lunedì 13 luglio 2009

ottava puntata de IL SEGRETO

Mi ha confortato come era logico che facesse e poi ha convenuto con me sul fatto che Cesaria, negli ultimi istanti di vita, abbia pensato al futuro del suo piccolo dicendo al medico che Giacomo era mio figlio, sicura del fatto che mi sarei occupato di lui, raggiungendo in tal modo anche lo scopo
di continuare a salvaguardare la sua dignità ed il rispetto degli altri. “Possibile?” Gli ho chiesto “Possibile che Cesaria in quegli attimi così tremendi per lei abbia avuto la lucidità di pensare a tutto questo?” E Padre Ferdinando,un po’ malizioso, mi ha risposto dicendo che forse io conoscevo poco la mentalità femminile! “Sarà”, ho detto fra me e me, “ma ho la netta impressione che forse Cesaria era al corrente della sua condizione.” Ho salutato Padre Ferdinando rinnovandogli la preghiera di tenere per sé questo segreto ed allo stesso tempo gli ho confermato che avrei informato al più presto anche Mimì. Ritorno a casa un po’più sollevato e non riesco a vedere Tosca! Controllo le ciotole e noto che neanche lei ha mangiato qualcosa; la chiamo più volte ma non riesco a sentire miagolii di nessun genere…chissà dov’è…Però in questi frangenti non posso stare a preoccuparmi anche di lei, si farà vedere quando sentirà di avere fame…Per il momento devo occuparmi delle principali cose da fare perché fra qualche giorno farà il suo ingresso in questa casa il piccolo Giacomo e allora sarà tutta un’altra storia.Che cosa proverà? E io? Che proverò? Prendo carta e penna, mi siedo al tavolo e comincio ad elencare tutto quello che dovrò predisporre per l’arrivo di Giacomo ed anche pensare a contattare da subito un pediatra ed una baby-sitter, almeno per i primi tempi poi vedremo l’evolversi della situazione. Per l’alimentazione di Giacomo e per le altre sue eventuali necessità mi rivolgerò alla farmacia che si trova a due passi da casa: ci operano persone gentili e competenti che mi daranno volentieri le più precise indicazioni in proposito.Adesso che mi viene in mente credo che la prima cosa da acquistare sia un lettino e poi uno di quei passeggini con funzioni doppie e poi…Ho capito:ci sarà da acquistare anche altro perché Giacomo possa avere tutto il necessario. Forse è meglio che vada subito in farmacia in modo da farmi consigliare dove poter reperire quello che mi serve. Rientro a casa nel tardo pomeriggio; domani in mattinata mi porteranno quanto ho acquistato e penso che, oltre a me, anche Giacomo rimarrà soddisfatto. Da un’occhiata alle ciotole di Tosca mi accorgo che qualcosa ha mangiato, non molto però l’ha fatto ed ha anche bevuto ma non si fa vedere in giro! Che cosa le sta succedendo? Anch’io ho sperimentato un grosso dispiacere e ancora non riesco a riprendermi se non con grande sforzo ma il pensiero di quello che dovrò affrontare mi dà l’energia per riuscire a superare questi brutti momenti. E’ quasi ora di cena e soltanto adesso mi ricordo di non aver toccato cibo da ieri sera ma non ci ho neppure pensato: ho dimenticato anche di prendere il mio giornale…strano, non m’importa!Oggi niente musica e neppure il canto e la voce di Cesaria: la casa è troppo silenziosa ed anche molto triste. Telefono a Padre Ferdinando per dirgli che dovremo pensare al funerale di Cesaria e lui, pronto, mi assicura che si occuperà personalmente di tutto quanto affidandosi a persone di sua conoscenza. Mi dice anche che vuole essere lui a battezzare Giacomo:già, non ci avevo pensato! Gli dico che non ho nulla in contrario e lo ringrazio. E’ stata una giornata tremenda sotto molti punti di vista e sento che è giunto ormai il momento di andare a letto a riposare e magari anche a dormire. Non so se ci riuscirò. Tutti i sistemi che sono stati inventati per indurre la gente a prendere sonno il più rapidamente possibile questa notte con me non funzionano. Non ho voglia di ascoltare musica e neppure di leggere. L’assenza inusitata di Tosca nel mio letto acuisce ancora di più la mia insonnia, spero domattina di riuscire a capire dove si va a nascondere in certi casi. Decido di prendere un sonnifero. Deve essere piuttosto blando perché c’impiega un’ora a compiere il suo dovere ma finalmente mi addormento, non profondamente ma è già qualcosa. Mi sveglio circa due ore prima del mio orario abituale: evidentemente quanto è accaduto ha inciso molto su di me e non solo, anche su Tosca perché contrariamente alle sue abitudini non è qui nel mio letto. Devo assolutamente trovarla e, ancora in pigiama, vado a cercarla: comincio dalle finestre per vedere se per caso avesse deciso di andarsene in strada. Qualche hanno fa lo fece e la trovammo tutta impaurita nascosta sotto un’auto parcheggiata. Arrivato alla camera di Cesaria resto di stucco: sul suo letto, coricata di fianco, con la zampetta anteriore destra piegata in modo tale da coprire orecchio ed occhio destri c’è Tosca! Immobile! Mi avvicino in punta di piedi, mi siedo accanto a lei e le parlo delicatamente: lei solleva