per scambiare quattro chiacchiere. L'oste era il padre di uno di loro e quindi si potevano trattenere senza alcun ostacolo dalle tre alle quattro ore ogni volta. Colei o colui che se lo potevano permettere ordinavano una bibita e mangiavano un "cappone". Non era il noto gallo castrato bensì mezzo sfilatino di pane leggermente scottato sulla griglia, condito con una goccia d'olio e un pizzico di sale. Come si usa dire i tempi erano magri e quello era ciò che passava il convento. Nel corso di tali incontri si rideva, si scherzava e si passava il tempo discutendo di vari argomenti. Una di quelle sere, Betty e Paolo, seduti insieme agli altri amici, si accorsero reciprocamente che stavano guardandosi con intensità senza che nessuno di loro ne conoscesse il perché. Non dissero una parola, appena qualche secondo e volsero altrove i loro sguardi. Entrambi cercarono di evitarsi per il resto della serata. Due giorni dopo, quando insieme agli altri si ritrovarono all'ingresso della solita osteria, Betty prese da parte Paolo e rapidamente gli sussurrò
=Devo parlarti da solo
=Anch'io.
Senza che nessuno se ne accorgesse riuscirono a concordare un appuntamento per il tardo pomeriggio del sabato successivo. Quando si videro nel giorno e nel luogo concordati si salutarono non senza imbarazzo poi Paolo chiese:
=Va bene per te se prendiamo il bus e scendiamo al capolinea che si trova all'inizio dell'Appia Antica?
=Sì, va benissimo.
Saliti sul bus e lungo tutto il percorso scambiarono tra loro poche parole. Si stavano chiedendo entrambi come affrontare la situazione che si era venuta a creare. Giunti a destinazione si diressero camminando lentamente verso il prato antistante il Mausoleo di Cecilia Metella, non c'erano panchine e quindi si sedettero sopra i resti di una colonna marmorea proveniente da vecchi scavi archeologici della zona
=Paolo...te l'ho chiesto io quest'incontro
=Lo so Betty e sentivo anch'io la necessità di vederci da soli
=Sai anche il perche?
=Sì. Vedi Betty a volte certi sguardi sono più espliciti delle parole e di certi comportamenti
=Sono così trasparente per cui si nota subito quello che sento dentro di me?
=Dal momento che siamo qui, insieme, noi due soli, non credi che lo sia anch'io?
=Vero. Il fatto è che non dovremmo esserci qui e tu conosci benissimo il motivo
=Perché ti sposi a fine mese
=Giusto. E non è corretto e neppure onesto questo mio comportamento, ma...
=Ma?
=Penso che abbiamo sbagliato i tempi dei nostri reciproci fidanzamenti. Te lo dico con sincerità
=Che intendi fare
=Nulla. Anche se vorrei dirti quello che provo per te. Ho fatto una promessa e intendo mantenerla.
=Ti vuole bene come...
=Come?
=Come e quanto te ne voglio io?
=Credo di sì, a modo suo. E poi io e te non abbiamo fatto mai trapelare quello che sentivamo l'uno per l'altro
=Abbiamo commesso un grosso errore
=Già. Torniamo adesso, ti prego.
Paolo prese per mano Betty gliela strinse con delicatezza e si avviarono lentamente verso il bus. Si stava facendo buio, ma giunti a pochi passi si fermarono si guardarono e si scambiarono un lungo ed appassionato bacio, incuranti di tutto. Poi, senza dire una parola, salirono sul bus e tornarono nelle loro rispettive case.
Il dolce intenso sapore di quel bacio e di quelle labbra rimase a lungo nei ricordi di Paolo. Non lo dimenticò mai..

13 commenti:

cristiana2011-2 ha detto...

Non voglio immaginare l'amore angoscioso, denso di rimpianti,di quei due. Oggi, per fortuna, non ci sono più quelle convenzioni e sarebbe possibile tornare sui propri passi.
Egoismo? Secondo me no, pura onestà.
Cristiana

Mariella ha detto...

Speriamo siano riusciti a dimenticarsi.
Speriamo.

robi cipra ha detto...

capita caro Aldo, oh! se capita (forse ho coniugato male il verbo al passato...)

Un carissimo saluto. robi

Sarah ha detto...

E' che certi finali non riesco proprio a mandarli giù... ciao caro Aldo

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Effettivamente Betty ha valutato anche il fatto che il suo futuro marito lavorasse.
Purtroppo la giovane età e l'influenza che possono avere avuto i genitori su di loro, ha contato di più del coraggio di un'amore.
Io forse avrei fatto una scelta diversa, ma sin dall'inizio.
Per me l'amore ha sempre contato molto, chissà...
Baci caro Aldo.

keiko ha detto...

Capita...
Sei un ottimo narratore: realtà, fantasia... chi lo sa!

P.S.
Lo sai che insieme a me a ritirare il premio per il mio racconto, c'erano molti giovanotti e signorine tuoi coetanei con scritti deliziosi e il vincitore assoluto della narrativa breve era proprio tuo coetaneo?
Medita Aldo, medita...
Un abbraccio:))

Ernest ha detto...

eh si capita Aldo... un abbraccio

EriKa Napoletano ha detto...

Bravo come sempre, caro Aldo. Bella storia. Buon fine settimana ed abbraccio da Bari.

Blogaventura ha detto...

Sempre piacevole leggerti. Un caro saluto, Fabio

chicchina ha detto...

Le storie che finiscono bene,cioè nel modo più corretto,forse lasciano in fondo qualche rimpianto...Non sapremo mai cosa avremmo trovato dietro l'angolo del perbenismo e della rinuncia.Bravo come sempre,Aldo.Una serena domenica

Carlo ha detto...

Ciao Aldo e buon pomeriggio domenicale.

Storie sicuramente d'altri tempi e noi che, invece, siamo oramai abituati a viverne ben altre, spesso tutta questa "onestà" non riusciamo a capirla. In effetti, non saprei se riuscirei a fare una scelta come i due protagonisti della tua bella storia. In passato lo feci e fu un grosso, grossissimo errore. Oggi non rimpiango nulla, però l'errore lo riconosco!

Carlo ha detto...

Ciao Aldo e buon pomeriggio domenicale.

Storie sicuramente d'altri tempi e noi che, invece, siamo oramai abituati a viverne ben altre, spesso tutta questa "onestà" non riusciamo a capirla. In effetti, non saprei se riuscirei a fare una scelta come i due protagonisti della tua bella storia. In passato lo feci e fu un grosso, grossissimo errore. Oggi non rimpiango nulla, però l'errore lo riconosco!

Paola ha detto...

Uffa!!!
Ma perchè questo finale amaro :-(
Capisco che talune volte l'onestà prevale sull'emozione, istinto ecc... ma... ma...
Ciao Aldone un bacione grosso!!!