lentamente la testa, mi guarda e nei suoi occhi mi sembra di scorgere un velo di tristezza , addirittura lacrime ma forse è soltanto un’impressione. Poi un tenue miagolio e torna ad accovacciarsi sul letto di Cesaria. La capisco, devo lasciare che lei faccia diminuire il suo dolore pian piano e nella solitudine. Non mi va di scherzare ma certo, tenere in casa una gatta che capisce…beh! E’ incredibile. Il giorno che lo racconterò a Giacomo sai come mi prenderà in giro, riderà a crepapelle e non ci crederà, già me lo immagino. Improvvisamente mi è tornato in mente Giacomo: me ne stavo dimenticando e questo non sta bene, sono suo padre! Provo una strana sensazione al pensiero di tornare a rivivere con lui i primi anni di vita di mia figlia Mimì. Molte volte mi son dovuto occupare di lei in sostituzione di Luisa in quanto, per il suo lavoro nella scuola, mia moglie doveva assentarsi da casa tutte le mattine tolti i giorni festivi e i periodi di chiusura delle scuole. Ricordo il cambio dei pannolini, il bagnetto, le prime pappette, i numerosi tentativi per farla addormentare, le prime camminate con il passeggino e poi, le traversate della città sul tram, da lei molto apprezzate, perché riusciva quasi sempre a farsi una bella dormitina. Io ne approfittavo per rimanermene seduto nello stesso tram fino al capolinea, scambiare quattro chiacchiere con quei colleghi non ancora in pensione che avevo conosciuto ai tempi di quando lavoravo nell’azienda; poi, se Mimì ancora dormiva, ce ne tornavamo indietro con lo stesso mezzo che avevamo preso all’andata. Con Giacomo, se farò in tempo a vederlo crescere, voglio ripetere le identiche cose. Non mi interessa più conoscere il motivo per il quale Cesaria ha voluto attribuirmi il ruolo di vero padre del suo piccolo ma io cercherò di non deluderla: non tradirò il suo segreto e farò in modo di essere un buon padre. Riprendo la mia solita routine, che prossimamente non sarà più cosi solita, terminata la quale telefono al pediatra il cui nome ho avuto tramite la farmacia. Mi è stato recapitato quello che avevo acquistato ieri: lettino, passeggino, bilancia, vaschetta da bagno, fasciatoio, poppatoio; insomma ho tenuto conto di tutti i suggerimenti della farmacia e del pediatra il quale mi ha dato altri preziosi consigli. Ho sistemato bene le cose nella camera di Cesaria: da oggi diventa camera di Giacomo! Mi pare giusto così. Tosca, sempre adagiata sul letto, non mi ha perso di vista neppure per un attimo: ha osservato con occhi attenti ogni mio più piccolo movimento molto incuriosita. Forse dovevo dirle quello che stavo facendo ma credo che lo abbia capito benissimo anche perché mentre mi muovevo parlavo da solo, sia pure a bassa voce. Telefono a Padre Ferdinando il quale mi informa che l’indomani mattina alle nove nella chiesetta dell’ospedale celebrerà la cerimonia funebre per Cesaria e al termine l’impresa addetta si occuperà del trasporto e dell’inumazione nel cimitero comunale; sempre domani, nel primo pomeriggio, in compagnia di un suo confratello, Padre Michele che sarà il padrino, battezzerà Giacomo. Ha anche parlato con i medici dell’ospedale i quali gli hanno confermato che il piccolo sta bene e che domani stesso potrà essere dimesso. L’ho ringraziato sinceramente e lui mi ha assicurato di essersi occupato di tutto con devozione e per l’affetto che ha sempre nutrito sia nei confronti di Luisa e di Mimì sia anche nei miei. Dal tono della sua voce capisco che non sta parlando in questo modo solo per gentilezza. Tutto si è puntualmente svolto come Padre Ferdinando aveva organizzato,nessun ostacolo ed io mi ritrovo a casa, seduto in poltrona con in braccio Giacomo il quale, con quei suoi occhi neri, scruta il mio viso e io guardo il suo accennando un sorriso. Vedrai, gli dico, andremo d’accordo e ti vorrò sempre un gran bene!Da quando sono entrato Tosca è improvvisamente riapparsa: mi gira intorno, osserva e annusa Giacomo, si sistema in terra vicinissima a noi due: cosa le passerà per la testa? Ci controlla? Mi sono ricordato che la scuola qui vicina, quella dove ha insegnato mia moglie per tanti anni, ha pure l’asilo nido comunale per bambini da zero a tre anni: domani ci farò un salto e domanderò cosa devo fare per portarvi Giacomo facendo presente che è orfano di madre, che il padre - cioè io - è troppo anziano e pure parecchio malandato e non ho altri parenti. Non credo mi faranno difficoltà. Sarà necessario presentare una apposita documentazione ed io approfitterò ancora di Padre Ferdinando il quale, ne sono certo, non mi farà mancare il suo aiuto. Quando metto a dormire Giacomo noto che Tosca ha lasciato il letto di Cesaria e si è installata nel lettino del piccolo: ormai questo si verifica da quando Giacomo è entrato a far parte della mia famiglia. Nel mio letto non ci ha messo più le zampe. Oggi ho deciso di telefonare a Mimì: sono le dodici e sarà al lavoro, in pausa pranzo.
(fine dell’ottava puntata)

16 commenti:

ANNA ha detto...

Quella dell'uomo non più giovanissimo che si ritrova con il "peso" di un neonato fra le braccia è un'immagine troppo bella. Posso anche perdonarti quello che hai fatto a Cesaria...
Spesso per "rinascere" bisogna morire... si prospetta per Aldo un nuovo inizio, speriamo bene! Non farmi intossicare con qualche altra tragedia, m'arraccummann'!!!!!!

stella ha detto...

Che papà amorevole!

Aldo, sto via una settimana.
Baci e a presto

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Uhm, mi sta venendo il dubbio che Padre Ferdinando sia il vero padre di Giacomo...dovevo tacere? :-D

Pierprandi ha detto...

Mi ero perso la settima puntata (mea culpa...), quindi questa mattina mi sono messo in pari... Un padre davvero amorevole. A presto caro Aldo.

l'incarcerato ha detto...

Ma questo è un romanzo!!

serenella ha detto...

Beh,Aldo ha davvero uuna grande responsabilità, un impegno che assolverà con amore. E con l'aiuto di Tosca che ha percepito tutto, come accade con gli animali che vivono con noi. Vediamo che accade.

Kaishe ha detto...

Aldare', stamane che uno dei miei mici to bene di azzannarmi una caviglia, io terrei d'occhio pure Tosca... però immagino che il seguito abbia previsto di tutto di più.
Perciò aspetto la prossima puntata.
Un saluto affettuosissimo!

rosy ha detto...

Auguri, papà!!! che è tutto preso da questo bellissimo evento, ma fa attenzione a tosca,che è diventata gelosa di Giacomino..non la trascurare.
Un bacione, adesso vedremo come te la cavi...come padre.

il monticiano ha detto...

@ANNA: Il "peso" è gravoso assai per un uomo di quell'età.
Spero proprio non ci sia nessuna intossicazione da tragedia in futuro.

@stella: Si fa quel che si può.
Buon riposo.

@Vincenzo Cucinotta: Sai che potrebbe essere una delle soluzioni?
Incidenti di percorso li chiamerei
e non ci sarebbe di che meravigliarsi.

@Pierprandi: Certo che se leggevi questa senza leggere la precedent non è che il racconto filasse poi molto.
A presto caro Pier.

@l'incarcerato: Direi piuttosto un racconto anche se per adattarlo al blog l'ho dovuto frazionare.

@serenella: Hai capito Tosca che bel tipetto che è?
Tu riguardo gli animali ne sai qualcosa. A volte non ci si rende conto quanto siano intelligenti.

@Kaishe: Tosca quale gatta sapiente, è lei che tiene d'occhio noi.
Ti saluto anch'io con affetto.

@rosy:come padre farò del mio meglio.
Tosca è paragonabile a una figlia
per me.
Un caro abbraccio.

il cuoco ha detto...

okkio dopo tante lacrime non vorrei apparisse il padre del Bambino.. Spezzerebbe il cuore al povero anziano:-))))

Tua madre Ornella ha detto...

Aldo passo
per abbracciarti!
Un bacio
Ornella

La Mente Persa ha detto...

Per me ha ragione Vincenzo: madre certa e padre... :)

La Mente Persa ha detto...

E bravo Aldo!

rosy ha detto...

Aldo, allora Giovedi, staremo tutti e due a goderci pane e tulipani...questo film mi fa impazzire specielmente lui, con quel suo amore delicato, che tanto piace a noi donne...
Quando lo vidi per la prima volta, uscendo dal cinema, dissi a mia figlia "lasciatemi all'autogril pure a me, poi ci penso da sola ad arrivare a Venezia" mia figli si mise a ridere...
Voglio andare a Veneziaaaaaaaa...
Ciao.

NADIA ha detto...

HOLAAAAAAAAAAAAAAAA
SOR ALDO BELLO!!!!
BUONGIORNOOOOOOOOOOOOO

CHE PAPA' FANTASTICO!!!!
TENERA ANCHE TOSCA .......
SPERIO CHE NON FARAI ACCADERE NIENTE DI SPOIACELOVE...MNE RACCOMANNO!!!
BESITO BESITO BESITO....
HASTA SIEMPRE!!!

Lara ha detto...

Tutto molto drammatico,e molto coinvolgente.
Mi dispiace tanto che Tosca non dorma più con Aldo - almeno per ora....

Ciao Aldo, anzi ciao Monticiano!!!
Grazie di queste belle letture che ci fai fare.
Un bacio,
Lara